Vista e diabete: un connubio da tenere “d’occhio”

Il diabete è una patologia ad ampissima diffusione: si stima infatti che ne soffrano, solo in Italia, 3 milioni di persone. Una cifra che, secondo le stime, è destinata a salire a 5 milioni nel 2030, con conseguenze enormi in ambito sociale e, non ultimo, economico. Oltre a curare il diabete seguendo con attenzione le indicazioni del medico, è fondamentale anche prendersi cura della propria salute oculare. Sì, perché non tutti sanno che il diabete può creare qualche problema anche agli occhi e che il connubio vista e diabete non è così infrequente come sembra. Cerchiamo di comprendere come, e perché.

Cos’è il diabete

A causa del diabete l’organismo non riesce a produrre insulina, l’ormone responsabile del controllo dei livelli di zuccheri nel sangue; oppure la produce, ma non riesce a farne buon uso. Si distingue, dunque, tra diabete di tipo 1 e di tipo 2. Se il primo è congenito, ovvero presente sin dalla nascita, il secondo, di gran lunga più diffuso, è invece causato da stili di vita sbagliati. Un’alimentazione povera in qualità e spesso troppo abbondante, in associazione con uno stile di vita eccessivamente orientato alla sedentarietà, rappresentano infatti fattori di rischio importanti per il diabete di tipo 2, e la ragione della sua massiccia diffusione. 

Vista e diabete: In che modo il diabete può minacciare la salute oculare?

Uno dei principali sintomi del diabete è quello di compromettere il buon andamento della circolazione sanguigna ed in particolare del microcircolo. Il microcircolo sanguigno è cruciale per la salute dell’apparato visivo, perché non vi è struttura oculare che non tragga ossigeno e nutrimento da esso. Laddove il microcircolo risulta inefficiente, l’occhio entrerà in uno stato di sofferenza.

Vista e diabete: quali patologie possono insorgere? 

  1. Retinopatia diabetica;
  2. Cataratta;
  3. Glaucoma neovascolare.

1 – Diabete e retinopatia

La difficoltà a livello di microcircolo causata dal diabete si ripercuote negativamente sulla retina, innescando una retinopatia. La retinopatia – specie se trascurata – è responsabile di un grave e talvolta irreversibile danno ai fotorecettori presenti sulla retina. Se la parte della retina danneggiata è la macula (cioè la sua porzione più centrale), si parlerà invece di maculopatia diabetica.

2 – Diabete e cataratta

Sono diverse le ricerche scientifiche che hanno messo in correlazione diabete e cataratta. In particolare, uno studio ha evidenziato come chi soffre di diabete abbia il doppio delle possibilità di sviluppare anche la cataratta (anche in giovane età, non dunque la cataratta senile). E non solo: se il paziente è già affetto anche da maculopatia, queste possibilità salgono a sei.

3 – Diabete e glaucoma neovascolare

Il glaucoma neovascolare può essere una conseguenza della retinopatia sopra descritta oppure – in virtù della difficoltà a livello di microcircolo posta in essere dal diabete – può causare una proliferazione di neovasi che impedisce il deflusso dell’umore acqueo, portando ad un aumento della pressione intraoculare.

Vista e diabete: prevenzione prima di tutto

Le patologie causate dal diabete possono avere conseguenze gravi ed irreversibili laddove il paziente non si prenda opportunamente cura della sua salute oculare. Per fare ciò è fondamentale recarsi dall’oculista annualmente o semestralmente (a discrezione dello specialista), anche in assenza di sintomi.

Inoltre, si consiglia di seguire un’alimentazione ricca e varia, includendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua. Infine, si raccomanda di praticare un po’ di attività fisica settimanalmente.

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Maculopatia e raggi UV: cosa c’è da sapere

Nessuno di noi è indifferente alla carica di buonumore che una bella giornata di sole porta con sé. Ce ne rendiamo conto in primavera, quando le giornate si allungano ed il sole comincia a scaldare un po’ di più. La voglia di uscire a passeggio, di sedersi su una panchina o semplicemente di approfittare degli spazi esterni di casa diviene irresistibile, e farsi scaldare corpo e anima dai raggi solari dopo un lungo e freddo inverno si trasforma in una vera e propria coccola. Eppure, i medici ci ammoniscono: attenzione a non esagerare. Fra loro, gli oculisti aggiungono: non dimentichiamo mai di indossare un paio di occhiali da sole di qualità. Anche in autunno e in inverno. Qual è la connessione tra radiazioni luminose e patologie oculari? E che legame c’è, in particolare, tra maculopatia e raggi UV? 

