Miopia grave: cause, rischi, soluzioni

Miopia grave - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La miopia è il difetto visivo più diffuso in tutto il mondo. Solo in Italia, ne sono affette oltre 12 milioni di persone. All’interno di questo cospicuo gruppo, vi sono persone affette da miopia lieve e persone invece affette da miopia grave (detta anche miopia elevata, o miopia forte). Non sempre è facile convivere con la miopia, specie nella sua forma più grave. Quali sono le caratteristiche e le cause della miopia grave? Quali rischi comporta? E’ risolvibile in modo permanente? Rispondiamo ad alcune domande sul tema.

Miopia grave: cosa si intende?

La miopia grave viene anche definita come malattia miopica o miopia patologica. A livello di diottrie, si indica come miopia grave una miopia a partire da 7-8 diottrie (la miopia misura l’entità del difetto: più il numero è alto, più la miopia è forte). La miopia forte può comportare a varie strutture dell’occhio e diminuire la quantità e la qualità della vista. Una difficoltà visiva particolarmente importante, dunque, che rende chi ne è affetto fortemente vincolato all’uso degli occhiali da vista.

Quali sono le cause della miopia grave?

La miopia, così come tutti gli altri difetti visivi (fatta eccezione per la presbiopia, che è più un difetto di accomodazione che esordisce intorno ai 40 anni), inizia spesso in età pediatrica e, dal suo esordio in avanti, progredisce: a volte si stabilizza con l’età adulta, altre volte invece progredisce anche più a lungo.

Le cause sono molteplici, e possono essere riassunte in questo modo:

  • genetiche;
  • ambientali;
  • endocrine;
  • etniche: ad esempio, nella popolazione asiatica la miopia ha un’incidenza molto elevata, intorno al 70%.

Insomma, chi soffre di miopia spesso ne è in qualche modo predisposto per motivi di familiarità o di genetica, ma anche l’ambiente in cui viviamo e le nostre abitudini (in primis l’uso massiccio dei device elettronici e gli anni trascorsi sui libri di scuola) possono rappresentare una leva che ne favorisce tanto lo sviluppo, quanto la progressione.

Soffrire di miopia grave comporta dei rischi?

Soffrire di miopia grave può comportare dei rischi, in quanto il bulbo oculare di chi ne è affetto tende ad allungarsi nel tempo, inducendo cosi alterazioni a varie strutture oculari. Questo accade perché il soggetto miope, avendo difficoltà nel vedere gli oggetti posti in lontananza, tende a mettere sotto sforzo tutto l’apparato oculare, di fatto deformando l’occhio. La costante tensione alla quale i tessuti sono sottoposti mette a dura prova anche le aree dell’occhio che non sono interessate dal difetto visivo, come il nervo ottico o la retina. Come conseguenza, il rischio è quello di sviluppare altre patologie oculari, anche gravi, come il glaucoma o la maculopatia.

Quando e perchè intervenire?

La miopia grave mette a dura prova chi ne è affetto, in quanto implica una difficoltà visiva molto importante con la quale dover fare i conti nel quotidiano. Se a questo sommiamo i rischi di sviluppare altre patologie, è evidente che il miope necessita di visite oculistiche frequenti. La miopia forte può anche essere corretta bene, ma è importante che il difetto abbia raggiunto una sua stabilità.

La miopia grave è trattabile? In che modo?

Ad oggi le soluzioni per la miopia grave sono diverse e spaziano da interventi laser sulla cornea (la parte anteriore dell’occhio), alla inserzione di piccole lenti entro l’occhio, a interventi capaci di risolvere contestualmente anche altre patologie oculari, come per esempio la cataratta.

Per fare solo un esempio, un paziente giovane con un grave difetto visivo potrà avere l’esigenza, con la correzione della miopia, di vedere senza veder compromessa la sua capacità accomodativa. Al contrario, un paziente più in là con gli anni, potrà valutare di ovviare anche ad un problema di cataratta (magari nella sua fase d’esordio), correggendo contestualmente anche la miopia grave.

Qual è il trattamento giusto per me?

Grazie ad una visita oculistica specialistica, accurata e approfondita, sarà possibile individuare quale sia la strada migliore da intraprendere compatibilmente con il proprio stato di salute oculare, con la propria età, lo stile di vita, le abitudini e le aspettative.

