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Chirurgia refrattiva: ad ognuno la sua

chirurgia refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il desiderio di poter fare a meno di lenti a contatto o occhiali da vista non è poi così infrequente. La presenza di uno o più difetti visivi anche piuttosto marcati, la sensazione di essere costantemente “vincolati” alla protesi esterna per poter svolgere qualunque attività, la percezione di avere un limite di indole estetica capace di compromettere il buon andamento della propria vita sociale, lavorativa, amorosa, sono pensieri piuttosto diffusi. 

Le tecniche di chirurgia refrattiva

Con il termine di “chirurgia refrattiva” si intende un insieme di tecniche volte al raggiungimento dell’obiettivo di poter fare a meno dell’uso di qualunque protesi esterna per poter vedere bene. Ogni paziente, però, è un mondo a sé, ed il suo apparato visivo presenta caratteristiche peculiari e difetti visivi del tutto “personali”.

Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale

Un colloquio approfondito con l’oculista in merito alle proprie aspettative ed una valutazione dettagliata dello stato di salute oculare consentiranno di individuare la tecnica più consona alla situazione peculiare del paziente. Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale si praticano sulla cornea, ovvero la membrana più esterna del nostro apparato oculare. L’obiettivo di queste tecniche è quello di correggere la curvatura della cornea e con essa correggere gli errori di messa a fuoco che caratterizzano i difetti visivi.

  • PRK: si tratta di una tecnica consolidata che viene praticata piuttosto frequentemente. Si avvale dell’uso del laser ad eccimeri, uno strumento al servizio della chirurgia oftalmica già dal finire degli anni Novanta e che si presta perfettamente ad eseguire l’intervento in tutte le sue fasi.
  • LASIK: nel caso della procedura LASIK, il laser ad eccimeri viene utilizzato solamente sullo stroma, ovvero la parte più interna della cornea, per accedere al quale viene sollevato un piccolo lembo dell’epitelio corneale.
  • MONOVISIONE: con questa tecnica si interviene solamente su un occhio, quello dominante. L’altro occhio viene lasciato invece lievemente miope, con l’obiettivo di compensare naturalmente le capacità visive dell’intero apparato e garantire una buona visione complessiva.

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare prevedono che si intervenga sul cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio. Le opzioni in questo caso sono due.

  • INTERVENTO DI FACOEMULSIFICAZIONE:  il cristallino naturale viene sostituito con una lente intraoculare perfetta per le esigenze del paziente. Questa tecnica è ideale per chi soffre di difetti visivi piuttosto marcati ed è già in età matura.
  • TECNICA DEI DUE CRISTALLINI: prevede l’impianto di un cristallino artificiale all’interno dell’occhio, mentre il cristallino naturale rimane nella sua sede naturale. E’ ideale per pazienti giovani con difetti visivi marcati. Lasciare il cristallino naturale nella sua sede è utile, perché non preclude al paziente la sua normale funzione accomodativa.

In alcuni casi può anche essere utile combinare una tecnica di chirurgia refrattiva corneale con una tecnica di chirurgia refrattiva intraoculare.

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Luce blu, ecco perché è così dannosa per i nostri occhi

maculopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Avevamo già affrontato tempo fa l’argomento dell’uso dei dispositivi elettronici in condizioni di poca luce, sottolineando come al diminuire della luce aumentasse il possibile danno al nostro apparato visivo. Oggi un nuovo studio comparso sulla rivista scientifica Nature entra ulteriormente nel merito dei danni che la luce blu emessa dai dispositivi elettronici può produrre ai nostri occhi. Il risultato? Un consiglio: non usare i dispositivi elettronici al buio e soprattutto non troppo a lungo. 

Ecco perché usare i dispositivi elettronici a letto fa male

Usare i dispositivi elettronici a letto o in condizioni di poca luce fa male ai nostri occhi per diversi motivi:

  • affatica la muscolatura oculare;
  • compromette la circolazione sanguigna dell’apparato visivo;
  • peggiora la percezione corretta sia delle immagini vicine che di quelle lontane;
  • causa la cosiddetta “cecità temporanea da smartphone”, specie se si privilegia l’uso di un occhio a discapito dell’altro (con la testa posata lateralmente sul cuscino, per esempio);
  • potrebbe favorire l’insorgenza di maculopatie;
  • compromette la qualità del sonno e del riposo.

Si tratta di una già lunga serie di ragioni piuttosto importanti e preoccupanti, che è bene non sottovalutare, e che da sole dovrebbero indurci a posare o meglio spegnere i nostri device elettronici preferiti quando ci rechiamo in camera da letto. Ma non finisce qui.

