Videoterminalisti e salute oculare, tutto quello che c’è da sapere

Sono sempre di più le persone che svolgono la propria attività lavorativa davanti allo schermo di un computer. Otto ore di lavoro per cinque giorni la settimana non sono poche, soprattutto perché è un impegno che non implica il solo dispendio di energie mentali, ma si mettono in gioco anche il proprio apparato muscoloscheletrico e quello oculare. Ecco cosa c’è da sapere per affrontare la propria vita lavorativa davanti al computer con serenità e soprattutto con un occhio di riguardo per la propria salute. 

Questione di postura

Per quanto riguarda i possibili problemi all’apparato muscoloscheletrico, è importante sapere che questi possono essere causati da una postura scorretta protratta per molto tempo. L’altezza della sedia deve essere regolata in modo che la schiena venga mantenuta sempre dritta: lavorare con le spalle sollevate oppure con la schiena ricurva in avanti affatica l’intero apparato muscoloscheletrico, causando, a lungo andare, dolori diffusi alle spalle e al collo, sensazione di contrattura, formicolii, ed affaticando l’intero organismo nel giro di poche ore. Assicuratevi che la sedia sia alta quanto basta per consentirvi di tenere la schiena dritta e gli avambracci posati sul piano di lavoro. Per evitare continue torsioni di busto e collo, collocate lo schermo davanti al viso, e non in posizione laterale.

Videoterminalisti e salute oculare

Durante il lavoro al computer, il nostro apparato oculare è soggetto ad un continuo lavoro di adattamento alla fonte luminosa rispetto alla luce naturale che proviene dall’esterno e di accomodazione per mettere a fuoco quanto visualizzato a video.

Per quanto riguarda la salvaguardia del benessere oculare, vi sono diversi consigli preziosi che conviene tenere in considerazione.

La finestra: luce sì, ma non troppa

Sarebbe preferibile sempre sedere con il corpo e lo schermo del computer paralleli alla finestra. Ricevere la luce naturale di fronte o di spalle affatica l’apparato oculare, che è costretto a compensare continuamente il contrasto che si crea tra luce la diurna e la luce artificiale emessa dallo schermo. In generale, è sconsigliato lavorare molto vicino alle finestre ed è bene invece illuminare l’ambiente nel quale si lavora in modo armonioso, non eccessivo e nemmeno insufficiente, così da raggiungere una situazione di comfort visivo che consenta non affaticare troppo la vista. Ancora, in riferimento alla luce proveniente dalle finestre, conviene inclinare lo schermo così da evitare spiacevoli riflessi di luce che renderebbero il lavoro e la visione più difficoltosi.

Gli occhiali: meglio se monofocali e pensati per le vostre necessità

L’uso di un buon paio di occhiali con una correzione diottrica coerente con il proprio stato visivo, consente di tenere alla larga una lunga serie di disturbi da affaticamento (disturbi astenopici). Chi indossa occhiali bifocali rischia di assumere una postura scorretta che, a lungo andare, potrebbe causare un  andare un affaticamento muscoloscheletrico ed un irrigidimento del collo. Nel caso soffriate di presbiopia, dunque, una lente monofocale che tenga conto dei vostri impegni al computer e che quindi sia regolata per una distanza leggermente maggiore di quella che usereste per la lettura di un libro, è l’ideale. Chi ha uno o più difetti di rifrazione non corretti, farebbe bene a sottoporsi ad una visita oculistica per valutare la necessità di indossare un paio di lenti correttive. Per quanto riguarda le lenti, inoltre, poiché i raggi luminosi blu-viola emessi dallo schermo del computer possono essere dannosi per i nostri occhi, è consigliabile acquistare quelle dotate di filtro per la luce blu.

Le pause: un momento di relax per la mente e per gli occhi 

Vi è una lunga serie di disturbi oculari causati dall’affaticamento. Tra questi, bruciore, lacrimazione, arrossamento congiuntivale, prurito, aumento della frequenza di ammiccamento, visione sfocata, annebbiamenti transitori e altri. Per evitare questi spiacevoli disturbi, è bene organizzare la giornata lavorativa in modo da fare alcuni minuti di pausa ogni due ore di lavoro, durante i quali è consigliato volgere lo sguardo il più lontano possibile, come per esempio fuori dalla finestra. A proposito di frequenza di ammiccamento e bruciore, potete anche tenere a portata di mano delle gocce oculari lubrificanti, che vi aiutino a ridurre al minimo questi fastidiosi sintomi.

