Cura del glaucoma e soluzioni mini-invasive: MIGS

Il panorama delle opportunità per la cura del glaucoma è davvero molto vasto. Il paziente che si scopre affetto dalla patologia, in accordo con lo specialista che l’ha in cura, può spaziare dalla semplice terapia ipotonizzante sino alla chirurgia, passando per una serie di interventi laser altamente risolutivi e minimamente invasivi. Tra le soluzioni interessanti e mini invasive per la cura del glaucoma, figura anche un intervento innovativo eseguito presso alcuni tra i migliori centri d’eccellenza italiani.

Come si cura il glaucoma?

La cura del glaucoma si basa su due capisaldi:

  1. Abbassare la pressione intraoculare
  2. Favorire il deflusso dell’umor acqueo che di accumula nelle strutture oculari senza essere riassorbito né defluire naturalmente

Alcune terapie, come quelle farmacologiche, agiscono esclusivamente sull’abbassamento della pressione intraoculare. Le procedure laser o chirurgiche invece intervengono anche sull’accumulo di umor acqueo, favorendo l’apertura di una via di deflusso. Tutto dipende dallo stato di avanzamento della patologia. Per quanto riguarda il glaucoma, in particolare, la diagnosi precoce è fondamentale per poter trarre il meglio da qualunque terapia e minimizzare i danni arrecati dalla patologia. E’ doveroso però sottolineare che i danni che il glaucoma arreca alle strutture oculari e al nervo ottico non sono recuperabili. In particolare, quando questi danni si manifestano in una perdita di capacità visiva, questa non è recuperabile. In tal caso, è comunque d’obbligo intervenire prontamente, per arrestare la progressione della patologia e prevenire ulteriori danni.

MIGS: un intervento mini invasivo per il glaucoma

Abbiamo avuto modo di recente di approfondire il panorama delle opzioni di cura del glaucoma. Tra gli interventi volti a favorire il deflusso dell’umor acqueo che esercita una pressione anomala sulle strutture oculari, abbiamo spesso menzionato la laserterapia e la chirurgia tradizionale. Ebbene, vi è anche un’altra opzione. Si tratta di un intervento chirurgico minimamente invasivo. L’intervento in questione è chiamato intervento MIGS – Micro Incision Glaucoma Surgery.

Intervento MIGS: Micro Incision Glaucoma Surgery

L’intervento di Micro Incision Glaucoma Surgery prevede l’inserimento, nelle strutture oculari, di una sottilissima cannula. La cannula, non percepita dal paziente e perfettamente tollerabile dall’occhio, favorisce una via di deflusso all’umor acqueo che si accumula all’interno dell’occhio in modo anomalo.

Gli interventi chirurgici tradizionali per la cura del glaucoma prevedono che si eseguano delle incisioni sulla congiuntiva e sulla sclera per praticare un forellino, con l’obiettivo di creare la via di deflusso per i liquidi che si accumulano all’interno delle strutture oculari. L’intervento MIGS consente di raggiungere lo stesso risultato senza praticare alcuna incisione. Per eseguirlo, difatti, lo specialista si avvale di una sorta di siringa – sterile e monouso – capace di inserire una sottilissima cannula nella cornea. Una sorta di drenaggio, di fatto, capace di abbassare efficacemente la pressione intraoculare e di stabilizzare la patologia anche nei pazienti più in là con gli anni.

I vantaggi dell’intervento di Micro Incision Glaucoma Surgery

Di seguito elenchiamo i vantaggi offerti da questo intervento così innovativo ed interessante per la cura del glaucoma:

  • dura pochi istanti ed è totalmente indolore
  • il paziente non percepisce la cannula, che è perfettamente biocompatibile
  • non è necessario praticare alcun tipo di incisione
  • l’occhio non corre il rischio di sviluppare infezioni o reazioni avverse

Cura del glaucoma: qualche considerazione conclusiva

La scelta della via terapeutica per il trattamento del glaucoma dipende da una serie abbastanza complessa di fattori. Tra questi, lo stato di avanzamento e le caratteristiche della patologia, la diagnosi più o meno precoce, l’età del paziente, la sua capacità di aderire alla terapia o meno e altri.

Certo, rivolgersi ad un centro d’eccellenza consente oggi di cogliere al volo tutte le interessanti opportunità capaci di mettere un punto all’avanzamento del “ladro silenzioso della vista”, siano esse terapie laser, interventi di chirurgia mini invasiva o altro.

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Cura del glaucoma: oggi è possibile?