Radiazioni solari: quali sono e di che tipo

Anche se ai nostri occhi la luce del sole sembra tutta uguale, le radiazioni solari sono di vario genere. Tutto dipende dalla loro lunghezza d’onda e dalla loro frequenza. Al variare di questi fattori, varia il tipo di radiazione luminosa, che talvolta sarà calda, altre volte no; a volte sarà visibile, altre volte invece no. All’interno dello spettro luminoso, in particolare, vi sono alcuni raggi, chiamati ultravioletti, che si distinguono in UVA, UVB e UVC. Sono questi ad essere potenzialmente dannosi per gli occhi.

Il motivo per cui sono pericolosi è triplice:

  1. hanno una notevole lunghezza d’onda, quindi riescono a penetrare nel nostro occhio in profondità: fino alla macula, motivo per cui la maculopatia può essere anche legata ad un’eccessiva esposizione ai raggi UV;
  2. non hanno nulla a che fare con il calore, dunque spesso non ci rendiamo conto di essere esposti a questo tipo di raggi (che, peraltro, si fanno più intensi mano a mano che l’altitudine aumenta);
  3. sono invisibili, quindi il nostro occhio non innesca il naturale riflesso di difesa che è il restringimento della pupilla.

Anche la luce blu emessa dai dispositivi elettronici appartiene alla famiglia dei raggi ultravioletti potenzialmente dannosi per la salute oculare.

Due parole sulla maculopatia

Il legame tra maculopatia e raggi UV non è infrequente. La maculopatia è una delle patologie oculari che più spesso può essere causata dall’esposizione intensa ai raggi ultravioletti. Questo accade perché la radiazione luminosa provoca nei tessuti oculari uno stress ossidativo che porta alla degenerazione delle cellule retiniche. Un processo che causa un danno irreversibile, capace di compromettere irrimediabilmente la capacità visiva di chi ne è affetto. Nella maculopatia, poiché la macula è situata proprio al centro della retina, la compromissione avviene a livello di visione centrale, mentre la visione periferica rimane inalterata.

Per completezza, segnaliamo che esistono diversi tipi di maculopatia. Alcune non hanno nulla a che fare con le radiazioni luminose, come quelle su base ereditaria oppure quelle di tipo diabetico. Altre, come per esempio la Degenerazione Maculare Senile, trovano invece nell’esposizione alle radiazioni luminose un fattore di rischio (oltre all’età, naturalmente).

Non solo maculopatia

Altre patologie legate all’esposizione alle radiazioni ultraviolette

Oltre alla macula, vi sono altre aree dell’occhio che possono essere danneggiate da un’esposizione intensa ai raggi UV. Tra queste citiamo, oltre naturalmente a tutta la retina, la cornea, la congiuntiva ed il cristallino. A proposito di quest’ultimo, conviene sapere che le radiazioni ultraviolette possono essere considerate fattore predisponente anche per la cataratta. Infine, non possiamo non citare lo pterigio, una patologia oculare causata dall’esposizione intensa tanto al sole quanto al vento.

Le radiazioni nocive ci sono sempre:

in qualunque stagione e con qualunque tempo atmosferico

Per proteggersi dalle patologie oculari connesse all’esposizione alle radiazioni luminose si consiglia di indossare sempre gli occhiali da sole. Qualora ci si trovi in prossimità di specchi d’acqua o sulla neve, laddove dunque il riverbero amplifica l’intensità dei raggi UV, si consiglia di abbinare anche un berretto, e di evitare di trascorrere troppo tempo all’aperto durante le ore centrali della giornata. Tuttavia, si tenga presente che i raggi UV sono presenti nell’atmosfera tutto l’anno. Ciò significa che anche in città in una giornata grigia e piovosa i nostri occhi sono costantemente esposti alla loro azione.

Conclusioni

La maculopatia, così come la cataratta ed altre patologie oculari, può essere causata anche da un’esposizione prolungata ed intensa alle radiazioni luminose nocive. L’occhio è un insieme di strutture delicatissime e preziose, che è fondamentale preservare sul lungo periodo con cura ed attenzione. Tuttavia, capita sovente di ricordarsene quando insorgono i problemi. Al contrario, mettere in atto stili di vita virtuosi, alimentandosi correttamente, cercando di tenere a bada lo stress e, nel caso delle radiazioni luminose, indossando un buon paio di occhiali da sole, è sicuramente la strada giusta da intraprendere.

