Consigli generali per preservare la salute degli occhi nella vita di tutti i giorni.

Le nuove lenti fachiche per la correzione dei difetti visivi

lenti fachiche - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il panorama delle opportunità per chi desidera correggere in modo permanente i difetti visivi è, oggigiorno, indubbiamente vasto. I recenti progressi della tecnologia e della scienza dei materiali applicati alla medicina e alla oftalmologia hanno consentito alla chirurgia refrattiva di compiere veri e propri passi da gigante. Incontrando le esigenze dei pazienti più disparati. Oggi conosciamo più da vicino una particolare tipologia di lenti intraoculari pensate per correggere il modo permanente qualunque difetto visivo: il loro nome è quello di lenti intraoculari impiantate chirurgicamente (ICL) o lenti fachiche.

Che cosa offre oggi il panorama della chirurgia refrattiva di ultima generazione

Correggere i difetti visivi in modo permanente oggi non è un’utopia, ma una realtà concretamente realizzabile per la stragrande maggioranza dei pazienti. Le moderne tecniche messe a disposizione dalla chirurgia refrattiva consentono di correggere con efficacia diverse combinazioni di difetti visivi di varia entità in pazienti di qualunque età. Se gli strumenti laser sono particolarmente risolutivi ed efficaci per difetti refrattivi di entità bassa o media, con l’uso dei cristallini artificiali si possono raggiungere risultati di ancor più ampio respiro, anche in presenza di carenze visive di entità importante. A questi si aggiungono anche le lenti intraoculari fachiche, che rendono ancor più completo il panorama dell’offerta per la correzione dei difetti visivi. 

Cosa sono le lenti fachiche

Le lenti fachiche sono piccolissime lenti intraoculari molto morbide e altamente biocompatibili. Per dare un’idea, ricordano le lenti intraoculari in uso per la sostituzione del cristallino opacizzato (cataratta). A differenza di quelle, tuttavia, le lenti fachiche, dette anche lenti ICL, sono impiantate dietro l’iride. Queste lenti non hanno controindicazioni, sono invisibili, non danno alcun tipo di fastidio e sono dotate di un fattore di protezione UV. In più, sono altamente performanti anche in condizioni di luminosità limitata.

Per chi sono indicate le lenti intraoculari fachiche 

Le lenti intraoculari fachiche sono indicate per chi non può sottoporsi ad un intervento di chirurgia refrattiva con strumenti laser. Questo accade per esempio quando la cornea è particolarmente sottile o presenta delle irregolarità. Ancora, questo genere di lenti intraoculari di ultima generazione è consigliata a chi soffre di un difetto visivo particolarmente marcato: la combinazione tra un intervento laser per la correzione permanente dei difetti visivi e le lenti intraoculari fachiche dà sempre esiti molto interessanti anche nel caso di difetti visivi di entità forte. 

Il primo passo da compiere è la visita oculistica specialistica 

La visita oculistica e il colloquio approfondito con il medico rappresentano l’imprescindibile primo passo per avvicinarsi ad un percorso di indipendenza dagli occhiali capace di dare un senso di ritrovata libertà e di ottimismo mai provati prima. Ed è proprio durante la visita medica con lo specialista, che è possibile definire quale sia la tecnica migliore da intraprendere per raggiungere l’obiettivo desiderato. 

Vuoi saperne di più?

Vuoi conoscere più da vicino le lenti intraoculari impiantate chirurgicamente e le loro straordinarie potenzialità? Desideri da sempre ritrovare l’indipendenza dagli occhiali da vista o dalle lenti a contatto? Non esitare a chiamare il Centro Ambrosiano Oftalmico. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute visiva e di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno. Il nostro centralino è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Alimentazione e vista: domande frequenti

E’ opinione diffusa che le più marcate ed evidenti ripercussioni che l’alimentazione può esercitare sulla nostra salute si manifestano a livello di peso corporeo o sui valori di alcuni parametri del sangue. In parte è così, ma non esclusivamente. L’alimentazione è legata a doppio filo anche alla nostra salute oculare. I nostri occhi possono infatti risentire di abitudini alimentari sbagliate, restituendoci alcuni segnali spesso inequivocabili. Indaghiamo dunque assieme al dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, il legame esistente tra alimentazione e vista. 

Dottor Buratto, in che modo gli stili di vita moderni influiscono sulla vista?

La nostra salute oculare è il risultato dell’interazione tra una vasta gamma di fattori. Alcuni già noti alla scienza e ampiamente indagati, altri invece più nuovi, figli del tempo nei quali viviamo e delle circostanze nelle quali a volte ci ritroviamo nostro malgrado.

Tra questi, citiamo:

  • l’uso e spesso l’abuso casuale di farmaci;
  • l’uso prolungato di cosmetici e prodotti per il make up (dei quali spesso non abbiamo cura di leggere l’INCI);
  • le condizioni ambientali che caratterizzano i luoghi nel quale trascorriamo il nostro tempo (in particolare la qualità dell’aria);
  • l’uso ed abuso di strumenti digitali, necessari per motivo di studio o lavoro, non sempre necessari per la socializzazione il gioco o l’intrattenimento;
  • l’uso protratto nel tempo di lenti a contatto;
  • un’alimentazione poco bilanciata e poco curata, pensata per soddisfare il palato e per saziare velocemente;
  • e più in generale, le sfide sociali poste in essere da epidemie (come nel caso della pandemia da Covid-19).

Gli occhi sono un delicatissimo “ecosistema” messo spesso alla prova a volte da tutti questi fattori assieme, altre volte solo da alcuni di essi. E a questi potremmo aggiungere i classici fattori di rischio di molte patologie oculari, di vizi dannosi per la salute, come il fumo, l’esposizione ai raggi ultravioletti senza adeguata protezione, le patologie sistemiche, le patologie della sfera emotiva, la genetica.

Dottor Buratto, abbiamo capito che i fattori da tenere in considerazione quando si parla di vista sono davvero innumerevoli. Ma quanto pesa l’alimentazione?