Ecco i risultati di un nuovo studio pubblicato recentemente su Nature

La luce blu favorisce la formazione di una molecola dannosa per la retina

In aggiunta ai motivi sopra citati per i quali sarebbe preferibile evitare l’uso prolungato dei device elettronici in condizioni di poca luce, citiamo oggi i risultati di un nuovo studio apparso sulla rivista scientifica Nature. La ricerca è stata condotta dal professor Ajith Karunarathne, dell’Università di Toledo nell’Ohio. Secondo il professore, la luce blu emessa dai dispositivi elettronici sarebbe responsabile della formazione di una molecola chimica particolarmente dannosa per le strutture oculari, con particolare riferimento alla retina. Questa molecola sarebbe tossica e sarebbe responsabile di diversi danni oculari particolarmente gravi, tra cui anche l’insorgenza della degenerazione maculare senile. A subire maggiormente il danno da parte della luce blu sarebbero i fotorecettori presenti sulla retina, cellule nervose molto importanti per il corretto andamento della funzione visiva, che verrebbero danneggiati in modo irreversibile proprio da questa molecola.

Fonte: Nature.com

Perchè la luce blu è pericolosa per i nostri occhi

La luce blu è pericolosa per i nostri occhi non solo per quanto dichiarato dal professor Karunarathne, ma anche perchè, vista la sua lunghezza d’onda, riesce a penetrare in profondità attraverso la cornea ed il cristallino fino alla retina. Inoltre, non essendo una luce calda, non innesca il naturale riflesso di restringimento della pupilla, e quindi l’occhio non è in grado di difendersi in alcun modo da essa.

La correzione laser dell’ipermetropia

ipermetropia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’ipermetropia fa parte dei cosiddetti vizi o difetti visivi, ovvero gli errori di messa a fuoco del nostro apparato visivo. Vediamo in questo breve articolo quali sono le caratteristiche dell’ipermetropia, e come risolverla in modo permanente. 

Ipermetropia, cos’è?

Come detto, l’ipermetropia è un difetto di messa a fuoco dell’immagine sulla retina. In condizioni normali, i raggi di luce penetrano nell’occhio attraversando la cornea ed il cristallino e vanno a focalizzarsi sulla retina. Nell’occhio ipermetrope il fuoco non cade correttamente sulla retina, ma al di là di essa. Il risultato è una visione buona da lontano, ma difficoltosa nella distanza ravvicinata. Quando l’ipermetropia è lieve o il paziente è ancora in giovane età, l’occhio fa un piccolo sforzo e, grazie al processo di accomodazione, riesce comunque a correggere il fuoco ed a vedere ugualmente bene anche da vicino. Diverso è il discorso nel caso di una ipermetropia media o elevata, oppure nel caso in cui il paziente sia già oltre i 40 anni ed abbia una ridotta capacità accomodativa.

La correzione definitiva dell’ipermetropia

L’ipermetropia da lieve a media e da media a forte (oppure abbinata ad altri difetti visivi) si può risolvere in modo permanente. In che modo? Le tecniche che si possono usare sono 3:

PRK

La PRK è una tecnica che possiamo definire “storica” nell’ambito della chirurgia refrattiva. La si applica con successo sin dagli anni Novanta, quando il laser ad eccimeri ha fatto la sua comparsa nel settore della chirurgia oftalmica. L’intervento viene eseguito previa anestesia topica (collirio anestetico) e prevede che il laser ad eccimeri, lavorando per ablazione, “modelli” la cornea opportunamente per riportare il fuoco nella posizione corretta.

LASIK

La tecnica Lasik viene eseguita, al pari di quella sopracitata, sulla cornea. Tuttavia, l’intervento non viene eseguito interamente dal laser ad eccimeri. Il laser interviene sulla cornea solo dopo che è stata aperto il flap, una sorta di “finestrella” sul suo epitelio, ovvero sulla parte più superficiale della membrana. L’apertura della finestrella può avvenire in modo meccanico oppure con l’ausilio di un laser di ultima generazione, chiamato laser a femtosecondi. Quest’ultimo è disponibile, ad oggi, solamente in alcuni centri d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico.

CRISTALLINO ARTIFICIALE

L’impianto di un cristallino artificiale, o lente introculare, può essere una buona soluzione per correggere in modo permanente l’ipermetropia. In questo caso sarà possibile lasciare oppure rimuovere il cristallino naturale, a seconda dello stato di salute dell’apparato visivo del paziente e della sua età. In generale, questa è una soluzione che si propone a chi ha un’ipermetropia piuttosto marcata o concomitante ad altri problemi visivi (una miopia molto forte oppure una cataratta).