La prevenzione: non dimenticare di andare dall’oculista

Poiché gli occhi sono un vero e proprio strumento di lavoro, infine, al videoterminalista si consiglia di prenotare con una certa frequenza una visita specialistica presso il proprio oculista di fiducia, così da verificare la funzione visiva, prevenire eventuali disturbi della vista e se necessario correggerli.

Chirurgia refrattiva: domande e risposte

Quando la capacità visiva non è ottimale e la messa a fuoco non è corretta, si parla di difetto refrattivo. Il difetto refrattivo può assumere diverse forme e manifestarsi in modalità differenti. Parleremo allora di miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia. Se i primi tre possono fare la loro comparsa già nella prima infanzia per evolversi e stabilizzarsi con l’andare del tempo, la presbiopia è invece un fenomeno tipico dell’età adulta. In tutti i casi, se la difficoltà visiva diviene così importante da compromettere il buon andamento delle attività lavorative, la vita sociale o anche solo il benessere psicologico del paziente, si può decidere di intervenire in modo definitivo, tramite un intervento di chirurgia refrattiva. Quando si parla di chirurgia refrattiva si intende dunque quell’insieme di interventi volti a correggere in modo permanente qualunque difetto visivo o incluso la combinazione di più difetti, con l’obiettivo di riportare il paziente ad una capacità visiva ottimale e consentirgli di eliminare l’uso di protesi esterne quali occhiali o lenti a contatto.

Chirurgia refrattiva: domande e risposte

Se stai pensando di avvicinarti alla chirurgia refrattiva ma ancora non hai fissato un colloquio con un oculista, sicuramente avrai molti dubbi e curiosità in merito. In questo articolo cercheremo di fornirti alcune informazioni di base sulla chirurgia refrattiva, sulle metodiche ad oggi in uso e sui risultati che queste consentono di ottenere. Consultare una fonte autorevole ed informarsi il più possibile è di fondamentale importanza per affrontare un percorso serio quale lo è un intervento per la correzione definitiva dei difetti refrattivi.

Quali sono le metodiche che si usano oggi per correggere i difetti refrattivi?

Le metodiche che si usano per la correzione definitiva dei difetti refrattivi sono 2: una prende il nome di PRK, mentre l’altra di FEMTO-LASIK. Il PRK è una tecnica che si avvale di un laser ad eccimeri, che tramite una luce ultravioletta riesce ad effettuare l’intervento di correzione dei difetti refrattivi “modellando” opportunamente la cornea. Si usa per i difetti più lievi, può essere leggermente fastidiosa e dolorosa ed ha un tempo di recupero postoperatorio un pò lungo. La FEMTO-LASIK è una tecnica che prevede che l’intervento con il laser ad eccimeri venga eseguito nella parte interna della cornea, dopo aver effettuato una incisione lamellare della sua superficie con l’ausilio di un laser a femtosecondi. Rispetto alla PRK, è indolore ed ha tempi di recupero più veloci. Consente di intervenire anche laddove vi siano più difetti refrattivi concomitanti anche non lievi.

E se i miei difetti refrattivi sono molto accentuati?

Oltre alle due metodiche sopra citate, vi sono altre due possibilità, che solitamente vengono proposte ai pazienti con difetti refrattivi molto marcati. Ci riferiamo alla FACOEMULSIFICAZIONE, ed alla combinazione tra FEMTO-LASIK e FACOEMULSIFICAZIONE. La facoemulsificazione consiste nella sostituzione del cristallino con una lente artificiale intraoculare avente il potere diottrico corrispondente alle esigenze del paziente. Questo intervento consente anche di ovviare alla futura comparsa della cataratta, perché il cristallino artificiale non va incontro ad opacizzazione come invece accade a quello naturale. Infine, vi sono casi in cui l’oculista propone di abbinare l’intervento di FEMTO-LASIK alla sostituzione del cristallino.

