Invecchiamento: gli effetti sui nostri occhi

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invecchiamento

Forse non vi è mai capitato di soffermarvi a pensarci, ma quando invecchia il nostro corpo, anche i nostri occhi invecchiano. I disturbi e le patologie oculari connessi all’invecchiamento sono diversi, e possono interessare la cornea, il cristallino oppure la retina, andando a compromettere non solo la salute dell’occhio, ma anche la capacità visiva. Conosciamole più da vicino. 

La presbiopia

La presbiopia non è una patologia oculare, ma piuttosto una sorta di difetto visivo causato dall’avanzare dell’età. Mano a mano che l’età avanza, a partire dai 40 anni circa in poi, il cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio, perde elasticità. Dalla flessibilità del cristallino dipende il buon funzionamento del processo di accomodazione, cioè la messa a fuoco degli oggetti, specie quelli molto vicini. Chi soffre di presbiopia ha difficoltà proprio nella messa a fuoco degli oggetti molto vicini. Non a caso, dopo i 40 anni si comincia a fare uso di occhiali da lettura.

Come si risolve: la presbiopia si può risolvere definitivamente con un intervento laser, con la sostituzione del cristallino o con l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

Anche in questo caso parliamo di cristallino, con la differenza che la cataratta è una vera e propria patologia oculare. La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e quindi non filtra più come prima i raggi luminosi provenienti dall’esterno. L’opacizzazione è dovuta all’età, allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare. E’ un fenomeno progressivo ed irreversibile che si presenta solitamente già dai 60 anni di età.

Come si risolve: l’unica via per risolvere la cataratta è l’intervento chirurgico, chiamato anche intervento di facoemulsificazione. Durante l’intervento, che è di breve durata e totalmente indolore, il cristallino naturale viene sostituito con uno nuovo, perfettamente trasparente, molto ben tollerato, e destinato a durare per sempre. 

La degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile interessa la macula, cioè la parte centrale della retina. La macula è particolarmente importante per la funzione visiva perché è molto ricca di fotorecettori, minuscole cellule che hanno il ruolo di decodificare l’informazione luminosa e convogliarla al nervo ottico. Da questi fotorecettori dipende anche la corretta e vivida visione dei colori. Quando, con l’avanzare dell’età, la macula invecchia e degenera, la visione centrale va incontro ad un progressivo peggioramento. Esistono due tipologie di degenerazione maculare senile: secca e umida.

Come si risolve: la degenerazione maculare senile di tipo secco è molto difficile da trattare, anche se sono in corso di studio alcuni farmaci per migliorarne i sintomi. La maculopatia di tipo umido invece è più facilmente trattabile, grazie ad una molecola, chiamata Anti-VEGF, capace di arrestare la crescita dei neovasi al di sotto della retina. 

Il glaucoma

Il glaucoma è una patologia che più frequentemente fa il suo esordio tra i 40 ed i 50 anni, ma in maniera piuttosto silente. Si caratterizza per un aumento della pressione intraoculare causata da un accumulo di umor acqueo, un liquido naturalmente presente all’interno dell’occhio. Nel caso del glaucoma, l’umor acqueo non defluisce correttamente all’interno delle strutture oculari, ma si accumula. Putroppo, essendo piuttosto asintomatico, il glaucoma si rende manifesto quando oramai ha lasciato danni evidenti all’occhio ed in particolare al nervo ottico.

Come si risolve: il glaucoma si può risolvere con una terapia farmacologica mirata ad abbassare la pressione intraoculare. Esistono anche altre strade terapeutiche e chirurgiche, tuttavia ricordiamo che i danni apportati al nervo ottico dal glaucoma sono spesso irreversibili. 

Infine, le mosche volanti: un disturbo tipico dell’invecchiamento

La disidratazione alla quale vanno incontro le persone anziane che sentono meno lo stimolo della sete può anche innescare un fenomeno detto delle “mosche volanti”, ovvero fastidiosi “filini” che attraversano il campo visivo e che sembrano quasi essere dei corpi estranei. Questo fenomeno, che prende il nome di miodesopsie, è dovuto ad un addensamento del collagene, la sostanza che riempie il nostro occhio e che fluttua al suo interno. Quando non si è bene idratati, questa sostanza si addensa dando vita proprio al fenomeno delle mosche volanti.