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Per conoscere più da vicino le opportunità di correzione permanente dell’ipermetropia? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Cataratta, le 5 domande più frequenti

La cataratta è l’opacizzazione del cristallino dovuta all’invecchiamento, ma non solo. Traumi oculari, malattie sistemiche, difetti congeniti, possono essere altre cause della cataratta. L’Organizzazione Mondiale Della Sanità stima che la cataratta sia la prima causa al mondo di cecità ed ipovisione: nel 2010, il 51% della popolazione non vedente su scala mondiale si trovava in tale condizione a causa della patologia in questione. Per fortuna, tuttavia, si tratta di un problema risolvibile. Ma vediamo di rispondere a 5 tra le domande più comuni sulla cataratta.

1 – Che cos’è la cataratta?

All’interno del nostro occhio vi è una piccolissima lente naturale che, in condizioni normali, quando l’occhio è sano, si presenta come perfettamente trasparente. Questa lente prende il nome di cristallino. Quando essa si opacizza (cosa che può accadere per diversi motivi, anche se il più comune è l’invecchiamento), si ha la cataratta, una patologia che conduce ad un abbassamento della visione, ad una riduzione della vista, ad un cambiamento nella percezione dei colori (che si fanno via via meno vividi e brillanti), e ad un generale fastidio in presenza di luci intense soprattutto durante le ore serali e notturne.

2 – La cataratta fa diventare completamente ciechi?

La cataratta è una patologia che progredisce con gradualità, fino a condurre, nei casi più gravi, alla cecità. Non a caso, fino a diversi decenni fa, non era inusuale imbattersi in persone anziane non vedenti proprio a causa di questa patologia oculare. Dunque la risposta è sì, la cataratta fa diventare completamente ciechi. Tuttavia, oggi l’evenienza di diventare ciechi a fronte di una cataratta è davvero rara. Oggi, si consiglia di operare la cataratta prima che questa impatti gravemente la capacità visiva del paziente, per diversi motivi.

  1. Non vi è farmaco o terapia al mondo in grado di arrestare o invertire la progressione della patologia, dunque conviene operare quanto prima per evitare di andare incontro ad una ipovisione capace di mettere a repentaglio la stessa sicurezza del paziente (si pensi ad incidenti domestici o stradali);
  2. Una cataratta ad uno stadio molto avanzato può pregiudicare il generale stato di salute dell’apparato visivo, innescando un aumento di pressione intraoculare, che potrebbe a sua volta danneggiare il nervo ottico.
  3. Anche l’aspetto psicologico ed emotivo del paziente riveste un ruolo di primo piano. La compromissione della capacità visiva dovuta alla scelta sconsiderata di rimandare l’intervento magari per il timore dello stesso, può portare il paziente a veder minata la propria autostima a causa della crescente difficoltà a svolgere anche le minime azioni del quotidiano. La sensazione di impotenza e la compromessa autostima fanno anche sì che il paziente si senta improvvisamente invecchiato, triste e frustrato. L’intervento di cataratta, insomma, possiamo dire che faccia bene al corpo ma anche allo spirito.

3 – La cataratta può venire a un occhio solo?

La cataratta è generalmente una patologia a carattere bilaterale, anche se solitamente fa la sua comparsa prima ad un occhio e successivamente all’altro. In alcuni casi eccezionali, quando la cataratta si presenta a causa di un evento traumatico, può colpire un solo occhio. L’intervento per la rimozione della cataratta, noto anche come intervento di facoemulsificazione, si esegue solitamente dapprima ad un occhio, e dopo poche settimane all’altro.

4 – Esiste una medicina per curare la cataratta?

Come già anticipato al punto 2, non esiste alcuna medicina per curare, risolvere, arrestare o invertire la progressione della cataratta. Sicuramente vi sono degli accorgimenti che, per quanto concerne la cataratta senile, possono aiutare a ritardarne la comparsa: ci riferiamo ad una dieta molto sana a base di alimenti di stagione e che preveda l’introduzione di molti liquidi, ad uno stile di vita basato sul movimento e sull’attività all’aria aperta e ad una generale inclinazione verso il buon umore e l’ottimismo. Tuttavia, si tratta solamente di consigli di indole generale, che nulla hanno a che vedere con la medicina. Quando la cataratta si presenta, l’unica soluzione esistente è l’intervento di facoemulsificazione. Si tratta di un intervento di ultima generazione che, nei centri d’eccellenza, si effettua grazie ad uno speciale strumento ad ultrasuoni, il facoemulsificatore, in abbinamento ad un moderno laser a femtosecondi. Due strumenti ad altissima precisione che garantiscono un intervento preciso, sicuro, di breve durata, quasi per nulla rischioso sia nella fase intra che post operatoria e che non prevede l’uso di lame o bisturi.

