Consigli generali per preservare la salute degli occhi nella vita di tutti i giorni.

Cataratta e menopausa: cosa c’è da sapere

Secondo alcune ricerche scientifiche, l’età avanzata media delle donne dei paesi occidentali si aggira oggi intorno agli 82 anni. Un traguardo che fino a pochi decenni fa sarebbe stato del tutto impensabile, e che è segno tangibile dell’attenzione e della sensibilità nei confronti di temi quali prevenzione, fiducia nella medicina, ma anche ai grandi progressi della ricerca in ambito medico e scientifico. E dal momento che la vita media della donna si sta via via allungando, la scienza si interroga sempre più spesso sul legame tra menopausa e salute. Sapevate, per esempio, che la menopausa esercita un’influenza anche sull’apparato visivo? E che cataratta e menopausa possono avere un legame?

Menopausa, occhi e secchezza oculare

Noi tutti tendiamo comunemente ad associare la menopausa ad un’aumentata secchezza oculare dovuta al calo di estrogeni nel sangue. Effettivamente è proprio così: uno dei sintomi più evidenti della menopausa è proprio un abbassamento dei livelli di lubrificazione oculare, chiamata anche Dry Eye Syndrome – Sindrome dell’Occhio Secco. Una fase che, cronicizzandosi, può innescare altri disturbi, come un’infiammazione della cornea (cheratite) o della congiuntiva (congiuntivite).

Cataratta e menopausa: fattori di rischio

La menopausa non porta con sé solamente i tipici sintomi da alterazione del film lacrimale. Al contrario, essa può concorrere all’esordio della cataratta. Nelle donne i cambiamenti ormonali posti in essere dalla menopausa rappresentano infatti un fattore di rischio per la cataratta. Ma non sono i soli. Come sempre accade in medicina, le patologie non sono il risultato di un’unica causa scatenante, ma possono essere il risultato di un insieme di fattori predisponenti. Nel caso della cataratta, i fattori predisponenti sono l’età, il fumo, l’obesità, il diabete, l’esposizione ai raggi UV e, non ultima, proprio la menopausa.

Gli effetti della terapia sostitutiva sullo sviluppo della cataratta

Secondo i risultati di alcune ricerche scientifiche, la terapia sostitutiva a base di estrogeni potrebbe aiutare a diminuire il rischio di andare incontro ad un’opacizzazione del cristallino o a ritardare l’insorgenza della cataratta. In generale, i ricercatori hanno riscontrato che le donne over 65 che fanno uso di terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni tendono a sviluppare la cataratta meno delle loro coetanee che invece non assumono la terapia. E non solo: sembra che anche un menarca precoce ed una menopausa tardiva concorrano ad una minor incidenza della cataratta. Analogamente, anche l’assunzione di contraccettivi orali – a base di estrogeni – è associata ad una minor incidenza di cataratta.

Azione antiradicalizzante: non solo estrogeni

Alla luce di quanto sopra affermato, sembra dunque che gli estrogeni esercitino un’azione antiradicalizzante capace di contrastare gli effetti negativi dello stress ossidativo a carico del cristallino. A proposito di azione antiradicalizzante, anche abbinare una dieta ricca di vitamine e antiossidanti può essere d’aiuto nel ritardare o prevenire l’insorgenza della cataratta.

L’alimentazione esercita un ruolo fondamentale nella prevenzione di tante patologie tipicamente connesse all’invecchiamento. Mangiare “a colori”, seguire la stagionalità degli alimenti e bere molta acqua è il primo passo per prendersi cura anche del proprio apparato visivo.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico

Leggi anche: come prevenire la cataratta a tavola

Cataratta e menopausa: quando operare?

La cataratta fa tradizionalmente la sua comparsa dai 55 anni in su e progredisce pian piano nel tempo. Il consiglio vale in questo caso tanto per gli uomini quanto per le donne, ed è quello di operare non appena si riceve la diagnosi di cataratta. Una cataratta trascurata porta ad un ispessimento del cristallino, che a sua volta può mettere sotto pressione le strutture oculari circostanti, danneggiandole. Inoltre la cataratta compromette gravemente la capacità visiva di chi ne è affetto, pregiudicandone l’indipendenza su più fronti. Non c’è motivo per temporeggiare: anzi, sottoporsi quanto prima all’intervento di cataratta consente di recuperare e mantenere nel tempo la propria autonomia ed il proprio dinamismo. Il primo passo, dunque, per affrontare la terza età con il giusto sprint.

La pandemia da Coronavirus ha spinto molti pazienti a rimandare l’appuntamento per l’intervento di cataratta per timore del contagio. Nei centri oculistici certificati Covid-free, come CAMO, oggi è possibile sottoporsi all’operazione in totale tranquillità, evitando le conseguenze innescate dall’avanzamento della patologia.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico di Camo – Centro Ambrosiano Oftalmico

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Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di prenderci cura del tuo apparato visivo e di illustrarti nel dettaglio le caratteristiche dell’intervento di cataratta, anche nella sua variante senza bisturi.