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Ritmi circadiani? Ci pensa la retina

ritmi circadiani - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Che l’occhio umano fosse un complesso e sofisticatissimo meccanismo in grado di farci apprezzare la bellezza del mondo nei minimi dettagli, era noto a tutti. Oggi scopriamo insieme che l’occhio riveste anche un’altra funzione, quella di regolare i ritmi circadiani. Per dirla in parole semplici, è l’occhio che regola il nostro orologio biologico, consentendoci di distinguere la notte dal giorno, il sonno dalla veglia, e di alternare correttamente periodi di attività a periodi di inattività. Il meccanismo che sta alla base di questa funzione così delicata è tutt’altro che semplice.

Jet lag e cambi di abitudini: quanto malessere!

Vi siete mai chiesti come mai svolgiamo sempre le stesse azioni più o meno tutti quanti alle stesse ore? Perché mangiamo e dormiamo sempre nelle stesse fasce orarie? Sono solo convenzioni? Evidentemente no. E non solo: se le abitudini che diamo per assodate e consolidate fossero sconvolte e, per così dire, “invertite” anche solo per qualche giorno, andremmo incontro a malesseri e disturbi piuttosto spiacevoli.

Un esempio banale di questo tipo di malessere è il cosiddetto jet-lag, la tipica sensazione di scompenso che si sperimenta a seguito di un viaggio intercontinentale. Lo scompenso è dovuto al fatto che il nostro orologio biologico viene messo a dura prova. Conviene sapere che il concetto di orologio biologico non è affatto arbitrario, ma ha un fondamento scientifico che vede coinvolti i ritmi circadiani e, come anticipato, l’occhio umano

Ritmi circadiani: cosa sono?

Il nome ritmi circadiani deriva dal latino circa diem, cioè intorno al giorno. Per ritmi circadiani si intendono ritmi che si ripetono tutti i giorni ciclicamente – di 3 ore in 3 ore – nell’arco delle 24 ore in questo modo:

  • Durante le prime ore della giornata, tra le 6 e le 9 del mattino, i livelli di melatonina scendono ed i livelli di cortisolo aumentano. L’organismo si attiva e si rimette in moto dopo la notte;
  • Tra le 9 e le 12 i livelli di cortisolo raggiungono il picco massimo della giornata, segno che ci si può dedicare ad attività particolarmente impegnative, che richiedono veglia e concentrazione;
  • Tra le 12 e le 15 la digestione porta ad un calo di concentrazione;
  • Tra le 15 e le 18 si ha un aumento della temperatura corporea, l’ideale per svolgere attività sportive;
  • Tra le 18 e le 21 il corpo comincia a rallentare tutte le sue funzioni;
  • Tra le 21 e le 24 si ha la produzione di melatonina, che provoca il sonno;
  • La melatonina raggiunge il suo picco tra le 24 e le 3, orario durante il quale il sonno è maggiormente profondo;
  • Tra le 3 e le 6 i livelli di melatonina cominciano pian piano a calare e la temperatura scende: il nostro corpo si avvia verso il risveglio. 

L’alternanza tra luce e buio è fondamentale per il buon andamento e per il mantenimento di questi ritmi e di conseguenza di quello che usiamo definire il nostro “orologio biologico”. 

E cosa c’entra l’occhio con i ritmi circadiani?

All’interno del nostro occhio, nella retina, vi è una sostanza, chiamata melanopsina, che trasmette informazioni relative alla presenza di luce o meno proprio a quella parte del cervello incaricata di gestire e mantenere inalterato l’andamento dei ritmi circadiani. Questo accade perché la molecola della melanopsina è fotosensibile, cioè sensibile alla luce. Se il passaggio di informazioni relativo all’alternanza luce-buio venisse in qualche modo compromesso, ne deriverebbe una compromissione anche dei ritmi circadiani.

Legame tra melanopsina e ritmi circadiani: lo dice la scienza

A conferma di quanto sopra illustrato, citiamo due studi interessanti. Il primo, a cura del dott. Bruce O’Hara e dal titolo Role of Melanopsin in Circadian Responses to Light, ha confermato il ruolo centrale della molecola della melanopsina come recettore capace di regolare i ritmi circadiani; il secondo, a cura del dott. Steve Kay e dal suo team di lavoro, che ha invece provato, grazie ad una simulazione in laboratorio, che l‘assenza totale di melanopsina porta ad uno scompenso totale dell’orologio biologico. 

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Cataratta e diabete, quale connessione?