Un noto filosofo dell’Ottocento ha dichiarato che “noi siamo quello che mangiamo”. E non aveva tutti i torti. Il cibo riveste oggi un ruolo davvero fondamentale nella nostra vita ed ha interessanti ripercussioni anche a livello sociale. Se molti di noi si nutrono in maniera frenetica ed inconsapevole, spinti dalla mancanza di tempo e da ciò che la pubblicità dà loro letteralmente “in pasto”, altri cercano di riscoprire l’autentico valore dell’alimentazione. Compiendo un vero e proprio ritorno alle origini, scegliendo alimenti prodotti tradizionalmente e a chilometro zero. Una scelta virtuosa che mi sento di consigliare a tutti.

Grazie agli innumerevoli programmi di screening ed alle campagne di sensibilizzazione a carattere medico e scientifico, oggi è sempre più chiaro che la manifestazione di alcune patologie è strettamente legata alle abitudini alimentari. Mi riferisco ai disturbi gastrointestinali (come la sindrome del colon Irritabile, per esempio), al diabete di tipo II, all’ipertensione. Più in generale, la scienza ha messo spesso in correlazione lo stato di salute del microbiota intestinale con quello del resto dell’organismo.

E per quanto riguarda la salute oculare nello specifico? Il legame tra alimentazione e vista è davvero così stretto?

Il legame tra alimentazione e vista è più stretto di quanto si possa pensare. Alcune ricerche scientifiche per esempio hanno indagato il legame tra la disbiosi intestinale (cioè l’impoverimento marcato della flora intestinale) e il rischio di sviluppare la degenerazione maculare senile di tipo secco. Ancora, tra le complicanze del morbo di Crohn e della colite ulcerosa (spesso favorite da un’alimentazione sbilanciata e da uno stile di vita irregolare) troviamo spesso la Sindrome dell’Occhio Secco. E poi ancora, alimentarsi in modo scorretto, prediligendo cibi grassi, molto conditi e calorici a scapito di frutta e verdura di stagione, favorisce l’insorgenza del diabete di tipo II. Che come sappiamo è un fattore di rischio importante della retinopatia diabetica, una patologia oculare molto insidiosa, non sufficientemente nota al di fuori del mondo medico-scientifico.

C’è un consiglio generale che possiamo dare a chi vuole prevenire le patologie oculari a partire dalla buona tavola?

Il consiglio è quello di seguire i precetti della dieta mediterranea e di bere molta acqua. L’acqua è preziosissima per la salute degli occhi, perché fornisce l’idratazione della quale le strutture oculari hanno bisogno per mantenersi in salute e ben ossigenate. Un altro consiglio è quello di mangiare a colori, alternando frutta e verdura fresche e di stagione nell’arco della giornata. Un’abitudine che fornisce tutte le vitamine e i minerali necessari per il benessere oculare. Un altro alimento preziosissimo per la salute oculare è l’olio extravergine di oliva, ricco di antiossidanti preziosi per mettere le strutture oculari al riparo dallo stress ossidativo, che è fattore di rischio di alcune patologie tipiche dell’età avanzata. Come la cataratta, per esempio. Un cucchiaio di olio di oliva a crudo al giorno, è un vero toccasana anche per gli occhi. E per finire privilegiare l’uso di pesce alla carne rossa, perchè i prodotti di mare sono ricchi di Omega3 e Omega6.

Vuoi saperne di più?

Nel ringraziare il Dottor Buratto per le sue esaustive risposte sul tema alimentazione e vista, vi ricordiamo che il Centro Ambrosiano Oftalmico è a vostra disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Occhi e Covid: un vademecum per chi viaggia in aereo

Il SARS-CoV-2 si è manifestato ormai da qualche anno in tutta la sua forza dirompente, capace di eradicare gran parte delle nostre abitudini e di intaccare persino la qualità dei rapporti interpersonali. Ma ancor prima che questo accadesse, era già noto che viaggiare in aereo esponesse ad un rischio di contrarre virus respiratori più elevato di quanto non accadesse in altri mezzi di trasporto. La trasmissione del virus avviene, da parte di chi ne è affetto, principalmente tramite emissione di minuscole ed invisibili secrezioni respiratorie (i cosiddetti droplets). Ma non solo: alcune ricerche scientifiche hanno messo in evidenza come anche la superficie oculare costituisca una sorta di via preferenziale di accesso del virus. Chi viaggia in aereo, dunque, dovrebbe stare all’erta rispetto al rischio di contagio orale così come oculare. Stiliamo allora un piccolo vademecum per volare in sicurezza, limitando al minimo, ove possibile, il rischio di contagio. E senza trascurare la potenziale insidiosità della combinazione occhi e Covid.

Occhi e Covid: perché in aereo si rischia di più?

All’interno di un velivolo lo spazio è angusto e non sempre è facile mantenere il corretto distanziamento interpersonale. Inoltre, si tratta di un luogo chiuso, con un ricambio d’aria limitato ed un livello di umidità generalmente molto contenuto. Laddove l’aria si fa più secca, l’evaporazione del film lacrimale aumenta. E la superficie oculare diviene più vulnerabile. E’ in questo contesto che l’infezione da Sars-CoV-2 può trovare terreno fertile per accedere al nostro organismo. Questo vale ancor di più nel caso di soggetti immunodepressi o già affetti da altre patologie (come alcune patologie sistemiche, per esempio, quali diabete o disturbi della tiroide).

Perché se il film lacrimale evapora, l’occhio è più vulnerabile?

Il film lacrimale è un insieme di componenti acquose e lipidiche che mantengono l’occhio ben idratato e lo proteggono dalle aggressioni esterne. Quando il film lacrimale si impoverisce, l’occhio perde la sua naturale idratazione e va incontro a secchezza, bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo. Chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco conosce bene questi sintomi e sa quanto essi sono fastidiosi. All’interno di un velivolo anche un occhio sano può perdere il suo naturale equilibrio, seppur temporaneamente. E può tramutarsi nella via d’accesso preferenziale per alcuni virus respiratori tra cui il noto Covid-19.

Occhi e Covid, come proteggersi se si viaggia in aereo?