In cosa consiste la visita oculistica?

La visita oculistica è uno degli appuntamenti con la salute al quale è bene non mancare. Tuttavia, l’oculista è uno degli specialisti dei quali ci rammentiamo solamente quando il nostro apparato visivo si fa in qualche modo sentire, manifestando una ben precisa e per noi insolita sintomatologia. Altrimenti, quando ci sembra di stare bene e di vedere bene, tendiamo ad assimilare la visita oculistica al controllo della vista, cioè alla sola misurazione delle diottrie. Nulla di più sbagliato. Spendiamo dunque due parole su questo tema: in cosa consiste la visita oculistica? Perché è così importante? E per quale motivo è bene non mancare agli appuntamenti con la propria salute visiva?

In cosa consiste la visita oculistica

La visita oculistica è una visita medica condotta da uno specialista in possesso di una Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Oftalmologia. Il suo obiettivo è eseguire un controllo accurato dello stato di salute degli occhi.

Ecco in cosa consiste la visita oculistica:

  • anamnesi: un dialogo approfondito durante il quale lo specialista raccoglie un insieme di dati in merito alla storia clinica del paziente;
  • esame obiettivo: lo specialista osserva con attenzione gli occhi, i movimenti oculari e palpebrali del paziente;
  • esame della lampada a fessura: detto anche biomicroscopia, questo esame non è invasivo. Consente al medico di osservare l’occhio più da vicino. Potrà dunque osservare la sclera, l’iride, il cristallino e, con l’aiuto di speciali lenti, anche la retina e la testa del nervo ottico. Questa fase della visita oculistica è fondamentale per diagnosticare eventuali patologie oculari come retinopatie, cataratta, glaucoma ed altre;
  • autorefrattometria: è la misurazione delle diottrie. Consente di individuare la presenza dei difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo);
  • esame dell’acuità visiva: il suo scopo è quello di misurare la capacità dell’occhio di distinguere chiaramente le forme ed i colori e la prontezza nella messa a fuoco.
  • tonometria: è la misurazione della pressione oculare, fondamentale per la diagnosi del glaucoma ed imprescindibile laddove il paziente presenti familiarità con la patologia;
  • esame del fondo oculare: si tratta dell’osservazione delle strutture oculari che sono collocate in posizione posteriore rispetto al cristallino. Per eseguirla, è necessario somministrare qualche goccia di un collirio midriatico, che induce la dilatazione della pupilla. Si tratta di una procedura indolore e non invasiva, ma preziosa per la diagnosi di alcune patologie quali glaucoma, maculopatie, neuropatie anteriori e altre.

Perché è fondamentale non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista

Il nostro apparato visivo cresce, evolve ed invecchia insieme a noi. Un’evoluzione che è fatta di scadenze ben precise, che spesso si accompagnano con difficoltà visive e patologie caratterizzanti le diverse tappe della vita. Se in età pediatrica è importante monitorare l’andamento della funzione visiva e verificare l’insorgenza di eventuali patologie (lo strabismo, l’occhio pigro) o difetti visivi, i 40 anni rappresentano l’appuntamento tipico con la presbiopia, e, analogamente, l’età matura porta spesso con sé la cataratta. Ma non solo: stili di vita, abitudini, familiarità con determinate patologie possono aggiungere ulteriori tasselli al “puzzle” che compone, anno dopo anno, l’andamento della nostra salute visiva.

La visita oculistica ha l’obiettivo di dare le giuste attenzioni all’apparato visivo

Da queste brevi considerazioni – ed ora che abbiamo chiarito in cosa consiste la visita oculistica – si evince chiaramente che pensare di recarsi dall’oculista per “misurare la vista” è quanto mai riduttivo. Si tratta, al contrario, di dare le giuste e dovute attenzioni ad un delicatissimo e preziosissimo insieme di strutture che ci garantiscono giorno dopo giorno un dono dal quale difficilmente saremmo disposti a prescindere: quello di poter apprezzare il mondo in tutta la sua straordinaria bellezza.

Mancare all’appuntamento con l’oculista può favorire l’avanzamento di alcune patologie

Infine, alcune patologie oculari rimangono silenti ed apparentemente asintomatiche (il glaucoma ne è un esempio) sino a quando il danno che riescono ad arrecare alle strutture oculari diviene indelebile e difficile da riparare. Non effettuare una visita oculistica può voler dire, a volte, lasciare ad una patologia tutto il tempo per avanzare e peggiorare inesorabilmente.