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Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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Cos’è il distacco di retina

distacco di retina - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Quando si pensa alla salute degli occhi si tende spesso a pensare ai difetti visivi oppure a patologie comuni come la cataratta. Eppure, all’interno del nostro apparato visivo c’è una struttura preziosissima e delicatissima senza la quale la funzione visiva sarebbe del tutto impossibile: la retina. Anche la retina, però, talvolta si ammala: tra le patologie che la coinvolgono citiamo le retinopatie (la più nota delle quali è quella diabetica) e le maculopatie (la più comune delle quali è la Degenerazione Maculare Senile). Un altro inconveniente al quale la retina può andare incontro è un distacco. Capiamo dunque cos’è il distacco di retina, come si manifesta e come trattarlo efficacemente.

Cos’è la retina e perché è così preziosa?

Prima di spiegare meglio che cos’è il distacco di retina, conviene conoscere quest’ultima più da vicino. La retina è una membrana sottilissima che riveste la parte interna del bulbo oculare e vi aderisce alla perfezione. Essa è punteggiata da piccole cellule, chiamate fotorecettori. I fotorecettori catturano la luce e la convogliano sotto forma di informazione al nervo ottico, che a sua volta la trasferisce al cervello per essere decodificata.

Ogni parte della retina è preziosa, ma più preziosa di tutte è la porzione chiamata macula, perché consente la visione nei dettagli (leggere, scrivere, usare il PC, guidare, vedere la televisione), mentre la restante retina permette di distinguere le immagini nella totalità del campo visivo. Qualora anche una sola piccola parte di essa dovesse subire un danno, si avrebbe una visione non più precisa o non più completa.

Cos’è il distacco di retina?

Il distacco di retina si verifica quando la retina si stacca parzialmente dalla superficie interna del bulbo oculare. Non è un’evenienza comunissima, ma conviene comunque sapere di cosa si tratta. Anche perché, se dovesse verificarsi, è bene non indugiare e contattare con urgenza l’oculista o il pronto soccorso. Il distacco può interessare qualunque area della retina, sia essa periferica oppure centrale (come la macula): nella maggioranza dei casi, il distacco parte dalla periferia. Quando avviene il distacco, al di sotto della retina si viene a formare del liquido e, più il tempo passa, più si corre il rischio che i fotorecettori presenti in quel punto rimangano danneggiati.

Le cause del distacco di retina possono essere molteplici:

  • una trazione vitreoretinica, che accade quando il vitreo si scolla dalla retina ma rimane adeso in alcuni punti: si forma allora una trazione e talora una rottura della retina, a cui segue poi il distacco. Quasi sempre, si hanno contemporaneamente miodesopsie (addensamenti del collagene che si trova all’interno del bulbo oculare);
  • la miopia forte è un fattore predisponente, in quanto il bulbo è lungo, la retina è sottile ed il vitreo è fluido;
  • un evento traumatico di una certa entità che interessi il bulbo oculare;
  • concomitanza delle cause sopracitate.

Come si manifesta il distacco di retina?

Il distacco di retina si manifesta quasi sempre con la comparsa di una tenda scura su un lato del campo visivo, spesso preceduta da un’accentuazione delle mosche volanti (strani pallini o filamenti che fluttuano davanti al campo visivo), oppure da improvvisi flash luminosi sempre all’interno del campo visivo, ma quasi sempre nella zona del distacco. Negli stadi più avanzati, o quando il distacco interessa anche la macula, la parte più “preziosa” della retina, si ha una netta riduzione della vista.

Quali sono le opzioni di trattamento?

Il distacco di retina si può trattare in modi differenti, che dipendono anche dal motivo che l’ha causato. Tra le soluzioni elenchiamo:

  • la chirurgia episclerale eseguita attorno al bulbo, cioè all’esterno;
  • la vitrectomia, rimozione della sostanza gelatinosa situata internamente al bulbo: chirurgia all’interno dell’occhio;
  • i trattamenti con uno speciale laser chiamato Laser Argon – capace di “saldare” la retina qualora sia solo rotta e non ancora staccata.

Nuove future frontiere di trattamento per le patologie retiniche

Come detto, oltre al distacco, sono innumerevoli i problemi cui membrana retinica può andare incontro. Ed anche in questo settore, il mondo della scienza è costantemente alla ricerca di soluzioni terapeutiche innovative, efficaci ed avanguardistiche. In particolare, recentemente un team di studiosi italiani ha testato una nuova “retina liquida”, una soluzione acquosa all’interno della quale si trovano delle nanoparticelle fotoattive che, una volta iniettata, sarebbe capace di colmare i vuoti causati dall’assenza di fotorecettori degenerati da patologie quali la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare senile. Naturalmente si tratta di soluzioni ancora al vaglio degli studiosi, che però ci danno la misura dell’impegno dei ricercatori italiani nel produrre soluzioni terapeutiche che guardano al futuro.

