Curiosità sugli occhi

Lenti a contatto smart: cosa sono? – Parte 2

Le lenti a contatto smart promettono di migliorare sensibilmente la qualità di vita e la capacità visiva di tanti pazienti affetti da ipovisione o affetti da determinate patologie. Si tratta di dispositivi intelligenti ad altissimo apporto tecnologico. Molti di essi oggi sono ancora in fase di sperimentazione. Sono dotati di peculiarità e funzionalità interessanti e potenzialmente rivoluzionarie: dall’assistenza nei confronti di pazienti affetti da gravi stati di ipovisione, sino alla misurazione di diversi parametri misurabili, quali livelli di glucosio ma anche colesterolo, ioni di potassio e sodio. Vediamo insieme nuove proposte attualmente al vaglio della scienza medica, con l’aiuto della Dott.ssa Maria Luisa Verbelli del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Le lenti a contatto smart sviluppate dall’Università di San Diego

I ricercatori dell’Università di San Diego stanno lavorando ad un prototipo di lenti a contatto smart. Si tratta di lenti a contatto morbide in grado di ingrandire con uno zoom ciò che si sta guardando semplicemente ammiccando due volte. Un risultato raggiunto utilizzando materiali che di solito vengono utilizzati nella robotica.

La giusta combinazione tra biomimetica ed elettrooculografia

Alla base del progetto, l’intuizione che combinando biomimetica ed elettrooculografia è possibile ottenere un prodotto finale altamente tecnologico ed efficiente. La biomimetica è una scienza che osservando la natura trae spunti utili a riprodurre strutture artificiali. L’elettrooculografia, invece, permette di registrare la differenza di potenziale esistente tra cornea e retina. I ricercatori hanno misurato i segnali elettrooculografici che si ottengono quando gli occhi effettuano determinati movimenti. In questo modo sono riusciti a costruire una lente a contatto morbida biomimetica in grado di rispondere agli impulsi elettrici; i movimenti della lente si hanno con l’attivazione di alcune aree di pellicola di elastomero dielettrico. L’obiettivo è quello di imitare il meccanismo di funzionamento degli occhi umani

Le lenti a contatto smart per diabetici

Avviene sovente che la tecnologia si ponga al servizio della salute, del benessere e soprattutto della prevenzione in ambito medico e sanitario. Le lenti a contatto smart che stiamo per illustrare non sono pensate per compensare uno stato di ipovisione. Le lenti a contatto smart per diabetici sono state messe a punto da un gruppo di ricercatori sudcoreani e sono in grado di misurare il livello di glucosio nelle lacrime che si è visto essere correlato a quello del sangue.

Un dispositivo che infonde ottimismo nei confronti di una patologia ad ampia diffusione

Il progetto è ancora in fase puramente sperimentale, ma apre le porte ad un futuro nel quale la prevenzione nei confronti del diabete potrebbe diventare una realtà tangibile capace di invertire la tendenza per la quale, ad oggi, la patologia sta assumendo i contorni di una vera e propria pandemia. Com’è noto, il diabete colpisce oltre 400 milioni di persone nel mondo con un impatto importante sulla società sia sanitario che economico. Questa tecnologia permetterebbe di sostituire i controlli dei livelli di glucosio nel sangue nei pazienti che sono costretti a farlo quotidianamente. Ma non solo. Essa è pensata per svolgere anche un importante ruolo preventivo: tenere sotto controllo il glucosio nelle lacrime (e di conseguenza nel sangue) svolge un importante ruolo di prevenzione nei confronti di alcune patologie tipicamente correlate al diabete: tra queste menzioniamo la retinopatia diabetica, l’insufficienza renale e complicanze cardiovascolari.

Come sono fatte le lenti a contatto smart per diabetici

Il dispositivo è costruito su un polimero biocompatibile e contiene circuiti elettrici ultrasottili e flessibili, biosensori e sistemi di somministrazione controllata di farmaci oltre che di comunicazione dati. 

La lente è composta da cinque parti principali:

  1. biosensore
  2. sistema per l’erogazione di farmaci
  3. sistema di trasferimento di energia senza fili
  4. microcontrollore a circuito integrato con un’unità di gestione dell’alimentazione
  5. sistema di comunicazione a distanza a radiofrequenza

Le lenti a contatto smart per diabetici sono state prodotte con un materiale che garantisce una trasparenza ottimale e sono molto flessibili. Sul bordo della lente sono collocati minuscoli sensori in grafene che permettono, essendo a contatto diretto con la lacrima, di far partire un segnale che viene captato da un dispositivo wireless che legge la concentrazione di glucosio nel film lacrimale. Quando i livelli del paziente superano una soglia predefinita, un led presente nella lente lo segnala. E’ in progetto un’App in grado di monitorare e archiviare le varie registrazioni.

A cura della Dott.ssa Maria Luisa Verbelli, medico oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.

Occhi e Covid: un vademecum per chi viaggia in aereo

Il SARS-CoV-2 si è manifestato ormai da qualche anno in tutta la sua forza dirompente, capace di eradicare gran parte delle nostre abitudini e di intaccare persino la qualità dei rapporti interpersonali. Ma ancor prima che questo accadesse, era già noto che viaggiare in aereo esponesse ad un rischio di contrarre virus respiratori più elevato di quanto non accadesse in altri mezzi di trasporto. La trasmissione del virus avviene, da parte di chi ne è affetto, principalmente tramite emissione di minuscole ed invisibili secrezioni respiratorie (i cosiddetti droplets). Ma non solo: alcune ricerche scientifiche hanno messo in evidenza come anche la superficie oculare costituisca una sorta di via preferenziale di accesso del virus. Chi viaggia in aereo, dunque, dovrebbe stare all’erta rispetto al rischio di contagio orale così come oculare. Stiliamo allora un piccolo vademecum per volare in sicurezza, limitando al minimo, ove possibile, il rischio di contagio. E senza trascurare la potenziale insidiosità della combinazione occhi e Covid.

Occhi e Covid: perché in aereo si rischia di più?