Come si risolve: le mosche volanti si possono risolvere bevendo molta acqua ed aiutandosi con qualche integratore di aminoacidi e sali minerali. In alcuni casi si può valutare di sottoporsi ad un trattamento con uno speciale laser chiamato Yag laser, che “scioglie” gli addensamenti di collagene presenti nel vitreo. 

Le uova aiutano a prevenire la maculopatia

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La maculopatia è una patologia oculare che colpisce la parte centrale della retina, chiamata appunto macula. Con l’avanzare dell’età, complici il processo di invecchiamento cellulare ed altri fattori predisponenti sia genetici che ambientali, può succedere che la macula si deteriori e che perda la sua funzionalità. Oggi una ricerca scientifica parla chiaro: consumare uova fa bene proprio alla macula ed aiuta a prevenire l’insorgenza della patologia. 

Cos’è la maculopatia?

Come brevemente anticipato, la maculopatia è una patologia della parte centrale della retina. Chi soffre di maculopatia va incontro ad un progressivo ed irreversibile deterioramento dei fotorecettori, microscopiche strutture responsabili, quando sane e perfettamente funzionanti, del buon andamento della funzione visiva e della visione a colori. Poiché la macula si trova nella parte centrale della retina, proprio in corrispondenza della pupilla, il danno prodotto dalla maculopatia interessa la visione centrale, mentre quella periferica rimane inalterata.

Ecco i risultati della ricerca scientifica sul consumo di uova

La ricerca, pubblicata recentemente sulla rivista scientifica Clinical Nutrition, ha dimostrato come chi consuma da 2 a 4 uova la settimana abbia il 49% di probabilità in meno di contrarre la maculopatia rispetto a chi consuma un uovo o meno la settimana. E non solo: se si prende in esame solamente la tipologia essudativa della patologia, questa percentuale sale al 62%. La ricerca è stata condotta dalla professoressa Bamini Gopinath, docente di epidemiologia al Westmead Institute for Medical Research, in Australia. Alla ricerca hanno preso parte 3654 individui, le cui abitudini alimentari sono state monitorate per un periodo di ben 15 anni, compilando questionari specifici ed indicando il loro consumo di uova.

Perché le uova fanno così bene alla vista?

Il “segreto” che fa delle uova un alimento così sano e prezioso per la vista è presto detto: esse contengono luteina e zeaxantina, due antiossidanti naturali capaci di agire da filtro nei confronti dei raggi luminosi regalando un benefico effetto “occhiali da sole“. E non solo: questi due carotenoidi rivestono un ruolo di primo piano nel controllo dei fenomeni ossidativi responsabili dell’insorgenza di tante patologie oculari legate a doppio filo all’invecchiamento cellulare.

Leggi anche: prevenire la cataratta? Si può, con la luteina! 

Fonte: ClinicalNutritionJournal.com

 

 

 

Retinopatia e maculopatia diabetiche: i numeri della campagna di prevenzione

Ha avuto luogo dal 4 al 28 febbraio 2019 in 30 centri d’eccellenza in Italia la Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia Diabetica, un’importante iniziativa medico-sociale con lo scopo di offrire uno screening gratuito per l’individuazione dei sintomi di queste patologie oculari strettamente connesse al diabete. La Campagna è stata promossa dal Centro Ambrosiano Oftalmico e dall’Ospedale IRCSS San Raffaele di Milano con il patrocinio del Ministero della Salute,  della SOI – Società Oftalmologica Italiana e del Comune di Milano. 

Diabete e patologie oculari

La retinopatia diabetica e la maculopatia diabetica sono due gravi patologie oculari causate dal diabete mellito di tipo I e tipo II. Rappresentano la prima causa di cecità non traumatica negli adulti tra i 20 ed i 74 anni. Inoltre, il diabete è in forte crescita a livello globale.

Cosa sono la retinopatia diabetica e la maculopatia diabetica

La retinopatia diabetica e la maculopatia diabetica sono patologie oculari che possono danneggiare in modo irreversibile la retina e la macula. I danni sui fotorecettori sono irreversibili.