5 – La cataratta può tornare dopo l’intervento?

Dopo l’intervento la cataratta non ritorna, perché il cristallino opacizzato è stato rimosso e quello artificiale che è stato collocato al suo posto non è soggetto ad opacizzazione ed anzi, durerà per tutta la vita del paziente. Una rara evenienza che si può verificare a seguito dell’intervento è la “cataratta secondaria“, un’opacizzazione della capsula posteriore che contiene il cristallino artificiale, risolvibile grazie ad un intervento laser di breve durata.

Hai altre domande?

In questo breve articolo abbiamo cercato di rispondere ad alcune tra le più comuni domande inerenti la cataratta. Se ne hai altre, se ti è stata diagnosticata la cataratta o è stata diagnosticata ad un tuo caro e desideri fare maggiore chiarezza sul tema, non esitare a contattarci. Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

La correzione della miopia elevata

La miopia è il difetto visivo più diffuso al mondo e il numero di persone che ne sono affette a livello globale è destinato ad aumentare con il passare del tempo, complici uno stile di vita sempre più “connesso” e sedentario e la diminuzione delle occasioni (anche lavorative, perché no) per trascorrere del tempo all’aria aperta. Ma non solo: anche la componente genetica riveste un ruolo determinante. Alla luce di queste considerazioni, viene naturale chiedersi quali siano le strade per correggere questo difetto visivo, soprattutto nelle sue manifestazioni più elevate. 

Ad ogni miopia la sua soluzione

A seconda dell’età del paziente e dell’entità del difetto visivo, le modalità per la correzione della miopia possono essere differenti. Una miopia leggera o media, se non ancora stabilizzata, si può correggere con l’aiuto degli occhiali da vista o delle lenti a contatto. Se il difetto visivo è stabile, invece, si può certamente valutare di affrontare un intervento laser specifico per la correzione della miopia, chiamato Femto-Lasik. Diverso è invece il discorso per quanto riguarda la miopia elevata, ovvero quella che supera le 7 diottrie, che si può considerare patologica, e che necessita di essere trattata con soluzioni mirate.

L’obiettivo, in questo caso, sarà duplice:

  1. Fornire al paziente un ottimale recupero della capacità visiva indipendente da occhiali;
  2. Correggere la forte miopia

Miopia elevata: occhiali sì o occhiali no?

Cercare di correggere una miopia elevata con il solo ausilio degli occhiali non è una scelta capace di fornire un ottimale recupero della capacità visiva. Chi soffre di miopia elevata, infatti, anche se “corretto” con delle lenti coerenti con il proprio difetto visivo, vedrà sempre quantitativamente e qualitativamente meno, con limitazioni del campo di sguardo in conseguenza della montatura e delle spesse lenti. E non solo: più la miopia è accentuata, più le lenti saranno esteticamente poco gradevoli.

Le alterazioni delle strutture oculari causate dalla miopia elevata

Un occhio affetto da miopia ha una forma diversa da un occhio che non ne è affetto. Esso è, generalmente, più allungato. Maggiore è la miopia, maggiore sarà l’allungamento. Nei casi in cui la miopia sia particolarmente forte, questo allungamento si ripercuote su tutte le strutture oculari, danneggiando in particolar modo la retina ed il nervo ottico. Inoltre, chi soffre di miopia elevata, chiamata anche patologica o malattia miopica, non va quasi mai incontro ad una stabilizzazione del difetto visivo, che anzi nel corso della vita tende a progredire, in modo più o meno irregolare.

Come si corregge la miopia elevata?

La tecnica dei due cristallini

La miopia elevata si può correggere con un intervento che prevede l’impianto di un cristallino artificiale, mentre l’intervento laser è sconsigliato. Il cristallino artificiale viene solitamente inserito nell’occhio senza asportare quello naturale (a meno che quest’ultimo non sia catarattoso). Questa tecnica prende il nome di “tecnica dei due cristallini”. Il cristallino naturale va possibilmente conservato perché è prezioso ed importante perché fornisce all’occhio l’esercizio di una delle sue funzionalità intrinseche e naturali, ovvero l’accomodazione. In questo modo il paziente continua a vedere bene da vicino, e riesce a mettere a fuoco gli oggetti naturalmente. Il cristallino artificiale, in aggiunta, chiamato anche lente fachica, servirà a correggere opportunamente la miopia. Infine, coloro che sono un pò meno giovani, possono correggere la loro forte miopia sostituendo il loro cristallino, trasparente od opaco (cataratta) che sia, con uno artificiale trasparente.