Visita oculistica a Milano: il Centro Ambrosiano Oftalmico ha a cuore la tua salute visiva

Alla luce di quando detto sopra, il consiglio è quello di affidarsi ad uno specialista che ci accompagni nel tempo nel mantenimento della salute visiva. In questo senso – e per chi cerchi una clinica dove prenotare una visita oculistica a Milano – il Centro Ambrosiano Oftalmico è da anni presente nel capoluogo lombardo con un team di oculisti pronti ad affiancare il paziente con costanza, professionalità, disponibilità e cortesia. L’obiettivo è quello di intraprendere assieme un percorso virtuoso fatto di prevenzione, di diagnosi e di trattamento delle patologie oculari.

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Vuoi conoscere prenotare una visita oculistica a Milano? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Saremo lieti di fare la tua conoscenza.

Coronavirus e occhi: intervista al Dott. Lucio Buratto

coronavirus e occhi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il virus Sars-Cov2, noto anche come Covid19, ha influito marcatamente sulle esistenze di tutti noi, portando dolore nelle nostre famiglie e modificando abitudini e stili di vita,  segnando in modo indelebile il nostro vissuto ed il nostro futuro. Qual è il legame tra coronavirus e occhi? Fino a che punto, quindi, i nostri occhi possono rappresentare una via di accesso al virus? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Dottore, anzitutto può spiegarci che cos’è il Covid19?

Il Covid19 è un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus. Il nome Coronavirus deriva dalla loro forma, che ricorda appunto quella di una corona. Si tratta di virus che colpiscono l’apparato respiratorio: lo stesso raffreddore appartiene alla famiglia dei coronavirus. Altri coronavirus sono presenti solamente nel mondo animale ma, come avvenuto nel caso del Covid19, talvolta possono mutare ed infettare anche l’uomo. Il Covid19 si caratterizza per una maggiore carica virale, che significa che è molto contagioso, e può causare sintomi respiratori anche di una certa gravità.

Coronavirus e occhi: il contagio avviene anche attraverso gli occhi?

Sì. La congiuntiva è una delle vie preferenziali che il virus usa per accedere all’organismo. Avrete sicuramente sentito parlare in questi mesi delle droplets, ovvero di tutte le secrezioni respiratorie che ciascuno di noi emette anche solo nell’atto del semplice parlare. Ed ancor più quando si starnutisce e tossisce. Si tratta di un aerosol che viaggia nell’aria e va a posarsi facilmente sull’epitelio congiuntivale umano. Ecco perché è davvero fondamentale mantenere una distanza interpersonale di un metro / un metro e mezzo ed evitare di toccarsi gli occhi prima di aver lavato e igienizzato bene le mani.

I portatori di lenti a contatto sono maggiormente esposti al contagio?

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il virus riesca a sopravvivere per diverse ore al di fuori dell’organismo umano: e nonostante siano ancora in corso studi sulla sopravvivenza del virus sui materiali che tipicamente compongono le lenti a contatto, è consigliato adottare alcune precauzioni. Tra queste, l’igiene costante ed attenta delle mani prima e dopo aver messo e tolto le lenti, l’uso di lenti usa e getta, il mantenimento della corretta distanza interpersonale.

Per quanto riguarda l’uso degli occhiali, invece?

Anche chi usa gli occhiali dovrebbe prestare molta attenzione all’igiene tanto degli occhiali stessi quanto, naturalmente, delle mani. Il virus, ove presente nell’ambiente, può infatti depositarsi sulla superficie degli occhiali. Toglierli e lavarli frequentemente con sapone neutro (facendo attenzione a non rovinare le lenti) è sicuramente una buona abitudine. A questa si associano tutte le altre che già conosciamo, come l’igiene delle mani e l’attenzione a non portare le mani alla bocca, al naso e agli occhi.

A proposito di coronavirus e occhi, è vero che la congiuntivite è un sintomo del Covid?

Nonostante, come detto, la congiuntiva sia una delle vie d’accesso più facili per il virus, alcuni studi condotti dall’Accademia Americana di Oftalmologia hanno dimostrato che il Covid19 causa congiuntivite solo nel 1-3% dei casi. Di fatto, e salvo rare eccezioni, il Covid19 è una patologia non produttiva, cioè non produce secrezioni o lacrimazione. Al contrario, è una patologia di tipo secco. Ad ogni modo, in presenza di sintomi oculari poco chiari, è sempre bene consultare l’oculista. 

Il Centro Ambrosiano Oftalmico e la sicurezza

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è sempre aperto, nel pieno rispetto delle misure anti Covid. Il centro, inoltre, è la prima clinica oculistica italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Global Safe Site Excellence contro il Covid19 da parte dell’autorevole Bureau Veritas. La certificazione sancisce il pieno rispetto delle norme del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alla prevenzione dal coronavirus e risponde alle raccomandazioni delle più importanti Società Oftalmologiche nazionali ed internazionali, insieme a quelle della Organizzazione Mondiale della Sanità.