Lo screening oculistico e l’intelligenza artificiale

Lo screening, offerto gratuitamente ai pazienti con diabete privi di una diagnosi di retinopatia o maculopatia, è stato effettuato in tutta Italia presso 30 centri di eccellenza. Notevole il comparto tecnologico impiegato, in cui spicca EyeArt, un software di Intelligenza Artificiale che ha analizzato le immagini del fondo oculare dei pazienti per individuare la presenza dei sintomi delle patologie sopra descritte.

I risultati della campagna

Grazie all’Intelligenza Artificiale, è stato possibile eseguire lo screening su un importante numero di pazienti affetti da diabete.

In tutto, sono state visitate 2.200 persone. Nel 15% dei pazienti (ben 330), l’Intelligenza Artificiale ha permesso di individuare la presenza di alterazioni riconducibili a queste patologie oculari. Numeri decisamente alti e preoccupanti, vista la costante crescita della popolazione diabetica a livello globale.

Da questa campagna di prevenzione emerge la necessità di migliorare l’accesso ai percorsi di prevenzione delle patologie oculari causate dal diabete.
“Il sistema di intelligenza artificiale EyeArt semplifica le procedure di screening” – commentano il Dott. Lucio Buratto ed il Prof. Francesco Bandello – “permettendo di visitare un numero molto consistente di pazienti. I programmi di screening hanno un forte impatto sociale, poiché la diagnosi precoce e gli eventuali trattamenti per la retinopatia diabetica consentono di ridurre in maniera significativa le gravi complicanze visive ed i casi di ricovero”.

Degenerazione maculare senile atrofica: una nuova terapia all’orizzonte?

E’ notizia di qualche giorno fa che una nota azienda britannica impegnata nel campo delle biotecnologie ha messo a punto un’innovativa terapia genica con l’obiettivo di arrestare la progressione della degenerazione maculare senile atrofica. Una scoperta che ad oggi è ancora nella sua fase embrionale ma che, se confermata, potrebbe aprire le porte ad un futuro carico di ottimismo per tutti i pazienti affetti da una patologia fino ad oggi non facile da trattare.

Che cos’è la degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile è una patologia oculare degenerativa che colpisce la macula, cioè la porzione centrale della retina. Come ci suggerisce il suo stesso nome, essa si presenta in età avanzata, e progredisce in modo inarrestabile, andando a danneggiare i fotorecettori e pregiudicando la visione centrale.

I fattori di rischio della degenerazione maculare senile

Tra i fattori di rischio troviamo l’età, una dieta sbilanciata a favore di alimenti grassi, l’ipertensione, il fumo, l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti senza un’adeguata protezione. In generale, un insieme di abitudini di vita quotidiana poco sane. Le più colpite sembrano essere le donne, anche se la patologia non è infrequente anche tra gli uomini.

I sintomi della degenerazione maculare senile

Il paziente affetto da degenerazione maculare senile sperimenta un generale peggioramento della visione centrale (cioè una difficoltà a leggere, guardare la televisione, guidare, ecc), vede contorni sfocati, percepisce le linee dritte come distorte e riferisce la presenza di una macchia nera proprio al centro del campo visivo.

Degenerazione maculare senile secca e umida

La degenerazione maculare senile si manifesta in due varianti, quella umida o essudativa e quella secca o atrofica. La prima si caratterizza per la formazione di neovasi al di sotto della retina, e si può trattare con specifiche iniezioni intravitreali. La seconda invece è più insidiosa, può pregiudicare seriamente la funzionalità visiva e non è sempre facile da trattare. Tuttavia, buoni risultati sono stati ottenuti con uno specifico laser sottosoglia ad azione positiva per la retina centrale. Entrambe si diagnosticano attraverso due esami specifici che consentono di vedere nel dettaglio lo stato di salute della retina: l’OCT e la fluorangiografia.

La sperimentazione

La terapia in sperimentazione ha lo scopo di arrestare la maculopatia secca. La maculopatia secca si caratterizza per un accumulo di drusen – ovvero particelle di materiale lipidico –  sull’epitelio pigmentato, causando un’atrofizzazione della retina. L’idea che sta alla base di questa nuova terapia è quella di iniettare un gene modificato proprio al di sotto della retina per arrestare il meccanismo che causa la progressione della malattia. Il primo intervento di questo genere è stato eseguito pochi giorni fa presso l’Oxford Eye Hospital su un paziente di 80 anni. Gli studiosi sono ora in attesa di valutare sul lungo periodo se l’intervento sortirà l’esito auspicato o meno. Di certo, se la somministrazione del gene modificato sarà in grado di arrestare il progredire della degenerazione maculare di tipo secco, il GT005 rappresenterà un importante traguardo per tutti i pazienti che oggi sono affetti dalla patologia e rischiano di andare incontro ad un grave stato di ipovisione.

