Cataratta secondaria: sintomi e soluzioni

cataratta secondaria - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di routine con un tasso di rischio e di complicazioni post-operatorie decisamente minimo (meno dell’1%). Ad abbassare questa percentuale concorre anche l’esperienza del chirurgo che esegue l’intervento, la cui manualità, associata all’uso di strumenti di ultima generazione (come il laser a femtosecondi), fa della procedura una delle più sicure al mondo in ambito chirurgico. Una volta operata, la cataratta non fa più ritorno, anche perchè il cristallino artificiale non è destinato a perdere la sua trasparenza. Tuttavia, un’evenienza che può capitare è quella della cataratta secondaria che, vi diciamo fin da subito, è risolvibile definitivamente in pochi minuti. Capiamo insieme di che si tratta.

Che cos’è la cataratta secondaria?

Si immagini il cristallino naturale come una piccola lenticchia, situata all’interno dell’occhio in un altrettanto piccolo involucro. Questo involucro prende il nome di sacca capsulare. Per eseguire l’intervento di cataratta, la sacca capsulare viene aperta anteriormente per permettere la rimozione del cristallino oramai opacizzato in essa contenuto. Dopodiché, attraverso l’apertura anteriore, si inserisce il cristallino artificiale o lente intraoculare. Può capitare che, a seguito dell’intervento di facoemulsificazione, la parte posteriore della sacca vada incontro ad un’inaspettata opacizzazione. E’ quella che si chiama cataratta secondaria, un fenomeno non preoccupante, e risolvibile definitivamente con un breve ed indolore trattamento laser.

Quali sono i sintomi della cataratta secondaria?

Il paziente affetto da cataratta secondaria sperimenta sintomi simili a quelli provati in occasione della cataratta vera e propria. Non a caso, il più delle volte è convinto che “sia tornata la cataratta”, ma non è così. Il cristallino artificiale inserito al posto di quello naturale non si può opacizzare, e resterà trasparente per tutta la vita.

Sintomi della cataratta secondaria:

  • diminuzione dell’acuità visiva;
  • sensazione di offuscamento della visione;
  • peggioramento della percezione della nitidezza dei colori;
  • sensazione di abbagliamento (fotofobia);
  • diplopia (visione sdoppiata);
  • aumento delle miodesopsie (le cosiddette “mosche volanti”, fastidiosi filamenti che ondeggiano nel campo visivo).

Come si corregge la cataratta secondaria?

Come detto, la cataratta secondaria si può risolvere agevolmente grazie ad un secondo intervento laser: più che un intervento, è un piccolo ritocco. Il ritocco si esegue grazie ad un particolare laser chiamato Yag Laser, ed ha una durata di qualche minuto appena. Grazie a questo laser è possibile “pulire” la capsula posteriore, rimuovendone l’opacizzazione in modo permanente. I tempi di recupero di questa breve seduta laser sono molto veloci: inoltre, al termine dell’intervento, il paziente può far ritorno presso la sua abitazione in tutta serenità, con la certezza che la cataratta secondaria non si ripresenterà più.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Occhiali da sole? Si grazie, purché tutto l’anno!

Occhiali da sole - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Gli occhiali da sole sono quegli accessori dei quali tendiamo a ricordarci quando arriva la primavera e le giornate diventano finalmente più lunghe. D’estate fanno coppia fissa con la crema solare, mentre d’inverno con i nostri amati doposci. Eppure, a prescindere dal fatto che tu viva in città, in montagna o sul mare,gli occhiali da sole andrebbero indossati più spesso, e soprattutto in qualunque stagione. Scopriamo assieme il perché.

Il sole? C’è anche quando non si vede

Il sole splende tutto l’anno, anche in inverno quando la temperatura è decisamente bassa oppure quando una coltre di nuvole grigie ci costringe a sognarlo come fosse un miraggio lontano. Eppure il sole è sempre lì, con i suoi raggi, intento a fornire luce e calore al nostro pianeta. Una volta appurato che i raggi solari penetrano nell’atmosfera qualunque sia il tempo della giornata, conviene ricordare che lo spettro solare è piuttosto ampio e che include diverse tipologie di raggi.

