Laser agli occhi: 10 cose da sapere

laser agli occhi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Laser agli occhi: l’intervento per la correzione permanente di miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia può apportare innumerevoli vantaggi. In primis, quello di poter finalmente fare a meno degli occhiali, ma non solo. L’argomento è vasto, così come sono diverse le cose che conviene sapere nel momento in cui si comincia a maturare l’idea di affrontarlo. E allora, ecco 10 cose da sapere sul laser. Si tratta di informazioni utili da sapere quando ci si avvicina per la prima volta all’idea di sottoporsi ad un trattamento laser agli occhi. Non dimentichiamo, però, che le informazioni più accurate ed approfondite, ma soprattutto riferite al vostro stato peculiare di salute, ve le fornirà naturalmente l’oculista.

Alcune informazioni utili per chi desidera avvicinarsi all’idea dell’intervento laser agli occhi per la correzione definitiva dei difetti visivi

10 cose da sapere sul laser agli occhi

  1. Se il difetto visivo non è stabile, allora non sarà possibile sottoporsi al trattamento. I trattamenti laser si eseguono solamente quando i difetti visivi hanno raggiunto il loro “punto d’arrivo”;
  2. Analogamente al punto 1, chi ha meno di 20 anni potrebbe dover pazientare ancora un po’. Spesso, a quest’età, i difetti visivi sono ancora nella loro fase evolutiva;
  3. L’intervento laser agli occhi non è doloroso. Qualunque tecnica si scelga, si tratta di un intervento di breve durata, che si esegue in regime ambulatoriale;
  4. L’anestesia viene somministrata localmente tramite un collirio. Non è necessario ricorrere ad altri tipi di anestesia;
  5. Esistono diverse tecniche: quelle maggiormente in uso sono la PRK e la Femto-LASIK. L’oculista avrà cura di illustrarle nel dettaglio e, dopo una visita accurata ed un colloquio approfondito, la decisione su quale tecnica sia più indicata sarà presa in accordo con lui;
  6. L’intervento viene eseguito con l’ausilio di computer e di strumentazione di altissima tecnologia;
  7.  Il recupero sarà piuttosto veloce, ma i tempi potrebbero variare lievemente da tecnica a tecnica;
  8. Per qualche giorno si dovrà indossare un paio di occhiali da sole;
  9. Le tecniche oggi in uso consentono di correggere anche più difetti visivi contestualmente;
  10. Non saranno applicati punti di sutura.

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Se hai voglia di approfondire l’argomento e vuoi conoscere più da vicino le tecniche per la correzione permanente dei difetti visivi, la prima cosa che dovrai fare è fissare un appuntamento per una visita oculistica specialistica. Per farlo, puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

 

Invecchiamento: gli effetti sui nostri occhi

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invecchiamento

Forse non vi è mai capitato di soffermarvi a pensarci, ma quando invecchia il nostro corpo, anche i nostri occhi invecchiano. I disturbi e le patologie oculari connessi all’invecchiamento sono diversi, e possono interessare la cornea, il cristallino oppure la retina, andando a compromettere non solo la salute dell’occhio, ma anche la capacità visiva. Conosciamole più da vicino. 

La presbiopia

La presbiopia non è una patologia oculare, ma piuttosto una sorta di difetto visivo causato dall’avanzare dell’età. Mano a mano che l’età avanza, a partire dai 40 anni circa in poi, il cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio, perde elasticità. Dalla flessibilità del cristallino dipende il buon funzionamento del processo di accomodazione, cioè la messa a fuoco degli oggetti, specie quelli molto vicini. Chi soffre di presbiopia ha difficoltà proprio nella messa a fuoco degli oggetti molto vicini. Non a caso, dopo i 40 anni si comincia a fare uso di occhiali da lettura.