Affrontare il tema della cura del glaucoma non è semplice. Oltre alle terapie farmacologiche o chirurgiche messe oggi a disposizione dalla moderna scienza medica, occorre tenere conto anche degli innumerevoli fattori di rischio che possono influenzarne la progressione. Per comprendere il peso di questi fattori, basta pensare che il glaucoma è una delle patologie oculari a maggior diffusione a livello mondiale. Solamente in Italia si stima che ne soffrano oltre un milione di persone. Come si cura oggi il glaucoma? Facciamo il punto della situazione e vediamo cosa offre oggi la moderna scienza medica per chi ne è affetto. 

La cura del glaucoma dipende da due fattori: prevenzione e aderenza alla terapia

Durante i mesi più difficili dell’epidemia da Coronavirus, molti pazienti hanno dovuto rimandare o cancellare i loro controlli di routine della salute oculare. Com’è noto, il glaucoma è una patologia insidiosa e sibillina, che specie nelle fasi iniziali esordisce senza dare conto della sua presenza. Pensare di recarsi dall’oculista saltuariamente o solo quando si sente la necessità di cambiare gli occhiali da vista favorisce l’esordio e la progressione di patologie notoriamente asintomatiche come il glaucoma. E quando sfortunatamente ci si accorge che “qualcosa non va”, la patologia ha già arrecato danni irreversibili sulla salute oculare e la funzione visiva. Il primo fattore fondamentale per curare il glaucoma efficacemente è dunque la diagnosi precoce. 

Il secondo fattore per quanto riguarda la cura del glaucoma è sicuramente l’aderenza alla terapia. Qualunque essa sia. Oggi il glaucoma, se affrontato e curato tempestivamente, è gestibile grazie ad una vasta gamma di terapie, sia farmacologiche che chirurgiche. Ascoltare con attenzione i consigli del proprio oculista e seguire le indicazioni fornite, è sicuramente il primo passo per curare il glaucoma e conviverci serenamente. Se l’oculista dovesse dunque consigliare una terapia di tipo chirurgico, si sconsiglia di prendersi troppo tempo per rifletterci: sarebbe tempo perso per il paziente, e guadagnato per la patologia

Cura del glaucoma: a ciascuno la sua

L’insidiosità della patologia e la sua ampia diffusione rappresentano una sfida per studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Che non cessano mai di studiare ed osservare le caratteristiche, le manifestazioni e le risposte alle diverse terapie che il glaucoma presenta. La terapia tradizionale per la cura del glaucoma, specie nelle sue fasi d’esordio, è quella farmacologica a base di colliri ipotonizzanti (cioè capaci di controllare la pressione intraoculare). E’ una terapia efficace a patto che il paziente la segua con grande precisione. 

Molto efficace e sicura è poi la laserterapia, disponibile quasi esclusivamente presso i centri d’eccellenza. E’ possibile infatti intervenire con strumenti laser per favorire il deflusso dell’umor acqueo e ripristinare una buona pressione intraoculare. Si tratta di sedute laser minimamente invasive, di breve durata, indolori, prive di effetti collaterali e capaci di offrire risultati durevoli nel tempo. 

Vi è poi la chirurgia tradizionale, che si esegue attraverso tecniche differenti, tutte volte ad abbassare la pressione intraoculare favorendo il deflusso ed il riassorbimento naturale dell’umor acqueo.

Ultime frontiere della cura del glaucoma: perché non parlarne con l’oculista?

La pressione intraoculare non è l’unico fattore di rischio per la patologia. La scienza sta dunque prendendo in esame la multifattorialità della patologia a tuttotondo. Cercando di capire come intervenire anche su altri fronti. I pazienti più attenti e bene informati sapranno infatti che oggigiorno i ricercatori stanno mettendo a punto nuove terapie di cura del glaucoma.

Tra i farmaci più interessanti e promettenti vi sono quelli neuroprotettivi. Gli studiosi hanno infatti notato che il glaucoma ha qualcosa in comune con alcune patologie neurodegenerative come l’Alzheimer. Ed hanno individuato nella citolina la molecola capace di rallentare la progressione della patologia. Oggi sono disponibili sul mercato alcuni colliri per la cura del glaucoma proprio a base di citolina. 

Ancora, sembra che il fattore di crescita nervoso individuato e scoperto dal premio Nobel Rita Levi Montalcini possa dare grande beneficio non solo a chi è affetto da retinite pigmentosa, ma anche da glaucoma. Di fatto, rallentando la morte delle cellule nervose coinvolte nella patologia.  

Vecchie terapie, nuovi metodi di somministrazione

Infine, la scienza si sta anche occupando di vagliare giorno dopo giorno nuovi metodi di somministrazione per le molecole sopracitate. L’obiettivo è quello di rendere il paziente indipendente dall’autosomministrazione ed avere un maggiore controllo sull’aderenza alla terapia. Tra questi metodi per la cura del glaucoma citiamo dunque la somministrazione di iniezioni intraoculari (al pari di quanto si fa per la degenerazione maculare senile) e l’impianto di mini dispositivi (rimovibili e ricaricabili) per il rilascio automatico dei farmaci a livello intraoculare.