Ecco alcune indicazioni di indole generale per proteggere i propri occhi durante i viaggi in aereo e limitare al massimo la possibilità di contagio per via oculare:

  • igienizzare le mani frequentemente e ripetere l’igienizzazione anche durante il volo, specie se ci si alza per sgranchirsi le gambe o se ci si reca ai servizi igienici;
  • evitare di portare le mani agli occhi o alla bocca (o più in generale al viso);
  • i portatori di lenti a contatto dovrebbero toglierle prima del viaggio;
  • se il volo è particolarmente lungo, si consiglia di procurarsi una mascherina oculare personale, di quelle che si utilizzano per dormire, o un paio di occhiali protettivi;
  • mantenere la superficie oculare ben idratata grazie ad un lubrificante oculare, da somministrare personalmente previa sanificazione delle mani;
  • bere molta acqua durante tutta la durata del volo;
  • limitare il consumo di caffeina così come di alcolici;
  • rispettare la distanza interpersonale prevista dalla compagnia aerea, evitando di cambiare posto e lasciando vuoti i sedili che non si prevede siano occupati.

Fonte: ncbi.nlm.nih.gov

Occhi e Covid: un ultimo consiglio

Si consiglia inoltre di prenotare una visita oculistica specialistica prima del viaggio in aereo, specie se si tratta di un viaggio di una certa durata. Una valutazione clinica e qualche indicazione precauzionale potranno essere d’aiuto nel caso si sviluppino sintomi oculari sconosciuti o improvvisi durante i propri spostamenti.

Vuoi saperne di più?

Stai per metterti in viaggio? Vuoi conoscere più da vicino i rischi connessi al binomio “occhi e Covid”? Prenota la tua visita specialistica chiamando dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute visiva.

Cataratta, vero e falso, verità e falsi miti

Operazione di Cataratta - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

La cataratta è una delle patologie oculari più diffuse nel mondo: la sua forte incidenza è legata in gran parte alla progressiva dilatazione dell’aspettativa di vita media dell’uomo. Una dilatazione favorita da condizioni abitative ed igieniche dotate di ogni comfort e da una scienza medica sempre più accurata e progredita. Uno status quo che ha posto in essere una vasta gamma di “pro”, ma anche qualche piccolo “contro”. Da un lato si gode della possibilità di vivere una terza giovinezza, trascorrendo il tempo in famiglia o coltivando i propri hobby. Dall’altro, si va incontro ad una serie di patologie che caratterizzano tipicamente il tempo che avanza: pensiamo all’osteoporosi, ma anche, appunto, alla cataratta. Le informazioni sulla cataratta in rete non mancano. Ma sono spesso imprecise e discordanti. Il consiglio è quello di reperire le informazioni necessarie presso una fonte autorevole o di fiducia. Approfittiamo dunque del tempo e della disponibilità del dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano, per sfatare qualche luogo comune e per specificare meglio cosa sia realmente la cataratta.

La cataratta è un velo che copre la parte anteriore dell’occhio

Falso. La cataratta è la progressiva opacizzazione della piccola lente che abbiamo all’interno dell’occhio chiamata cristallino. Si tratta di una piccolissima lente naturale, grande più o meno quanto una lenticchia. La lente, proprio come il vetro di una vecchia finestra, tende a perdere trasparenza con l’andare del tempo. 

La cataratta può essere curata con farmaci o trattamenti di rieducazione visiva

Falso. La cataratta è una condizione irreversibile. Non c’è farmaco al mondo in grado di recuperare la trasparenza perduta. L’unico modo per curare la cataratta è l’intervento chirurgico.

L’intervento richiede un’anestesia generale perché è doloroso

Falso. L’anestesia è somministrata solo con poche gocce di collirio. L’intervento è di breve durata e del tutto indolore.

L’intervento si esegue con gli ultrasuoni

Vero. Per eseguire l’intervento di cataratta è necessario rimuovere il cristallino opacizzato e sostituirlo con uno artificiale. La rimozione del cristallino opacizzato avviene tramite uno strumento chiamato facoemulsificatore. Il facoemulsificatore è appunto uno strumento ad ultrasuoni, che frantuma ed aspira il cristallino al contempo.

Dopo l’intervento bisogna tenere chiuso l’occhio per una settimana

Falso. A seguito dell’intervento di cataratta, si pone una benda a protezione dell’occhio operato. Tuttavia, questa si toglie già all’indomani dell’intervento.

L’intervento può correggere difetti visivi preesistenti come miopia, ipermetropia ed astigmatismo

Vero. I nuovi cristallini artificiali ci permettono di correggere con buona attendibilità l’ 80% dei difetti visivi del paziente. Questo significa che il cristallino artificiale che va a sostituire quello naturale è perfettamente trasparente ma è anche dotato del potere diottrico del quale il paziente ha bisogno.

La tecnica chirurgica più moderna non richiede punti di sutura

Vero. Le due incisioni necessarie sono di 1 e 2.75 millimetri e non richiedono nessuna sutura. Oggigiorno nei centri d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento di cataratta senza bisturi. Al posto degli strumenti taglienti, si usa invece un moderno strumento laser: il laser a femtosecondi. Questo strumento eccezionale offre precisione, programmabilità, personalizzazione, tempi di guarigione più rapidi e non richiede l’applicazione di punti di sutura.

Rimane una cicatrice visibile dall’esterno

Falso. L’intervento non lascia nessun segno visibile.

Il fumo ed il sole accelerano l’arrivo della cataratta

Vero. Diversi studi scientifici lo dimostrano con grande attendibilità. Il consiglio generale è comunque valido per tutte le età: è sempre bene usare un paio di occhiali da sole con filtro UV anche durante i mesi invernali o nelle giornate in cui sembra non ci sia il sole. E naturalmente evitare il fumo. 

Chi è malato di glaucoma non può fare l’intervento di cataratta

Falso. Il contemporaneo trattamento chirurgico sia della cataratta sia del glaucoma è effettuato da parecchi anni.

Le donne sono colpite di più degli uomini

Vero. La cataratta incide di più sulle donne ma va considerato il fatto che la loro vita media è significativamente più alta.

La cataratta colpisce solo le persone anziane

Falso. La cataratta senile è indubbiamente molto diffusa, ma sono presenti in buon numero anche cataratte congenite, giovanili e della seconda età. Per questo si consiglia sempre di fare prevenzione, ad ogni età.