Ci sono raggi e raggi…

Lo spettro solare include diverse tipologie di raggi con lunghezza d’onda e temperatura variabile. Tra questi citiamo in particolare i raggi ultravioletti, che sono particolarmente pericolosi per la salute oculare.

I motivi sono 2:

  1. Sono invisibili all’occhio umano, quindi non si verifica il fisiologico ed istintivo restringimento della pupilla;
  2. Poiché il restringimento della pupilla non avviene e poiché i raggi ultravioletti hanno una notevole lunghezza d’onda, essi sono capaci di penetrare in profondità nei nostri occhi, giungendo fino alla macula (la parte più profonda dell’occhio).

Questi due elementi rappresentano un rischio per la salute oculare. I raggi ultravioletti rappresentano infatti un fattore predisponente diverse patologie oculari, tra le quali menzioniamo la cataratta e la degenerazione maculare senile.

E’ pertanto fondamentale proteggere la gli occhi con un buon paio di occhiali da sole durante tutto l’anno. Una raccomandazione che vale anche per bambini ed anziani. Inoltre, si ricordi che nelle vicinanze di specchi d’acqua oppure sulla neve, anche laddove non sembra che vi sia “molto sole”, l’effetto riverbero non fa che amplificare l’impatto che i raggi UVA ed UVB hanno sul nostro apparato oculare.

Occhiali da sole sì, ma di buona qualità

Infine, e sempre a titolo di raccomandazione, si ricordi che un paio di occhiali da sole con lenti non certificate e di qualità scadente non solo non esercita alcun effetto protettivo, ma può anche danneggiare i nostri occhi.

E chi invece indossa lenti a contatto?

Esistono in commercio lenti a contatto con un fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti. Qualora non si faccia uso di tale tipologia di lenti, si potrà abbinare un occhiale da sole privo di potere diottrico, da indossare tanto per proteggere la vista quanto come accessorio alla moda a beneficio del proprio look.

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Leggi anche: è vero che gli occhi chiari sono più delicati?

Femtolaser: 5 vantaggi

Femtolaser - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il femtolaser, noto anche come laser a femtosecondi, è uno strumento davvero sofisticato che ha rivoluzionario il mondo della medicina ed in particolar modo quello della chirurgia oculare. Il suo uso è ancora appannaggio dei centri d’eccellenza: qui, si eseguono interventi di chirurgia oculare di altissimo livello e, nelle mani di alcuni tra i medici più preparati e competenti al mondo, il laser a femtosecondi riesce davvero ad esprimersi in tutta la sua straordinaria potenzialità. Conosciamo dunque più da vicino i vantaggi del femtolaser, capiamo di che tipo di strumento laser si tratta e perché è ritenuto così speciale.

Che cos’è il femtolaser o laser a femtosecondi

Il femtolaser è uno strumento laser di ultimissima generazione che trova spazio, oggi, nell’ambito di diversi interventi di chirurgia oftalmica. Lo si usa:

  • negli interventi di chirurgia refrattiva, cioè gli interventi per la correzione permanente dei difetti visivi;
  • durante interventi per il trattamento di alcune patologie oculari, tra le quali citiamo la cataratta;
  • durante interventi di chirurgia corneale, come per esempio nell’inserimento di anelli intrastromali per il trattamento del cheratocono.

L’uso di uno strumento laser per il trattamento di patologie oculari e difetti visivi non è una novità: già dagli anni Ottanta il laser ad eccimeri ha fatto il suo ingresso nell’ambito della chirurgia oftalmica, per divenire e rimanere uno dei protagonisti incontrastati di una vasta gamma di procedure chirurgiche.

Per il suo campo d’applicazione specifico e per le sue caratteristiche intrinseche, tuttavia, il femtolaser è qualcosa di diverso. Si tratta, in breve, di un laser ad infrarossi che emette microimpulsi della durata di pochi femtosecondi (ovvero milionesimi di miliardesimi di secondo).