Cataratta e Diabete - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta senile è una patologia oculare strettamente legata all’avanzare dell’età. Può comparire già intorno ai 50-55 anni, per progredire mano a mano che gli anni passano. Dati alla mano, si stima che ne soffra il 50% delle persone over 65. I fattori di rischio della patologia, oltre naturalmente all’età, sono la familiarità, i raggi ultravioletti, il fumo di sigaretta ed il diabete. Quale connessione esiste tra cataratta e diabete? Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine in merito a questo argomento.

Cataratta e diabete, ma non solo

Il diabete è una patologia sistemica piuttosto comune e molto insidiosa. Il termine sistemica si riferisce alla capacità della patologia di colpire il nostro organismo a più livelli, interessando più organi al contempo.

Gli organi o gli apparati maggiormente colpiti dal diabete sono:

  • il sistema cardiocircolatorio
  • i reni
  • il sistema nervoso periferico
  • gli occhi

I tipi di diabete mellito

Il diabete mellito si divide in due tipologie, di tipo 1 e di tipo 2. Mentre il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che si caratterizza per la distruzione delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina ed al controllo dei livelli di glicemia nel sangue, quello di tipo 2 è caratterizzato da un’insufficiente produzione di insulina o da un difetto nel funzionamento dell’insulina stessa. Questo secondo tipo è molto più diffuso del precedente (9 casi su 10) ed è causato da stili di vita sbagliati, caratterizzati da forte sedentarietà e modelli alimentari scorretti.

Diabete e salute visiva

Il diabete è una patologia capace di pregiudicare la salute oculare. Le patologie che esso è grado di innescare sono principalmente la retinopatia diabetica e la cataratta, ma anche una particolare forma di glaucoma chiamato glaucoma neovascolare.

Perché il diabete causa retinopatia e cataratta?

Il diabete causa una generalizzata debolezza delle pareti dei vasi sanguigni e compromette il microcircolo sanguigno. Come sappiamo, il microcircolo sanguigno è fondamentale per la salute dei nostri occhi: tutte le strutture oculari traggono da esso il nutrimento e l’ossigeno per mantenersi sane, giovani, in forma ed efficienti molto a lungo. Non a caso una delle regole fondamentali per prevenire le patologie oculari connesse allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare è proprio quella di mangiare frutta e verdura e di bere molta acqua.

Cataratta e diabete

Come detto in apertura, la cataratta è maggiormente diffusa tra gli over 65, e la percentuale aumenta con l’aumentare dell’età. I dati mostrano incrementi ancora maggiori se riferiti ai pazienti diabetici. Diverse ricerche scientifiche hanno peraltro confermato che, nei pazienti diabetici, la cataratta ha un’incidenza maggiore e tende a manifestarsi anche più precocemente.

Cosa dice la scienza

In particolare, stando ad una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Eye e condotta da un team di ricercatori britannici, i pazienti – anche giovani – affetti da diabete hanno il doppio delle possibilità di contrarre anche la cataratta. Questo rischio aumenta drasticamente, diventando non più 2 volte, ma ben 6 volte maggiore, nel caso di pazienti diabetici affetti anche da maculopatia.

Cosa fare allora?

1 – Seguire le indicazioni del proprio diabetologo

E’ fondamentale che il paziente diabetico segua attentamente la terapia farmacologica e le indicazioni alimentari fornite dal medico che l’ha in cura. Seguire le indicazioni del medico significa rispettare esattamente quanto prescritto in termini di tempi, scadenze, posologia.

2 – Andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi

Per ciò che concerne la vista, ed in virtù della consapevolezza che il diabete può mettere a seria prova il benessere visivo, è importante sottoporsi a periodici controlli presso uno specialista.

Il consiglio generale (che si può ritenere valido anche per i pazienti non affetti da patologie sistemiche), è quello di non aspettare di sperimentare qualche sintomo particolare o un calo della capacità visiva per recarsi dall’oculista. Al contrario, la visita oculistica dev’essere una buona abitudine da annotare in agenda assieme a tutti gli altri controlli specialistici.

3 – Mangiare sano e volersi bene

Infine, come già accennato sopra, non si dimentichi che alimentarsi correttamente, prediligendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua, è il primo passo per volersi bene e per prendersi cura attivamente della propria salute oculare.