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Iniezioni intravitreali per maculopatia: di che si tratta

iniezioni intravitreali per maculopatia -  CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Una diagnosi di degenerazione maculare senile può prendere in contropiede, per diversi motivi: perché la patologia nelle sue fasi d’esordio è tutto sommato asintomatica, oppure perché viene spesso confusa con la cataratta o con un generale peggioramento della capacità visiva. Per la maculopatia ancor più che per altre patologie oculari, tuttavia, sottoporsi a frequenti controlli della salute visiva e giungere ad una diagnosi certa in modo tempestivo è il primo passo per trattarla con efficacia. In questo senso, oggi le iniezioni intravitreali per maculopatia rappresentano la soluzione terapeutica più indicata.

Quali sono le opzioni terapeutiche per la degenerazione maculare senile oggi?

La degenerazione maculare senile si diagnostica grazie ad una visita oculistica specialistica approfondita ed accurata. La visita dovrà includere, tra le altre cose, un esame del fondo oculare tramite OCT ed fluorangiografia.

Una volta confermata la diagnosi, si andranno a discutere assieme allo specialista le opportunità terapeutiche. Per ciò che concerne la variante essudativa o umida della patologia, le iniezioni intravitreali per maculopatia rappresentano la miglior soluzione oggi disponibile per contrastare la progressione della patologia.

In cosa consistono le iniezioni intravitreali per maculopatia?

All’interno della macula di chi è affetto da degenerazione maculare senile si sviluppa in modo anomalo una proteina, chiamata VEGF. Questa proteina è responsabile dello sviluppo di una serie di neovasi a livello sottoretinico. Sono proprio questi a portare ad un peggioramento della capacità visiva centrale. Obiettivo delle iniezioni intravitreali per maculopatia è quello di contrastare lo sviluppo della proteina VEGF. A tal fine – tramite iniezioni sottilissime e totalmente indolori – si somministrano direttamente nel vitreo dei farmaci, chiamati anti-VEGF.

Il trattamento, nel primo anno, prevede 3 sedute più ravvicinate seguite da altre da valutare assieme allo specialista. In tal modo, è possibile arrestare la progressione della patologia ed ottenere un valido e durevole recupero della capacità visiva.

Cos’altro si può fare per trattare la maculopatia essudativa?

Senza alcun dubbio, e come sempre accade in medicina, anche lo stile di vita e l’alimentazione possono essere validi alleati nella prevenzione della maculopatia. Alimentarsi correttamente, prediligendo alimenti ricchi di zinco, betacarotene e di vitamine C ed A può essere di grande aiuto nel ritardare o prevenire l’insorgenza della patologia. Allo stesso modo, e poiché la maculopatia è una patologia di tipo degenerativo legata a doppio filo all’invecchiamento, sarà d’aiuto bere molta acqua e scegliere alimenti dal forte potere antiossidante. Allo stesso tempo, è raccomandabile non fumare.

A patologia oramai conclamata, tuttavia, ad oggi le iniezioni intravitreali rappresentano l’opzione migliore in assoluto per tenere sotto controllo la progressione della patologia e migliorarne sensibilmente i sintomi.

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Miopia grave: cause, rischi, soluzioni

Miopia grave - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La miopia è il difetto visivo più diffuso in tutto il mondo. Solo in Italia, ne sono affette oltre 12 milioni di persone. All’interno di questo cospicuo gruppo, vi sono persone affette da miopia lieve e persone invece affette da miopia grave (detta anche miopia elevata, o miopia forte). Non sempre è facile convivere con la miopia, specie nella sua forma più grave. Quali sono le caratteristiche e le cause della miopia grave? Quali rischi comporta? E’ risolvibile in modo permanente? Rispondiamo ad alcune domande sul tema.

Miopia grave: cosa si intende?

La miopia grave viene anche definita come malattia miopica o miopia patologica. A livello di diottrie, si indica come miopia grave una miopia a partire da 7-8 diottrie (la miopia misura l’entità del difetto: più il numero è alto, più la miopia è forte). La miopia forte può comportare a varie strutture dell’occhio e diminuire la quantità e la qualità della vista. Una difficoltà visiva particolarmente importante, dunque, che rende chi ne è affetto fortemente vincolato all’uso degli occhiali da vista.