Com’è evidente, le opzioni per la cura del glaucoma sono innumerevoli. Non tutte sono indicate per tutti i pazienti: sta al medico oculista, a seguito della visita oculistica e dell’opportuno percorso diagnostico, stabilire quale sia la tipologia di glaucoma che interessa il paziente, quale sia il suo stadio e di conseguenza il percorso terapeutico più idoneo da seguire. Quel che è certo è che recarsi periodicamente dall’oculista e seguire con attenzione la terapia indicata sono davvero fondamentali per convivere con il glaucoma senza subirne le conseguenze

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Glaucoma e miopia forte: che fare?

Il glaucoma è una patologia oculare ad ampia diffusione, tanto da rappresentare, oggi, la seconda causa di cecità al mondo. Gli esperti la definiscono una malattia sociale, in quanto il suo esordio silente innesca conseguenze sociali ed economiche decisamente impattanti. Se al ritardo diagnostico aggiungiamo anche la non completa aderenza alla terapia da parte di molti pazienti, va da sé che l’esito non può essere che preoccupante. Analogamente, anche la miopia forte è stata più volte definita un’epidemia. In questo senso, lockdown, permanenza forzata in luoghi chiusi e forme di studio/lavoro da remoto non sono state d’aiuto. Anzi. Che fare dunque se ci si trova a dover affrontare glaucoma e miopia forte assieme? Come curare la propria salute visiva adeguatamente? Approfondiamo assieme l’argomento.

Perché glaucoma e miopia forte possono manifestarsi assieme?

Diversi studi scientifici hanno evidenziato che la connessione tra glaucoma e miopia forte non è poi così rara. Di fatto, la malattia miopica è un fattore di rischio per il glaucoma. Questo accade perché nell’occhio miope il bulbo oculare è fortemente allungato. Le alterazioni anatomiche poste in essere dalla miopia degenerativa sono fattore predisponente l’esordio del glaucoma.

Glaucoma e miopia forte: da dove cominciare

Possiamo affermare senza indugio che un paziente affetto da miopia forte (chiamata anche malattia miopica) e glaucoma rappresenta una sfida importante per il medico oculista. Ancor di più se si considera che sovente questo spiacevole binomio è presente in pazienti di giovane età. Quando le due patologie si presentano in modo concomitante, i fattori da prendere in considerazione saranno:

  • aumento della pressione intraoculare;
  • cambiamento nella morfologia di alcune strutture intraoculari;
  • osservazione attenta dei cambiamenti morfologici anche a carico del nervo ottico.

Al fine di valutare correttamente lo stato di salute oculare del paziente affetto da glaucoma e miopia forte e di mettere a punto il corretto iter terapeutico, è fondamentale recarsi prontamente dall’oculista. Una visita oculistica tempestiva ed accurata è sicuramente il primo passo da compiere. La visita includerà alcuni esami diagnostici particolarmente mirati, tra cui OCT – Tomografia Oculare Computerizzata, ma anche tonometria, pachimetria corneale ed altri.

Come si curano glaucoma e miopia forte?

Sarà cura del medico oculista, dopo un’attenta ed approfondita valutazione del quadro clinico del paziente, indicare quali siano le strade da intraprendere per monitorare, trattare e curare efficacemente entrambe le patologie. Il consiglio generale è di rivolgersi ad un centro d’eccellenza, dove sarà possibile trovare medici dalla comprovata preparazione e dalla notevole esperienza clinica, capaci di cogliere anche le sfide più insidiose.

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Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02. 6361191.

Cura per il glaucoma: un elenco delle terapie disponibili

Il glaucoma è una patologia oculare subdola e insidiosa che può condurre ad uno stato di ipovisione anche molto marcato. Una condizione che, sfortunatamente, è irreversibile. Non a caso la patologia è anche nota con il nome di “ladro silenzioso della vista”. Ma quali sono ad oggi le cure per il glaucoma? Stiliamo assieme un piccolo decalogo delle cure ad oggi disponibili.

Una premessa importante 

Le terapie e le cure per il glaucoma oggi esistono e sono diverse. Al fine di massimizzarne l’efficacia, tuttavia, è fondamentale agire con tempestività. Il glaucoma è una patologia capace di “battere sul tempo” chi ne soffre. Mai come in questo caso la prevenzione è la chiave per la buona riuscita di qualunque tipo di terapia. Per il trattamento e la cura del glaucoma non è dunque possibile prescindere da una visita oculistica accurata, dettagliata e soprattutto tempestiva. Il consiglio è quello di recarsi dall’oculista con frequenza regolare per un controllo della salute visiva anche in assenza di sintomi durante tutte le tappe della propria vita.