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La rottura retinica: fattori predisponenti e soluzioni

rottura retinica - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La retina è quella delicatissima membrana grazie alla quale l’informazione luminosa può tramutarsi in informazione visiva. Essa riveste internamente il nostro bulbo oculare ed è punteggiata di importantissimi fotorecettori. Quando la luce penetra nell’occhio attraverso la pupilla, colpisce i fotorecettori: in quel momento l’informazione luminosa viene convogliata al nervo ottico. Un passaggio fondamentale ed imprescindibile per il buon andamento della funzione visiva. Esistono, però, diverse patologie che portano ad un deterioramento della retina e ad un malfunzionamento dei recettori. Se la retina si lacera si parla invece di rottura retinica. Cerchiamo di capire quando questo può avvenire, e come si possa porvi rimedio.

Cos’è una rottura retinica?

Come accennato la retina è una membrana preziosa e sottile che, in condizioni normali, è ben aderente ad un’altra membrana, ad essa sottostante: la coroide. La coroide è fondamentale per la buona salute della retina in quanto è particolarmente ricca di vasi sanguigni. Va da sé che essa nutre la retina di tutto l’ossigeno del quale essa ha bisogno per mantenersi perfettamente funzionante. Quando la retina – per un motivo di tipo traumatico oppure patologico – si lacera, si parla di rottura retinica. La rottura può poi determinare un vero e proprio distacco della retina dalla coroide: si parlerà allora di distacco di retina.

Quali sono i sintomi della rottura retinica?

La retina può staccarsi dalla coroide parzialmente e progressivamente, oppure in modo molto più impattante. Dipende naturalmente dalla natura del problema che causa la rottura.

Di seguito, ecco i sintomi tipici della rottura retinica:

  • nessun dolore;
  • flash o lampi luminosi improvvisi all’interno del campo visivo;
  • comparsa improvvisa di corpi mobili che fluttuano nel campo visivo;
  • visione alterata e poco nitida;

A chi può capitare una rottura retinica?

Come detto, la rottura retinica può avere cause differenti e per questa ragione può capitare davvero a tutti.

I fattori predisponenti possono essere:

  • una miopia molto accentuata;
  • una trazione vitreo-retinica, cioè un distacco dovuto a una trazione meccanica del corpo vitreo nei confronti della retina;
  • una familiarità con problemi oculari ed in particolare con il distacco di retina;
  • un intervento chirurgico all’occhio;
  • un trauma oculare dovuto per esempio ad un incidente;
  • alcune patologie sistemiche, come per esempio il diabete, che essendo responsabile di una retinopatia diabetica, può innescare anche un distacco.

La rottura retinica è curabile?

Fortunatamente la rottura retinica è curabile. Per trattare opportunamente una rottura retinica, è molto importante che la diagnosi sia il più tempestiva possibile. Lasciar passare troppo tempo prima di recarsi dall’oculista potrebbe favorire un peggioramento della rottura, innescando un possibile distacco di retina. Dunque, se hai una miopia molto forte, se hai preso un colpo all’occhio o una pallonata al volto, se soffri di diabete, non rimandare l’appuntamento dall’oculista.

Per quanto riguarda le possibili soluzioni delle rotture retiniche, elenchiamo:

  • trattamento laser: grazie ad un particolare laser chiamato argon laser, è possibile “saldare” la retina nella sua posizione corretta, trattando le rotture in modo efficace.
  • nel caso in cui la rottura abbia causato un distacco di retina, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico.

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Miopia nei bambini: il sole può contribuire alla prevenzione

miopia bambini - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Acqua e sole sono due elementi imprescindibili per il buon andamento della vita sulla terra e per il benessere di noi esseri umani. Il sole, in particolare, regola alcune funzioni fondamentali del nostro organismo e ci aiuta a mantenerci in salute. Non solo: secondo una ricerca scientifica, i suoi raggi benefici sono fondamentali anche per la salute oculare dei nostri piccoli, perché favoriscono il rilascio di un neurotrasmettitore che li proteggerebbe dalla miopia. Insomma, più sole, meno miopia: naturalmente, con le opportune precauzioni. 

Stare al sole, con giudizio, fa bene

Nelle pagine di questo sito abbiamo parlato diverse volte dell’effetto potenzialmente dannoso dei raggi UV per la salute oculare. In realtà, i raggi UV rappresentano solamente una parte dello spettro solare. L’esposizione moderata e graduale ai raggi solari – con un’opportuna protezione della pelle e degli occhi – può esercitare diversi effetti benefici sul nostro organismo. Non a caso, vi sarà capitato di notare che alcune patologie dermatologiche tendono a migliorare durante la stagione estiva. Ma anche il nostro stesso umore ne trae beneficio.

Leggi anche: come proteggere gli occhi dei bambini in vacanza.