Quale di questi interventi è quello giusto per me?

Premettiamo che la decisione di affrontare un intervento di chirurgia refrattiva spetta solo al paziente. Una visita approfondita ed il colloquio con l’oculista sono sempre d’aiuto per avere una prospettiva realistica ed obiettiva sulla propria situazione personale, e consentono di avere chiari i benefici che si possono ottenere a seguito di un intervento di questo tipo, a prescindere dalla metodica attuata. Sarà l’oculista, dunque, ad illustrare al paziente non solo lo stato di salute dei suoi occhi, ma anche i benefici che esso potrà trarre dall’intervento, indicando quale sia la via migliore da intraprendere per raggiungere i risultati prefissi.

Come faccio a scegliere l’oculista al quale rivolgermi?

Eseguire un intervento di chirurgia refrattiva richiede perizia ed esperienza. Ecco perchè è consigliato scegliere un medico dalla comprovata esperienza e che si avvalga delle migliori tecnologie presenti oggi sul campo. Le strumentazioni di alta qualità sono senza alcun dubbio il miglior braccio destro che un medico di grande esperienza possa avere al suo fianco. Informarsi sullo svolgimento dell’intervento, sui benefici che si andranno ad ottenere, sulle esperienze e le capacità del medico al quale si sceglie di affidarsi sono le basi per il successo di qualunque intervento di chirurgia refrattiva, anche se volto a correggere un difetto di lieve entità.

Per saperne di più

Per conoscere più da vicino le soluzioni per la correzione definitiva dei difetti refrattivi, chiama per appuntamento allo 02 6361191.

Ad ognuno il suo cristallino: monofocale, multifocale o accomodativo?

I primissimi interventi di rimozione della cataratta prevedevano che, una volta tolto il cristallino naturale oramai opacizzato, questo non venisse sostituito in alcun modo ed il paziente dovesse far ricorso ad un paio di occhiali. Oggi invece si usa impiantare i cristallini artificiali: questi vengono realizzati con materiali sintetici altamente tollerabili, perfettamente trasparenti e soprattutto personalizzabili in base alle esigenze del paziente. Ma quali sono questi cristallini ed a quali tipologie di esigenza rispondono?

Cos’è il cristallino

Il cristallino è una piccola lente situata all’interno del nostro occhio. Le sue dimensioni variano da persona a persona, ma si aggirano intorno ai 9 mm di larghezza per 3 mm di altezza circa. Esso è collocato all’interno di una capsula, e si compone di un nucleo e di una parte intermedia, tra il nucleo e la capsula, detta corticale. Il suo scopo è quello di filtrare la luce che penetra all’interno dell’occhio attraverso la pupilla e di convogliarla verso la retina. Com’è noto, la cataratta si ha quando il cristallino si opacizza, e dunque va sostituito. Grazie all’osservazione dell’occhio con un macchinario chiamato lampada a fessura, lo specialista può osservare da vicino il cristallino e capire fino a che punto ed in quali parti esso sia opacizzato.

Cos’è il cristallino artificiale

Durante l’intervento di facoemulsificazione, dopo aver estratto il cristallino naturale del paziente affetto da cataratta, il chirurgo inserisce all’interno dell’occhio del paziente un cristallino di tipo artificiale. Questo è costituito da un materiale plastico perfettamente tollerabile, resistente ed assolutamente trasparente. E’ una lente che durerà per tutta la vita, e non richiede di essere né sostituita né pulita nel corso degli anni.  Attraverso un esame specifico chiamato biometria, il chirurgo riesce a calcolare il diametro del bulbo oculare e dunque a stabilire l’entità del potere diottrico che il cristallino artificiale dovrà avere. Il cristallino artificiale ha rappresentato e rappresenta tutt’oggi una vera e propria rivoluzione del campo dell’oftalmologia, migliorando drasticamente la qualità di vita di un sempre maggiore numero di pazienti anche in età particolarmente avanzata.