Femtolaser: ecco i 5 vantaggi

Vediamo dunque quali sono i 5 vantaggi del femtolaser, che lo rendono uno strumento così ambito, interessante ed utile sia per il medico che per il paziente.

  1. Sostituisce efficacemente l’uso del bisturi, consentendo di eseguire incisioni senza lame.
  2. E’ altamente programmabile. Il chirurgo può stabilire, prima dell’intervento, quanto e come il femtolaser si muoverà, definendo forma e spessore dell’incisione.
  3. E’ altamente controllabile. Qualora il paziente si dovesse muovere troppo o fosse necessario interrompere la procedura, il laser sospende immediatamente la sua azione.
  4. Offre un livello di precisione elevatissimo. Il laser a femtosecondi raggiunge un livello di precisione e di omogeneità delle incisioni mai vista prima. Una precisione eccellente, sia in termini di forma che di spessore.
  5. E’ uno strumento altamente igienico. Poiché si avvale dell’uso di raggi infrarossi, il femtolaser non “tocca” materialmente le strutture oculari del paziente. Ecco perché regala un eccellente livello di igiene della procedura. Di conseguenza il rischio di complicanze intra e post operatorie si riduce drasticamente.

Anche un non addetto ai lavori può dunque facilmente comprendere come una medesima procedura chirurgica, se eseguita con l’ausilio del femtolaser, abbia una marcia in più.

Per fare due esempi tra i più comuni (ma ve ne sono molto altri), si pensi al salto di qualità che possono fare:

  • l’intervento di cataratta (che assumerà pertanto il nome di femtocataratta);
  • l’intervento di correzione dei difetti visivi con tecnica LASIK (che assumerà il nome di femto-LASIK).

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Cataratta e diabete, quale connessione?

Cataratta e Diabete - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta senile è una patologia oculare strettamente legata all’avanzare dell’età. Può comparire già intorno ai 50-55 anni, per progredire mano a mano che gli anni passano. Dati alla mano, si stima che ne soffra il 50% delle persone over 65. I fattori di rischio della patologia, oltre naturalmente all’età, sono la familiarità, i raggi ultravioletti, il fumo di sigaretta ed il diabete. Quale connessione esiste tra cataratta e diabete? Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine in merito a questo argomento.

Cataratta e diabete, ma non solo

Il diabete è una patologia sistemica piuttosto comune e molto insidiosa. Il termine sistemica si riferisce alla capacità della patologia di colpire il nostro organismo a più livelli, interessando più organi al contempo.

Gli organi o gli apparati maggiormente colpiti dal diabete sono:

  • il sistema cardiocircolatorio
  • i reni
  • il sistema nervoso periferico
  • gli occhi

I tipi di diabete mellito

Il diabete mellito si divide in due tipologie, di tipo 1 e di tipo 2. Mentre il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che si caratterizza per la distruzione delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina ed al controllo dei livelli di glicemia nel sangue, quello di tipo 2 è caratterizzato da un’insufficiente produzione di insulina o da un difetto nel funzionamento dell’insulina stessa. Questo secondo tipo è molto più diffuso del precedente (9 casi su 10) ed è causato da stili di vita sbagliati, caratterizzati da forte sedentarietà e modelli alimentari scorretti.

Diabete e salute visiva

Il diabete è una patologia capace di pregiudicare la salute oculare. Le patologie che esso è grado di innescare sono principalmente la retinopatia diabetica e la cataratta, ma anche una particolare forma di glaucoma chiamato glaucoma neovascolare.

Perché il diabete causa retinopatia e cataratta?

Il diabete causa una generalizzata debolezza delle pareti dei vasi sanguigni e compromette il microcircolo sanguigno. Come sappiamo, il microcircolo sanguigno è fondamentale per la salute dei nostri occhi: tutte le strutture oculari traggono da esso il nutrimento e l’ossigeno per mantenersi sane, giovani, in forma ed efficienti molto a lungo. Non a caso una delle regole fondamentali per prevenire le patologie oculari connesse allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare è proprio quella di mangiare frutta e verdura e di bere molta acqua.