Come si risolve: la presbiopia si può risolvere definitivamente con un intervento laser, con la sostituzione del cristallino o con l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

Anche in questo caso parliamo di cristallino, con la differenza che la cataratta è una vera e propria patologia oculare. La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e quindi non filtra più come prima i raggi luminosi provenienti dall’esterno. L’opacizzazione è dovuta all’età, allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare. E’ un fenomeno progressivo ed irreversibile che si presenta solitamente già dai 60 anni di età.

Come si risolve: l’unica via per risolvere la cataratta è l’intervento chirurgico, chiamato anche intervento di facoemulsificazione. Durante l’intervento, che è di breve durata e totalmente indolore, il cristallino naturale viene sostituito con uno nuovo, perfettamente trasparente, molto ben tollerato, e destinato a durare per sempre. 

La degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile interessa la macula, cioè la parte centrale della retina. La macula è particolarmente importante per la funzione visiva perché è molto ricca di fotorecettori, minuscole cellule che hanno il ruolo di decodificare l’informazione luminosa e convogliarla al nervo ottico. Da questi fotorecettori dipende anche la corretta e vivida visione dei colori. Quando, con l’avanzare dell’età, la macula invecchia e degenera, la visione centrale va incontro ad un progressivo peggioramento. Esistono due tipologie di degenerazione maculare senile: secca e umida.

Come si risolve: la degenerazione maculare senile di tipo secco è molto difficile da trattare, anche se sono in corso di studio alcuni farmaci per migliorarne i sintomi. La maculopatia di tipo umido invece è più facilmente trattabile, grazie ad una molecola, chiamata Anti-VEGF, capace di arrestare la crescita dei neovasi al di sotto della retina. 

Il glaucoma

Il glaucoma è una patologia che più frequentemente fa il suo esordio tra i 40 ed i 50 anni, ma in maniera piuttosto silente. Si caratterizza per un aumento della pressione intraoculare causata da un accumulo di umor acqueo, un liquido naturalmente presente all’interno dell’occhio. Nel caso del glaucoma, l’umor acqueo non defluisce correttamente all’interno delle strutture oculari, ma si accumula. Putroppo, essendo piuttosto asintomatico, il glaucoma si rende manifesto quando oramai ha lasciato danni evidenti all’occhio ed in particolare al nervo ottico.

Come si risolve: il glaucoma si può risolvere con una terapia farmacologica mirata ad abbassare la pressione intraoculare. Esistono anche altre strade terapeutiche e chirurgiche, tuttavia ricordiamo che i danni apportati al nervo ottico dal glaucoma sono spesso irreversibili. 

Infine, le mosche volanti: un disturbo tipico dell’invecchiamento

La disidratazione alla quale vanno incontro le persone anziane che sentono meno lo stimolo della sete può anche innescare un fenomeno detto delle “mosche volanti”, ovvero fastidiosi “filini” che attraversano il campo visivo e che sembrano quasi essere dei corpi estranei. Questo fenomeno, che prende il nome di miodesopsie, è dovuto ad un addensamento del collagene, la sostanza che riempie il nostro occhio e che fluttua al suo interno. Quando non si è bene idratati, questa sostanza si addensa dando vita proprio al fenomeno delle mosche volanti.

Come si risolve: le mosche volanti si possono risolvere bevendo molta acqua ed aiutandosi con qualche integratore di aminoacidi e sali minerali. In alcuni casi si può valutare di sottoporsi ad un trattamento con uno speciale laser chiamato Yag laser, che “scioglie” gli addensamenti di collagene presenti nel vitreo. 

La correzione laser dell’ipermetropia

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L’ipermetropia fa parte dei cosiddetti vizi o difetti visivi, ovvero gli errori di messa a fuoco del nostro apparato visivo. Vediamo in questo breve articolo quali sono le caratteristiche dell’ipermetropia, e come risolverla in modo permanente. 

Ipermetropia, cos’è?