GLOBAL SAFE SITE EXCELLENCE - COVID-19 - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, garantisce l’adozione delle migliori misure preventive di pulizia, igiene, sanificazione e controllo di tutti gli ambienti e tutte le superfici contro la diffusione del coronavirus. Tutto lo staff, inoltre, è stato valutato in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del virus. In questo modo siamo in grado di fornire ai nostri pazienti un percorso sanitario realmente sicuro.

Hai altre domande sulla salute dei tuoi occhi? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica?

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Salute oculare: le professioni

Le professioni che ruotano intorno al mondo della salute oculare sono diverse. Imparare a conoscerne ruoli e competenze è utile per sapere chi interpellare di volta in volta, a chi rivolgersi e in quali casi. Prima di riporre la propria fiducia in un professionista, insomma, è bene sapere qual è il suo effettivo campo d’azione. In questo modo, per esempio, non scambieremo un semplice consiglio per una diagnosi certa. Scopriamo dunque assieme chi sono e cosa fanno l’oculista, l’ortottista, l’optometrista e l’ottico.

Il primo esperto di salute oculare: l’oculista 

Delle quattro figure professionali che descriviamo in questa sede, l’oculista è l’unico ad essere un medico. E’, difatti, laureato in Medicina e Chirurgia, ed è in possesso di una specializzazione in Oftalmologia. L’oculista visita l’apparato visivo, diagnostica patologie, individua difetti visivi. Ed è l’unico in grado di prescrivere trattamenti farmacologici ed eseguire interventi chirurgici. 

Il consiglio: andare periodicamente dall’oculista non serve solamente a “misurare la vista”, ma anche ad individuare eventuali patologie che altre figure professionali non sono in grado di diagnosticare. In questo modo si potrà recuperare prima il proprio benessere visivo, risparmiando tempo e denaro. 

L’ortottista: diagnosi e riabilitazione prima di tutto

L’ortottista è una professionista sanitario in possesso di una laurea in Ortottica. Opera nell’ambito della salute oculare in quanto è specializzato nello screening diagnostico e nella riabilitazione visiva con particolare riferimento ai problemi motori dell’apparato visivo. Lavora spesso a fianco dell’oculista e, ove necessario, lo assiste anche in sala operatoria.

Il consiglio: l’ortottista è una figura altamente specializzata, ma non è un medico. Impariamo ad ascoltare con attenzione le sue parole in quanto preziose, ma lasciamo sempre l’ultima all’oculista. 

L’optometrista: parola d’ordine, misurare

L’optometrista è una figura tecnica in possesso di una laurea in Ottica e Optometria, un precorso di studi più vicino alla Fisica e meno alla Medicina. Si occupa di riconoscere i difetti visivi e valutare la capacità visiva. Non essendo un medico, non può visitare, diagnosticare patologie, prescrivere terapie farmacologiche oppure chirurgiche. 

Il consiglio: una semplice misurazione della capacità visiva e delle proprie diottrie è sempre utile. Attenzione però: a volte i cali visivi sono di natura patologica. Rivolgiamoci all’oculista in caso di dubbio o di cambiamenti repentini della nostra capacità visiva. 

L’ottico: occhiali o lenti? Non hai che da chiedere

Concludiamo la carrellata delle professioni legate al mondo della salute oculare conoscendo più da vicino l’ottico. L’ottico è un artigiano ed un negoziante che si occupa di realizzare e rivendere ausili per la vista quali occhiali e lenti a contatto. Non ha competenze in ambito sanitario e non è abilitato all’esecuzione di visite mediche. Spesso gli ottici sono anche Optometristi e propongono ai loro clienti una misurazione della vista presso i loro punti vendita. Una procedura consentita che spesso ci fa comodo, ma che tuttavia non si sostituisce alla visita oculistica. 

Il consiglio: l’ottico è sempre il più informato di tutti in merito alle montature ed ai modelli di tendenza, ma anche alle lenti di ultima generazione con tutti i plus ai quali non sappiamo rinunciare: polarizzazione, anti riflesso, anti luce blu…facciamoci consigliare da lui su questi temi, mentre per la salute oculare rivolgiamoci sempre all’oculista.

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Domande frequenti sulla blefaroplastica

La blefaroplastica è un intervento capace di regalare indubbi benefici tanto sul fronte pratico quanto su quello estetico. Le blefarocalasi della palpebra superiore ed inferiore, infatti, non solo generano gonfiori ed accumuli di adipe fastidiosi ed esteticamente non sempre gradevoli, ma possono anche compromettere il buon andamento della funzione visiva. Tuttavia, come sempre accade quando ci si appresta a sottoporsi ad un intervento chirurgico del tutto nuovo, dubbi e domande non mancano. Cerchiamo dunque di mettere un po’ d’ordine e di rispondere alle domande più frequenti sulla blefaroplastica.

A che età è possibile sottoporsi ad un intervento di blefaroplastica?