Cataratta e diabete

Come detto in apertura, la cataratta è maggiormente diffusa tra gli over 65, e la percentuale aumenta con l’aumentare dell’età. I dati mostrano incrementi ancora maggiori se riferiti ai pazienti diabetici. Diverse ricerche scientifiche hanno peraltro confermato che, nei pazienti diabetici, la cataratta ha un’incidenza maggiore e tende a manifestarsi anche più precocemente.

Cosa dice la scienza

In particolare, stando ad una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Eye e condotta da un team di ricercatori britannici, i pazienti – anche giovani – affetti da diabete hanno il doppio delle possibilità di contrarre anche la cataratta. Questo rischio aumenta drasticamente, diventando non più 2 volte, ma ben 6 volte maggiore, nel caso di pazienti diabetici affetti anche da maculopatia.

Cosa fare allora?

1 – Seguire le indicazioni del proprio diabetologo

E’ fondamentale che il paziente diabetico segua attentamente la terapia farmacologica e le indicazioni alimentari fornite dal medico che l’ha in cura. Seguire le indicazioni del medico significa rispettare esattamente quanto prescritto in termini di tempi, scadenze, posologia.

2 – Andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi

Per ciò che concerne la vista, ed in virtù della consapevolezza che il diabete può mettere a seria prova il benessere visivo, è importante sottoporsi a periodici controlli presso uno specialista.

Il consiglio generale (che si può ritenere valido anche per i pazienti non affetti da patologie sistemiche), è quello di non aspettare di sperimentare qualche sintomo particolare o un calo della capacità visiva per recarsi dall’oculista. Al contrario, la visita oculistica dev’essere una buona abitudine da annotare in agenda assieme a tutti gli altri controlli specialistici.

3 – Mangiare sano e volersi bene

Infine, come già accennato sopra, non si dimentichi che alimentarsi correttamente, prediligendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua, è il primo passo per volersi bene e per prendersi cura attivamente della propria salute oculare.

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Come avviene l’intervento di cataratta?

come avviene l'intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di breve durata e totalmente indolore. L’idea di subire una procedura chirurgica agli occhi può, tuttavia, suscitare un po’ di apprensione: ecco perché essere bene informati su come avviene l’intervento di cataratta può essere di grande aiuto per affrontarlo serenamente e per comprenderne a fondo tutti i vantaggi.

Conosciamo il nostro occhio più da vicino

Per comprendere come avviene l’intervento di cataratta è importante avere una minima conoscenza dell’anatomia dell’occhio. L’occhio umano si compone di un bulbo oculare, al centro del quale si trova una piccolissima lente. Essa è grande come una lenticchia ed è chiamata cristallino. Nella parte anteriore del bulbo si trova un piccolo foro, la pupilla, attraverso il quale entrano i raggi luminosi. La luce va a colpire proprio il cristallino, che si occupa poi di rifletterla sulla retina, una delicata e preziosa membrana che riveste internamente il bulbo oculare. Da lì, l’informazione luminosa è convogliata al nervo ottico, che la trasferisce a sua volta al cervello. Nel cervello, infine, essa è opportunamente decodificata.

Naturalmente si tratta di una descrizione molto semplificata per “non addetti ai lavori”, perché l’apparato visivo è ben più sofisticato e complesso di quel che può apparire da queste poche righe. Tuttavia, rende molto bene l’idea del ruolo primario che il cristallino svolge nel processo visivo.

Anatomia dell'occhio

Quando il cristallino si deteriora: la cataratta

La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e pertanto fatica a far passare i raggi luminosi verso la retina. L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno del tutto naturale che peggiora in modo non reversibile mano a mano che il tempo passa. La cataratta è in gran parte legata all’invecchiamento cellulare, anche se talvolta può avere altre cause. Infine, non è curabile farmacologicamente: l’unico modo per porvi rimedio è l’intervento di cataratta.

Come avviene l’intervento di cataratta?

L’intervento di cataratta ha luogo in due fasi:

1 – Rimozione del cristallino opacizzato

Lo specialista esegue una piccolissima incisione sulla cornea ed accede alla capsula che contiene il cristallino attraverso uno strumento chiamato facoemulsificatore. Si tratta di uno strumento ad ultrasuoni che, simultaneamente, frantuma e aspira il cristallino opacizzato.