Come detto, l’ipermetropia è un difetto di messa a fuoco dell’immagine sulla retina. In condizioni normali, i raggi di luce penetrano nell’occhio attraversando la cornea ed il cristallino e vanno a focalizzarsi sulla retina. Nell’occhio ipermetrope il fuoco non cade correttamente sulla retina, ma al di là di essa. Il risultato è una visione buona da lontano, ma difficoltosa nella distanza ravvicinata. Quando l’ipermetropia è lieve o il paziente è ancora in giovane età, l’occhio fa un piccolo sforzo e, grazie al processo di accomodazione, riesce comunque a correggere il fuoco ed a vedere ugualmente bene anche da vicino. Diverso è il discorso nel caso di una ipermetropia media o elevata, oppure nel caso in cui il paziente sia già oltre i 40 anni ed abbia una ridotta capacità accomodativa.

La correzione definitiva dell’ipermetropia

L’ipermetropia da lieve a media e da media a forte (oppure abbinata ad altri difetti visivi) si può risolvere in modo permanente. In che modo? Le tecniche che si possono usare sono 3:

PRK

La PRK è una tecnica che possiamo definire “storica” nell’ambito della chirurgia refrattiva. La si applica con successo sin dagli anni Novanta, quando il laser ad eccimeri ha fatto la sua comparsa nel settore della chirurgia oftalmica. L’intervento viene eseguito previa anestesia topica (collirio anestetico) e prevede che il laser ad eccimeri, lavorando per ablazione, “modelli” la cornea opportunamente per riportare il fuoco nella posizione corretta.

LASIK

La tecnica Lasik viene eseguita, al pari di quella sopracitata, sulla cornea. Tuttavia, l’intervento non viene eseguito interamente dal laser ad eccimeri. Il laser interviene sulla cornea solo dopo che è stata aperto il flap, una sorta di “finestrella” sul suo epitelio, ovvero sulla parte più superficiale della membrana. L’apertura della finestrella può avvenire in modo meccanico oppure con l’ausilio di un laser di ultima generazione, chiamato laser a femtosecondi. Quest’ultimo è disponibile, ad oggi, solamente in alcuni centri d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico.

CRISTALLINO ARTIFICIALE

L’impianto di un cristallino artificiale, o lente introculare, può essere una buona soluzione per correggere in modo permanente l’ipermetropia. In questo caso sarà possibile lasciare oppure rimuovere il cristallino naturale, a seconda dello stato di salute dell’apparato visivo del paziente e della sua età. In generale, questa è una soluzione che si propone a chi ha un’ipermetropia piuttosto marcata o concomitante ad altri problemi visivi (una miopia molto forte oppure una cataratta).

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Intervento Lasik: microcheratomo VS femtosecondi

Lasik - Neovision Cliniche Oculistiche

Stai pensando di sottoporti all’intervento per la correzione permanente dei difetti visivi con tecnica Lasik? Se la risposta è sì, sicuramente ti sarà capitato di leggere alcuni articoli sull’argomento, o di fare qualche domanda a qualche amico o conoscente che vi si è già sottoposto. Tra i termini più tecnici e meno comuni che avrai avuto modo di sentire, probabilmente figurano “microcheratomo”, “femtosecondi”. Ma cosa significano? In questo breve articolo cerchiamo di illustrarti in modo semplice l’intervento con tecnica Lasik, e di darti qualche delucidazione circa questi tecnicismi che forse avrai avuto modo di sentire o di leggere anche sul web.

La tecnica Lasik: in cosa consiste?

La tecnica Lasik prevede che la cornea, ovvero la membrana più esterna del nostro occhio, venga “modellata” opportunamente al fine di correggere l’errore di messa a fuoco che causa i difetti visivi. L’intervento si esegue effettuando un’incisione lamellare che consente di aprire un flap (una sorta di “finestrella”) sulla parte più superficiale della cornea, l’epitelio. Una volta aperta questa finestrella, il chirurgo esegue la seconda parte dell’intervento sulla parte sottostante, e infine riposiziona nella sua sede il lembo di cornea precedentemente sollevato.

Lasik con microcheratomo o lasik con laser a femtosecondi?