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Lenti intraoculari: tutto quello che c’è da sapere

Le lenti intraoculari, note anche come cristallini artificiali, sono piccolissime lenti artificiali che si inseriscono all’interno dell’occhio contestualmente all’intervento di cataratta oppure, senza togliere la cataratta, per correggere forti miopie. I cristallini artificiali non solo consentono di risolvere la cataratta, ma anche di correggere alcuni difetti visivi eventualmente presenti. Esistono diverse tipologie di lenti intraoculari, che variano per forma, per tipo di materiale, per dimensioni e, naturalmente, per potere correttivo. 

Sostituzione del cristallino

L’intervento di facoemulsificazione associato a laser a femtosecondi consente di estrarre il cristallino naturale, oramai opacizzato (cioè la cataratta) e non più in grado di esercitare il suo naturale potere rifrattivo nè la sua capacità accomodativa, e di sostituirlo con uno nuovo, perfettamente trasparente.

In virtù dei grandi progressi dell’industria dei dispositivi medici e dell’ingegneria dei materiali, in fatto di lenti intraoculari oggi il paziente che si opera di cataratta può scegliere tra una rosa di possibilità decisamente vasta. Naturalmente, la decisione circa quale sia la lente da preferire va presa in accordo con l’oculista e sulla base delle specifiche esigenze personali.

In linea generale, le lenti intraoculari per la cataratta si distinguono in:

  • monofocali: pensate per correggere un unico difetto visivo;
  • multifocali: pensate per correggere diversi difetti visivi e per consentire di vedere bene sia da lontano che da vicino;
  • toriche: per correggere un eventuale astigmatismo. Tale caratteristica può essere inserita in ambedue le categorie precedenti di cristallini artificiali.

I cristallini artificiali sono ben tollerati, non si opacizzano e non necessitano di essere sostituiti nell’arco della vita del paziente.

Tecnica dei due cristallini

Nella forte miopia:

  • si utilizza, soprattutto nel pazienti giovani o di media età, la tecnica dei due cristallini: in questo caso il cristallino naturale non viene asportato. Se il paziente ha meno di 50 anni, il cristallino naturale viene lasciato al fine di offrire una buona stabilità all’occhio ed al corpo vitreo, oltre che per garantire una buona visione da vicino, in virtù della sua capacità accomodativa

Chirurgia oftalmica: grandi vantaggi per ogni esigenza

Come abbiamo visto, la chirurgia oftalmica è in grado di offrire soluzioni risolutive per esigenze spesso molto diverse tra di loro. Riassumendo, la chirurgia oftalmica consente:

  • a chi soffre di difetti visivi leggeri o medi, di correggerli totalmente con l’intervento laser;
  • a chi soffre di cataratta, oltre a rimuovere l’opacità interna all’occhio, la chirurgia può correggere anche uno o più difetti visivi preesistenti e consentire l’uso della vista indipendentemente dall’occhiale;
  • a chi non soffre ancora di cataratta (per ragioni legate all’età non ancora molto avanzata) può risolvere uno o più difetti visivi di un certo rilievo con la sostituzione del cristallino eliminando o riducendo drasticamente la dipendenza dall’occhiale e di evitare di andare incontro all’opacizzazione del cristallino;
  • a chi è ancora giovane ed ha una miopia forte o comunque non correggibile con tecniche laser, il cristallino consente di eliminare la dipendenza da occhiali o lenti a contatto.

Leggi anche: ad ognuno il suo cristallino

Leggi anche: lenti intraoculari, tipologie e usi

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Intervento di cataratta, meglio non aspettare

L’intervento di cataratta è, oggi, uno dei più praticati al mondo, nonché uno dei più sicuri. Se fino ad alcuni decenni fa si tendeva ad operare la cataratta solo quando questa era particolarmente avanzata, oggi invece si preferisce anticipare, con ripercussioni positive sullo stato di salute psicofisica del paziente. Aspettare troppo, insomma, non conviene. Ecco spiegati i motivi. 