All’interno di un velivolo lo spazio è angusto e non sempre è facile mantenere il corretto distanziamento interpersonale. Inoltre, si tratta di un luogo chiuso, con un ricambio d’aria limitato ed un livello di umidità generalmente molto contenuto. Laddove l’aria si fa più secca, l’evaporazione del film lacrimale aumenta. E la superficie oculare diviene più vulnerabile. E’ in questo contesto che l’infezione da Sars-CoV-2 può trovare terreno fertile per accedere al nostro organismo. Questo vale ancor di più nel caso di soggetti immunodepressi o già affetti da altre patologie (come alcune patologie sistemiche, per esempio, quali diabete o disturbi della tiroide).

Perché se il film lacrimale evapora, l’occhio è più vulnerabile?

Il film lacrimale è un insieme di componenti acquose e lipidiche che mantengono l’occhio ben idratato e lo proteggono dalle aggressioni esterne. Quando il film lacrimale si impoverisce, l’occhio perde la sua naturale idratazione e va incontro a secchezza, bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo. Chi è affetto da Sindrome dell’Occhio Secco conosce bene questi sintomi e sa quanto essi sono fastidiosi. All’interno di un velivolo anche un occhio sano può perdere il suo naturale equilibrio, seppur temporaneamente. E può tramutarsi nella via d’accesso preferenziale per alcuni virus respiratori tra cui il noto Covid-19.

Occhi e Covid, come proteggersi se si viaggia in aereo?

Ecco alcune indicazioni di indole generale per proteggere i propri occhi durante i viaggi in aereo e limitare al massimo la possibilità di contagio per via oculare:

  • igienizzare le mani frequentemente e ripetere l’igienizzazione anche durante il volo, specie se ci si alza per sgranchirsi le gambe o se ci si reca ai servizi igienici;
  • evitare di portare le mani agli occhi o alla bocca (o più in generale al viso);
  • i portatori di lenti a contatto dovrebbero toglierle prima del viaggio;
  • se il volo è particolarmente lungo, si consiglia di procurarsi una mascherina oculare personale, di quelle che si utilizzano per dormire, o un paio di occhiali protettivi;
  • mantenere la superficie oculare ben idratata grazie ad un lubrificante oculare, da somministrare personalmente previa sanificazione delle mani;
  • bere molta acqua durante tutta la durata del volo;
  • limitare il consumo di caffeina così come di alcolici;
  • rispettare la distanza interpersonale prevista dalla compagnia aerea, evitando di cambiare posto e lasciando vuoti i sedili che non si prevede siano occupati.

Fonte: ncbi.nlm.nih.gov

Occhi e Covid: un ultimo consiglio

Si consiglia inoltre di prenotare una visita oculistica specialistica prima del viaggio in aereo, specie se si tratta di un viaggio di una certa durata. Una valutazione clinica e qualche indicazione precauzionale potranno essere d’aiuto nel caso si sviluppino sintomi oculari sconosciuti o improvvisi durante i propri spostamenti.

Vuoi saperne di più?

Stai per metterti in viaggio? Vuoi conoscere più da vicino i rischi connessi al binomio “occhi e Covid”? Prenota la tua visita specialistica chiamando dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute visiva.

Lenti a contatto smart: cosa sono? – Parte 1

La bioelettronica è una materia di grande interesse con una spiccata applicabilità in più ambiti. Permette di unire le proprietà dei materiali e dell’elettronica per creare dispositivi sanitari innovativi e soprattutto indossabili. La diagnosi rapida e lo screening delle malattie sono diventati sempre più importanti nella medicina preventiva. Il loro obiettivo è migliorare le strategie di trattamento dei pazienti. Ma anche ridurre gli oneri per il sistema sanitario. I dispositivi indossabili stanno emergendo come diagnostica efficace ed affidabile al fine di monitorare la propria salute a casa. Ma non solo. Molti di essi sono altresì pensati per fronteggiare meglio stati di ipovisione anche particolarmente marcati. Tra i vari dispositivi in fase di studio, le lenti a contatto smart sono molto promettenti.

Le lenti a contatto speciali progettate da Samsung

La compagnia sud-coreana Samsung ha depositato il brevetto per lenti a contatto smart che utilizzano l’intelligenza artificiale. Il prodotto è ancora in fase di sperimentazione. Si tratta di lenti con uno spessore uguale a quello delle altre lenti a contatto.

Queste sono equipaggiate di:

  • display;
  • fotocamera;
  • antenna per connettività wireless;
  • sensori per il rilevamento dei movimenti oculari (in particolare per l’ammiccamento).

Le immagini proiettate dalle lenti possono essere visionate da chi indossa le lenti grazie ad un specifico device associato. Per esempio un comune smartphone. Le lenti a contatto smart di Samsung di si applicano sulla cornea e si rimuovono come le altre lenti a contatto. Non c’è bisogno di alcun intervento chirurgico. Esse sono in grado di migliorare il campo visivo, di zoomare e di vedere al buio. Sono, in breve, una sorta di dispositivo mobile su lente a contatto: in futuro sostituiranno lo schermo di uno smartphone o di un tablet.

Questa innovazione aprirà sicuramente un acceso dibattito in materia di privacy: questo dispositivo praticamente invisibile è in grado di scattare immagini all’insaputa delle persone e di trasmettere informazioni in tempo reale in modalità wireless ad un device.

Le lenti a contatto smart di casa Sony

Anche SONY ha richiesto il brevetto per lenti a contatto smart chiamato Contact Lens and Storage Medium. Grazie a queste lenti è possibile scattare foto e girare video salvando tutto il materiale automaticamente all’interno di un piccolo spazio di archiviazione presente nella lente. Con un semplice movimento di ammiccamento si aziona la micro fotocamera della lente a contatto. I ricercatori stanno progettando due ulteriori funzioni:

  • l’introduzione dell’autofocus, che permetterebbe la stabilizzazione ottica dell’immagine
  • un sensore di inclinazione che potrebbe essere utilizzato per aprire un menù a tendina con opzioni aggiuntive.

Le lenti a contatto smart di casa Sony saranno anche in grado di interagire con dispositivi esterni, come smartphone o tablet. A questi dispositivi sarà infatti possibile inviare i file prodotti con la fotocamera. Anche questo progetto è in fase sperimentale. Verosimilmente, passerà molto tempo prima di vedere realizzato un prototipo funzionante ed indossabile.