Cura per il glaucoma: ecco le opzioni

Veniamo dunque alle possibili cure per il glaucoma oggi messe a disposizione dei pazienti dalla medicina: 

  1. Somministrazione di colliri per uso topico volti ad abbassare la pressione intraoculare. Nel caso della somministrazione di colliri per la cura per il glaucoma, l’aderenza alla terapia da parte del paziente si rivela cruciale. Difatti, il carattere asintomatico della patologia può portare ad assumere la terapia con discontinuità. Un atteggiamento che può spianare la strada alla progressione dei sintomi con conseguenze anche irreversibili.
  2. Uso di farmaci neuroprotettori: poiché il glaucoma è una patologia neurodegenerativa, ha qualcosa in comune con il morbo di Alzheimer e il morbo di Parkinson (solo per citare alcune patologie tra le più note). Una delle molecole usate per arrestare il processo di morte dei neuroni e rallentare l’avanzamento di tali patologie è la citolina. Per quanto riguarda la cura per il glaucoma, esistono dei colliri così come dei farmaci per uso orale a base di questa molecola. 
  3. Intervento chirurgico tradizionale: le tecniche sono diverse e prendono il nome di trabeculectomia, canaloplastica e sclerectomia profonda. Senza entrare nel merito di ciascuna di esse, basti sapere che hanno tutte in comune l’obiettivo di agevolare il deflusso dell’umor acqueo all’interno delle strutture oculari e di conseguenza di favorire un abbassamento della pressione intraoculare.
  4. Intervento chirurgico con l’ausilio di moderni strumenti laser: la laserterapia per il glaucoma oggi include molteplici tecniche che si avvalgono di laser differenti. La scelta della tipologia di laser e di tecnica dipende dallo stato di salute oculare del paziente e dell’avanzamento della patologia. In generale, si tratta di procedure minimamente invasive e totalmente indolori, eseguite in modalità ambulatoriale. La laserterapia è disponibile oggi quasi esclusivamente nei centri d’eccellenza.

Ultime frontiere della ricerca sulle cure per il “ladro silenzioso della vista”

La ricerca scientifica in ambito medico ed oftalmologico sta vagliando attualmente altre ipotesi di cura per il glaucoma. I numerosi trial clinici così come le ricerche attualmente in corso stanno prendendo in esame i possibili effetti positivi sul glaucoma di alcune molecole già note. Tra queste, e solo a titolo di esempio, il già famoso Nerve Growth Factor, il fattore di crescita nervoso scoperto dal premio Nobel Rita Levi Montalcini e già in uso per il trattamento della retinite pigmentosa. 

Anche l’intervento di cataratta può stabilizzare la pressione intraoculare

Anche l’intervento di cataratta può esercitare un effetto benefico sulla salute oculare dei pazienti affetti da glaucoma. La cataratta – specie se molto matura – è talvolta responsabile di un aumento della pressione intraoculare. Operarsi di cataratta può riportare la pressione intraoculare a livelli normali anche nei pazienti affetti da glaucoma. Alcune ricerche scientifiche hanno dimostrato che la pressione intraoculare non solo si stabilizza su parametri normali dopo l’operazione di cataratta, ma che alcuni pazienti sotto terapia ipotonizzante hanno anche avuto modo di sospendere il trattamento a seguito dell’intervento.

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Glaucoma, sintomi e cura: risponde Lucio Buratto

glaucoma sintomi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il glaucoma è una delle patologie oculari più comuni, ma non è conosciuto come dovrebbe. E poiché siamo fermamente convinti del fatto che la prevenzione passi anche attraverso la conoscenza, approfittiamo oggi del tempo gentilmente concessoci dal dott. Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico – per conoscere più da vicino “il ladro silenzioso della vista”, il glaucoma: sintomi e possibili cure.

Dottor Buratto, cos’è il glaucoma e quali sono i suoi sintomi?

Il glaucoma è una patologia causata da una pressione intraoculare troppo elevata e persistente. Il suo esordio è quasi sempre asintomatico, motivo per il quale il glaucoma è spesso chiamato “il ladro silenzioso della vista”. Tuttavia, non è una patologia così rara: si pensi che il glaucoma è la seconda causa di cecità al mondo dopo la cataratta. E che in Italia ne soffre oltre un milione di persone. Se non diagnosticato e trattato opportunamente, il glaucoma porta ad un’importante riduzione del campo visivo ed in un secondo tempo della vista. Un danno non rimediabile in alcun modo, né con i farmaci, né con la chirurgia.