La cataratta: quando il cristallino invecchia con noi

Il fenomeno che causa la cosiddetta “cataratta” è fisiologico ed è legato a doppio filo all’età del paziente. Con l’avanzare del tempo, generalmente intorno ai 60 anni, il cristallino, la lente naturale posta all’interno del nostro occhio, comincia ad invecchiare. Proprio come il vetro di una finestra esposto per anni ad ogni sorta di intemperie, anche il cristallino perde trasparenza e comincia a diventare opaco. E non solo: oltre ad opacizzarsi, esso si ispessisce e perde flessibilità. Un processo irreversibile, al quale è bene porre rimedio quanto prima.

Come vede il paziente con cataratta

La cataratta porta ad una difficoltà visiva generalizzata: i contorni delle cose si fanno meno definiti, i colori perdono nitidezza, la naturale capacità accomodativa dell’occhio viene meno. Il paziente affetto da cataratta può andare dunque incontro ad una serie di difficoltà nello svolgimento delle piccole grandi azioni quotidiane come cucinare, occuparsi della propria igiene personale, guidare un veicolo, leggere o guardare la televisione, con una conseguente perdita di indipendenza che si ripercuote a sua volta sullo stato d’animo e sull’umore.

Ecco perché è bene non rimandare l’intervento di cataratta

E’ sconsigliato rimandare l’intervento di cataratta per due ragioni:

1 – Rinviare l’intervento ad oltranza significa andare incontro ad un peggioramento dei sintomi. Non esiste terapia farmacologica in grado di contrastare ed arrestare il processo di invecchiamento del cristallino, né di migliorarne i sintomi. Più il tempo passa, più il cristallino si opacizza, si irrigidisce e si ispessisce, andando ad occupare sempre più spazio all’interno dell’occhio e causando, talvolta, una aumento della pressione intraoculare, capace di causare danni irreversibili alle strutture visive dell’occhio. Si può anche innescare, ad esempio, una forma di glaucoma chiamata glaucoma facolitico. Fonte: AAO.org.

Leggi anche: l’intervento di cataratta rende più longevi? Per le donne forse sì

2 – Sottoporsi all’intervento di facoemulsificazione non appena la cataratta viene diagnosticata consente di godere di una lunga serie di ripercussioni positive sul fronte pratico e naturalmente anche psicologico. Vedere bene permette di svolgere le proprie attività quotidiane in totale autonomia e di evitare di andare incontro ad incidenti non solo spiacevoli ma anche potenzialmente pericolosi. E non solo: il ritrovato senso di indipendenza, consente al paziente di sentirsi più giovane più a lungo, senza correre il rischio di cadere in stati emotivi depressi che, al contrario, finirebbero con innescare un processo di invecchiamento più repentino e più difficile da gestire.

Leggi anche: con l’intervento di cataratta, più sicuri anche alla guida

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Ad ognuno il suo cristallino: monofocale, multifocale o accomodativo?

I primissimi interventi di rimozione della cataratta prevedevano che, una volta tolto il cristallino naturale oramai opacizzato, questo non venisse sostituito in alcun modo ed il paziente dovesse far ricorso ad un paio di occhiali. Oggi invece si usa impiantare i cristallini artificiali: questi vengono realizzati con materiali sintetici altamente tollerabili, perfettamente trasparenti e soprattutto personalizzabili in base alle esigenze del paziente. Ma quali sono questi cristallini ed a quali tipologie di esigenza rispondono?

Cos’è il cristallino

Il cristallino è una piccola lente situata all’interno del nostro occhio. Le sue dimensioni variano da persona a persona, ma si aggirano intorno ai 9 mm di larghezza per 3 mm di altezza circa. Esso è collocato all’interno di una capsula, e si compone di un nucleo e di una parte intermedia, tra il nucleo e la capsula, detta corticale. Il suo scopo è quello di filtrare la luce che penetra all’interno dell’occhio attraverso la pupilla e di convogliarla verso la retina. Com’è noto, la cataratta si ha quando il cristallino si opacizza, e dunque va sostituito. Grazie all’osservazione dell’occhio con un macchinario chiamato lampada a fessura, lo specialista può osservare da vicino il cristallino e capire fino a che punto ed in quali parti esso sia opacizzato.

Cos’è il cristallino artificiale

Durante l’intervento di facoemulsificazione, dopo aver estratto il cristallino naturale del paziente affetto da cataratta, il chirurgo inserisce all’interno dell’occhio del paziente un cristallino di tipo artificiale. Questo è costituito da un materiale plastico perfettamente tollerabile, resistente ed assolutamente trasparente. E’ una lente che durerà per tutta la vita, e non richiede di essere né sostituita né pulita nel corso degli anni.  Attraverso un esame specifico chiamato biometria, il chirurgo riesce a calcolare il diametro del bulbo oculare e dunque a stabilire l’entità del potere diottrico che il cristallino artificiale dovrà avere. Il cristallino artificiale ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una vera e propria rivoluzione del campo dell’oftalmologia, migliorando drasticamente la qualità di vita di un sempre maggiore numero di pazienti anche in età particolarmente avanzata.