Le nuove LAC speciali progettate da Mojo Vision

Mojo Vision è una nuova start up della Silicon Valley. Al momento sta elaborando un prototipo di lenti a contatto smart. Le nuove lenti dispongono di un display miniaturizzato pensato per proiettare le immagini sulla retina. E non solo. Sono anche in grado di fornire informazioni di vario tipo:

  • messaggi di testo (informazioni meteo, livelli di glicemia in tempo reale, traduzioni di parole o brevi testi, risultati sportivi);
  • indicazioni di navigazione passo-passo;
  • elaborazione di punti di discussione per presentazioni;
  • indicazioni per la preparazione di macchinari;
  • indicazioni visive in condizioni di luminosità ridotta.

Il display MicroLed è collegato ad una batteria e ad un processore esterno: ha una densità di 14.000 pixel per pollice quadrato (ppi). Questo consente di avere contenuti ben definiti nonostante la distanza di pochi millimetri dalla retina. (Si consideri che gli smartphone di fascia alta toccano quota 300-500 ppi).

Le lenti a contatto intelligenti di casa Mojo Vision dispongono anche di 3 sensori:

  • di immagine integrato;
  • radio
  • di movimento (l’eye tracking) che tiene traccia dei movimenti oculari in modo da stabilizzare il display MicroLed

I ricercatori si stanno attualmente occupando di capire come integrare il processore e la batteria. L’attuale prototipo è alimentato in modalità wireless ma la versione finale prevede una batteria a film sottile che dovrebbe durare un giorno intero. La ricarica, stando al progetto, avviene tramite induzione.

Obiettivi delle lenti a contatto intelligenti di casa Mojo Vision

L’obiettivo di questo dispositivo è di mostrare a chi lo indossa informazioni utili e tempestive senza estrarre lo smartphone; la società promette che il sistema darà le informazioni richieste quando il portatore lo desidera  senza che questo subisca distrazioni da dati non voluti. Allo stesso modo degli occhiali AR, le informazioni visualizzate sono trasmesse in modalità wireless allo smartphone dell’utente tramite un piccolo dispositivo indossabile.

Gli utenti ai quali Mojo Vision si rivolge con il progetto relativo alle lenti a contatto smart sono:

  • aziende;
  • persone ipovedenti o con problemi di vista non gestibili con un comune paio di occhiali da vista.

A cura della Dott.ssa Maria Luisa Verbelli, medico oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.

Antibiotico resistenza e patologie oculari

antibiotico resistenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’antibiotico resistenza è un fenomeno che vede la sopravvivenza di alcuni ceppi batterici agli antibiotici. L’abuso di antibiotici, anche laddove questi non siano stati prescritti, è una delle principali cause di questa resistenza. Ma non è l’unica. Anche l’uso massivo di antibiotici in ambito veterinario ne è responsabile, in quanto le carni che normalmente acquistiamo nella grande distribuzione possono contenere al loro interno tracce dei farmaci normalmente usati per trattare gli animali destinati al consumo umano. Ma non è il tema che andremo ad affrontare in questa sede. Obiettivo di questo breve articolo è, invece, considerare quali possano essere gli effetti dell’antibiotico resistenza con riferimento alle patologie oculari.

L’antibiotico resistenza è un problema anche in ambito oftalmologico

In oftalmologia vi sono innumerevoli patologie che necessitano di un trattamento tramite terapia antibiotica. Si pensi alle blefariti, alle congiuntiviti batteriche, alle cheratiti ed alle endoftalmiti. In breve, a tutte le patologie oculari su base infettiva. Patologie che, laddove risolte efficacemente con l’assunzione di un farmaco per pochi giorni, ci sembrano tutto sommato poco rilevanti. Ma quando invece il farmaco non sembra essere efficace, è allora che ci rendiamo conto di quanto anche una “banale” congiuntivite possa influenzare negativamente la qualità della nostra vita (e della nostra capacità visiva, naturalmente).

I responsabili dell’antibiotico resistenza sono le persone

Oggi si registra un sensibile aumento dei casi in cui l’antibiotico non è del tutto efficace. Come detto in apertura, spesso i responsabili siamo proprio noi, che a volte abusiamo sconsideratamente di questi preziosissimi farmaci senza nemmeno interpellare un medico.

L’antibiotico resistenza si pone quindi come un circolo vizioso innescato dai pazienti stessi, che avendo tratto beneficio dal farmaco, tendono a procurarselo e ad assumerlo in autonomia. Questo vale anche per i più comuni farmaci da banco. Essi non innescano un antibiotico resistenza, ma possono causare uno spiacevole effetto boomerang in chi tende ad abusarne. Finendo con l’esacerbare i sintomi anziché minimizzarli.

Una visita oculistica accurata ed approfondita è sempre il primo passo da compiere anche quando si ritenga di trovarsi in presenza di un disturbo di lieve entità. E’ compito del medico stabilire la diagnosi e indicare il trattamento opportuno di caso in caso.

Antibiotico resistenza in ambito oftalmologico

Per quanto riguarda le patologie oculari, gli antibiotici maggiormente in uso hanno l’obiettivo di contrastare alcune tipologie di batteri particolarmente frequenti: lo Staphylococcus aureus, lo Staphylococcus epidermidis e gli Stafilococchi Coagulasi-Negativi sono tra questi. Dati alla mano, gli oftalmologi italiani hanno registrato negli ultimi 6 mesi un numero di casi – che oscilla tra il 10% e il 30% dei loro pazienti – nei quali si è manifestata una resistenza agli antibiotici. Non a caso proprio l’Italia detiene il triste primato europeo dei casi di antibiotico resistenza in ambito oftalmologico. Anche laddove la terapia preveda una combinazione di più antibiotici differenti.