Quali sono le cause della miopia grave?

La miopia, così come tutti gli altri difetti visivi (fatta eccezione per la presbiopia, che è più un difetto di accomodazione che esordisce intorno ai 40 anni), inizia spesso in età pediatrica e, dal suo esordio in avanti, progredisce: a volte si stabilizza con l’età adulta, altre volte invece progredisce anche più a lungo.

Le cause sono molteplici, e possono essere riassunte in questo modo:

  • genetiche;
  • ambientali;
  • endocrine;
  • etniche: ad esempio, nella popolazione asiatica la miopia ha un’incidenza molto elevata, intorno al 70%.

Insomma, chi soffre di miopia spesso ne è in qualche modo predisposto per motivi di familiarità o di genetica, ma anche l’ambiente in cui viviamo e le nostre abitudini (in primis l’uso massiccio dei device elettronici e gli anni trascorsi sui libri di scuola) possono rappresentare una leva che ne favorisce tanto lo sviluppo, quanto la progressione.

Soffrire di miopia grave comporta dei rischi?

Soffrire di miopia grave può comportare dei rischi, in quanto il bulbo oculare di chi ne è affetto tende ad allungarsi nel tempo, inducendo cosi alterazioni a varie strutture oculari. Questo accade perché il soggetto miope, avendo difficoltà nel vedere gli oggetti posti in lontananza, tende a mettere sotto sforzo tutto l’apparato oculare, di fatto deformando l’occhio. La costante tensione alla quale i tessuti sono sottoposti mette a dura prova anche le aree dell’occhio che non sono interessate dal difetto visivo, come il nervo ottico o la retina. Come conseguenza, il rischio è quello di sviluppare altre patologie oculari, anche gravi, come il glaucoma o la maculopatia.

Quando e perchè intervenire?

La miopia grave mette a dura prova chi ne è affetto, in quanto implica una difficoltà visiva molto importante con la quale dover fare i conti nel quotidiano. Se a questo sommiamo i rischi di sviluppare altre patologie, è evidente che il miope necessita di visite oculistiche frequenti. La miopia forte può anche essere corretta bene, ma è importante che il difetto abbia raggiunto una sua stabilità.

La miopia grave è trattabile? In che modo?

Ad oggi le soluzioni per la miopia grave sono diverse e spaziano da interventi laser sulla cornea (la parte anteriore dell’occhio), alla inserzione di piccole lenti entro l’occhio, a interventi capaci di risolvere contestualmente anche altre patologie oculari, come per esempio la cataratta.

Per fare solo un esempio, un paziente giovane con un grave difetto visivo potrà avere l’esigenza, con la correzione della miopia, di vedere senza veder compromessa la sua capacità accomodativa. Al contrario, un paziente più in là con gli anni, potrà valutare di ovviare anche ad un problema di cataratta (magari nella sua fase d’esordio), correggendo contestualmente anche la miopia grave.

Qual è il trattamento giusto per me?

Grazie ad una visita oculistica specialistica, accurata e approfondita, sarà possibile individuare quale sia la strada migliore da intraprendere compatibilmente con il proprio stato di salute oculare, con la propria età, lo stile di vita, le abitudini e le aspettative.

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Occhiali da sole? Si grazie, purché tutto l’anno!

Occhiali da sole - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Gli occhiali da sole sono quegli accessori dei quali tendiamo a ricordarci quando arriva la primavera e le giornate diventano finalmente più lunghe. D’estate fanno coppia fissa con la crema solare, mentre d’inverno con i nostri amati doposci. Eppure, a prescindere dal fatto che tu viva in città, in montagna o sul mare,gli occhiali da sole andrebbero indossati più spesso, e soprattutto in qualunque stagione. Scopriamo assieme il perché.

Il sole? C’è anche quando non si vede

Il sole splende tutto l’anno, anche in inverno quando la temperatura è decisamente bassa oppure quando una coltre di nuvole grigie ci costringe a sognarlo come fosse un miraggio lontano. Eppure il sole è sempre lì, con i suoi raggi, intento a fornire luce e calore al nostro pianeta. Una volta appurato che i raggi solari penetrano nell’atmosfera qualunque sia il tempo della giornata, conviene ricordare che lo spettro solare è piuttosto ampio e che include diverse tipologie di raggi.

Ci sono raggi e raggi…

Lo spettro solare include diverse tipologie di raggi con lunghezza d’onda e temperatura variabile. Tra questi citiamo in particolare i raggi ultravioletti, che sono particolarmente pericolosi per la salute oculare.