Nei centri d’eccellenza come CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile eseguire la piccola incisione con uno strumento laser anziché con il bisturi. Lo strumento in questione si chiama laser a femtosecondi. In questo modo, l’intervento acquista una ancor maggiore controllabilità e precisione, mentre gli eventuali rischi intra e post operatori sono ridotti davvero al minimo.

2 – Inserimento di una IOL – Lente Intraoculare

Lo specialista inserisce al posto del cristallino opacizzato una lente intraoculare. Si tratta di un cristallino artificiale perfettamente trasparente, biocompatibile e destinato a durare per tutta la vita del paziente. Oltre a ripristinare le funzioni del cristallino naturale, la lente artificiale può anche essere dotata di un potere diottrico compatibile con le esigenze visive del paziente, e quindi risolvere eventuali difetti visivi.

Un esempio:

se oltre ad essere affetto da cataratta il paziente ha anche un problema di miopia, la lente intraoculare potrà anche essere dotata dell’opportuno potere diottrico per correggere la miopia. E non solo: le moderne lenti intraoculari sono disponibili anche nella tipologia multifocale, perfetta per correggere più difetti visivi al contempo.

Hai bisogno di altri chiarimenti in merito a come avviene l’intervento di cataratta? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta? Siamo a tua disposizione.

Chiamaci

Il nostro centralino è attivo dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Chirurgia della cataratta senza bisturi

Cataratta senza bisturi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La chirurgia della cataratta è un argomento molto attuale e di sempre maggior interesse anche al di fuori dell’ambito strettamente medico. L’intervento di cataratta è, a tutti gli effetti, un’operazione di microchirurgia oculare che, nonostante le rassicurazioni di amici e parenti, è capace di incutere ansia e preoccupazione nel paziente meno informato. Oggi, tuttavia, è possibile effettuare l’intervento di cataratta seguendo una formula “gentile”, che non si avvale per nulla dell’uso del bisturi. Conosciamo più da vicino l’intervento di cataratta senza bisturi.

Come avviene l’intervento di cataratta

L’intervento di cataratta prevede che il chirurgo sostituisca il cristallino oramai opacizzato con uno artificiale. Il cristallino naturale viene frantumato dal facoemulsificatore e contestualmente aspirato. Durante la seconda parte dell’intervento il chirurgo inserisce un cristallino artificiale, ovvero una lente intraoculare (IOL), che può anche avere un potere diottrico adeguato alle necessità del paziente. L’intervento è indolore e dura pochi minuti, mentre il cristallino artificiale è destinato a mantenere intatta la sua funzionalità e le sue caratteristiche per tutta la vita del paziente. Nel complesso, si tratta di un intervento capace di offrire al paziente una capacità visiva ottimale e con essa un senso di indipendenza che gli consentiranno di affrontare con ottimismo e serenità anche l’età avanzata.

L’intervento di cataratta “tradizionale”

L’intervento di cataratta nella sua versione “tradizionale” prevede che il chirurgo effettui una minima incisione con l’aiuto di un bisturi. Naturalmente al paziente si somministra un collirio anestetico, motivo per cui non sente alcun dolore. L’uso del bisturi è previsto solamente nella prima fase dell’intervento, quando si rende necessaria una piccola via d’accesso per l’introduzione degli strumenti operatori e del cristallino artificiale. Al termine dell’intervento si applica un punto di sutura.

L’intervento di cataratta senza bisturi

L’uso del laser rappresenta una perfetta opportunità per chi non è molto entusiasta all’idea di sottoporsi all’intervento con il bisturi. In questo caso, le caratteristiche dell’intervento rimangono le stesse, con la differenza che sarà un laser di ultima generazione ad effettuare l’incisione che consentirà la sostituzione del cristallino. Il laser in questione prende il nome di laser a femtosecondi – un’unità di misura che indica il miliardesimo di secondo – ovvero la velocità con la quale lo strumento emette degli impulsi luminosi. Il femtosecondi riesce a tutti gli effetti a sostituirsi al bisturi pur non essendo un bisturi. Il paziente anche in questo caso non prova alcun dolore, e non dovrà sottoporsi ad alcun punto di sutura al termine della procedura.