Parola d’ordine, informare

Fortunatamente, vi sono alcune classi di antibiotici meno usate tanto a livello topico che a livello sistemico, sulle quali oggi gli oftalmologi possono contare per risolvere le patologie oculari più difficili da trattare. Ma non è sufficiente. Dal momento che, come detto, proprio in Italia il livello di antibiotico resistenza è tra i più alti d’Europa, è fondamentale intraprendere anche altre strade. Tra queste, diffondere un’informazione capillare ed esaustiva sull’uso corretto dei farmaci e sottolineare l’importanza di rivolgersi sempre ad un medico anziché praticare l’autodiagnosi.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci. Saremo lieti di fare la tua conoscenza e di rispondere a qualunque tua domanda. Ti ricordiamo che puoi prenotare una visita oculistica specialistica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo allo 02 6361 191.

Occhiali speciali, occhiali intelligenti – Parte 2

Seconda parte dell’approfondimento a cura della Dott.ssa Maria Luisa Verbelli del Centro Ambrosiano Oftalmico sugli ausili ad alto apporto tecnologico e sugli occhiali per ipovedenti che possono migliorare sensibilmente la qualità di vita di chi è affetto da ipovisione.

Gli occhiali intelligenti di Stephen Hicks

Stephen Hicks, inventore e neurologo dell’università di Oxford, ha messo a punto assieme al suo team di ricerca un prototipo di occhiali intelligenti per disabili visivi che potrebbero aiutare le persone ad utilizzare la vista residua per vedere ed evitare gli ostacoli e godere di una maggiore indipendenza

Consentono di vedere le immagini innanzi a sé in modo ravvicinato, permettendo di evitare eventuali ostacoli; le immagini vengono captate e visualizzate in tempo reale su speciali display che permettono anche di zoomare.

Questo prototipo di occhiali per ipovedenti si avvale di videocamere incorporate nella montatura dell’occhiale e di un software per rilevare gli oggetti più vicini, che vengono visualizzati su lenti trasparenti dotate di led e presentati in forma semplificata e intuitiva. Il prototipo segnala acusticamente gli ostacoli, che visivamente risultano tanto più luminosi quanto sono prossimi e che si presentano come sagome chiare su sfondo scuro. Si sta mettendo a punto una funzione che tradurrà in audio le scritte.

Gli occhiali intelligenti potrebbero essere disponibili tra qualche anno e permetterebbero agli ipovedenti di spostarsi in ambienti non familiari aiutandoli ad orientarsi.

Il progetto EVA: Extended Visual Assistant

Il progetto EVA, finanziato dall’Unione Europea, ha sviluppato occhiali a comando vocale per le persone affette da disabilità visiva. EVA si basa sulla visione automatica che riconosce oggetti, testi e descrive verbalmente ciò che vede.

Si tratta di un prototipo di occhiali leggeri dotati di diverse funzionalità quali telecamera, microfono, altoparlante e pulsanti di comando. Gli occhiali EVA raccolgono e pre-elaborano i dati audiovisivi prima di inviarli allo smartphone di chi li indossa per ulteriori elaborazioni che si traducono per l’utente in indicazioni udibili. Un’interfaccia intuitiva aiuta chi li indossa a controllare gli occhiali non solo attraverso i pulsanti sul telaio ma anche attraverso i gesti, i movimenti della testa ed i comandi vocali.

Gli occhiali per ipovedenti possono leggere materiale stampato, riconoscere oggetti, gestire telefonate e messaggi brevi e aiutare a scrivere le risposte. In futuro saranno in grado di avvisare della vicinanza di veicoli e auto elettriche che sono più silenziose. La tecnologia EVA può anche integrarsi con le infrastrutture del traffico come i semafori, per darne informazioni sullo stato, e con i mezzi pubblici: se si è in prossimità di una fermata del bus, gli occhiali comunicheranno tutti i dati: qual è il prossimo autobus in arrivo e quali sono i tempi di percorrenza.

Liberty Delta

Tre studenti dell’Università di Almeria (Spagna) hanno ideato un prototipo di occhiali intelligenti in grado di rilevare ostacoli nell’ambiente urbano tramite speciali sensori, per permettere agli ipovedenti e ai ciechi di muoversi in sicurezza per le strade ed in ambito domestico.

Sono occhiali dotati di sensori ad ultrasuoni che individuano gli ostacoli e trasmettono le informazioni in fasce posizionate sui piedi; una applicazione trasforma queste informazioni in un codice di vibrazioni: quando il non vedente si avvicina ad un ostacolo il ritmo degli impulsi aumenta e l’impulso diventa continuo quando l’ostacolo è vicinissimo. Il prototipo attualmente funziona con cavi che in futuro saranno sostituiti dal Bluetooth.

Occhiali per ipovedenti per il riconoscimento dei volti

Progettati da un team brasiliano, questi occhiali intelligenti sono stati pensati per aiutare le persone ipovedenti a muoversi con facilità e sicurezza. Utilizzano una fotocamera ad alta risoluzione per riconoscere oggetti e volti, ed un sensore ad ultrasuoni per rilevare gli ostacoli. Quest’ultimo ha lo scopo di monitorare la distanza dell’oggetto più vicino, attivando un segnale di avvertimento se la persona sta per scontrarsi inavvertitamente con esso. Il dispositivo è costantemente collegato a Internet e con gli operatori sanitari, per trasformarsi all’occorrenza in dispositivo di emergenza per la localizzazione. 

A cura della Dott.ssa Maria Luisa Verbelli, medico oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.

Occhiali speciali, occhiali intelligenti – Parte 1

L’ipovisione, condizione di riduzione irreversibile della funzione visiva centrale e/o periferica causata da patologie che colpiscono la cornea, la retina o il nervo ottico, condiziona la vita di relazione, l’attività lavorativa, la mobilità , l’orientamento spaziale. Colpisce milioni di adulti sopra i 40 anni e non può essere corretta da occhiali ordinari.
Sono in fase di studio e iniziano ad affacciarsi sul mercato diverse innovazioni tecnologiche – occhiali per ipovedenti, e non solo – in grado di aiutare gli ipovedenti a vivere una vita più indipendente. Scopriamone assieme alcuni, cominciando oggi da OrCam MyEye PRO, un innovativo dispositivo oggi di grande aiuto nella gestione della vita quotidiana di molte persone affette da ipovisione in tutto il mondo. 