Il trattamento Lasik consente di correggere con efficacia i difetti visivi (inclusa la presbiopia) da lievi a medi. L’apertura del flap può essere eseguita con due strumenti diversi: con il microcheratomo oppure con il laser a femtosecondi. Cerchiamo di capire meglio le caratteristiche di questi due strumenti, le reciproche differenze e di evincere perché uno possa essere preferibile rispetto ad un altro.

Il microcheratomo

Il microcheratomo è uno strumento meccanico che consta di una lama di forma circolare. Grazie a questa lama, il chirurgo effettua l’incisione lamellare sulla cornea necessaria per eseguire l’intervento con procedura Lasik. Tuttavia:

  • non sempre il taglio è particolarmente preciso, sia in termini di forma che di spessore della lamella;
  • l’uso di questo strumento non consente al chirurgo di mantenersi il più in superficie possibile, ma anzi l’incisione avviene ad una certa profondità;
  • l’incisione lamellare con microcheratomo è stata talvolta causa di fastidi e complicazioni post operatorie.

Insomma, il microcheratomo è uno strumento che ha favorito per un buon periodo di tempo l’esecuzione di una tecnica  innovativa ed efficace, ma non è, oggi, lo strumento per condurre l’intervento nel modo più preciso e sicuro possibile.

Il laser a femtosecondi

Il laser a femtosecondi non è uno strumento meccanico, ma bensì uno strumento laser particolarmente sofisticato. La sua azione si basa su impulsi luminosi brevissimi e molto intensi, capaci di lavorare proprio come farebbe una lama (il microcheratomo) ma senza tuttavia toccare in alcun modo i tessuti (senza essere una lama, insomma). Nel caso del laser a femtosecondi l”incisione è:

  • accurata;
  • precisa dal punto di vista della forma;
  • uniforme dal punto di vista dello spessore;
  • estremamente superficiale;
  • personalizzabile sulla base della forma e della misura della cornea del paziente.

Precisione e delicatezza sono i punti di forza di uno strumento che ha consentito di implementare la procedura Lasik rendendola quanto mai sicura ed efficace. La percentuale di rischio intra e post operatorio, inoltre, è ridotta al minimo quando l’intervento Lasik viene effettuato con l’ausilio del laser a femtosecondi.

Se stai pensando all’intervento Lasik per la correzione permanente dei difetti visivi, il consiglio è dunque quello di orientarti verso un centro d’eccellenza, che disponga non solamente della professionalità di un chirurgo preparato ed esperto, ma anche di uno strumento affidabile e moderno come il laser a femtosecondi. 

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La correzione della miopia elevata

La miopia è il difetto visivo più diffuso al mondo e il numero di persone che ne sono affette a livello globale è destinato ad aumentare con il passare del tempo, complici uno stile di vita sempre più “connesso” e sedentario e la diminuzione delle occasioni (anche lavorative, perché no) per trascorrere del tempo all’aria aperta. Ma non solo: anche la componente genetica riveste un ruolo determinante. Alla luce di queste considerazioni, viene naturale chiedersi quali siano le strade per correggere questo difetto visivo, soprattutto nelle sue manifestazioni più elevate. 

Ad ogni miopia la sua soluzione

A seconda dell’età del paziente e dell’entità del difetto visivo, le modalità per la correzione della miopia possono essere differenti. Una miopia leggera o media, se non ancora stabilizzata, si può correggere con l’aiuto degli occhiali da vista o delle lenti a contatto. Se il difetto visivo è stabile, invece, si può certamente valutare di affrontare un intervento laser specifico per la correzione della miopia, chiamato Femto-Lasik. Diverso è invece il discorso per quanto riguarda la miopia elevata, ovvero quella che supera le 7 diottrie, che si può considerare patologica, e che necessita di essere trattata con soluzioni mirate.