Perché il sole fa bene al corpo ed allo spirito?

In generale, il sole è importante perché regola il buon andamento dei ritmi di sonno e veglia, perché aiuta a combattere il cattivo umore e la depressione, e perché stimola la produzione di molti ormoni, fondamentali per il buon funzionamento di pancreas, tiroide e ghiandole sessuali. Entrando nel dettaglio, il sole fa bene perché stimola il rilascio di cortisolo, dopamina, serotonina, e stimola la produzione di vitamina D. Ecco, in breve, quali sono gli effetti positivi di queste sostanze sul nostro organismo:

  • cortisolo: è un ormone avente funzione antiinfiammatoria;
  • dopamina: ha un ruolo importante nel controllo dei ritmi veglia-sonno, dell’umore, ma anche della memoria;
  • serotonina: stimola il buon umore, infatti è anche chiamata ormone della felicità;
  • vitamina D: è importante per la salute delle nostre ossa. Si rivela utilissima per le persone più anziane o per le donne in menopausa.

Bambini: una corretta esposizione ai raggi solari può prevenire la miopia?

Come accennato in apertura, il sole può esercitare un effetto benefico anche sulla salute oculare dei più piccoli. Questo accade perché i raggi solari stimolano la produzione di dopamina. Quando il piccolo si espone alla luce solare, si ha un rilascio di dopamina proprio a livello delle strutture retiniche. Secondo alcuni studi, questo neurotrasmettitore sarebbe in grado di inibire l’allungamento dell’occhio tipico dei pazienti affetti da miopia. Insomma, nei pazienti in età evolutiva, una buona e corretta esposizione alla luce solare potrebbe contribuire a contrastare la comparsa della miopia. Ricordiamo, tuttavia, che anche se trascorrere molto tempo all’aria aperta fa indubbiamente bene ai nostri piccoli, non sempre è possibile evitare la comparsa di un difetto visivo come la miopia. La ragione è presto detta: alla base della miopia c’è spesso anche una componente ereditaria.

Leggi anche: la miopia nei bambini, domande e risposte

Al sole sì, ma con moderazione

Ricordiamo che l’esposizione ai raggi solari – tanto dei piccoli quanto degli adulti – va dosata e gestita con moderazione. Ecco alcuni accorgimenti che consigliamo sempre di seguire:

  • evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata;
  • fare uso di una buona lozione solare (un fattore di protezione coerente con il proprio fototipo, ma di norma sempre meglio medio-alto);
  • rinnovare la lozione protettiva di tanto in tanto, specie dopo i bagni in mare o in piscina;
  • indossare un paio di occhiali da sole con lenti di qualità;
  • usare un copricapo (questo consiglio vale soprattutto per i bambini);
  • bere molto, per reidratare il proprio organismo e tenersi al riparo da colpi di calore.

Come prendersi cura del benessere visivo dei bambini

Il consiglio dunque è quello di far giocare i bambini il più possibile all’aria aperta e, al contrario, di limitare il tempo trascorso in ambienti chiusi giocando con i device elettronici. In questo modo, si favorirà il rilascio di dopamina a livello delle strutture oculari, ma non solo. Giocare all’aperto, abituare gli occhi a guardare in tutte le direzioni e ad ammirare forme e colori differenti, è una vera e propria ginnastica oculare che aiuta l’occhio del piccolo a svilupparsi nel miglior modo possibile.

Leggi anche: benessere visivo, età dopo età, ecco tutte le tappe della prevenzione

Miopia, la parola all’esperto: intervista a Lucio Buratto

miopia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La miopia è il difetto visivo più diffuso al mondo. Fattori genetici, endocrini, razziali, ambientali, sono sicuramente tra i responsabili di un fenomeno che sta assumendo sempre più i contorni di “un’epidemia”. Con essi, forse anche uno stile di vita sempre più incline all’uso di device elettronici per diverse ore al giorno e molti più anni trascorsi sui libri di quanto non si facesse qualche decennio fa, a scapito del tempo trascorso all’aria aperta. Ma cosa si può fare per “arginare” il fenomeno? Ed una volta scoperto di essere miopi, quali sono le soluzioni possibili? Abbiamo rivolto qualche domanda al nostro direttore scientifico, il dottor Lucio Buratto. 

Dottor Buratto, ci può spiegare cos’è la miopia?