Cos’è OrCam MyEye PRO

Sviluppato da OrCam Technologies, azienda con sede in Israele, è un ausilio di nuova generazione nato per migliorare l’autonomia di ipovedenti e non vedenti. Consente di convertire in tempo reale le informazioni visive in informazioni verbali. Per decifrare il mondo che li circonda, le persone cieche impiegano i quattro sensi rimanenti, in particolare il suono, con il cervello che usa segnali uditivi per creare immagini mentali: questa è la premessa alla base di OrCam MyEye Pro.

Non si tratta di un paio di occhiali per ipovedenti, è molto di più. Si tratta di una piccola videocamera wireless, compatta e leggera che pesa circa 28 grammi, basata su intelligenza artificiale che si aggancia sull’asticella di qualsiasi modello di occhiale mediante una clip magnetica consentendo ai non vedenti di leggere testi, di riconoscere volti, colori, il taglio delle banconote, codici a barre, di distinguere i prodotti.

Racchiude gli sviluppi più avanzati in fatto di tecnologia assistita per la visione artificiale e di “gesture technology“, una tecnologia che si attiva ed esegue operazioni interpretando i semplici gesti delle mani. E’ semplice da usare, risponde a semplici gesti della mano: quando OrCam è in posizione, basta indicare con il proprio indice cosa si vuole leggere o riconoscere ed il dispositivo attraverso l’auricolare dà le informazioni richieste attraverso la sintesi vocale installata. 

Com’è fatto OrCam My Eye Pro

Molto di più di un paio di occhiali per ipovedenti

Ha due estremità: quella da posizionare frontalmente ha una fotocamera, l’altra ha un altoparlante a connettività Bluetooth collegato ad un auricolare che punta verso l’orecchio dell’utente, consentendo così al paziente di ascoltare ciò che i suoi occhi non vedono. In mezzo c’è il corpo del dispositivo, dotato di una superficie touch che permette di comandare il dispositivo con un dito: basterà toccare la barra di sfioramento e la fotocamera acquisterà un’immagine di ciò che si ha di fronte comunicando le informazioni in audio attraverso il piccolo altoparlante che si trova sopra l’orecchio. Ecco l’ultima frontiera degli occhiali per ipovedenti.

Nelle versioni inglese ed americana del dispositivo sono anche disponibili i comandi vocali oltre a quelli touch: per leggere un articolo di un giornale basterà dare il comando “leggi l’articolo” e il dispositivo eseguirà automaticamente quanto indicato.

Il device non è connesso ad Internet: l’intelligenza di MyEye non deriva dalla connessione ad un cloud remoto, ma è già nell’hardware incluso nel dispositivo: questo per evitare che in caso di mancata connessione il non vedente non possa usare MyEye.

Sfruttandogli algoritmi di intelligenza artificiale, MyEye è in grado di individuare un testo e leggerlo per l’utente che pochi secondi dopo l’inquadratura potrà ascoltare il tutto dall’altoparlante posteriore. Può anche riconoscere i volti delle persone: basta inquadrare la persona e salvare il suo volto nel database interno del dispositivo. La volta successiva che quella persona entrerà nel campo visivo di MyEye il dispositivo pronuncerà il suo nome nell’orecchio del non vedente. 

Legge tutti i testi (giornali, libri, bugiardini medicinali, etichette, menù, schermi di computer, telefoni cellulari), data e ora, indicazioni stradali. Il modello OrCam My Eye 1.5 aggiunge anche le funzioni di riconoscimento automatico di volti di persone, oggetti precedentemente memorizzati, banconote e carte di credito.

Ha una velocità di riproduzione regolabile da 100 a 240 parole/minuto e una capacità della memoria interna di 100 volti e 150 prodotti. Ha inoltre autonomia per 24 ore e un tempo di carica di 4 ore( 8 ore per la prima carica).

Le persone con problemi di udito potrebbero non beneficiare del dispositivo; l’utente deve inoltre avere il pieno controllo sui movimenti della testa e delle mani. Il dispositivo oggi è già utilizzato in oltre 36 Paesi e supporta più di 20 lingue.

A cura della Dott.ssa Maria Luisa Verbelli, medico oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.

Piccolo vademecum per la salute degli occhi in estate

Per la maggior parte di noi l’estate rappresenta l’occasione per godere di qualche giorno di libertà, di svago e di leggerezza. Lontano dalle incombenze lavorative e dalla routine. Finalmente è possibile svolgere qualche attività in più all’aria aperta. Recarsi al mare, al lago o in montagna, vedere amici e parenti lontani, lasciarsi andare al divertimento ed alla spensieratezza. In questi momenti così piacevoli e così tanto attesi, anche i nostri occhi cambiano abitudini insieme a noi: nuove prospettive ed esigenze visive, climi, temperature e condizioni ambientali differenti, possono influire sul nostro benessere oculare. Vediamo dunque assieme un piccolo vademecum alla salute degli occhi in estate.

Il sole: amico e nemico della salute degli occhi

Esporsi al sole dopo un lungo inverno è davvero un piacere. Il sole non ha solamente il potere di infondere calore al nostro corpo, ma anche di darci una vera e propria sferzata di buon umore. Parola di scienza. Attenzione però: fanno parte dello spettro solare i raggi ultravioletti. Questi possono essere dannosi per gli occhi, specie se non ci proteggiamo adeguatamente e se ci esponiamo al sole nelle ore centrali della giornata. In generale, i raggi ultravioletti possono essere più o meno dannosi per la salute oculare in base ad una serie di fattori: età, fototipo, orario, latitudine.

Cosa fare:

  • Acquistare un buon paio di occhiali da sole dotati di lenti fotocromatiche è la soluzione migliore. Se possibile, acquistate lenti fotocromatiche che si scuriscono anche all’interno dell’abitacolo della vostra auto. Contrariamente a quanto si può immaginare, non tutti i finestrini dell’auto proteggono dai raggi UV.
  • Evitate di acquistare occhiali da sole di marchi contraffatti, le cui lenti non solo spesso non proteggono dai raggi UV, ma possono anche essere dannose per i vostri occhi. Assicuratevi di acquistare gli occhiali presso un negozio di ottica e verificate che questi siano marchiati CE.
  • Se indossate occhiali da sole graduati, evitate di volgere lo sguardo verso il sole: le lenti convergenti attirano a sé i raggi solari, amplificandone la potenza.