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Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile sottoporsi all’intervento di cataratta senza bisturi. Se vuoi saperne di più, prenota oggi stesso una visita oculistica specialistica per la cataratta. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191 dalle 9.00 alle 19.00.

Fotofobia: 7 curiosità

Fotofobia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La fotofobia non è una patologia oculare, bensì il sintomo piuttosto frequente in alcune malattie. Si caratterizza per un certo fastidio, che in termini medici si definisce ipersensibilità o intolleranza, nei confronti delle fonti luminose particolarmente intense. Da cosa dipende? E come porvi rimedio? Scopriamo insieme 7 curiosità poco note sulla fotofobia.

1 – La fotofobia può essere il sintomo di una patologia oculare

Come detto in apertura, la fotofobia non è una patologia, bensì un sintomo. Si caratterizza per un forte fastidio di fronte alle fonti luminose intense o ai cambiamenti repentini di luminosità, sensazione di corpo estraneo, bruciore, arrossamento oculare e difficoltà a tenere gli occhi aperti. A volte la fotofobia è così intensa da causare dolore agli occhi. Le patologie oculari che possono innescare la fotofobia non sono poche: tra queste citiamo la cataratta (che, ricordiamo, si può risolvere in modo definitivo grazie ad un intervento di breve durata), ma anche il cheratocono, il glaucoma, la blefarite, la congiuntivite e l’uveite, per fare alcuni esempi.

2 – La fotofobia può essere il sintomo di una patologia non oculare, come la cefalea

La fotofobia può essere anche il sintomo di una patologia non oculare, come per esempio la meningite, la sindrome di Sjogren, ma anche la nevralgia del trigemino e la cefalea. Non a caso avrete notato che il mal di testa porta con sé anche un certo fastidio nei confronti della luce ed un desiderio di riposare in un luogo semibuio.

Fonte: Ncbi.nlm.nih.gov

3 – Chi ha gli occhi chiari è più soggetto alla fotofobia

La melanina naturalmente presenza nell’iride esercita anche un importante ruolo di difesa nei confronti della luce solare. Va da sé che i soggetti con occhi molto chiari possano avere difficoltà a tollerare la luce, specie se intensa. Lo stesso discorso vale per chi è affetto da albinismo e quindi è totalmente privo di melanina. In questi casi l’uso di occhiali da sole con lenti fotocromatiche e polarizzate (capaci di proteggere dai raggi UV e dall’abbagliamento) e l’uso di copricapi con visiera è fortemente consigliato anche in inverno.

4 – La fotofobia può anche essere causata da una carenza alimentare

Anche l’alimentazione è fondamentale per proteggere i nostri occhi dall’insorgenza di diverse patologie e fastidi oculari. Tra questi figura anche la fotofobia: può capitare, infatti, che questa sia correlata ad una carenza alimentare, nello specifico relativamente al magnesio ed alla vitamina B2.

5 – Anche le lenti a contatto possono causare fotofobia

Le lenti a contatto sono ausili molto delicati dei quali è fondamentale avere molta cura: un uso non corretto delle lenti, un uso prolungato delle lenti usa e getta o una scorretta igiene sia oculare che delle lenti stesse, può innescare alcuni fastidi tra cui la fotofobia. Qualora la cornea si dovesse irritare come conseguenza di un uso poco attento delle lenti, conviene sospenderne l’uso fino a completa guarigione.

6 – La fotofobia può essere causata anche da alcuni farmaci

La fotofobia può essere un effetto momentaneo dovuto all’assunzione di alcuni farmaci. Tra questi citiamo le atropine – come le gocce che l’oculista instilla per ottenere una dilatazione della pupilla – le scopolamine, presenti in alcuni farmaci anti-vomito ed anti-nausea, e le tetracicline, antibiotici usati per curare la polmonite, l’Helycobacter pylori e alcune infezioni della pelle.