Cristallino: ad ognuno il suo

Come detto, la possibilità di correggere l’afachia – ovvero l’assenza di cristallino – tramite l’inserimento di un cristallino artificiale al posto di quello naturale, ha rivoluzionato il mondo dell’oftalmologia moderna. Ma dai primi cristallini, tutto sommato poco personalizzabili e piuttosto rigidi, ad oggi, di strada ne è stata fatta davvero molta. I cristallini dei quali la moderna chirurgia oftalmica dispone sono molto flessibili e dunque facilmente collocabili nella loro sede senza dover ricorrere ad incisioni ed a punti di sutura.

I cristallini monofocali

I cristallini monofocali non hanno potere accomodativo ma consentono di risolvere, oltre al problema della cataratta, anche un difetto refrattivo preesistente. I cristallini di questo tipo sono molto ben tollerabili ed hanno il medesimo potere diottrico in tutta la loro superficie.

I cristallini multifocali

I cristallini multifocali, proprio come le lenti multifocali degli occhiali, consentono di correggere in una mossa sola sia i problemi di visione “da vicino” che i problemi di visione “da lontano”. Questi cristallini sono costruiti in modo che il potere diottrico sia variabile: ogni piccola sezione della lente è costituita da cerchi concentrici capaci di offrire poteri diottrici differenti e dunque di sopperire alle diverse esigenze di visione, da lontano oppure da vicino.

I cristallini accomodativi

Si tratta di lenti particolarmente elastiche, capaci di fissarsi con la struttura interna muscolare dell’occhio e dunque di esercitare quell’azione accomodativa che è tipica del cristallino naturale. In altre parole, l’occhio riesce ancora a mettere a fuoco come prima dell’intervento, perché la lente artificiale si contrae e si flette in risposta alle contrazioni naturali dell’occhio.

Contattaci per saperne di più

Non esitare a chiederci consiglio in merito all’intervento di facoemulsificazione ed ai cristallini artificiali.

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Benessere visivo: età dopo età, ecco tutte le tappe della prevenzione

Per vivere bene e a lungo non esistono pozioni miracolose, ma sicuramente c’è un piccolo grande segreto, ormai sempre più accettato e condiviso, ovvero la prevenzione. Prevenire qualunque tipo di disturbo o patologia o coglierlo al suo esordio consente di evitare o per lo meno porre un limite agli eventuali danni che questo può provocare. Questa regola vale naturalmente anche per la salute oculare: non vi è periodo della vita in cui non sia opportuno sottoporsi ad una visita oculistica specialistica per un controllo generale dello stato di salute dell’apparato visivo. Ad ogni età, insomma, il suo controllo. Vediamo quali sono le tappe imprescindibili. 

1 – Le visite dell’infanzia

Quando arriva un bambino in famiglia, si tende a dare un pò per scontato che i suoi occhi, in quanto giovani e “nuovi”, siano praticamente perfetti. Potrebbe anche non essere così, ecco perché un controllo della vista in età infantile può aiutare a valutare lo stato di salute dell’apparato visivo del piccolo, ed il suo grado di “maturazione”. Non dimentichiamo che la vista dei bambini è in continua evoluzione dalla nascita fino ai sei anni, e che solo a sei anni la visione giunge a 10/10. Le visite oculistiche dell’infanzia che conviene programmare sono dunque 3:

entro la quarta settimana d’età

questa visita è fondamentale per accertarsi che il piccolo non abbia malattie oculari congenite, ovvero acquisite sin dalla nascita. Tra le malattie congenite ricordiamo la cataratta, il glaucoma oppure una retinopatia.

entro il primo – secondo anno di vita

in questo periodo il bambino può andare incontro al cosiddetto “occhio pigro” ovvero, pur in assenza di patologie rilevanti, potrebbe usare prevalentemente un occhio a scapito dell’altro. Di conseguenza, l’apparato visivo si sviluppa in modo asimmetrico: diagnosticare un occhio pigro per tempo è fondamentale per effettuare un trattamento adeguato.

intorno ai 5 -6 anni

si consiglia di controllare la vista quando il bambino sta per fare il suo ingresso nel mondo della scuola. Un rendimento scarso, cefalee frequenti o altri problemi possono essere il segnale che il bambino non vede bene e fatica a seguire le lezioni. Il controllo in età prescolare o scolare consente di individuare e se necessario correggere la presenza di eventuali difetti refrattivi come miopia, astigmatismo e ipermetropia.