Fonte: Gyroscopetx.com

 

Il ruolo del laser nella chirurgia oculare

Negli ultimi anni la chirurgia oculare ha fatto passi da gigante anche in virtù di una lunga serie di progressi tecnologici che hanno consentito di correggere difetti visivi e trattare diversi tipi di patologie in modo sempre meno invasivo e sempre più preciso. Se il precursore nel campo della chirurgia refrattiva è stato il laser ad eccimeri, oggi ad esso si sono affiancati altri tipi di strumenti laser capaci di ottenere risultati non solo impeccabili, ma anche straordinariamente personalizzabili. 

Laser ad eccimeri

Il laser ad eccimeri ha aperto le porte alla possibilità di eseguire diverse tipologie di interventi di chirurgia refrattiva in modo particolarmente efficace e sicuro. Fino ad alcuni anni fa, la correzione di tutti i difetti visivi, inclusa la presbiopia, si poteva effettuare chirurgicamente esclusivamente con l’aiuto del laser ad eccimeri. Uno strumento che, con il passare del tempo, si è andato via via perfezionando, e che ancora oggi è uno degli attori principali dell’intervento per la correzione dei difetti visivi associato al laser a femtosecondi: il Femto-Lasik.

Laser a femtosecondi

Il laser a femtosecondi ha rivoluzionato il mondo della chirurgia oftalmica. Si tratta di un laser ad impulsi molto brevi e ravvicinati, capace di agevolare molti interventi di chirurgia oftalmica apportando precisione, controllabilità, personalizzazione e, non ultimo, sicurezza. E non solo: il laser a femtosecondi fornisce un recupero post operatorio più veloce e molto meno doloroso rispetto agli strumenti tradizionali, consente al paziente di non dover bendare l’occhio dopo l’intervento e lo stesso recupero visivo è, in genere, particolarmente rapido. Nei centri d’eccellenza, il laser a femtosecondi ha affiancato quello ad eccimeri per quanto riguarda l’esecuzione di incisioni che prima venivano eseguite con l’ausilio di bisturi o strumenti taglienti, come il microcheratomo. Sia nel caso dell’intervento per la correzione dei difetti visivi Femto-Lasik, sia nel caso dell’intervento di facoemulsificazione (intervento di cataratta), il laser a femtosecondi è, oggi, un “braccio destro” del chirurgo davvero prezioso ed insostituibile.

Laser Yag

Il laser Yag esercita un’azione fotodistruttiva e si usa per trattare alcune patologie oculari. Con questo laser è possibile colpire selettivamente alcuni tessuti “bersaglio” e distruggerli. Questo laser si usa, per esempio, per distruggere gli addensamenti di collagene nel caso di mosche volanti del vitreo particolarmente accentuate, per trattare alcuni tipi di glaucoma ed anche la cosiddetta cataratta secondaria, ovvero un addensamento della capsula posteriore che si può talvolta verificare a seguito dell’intervento di facoemulsificazione.

Laser argon

Il laser argon agisce per fotocoagulazione. Di colore verde, si usa per trattare alcune patologie della retina. Esso viene infatti chiamato anche laser retinico. Proprio come si farebbe con delle saldature, il laser argon si usa per “fissare” la retina nella sua sede originale laddove essa sia forata o lesionata. Le patologie che si possono trattare con questo laser sono le rotture retiniche, la retinopatia diabetica, gli edemi maculari ed altre patologie.

Laser 2RT

Noto anche come laser giallo o laser sottosoglia, il laser 2RT è un laser ad impulsi brevissimi (dell’ordine dei nanosecondi) molto preciso e delicato, capace di agire sui tessuti danneggiati in modo mirato e selettivo. Gli impulsi brevissimi garantiscono l’efficacia di un laser standard retinico senza surriscaldare i tessuti e di conseguenza senza rischiare di danneggiarli. Con il laser 2RT è possibile colpire alcune cellule malate, chiamate cellule bersaglio che, morendo, lasciano lo spazio ad altre cellule nuove, innescando un processo di “ringiovanimento” cellulare. Il laser 2Rt trova applicazione nel trattamento della degenerazione maculare senile di tipo secco, della corioretinopatia sierosa centrale, del distacco dell’epitelio pigmentato, dell’edema maculare e talvolta nel glaucoma ad angolo aperto.