7 – Abuso di alcolici

Infine, segnaliamo la fotofobia come effetto transitorio dell’abuso di alcol. Insomma, se dopo una serata nella quale vi è capitato di alzare un po’ il gomito provate un certo fastidio alle luci intense, niente paura: passato l’effetto del bicchiere di troppo, passerà anche il noioso sintomo oculare.

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Cataratta e maculopatia: quali opzioni di trattamento?

Cataratta e maculopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta e maculopatia sono due patologie tipiche dell’età avanzata e pertanto può capitare che si presentino assieme. Peraltro, la loro copresenza non è un evento poi così raro. Che fare in questi casi? E’ possibile ugualmente affrontare l’intervento di cataratta? Sarà possibile recuperare la capacità visiva perduta? Rispondiamo insieme ad alcune domande frequenti sul tema.

Cataratta e maculopatia: sintomi e caratteristiche

Cataratta, caratteristiche e sintomi

La cataratta è una patologia tipica dell’età matura/avanzata che si caratterizza per una progressiva perdita della nitidezza della visione, sia dal punto di vista dei contorni delle cose, sia per quanto riguarda i colori. La causa di questo peggioramento della capacità visiva è l’opacizzazione del cristallino, un processo irreversibile naturalmente legato all’invecchiamento cellulare.

Cataratta, che fare?

La cataratta non è trattabile farmacologicamente. L’unico modo per arrestare l’opacizzazione del cristallino e recuperare la capacità visiva perduta è l’intervento di cataratta, una procedura di breve durata e totalmente indolore.

Degenerazione maculare senile, caratteristiche e sintomi

La degenerazione maculare senile è altresì una patologia tipica dell’età avanzata, causata invece da una degenerazione dei fotorecettori presenti sulla macula. La macula è la porzione centrale della retina, importantissima per la decodifica delle immagini e dei colori. In virtù della posizione centrale della macula, accade che il paziente sperimenti un peggioramento progressivo ed irreversibile proprio della visione centrale.

Degenerazione maculare senile, che fare?

La degenerazione maculare senile si può presentare in forma atrofica oppure essudativa, due “varianti” della patologia con caratteristiche differenti. La maculopatia atrofica è più insidiosa, e nonostante ciò la sua progressione è lenta. La maculopatia essudativa è invece trattabile con dei farmaci specifici.

Cataratta e maculopatia, che fare?

Qualora il paziente sia affetto da cataratta e maculopatia di tipo secco, si procede trattando in primis la cataratta. Sottoporsi all’intervento di cataratta in modo tempestivo consentirà di recuperare la capacità visiva perduta a causa della patologia.

Inoltre, durante l’intervento sarà possibile optare per un cristallino artificiale pensato proprio per i pazienti affetti da maculopatia di tipo secco.

La moderna scienza medica ha messo infatti a disposizione dei pazienti affetti da cataratta e da maculopatia di tipo secco, una lente intraoculare capace di:

  • migliorare la visione e ridurre l’annebbiamento periferico in pazienti con perdita della visione centrale;
  • migliorare la capacità di lettura;
  • aiutare il paziente affetto da maculopatia di tipo secco a “sfruttare” al meglio le porzioni di campo visivo non intaccate dalla patologia;
  • più in generale, facilitare lo svolgimento anche delle più banali azioni quotidiane ed aiutare il paziente a non perdere il “contatto” con il mondo circostante, con gli amici e la famiglia.

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Intervento di cataratta: 5 motivi per non rimandare

intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il 27 novembre 1949 è una data davvero significativa per il mondo della chirurgia oftalmica. In quella data, infatti, si impiantava a Londra la prima lente intraoculare al mondo. Una vera e propria rivoluzione. L’intervento di cataratta al quale oggi siamo abituati è una pratica davvero veloce ed indolore, per nulla rischiosa né stressante per il paziente che vi si sottopone. Un grande traguardo che la medicina oftalmica ha raggiunto con il tempo. Uno dopo l’altro, infatti, si sono compiute 5 grandi rivoluzioni che hanno perfezionato l’intera procedura, a partire dalla fase diagnostica fino all’intervento di cataratta vero e proprio. Il risultato è un intervento estremamente appagante sia per il medico che lo esegue, sia per il paziente che vi si sottopone.