I motivi sono 2:

  1. Sono invisibili all’occhio umano, quindi non si verifica il fisiologico ed istintivo restringimento della pupilla;
  2. Poiché il restringimento della pupilla non avviene e poiché i raggi ultravioletti hanno una notevole lunghezza d’onda, essi sono capaci di penetrare in profondità nei nostri occhi, giungendo fino alla macula (la parte più profonda dell’occhio).

Questi due elementi rappresentano un rischio per la salute oculare. I raggi ultravioletti rappresentano infatti un fattore predisponente diverse patologie oculari, tra le quali menzioniamo la cataratta e la degenerazione maculare senile.

E’ pertanto fondamentale proteggere la gli occhi con un buon paio di occhiali da sole durante tutto l’anno. Una raccomandazione che vale anche per bambini ed anziani. Inoltre, si ricordi che nelle vicinanze di specchi d’acqua oppure sulla neve, anche laddove non sembra che vi sia “molto sole”, l’effetto riverbero non fa che amplificare l’impatto che i raggi UVA ed UVB hanno sul nostro apparato oculare.

Occhiali da sole sì, ma di buona qualità

Infine, e sempre a titolo di raccomandazione, si ricordi che un paio di occhiali da sole con lenti non certificate e di qualità scadente non solo non esercita alcun effetto protettivo, ma può anche danneggiare i nostri occhi.

E chi invece indossa lenti a contatto?

Esistono in commercio lenti a contatto con un fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti. Qualora non si faccia uso di tale tipologia di lenti, si potrà abbinare un occhiale da sole privo di potere diottrico, da indossare tanto per proteggere la vista quanto come accessorio alla moda a beneficio del proprio look.

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Leggi anche: è vero che gli occhi chiari sono più delicati?

Cataratta e diabete, quale connessione?

Cataratta e Diabete - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta senile è una patologia oculare strettamente legata all’avanzare dell’età. Può comparire già intorno ai 50-55 anni, per progredire mano a mano che gli anni passano. Dati alla mano, si stima che ne soffra il 50% delle persone over 65. I fattori di rischio della patologia, oltre naturalmente all’età, sono la familiarità, i raggi ultravioletti, il fumo di sigaretta ed il diabete. Quale connessione esiste tra cataratta e diabete? Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine in merito a questo argomento.

Cataratta e diabete, ma non solo

Il diabete è una patologia sistemica piuttosto comune e molto insidiosa. Il termine sistemica si riferisce alla capacità della patologia di colpire il nostro organismo a più livelli, interessando più organi al contempo.

Gli organi o gli apparati maggiormente colpiti dal diabete sono:

  • il sistema cardiocircolatorio
  • i reni
  • il sistema nervoso periferico
  • gli occhi

I tipi di diabete mellito

Il diabete mellito si divide in due tipologie, di tipo 1 e di tipo 2. Mentre il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che si caratterizza per la distruzione delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina ed al controllo dei livelli di glicemia nel sangue, quello di tipo 2 è caratterizzato da un’insufficiente produzione di insulina o da un difetto nel funzionamento dell’insulina stessa. Questo secondo tipo è molto più diffuso del precedente (9 casi su 10) ed è causato da stili di vita sbagliati, caratterizzati da forte sedentarietà e modelli alimentari scorretti.

Diabete e salute visiva

Il diabete è una patologia capace di pregiudicare la salute oculare. Le patologie che esso è grado di innescare sono principalmente la retinopatia diabetica e la cataratta, ma anche una particolare forma di glaucoma chiamato glaucoma neovascolare.

Perché il diabete causa retinopatia e cataratta?

Il diabete causa una generalizzata debolezza delle pareti dei vasi sanguigni e compromette il microcircolo sanguigno. Come sappiamo, il microcircolo sanguigno è fondamentale per la salute dei nostri occhi: tutte le strutture oculari traggono da esso il nutrimento e l’ossigeno per mantenersi sane, giovani, in forma ed efficienti molto a lungo. Non a caso una delle regole fondamentali per prevenire le patologie oculari connesse allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare è proprio quella di mangiare frutta e verdura e di bere molta acqua.

Cataratta e diabete

Come detto in apertura, la cataratta è maggiormente diffusa tra gli over 65, e la percentuale aumenta con l’aumentare dell’età. I dati mostrano incrementi ancora maggiori se riferiti ai pazienti diabetici. Diverse ricerche scientifiche hanno peraltro confermato che, nei pazienti diabetici, la cataratta ha un’incidenza maggiore e tende a manifestarsi anche più precocemente.