L’intervento presenta dei gravi rischi

Falso. Il rischio zero in medicina non esiste, ma le nuove tecniche fanno di questo intervento uno dei più sicuri di tutta la chirurgia d’elezione.

Prima di intervenire bisogna aspettare che la cataratta maturi

Falso. Oggi è proprio il contrario. Le nuove tecniche consigliano che l’intervento venga eseguito prima che il cristallino diventi troppo duro ed opaco. Questo riduce i rischi intra operatori e migliora i risultati post operatori.

L’intervento è facile e può essere effettuato in qualsiasi struttura

Falso. La tecnica è molto sofisticata e richiede un chirurgo aggiornato ed esperto, attrezzature ed organizzazione adeguate per ridurre i rischi di complicazioni ed assicurare un adeguato recupero visivo.

Chi è in cattive condizioni di salute può comunque essere operato

Vero. Per quanto riguarda la cataratta, è difficile che vi siano casi inoperabili. Un’attenta valutazione da parte del chirurgo è, ad ogni modo, un imprescindibile punto di partenza.

Il cristallino artificiale deve essere sostituito dopo pochi anni

Falso. Le nuove lenti intraoculari sono perfettamente trasparenti, biocompatibili e destinate a durare per tutta la durata della vita del paziente. Anche il loro potere diottrico, ove presente, rimane inalterato nel tempo.

Dopo qualche anno può ritornare la cataratta

Falso. La cataratta non ritorna, può presentarsi invece una opacità dell’involucro posteriore che viene chiamata cataratta secondaria. Questa nuova opacità viene trattata ambulatorialmente con un laser chiamato YAG.  Ma non si tratta di un intervento chirurgico.

Se il paziente soffre di alterazioni della retina o di maculopatia non può essere operato

Falso. Precisando che ogni patologia associata va valutata singolarmente dallo specialista, si può dire che in generale non esistano controindicazioni assolute all’intervento per chi sia affetto da queste patologie.

 

Vuoi saperne di più?

L’intervento di cataratta è l’occasione per affrontare la terza età con un rinnovato dinamismo. E per correggere i propri difetti visivi in modo permanente. A qualunque età. Prenota la tua visita specialistica chiamando dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute visiva.

Antibiotico resistenza e patologie oculari

antibiotico resistenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’antibiotico resistenza è un fenomeno che vede la sopravvivenza di alcuni ceppi batterici agli antibiotici. L’abuso di antibiotici, anche laddove questi non siano stati prescritti, è una delle principali cause di questa resistenza. Ma non è l’unica. Anche l’uso massivo di antibiotici in ambito veterinario ne è responsabile, in quanto le carni che normalmente acquistiamo nella grande distribuzione possono contenere al loro interno tracce dei farmaci normalmente usati per trattare gli animali destinati al consumo umano. Ma non è il tema che andremo ad affrontare in questa sede. Obiettivo di questo breve articolo è, invece, considerare quali possano essere gli effetti dell’antibiotico resistenza con riferimento alle patologie oculari.

L’antibiotico resistenza è un problema anche in ambito oftalmologico

In oftalmologia vi sono innumerevoli patologie che necessitano di un trattamento tramite terapia antibiotica. Si pensi alle blefariti, alle congiuntiviti batteriche, alle cheratiti ed alle endoftalmiti. In breve, a tutte le patologie oculari su base infettiva. Patologie che, laddove risolte efficacemente con l’assunzione di un farmaco per pochi giorni, ci sembrano tutto sommato poco rilevanti. Ma quando invece il farmaco non sembra essere efficace, è allora che ci rendiamo conto di quanto anche una “banale” congiuntivite possa influenzare negativamente la qualità della nostra vita (e della nostra capacità visiva, naturalmente).

I responsabili dell’antibiotico resistenza sono le persone

Oggi si registra un sensibile aumento dei casi in cui l’antibiotico non è del tutto efficace. Come detto in apertura, spesso i responsabili siamo proprio noi, che a volte abusiamo sconsideratamente di questi preziosissimi farmaci senza nemmeno interpellare un medico.

L’antibiotico resistenza si pone quindi come un circolo vizioso innescato dai pazienti stessi, che avendo tratto beneficio dal farmaco, tendono a procurarselo e ad assumerlo in autonomia. Questo vale anche per i più comuni farmaci da banco. Essi non innescano un antibiotico resistenza, ma possono causare uno spiacevole effetto boomerang in chi tende ad abusarne. Finendo con l’esacerbare i sintomi anziché minimizzarli.

Una visita oculistica accurata ed approfondita è sempre il primo passo da compiere anche quando si ritenga di trovarsi in presenza di un disturbo di lieve entità. E’ compito del medico stabilire la diagnosi e indicare il trattamento opportuno di caso in caso.

Antibiotico resistenza in ambito oftalmologico

Per quanto riguarda le patologie oculari, gli antibiotici maggiormente in uso hanno l’obiettivo di contrastare alcune tipologie di batteri particolarmente frequenti: lo Staphylococcus aureus, lo Staphylococcus epidermidis e gli Stafilococchi Coagulasi-Negativi sono tra questi. Dati alla mano, gli oftalmologi italiani hanno registrato negli ultimi 6 mesi un numero di casi – che oscilla tra il 10% e il 30% dei loro pazienti – nei quali si è manifestata una resistenza agli antibiotici. Non a caso proprio l’Italia detiene il triste primato europeo dei casi di antibiotico resistenza in ambito oftalmologico. Anche laddove la terapia preveda una combinazione di più antibiotici differenti.

Parola d’ordine, informare

Fortunatamente, vi sono alcune classi di antibiotici meno usate tanto a livello topico che a livello sistemico, sulle quali oggi gli oftalmologi possono contare per risolvere le patologie oculari più difficili da trattare. Ma non è sufficiente. Dal momento che, come detto, proprio in Italia il livello di antibiotico resistenza è tra i più alti d’Europa, è fondamentale intraprendere anche altre strade. Tra queste, diffondere un’informazione capillare ed esaustiva sull’uso corretto dei farmaci e sottolineare l’importanza di rivolgersi sempre ad un medico anziché praticare l’autodiagnosi.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci. Saremo lieti di fare la tua conoscenza e di rispondere a qualunque tua domanda. Ti ricordiamo che puoi prenotare una visita oculistica specialistica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo allo 02 6361 191.