Se all’esordio del glaucoma sintomi e disturbi possono essere poco manifesti, come ci si accorge di esserne affetti?

Come ripeto spesso, la prevenzione è tutto. Recarsi periodicamente dall’oculista è il primo passo per individuare il glaucoma così come altre patologie oculari, e per cominciare eventuali percorsi terapeutici tempestivamente. Per quanto riguarda il glaucoma, i sintomi sono un calo visivo o una visione offuscata, visione di aloni, ma anche cefalee persistenti e nausea. Chi sperimenta questi sintomi potrebbe essere affetto dalla patologia già ad uno stadio avanzato.

Il glaucoma è un tumore?

Sono molti i pazienti che mi rivolgono spesso questa domanda. Il suffisso “-oma”, tipico di alcune parole indicanti patologie tumorali (carcinoma, melanoma, linfoma) porta spesso a confondere il glaucoma con un una neoplasia. Ma non è così. Il glaucoma non appartiene alla famiglia dei tumori.

E’ possibile nascere già affetti da glaucoma?

Sì, è possibile essere affetti da glaucoma congenito. Sebbene sia una patologia rara nei bambini. Il glaucoma congenito è ereditario ed è anche detto primario, in quanto non è causato da fattori o cause preesistenti. Colpisce neonati e bambini (un bambino su 10mila) e può interessare un solo occhio oppure entrambi gli occhi. Solitamente il trattamento è di tipo chirurgico e la prognosi è buona, a patto che si intervenga per tempo.

Quali altri tipi di glaucoma esistono?

Altre tipologie di glaucoma sono il glaucoma ad angolo aperto, il glaucoma ad angolo chiuso e il glaucoma secondario.

  • Ad angolo aperto: è il più comune ed interessa la maggior parte dei pazienti affetti dalla patologia;
  • Ad angolo chiuso: si manifesta in modo più improvviso ed è fondamentale intervenire rapidamente;
  • Secondario: può essere causato dall’assunzione protratta nel tempo di alcuni farmaci, o da altre patologie, come la cataratta, per esempio.

Per ciascuna tipologia di glaucoma, sintomi, prognosi e terapia possono essere differenti.

Dottore, chi è affetto da glaucoma può sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid?

Non esistono controindicazioni per la somministrazione dei vaccini anti-Covid nei pazienti con glaucoma. Anche se assumono terapia medica ipotonizzante o se sono stati operati. In generale, non v’è evidenza scientifica che i vaccini anti-Covid possano avere conseguenze sulla salute visiva tanto dei pazienti sani quanto di quelli affetti da glaucoma. A proposito di Covid, peraltro, è importante ricordare che il glaucoma è una patologia subdola. Durante la pandemia, molti pazienti intimoriti di fronte all’eventualità del contagio hanno saltato i controlli della salute visiva, anche se i DPCM consentivano di spostarsi dalla propria abitazione per comprovati motivi di salute. Rinunciare alle visite di controllo, sospendere la terapia o rimandare l’appuntamento con la chirurgia ha, nel caso del glaucoma, conseguenze spesso gravi ed irreversibili.

Come si cura il glaucoma?

Il glaucoma si può trattare farmacologicamente con una terapia ipotonizzante solitamente a base di colliri. In questa fase della patologia è fondamentale l’aderenza alla terapia. Poichè, come detto, il glaucoma nelle sue fasi iniziali è asintomatico, può capitare di assumere la terapia in modo saltuario ed intermittente. Un atteggiamento che ne predispone il peggioramento. Nei casi che rispondono poco alla terapia medica o qualora si voglia evitare o ridurre la terapia medica, il laser può essere di grande aiuto. Nei casi più avanzati si procede invece per via chirurgica, eseguendo un intervento volto a favorire una via di deflusso all’umor acqueo presente nelle strutture oculari. In questo modo si allevia la pressione intraoculare che a lungo andare può danneggiare irreversibilmente il nervo ottico.

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Ringraziando il dott. Lucio Buratto per le sue esaustive risposte e per il tempo che ci ha dedicato, ti ricordiamo che siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Sarà l’occasione per rispondere ad altre domande in merito a glaucoma, sintomi e cura.

Glaucoma e intervento di cataratta: posso operarmi?

Glaucoma e cataratta sono tra le patologie oculari più comuni dell’età matura ed avanzata. Capita che si manifestino in concomitanza, generando una naturale preoccupazione nel paziente che ne è affetto. Come curarle? Curare l’una farà forse peggiorare l’altra? Chi è affetto da glaucoma può sottoporsi all’intervento di cataratta? Dubbi e domande non mancano. Approfondiamo dunque l’argomento con l’aiuto del dottor Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Glaucoma e cataratta, aspetti comuni

Due patologie irreversibili tipiche dell’età adulta e matura

Glaucoma e cataratta sono due patologie tipiche dell’età matura ed avanzata. Il glaucoma fa solitamente la sua comparsa abbastanza presto, dopo i 40 anni circa, mentre la cataratta comincia a manifestarsi intorno ai 55-60 anni. Un paziente poco assiduo nei controlli della sua salute oculare potrebbe rendersi conto di essere affetto da entrambe le patologie quando esse sono già conclamate.