Insomma, appare chiaro che oggigiorno gli strumenti laser possono apportare innumerevoli e disparati benefici al nostro benessere oculare, e che questi straordinari strumenti non sono tutti uguali. Ciascuno di essi presenta peculiarità ed offre vantaggi specifici che, se coniugati alla perizia di specialisti di grande competenza ed esperienza, possono regalare indubbi benefici a diverse tipologie di pazienti. 

Il laser sottosoglia: innovazione e precisione al servizio dell’oftalmologia

Il laser sottosoglia (o micropulsato) è uno strumento ad altissimo contenuto tecnologico grazie al quale è possibile intervenire sulla retina in modo mirato ed efficace con un tocco leggero ed impercettibile. Chiamato anche laser sottosoglia, laser 2RT o laser giallo, esso lavora emettendo impulsi brevissimi, ideali per trattare una struttura delicata come la retina senza danneggiarla. Il laser micropulsato si presta al trattamento di diverse patologie retiniche, ed è privo di effetti collaterali. Cerchiamo di conoscerlo più da vicino.

Laser micropulsato o sottosoglia, che cos’è?

Il laser micropulsato si differenza dagli altri laser comunemente usati in oftalmologia perché genera impulsi sottosoglia, ovvero impulsi di luce brevissimi – dell’ordine dei miliardesimi di secondo – chiamati anche nanosecondi. L’impulso così prodotto può essere applicato al tessuto retinico in modo sicuro, e raggiunge risultati terapeutici diversi e superiori rispetto ai laser tradizionali, quando applicato negli appropriati casi clinici. Inoltre, il laser micropulsato non presenta particolari effetti secondari negativi e consente la preservazione delle strutture retiniche trattate in assenza di danni di natura termocoagulativa (cioè causati da un eventuale innalzamento della temperatura, tipico di altri laser).

Come agisce il laser sottosoglia?

Il laser sottosoglia 2rt agisce in modo selettivo su alcune cellule dell’epitelio pigmentato retinico. La radiazione luminosa viene assorbita esclusivamente da alcune cellule, i melanosomi, chiamate in questo caso cellule bersaglio, che muoiono dopo esserne state colpite. Le cellule adiacenti a quelle che muoiono, migrano andando ad occupare lo spazio rimasto libero e, grazie ad un processo chiamato “signaling”, proliferano. Alla fine di questo processo, l’epitelio pigmentato appare “ringiovanito”, mentre i fotorecettori e la coroide non presentano alcun danno. E quindi si ottiene un effetto terapeutico positivo e, grazie agli impulsi brevissimi, si riesce ad evitare il danno tissutale di natura termica. 

Per chi è indicato il trattamento con laser sottosoglia?

Il laser micropulsato trova applicazione nel trattamento della degenerazione maculare senile di tipo secco, soprattutto quando la patologia si trova nella fase iniziale o intermedia e quando vi sono delle drusen, ovvero degli accumuli di materiale lipidico al di sotto della retina. Altre patologie oculari che si possono trattare con esiti incoraggianti grazie al laser sottosoglia, sono l’edema maculare, la corioretinopatia sierosa centrale, il distacco dell’epitelio pigmentato e, in casi molto selezionati, il glaucoma ad angolo aperto.

Vuoi saperne di più?

Per conoscere più da vicino le possibilità di applicazione del laser sottosoglia e per prenotare una visita oculistica specialistica, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Iniezioni intravitreali con ocriplasmina, a chi sono utili

Alcune maculopatie – ovvero le patologie che interessano la macula, la parte centrale della retina – possono essere trattate con farmaci specifici iniettati direttamente nell’occhio. Le iniezioni intravitreali non sono dolorose e sono solitamente praticate da oculisti di grande esperienza. Se la degenerazione maculare senile di tipo essudativo trae beneficio dalle iniezioni intravitreali con farmaci anti-VEGF, vi sono altre tipologie di maculopatia che si possono trattare con un’altra molecola, l’ocriplasmina. 