Cura della cataratta: informarsi bene è d’obbligo

La cataratta senile è una patologia oculare ad ampia diffusione legata tipicamente al tempo che avanza, così come ad un serie di concause e di fattori predisponenti. Numeri alla mano, in Italia si sottopongono all’operazione di cataratta circa 500mila pazienti l’anno. Un intervento dal quale non si può prescindere poiché oggi la via chirurgica rappresenta l’unica strada possibile per curare la cataratta in modo definitivo. Tuttavia, prima di sottoporsi all’intervento, è sempre bene informarsi adeguatamente. D’altronde, non tutte le strutture sanitarie sono uguali tra di loro, né propongono lo stesso tipo di intervento. Vediamo di entrare meglio nel dettaglio della questione, a beneficio di chi abbia ricevuto una diagnosi di cataratta e desideri saperne di più.

Perché è fondamentale informarsi bene

Spesso sentiamo parlare amici e parenti degli straordinari traguardi che oggi è possibile raggiungere in oftalmologia nel campo della correzione dei difetti visivi tramite strumenti laser. Interventi ad altissimo apporto tecnologico, minimamente invasivi e di breve durata. L’operazione di cataratta, pur essendo anch’essa indolore e di breve durata, va tuttavia affrontata con il giusto grado di consapevolezza e di serietà. Perché è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Di qui, l’importanza di conoscere, seppur per sommi capi e senza i tecnicismi riservati agli “addetti ai lavori”, tutti gli aspetti pratici dell’intervento. 

Che cos’è l’operazione di cataratta

L’operazione di cataratta è un intervento chirurgico durante il quale si rimuove il cristallino opacizzato dal tempo e lo si sostituisce con una lente intraoculare nuova, altamente biocompatibile, perfettamente trasparente e concepita per durare per sempre. La procedura è di tipo chirurgico: è necessario dunque accedere all’occhio e raggiungere la capsula che ospita il cristallino naturale. A questo punto, tramite un sofisticato strumento ad ultrasuoni, si frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Infine, si inserisce la lente intraoculare nell’occhio, proprio laddove prima c’era il cristallino. Tutta la procedura è assolutamente indolore.

Varianti e peculiarità dell’operazione di cataratta

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato brevemente in cosa consiste l’intervento di cataratta. Quel che non tutti sanno, però, è che nel corso dell’operazione sopra descritta possono intervenire alcune variabili capaci di offrire più benefici al paziente che vi si sottopone. Scopriamole dunque assieme. 

  • Partiamo dalla componente umana: un chirurgo dotato di solida e comprovata esperienza sul campo fa sicuramente la differenza. E la fa ancor di più se opera in una struttura d’eccellenza, dove l’attenzione, la sensibilità, l’empatia ed il dialogo con il paziente sono considerate fondamentali.
  • Veniamo ora agli aspetti tecnici: nella maggior parte dei casi, per raggiungere il cristallino è necessario praticare una minuscola incisione sulla superficie della cornea. Questa incisione si esegue normalmente a mano, con l’ausilio di un bisturi. In alcuni centri d’eccellenza in Italia è possibile sostituire il bisturi con il laser. Si tratta del laser a femtosecondi, uno strumento ad altissima precisione che offre diversi benefici al paziente. Tra questi, maggior sicurezza, una guarigione più rapida, un decorso operatorio più piacevole. Il laser a femtosecondi è uno strumento prezioso anche nell’apertura della capsula che contiene il cristallino e nella sua frantumazione (specie laddove questo sia più ispessito e “maturo”). 
  • Infine, nei centri d’eccellenza la gamma dei cristallini artificiali a disposizione del paziente è particolarmente vasta. Cristallini con un potere diottrico personalizzato sulla base delle peculiari esigenze visive. Questo significa che l’operazione di cataratta può tramutarsi in un’opportunità per correggere contemporaneamente uno o più difetti visivi preesistenti. Il beneficio a lungo termine è la possibilità di poter fare a meno dell’uso degli occhiali da vista, recuperando non solo la trasparenza del cristallino, ma anche la qualità della visione, regalandosi di fatto un vero e proprio balzo indietro nel tempo.

Riassumendo

Esiste la possibilità di affrontare l’operazione di cataratta con maggior serenità e con più benefici al lungo termine. Zero aghi, niente bisturi e una visione in HD perfetta per affrontare la terza età con ottimismo sotto il segno del benessere visivo. 

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Chiamaci per una visita oculistica specialistica per la cataratta: sarà nostra cura illustrarti nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all’intervento di cataratta e rispondere alle tue domande sul tema. 

Piccolo vademecum per la salute degli occhi in estate

Per la maggior parte di noi l’estate rappresenta l’occasione per godere di qualche giorno di libertà, di svago e di leggerezza. Lontano dalle incombenze lavorative e dalla routine. Finalmente è possibile svolgere qualche attività in più all’aria aperta. Recarsi al mare, al lago o in montagna, vedere amici e parenti lontani, lasciarsi andare al divertimento ed alla spensieratezza. In questi momenti così piacevoli e così tanto attesi, anche i nostri occhi cambiano abitudini insieme a noi: nuove prospettive ed esigenze visive, climi, temperature e condizioni ambientali differenti, possono influire sul nostro benessere oculare. Vediamo dunque assieme un piccolo vademecum alla salute degli occhi in estate.

Il sole: amico e nemico della salute degli occhi

Esporsi al sole dopo un lungo inverno è davvero un piacere. Il sole non ha solamente il potere di infondere calore al nostro corpo, ma anche di darci una vera e propria sferzata di buon umore. Parola di scienza. Attenzione però: fanno parte dello spettro solare i raggi ultravioletti. Questi possono essere dannosi per gli occhi, specie se non ci proteggiamo adeguatamente e se ci esponiamo al sole nelle ore centrali della giornata. In generale, i raggi ultravioletti possono essere più o meno dannosi per la salute oculare in base ad una serie di fattori: età, fototipo, orario, latitudine.