Non c’è un’età specifica per affrontare una blefaroplastica, perché questo genere di intervento risponde con efficacia ad una gamma di esigenze differenti che possono presentarsi in momenti diversi della vita. Per esempio, è possibile ricorrervi in giovane età per correggere un difetto congenito, oppure in età matura per correggere un inestetismo causato dall’avanzare del tempo.

La blefaroplastica corregge anche altri inestetismi come rughe, borse e gonfiori? 

Sì. Grazie alla blefaroplastica è possibile restituire uno sguardo fresco e giovane intervenendo su più fronti. Difatti, durante la correzione del rilassamento delle palpebre è altresì possibile rimuovere eventuali accumuli di tessuto in eccesso, così come accumuli adiposi. Di conseguenza, anche il gonfiore periorbitale si riduce notevolmente. 

Anche agli oculisti capita di consigliare un intervento di blefaroplastica. Come mai?

La perdita di tono delle palpebre porta con sé una serie di conseguenze che possono esercitare un impatto negativo non solo sull’aspetto estetico di chi ne è affetto, ma anche sul fronte della funzionalità visiva. Per esempio, la blefarocalasi superiore, laddove importante, può arrivare a coprire parzialmente o totalmente la pupilla, riducendo anche drasticamente l’ampiezza del campo visivo. Nel caso della blefarocalasi inferiore, invece, questa può compromettere la buona lubrificazione oculare, innescando una serie di sintomi tra cui secchezza oculare persistente, bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo. 

L’intervento può avere conseguenze negative sulla vista?

Assolutamente no. Al contrario, come spiegato, un intervento di blefaroplastica può cooperare al miglioramento dell’andamento della funzione visiva. Peraltro, si ricordi che la blefaroplastica non interviene mai sull’occhio, ma solamente sulle palpebre. 

La blefaroplastica è consigliabile anche nel caso di difetti congeniti?

Certamente sì. Grazie ad un intervento di blefaroplastica, è possibile correggere l’estetica dello sguardo anche in presenza di difetti congeniti. Tra questi citiamo eventuali asimmetrie, ptosi, occhi spioventi o altri. Analogamente, la blefaroplastica può rivelarsi di grande aiuto nel caso di problemi di origine traumatica.

L’intervento presenta controindicazioni per chi è diabetico o iperteso?

L’intervento di blefaroplastica non presenta particolari controindicazioni, dunque anche chi è diabetico o iperteso lo può affrontare con serenità.

Cosa succede dopo l’intervento di blefaroplastica?

La guarigione completa dopo un intervento di blefaroplastica si ottiene nel giro di una decina di giorni, durante i quali consigliamo di dormire con il capo leggermente sollevato, di non usare make up né indossare lenti a contatto. Dopo la rimozione dei punti, è possibile tornare alle proprie consuete attività quotidiane. Per quanto riguarda l’esposizione ai raggi solari, invece, consigliamo di soprassedere per alcune settimane, al fine di favorire una perfetta ed invisibile cicatrizzazione. 

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è attiva una divisione di Oculoplastica, dedicata interamente alla chirurgia oftalmica delle palpebre, dell’orbita e delle vie lacrimali. Per prenotare una visita è possibile chiamare dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Disturbi oculari da non sottovalutare

Aver cura della propria salute oculare significa non dimenticare di recarsi periodicamente dall’oculista, attenersi ad eventuali indicazioni terapeutiche prescritte, correggere opportunamente i propri difetti visivi, avere uno stile di vita sano ed equilibrato. Insomma, vuol dire volersi bene. Spesso, tuttavia, capita di prendere con leggerezza alcuni segnali che i nostri occhi ci inviano. Sarà un po’ di stanchezza! Pensiamo dentro di noi…. e invece no. Vediamo quindi 3 disturbi oculari da non sottovalutare.

1 – Un leggero ma costante calo della capacità visiva in età matura

Solitamente i difetti visivi – miopia, ipermetropia ed astigmatismo – raggiungono una loro stabilità in età adulta. Eppure, può capitare di cominciare a vedere sempre meno (o sempre peggio) in età matura ed avanzata. “Sarà la miopia che peggiora con l’età!” Si tende a pensare. “Avrò bisogno di un paio di occhiali nuovi…”. Questo tipo di pensiero è davvero molto comune, e pur tuttavia è sbagliato. Un peggioramento della vista in età matura ed avanzata è più spesso imputabile alla cataratta, l’opacizzazione del cristallino che accompagna tipicamente questa fase della vita. 

Che fare: programmare una visita oculistica per la cataratta è il primo passo per accertare la causa della propria difficoltà visiva. Intervenire tempestivamente consente non solo di recuperare una salute visiva ottimale, ma anche di mantenere, sul lungo periodo, una qualità di vita all’altezza delle proprie aspettative. Perché vedere bene tiene alto l’umore, fa sentire dinamici ed attivi anche in tarda età e mette al riparo da piccoli o grandi incidenti, anche domestici. 