Cosa sono le maculopatie

Quando si parla di maculopatia si tende subito a pensare alla degenerazione maculare senile. In realtà, il termine maculopatia si riferisce ad un più ampio gruppo di patologie che interessano la macula, quella parte della retina così importante sia per la sua posizione centrale, sia per essere particolarmente ricca di fotorecettori indispensabili per il buon andamento della funzione visiva con particolare riferimento alla visione centrale ed alla percezione dei colori. Le forme più note di maculopatia sono la degenerazione maculare senile (che si distingue nelle forme umida e secca), e la maculopatia diabetica. Altre patologie della macula sono il pucker maculare, il foro maculare e la trazione vitreo maculare.

Cosa si intende per iniezione intravitreale

Le iniezioni intravitreali sono praticate proprio all’interno dell’occhio. All’interno dell’occhio vi un è gel composto da acqua e fibre di collagene, non vascolarizzato e non innervato: il corpo vitreo. I farmaci che vengono iniettati nel corpo vitreo sono gli anti-VEGF, che trovano applicazione nel trattamento della maculopatia senile essudativa (o umida), e l’ocriplasmina, che invece è utile per il trattamento del pucker maculare, del foro maculare e della trazione vitreo maculare. L’ago che viene usato per effettuare l’iniezione è sottilissimo e, poiché il corpo vitreo non è innervato, l’iniezione è totalmente indolore. L’unica sensazione che si prova è quella di un leggerissimo pizzicotto.

Quali maculopatie si possono trattare con l’ocriplasmina

Come anticipato, le maculopatie che si possono trattare con l’ocriplasmina sono la trazione vitreo maculare (VMT, Vitreo Macular Traction) e il foro maculare con trazione vitreo retinica; in rari casi trova utilizzo anche nel pucker:

  • il pucker maculare è una sottile membrana che cresce al di sopra della macula e che, contraendosi, può deformare la stessa macula, danneggiandola;
  • il foro maculare è un buco che si forma sulla macula;
  • la trazione vitreo maculare è una contrazione del vitreo che porta ad una deformazione della macula.

Fino ad oggi il pucker maculare si trattava esclusivamente con un intervento chirurgico mirato alla rimozione della membrana epiretinica. Il foro maculare e la trazione vitreo maculare si risolvevano invece tramite vitrectomia, cioè l’asportazione del corpo vitreo e la sua sostituzione con un gas.

L’ocriplasmina è una molecola che si può iniettare nel corpo vitreo per il trattamento delle tre patologie sopracitate. La molecola è divenuta disponibile in Italia nel febbraio del 2014 ed il Centro Ambrosiano Oftalmico è stato uno tra i primi centri a proporne l’utilizzo ai suoi pazienti. Inoltre, il Centro Ambrosiano Oftalmico è ancora oggi uno dei pochi centri privati italiani ad avere l’autorizzazione sanitaria per trattare le patologie degenerative della retina tramite iniezioni intravitreali. A tal fine, CAMO si avvale esclusivamente di farmaci approvati dall’Agenzia Italiana del Farmaco per l’uso specifico.

Visita specialistica per le malattie della retina

La retina è una struttura oculare molto delicata e molto importante per il corretto svolgimento della funzione visiva. La visita specialistica per le malattie della retina che CAMO propone include alcuni esami fondamentali per verificarne lo stato di salute: OCT, fluorangiografia e l’ecografia bulbare sono tra questi. Se vuoi prenotare la tua visita specialistica per le malattie della retina, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Maculopatia e retinopatia diabetiche. Al via il mese della prevenzione

Avrà luogo dal 4 al 28 febbraio 2019 in 30 centri d’eccellenza sparsi su tutto il territorio italiano la Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia Diabetica, un’importante iniziativa medico-sociale avente lo scopo di offrire uno screening gratuito per l’individuazione dei sintomi di queste patologie oculari strettamente connesse al diabete. La Campagna è promossa dal Centro Ambrosiano Oftalmico e dall’Ospedale IRCSS San Raffaele di Milano e gode del patrocinio del Ministero della Salute,  della SOI – Società Oftalmologica Italiana e del Comune di Milano. 