Cosa fare:

  • Acquistare un buon paio di occhiali da sole dotati di lenti fotocromatiche è la soluzione migliore. Se possibile, acquistate lenti fotocromatiche che si scuriscono anche all’interno dell’abitacolo della vostra auto. Contrariamente a quanto si può immaginare, non tutti i finestrini dell’auto proteggono dai raggi UV.
  • Evitate di acquistare occhiali da sole di marchi contraffatti, le cui lenti non solo spesso non proteggono dai raggi UV, ma possono anche essere dannose per i vostri occhi. Assicuratevi di acquistare gli occhiali presso un negozio di ottica e verificate che questi siano marchiati CE.
  • Se indossate occhiali da sole graduati, evitate di volgere lo sguardo verso il sole: le lenti convergenti attirano a sé i raggi solari, amplificandone la potenza.

Altri consigli per un’esposizione solare sicura

Per proteggere al meglio i propri occhi dai potenziali danni dell’esposizione solare, si consiglia inoltre di:

  • Abbinare all’uso dell’occhiale anche un cappello con visiera (questo consiglio vale in particolar modo per i bambini);
  • Evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata
  • Indossare gli occhiali da sole anche se il cielo è coperto (le radiazioni ultraviolette penetrano nell’atmosfera anche attraverso le nuvole)
  • Indossarli anche in montagna
  • Ricordare che in prossimità di specchi d’acqua, l’effetto riverbero amplifica l’intensità dei raggi UV.

Salute degli occhi in estate: vento sì, ma non troppo

Anche il vento è un potenziale pericolo per i nostri occhi. Esporsi al vento in modo continuativo e senza un’adeguata protezione, espone l’apparato visivo al rischio di entrare in contatto con piccoli corpi estranei potenzialmente dannosi. Inoltre, un’esposizione persistente al vento e al sole può irritare la congiuntiva predisponendo all’insorgenza di una patologia oculare chiamata pterigio. Si tratta di una crescita anomala della congiuntiva sulla cornea, dovuta proprio all’esposizione intensiva agli agenti atmosferici.

Igiene oculare, sempre

Sole, vento, salsedine, aria condizionata mettono a dura prova i nostri occhi. Per averne cura anche in vacanza si consiglia di aver cura della propria igiene oculare. Tenere a portata di mano un buon collirio decongestionante, lenitivo e antibatterico è sempre una buona norma. Si consiglia anche di portare in viaggio una soluzione fisiologica con la quale concedersi dei lavaggi oculari di tanto in tanto. Da non dimenticare, nel caso di vacanze al mare, gli occhialini per il nuoto: sia il cloro delle piscine, sia i batteri presenti nell’acqua di mare possono essere irritanti per la superficie oculare.

La dieta

La salute degli occhi in estate inizia anche a tavola

Non ci stancheremo mai di ripetere che la salute oculare in estate così come in tutte le stagioni comincia anche dalla buona tavola. Tuttavia, le vacanze rappresentano sempre una buona occasione per mangiare un po’ di più, prediligendo pasti veloci e talvolta più golosi rispetto a quelli che consumiamo a casa. Anche in vacanza, si consiglia di mangiare molta frutta e verdura e di bere molta acqua. Un consiglio valido soprattutto se si soggiorna in località dai climi molto caldi, dove è più facile sviluppare sintomi da disidratazione (nausea, cefalee, spossatezza, disturbi intestinali, secchezza oculare).

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di rispondere alle tue domande sul tema della salute oculare in estate.

Cataratta e menopausa: cosa c’è da sapere

Secondo alcune ricerche scientifiche, l’età avanzata media delle donne dei paesi occidentali si aggira oggi intorno agli 82 anni. Un traguardo che fino a pochi decenni fa sarebbe stato del tutto impensabile, e che è segno tangibile dell’attenzione e della sensibilità nei confronti di temi quali prevenzione, fiducia nella medicina, ma anche ai grandi progressi della ricerca in ambito medico e scientifico. E dal momento che la vita media della donna si sta via via allungando, la scienza si interroga sempre più spesso sul legame tra menopausa e salute. Sapevate, per esempio, che la menopausa esercita un’influenza anche sull’apparato visivo? E che cataratta e menopausa possono avere un legame?

Menopausa, occhi e secchezza oculare

Noi tutti tendiamo comunemente ad associare la menopausa ad un’aumentata secchezza oculare dovuta al calo di estrogeni nel sangue. Effettivamente è proprio così: uno dei sintomi più evidenti della menopausa è proprio un abbassamento dei livelli di lubrificazione oculare, chiamata anche Dry Eye Syndrome – Sindrome dell’Occhio Secco. Una fase che, cronicizzandosi, può innescare altri disturbi, come un’infiammazione della cornea (cheratite) o della congiuntiva (congiuntivite).

Cataratta e menopausa: fattori di rischio

La menopausa non porta con sé solamente i tipici sintomi da alterazione del film lacrimale. Al contrario, essa può concorrere all’esordio della cataratta. Nelle donne i cambiamenti ormonali posti in essere dalla menopausa rappresentano infatti un fattore di rischio per la cataratta. Ma non sono i soli. Come sempre accade in medicina, le patologie non sono il risultato di un’unica causa scatenante, ma possono essere il risultato di un insieme di fattori predisponenti. Nel caso della cataratta, i fattori predisponenti sono l’età, il fumo, l’obesità, il diabete, l’esposizione ai raggi UV e, non ultima, proprio la menopausa.

Gli effetti della terapia sostitutiva sullo sviluppo della cataratta

Secondo i risultati di alcune ricerche scientifiche, la terapia sostitutiva a base di estrogeni potrebbe aiutare a diminuire il rischio di andare incontro ad un’opacizzazione del cristallino o a ritardare l’insorgenza della cataratta. In generale, i ricercatori hanno riscontrato che le donne over 65 che fanno uso di terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni tendono a sviluppare la cataratta meno delle loro coetanee che invece non assumono la terapia. E non solo: sembra che anche un menarca precoce ed una menopausa tardiva concorrano ad una minor incidenza della cataratta. Analogamente, anche l’assunzione di contraccettivi orali – a base di estrogeni – è associata ad una minor incidenza di cataratta.