Cristallino: ad ognuno il suo

Come detto, la possibilità di correggere l’afachia – ovvero l’assenza di cristallino – tramite l’inserimento di un cristallino artificiale al posto di quello naturale, ha rivoluzionato il mondo dell’oftalmologia moderna. Ma dai primi cristallini, tutto sommato poco personalizzabili e piuttosto rigidi, ad oggi, di strada ne è stata fatta davvero molta. I cristallini dei quali la moderna chirurgia oftalmica dispone sono molto flessibili e dunque facilmente collocabili nella loro sede senza dover ricorrere ad incisioni ed a punti di sutura.

I cristallini monofocali

I cristallini monofocali non hanno potere accomodativo ma consentono di risolvere, oltre al problema della cataratta, anche un difetto refrattivo preesistente. I cristallini di questo tipo sono molto ben tollerabili ed hanno il medesimo potere diottrico in tutta la loro superficie.

I cristallini multifocali

I cristallini multifocali, proprio come le lenti multifocali degli occhiali, consentono di correggere in una mossa sola sia i problemi di visione “da vicino” che i problemi di visione “da lontano”. Questi cristallini sono costruiti in modo che il potere diottrico sia variabile: ogni piccola sezione della lente è costituita da cerchi concentrici capaci di offrire poteri diottrici differenti e dunque di sopperire alle diverse esigenze di visione, da lontano oppure da vicino.

I cristallini accomodativi

Si tratta di lenti particolarmente elastiche, capaci di fissarsi con la struttura interna muscolare dell’occhio e dunque di esercitare quell’azione accomodativa che è tipica del cristallino naturale. In altre parole, l’occhio riesce ancora a mettere a fuoco come prima dell’intervento, perché la lente artificiale si contrae e si flette in risposta alle contrazioni naturali dell’occhio.

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L’intervento per la rimozione della cataratta

La cataratta è una patologia tipica dell’età avanzata che porta ad una progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino. In Italia almeno 1 paziente over 70 su 4 è affetto da cataratta. L’intervento per la rimozione della cataratta è uno dei più diffusi e dei più sicuri al mondo: solo nel nostro paese, esso viene eseguito almeno 500 mila volte l’anno. Un numero impressionante, che ci dà la misura di quanto questa patologia sia diffusa. Tuttavia, se solo una manciata di anni fa un anziano con il problema della cataratta avanzava progressivamente verso pressochè totale cecità, oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante e l’intervento per la rimozione della cataratta non solo è sicuro a prescindere dall’età del paziente, ma anche risolutivo, a tal punto che spesso egli può dire addio agli occhiali. Ma vediamo di capire qualcosa in più.

Cataratta, questa sconosciuta

La cataratta, come già detto, è il risultato di una progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino, ovvero di quella lente naturalmente presente nell’occhio, che raccoglie i raggi luminosi che penetrano nell’occhio attraverso la pupilla e li proietta sulla retina, da dove poi saranno “decodificati” e convogliati al cervello per essere tradotti in informazione. Se il cristallino diventa opaco, un pò come un vetro appannato, va da sè che l’intero meccanismo si inceppa. La vista si fa meno nitida, i colori meno vividi, i contorni meno definiti. Come già spiegato altrove, esistono diverse tipologie di cataratta, non tutte connesse all’età, ma tutte aventi i medesimi sintomi in comune. L’intervento per la rimozione della cataratta è la soluzione ideale.

Come “curare” la cataratta?

Nonostante uno stile di vita sano e dinamico ed una buona alimentazione siano fondamentali per mantenere l’occhio (così come l’organismo) in giovane ed in salute, ad oggi non esistono terapie in grado di curare la cataratta che, come detto, è un processo irreversibile. L’unica soluzione è l’intervento chirurgico.

In cosa consiste l’intervento di Femto-Cataratta?