In un occhio sano, i raggi luminosi penetrano nell’occhio attraverso la cornea ed il cristallino e vanno a focalizzarsi sulla retina, generando una visione normale. Quando l’immagine non va a fuoco sulla retina, ma cade davanti ad essa, si ha un difetto visivo chiamato miopia. Il risultato è che il soggetto miope riesce a vedere bene da vicino, ma ha delle difficoltà nella visione da lontano. La miopia in molti casi si corregge con un occhiale da vista oppure con una lente a contatto; in altri, invece, si può ricorrere ad un trattamento laser.

Chi può andare incontro a miopia?

La miopia è un difetto visivo che può colpire praticamente tutti, e che oggi è davvero molto diffuso. Può fare il suo esordio in età pediatrica, e progredire con l’avanzare del tempo. Solitamente i difetti visivi trovano una loro stabilità dopo i 20 anni circa, ed è allora che si può valutare di intervenire con il laser per correggerla. Oggi sono sempre di più i bambini affetti da miopia, complice uno stile di vita che li tiene molto più incollati ai videogiochi ed ai libri, in ambienti chiusi. Se un bambino strofina gli occhi, sembra impacciato o nervoso, avvicina molto gli oggetti al viso per vederli, forse non vede bene. Il consiglio che diamo generalmente è di fare una visita dal medico specialista oculista e poi cercare di fare tanta prevenzione sin dall’infanzia.

Quali sono le tecniche di correzione della miopia?

La miopia molto lieve si può correggere ottimamente con un occhiale da vista oppure con lenti a contatto. Quando il difetto comincia a diventare più impattante, è associato ad altri problemi visivi (come astigmatismo, per esempio), o il paziente semplicemente “vive male” il suo rapporto con gli occhiali, si può e si deve valutare di intervenire con un trattamento laser. Le tecniche che attualmente usiamo per la correzione della miopia da lieve a media sono chiamate PRK e Femto-Lasik. Sono entrambe sicure ed indolori, e consentono al paziente di recuperare un’ottima capacità visiva e di poter fare a meno degli occhiali.

Dottore, e se la miopia è molto forte?

In caso di miopia forte, detta anche malattia miopica, si ricorre ad altre tecniche, che intervengono non più (o non solo) sulla cornea. In tal caso, se il paziente è di età inferiore ai 40-50 anni, si può inserire nell’occhio una piccola lente (simile ad una lente a contatto), se di età superiore si può prendere in considerazione l’impianto di un cristallino artificiale dopo aver rimosso quello umano che solitamente a questa età lavora poco. Nel caso di una miopia molto forte o associata ad altri difetti visivi, ogni singolo caso andrà valutato con attenzione, ma le soluzioni ci sono quasi sempre.

E se si soffre anche di altri difetti visivi?

Chi soffre di altri difetti visivi concomitanti alla miopia, può ugualmente valutare con uno specialista la possibilità di sottoporsi ad un intervento per la correzione permanente di tutti i difetti in un’unica soluzione.

Le uova aiutano a prevenire la maculopatia

maculopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La maculopatia è una patologia oculare che colpisce la parte centrale della retina, chiamata appunto macula. Con l’avanzare dell’età, complici il processo di invecchiamento cellulare ed altri fattori predisponenti sia genetici che ambientali, può succedere che la macula si deteriori e che perda la sua funzionalità. Oggi una ricerca scientifica parla chiaro: consumare uova fa bene proprio alla macula ed aiuta a prevenire l’insorgenza della patologia. 

Cos’è la maculopatia?

Come brevemente anticipato, la maculopatia è una patologia della parte centrale della retina. Chi soffre di maculopatia va incontro ad un progressivo ed irreversibile deterioramento dei fotorecettori, microscopiche strutture responsabili, quando sane e perfettamente funzionanti, del buon andamento della funzione visiva e della visione a colori. Poiché la macula si trova nella parte centrale della retina, proprio in corrispondenza della pupilla, il danno prodotto dalla maculopatia interessa la visione centrale, mentre quella periferica rimane inalterata.

Ecco i risultati della ricerca scientifica sul consumo di uova

La ricerca, pubblicata recentemente sulla rivista scientifica Clinical Nutrition, ha dimostrato come chi consuma da 2 a 4 uova la settimana abbia il 49% di probabilità in meno di contrarre la maculopatia rispetto a chi consuma un uovo o meno la settimana. E non solo: se si prende in esame solamente la tipologia essudativa della patologia, questa percentuale sale al 62%. La ricerca è stata condotta dalla professoressa Bamini Gopinath, docente di epidemiologia al Westmead Institute for Medical Research, in Australia. Alla ricerca hanno preso parte 3654 individui, le cui abitudini alimentari sono state monitorate per un periodo di ben 15 anni, compilando questionari specifici ed indicando il loro consumo di uova.