Azione antiradicalizzante: non solo estrogeni

Alla luce di quanto sopra affermato, sembra dunque che gli estrogeni esercitino un’azione antiradicalizzante capace di contrastare gli effetti negativi dello stress ossidativo a carico del cristallino. A proposito di azione antiradicalizzante, anche abbinare una dieta ricca di vitamine e antiossidanti può essere d’aiuto nel ritardare o prevenire l’insorgenza della cataratta.

L’alimentazione esercita un ruolo fondamentale nella prevenzione di tante patologie tipicamente connesse all’invecchiamento. Mangiare “a colori”, seguire la stagionalità degli alimenti e bere molta acqua è il primo passo per prendersi cura anche del proprio apparato visivo.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico

Leggi anche: come prevenire la cataratta a tavola

Cataratta e menopausa: quando operare?

La cataratta fa tradizionalmente la sua comparsa dai 55 anni in su e progredisce pian piano nel tempo. Il consiglio vale in questo caso tanto per gli uomini quanto per le donne, ed è quello di operare non appena si riceve la diagnosi di cataratta. Una cataratta trascurata porta ad un ispessimento del cristallino, che a sua volta può mettere sotto pressione le strutture oculari circostanti, danneggiandole. Inoltre la cataratta compromette gravemente la capacità visiva di chi ne è affetto, pregiudicandone l’indipendenza su più fronti. Non c’è motivo per temporeggiare: anzi, sottoporsi quanto prima all’intervento di cataratta consente di recuperare e mantenere nel tempo la propria autonomia ed il proprio dinamismo. Il primo passo, dunque, per affrontare la terza età con il giusto sprint.

La pandemia da Coronavirus ha spinto molti pazienti a rimandare l’appuntamento per l’intervento di cataratta per timore del contagio. Nei centri oculistici certificati Covid-free, come CAMO, oggi è possibile sottoporsi all’operazione in totale tranquillità, evitando le conseguenze innescate dall’avanzamento della patologia.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico di Camo – Centro Ambrosiano Oftalmico

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di prenderci cura del tuo apparato visivo e di illustrarti nel dettaglio le caratteristiche dell’intervento di cataratta, anche nella sua variante senza bisturi.

In cosa consiste la visita oculistica?

La visita oculistica è uno degli appuntamenti con la salute al quale è bene non mancare. Tuttavia, l’oculista è uno degli specialisti dei quali ci rammentiamo solamente quando il nostro apparato visivo si fa in qualche modo sentire, manifestando una ben precisa e per noi insolita sintomatologia. Altrimenti, quando ci sembra di stare bene e di vedere bene, tendiamo ad assimilare la visita oculistica al controllo della vista, cioè alla sola misurazione delle diottrie. Nulla di più sbagliato. Spendiamo dunque due parole su questo tema: in cosa consiste la visita oculistica? Perché è così importante? E per quale motivo è bene non mancare agli appuntamenti con la propria salute visiva?

In cosa consiste la visita oculistica

La visita oculistica è una visita medica condotta da uno specialista in possesso di una Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Oftalmologia. Il suo obiettivo è eseguire un controllo accurato dello stato di salute degli occhi.

Ecco in cosa consiste la visita oculistica:

  • anamnesi: un dialogo approfondito durante il quale lo specialista raccoglie un insieme di dati in merito alla storia clinica del paziente;
  • esame obiettivo: lo specialista osserva con attenzione gli occhi, i movimenti oculari e palpebrali del paziente;
  • esame della lampada a fessura: detto anche biomicroscopia, questo esame non è invasivo. Consente al medico di osservare l’occhio più da vicino. Potrà dunque osservare la sclera, l’iride, il cristallino e, con l’aiuto di speciali lenti, anche la retina e la testa del nervo ottico. Questa fase della visita oculistica è fondamentale per diagnosticare eventuali patologie oculari come retinopatie, cataratta, glaucoma ed altre;
  • autorefrattometria: è la misurazione delle diottrie. Consente di individuare la presenza dei difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo);
  • esame dell’acuità visiva: il suo scopo è quello di misurare la capacità dell’occhio di distinguere chiaramente le forme ed i colori e la prontezza nella messa a fuoco.
  • tonometria: è la misurazione della pressione oculare, fondamentale per la diagnosi del glaucoma ed imprescindibile laddove il paziente presenti familiarità con la patologia;
  • esame del fondo oculare: si tratta dell’osservazione delle strutture oculari che sono collocate in posizione posteriore rispetto al cristallino. Per eseguirla, è necessario somministrare qualche goccia di un collirio midriatico, che induce la dilatazione della pupilla. Si tratta di una procedura indolore e non invasiva, ma preziosa per la diagnosi di alcune patologie quali glaucoma, maculopatie, neuropatie anteriori e altre.

Perché è fondamentale non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista

Il nostro apparato visivo cresce, evolve ed invecchia insieme a noi. Un’evoluzione che è fatta di scadenze ben precise, che spesso si accompagnano con difficoltà visive e patologie caratterizzanti le diverse tappe della vita. Se in età pediatrica è importante monitorare l’andamento della funzione visiva e verificare l’insorgenza di eventuali patologie (lo strabismo, l’occhio pigro) o difetti visivi, i 40 anni rappresentano l’appuntamento tipico con la presbiopia, e, analogamente, l’età matura porta spesso con sé la cataratta. Ma non solo: stili di vita, abitudini, familiarità con determinate patologie possono aggiungere ulteriori tasselli al “puzzle” che compone, anno dopo anno, l’andamento della nostra salute visiva.

La visita oculistica ha l’obiettivo di dare le giuste attenzioni all’apparato visivo

Da queste brevi considerazioni – ed ora che abbiamo chiarito in cosa consiste la visita oculistica – si evince chiaramente che pensare di recarsi dall’oculista per “misurare la vista” è quanto mai riduttivo. Si tratta, al contrario, di dare le giuste e dovute attenzioni ad un delicatissimo e preziosissimo insieme di strutture che ci garantiscono giorno dopo giorno un dono dal quale difficilmente saremmo disposti a prescindere: quello di poter apprezzare il mondo in tutta la sua straordinaria bellezza.