L’obiettivo, in questo caso, sarà duplice:

  1. Fornire al paziente un ottimale recupero della capacità visiva indipendente da occhiali;
  2. Correggere la forte miopia

Miopia elevata: occhiali sì o occhiali no?

Cercare di correggere una miopia elevata con il solo ausilio degli occhiali non è una scelta capace di fornire un ottimale recupero della capacità visiva. Chi soffre di miopia elevata, infatti, anche se “corretto” con delle lenti coerenti con il proprio difetto visivo, vedrà sempre quantitativamente e qualitativamente meno, con limitazioni del campo di sguardo in conseguenza della montatura e delle spesse lenti. E non solo: più la miopia è accentuata, più le lenti saranno esteticamente poco gradevoli.

Le alterazioni delle strutture oculari causate dalla miopia elevata

Un occhio affetto da miopia ha una forma diversa da un occhio che non ne è affetto. Esso è, generalmente, più allungato. Maggiore è la miopia, maggiore sarà l’allungamento. Nei casi in cui la miopia sia particolarmente forte, questo allungamento si ripercuote su tutte le strutture oculari, danneggiando in particolar modo la retina ed il nervo ottico. Inoltre, chi soffre di miopia elevata, chiamata anche patologica o malattia miopica, non va quasi mai incontro ad una stabilizzazione del difetto visivo, che anzi nel corso della vita tende a progredire, in modo più o meno irregolare.

Come si corregge la miopia elevata?

La tecnica dei due cristallini

La miopia elevata si può correggere con un intervento che prevede l’impianto di un cristallino artificiale, mentre l’intervento laser è sconsigliato. Il cristallino artificiale viene solitamente inserito nell’occhio senza asportare quello naturale (a meno che quest’ultimo non sia catarattoso). Questa tecnica prende il nome di “tecnica dei due cristallini”. Il cristallino naturale va possibilmente conservato perché è prezioso ed importante perché fornisce all’occhio l’esercizio di una delle sue funzionalità intrinseche e naturali, ovvero l’accomodazione. In questo modo il paziente continua a vedere bene da vicino, e riesce a mettere a fuoco gli oggetti naturalmente. Il cristallino artificiale, in aggiunta, chiamato anche lente fachica, servirà a correggere opportunamente la miopia. Infine, coloro che sono un pò meno giovani, possono correggere la loro forte miopia sostituendo il loro cristallino, trasparente od opaco (cataratta) che sia, con uno artificiale trasparente.

Vuoi conoscere più da vicino le possibilità terapeutiche dei vari stadi della miopia?

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Il ruolo del laser nella chirurgia oculare

Negli ultimi anni la chirurgia oculare ha fatto passi da gigante anche in virtù di una lunga serie di progressi tecnologici che hanno consentito di correggere difetti visivi e trattare diversi tipi di patologie in modo sempre meno invasivo e sempre più preciso. Se il precursore nel campo della chirurgia refrattiva è stato il laser ad eccimeri, oggi ad esso si sono affiancati altri tipi di strumenti laser capaci di ottenere risultati non solo impeccabili, ma anche straordinariamente personalizzabili. 

Laser ad eccimeri

Il laser ad eccimeri ha aperto le porte alla possibilità di eseguire diverse tipologie di interventi di chirurgia refrattiva in modo particolarmente efficace e sicuro. Fino ad alcuni anni fa, la correzione di tutti i difetti visivi, inclusa la presbiopia, si poteva effettuare chirurgicamente esclusivamente con l’aiuto del laser ad eccimeri. Uno strumento che, con il passare del tempo, si è andato via via perfezionando, e che ancora oggi è uno degli attori principali dell’intervento per la correzione dei difetti visivi associato al laser a femtosecondi: il Femto-Lasik.