Le visite della giovinezza e dell’età adulta

durante l’adolescenza

l’adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti, per l’organismo in generale ma anche per l’apparato visivo. Può capitare che in questo periodo esordiscano dei difetti refrattivi, come la miopia, e dunque sia necessario intervenire di conseguenza. Si ricordi che una miopia che esordisce a 10-12 anni tende a progredire e ad assestarsi intorno ai 20-25 anni, dunque un adolescente miope va tenuto controllato e monitorato con una certa frequenza fino a quando il difetto non trova una sua stabilità.

18 anni, la patente (e non solo)

a 18 anni si consiglia di sottoporsi ad una visita oculistica specialistica prima del conseguimento della patente. Inoltre, molti giovani a 18-20 anni cominciano ad affacciarsi al mondo del lavoro, avendo a che fare con videoterminali per diverse ore al giorno. Un controllo della vista è quel che ci vuole per assicurarsi un rendimento lavorativo adeguato alle proprie aspettative.

il controllo dei 40 anni

anche se al giorno d’oggi a 40 anni si è ancora tutto sommato giovani, l’apparato visivo potrebbe cominciare a presentare qualche problema. Ci riferiamo alla presbiopia, difetto visivo che fa il suo esordio tipicamente intorno a quest’età, e che consiste in una difficoltà nella lettura. La presbiopia si risolve con l’uso di una lente adeguata ma non risolutiva in modo definitivo. Ecco perché è bene ripetere il controllo della vista ogni tre o quattro anni. Non dimentichiamo, inoltre, che la globalizzazione della tecnologia e l’uso quotidiano e costante dei dispositivi elettronici mettono a dura prova il nostro apparato visivo proprio perché lettura e scrittura sono all’ordine del giorno. Intorno ai 40 anni può fare il suo esordio anche la Sindrome dell’Occhio Secco, che si manifesta prevalentemente tra le donne quando l’organismo si prepara alla menopausa portando con sé una serie di sintomi e cambiamenti talvolta meno percettibili, altre volte più evidenti.

Le visite della terza età

dai 60 anni in su

nel corso dell’ultimo secolo, l’allungamento della vita media ha fatto sì che alcune patologie strettamente connesse all’età matura si facessero sempre più presenti tra la popolazione. Un controllo ogni due o tre anni a partire dai 60 anni in su consente di affrontare la terza età con serenità e di trattare eventuali patologie tempestivamente. Tra le patologie tipiche di questa fascia d’età ricordiamo la degenerazione maculare senile e la cataratta (che oggi è operabile con successo ed è uno degli interventi più praticati al mondo), ma anche il glaucoma.

Una regola per tutti

Arrivare preparati alle varie tappe della nostra vita, leggere molto, tenersi informati, accettare serenamente le sfide che la nostra esistenza ci offre e soprattutto fare tanta prevenzione sono i segreti per mantenersi in salute e per non incorrere nei danni spiacevoli che alcune patologie possono portare con sé.

Lenti intraoculari: tipologie ed usi

La lente intraoculare ( detta anche IOL, o cristallino artificiale) è davvero una scoperta che ha rivoluzionato il mondo della chirurgia oftalmica. La prima fu impiantata a Londra nel 1949: ai tempi fu una scoperta rivoluzionaria che ancora oggi non cessa d’essere più che mai attuale, nonostante, come si può immaginare, tecniche e materiali da allora abbiano fatto molta strada. 

Che cos’è una lente intraoculare

Una lente intraoculare è una piccolisima lente di materiale plastico che viene inserita nell’occhio per correggere difetti visivi come la miopia elevata, la presbiopia, e per curare definitivamente patologie come la cataratta. Oggi le lenti intraoculari hanno la caratteristica di essere realizzate in un materiale plastico perfettamente tollerato ed incapace di perdere la sua trasparenza nel tempo. Inoltre, le lenti intraoculari sono “personalizzabili”: a seconda della struttura oculare del paziente, si potranno avere lenti intraoculari di dimensioni, forma, materiale e potere ottico differente.

Quanti tipi di lente intraoculare esistono?