Il diabete, un pericolo per gli occhi

La retinopatia diabetica e la maculopatia diabetica sono due patologie oculari particolarmente gravi causate dal diabete mellito sia di tipo I che di tipo II. Esse rappresentano la prima causa di cecità non traumatica negli adulti tra i 20 ed i 74 anni e la quinta causa al mondo di cecità evitabile e di deficit visivo grave. Ad aggravare il quadro, è bene sottolineare che il diabete è una patologia in forte crescita a livello globale e che, dati alla mano, gli italiani sono poco informati sia in merito alle sue caratteristiche, sia alle patologie che esso può a sua volta innescare.

Cosa sono la retinopatia diabetica e la maculopatia diabetica

La retinopatia diabetica e la maculopatia diabetica sono due patologie oculari che possono danneggiare gravemente ed in modo irreversibile la retina e la macula. La generale debolezza dei vasi sanguigni che caratterizza il diabete si verifica anche a livello dei piccoli vasi sanguigni che si trovano in queste preziose strutture oculari. I danni che queste patologie esercitano sui fotorecettori sono irreversibili: ecco perché informare e fare prevenzione in modo capillare su tutto il territorio si rende più che mai necessario.

A chi è rivolto lo screening e in cosa consiste?

La campagna è rivolta a tutta la popolazione affetta da diabete che non ha mai avuto una diagnosi di retinopatia o maculopatia. Gli screening saranno effettuati da équipe medico-infermieristiche dotate di attrezzature di avanguardia, tra le quali EyeArt, un software che, grazie ad un algoritmo di Intelligenza Artificiale, analizza le scansioni dell’occhio del paziente scattate con una speciale telecamera retinica, per individuare la presenza dei sintomi delle patologie sopra descritte.

La diagnostica d’avanguardia al servizio del benessere collettivo

Grazie all’Intelligenza Artificiale, è possibile dunque eseguire uno screening accurato, veloce e soprattutto accessibile su un importante numero di pazienti, che potranno poi proseguire gli accertamenti con il loro oculista di fiducia qualora la rilevazione dia esito positivo. In questo senso, la Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia Diabetica assume una valenza non solamente medica, ma anche sociale, in un’ottica di incremento dell’offerta dei servizi per la prevenzione di queste due patologie così insidiose e così poco conosciute.

Quando e dove avranno luogo gli screening

L’appuntamento per gli screening è in 30 centri d’eccellenza sparsi in tutto il territorio nazionale dal 4 al 28 febbraio. Per prenotare il tuo appuntamento di screening gratuito per la diagnosi della retinopatia diabetica e maculopatia diabetica, clicca sul sito ufficiale della campagna e scegli la città di tuo interesse. Qualora tu desideri sottoporti allo screening presso il Centro Ambrosiano Oftalmico, non esitare a selezionare la nostra struttura in fase di prenotazione.

Degenerazione maculare senile atrofica: quando il laser è d’aiuto

Abbiamo già avuto occasione di approfondire il tema della degenerazione maculare in un’interessante intervista al dott. Matteo Cereda, medico oculista e retinologo di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico. Oggi vogliamo soffermarci su una delle varianti più insidiose della maculopatia senile, ovvero quella atrofica. CAMO dispone di un nuovissimo tipo di laser che può offrire un aiuto concreto a chi soffre di questa patologia. Vediamo di entrare nel dettaglio. 

Degenerazione Maculare Senile: che cos’è

La degenerazione maculare senile è una malattia della macula, la parte centrale della retina, che è molto ricca di fotorecettori, le cellule deputate alla trasmissione degli impulsi luminosi al nervo ottico, ed alla percezione dei colori. Quando la macula, per ragioni legate all’età e ad altri fattori concomitanti si deteriora, si ha appunto la degenerazione maculare. La degenerazione maculare senile si può presentare in una variante essudativa ed in una variante atrofica.

La Degenerazione Maculare Senile Atrofica o Secca

La degenerazione maculare senile di tipo secco è quella più difficile da trattare. Tuttavia, CAMO dispone di un innovativo laser sottosoglia a nanosecondi, che talvolta viene usato anche per trattare altri tipi di patologie, come l’edema maculare diabetico, l’edema maculare da occlusione venosa e la corioretinopatia sierosa centrale. Inoltre, se il paziente non ha ancora una maculopatia conclamata ma presenta delle drusen, depositi di sostanze di scarto spesso predisponenti alla maculopatia, o ha familiarità per la maculopatia, il trattamento si può ugualmente eseguire.