Laser a femtosecondi

Il laser a femtosecondi ha rivoluzionato il mondo della chirurgia oftalmica. Si tratta di un laser ad impulsi molto brevi e ravvicinati, capace di agevolare molti interventi di chirurgia oftalmica apportando precisione, controllabilità, personalizzazione e, non ultimo, sicurezza. E non solo: il laser a femtosecondi fornisce un recupero post operatorio più veloce e molto meno doloroso rispetto agli strumenti tradizionali, consente al paziente di non dover bendare l’occhio dopo l’intervento e lo stesso recupero visivo è, in genere, particolarmente rapido. Nei centri d’eccellenza, il laser a femtosecondi ha affiancato quello ad eccimeri per quanto riguarda l’esecuzione di incisioni che prima venivano eseguite con l’ausilio di bisturi o strumenti taglienti, come il microcheratomo. Sia nel caso dell’intervento per la correzione dei difetti visivi Femto-Lasik, sia nel caso dell’intervento di facoemulsificazione (intervento di cataratta), il laser a femtosecondi è, oggi, un “braccio destro” del chirurgo davvero prezioso ed insostituibile.

Laser Yag

Il laser Yag esercita un’azione fotodistruttiva e si usa per trattare alcune patologie oculari. Con questo laser è possibile colpire selettivamente alcuni tessuti “bersaglio” e distruggerli. Questo laser si usa, per esempio, per distruggere gli addensamenti di collagene nel caso di mosche volanti del vitreo particolarmente accentuate, per trattare alcuni tipi di glaucoma ed anche la cosiddetta cataratta secondaria, ovvero un addensamento della capsula posteriore che si può talvolta verificare a seguito dell’intervento di facoemulsificazione.

Laser argon

Il laser argon agisce per fotocoagulazione. Di colore verde, si usa per trattare alcune patologie della retina. Esso viene infatti chiamato anche laser retinico. Proprio come si farebbe con delle saldature, il laser argon si usa per “fissare” la retina nella sua sede originale laddove essa sia forata o lesionata. Le patologie che si possono trattare con questo laser sono le rotture retiniche, la retinopatia diabetica, gli edemi maculari ed altre patologie.

Laser 2RT

Noto anche come laser giallo o laser sottosoglia, il laser 2RT è un laser ad impulsi brevissimi (dell’ordine dei nanosecondi) molto preciso e delicato, capace di agire sui tessuti danneggiati in modo mirato e selettivo. Gli impulsi brevissimi garantiscono l’efficacia di un laser standard retinico senza surriscaldare i tessuti e di conseguenza senza rischiare di danneggiarli. Con il laser 2RT è possibile colpire alcune cellule malate, chiamate cellule bersaglio che, morendo, lasciano lo spazio ad altre cellule nuove, innescando un processo di “ringiovanimento” cellulare. Il laser 2Rt trova applicazione nel trattamento della degenerazione maculare senile di tipo secco, della corioretinopatia sierosa centrale, del distacco dell’epitelio pigmentato, dell’edema maculare e talvolta nel glaucoma ad angolo aperto.

Insomma, appare chiaro che oggigiorno gli strumenti laser possono apportare innumerevoli e disparati benefici al nostro benessere oculare, e che questi straordinari strumenti non sono tutti uguali. Ciascuno di essi presenta peculiarità ed offre vantaggi specifici che, se coniugati alla perizia di specialisti di grande competenza ed esperienza, possono regalare indubbi benefici a diverse tipologie di pazienti. 

Nel 2050 metà dell’umanità sarà miope

Miopi si nasce o si diventa? La risposta è: un po’ e un po’. Perché se da un lato è vero che vi è una componente genetica predisponente alla miopia (ed in generale a tutti i difetti visivi), è anche vero che sono numerosi i fattori ambientali che possono favorirne la comparsa. Vediamo cosa ha recentemente dichiarato Jorge Aliò, ordinario di oftalmologia all’Università di Alicante.

Genetica ed ambiente sono concause della miopia

Il Prof. Aliò non ha dubbi: non siate troppo precipitosi nel condannare i telefoni cellulari come principali responsabili della vostra miopia, né tantomeno Netflix o il vostro datore di lavoro. Spesso e volentieri, i veri responsabili sono i vostri geni. Tuttavia, la miopia si manifesta ed aumenta a causa di una serie di stimoli di tipo ambientale.