Glaucoma e cataratta sono irreversibili. Più il tempo avanza, più il danno che possono arrecare – soprattutto quello del glaucoma – è importante. Una patologia che può causare una grave compromissione della capacità visiva. Inoltre, può capitare che una cataratta particolarmente evoluta possa ulteriormente predisporre ad un aumento della pressione intraoculare. Un circolo vizioso che è fondamentale interrompere quanto prima.

Dott. Buratto: il glaucoma è una patologia oculare che fa il suo esordio spesso in sordina. In Italia ne sono affette oltre mezzo milione di persone. I pazienti diabetici, in particolare, dovrebbero ricordare di controllare periodicamente la loro salute oculare. Il diabete, infatti, è uno dei più frequenti fattori di rischio del glaucoma.

Opportunità di trattamento per cataratta e glaucoma

La cataratta non è curabile farmacologicamente. L’unica opportunità di trattamento è data dall‘intervento chirurgico. Per il glaucoma è invece possibile, ove il medico lo ritenga opportuno, ricorrere ad una terapia medica ipotonizzante, volta ad abbassare la pressione intraoculare. In questo caso, è fondamentale seguire la terapia seguendo dosi e tempi di somministrazione indicati dallo specialista. Se la patologia non risponde appropriatamente alla terapia, è possibile che lo specialista consigli di eseguire un intervento laser o, nelle forme più avanzate, chirurgico. L’obiettivo sarà di aumentare o di creare una via di deflusso per l’umor acqueo che si accumula nelle strutture oculari determinando la patologia.

Dott. Buratto: la terapia farmacologica ipotonizzante per il glaucoma va somministrata con grande precisione. Poiché il glaucoma è spesso asintomatico, molti pazienti seguono la terapia in modo impreciso e saltuario. Un errore che predispone al peggioramento della vista. Cosa importante da sapere è che quello che si perde in conseguenza del glaucoma non può essere recuperato.

Come intervenire, dunque? L’intervento di cataratta è un buon punto di partenza

Oggi è possibile intervenire chirurgicamente per risolvere entrambe le patologie. La precedenza è sempre data all’intervento di cataratta che già da solo può aiutare a migliorare sensibilmente il quadro clinico del paziente affetto da glaucoma. Rimuovere il cristallino opacizzato ed ispessito dalla cataratta, infatti, può alleviare l’ipertensione che è alla base del glaucoma. Qualora l’intervento di cataratta non porti benefici sul fronte della pressione intraoculare, si potrà procedere in seconda battuta all’intervento di glaucoma.

Dott. Buratto: l’intervento di cataratta è il primo passo da compiere per prendersi cura della propria salute oculare, anche in concomitanza col glaucoma. Infatti, l’intervento di cataratta può favorire un abbassamento della pressione intraoculare.

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Vista e diabete: un connubio da tenere “d’occhio”

Il diabete è una patologia ad ampissima diffusione: si stima infatti che ne soffrano, solo in Italia, 3 milioni di persone. Una cifra che, secondo le stime, è destinata a salire a 5 milioni nel 2030, con conseguenze enormi in ambito sociale e, non ultimo, economico. Oltre a curare il diabete seguendo con attenzione le indicazioni del medico, è fondamentale anche prendersi cura della propria salute oculare. Sì, perché non tutti sanno che il diabete può creare qualche problema anche agli occhi e che il connubio vista e diabete non è così infrequente come sembra. Cerchiamo di comprendere come, e perché.

Cos’è il diabete

A causa del diabete l’organismo non riesce a produrre insulina, l’ormone responsabile del controllo dei livelli di zuccheri nel sangue; oppure la produce, ma non riesce a farne buon uso. Si distingue, dunque, tra diabete di tipo 1 e di tipo 2. Se il primo è congenito, ovvero presente sin dalla nascita, il secondo, di gran lunga più diffuso, è invece causato da stili di vita sbagliati. Un’alimentazione povera in qualità e spesso troppo abbondante, in associazione con uno stile di vita eccessivamente orientato alla sedentarietà, rappresentano infatti fattori di rischio importanti per il diabete di tipo 2, e la ragione della sua massiccia diffusione. 

Vista e diabete: In che modo il diabete può minacciare la salute oculare?