Le tecniche di impianto della lente intraoculare sono due

Lente fachica: la tecnica dei due cristallini

La tecnica dei due cristallini prevede che il cristallino artificiale venga inserito senza rimuovere il cristallino naturale. Questa tecnica si usa generalmente per pazienti sotto ai 50 anni con difetti visivi particolarmente acuti, non risolvibili con il laser. Il cristallino naturale è fondamentale per la visione da vicino ed offre una buona stabilità all’occhio ed al corpo vitreo.

Lente pseudofachica: la tecnica della sostituzione del cristallino

La tecnica della sostituzione del cristallino prevede che il cristallino naturale venga sostituito con una lente intraoculare. Questa tecnica si esegue nei pazienti con cataratta e nei pazienti che:

  1. pur avendo il cristallino ancora perfettamente trasparente, hanno difetti visivi elevati inclusa la presbiopia
  2. hanno superato i 50 anni e dunque possono avere interesse a sostituire il cristallino naturale per correggere la presbiopia ed evitare l’insorgenza della cataratta in età più avanzata.

L’intervento di sostituzione del cristallino è identico a quello di chirurgia della cataratta e prende il nome di facoemulsificazione. Generalmente si opera un occhio per volta: l’intervento avviene solitamente in regime ambulatoriale con anestesia locale (poche gocce di collirio) ed ha una durata di pochi minuti.

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Contattaci: saremo lieti di rispondere ad ogni tua domanda sulle lenti intraoculari e sulla correzione definitiva dei difetti refrattivi.

  • CENTRO AMBROSIANO OFTALMICO P.zza Repubblica, 21 – 20124 Milano

  • TELEFONO 02 6361 191 il centralino è attivo dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00

 

Chirurgia della cataratta: il Dott. Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Chirurgia cataratta - Lucio Buratto - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

La cataratta è una patologia che consiste nell’opacizzazione del cristallino naturale presente all’interno dell’occhio. Solitamente compare dopo i 60 anni di età.

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, parlerà di chirurgia della cataratta insieme a Luciano Onder, all’interno della rubrica TG5 Salute, verso la fine del TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 9 Maggio, e del TG5 delle ore 8 di Giovedì 10, su Canale 5.

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Presbiopia: il Dott. Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Lucio Buratto - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

La presbiopia, che consiste nella riduzione della capacità accomodativa dell’occhio a causa di un costante e progressivo irrigidimento del cristallino, è sempre più diffusa. Solitamente compare fra i 40 ed i 50 anni di età. Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, ne parlerà con Luciano Onder all’interno della rubrica TG5 Salute, durante il TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 7 Dicembre, su Canale 5.

Oltre ad illustrarne le caratteristiche, il Dott. Buratto darà informazioni più specifiche inerenti la chirurgia della presbiopia ed i suoi ottimi risultati.

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Presbiopia: ecco le due tecniche più innovative per eliminarla

foto presbiopia 2

Arriva, inesorabile, dopo i 40 anni. Si allontana sempre di più il braccio per mettere a fuoco l’oggetto che si ha in mano, finché sul braccio non si può più contare e occorre indossare occhiali da lettura.

Ecco la presbiopia, un disturbo della vista legato essenzialmente all’invecchiamento dell’occhio, ma se fino a poco tempo fa l’unico rimedio erano gli occhiali da lettura, negli ultimi anni la chirurgia oftalmica ha messo a punto diverse tecniche per eliminare definitivamente questo disturbo e, di conseguenza, l’obbligo di indossare lenti.

Perché si diventa presbiti? L’occhio dei giovani riesce senza difficoltà a vedere oggetti posti a differenti distanze perché il cristallino, la lente naturale, permette di mettere a fuoco con facilità oggetti lontani e vicini (la cosiddetta capacità di accomodazione). Dopo i 40 anni, invece, il cristallino perde elasticità e la capacità di accomodazione inizia a ridursi. Diventa pertanto difficoltoso vedere nitidamente da vicino e, con l’avanzare dell’età, è necessario allontanare sempre di più gli oggetti per metterli a fuoco e indossare i fastidiosi occhiali da lettura.

Anche l’ipermetrope vede male da vicino, ma si tratta di un difetto diverso che si riscontra, nella maggior parte dei casi, fin dalla nascita, mentre la presbiopia è dovuta a un processo di invecchiamento del cristallino che perde la sua capacità di accomodazione.