Altri consigli per un’esposizione solare sicura

Per proteggere al meglio i propri occhi dai potenziali danni dell’esposizione solare, si consiglia inoltre di:

  • Abbinare all’uso dell’occhiale anche un cappello con visiera (questo consiglio vale in particolar modo per i bambini);
  • Evitare l’esposizione al sole nelle ore centrali della giornata
  • Indossare gli occhiali da sole anche se il cielo è coperto (le radiazioni ultraviolette penetrano nell’atmosfera anche attraverso le nuvole)
  • Indossarli anche in montagna
  • Ricordare che in prossimità di specchi d’acqua, l’effetto riverbero amplifica l’intensità dei raggi UV.

Salute degli occhi in estate: vento sì, ma non troppo

Anche il vento è un potenziale pericolo per i nostri occhi. Esporsi al vento in modo continuativo e senza un’adeguata protezione, espone l’apparato visivo al rischio di entrare in contatto con piccoli corpi estranei potenzialmente dannosi. Inoltre, un’esposizione persistente al vento e al sole può irritare la congiuntiva predisponendo all’insorgenza di una patologia oculare chiamata pterigio. Si tratta di una crescita anomala della congiuntiva sulla cornea, dovuta proprio all’esposizione intensiva agli agenti atmosferici.

Igiene oculare, sempre

Sole, vento, salsedine, aria condizionata mettono a dura prova i nostri occhi. Per averne cura anche in vacanza si consiglia di aver cura della propria igiene oculare. Tenere a portata di mano un buon collirio decongestionante, lenitivo e antibatterico è sempre una buona norma. Si consiglia anche di portare in viaggio una soluzione fisiologica con la quale concedersi dei lavaggi oculari di tanto in tanto. Da non dimenticare, nel caso di vacanze al mare, gli occhialini per il nuoto: sia il cloro delle piscine, sia i batteri presenti nell’acqua di mare possono essere irritanti per la superficie oculare.

La dieta

La salute degli occhi in estate inizia anche a tavola

Non ci stancheremo mai di ripetere che la salute oculare in estate così come in tutte le stagioni comincia anche dalla buona tavola. Tuttavia, le vacanze rappresentano sempre una buona occasione per mangiare un po’ di più, prediligendo pasti veloci e talvolta più golosi rispetto a quelli che consumiamo a casa. Anche in vacanza, si consiglia di mangiare molta frutta e verdura e di bere molta acqua. Un consiglio valido soprattutto se si soggiorna in località dai climi molto caldi, dove è più facile sviluppare sintomi da disidratazione (nausea, cefalee, spossatezza, disturbi intestinali, secchezza oculare).

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di rispondere alle tue domande sul tema della salute oculare in estate.

Detrazione spese sanitarie

Detrazione spese sanitarie - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Le spese sanitarie in regime pubblico e privato sono sempre detraibili, a patto che si seguano alcune semplici regole. Per detraibilità delle spese sanitarie si intende la possibilità di usufruire della detrazione Irpef del 19%. Un vantaggio non da poco che, di fatto, rende le visite specialistiche e le prestazioni sanitarie ancora più accessibili e a portata di cittadino. Questa opportunità si applica anche alle visite specialistiche oculistiche ed agli interventi di chirurgia oftalmica. Scopriamo dunque assieme in che modo prendersi cura della propria salute oculare approfittando di qualche comodità sul fronte fiscale.

Detrazione delle spese sanitarie con tracciabilità dei pagamenti

Per quanto riguarda le spese sanitarie sostenute presso strutture che operano in regime pubblico o misto, è sufficiente esibire il Tesserino Sanitario per ottenere il tracciamento di quanto eseguito ed è pertanto possibile continuare ad usare, ove lo si desideri, il denaro contante. Diverso è il caso delle strutture sanitarie che operano in regime privato. Il cittadino che desideri accedere alle prestazioni d’eccellenza di una struttura sanitaria privata potrà ugualmente usufruire della detraibilità Irpef del 19% ma sarà tenuto ad usare un metodo di pagamento tracciabile. Una comodità non da poco, insomma.

Cosa si intende per metodo di pagamento tracciabile

Per metodo di pagamento tracciabile si intendono tutte le carte di debito o di credito, i bonifici bancari, i versamenti postali, gli assegni bancari e circolari e le carte prepagate. Tutte le forme di pagamento che non prevedono il contante, dunque. La franchigia prevista è di 129,11 euro, il che significa che oltre questa cifra è possibile, come si suol dire, “scaricare” la spesa sostenuta. E’ possibile pertanto accedere alla detraibilità in regime privato per sottoporsi a:

  • esami del sangue (presso centri diagnostici privati):
  • visite mediche specialistiche (presso strutture sanitarie private non convenzionate con il SSN)
  • esami, ricoveri, interventi (presso strutture sanitarie private non convenzionate con il SSN)
  • dispositivi medici come occhiali da vista, lenti a contatto ed accessori per lenti a contatto, ausili ortopedici e sanitari.

Il documento commerciale

Il cittadino che desideri recarsi presso una struttura sanitaria operante in regime privato per sottoporsi ad una visita specialistica, ad un esame diagnostico o a una prestazione chirurgica, sarà dunque tenuto a ricordare che per accedere alle detrazioni fiscali dovrà usare un metodo di pagamento tracciabile ed evitare l’uso del denaro contante. Ma non solo. E’ altresì fondamentale che la struttura sanitaria rilasci un documento commerciale – una ricevuta – che indichi la somma ricevuta e la modalità di pagamento prescelta. Qualora il documento commerciale non sia completo di tale indicazione, non sarà valido ai fini della detraibilità.

E per quanto riguarda le visite oculistiche e gli interventi di chirurgia oculare?