2 – Disturbi oculari correlati ad una sensazione di secchezza oculare

Il secondo tra i disturbi oculari da non ignorare è la secchezza oculare. Può verificarsi a qualunque età, anche se è più diffusa nella popolazione femminile di età superiore ai 40 anni. L’errore sta nel prenderla sottogamba sin dal principio e di pensare di trattarla in autonomia tramite semplici colliri da banco. “Sarà il cambio di stagione!” si pensa. Le spiegazioni che si possono dare alla secchezza oculare sono davvero innumerevoli. Tuttavia, conviene sapere che se non trattata a dovere o se trattata autonomamente in modo scorretto, essa può diventare recidivante e difficile da risolvere, assumendo i contorni di una vera e propria patologia, la Sindrome dell’Occhio Secco.

Che fare: anche di fronte ad un episodio di secchezza oculare per noi inusuale, rechiamoci dall’oculista: saprà valutare lo stato di salute del nostro apparato visivo e spiegarci le cause del disturbo, oltre ad indicarci il percorso terapeutico da intraprendere.

3 – Percezione di flash e lampi luminosi nel campo visivo

Anche la comparsa improvvisa di flash o lampi luminosi nel campo visivo è un sintomo da non sottovalutare. Lasciar passare troppo tempo e pensare che non sia nulla di particolare è un errore. Spesso, specie se si è affetti da una miopia forte, questi flash luminosi – se associati anche ad una visione alterata e poco nitida – possono essere il campanello d’allarme di qualcosa che non va. Potrebbe essere in corso una rottura retinica capace di condurre, se trascurata, ad un distacco di retina.

Che fare: in presenza di flash luminosi improvvisi e di un abbassamento visivo, e nonostante l’assenza di alcun tipo di dolore, recatevi subito dall’oculista. Niente panico: una rottura retinica non è un’evenienza infrequente ed è trattabile con successo. L’importante è non aspettare troppo.

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Prenota una visita oculistica specialistica chiamandoci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

La visita oculistica: tutto quello che c’è da sapere

La visita oculistica è uno dei capisaldi della salute oculare. Il suo scopo è duplice: preventivo e curativo. Prenderla in considerazione solamente al sopraggiungere di disturbi oculari e dimenticarsene per tutto il resto della propria vita, è decisamente sbagliato. Così come lo è considerarla una semplice misurazione della vista. Insomma, è forse giunto il momento di fare chiarezza intorno alla visita oculistica, spiegando che cos’è, come si svolge e perché è così utile.

Perché la visita oculistica è importante

La visita oculistica è il primo passo per preservare la propria salute oculare, così come la propria autonomia e la propria indipendenza personale. Il benessere oculare va mantenuto e custodito con le giuste cure ed attenzioni perché può esercitare un forte impatto sulla qualità della nostra vita. Si potrà immaginare che i difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia) siano le maggiori insidie capaci di mettere a repentaglio la capacità visiva, ma non è così: la gamma delle patologie oculari – alcune di esse anche piuttosto comuni – che possono manifestarsi nel corso della vita, è ben più ampia. Ecco perché, anche in quest’ambito, prevenzione e diagnosi precoce sono davvero le parole d’ordine. Per stare bene sempre, e molto a lungo. 

In cosa consiste una visita oculistica specialistica

La salute oculare: non solo diottrie…

Una visita oculistica seria non è una semplice “misurazione” della vista. E’ molto di più. La visita è solitamente preceduta da un colloquio durante il quale l’oculista o il suo assistente raccolgono informazioni utili su di noi, sul nostro passato clinico, su eventuali sintomi, disturbi o patologie dai quali siamo affetti, sul nostro stile di vita. La visita vera e propria, poi, include una serie di esami diagnostici durante i quali l’oculista osserva attentamente tutte le strutture oculari. L’occhio umano si compone di tante preziosissime parti che, proprio come in un delicato ingranaggio, ci consentono di godere del dono della vista: palpebre, cornea, cristallino, retina, macula… La diagnostica messa in campo durante una visita oculistica specialistica si avvale oggi di strumenti altamente tecnologici pensati proprio per fornire una serie di dati utili all’osservazione delle strutture oculari ed alla valutazione della loro salute e del loro buon funzionamento.

Quali sono gli esami svolti durante una visita oculistica specialistica?

Durante una visita oculistica specialistica si eseguono una serie di esami diagnostici non invasivi. Tra questi, citiamo l’esame della lampada a fessura, l’autorefrattometria, la tonometria, l’esame dell’acuità visiva, l’esame del fondo oculare. A questi, laddove lo specialista lo ritenga necessario, se ne possono aggiungere molti altri, come, per fare qualche esempio, l’OCT, la fluorangiografia, la topografia corneale, la retinografia

Quando sottoporsi ad una visita oculistica?