Uno dei principali sintomi del diabete è quello di compromettere il buon andamento della circolazione sanguigna ed in particolare del microcircolo. Il microcircolo sanguigno è cruciale per la salute dell’apparato visivo, perché non vi è struttura oculare che non tragga ossigeno e nutrimento da esso. Laddove il microcircolo risulta inefficiente, l’occhio entrerà in uno stato di sofferenza.

Vista e diabete: quali patologie possono insorgere? 

  1. Retinopatia diabetica;
  2. Cataratta;
  3. Glaucoma neovascolare.

1 – Diabete e retinopatia

La difficoltà a livello di microcircolo causata dal diabete si ripercuote negativamente sulla retina, innescando una retinopatia. La retinopatia – specie se trascurata – è responsabile di un grave e talvolta irreversibile danno ai fotorecettori presenti sulla retina. Se la parte della retina danneggiata è la macula (cioè la sua porzione più centrale), si parlerà invece di maculopatia diabetica.

2 – Diabete e cataratta

Sono diverse le ricerche scientifiche che hanno messo in correlazione diabete e cataratta. In particolare, uno studio ha evidenziato come chi soffre di diabete abbia il doppio delle possibilità di sviluppare anche la cataratta (anche in giovane età, non dunque la cataratta senile). E non solo: se il paziente è già affetto anche da maculopatia, queste possibilità salgono a sei.

3 – Diabete e glaucoma neovascolare

Il glaucoma neovascolare può essere una conseguenza della retinopatia sopra descritta oppure – in virtù della difficoltà a livello di microcircolo posta in essere dal diabete – può causare una proliferazione di neovasi che impedisce il deflusso dell’umore acqueo, portando ad un aumento della pressione intraoculare.

Vista e diabete: prevenzione prima di tutto

Le patologie causate dal diabete possono avere conseguenze gravi ed irreversibili laddove il paziente non si prenda opportunamente cura della sua salute oculare. Per fare ciò è fondamentale recarsi dall’oculista annualmente o semestralmente (a discrezione dello specialista), anche in assenza di sintomi.

Inoltre, si consiglia di seguire un’alimentazione ricca e varia, includendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua. Infine, si raccomanda di praticare un po’ di attività fisica settimanalmente.

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Stress e vista: qual è il legame?

Stress, ansia e tensione nervosa sono spesso i responsabili di una vasta gamma di sintomi capaci di esercitare un impatto non indifferente sul nostro benessere fisico. Talvolta ne può risentire l’intestino, altre volte lo stomaco. In periodi di forte stress, può capitare di sperimentare un’inconsueta perdita di capelli o di sentirsi spesso in affanno. Altre volte ancora a farne le spese è la vista. Ma come mai lo stress riesce ad innescare tante conseguenze, anche così diverse tra di loro? E da cosa dipende, in particolare, il legame stress e vista? Facciamo il punto della situazione.

Perché se siamo stressati non ci sentiamo in grande forma fisica?

Lo stress ha la straordinaria capacità di mettere in difficoltà il nostro sistema immunitario. Nei periodi di maggiore impegno psicofisico o di fronte a situazioni che generano in noi uno stato di ansia e nervosismo piuttosto prolungato, la circolazione sanguigna subisce un contraccolpo, riducendo la sua efficienza, causando un minor apporto di ossigeno nei tessuti ed una più lenta e più difficile eliminazione delle scorie. Come conseguenza, il nostro corpo entra in uno stato di sofferenza e comincia ad inviarci dei segnali che è importante prendere in considerazione. Perdita di capelli, difficoltà digestive, un aspetto fisico più “spento” del solito, problemi intestinali sono solo alcuni di questi. Il sistema immunitario a questo punto va in tilt, perché ricevendo segnali da più parti del corpo, entra in uno stato di sovraccarico. E’ qui si innesca un circolo vizioso che è bene interrompere. Perché più ci stressiamo, più il nostro corpo manifesta uno stato di malessere e più il sistema immunitario fatica a fronteggiarlo. 

Vista e stress: il meccanismo è lo stesso…

Stress ed ansia possono provocare anche una difficoltà di tipo visivo, con una sintomatologia legata a doppio filo proprio alla riduzione dell’efficienza del sistema circolatorio. Un minor apporto di sangue alle strutture oculari, infatti, è causa a sua volta di un’insufficiente ossigenazione dei tessuti, che determina alcuni sintomi, tra i quali:

  • calo della capacità visiva;
  • sensazione di offuscamento e di affaticamento oculare;
  • comparsa o peggioramento dei difetti visivi.