Cosa dice la scienza

In particolare, stando ad una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Eye e condotta da un team di ricercatori britannici, i pazienti – anche giovani – affetti da diabete hanno il doppio delle possibilità di contrarre anche la cataratta. Questo rischio aumenta drasticamente, diventando non più 2 volte, ma ben 6 volte maggiore, nel caso di pazienti diabetici affetti anche da maculopatia.

Cosa fare allora?

1 – Seguire le indicazioni del proprio diabetologo

E’ fondamentale che il paziente diabetico segua attentamente la terapia farmacologica e le indicazioni alimentari fornite dal medico che l’ha in cura. Seguire le indicazioni del medico significa rispettare esattamente quanto prescritto in termini di tempi, scadenze, posologia.

2 – Andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi

Per ciò che concerne la vista, ed in virtù della consapevolezza che il diabete può mettere a seria prova il benessere visivo, è importante sottoporsi a periodici controlli presso uno specialista.

Il consiglio generale (che si può ritenere valido anche per i pazienti non affetti da patologie sistemiche), è quello di non aspettare di sperimentare qualche sintomo particolare o un calo della capacità visiva per recarsi dall’oculista. Al contrario, la visita oculistica dev’essere una buona abitudine da annotare in agenda assieme a tutti gli altri controlli specialistici.

3 – Mangiare sano e volersi bene

Infine, come già accennato sopra, non si dimentichi che alimentarsi correttamente, prediligendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua, è il primo passo per volersi bene e per prendersi cura attivamente della propria salute oculare.

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Retinopatia e maculopatia senile: conosciamole meglio

 

Le retinopatie sono un insieme di patologie che possono colpire la retina. Le tipologie di retinopatia si differenziano in base ai motivi che le hanno causate. Tra queste, sono particolarmente diffuse la retinopatia e la maculopatia senile, ovvero causate dall’avanzare dell’età. Conosciamo più da vicino proprio questa tipologia di retinopatia ed offriamo qualche consiglio utile per chi desidera prevenirla.

Retinopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Si sente spesso parlare di retinopatie e ci viene altrettanto spesso spiegato che sono patologie della retina. Non tutti i “non addetti ai lavori” però, hanno davvero ben chiaro che cos’è la retina, dove si trova e perché é così importante. E allora, facciamo un passo indietro e spieghiamo in parole semplici che cos’è la retina e cosa sono le retinopatie.

Che cos’è la retina

La retina è una membrana sottilissima che riveste la parte interna del nostro bulbo oculare nella sua quasi totalità. E’ molto delicata ed altresì importante in quanto rivestita da fotorecettori, cellule nervose e cellule pigmentate. Ciascuno di questi 3 elementi riveste una funzione ben precisa per quanto riguarda la funzione visiva. I fotorecettori a loro volta si distinguono in coni e bastoncelli, responsabili della trasmissione dell’informazione luminosa al nervo ottico. Il ruolo dei coni è quello di captare le luci intense ed i colori, mentre quello dei bastoncelli è quello di rilevare luci ad intensità medio bassa, favorendo la visione in condizioni di scarsa luminosità.

Cosa sono le retinopatie e cos’è la retinopatia senile?

Le retinopatie sono tutte quelle patologie che implicano un processo degenerativo della retina e di conseguenza una sua perdita di funzionalità ed efficienza. Alcune retinopatie sono causate da patologie sistemiche, come il diabete o l’ipertensione arteriosa, per esempio. In altri casi la causa è l’avanzamento dell’età, lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare. In questi casi si parla di retinopatia senile. Quando ad ammalarsi è la porzione centrale della retina (quella situata proprio in fondo al bulbo oculare), si parla di maculopatia senile, giacché quella parte prende il nome di macula.

La maculopatia senile è una patologia molto seria per 3 ragioni:

  1. la macula è maggiormente fitta di fotorecettori e dunque da essa dipende gran parte della qualità della visione;
  2. la macula si trova in posizione centrale e quindi è la visione centrale a dipendere direttamente dalla sua salute;
  3. la perdita di qualità e quantità di visione centrale dovuta al deterioramento della macula è irreversibile.