Gli interventi di microchirurgia oculare sono detraibili

Quanto affermato sopra vale anche per quanto riguarda le visite oculistiche specialistiche e gli interventi di chirurgia laser. L’intervento laser per la correzione della miopia o di altri difetti visivi così come l’intervento di cataratta sono dunque detraibili dall’Irpef per il 19% per la cifra che supera la franchigia di 129,11 euro.

E gli interventi di oculoplastica?

Abbiamo avuto più volte occasione di sottolineare come oculistica ed oculoplastica siano due branche della medicina oftalmica molto vicine e molto affini. Spesso, infatti, un recupero funzionale porta con sé anche un recupero di indole estetica, e vice versa. Se l’intervento di oculoplastica non è fine a se stesso ma è orientato ad un recupero funzionale dell’apparato visivo, rientra nella detrazione, come confermato dal Decreto Ministeriale 14 del 23 aprile 1981.

CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico: le convenzioni

Il Centro Ambrosiano Oftalmico opera in convenzione con alcuni tra i più conosciuti e prestigiosi enti assicurativi italiani. Un’altra opportunità preziosa, oltre a quelle sopracitate, per accedere alla medicina d’eccellenza.

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Malattie della retina: come difendersi

La retina è una membrana sottilissima posta internamente alla superficie del nostro bulbo oculare. Si tratta di una struttura molto delicata e preziosa, dalla quale dipende, in gran parte (anche se non esclusivamente) il buon andamento della funzione visiva. Sfortunatamente, e per vari motivi, la retina può ammalarsi. Quali sono le retinopatie più diffuse? Come difendersi dalle malattie della retina? E cosa dice la scienza in merito? Rispondiamo assieme a questi quesiti.

Malattie della retina e perché è bene che questa non si ammali

Perché la retina è così importante

Come detto in apertura, la retina è una struttura davvero preziosa. Si tratta di una membrana sottile, fittamente punteggiata di piccolissime cellule chiamate fotorecettori. I fotorecettori – coni e bastoncelli – hanno il compito di catturare l’informazione luminosa proveniente dall’esterno e convogliarla verso il nervo ottico sotto forma di impulso elettrico. Un ruolo cruciale, dunque, dal quale dipende il buon andamento dell’intera funzione visiva.

Malattie della retina: cosa sono le retinopatie

Se la retina si ammala, si deteriora o si danneggia, è possibile andare incontro a gravi e talvolta irreversibili difficoltà visive. Le patologie a carico della retina prendono il nome di retinopatie. Le retinopatie possono essere di vario genere, identificabili sulla base della causa che le ha innescate e dei loro sintomi.

1 – Retinopatia diabetica

Una delle forme più comuni e gravi di retinopatia è quella diabetica, legata a doppio filo alla presenza della suddetta patologia sistemica. Nella retinopatia diabetica, a causa della generale debolezza dei vasi sanguigni che caratterizza il diabete, si assiste ad un danneggiamento progressivo della membrana. Nelle forme meno gravi la retinopatia diabetica è reversibile, ma è molto importante trattare anche la patologia che l’ha innescata, rivolgendosi al proprio diabetologo di fiducia e seguendo la terapia prescritta. 

2 – Degenerazione maculare senile

Un altro tipo di retinopatia piuttosto comune è la degenerazione maculare senile, una patologia oculare che interessa la porzione centrale della retina, detta appunto macula. Nella degenerazione maculare senile, la porzione di campo visivo danneggiata è quella centrale. Questa malattia della retina può manifestarsi in due varianti, una detta essudativa o umida, l’altra atrofica o secca. In entrambi i casi, le cause sono l’avanzare dell’età in concomitanza con altri fattori di rischio. Tra i fattori di rischio segnaliamo, ad esempio, fumo, vita sedentaria, esposizione intensa e prolungata ai raggi ultravioletti, assunzione di determinati farmaci in modo continuativo. Se la variante essudativa è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali, la variante atrofica è, al contrario, più difficile da curare. 

3 – Retinite pigmentosa

Infine, anche la retinite pigmentosa può essere piuttosto insidiosa. La sua causa è di tipo genetico e la conseguenza è un danno progressivo ai fotorecettori, con peggioramento della visione periferica e notturna. In questo caso il danno è irreversibile, anche se alcuni studi hanno evidenziato come l’intervento di cataratta possa portare ad un miglioramento del quadro clinico. 

Come difendersi dalle malattie della retina?

Chi si sta domandando come difendersi dalle malattie della retina troverà la risposta nel suo stile di vita. Se lo stile di vita è improntato all’alimentazione sana, ad un po’ di movimento e di vita all’aria aperta, al buon riposo, probabilmente si è già sulla strada giusta. Si ricordi di aggiungere a questi comportamenti virtuosi anche l’eliminazione del fumo e degli alcolici (o per lo meno la loro limitazione) e l’uso costante di un buon paio di occhiali da sole, anche in inverno.

Anche la scienza studia come difendersi dalle malattie della retina

Sono diversi i team di studiosi che in tutto il mondo impegnati nella ricerca di soluzioni capaci di proteggere la retina e persino di ripararla laddove danneggiata. Senza entrare nel merito di invenzioni sofisticate come l’occhio bionico o il trapianto di retina artificiale, segnaliamo due innovazioni particolarmente degne di nota che possono essere d’aiuto nella prevenzione e nella difesa nei confronti delle retinopatie.

RetCam3, la diagnostica al servizio dei prematuri

Alcune aziende impegnate nella ricerca scientifica e nella produzione di soluzioni d’avanguardia al servizio della medicina e della diagnostica hanno saputo mettere a punto strumentazioni uniche nel loro genere. Tra queste strumentazioni menzioniamo RetCam3, capace di diagnosticare con precisione la retinopatia del prematuro. Nei bambini nati pretermine, infatti, la retina non è sufficientemente vascolarizzata e, ove non trattata per tempo (solitamente con un trattamento laser), può subire un danno irreversibile.

Ringiovanire la retina con un’innovativa terapia genica: la risposta arriva da Harvard

Per quanto riguarda invece le ricerche scientifiche orientate all’individuazione di terapie mirate contro le malattie della retina, un gruppo di ricercatori dell’Harvard Medical School (USA) è riuscito a mettere a punto una terapia genica (per ora testata solamente sui topi), capace di offrire un effetto “ringiovanimento” proprio alle cellule della retina. L’effetto ringiovanimento si otterrebbe previa somministrazione di un “mix” di tre geni accuratamente selezionati dagli studiosi.