A partire dalla prima infanzia, sino all’età avanzata, la salute oculare passa attraverso una serie di tappe imprescindibili. I difetti visivi ed alcune tra le patologie più comuni fanno tradizionalmente la loro comparsa in epoche ben precise delle nostre vite. Si pensi, per fare qualche esempio tra i più noti, al cosiddetto occhio pigro tipico dell’età pediatrica, alla presbiopia che fa capolino intorno ai 40 anni, o alla cataratta, patologia tipica dell’età matura.

Leggi anche: benessere visivo, età dopo età tutte le tappe della prevenzione

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Coronavirus, lenti a contatto e occhiali: come prevenire l’infezione

Coronavirus lenti a contatto e occhiali: come prevenire l'infezione

All’interno della rubrica Salute del Corriere della Sera, è stato pubblicato un breve decalogo su come prevenire l’infezione da coronavirus nei casi di utilizzo di lenti a contatto o occhiali da vista. Il decalogo, a cura di Vera Martinella, è stato redatto col supporto del Dott. Lucio Buratto, Direttore Scientifico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico, insieme al Dott. Paolo Vinciguerra e il Dott. Leonardo Mastropasqua.

Coronavirus, lenti a contatto e occhiali: perché fare attenzione

Come cita l’articolo pubblicato su Corriere Salute, il coronavirus è stato individuato dai ricercatori dello Spallanzani di Roma anche nel liquido lacrimale. Il virus Sars-Cov-2, inoltre, è in grado di replicarsi anche nella congiuntiva. Le persone che utilizzano occhiali o lenti a contatto tendono, proprio per l’uso di questi dispositivi, a toccarsi più spesso di altri l’area intorno agli occhi, che rappresentano una via di accesso del virus anche perché direttamente collegati al naso e alla bocca attraverso un piccolo dotto dove fluiscono le lacrime, come spiega il Dott. Vinciguerra.

Come ridurre le possibilità di contagio attraverso gli occhi

Come suggerisce Lucio Buratto, quindi, è fondamentale non toccarsi il viso con mani non lavate a fondo, a maggior ragione se indossiamo occhiali o lenti a contatto. Inoltre, le goccioline trasportate da un colpo di tosse possono depositarsi sugli occhiali e sulle lenti a contatto: è quindi molto importante igienizzare bene e spesso gli occhiali, e possibilmente utilizzare lenti a contatto giornaliere usa e getta.

Sarà importante trasformare queste piccole attenzioni in abitudini, almeno fino a quando non avremo la certezza che l’epidemia sia passata.

Visite oculistiche ed interventi ai tempi del coronavirus

E’ importante sapere, come sostiene il Dott. Mastropasqua, che i centri oculistici hanno già preso tutte le misure di sicurezza utili a garantire la miglior prevenzione dal contagio, per la tutela della salute di pazienti e staff sia in ambiente diagnostico, sia in ambiente chirurgico.

Anche il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, è regolarmente aperto e operativo, in tutta sicurezza. Qui è possibile consultare l’elenco delle misure di sicurezza e tutela adotatte da CAMO.

Per ulteriori informazioni…

Per qualunque domanda o per prenotare la tua visita oculistica, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Occhiali da sole? Si grazie, purché tutto l’anno!

Occhiali da sole - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Gli occhiali da sole sono quegli accessori dei quali tendiamo a ricordarci quando arriva la primavera e le giornate diventano finalmente più lunghe. D’estate fanno coppia fissa con la crema solare, mentre d’inverno con i nostri amati doposci. Eppure, a prescindere dal fatto che tu viva in città, in montagna o sul mare,gli occhiali da sole andrebbero indossati più spesso, e soprattutto in qualunque stagione. Scopriamo assieme il perché.

Il sole? C’è anche quando non si vede

Il sole splende tutto l’anno, anche in inverno quando la temperatura è decisamente bassa oppure quando una coltre di nuvole grigie ci costringe a sognarlo come fosse un miraggio lontano. Eppure il sole è sempre lì, con i suoi raggi, intento a fornire luce e calore al nostro pianeta. Una volta appurato che i raggi solari penetrano nell’atmosfera qualunque sia il tempo della giornata, conviene ricordare che lo spettro solare è piuttosto ampio e che include diverse tipologie di raggi.

Ci sono raggi e raggi…

Lo spettro solare include diverse tipologie di raggi con lunghezza d’onda e temperatura variabile. Tra questi citiamo in particolare i raggi ultravioletti, che sono particolarmente pericolosi per la salute oculare.

I motivi sono 2:

  1. Sono invisibili all’occhio umano, quindi non si verifica il fisiologico ed istintivo restringimento della pupilla;
  2. Poiché il restringimento della pupilla non avviene e poiché i raggi ultravioletti hanno una notevole lunghezza d’onda, essi sono capaci di penetrare in profondità nei nostri occhi, giungendo fino alla macula (la parte più profonda dell’occhio).