Il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi – laser 2RT –  per la maculopatia atrofica

Il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi per la maculopatia atrofica viene eseguito in regime ambulatoriale. Si tratta di una procedura indolore: al paziente vengono dilatate le pupille con un apposito collirio, dopodichè sull’area da trattare vengono applicati dei brevi impulsi di luce laser. In questo modo, e generalmente con una sola seduta, si ha modo di stabilizzare, nella gran parte dei casi, la malattia, consentendo al paziente di conservare più a lungo la sua vista.

Prima e dopo il trattamento

Prima del trattamento, naturalmente, il paziente dovrà sottoporsi ad un’accurata visita clinica e strumentale, che includerà sicuramente un OCT della retina (un esame simile alla tac), un esame del fondo oculare e una microperimetria.

Dopo il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi, non è necessario bendare l’occhio, ma è consigliabile indossare un paio di occhiali scuri. Bisognerà attendere che l’effetto della dilatazione pupillare finisca, per tornare alle proprie attività quotidiane. Invece, per poter apprezzare i benefici del trattamento, occorrerà attendere qualche giorno o anche qualche settimana.

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Ecco i nostri contatti:

CENTRO AMBROSIANO OFTALMICO P.zza Repubblica, 21 – 20124 Milano

E-MAIL visite@camospa.it

TELEFONO 02 6361 191 Centralino attivo Lun-Ven dalle 9,00 alle 19,00

Diabete, in arrivo le lenti a contatto per la misurazione della glicemia

In un periodo storico in cui i casi di diabete connessi ad uno stile di vita sbagliato stanno aumentando in modo esponenziale, Novartis e Google, due tra i maggiori colossi a livello mondiale in campo farmaceutico ed informatico/tecnologico, hanno scelto di unire forze e competenze per dar vita ad una soluzione capace di migliorare la vita quotidiana dei diabetici di tutto il mondo. Si tratta, in breve, di lenti a contatto in grado di misurare e monitorare il livello di glucosio nel sangue. 

Come funzionano le lenti a contatto per la misurazione della glicemia

Le lenti a contatto progettate da Novartis in collaborazione con Google, che saranno immesse sul mercato tra cinque anni circa, riusciranno a misurare la glicemia attraverso l’analisi delle lacrime. Un microchip presente sulle lenti riuscirà a misurare la glicemia proprio attraverso la lacrimazione, ed invierà successivamente i dati ad un computer in remoto. In questo modo, il paziente potrà evitare di pungersi il dito diverse volte al giorno, accantonando dunque il metodo di misurazione tradizionale. Il vantaggio di questa tecnologia è che la misurazione della glicemia avviene in modo continuo e per niente invasivo, e che il paziente viene immediatamente informato qualora i valori non siano nella norma.

Diabete e salute oculare

Come emerso dall’indagine demoscopica promossa da CAMO in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’Università Vita-Salute di San Raffaele, gli italiani non sono adeguatamente informati in merito al diabete, alle sue caratteristiche ed alle sue conseguenze. Una disinformazione che può produrre effetti negativi sull’intera popolazione ed alla quale è necessario porre rimedio. Oltre alla poca conoscenza in merito al diabete stesso, si sa poco di altre patologie ad esso legate a doppio filo, come la retinopatia e la maculopatia diabetica: due patologie oculari che, se trascurate, possono portare a cecità.

Una campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della maculopatia diabetica

Segnaliamo che nel mese di Febbraio 2019 avrà luogo la Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia Diabetica, con la partecipazione di 32 centri d’eccellenza sul territorio italiano, presso i quali i pazienti diabetici potranno prenotare uno screening gratuito della maculopatia.

Una visita oculistica specialistica specifica per le malattie della retina

Per chi non vuole aspettare febbraio, ricordiamo che CAMO mette a disposizione dei suoi pazienti una visita specialistica oculistica specifica per le malattie della retina, che include, oltre ai normali esami di una visita oculistica generica, anche una serie di accertamenti approfonditi sullo stato di salute del fondo oculare:

  • OCT della regione maculare;
  • fluorangiografia retinica;
  • ecografia bulbare

Per prenotare la visita oculistica specialistica per le malattie della retina, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 al +39026361191.