Guardare lontano è una buona abitudine

Una delle cause ambientali alle quali il professor Aliò fa riferimento è la scarsa abitudine a praticare attività all’aria aperta. Sono proprio le attività all’aria aperta che inducono a guardare in lontananza, a cambiare frequentemente messa a fuoco, a volgere lo sguardo a destra e a sinistra. Una vera e propria ginnastica, molto salutare per l’apparato visivo. Un recente studio, condotto a Singapore, ha infatti dimostrato che i bambini che non praticano almeno 3 ore settimanali di attività sportiva o vita all’aria aperta hanno una significativa tendenza a sviluppare più rapidamente ed in modo più accentuato la miopia. (Fonte Ncbi.nlm.nih.gov)

Per quanto riguarda gli adulti, invece, la vita moderna implica uno stile di vita sempre più legato a doppio filo all’uso di device elettronici quali computer, tablet e smartphone sia durante la giornata lavorativa sia nel tempo libero, a scapito delle ore trascorse all’aria aperta.

L’eccesso di accomodazione come causa della miopia

In generale, l’aumento dell’incidenza della miopia nella popolazione mondiale ed in particolare nei giovanissimi è da imputarsi ad un eccesso di accomodazione. L’occhio umano è concepito per vedere sia lontano che vicino.

Tuttavia:

  • le abitudini legate allo stile di vita contemporaneo;
  • l’uso sempre più massiccio dei device elettronici;
  • l’aumento del numero di anni trascorsi sui libri prima dell’ingresso nel mondo del lavoro;

hanno fatto sì che giorno dopo giorno l’occhio umano si abituasse sempre di più a vedere da vicino, una modalità che stimola il processo di accomodazione e porta ad un leggero allungamento del bulbo oculare.

Un fenomeno che in Estremo Oriente ha già assunto i contorni di un’epidemia

A questo proposito, l’American Academy of Ophtalmology stima che nel 2050 il numero di persone affette da miopia nel mondo toccherà quota 5000 milioni. Un numero impressionante, che ci dà la misura di un fenomeno che in Estremo Oriente ha già assunto i contorni di un’epidemia.

Laggiù infatti, oltre al numero limitato di ore trascorse all’aria aperta ed all’impatto che i device elettronici hanno sulla vita quotidiana, si vengono a sommare altri fattori, quali:

  • la sovrappopolazione delle aree metropolitane;
  • gli spazi abitativi molto ridotti;
  • la mancanza di luce naturale;
  • la vita sedentaria.

Come risolvere la miopia? E come evitare che peggiori?

La miopia oggi può essere corretta in modo temporaneo – con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto – oppure in modo permanente, grazie ad una serie di metodiche d’avanguardia pensate per risolvere diversi gradi di severità del difetto visivo.

  1. Nel caso in cui si scelga la soluzione temporanea, è fondamentale sapere che una correzione sbagliata – soprattutto inferiore a quella necessaria al paziente – può essere controproducente, e favorire una progressione più veloce del difetto visivo.
  2. Per quanto riguarda invece le soluzioni definitive, queste sono diverse. La scelta della metodica dipende dall’entità del difetto visivo ma anche dall’età del paziente e dalla presenza concomitante di altri difetti visivi, della presbiopia, oppure della cataratta, per esempio.

In linea generale, possiamo così riassumere la rosa di possibilità per quanto concerne la correzione permanente della miopia:

  • fino a 7 diottrie: la miopia si può correggere con un intervento chiamato Femto-Lasik;
  • da 7 a 15 diottrie: la miopia si può correggere con una lente intraoculare;
  • oltre le 15 diottrie: si può intervenire abbinando entrambe le tecniche.

Per saperne di più…

Se desideri prenotare una visita oculistica specialistica e conoscere più da vicino le opzioni per la correzione della miopia, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 191.