Perché le uova fanno così bene alla vista?

Il “segreto” che fa delle uova un alimento così sano e prezioso per la vista è presto detto: esse contengono luteina e zeaxantina, due antiossidanti naturali capaci di agire da filtro nei confronti dei raggi luminosi regalando un benefico effetto “occhiali da sole“. E non solo: questi due carotenoidi rivestono un ruolo di primo piano nel controllo dei fenomeni ossidativi responsabili dell’insorgenza di tante patologie oculari legate a doppio filo all’invecchiamento cellulare.

Leggi anche: prevenire la cataratta? Si può, con la luteina! 

Fonte: ClinicalNutritionJournal.com

 

 

 

Luce blu, ecco perché è così dannosa per i nostri occhi

maculopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Avevamo già affrontato tempo fa l’argomento dell’uso dei dispositivi elettronici in condizioni di poca luce, sottolineando come al diminuire della luce aumentasse il possibile danno al nostro apparato visivo. Oggi un nuovo studio comparso sulla rivista scientifica Nature entra ulteriormente nel merito dei danni che la luce blu emessa dai dispositivi elettronici può produrre ai nostri occhi. Il risultato? Un consiglio: non usare i dispositivi elettronici al buio e soprattutto non troppo a lungo. 

Ecco perché usare i dispositivi elettronici a letto fa male

Usare i dispositivi elettronici a letto o in condizioni di poca luce fa male ai nostri occhi per diversi motivi:

  • affatica la muscolatura oculare;
  • compromette la circolazione sanguigna dell’apparato visivo;
  • peggiora la percezione corretta sia delle immagini vicine che di quelle lontane;
  • causa la cosiddetta “cecità temporanea da smartphone”, specie se si privilegia l’uso di un occhio a discapito dell’altro (con la testa posata lateralmente sul cuscino, per esempio);
  • potrebbe favorire l’insorgenza di maculopatie;
  • compromette la qualità del sonno e del riposo.

Si tratta di una già lunga serie di ragioni piuttosto importanti e preoccupanti, che è bene non sottovalutare, e che da sole dovrebbero indurci a posare o meglio spegnere i nostri device elettronici preferiti quando ci rechiamo in camera da letto. Ma non finisce qui.

Ecco i risultati di un nuovo studio pubblicato recentemente su Nature

La luce blu favorisce la formazione di una molecola dannosa per la retina

In aggiunta ai motivi sopra citati per i quali sarebbe preferibile evitare l’uso prolungato dei device elettronici in condizioni di poca luce, citiamo oggi i risultati di un nuovo studio apparso sulla rivista scientifica Nature. La ricerca è stata condotta dal professor Ajith Karunarathne, dell’Università di Toledo nell’Ohio. Secondo il professore, la luce blu emessa dai dispositivi elettronici sarebbe responsabile della formazione di una molecola chimica particolarmente dannosa per le strutture oculari, con particolare riferimento alla retina. Questa molecola sarebbe tossica e sarebbe responsabile di diversi danni oculari particolarmente gravi, tra cui anche l’insorgenza della degenerazione maculare senile. A subire maggiormente il danno da parte della luce blu sarebbero i fotorecettori presenti sulla retina, cellule nervose molto importanti per il corretto andamento della funzione visiva, che verrebbero danneggiati in modo irreversibile proprio da questa molecola.

Fonte: Nature.com

Perchè la luce blu è pericolosa per i nostri occhi

La luce blu è pericolosa per i nostri occhi non solo per quanto dichiarato dal professor Karunarathne, ma anche perchè, vista la sua lunghezza d’onda, riesce a penetrare in profondità attraverso la cornea ed il cristallino fino alla retina. Inoltre, non essendo una luce calda, non innesca il naturale riflesso di restringimento della pupilla, e quindi l’occhio non è in grado di difendersi in alcun modo da essa.

I benefici della curcumina per la salute oculare

curcumina - Neovision Cliniche Oculistiche

Non ci stancheremo mai di ripetere che la salute – anche quella oculare – comincia sempre a tavola. Alimentarsi bene, alternando opportunamente frutta e verdura di stagione, pesce azzurro, carne bianca ed olio extravergine di oliva ed altri preziosi alimenti tipici della cosiddetta Dieta Mediterranea è uno dei piccoli grandi segreti per invecchiare bene e stare alla larga dalle tipiche patologie connesse al progredire dell’età. Ma non solo. Negli ultimi anni la scienza ha rivolto l’attenzione verso alcuni “ingredienti” forse meno usuali ma sicuramente molto utili per il buon andamento e funzionamento di molte funzioni del nostro organismo. La curcumina è una di queste.