La presbiopia è un fenomeno fisiologico che interessa tutte le persone che hanno superato i 40 anni e si stabilizza intorno ai 60 anni.

Oggi la presbiopia non solo può essere corretta con ottimi risultati, ma nello stesso intervento è possibile curare simultaneamente difetti come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Le due tecniche migliori per ottenere questo risultato sono:

Il trattamento Laser: utilizzando il laser a eccimeri si possono eliminare gli occhiali per la visione da lontano e da vicino. L’intervento è molto simile alla tecnica LASIK utilizzata per correggere i difetti visivi, come la miopia, e coadiuvata dal Laser a femtosecondi, un laser di ultimissima generazione che rende l’intervento ancora più preciso, efficace e sicuro.

La tecnica laser più utilizzata per eliminare la presbiopia si chiama monovisione. I nostri occhi hanno le stesse funzioni e lavorano insieme, ma uno è più specializzato nella visione da lontano (occhio dominante) e l’altro nella visione da vicino: con la monovisione, si corregge il difetto visivo nell’occhio dominante, lasciando una leggera miopia nell’altro occhio. In questo modo il cervello, attraverso la fusione delle immagini percepite nei due emisferi cerebrali, compenserà la vista permettendo di vedere l’immagine nitida e perfettamente a fuoco.

Con questo trattamento Laser si possono contemporaneamente correggere anche difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, eliminando in questo modo gli occhiali per vedere da lontano.

Cristallini artificiali: in alcuni casi il cristallino umano si può sostituire con un cristallino artificiale. Si tratta della stessa tecnica utilizzata per rimuovere la cataratta. Anche in questo caso, inserendo un cristallino multifocale, si migliora la visione da lontano e da vicino. La lente artificiale non perde mai la sua trasparenza e la capacità di accomodazione.

Chi può sottoporsi all’intervento? È compito del medico oculista esperto di chirurgia refrattiva suggerire la tecnica più idonea e questa viene valutata generalmente con un’accurata visita pre operatoria. In base ai risultati di questa visita il medico indicherà il trattamento migliore.

Nel Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano è possibile effettuare tutti i tipi di intervento e impiantare tutti i tipi di lente intraoculare, grazie alle strumentazioni di ultimissima generazione e all’esperienza pluriennale dello staff medico coordinato dal Dottor Lucio Buratto, esperto a livello mondiale di chirurgia refrattiva e della cataratta

Presbiopia: arriva la lente a cristalli liquidi per eliminarla

Foto by University of Leeds

Foto by University of Leeds

Sembra uno strumento uscito fuori da un film di fantascienza o di spionaggio, in realtà è frutto di un progetto portato avanti da un ricercatore inglese, Devesh Mistry, dell’Università di Leeds: una lente a cristalli liquidi che sostituisce la lente naturale dell’occhio, il cristallino, eliminando in un sol colpo la presbiopia e quindi la necessità di portare occhiali da lettura.

La presbiopia è un disturbo della vista legato all’invecchiamento dell’occhio che non è possibile prevenire. Insorge dopo i 40 anni di età ed è dovuta alla graduale riduzione della capacità di accomodazione (la messa a fuoco) del cristallino. Quando la capacità di messa a fuoco diminuisce, la persona allontana dal viso l’oggetto che vuole vedere o leggere nitidamente, finché la lunghezza del braccio non basta più e occorre indossare i famosi (e detestati) occhiali per leggere.

La lente che sta studiando questo ricercatore  (un cristallino artificiale che è inserito nell’occhio in sostituzione del cristallino umano opaco o trasparente) è costituita da cristalli liquidi, gli stessi che si trovano nei moderni telefonini o tv, ed è in grado di autoregolarsi, come l’autofocus delle macchine fotografiche, rendendo quindi la vista migliore e ottimale a tutte le distanze. Questo è possibile grazie alle proprietà dei cristalli liquidi che possono rispondere a determinati stimoli: per cui per leggere un libro o un’etichetta di un prodotto la lente si metterà a fuoco in automatico, grazie agli stimoli ricevuti dal movimento dei muscoli oculari.