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In CAMO abbiamo messo a punto una visita oculistica specialistica per le patologie a carico della retina. Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Chirurgia refrattiva laser: domande frequenti

La chirurgia refrattiva è un insieme di interventi volti a correggere in modo permanente i difetti visivi, detti appunto anche “refrattivi”. Le tecniche oggi in uso si avvalgono di moderni strumenti laser. Ma in che modo esattamente avvengono gli interventi? Sono sicuri? Dolorosi? Chi può ritenersi idoneo all’intervento? Rispondiamo ad alcune domande frequenti sulla chirurgia refrattiva laser.

Chirurgia refrattiva laser: come si stabilisce l’idoneità?

L’idoneità nei confronti di un intervento di chirurgia refrattiva laser è stabilita da un medico specialista oculista a seguito di una visita oculistica accurata e ben approfondita. Nel corso della visita, che si articola solitamente in una serie di esami diagnostici ed un colloquio con il medico, quest’ultimo valuterà le condizioni di salute dell’occhio. Obiettivo del colloquio sarà quello di accertare che le aspettative del paziente siano ben ancorate alla realtà, nonché rispondere a tutti gli eventuali dubbi o domande del caso. 

A chi è consigliato l’intervento di chirurgia refrattiva laser?

L’intervento è consigliato a chi voglia risolvere in modo permanente miopia, ipermetropia, astigmatismo ed anche presbiopia. I motivi possono essere diversi: di tipo funzionale, lavorativo, personale, emotivo, sociale o estetico. Si consiglia l’intervento anche a chi non tolleri o non accetti l’uso di ausili per la correzione temporanea dei difetti visivi (lenti a contatto o occhiali da vista), o ancora laddove solamente un occhio sia affetto dal difetto visivo, mentre l’altro sia perfettamente sano. 

Quali sono i requisiti per essere idoneo all’intervento? 

I requisiti per poter affrontare l’intervento di chirurgia refrattiva laser sono i seguenti: 

  • un’età superiore ai 18 anni o comunque a difetto visivo stabilizzato: al termine dell’età evolutiva solitamente i difetti visivi hanno raggiunto una loro stabilità;
  • una cornea non troppo sottile: lo spessore della cornea è condizione imprescindibile per l’esecuzione dell’intervento;
  • un apparato visivo sano: alcune patologie oculari come il glaucoma o le retinopatie possono rappresentare delle controindicazioni nei confronti dell’intervento;
  • non assumere determinati tipi di farmaci;
  • non trovarsi in stato di gravidanza o allattamento: gli sbalzi ormonali che caratterizzano questo periodo così delicato della vita di una donna possono influire anche sulla capacità visiva e sull’entità dei difetti visivi. In tal caso il medico consiglierà di rimandare l’intervento;
  • altro, da valutare insieme allo specialista.

Quanto dura l’intervento laser per la correzione dei difetti visivi? E’ doloroso?

Tutte le tecniche per la correzione laser dei difetti visivi sono di breve durata (15-20 minuti) e non sono affatto dolorose. Prima dell’intervento, si somministrano al paziente poche gocce di collirio anestetico, del tutto sufficienti ad affrontare la seduta in totale serenità e senza provare alcun fastidio.

Come prepararsi all’intervento di chirurgia refrattiva laser?

Nei giorni precedenti l’intervento sarà utile seguire attentamente le indicazioni fornite dallo specialista. Sarà dunque necessario sospendere l’eventuale uso di lenti a contatto ed aver particolare cura della propria igiene oculare. Il giorno dell’intervento, sarà raccomandato di non bere alcolici, di non usare profumi o deodoranti profumati e di non indossare alcun tipo di make up. 

Cosa accade subito dopo l’intervento?

Dopo l’intervento di chirurgia refrattiva laser, il paziente può far ritorno presso la sua abitazione indossando un paio di occhiali da sole. Le sensazioni più comuni nel post intervento sono lievi e del tutto transitorie, e possono includere: fotofobia (fastidio alla luce), lieve bruciore e sensazione di corpo estraneo. La loro durata e la loro intensità potranno variare a seconda della tecnica prescelta, ma in ogni caso non si tratta mai di nulla che non sia tollerabile ed affrontabile.

I difetti visivi possono tornare una volta corretti?

No. Se corretti quando stabili, i difetti visivi una volta corretti non si ripresentano. L’intervento è risolutivo e consente di liberarsi di occhiali e lenti a contatto, con tutti i risvolti pratici ed economici che ne derivano.

Gli interventi di chirurgia refrattiva sono sicuri?

Tutti gli interventi di chirurgia refrattiva sono altamente sicuri. I moderni strumenti oggi in uso nei centri d’eccellenza di tutto il mondo (laser a femtosecondi, eye tracker, riconoscimento dell’iride solo per citarne alcuni) conferiscono alle procedure chirurgiche un livello di precisione e programmabilità mai visti prima. Ancor più se questi strumenti sono tra le mani di chirurghi la cui esperienza e perizia sono comprovate e documentabili.

Emergenza Covid e chirurgia refrattiva laser, che fare?

L’esperienza di molti pazienti suggerisce che l’uso delle mascherine chirurgiche abbia reso ancor più impellente il desiderio di liberarsi degli occhiali e di sottoporsi alla chirurgia refrattiva laser in chi spesso, in passato, era già stato accarezzato da questo tipo di pensiero. E’ anche vero che in questo periodo dominato dall’emergenza sanitaria posta in essere dal Coronavirus, l’esigenza di recarsi presso strutture sanitarie nelle quali sentirsi sicuri sia prerogativa imprescindibile. La chirurgia refrattiva laser è, di fatto, una procedura sicura e praticamente priva di rischi. Il consiglio è sempre quello di orientarsi verso strutture nelle quali siano implementati quotidianamente rigidi protocolli di sicurezza ed igiene e laddove il personale sia sottoposto assiduamente a tampone orofaringeo

 

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