1 . La rivoluzione in ambito diagnostico

Le moderne tecnologie oggi mettono a disposizione dei centri d’eccellenza di tutto il mondo strumenti diagnostici particolarmente avanzati, capaci di offrire efficienza, precisione millimetrica ed affidabilità estrema. Nel corso della visita oculistica preoperatoria – grazie a questi strumenti – è possibile raccogliere innumerevoli dati circa la salute oculare del paziente, la struttura morfologica e gli aspetti funzionali del suo apparato visivo. Una miriade di informazioni preziose che poi saranno automaticamente riproposte al chirurgo in sala operatoria.

2 – A proposito di microscopio…

I microscopi di oggi non sono più i microscopi di una volta. Dal secolo scorso ad oggi, la tecnologia ha messo al servizio della medicina uno strumento le cui potenzialità sarebbero sicuramente andate ampiamente al di là di quanto Sir Ridley potesse immaginare. I microscopi presenti oggi nelle sale operatorie dei centri d’eccellenza di tutto il mondo dispongono di una qualità ottica davvero elevata. Inoltre riescono anche a proporre al chirurgo dati ed informazioni utili per il buon andamento degli interventi.

3 – Il laser, il “re” delle invenzioni!

Il terzo motivo per il quale non dovreste soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta si chiama laser a femtosecondi. Sappiamo tutti che il laser ha rivoluzionato il mondo della medicina e della chirurgia. A seconda della lunghezza d’onda, del gas impiegato per il suo funzionamento e delle finalità per il quale è concepito, avremo un laser differente. Anche in oculistica i laser sono differenti: laser giallo, laser sottosoglia, laser 2RT, laser argon sono forse nomi dei quali avete sentito parlare. Ma la rivoluzione che l’avvento del laser a femtosecondi è riuscita a portare è davvero qualcosa di unico nel suo genere. Il laser a femtosecondi è capace infatti di sostituirsi in toto ad un bisturi, eseguendo incisioni sui tessuti pur senza che questi vengano toccati da qualunque tipo di strumento meccanico. Le incisioni eseguite con laser a femtosecondi, inoltre, vantano una lunga serie di caratteristiche che le rendono di gran lunga più vantaggiose rispetto a quelle eseguite con altri strumenti meccanici.

Tra queste caratteristiche citiamo:

  • programmabilità e controllabilità al millimetro dell’incisione;
  • estrema precisione dell’incisione;
  • nessuna necessità di punti di sutura al termine dell’intervento;
  • “pulizia” estrema e quindi minor rischio intraoperatorio per il paziente.

4 – Il facoemulsificatore

Il facoemulsificatore ad ultrasuoni è uno strumento che, nelle sue versioni di ultima generazione, offre elevatissima precisione ed affidabilità. In questi apparecchi, gli ultrasuoni emessi dalla sonda sono mantenuti a pressione sempre costante. Inoltre, la stessa quantità di ultrasuoni è ridotta al minimo necessario per portare a termine l’esecuzione dell’intervento di cataratta.

5 – Le lenti intraoculari

Sulle lenti intraoculari si potrebbe aprire un lunghissimo capitolo. Se l’idea di Sir Ridley era quella di sostituire il cristallino, oggi la moderna chirurgia oftalmica consente al paziente di andare ben oltre questo traguardo. Le lenti intraoculari sono moderni dispositivi capaci di adattarsi perfettamente alle caratteristiche dell’apparato oculare del paziente, ma non solo. Esse possono anche far fronte alle sue esigenze personali. Biocompatibili, estremamente durevoli nel tempo, flessibili, customizzabili sotto più punti di vista, capaci di correggere uno o più difetti visivi contestualmente: i vantaggi sono davvero innumerevoli.

Insomma, dopo aver letto questo breve articolo avrai 5 motivi in più per sottoporti in tutta serenità all’intervento di cataratta non appena ricevi la diagnosi.

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