Mancare all’appuntamento con l’oculista può favorire l’avanzamento di alcune patologie

Infine, alcune patologie oculari rimangono silenti ed apparentemente asintomatiche (il glaucoma ne è un esempio) sino a quando il danno che riescono ad arrecare alle strutture oculari diviene indelebile e difficile da riparare. Non effettuare una visita oculistica può voler dire, a volte, lasciare ad una patologia tutto il tempo per avanzare e peggiorare inesorabilmente.

Visita oculistica a Milano: il Centro Ambrosiano Oftalmico ha a cuore la tua salute visiva

Alla luce di quando detto sopra, il consiglio è quello di affidarsi ad uno specialista che ci accompagni nel tempo nel mantenimento della salute visiva. In questo senso – e per chi cerchi una clinica dove prenotare una visita oculistica a Milano – il Centro Ambrosiano Oftalmico è da anni presente nel capoluogo lombardo con un team di oculisti pronti ad affiancare il paziente con costanza, professionalità, disponibilità e cortesia. L’obiettivo è quello di intraprendere assieme un percorso virtuoso fatto di prevenzione, di diagnosi e di trattamento delle patologie oculari.

Vuoi saperne di più?

Vuoi conoscere prenotare una visita oculistica a Milano? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Saremo lieti di fare la tua conoscenza.

Coronavirus e occhi: intervista al Dott. Lucio Buratto

coronavirus e occhi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il virus Sars-Cov2, noto anche come Covid19, ha influito marcatamente sulle esistenze di tutti noi, portando dolore nelle nostre famiglie e modificando abitudini e stili di vita,  segnando in modo indelebile il nostro vissuto ed il nostro futuro. Qual è il legame tra coronavirus e occhi? Fino a che punto, quindi, i nostri occhi possono rappresentare una via di accesso al virus? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Dottore, anzitutto può spiegarci che cos’è il Covid19?

Il Covid19 è un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus. Il nome Coronavirus deriva dalla loro forma, che ricorda appunto quella di una corona. Si tratta di virus che colpiscono l’apparato respiratorio: lo stesso raffreddore appartiene alla famiglia dei coronavirus. Altri coronavirus sono presenti solamente nel mondo animale ma, come avvenuto nel caso del Covid19, talvolta possono mutare ed infettare anche l’uomo. Il Covid19 si caratterizza per una maggiore carica virale, che significa che è molto contagioso, e può causare sintomi respiratori anche di una certa gravità.

Coronavirus e occhi: il contagio avviene anche attraverso gli occhi?

Sì. La congiuntiva è una delle vie preferenziali che il virus usa per accedere all’organismo. Avrete sicuramente sentito parlare in questi mesi delle droplets, ovvero di tutte le secrezioni respiratorie che ciascuno di noi emette anche solo nell’atto del semplice parlare. Ed ancor più quando si starnutisce e tossisce. Si tratta di un aerosol che viaggia nell’aria e va a posarsi facilmente sull’epitelio congiuntivale umano. Ecco perché è davvero fondamentale mantenere una distanza interpersonale di un metro / un metro e mezzo ed evitare di toccarsi gli occhi prima di aver lavato e igienizzato bene le mani.

I portatori di lenti a contatto sono maggiormente esposti al contagio?

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il virus riesca a sopravvivere per diverse ore al di fuori dell’organismo umano: e nonostante siano ancora in corso studi sulla sopravvivenza del virus sui materiali che tipicamente compongono le lenti a contatto, è consigliato adottare alcune precauzioni. Tra queste, l’igiene costante ed attenta delle mani prima e dopo aver messo e tolto le lenti, l’uso di lenti usa e getta, il mantenimento della corretta distanza interpersonale.

Per quanto riguarda l’uso degli occhiali, invece?

Anche chi usa gli occhiali dovrebbe prestare molta attenzione all’igiene tanto degli occhiali stessi quanto, naturalmente, delle mani. Il virus, ove presente nell’ambiente, può infatti depositarsi sulla superficie degli occhiali. Toglierli e lavarli frequentemente con sapone neutro (facendo attenzione a non rovinare le lenti) è sicuramente una buona abitudine. A questa si associano tutte le altre che già conosciamo, come l’igiene delle mani e l’attenzione a non portare le mani alla bocca, al naso e agli occhi.

A proposito di coronavirus e occhi, è vero che la congiuntivite è un sintomo del Covid?

Nonostante, come detto, la congiuntiva sia una delle vie d’accesso più facili per il virus, alcuni studi condotti dall’Accademia Americana di Oftalmologia hanno dimostrato che il Covid19 causa congiuntivite solo nel 1-3% dei casi. Di fatto, e salvo rare eccezioni, il Covid19 è una patologia non produttiva, cioè non produce secrezioni o lacrimazione. Al contrario, è una patologia di tipo secco. Ad ogni modo, in presenza di sintomi oculari poco chiari, è sempre bene consultare l’oculista. 

Il Centro Ambrosiano Oftalmico e la sicurezza

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è sempre aperto, nel pieno rispetto delle misure anti Covid. Il centro, inoltre, è la prima clinica oculistica italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Global Safe Site Excellence contro il Covid19 da parte dell’autorevole Bureau Veritas. La certificazione sancisce il pieno rispetto delle norme del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alla prevenzione dal coronavirus e risponde alle raccomandazioni delle più importanti Società Oftalmologiche nazionali ed internazionali, insieme a quelle della Organizzazione Mondiale della Sanità.

GLOBAL SAFE SITE EXCELLENCE - COVID-19 - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, garantisce l’adozione delle migliori misure preventive di pulizia, igiene, sanificazione e controllo di tutti gli ambienti e tutte le superfici contro la diffusione del coronavirus. Tutto lo staff, inoltre, è stato valutato in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del virus. In questo modo siamo in grado di fornire ai nostri pazienti un percorso sanitario realmente sicuro.

Hai altre domande sulla salute dei tuoi occhi? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica?

Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.