L’intervento per la rimozione della cataratta, nei centri di eccellenza come CAMO, prende il nome di Femto – Cataratta. Il medico “accede” al cristallino grazie ad un laser a femtosecondi, che apre la capsula che lo contiene in modo preciso ed indolore. Successivamente, con uno strumento ad ultrasuoni chiamato facoemulsificatore, il medico disintegra ed aspira il cristallino opacizzato. Infine, sostituisce il cristallino con uno nuovo. L’intervento dura una ventina di minuti ed è totalmente indolore. L’anestesia è solamente locale, e si effettua tramite uno specifico collirio. Terminato l’intervento, il paziente è libero di andare a casa, e non avrà nè bendaggi nè punti di sutura.

Un nuovo cristallino, fatto apposta per te

In Camo siamo orgogliosi di avvalerci della procedura d’avanguardia sopra descritta. Da noi, puoi sottoporti all’intervento di rimozione della cataratta – il cosiddetto intervento di Femto-Cataratta – e tornare a casa con un cristallino nuovo pensato e progettato proprio sulla base delle tue esigenze: l’intervento include infatti anche la correzione di un eventuale difetto refrattivo, oppure di più difetti refrattivi, con l’impianto di una lente multifocale.

Sei interessato all’intervento di rimozione della cataratta? Vuoi saperne di più? Contattaci!

Saremo lieti di spiegarti tutto e rispondere a qualunque tua domanda. Per info e appuntamenti chiama 02 6361 191

 

 

 

Cataratta: un disturbo, tante varianti

La cataratta si ha quando il cristallino, ovvero la lente naturale posta all’interno dell’occhio, si opacizza e perde trasparenza, un pò come un vetro che si appanna, impedendo una visione limpida e precisa.  Non tutti sanno, tuttavia, che si distinguono diverse forme di cataratta. Vediamo nel dettaglio la classificazione di tipologie di cataratta.

Un disturbo nel complesso molto comune (e molto antico)

La cataratta è, tutto sommato, un disturbo molto comune, ed è la prima causa di cecità al mondo: l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato infatti che su poco meno di 40 milioni di individui non vedenti al mondo, la metà di essi non veda proprio a causa della cataratta. Tuttavia, l’intervento per la cura della cataratta oggi è uno dei più sicuri ed dei più praticati al mondo, con una media di 8mila interventi per milione di persone.

Classificazione delle tipologie di cataratta

Come anticipato, nonostante il sintomo – ovvero l’opacizzazione del cristallino – sia uno, le tipologie di cataratta sono diverse, e si distinguono generalmente in base alla loro origine. Vediamo quali sono:

  • Cataratta senile:

    è la forma maggiormente diffusa tra la popolazione. E’ fisiologico, infatti, che con l’avanzare dell’età il cristallino si opacizzi e che questo fenomeno porti ad un peggioramento della visione. Si stima che più della metà degli over 70 abbia un visus “annebbiato” a causa della cataratta.

  • Cataratta congenita:

    la cataratta congenita, è tale dalla nascita. Essa si può manifestare monolateralmente, ovvero ad un solo occhio, oppure bilateralmente, ovvero a entrambi gli occhi. La causa spesso è genetica, ma può anche essere dovuta all’assunzione di farmaci particolari in gravidanza da parte della madre, all’esposizione a raggi x, o a malattie contratte dalla madre sempre in fase gestazionale nel primo trimestre di gravidanza, quali rosolia, parotite, varicella o herpes sistemico.

  • Cataratta complicata:

    si definisce come cataratta complicata una cataratta che insorge come complicazione di altra patologia del bulbo oculare. Miopia grave, distacco di retina, tumore dell’occhio e altre malattie possono avere come complicazione anche la cataratta.

  • Cataratta associata ad altre malattie:

    uno dei casi più comuni di formazione della cataratta in associazione ad altre malattie è quello dei soggetti diabetici. Si pensi che i soggetti diabetici sono predisposti allo sviluppo della cataratta 4 volte di più rispetto ai soggetti non diabetici.

  • Cataratta da farmaci:

    anche alcuni farmaci possono predisporre allo sviluppo della cataratta, tra questi i cortisonici ed alcuni colliri per il trattamento del glaucoma. Attenzione però: non ci riferiamo ad un’assunzione una tantum, ma ad un’assunzione massiccia che abbia una certa continuità.

  • Cataratta traumatica

    infine, segnaliamo che anche una contusione o ferita dell’occhio può causare l’insorgenza della cataratta.

Come si può vedere, concludendo, quando si parla di cataratta ci si riferisce ad un fenomeno dalle molteplici sfaccettature, che può colpire diversi soggetti per differenti motivi. E’ fondamentale, per questo motivo, rivolgersi con fiducia ad un medico specialista, onde valutare la propria situazione personale e le possibili terapie o soluzioni.

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