Maculopatia senile: diamo un pò di numeri

La maculopatia è la principale causa di cecità nei paesi industrializzati. In Italia ne sono colpite oltre un milione di persone, con un aumento di circa 80 mila casi l’anno. Un numero davvero impressionante se si considera che, stando ai risultati di un’indagine demoscopica di qualche anno fa promossa proprio dal Centro Ambrosiano Oftalmico, solo l’11% della popolazione sa realmente cosa siano maculopatia e retinopatia.

Campagna nazionale per la prevenzione - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Parola d’ordine: informare e sensibilizzare

Nei paragrafi precedenti abbiamo avuto modo di sottolineare due concetti importanti:

  1. retinopatia e maculopatia senile sono patologie serie che possono pregiudicare notevolmente la capacità visiva di chi ne è affetto, causando danni irreversibili;
  2. non vi è, ad oggi, sufficiente informazione tra la popolazione in merito a queste patologie.

Ecco perché CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, assieme a IRCCS – Ospedale San Raffaele di Milano e ASST H Fatebenefratelli Sacco di Milano ha organizzato e promosso una Campagna di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia.

Retinopatia e maculopatia: una grande occasione di informazione e screening da non perdere

Una grande occasione di informazione e di prevenzione per tutti i cittadini over 50 che non hanno mai avuto una diagnosi di maculopatia o retinopatia. Tutti i dettagli dell’iniziativa si trovano sul sito ufficiale, dove è anche possibile prenotare il proprio screening presso uno dei 26 centri d’eccellenza dislocati su tutto il territorio nazionale – incluso il Centro Ambrosiano Oftalmico – che aderiscono all’iniziativa. Ti aspettiamo!

Cataratta e maculopatia: quali opzioni di trattamento?

Cataratta e maculopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta e maculopatia sono due patologie tipiche dell’età avanzata e pertanto può capitare che si presentino assieme. Peraltro, la loro copresenza non è un evento poi così raro. Che fare in questi casi? E’ possibile ugualmente affrontare l’intervento di cataratta? Sarà possibile recuperare la capacità visiva perduta? Rispondiamo insieme ad alcune domande frequenti sul tema.

Cataratta e maculopatia: sintomi e caratteristiche

Cataratta, caratteristiche e sintomi

La cataratta è una patologia tipica dell’età matura/avanzata che si caratterizza per una progressiva perdita della nitidezza della visione, sia dal punto di vista dei contorni delle cose, sia per quanto riguarda i colori. La causa di questo peggioramento della capacità visiva è l’opacizzazione del cristallino, un processo irreversibile naturalmente legato all’invecchiamento cellulare.

Cataratta, che fare?

La cataratta non è trattabile farmacologicamente. L’unico modo per arrestare l’opacizzazione del cristallino e recuperare la capacità visiva perduta è l’intervento di cataratta, una procedura di breve durata e totalmente indolore.

Degenerazione maculare senile, caratteristiche e sintomi

La degenerazione maculare senile è altresì una patologia tipica dell’età avanzata, causata invece da una degenerazione dei fotorecettori presenti sulla macula. La macula è la porzione centrale della retina, importantissima per la decodifica delle immagini e dei colori. In virtù della posizione centrale della macula, accade che il paziente sperimenti un peggioramento progressivo ed irreversibile proprio della visione centrale.

Degenerazione maculare senile, che fare?

La degenerazione maculare senile si può presentare in forma atrofica oppure essudativa, due “varianti” della patologia con caratteristiche differenti. La maculopatia atrofica è più insidiosa, e nonostante ciò la sua progressione è lenta. La maculopatia essudativa è invece trattabile con dei farmaci specifici.

Cataratta e maculopatia, che fare?

Qualora il paziente sia affetto da cataratta e maculopatia di tipo secco, si procede trattando in primis la cataratta. Sottoporsi all’intervento di cataratta in modo tempestivo consentirà di recuperare la capacità visiva perduta a causa della patologia.

Inoltre, durante l’intervento sarà possibile optare per un cristallino artificiale pensato proprio per i pazienti affetti da maculopatia di tipo secco.

La moderna scienza medica ha messo infatti a disposizione dei pazienti affetti da cataratta e da maculopatia di tipo secco, una lente intraoculare capace di:

  • migliorare la visione e ridurre l’annebbiamento periferico in pazienti con perdita della visione centrale;
  • migliorare la capacità di lettura;
  • aiutare il paziente affetto da maculopatia di tipo secco a “sfruttare” al meglio le porzioni di campo visivo non intaccate dalla patologia;
  • più in generale, facilitare lo svolgimento anche delle più banali azioni quotidiane ed aiutare il paziente a non perdere il “contatto” con il mondo circostante, con gli amici e la famiglia.

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