Questi due elementi rappresentano un rischio per la salute oculare. I raggi ultravioletti rappresentano infatti un fattore predisponente diverse patologie oculari, tra le quali menzioniamo la cataratta e la degenerazione maculare senile.

E’ pertanto fondamentale proteggere la gli occhi con un buon paio di occhiali da sole durante tutto l’anno. Una raccomandazione che vale anche per bambini ed anziani. Inoltre, si ricordi che nelle vicinanze di specchi d’acqua oppure sulla neve, anche laddove non sembra che vi sia “molto sole”, l’effetto riverbero non fa che amplificare l’impatto che i raggi UVA ed UVB hanno sul nostro apparato oculare.

Occhiali da sole sì, ma di buona qualità

Infine, e sempre a titolo di raccomandazione, si ricordi che un paio di occhiali da sole con lenti non certificate e di qualità scadente non solo non esercita alcun effetto protettivo, ma può anche danneggiare i nostri occhi.

E chi invece indossa lenti a contatto?

Esistono in commercio lenti a contatto con un fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti. Qualora non si faccia uso di tale tipologia di lenti, si potrà abbinare un occhiale da sole privo di potere diottrico, da indossare tanto per proteggere la vista quanto come accessorio alla moda a beneficio del proprio look.

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Oculoplastica: una nuova realtà al Centro Ambrosiano Oftalmico

Oculoplastica - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Grazie all’oculoplastica è possibile, oggi, migliorare, correggere e trattare le patologie, le imperfezioni ed i difetti di tutte le strutture che possiamo considerare funzionali al prezioso lavoro dei nostri occhi. Cerchiamo di capire meglio di che si tratta con l’aiuto del dott. Christophe Buratto, responsabile dell’attività di Oculoplastica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico.

Dottor Buratto, ci può spiegare meglio che cos’è l’oculoplastica e a chi serve?

L’oculoplastica è una branca della chirurgia oftalmica e della chirurgia plastica ricostruttiva che si occupa di trattare chirurgicamente diverse patologie della palpebra, delle vie lacrimali e dell’area orbitale, ovvero di tutte quelle strutture la cui buona salute è condizione imprescindibile per completare e perfezionare il corretto andamento della funzione visiva.

Dunque l’oculoplastica non ha solamente funzione estetica?

Il fine dell’oculoplastica è duplice: se da un lato il paziente trova indubbio beneficio estetico a seguito di un intervento di oculoplastica, dall’altro il giovamento esercita anche un forte impatto sul suo benessere visivo (e naturalmente emotivo).

Non è infrequente, infatti, che i problemi di tipo funzionale causati da patologie palpebrali come blefarocalasi, ptosi palpebrale, calazio, ectropion o entropion (solo per fare qualche esempio), si rivelino limitanti per la capacità visiva del paziente.

Risolvere in modo permanente una patologia delle vie lacrimali, dell’area orbitale o delle palpebre, insomma, è il primo passo per tornare a vedere il mondo in tutta la sua bellezza, per sentirsi meglio con se stessi e, di conseguenza, per acquisire maggior sicurezza nei rapporti interpersonali.

Dott. Christophe Buratto - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Chi è il Dott. Christophe Buratto

Il Dott. Christophe Buratto, laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università Statale di Milano, con specializzazione in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, sin dagli albori della sua carriera universitaria ha sempre frequentato le sale operatorie di chirurgia oculare di CAMO e per questo ha grande sensibilità e attenzione alle funzionalità visive; è responsabile per la Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica presso la Clinica del Viso e responsabile dell’attività di Oculoplastica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico. Ad oggi, Christophe Buratto ha al suo attivo un ricco curriculum professionale, maturato sia in Italia che all’estero: la sua attività spazia dalla pratica medica e chirurgica a quella scientifica, fino a collaborazioni con molte strutture e centri d’eccellenza dislocati in tutto il mondo.

Dalla salute visiva ad una qualità di vita migliore

Sin dalla sua fondazione, il Centro Ambrosiano Oftalmico non ha mai perso di vista la sua mission: avere a cuore il benessere oculare dei suoi pazienti. Attraverso la diagnosi, la cura ed il trattamento delle patologie oculari e dei difetti visivi, obiettivo del centro è quello di prendersi cura della salute e della qualità visiva dei pazienti e, di conseguenza, anche quello di migliorarne la qualità di vita. Un obiettivo che trova oggi naturale completamento con la nascita della nuova divisione di oculoplastica, grazie al sostegno del Dott. Christophe Buratto.

Vuoi saperne di più?

Nel ringraziare il dott. Christophe Buratto per il suo tempo e le sue esaustive risposte, ti ricordiamo che puoi chiamare in qualunque momento il Centro Ambrosiano Oftalmico per prenotare un appuntamento. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.