Peraltro, la scienza ha evidenziato come lo stress emotivo sia fattore predisponente (mai esclusivo, tuttavia) per alcune patologie oculari anche di una certa rilevanza, come la maculopatia sierosa centrale ed il glaucoma (una patologia oculare che risente fortemente dello stato emotivo di chi ne è affetto, perché il cortisolo, l’ormone dello stress, determina un aumento della pressione intraoculare). Per completezza, infine, segnaliamo che un disagio emotivo importante può innescare anche uno stato di temporanea cecità

Che fare, quindi? Come interrompere il legame tra stress e problemi alla vista? 

I momenti di stress psicofisico nella vita possono capitare: un problema in famiglia, una difficoltà sul lavoro, un grande cambiamento che si fatica ad affrontare. L’importante è non smettere mai di volersi bene e sforzarsi di mantenere uno stile di vita sano ed equilibrato. Alimentarsi equilibratamente, bere molti liquidi, trascorrere del tempo di qualità all’aria aperta, riposare a sufficienza sono piccoli consigli che permettono di fronteggiare un momento emotivamente difficile con maggiore serenità e di risentirne il meno possibile sul fronte fisico.

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Cura del glaucoma: un aiuto dalle staminali?

cura del glaucoma - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’apparato visivo è, come già ribadito in altre occasioni, un insieme di delicatissime strutture. Un vero e proprio ingranaggio, che si muove con sincronia e precisione al fine di consentirci la visione di tutto ciò che ci circonda. Retina, macula, cornea, cristallino sono alcuni tra gli attori principali. E il nervo ottico non è da meno. Proprio dal nervo ottico arriva, forse, la soluzione ad una delle patologie oculari più subdole ed insidiose: il glaucoma. La novità arriva dritta dritta dall’Università del Maryland. Scopriamola assieme. 

Cos’è il glaucoma? 

Il glaucoma è una patologia oculare che insorge solitamente intorno ai 40 anni e che determina un aumento della pressione intraoculare. L’elevata e costante pressione può, a lungo andare, determinare un danneggiamento delle strutture oculari, con particolare riferimento al nervo ottico. Sfortunatamente, i danni che il glaucoma arreca al nervo ottico sono irreversibili, così come lo è la perdita di capacità visiva causata dalla patologia. E finché non giunge ad uno stadio piuttosto conclamato, la patologia è del tutto asintomatica. Ciò significa che una persona – anche in età non avanzata – può essere inconsapevolmente affetto da glaucoma. E, di conseguenza, andare incontro ad una perdita di capacità visiva alla quale, ad oggi, non è possibile porre rimedio. 

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Scoperte le staminali neurali del nervo ottico

Forse una speranza per la cura del glaucoma? 

Un team di ricercatori dell’Università del Maryland – Dipartimento di Oftalmologia e Scienze Visive – sotto la guida del professor Steven Bernstein, è riuscito per la prima volta al mondo ad isolare le cellule staminali neurali presenti all’interno del nervo ottico. In particolare, le cellule staminali isolate dai ricercatori sono proprio quelle – preziosissime per la funzione visiva – responsabili della trasmissione dell’impulso elettrico dall’occhio fino al cervello, dove sarà decodificato sotto forma di informazione visiva. Nel corso delle ricerche, gli studiosi hanno scoperto che le cellule staminali presenti nel nervo ottico hanno, in sé, un potenziale rigenerativo. Ciò significa che sono in grado di supportare la crescita del nervo ottico dove danneggiato e di garantire il buon andamento di quel passaggio dell’impulso elettrico che è foriero d’informazione visiva. 

Fonte. Medschool.Unmaryland.edu

La scoperta di Bernstein e colleghi ha implicazioni potenzialmente straordinarie in quanto spalanca le porte ad eventuali trattamenti mirati nei confronti di patologie, come il glaucoma, che causano una compromissione del nervo ottico ed una perdita di capacità visiva. Non si dimentichi, peraltro, che i numeri del glaucoma oggi sono davvero da capogiro: si stima che nel mondo ne siano affette 55 milioni di persone, di cui un milione solamente in Italia.

Cura del glaucoma: la prevenzione, prima di tutto

Rimaniamo dunque in attesa di conoscere gli sviluppi e le ripercussioni che questa scoperta avrà in ambito oftalmologico, nell’interesse dei pazienti affetti da patologie oculari che coinvolgono il nervo ottico. Nel frattempo, vi ricordiamo che, specie per ciò che concerne il glaucoma, non esiste miglior cura della prevenzione. Diagnosticare per tempo qualunque tipo di patologia oculare significa riuscire a mettere a punto il  trattamento più indicato – sia esso farmacologico o chirurgico – e raccoglierne i migliori risultati. Nel caso del glaucoma, in particolare, la diagnosi precoce consente di limitare gli eventuali danni al nervo ottico e di conseguenza di ridurre il rischio di perdita irreversibile di capacità visiva. 

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Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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