Ad oggi si tratta solo di un progetto in fase sperimentale e alcuni medici oculisti invitano alla prudenza: “L’idea è affascinante – ha commentato il dottor Lucio Buratto, Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano – ma “miracoli” di questo genere se ne sono visti parecchi in questi ultimi anni. Non dico che non possa funzionare ma la realtà è spesso diversa dalla teoria. Siamo in una fase sperimentale e questa lente non sarà commercializzabile prima di dieci anni. Vedremo”.

Rimanendo nel campo dei cristallini artificiali, ad oggi per chi vuole eliminare la presbiopia e i fastidiosi occhiali da lettura esistono valide alternative chirurgiche, come l’impianto di cristallini multifocali artificiali che consentono un’ottima visione da lontano e da vicino e durano tutta la vita, senza perdere mai la trasparenza e la capacità di accomodazione. In alternativa a questi interventi chirurgici, per correggere la presbiopia si può fare ricorso anche ai trattamenti Laser.

 

 

 

VideoCatarattaRefrattiva, il più importante congresso italiano sulla chirurgia refrattiva

Lo staff del Centro Ambrosiano Oftalmico al Congresso di VideoCatarattaRefrattiva

Lo staff del Centro Ambrosiano Oftalmico al Congresso di VideoCatarattaRefrattiva

Si è conclusa da pochi giorni la 37esima edizione del Congresso Internazionale di chirurgia della cataratta e della refrattiva, un appuntamento annuale che coinvolge centinaia di oculisti da tutto il mondo con collegamenti di live surgery con importanti cliniche internazionali. Il congresso è un’idea del dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico che organizza ogni anno questo evento che da un lato, diffonde e discute sulle novità in campo chirurgia e dall’altra rappresenta una preziosa occasione di aggiornamento scientifico per i medici oculisti, italiani e stranieri.

Per questa edizione, il congresso ha effettuato collegamenti di chirurgia in diretta con la clinica Al Watany Eye Hospital de Il Cairo, la Eye Clinic Svjetlost di Zagabria, il Medical Park Goztepe di Istanbul e la Oculus Eye Clinic di Bucarest. Collegamenti in diretta sono stati fatti anche con il Centro Ambrosiano Oftalmico con un intervento di live surgery svolto dal dottor Buratto.

Collegamento di "Live surgery" con la Oculus Eye Clinic di Bucarest (Romania)

Collegamento in “Live surgery” con la Oculus Eye Clinic di Bucarest (Romania)

“Collegare in breve tempo più centri consente un impareggiabile concentrato di accostamenti con cui impostare e affrontare la propria casistica chirurgica – ha commentato il Dottor Buratto – La presentazione e discussione di casi complessi riguardo alle strategie chirurgiche da adottare rimane un tema rilevante nell’individualizzazione della chirurgia”.

I laser a femtosecondi sono l’asse portante della chirurgia refrattiva, e si stanno espandendo anche nel campo della chirurgia di elezione riparativa.

Il Congresso come sempre ha messo a confronto i risultati raggiunti dalla scuola oculistica italiana con quelle di tutti gli altri Paesi. Questo consente di valutare le nuove frontiere della microchirurgia in un ambito disciplinare, quello della chirurgia della cataratta, che è estremamente delicato e dove l’apporto della ricerca italiana è determinante.

La sala gremita con oltre 600 oculisti provenienti da tutto il mondo

La sala gremita con oltre 600 oculisti provenienti da tutto il mondo

 

I NUMERI

In Italia si operano ogni anno 500 mila pazienti di cataratta e circa 150 mila sono i pazienti che si sottopongono a tecniche laser per la correzione di miopia, astigmatismo ed ipermetropia. Si comprende quindi quale sia il valore della chirurgia oftalmica per il benessere non solo visivo della popolazione.

In Italia si contano oltre 20 milioni di persone che hanno un problema visivo:

12 milioni sono miopi

5 milioni ipermetropi

3 milioni astigmatici

inoltre, circa 25 milioni sono presbiti, cioè devono usare occhiali per vedere da vicino e leggere. E secondo recenti studi epidemiologici i difetti rifrattivi sono in aumento, soprattutto tra i giovani.