Cos’è la curcumina

La curcumina è un pigmento vegetale dal colore giallo brillante che si estrae dal rizoma – cioè la radice – della pianta della curcuma. La curcuma è una pianta molto bella anche da tenere in casa o sul balcone. I suoi fiori sono molto delicati ed hanno un meraviglioso colore lilla. La curcumina è il principio attivo contenuto nella comune polvere di curcuma da cucina.

I suoi benefici sono:

  1. disintossicante: fa bene al fegato perché ne favorisce il buon funzionamento e contribuisce di conseguenza allo smaltimento delle tossine accumulate in eccesso;
  2. ottima per il sistema cardiovascolare: la curcumina rinforza le pareti dei vasi sanguigni ed esercita una buona azione protettiva sul cuore. Inoltre, aiuta a tenere a bada i livelli di colesterolo;
  3. aiuta a digerire: la curcumina è un coadiuvante della funzione digestiva, protegge da disturbi di tipo gastrico ed aiuta a non accumulare grassi in eccesso;
  4. protegge il sistema nervoso: la curcumina è ottima anche perché lenisce le infiammazioni del sistema nervoso centrale e rallenta l’invecchiamento delle cellule cerebrali;
  5. è un ottimo antibatterico: ideale anche per lenire le infiammazioni del cavo orale e della gola, specie se miscelata al limone.

I benefici della curcumina per la salute oculare

La scienza ha recentemente confermato che la curcumina fa anche bene alla salute oculare. A condurre la ricerca sono stati alcuni scienziati italiani, che hanno poi pubblicato i risultati sulla rivista scientifica J Cell Physiol. La conclusione è stata la seguente: la curcumina riesce ad esercitare un ruolo di protezione nei confronti dell’Epitelio Pigmentato Retinico, soprattutto quando questo sia esposto a concentrazioni piuttosto elevate di glucosio. Insomma, i pazienti affetti da diabete farebbero bene a prendere in considerazione l’idea di introdurre nella loro dieta – Mediterranea, se possibile – anche un pò di curcuma.

La retinopatia diabetica, una conseguenza spiacevole del diabete mellito

Non dimentichiamo che i pazienti affetti da diabete mellito sono maggiormente a rischio di sviluppare una patologia oculare chiamata retinopatia diabetica che, se trascurata o non diagnosticata, può causare danni anche importanti all’apparato visivo. Una complicanza grave della retinopatia diabetica, inoltre, è la maculopatia diabetica.

Leggi anche: retinopatia e maculopatia diabetiche. Le due facce pericolose del diabete. 

Perché la curcumina aiuta a proteggere l’apparato visivo del pazienti affetti da diabete?

Quando il glucosio è particolarmente alto, le cellule presenti sull’Epitelio Pigmentato Retinico vanno incontro ad un forte stress ossidativo e muoiono. La curcumina, come altre sostanze presenti in natura che possiamo introdurre attraverso l’alimentazione, ha il potere di proteggere l’Epitelio Pigmentato Retinico e di contrastare la morte delle cellule che lo compongono. Questo avviene perchè la curcumina riesce a ridurre i livelli di un particolare enzima responsabile del processo di morte cellulare. A conclusione dello studio, i ricercatori hanno affermato che la curcumina può dunque avere un valore terapeutico nei confronti dei pazienti affetti da retinopatia diabetica.

Fonte. Ncbi. nlm.nih.gov

I benefici del caffè per la salute oculare

I benefici del caffé per la salute oculare - Camo - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il caffè è uno di quei piaceri tipici ai quali noi italiani non sappiamo dire di no. Se la sua variante “espressa” è quella che qui nel Bel Paese amiamo maggiormente gustare, in altri paesi del mondo lo si trova in altre varianti: più o meno lungo, con latte, crema o schiuma di latte, cacao, acqua, corretto con bevande alcoliche e via dicendo. Ma il comune denominatore, al di là del piacere unico che una pausa caffè sa offrire, è la caffeina. Ebbene, forse non tutti sanno che la caffeina apporta benefici anche alla salute oculare. 

Caffè contro l’invecchiamento cellulare

Il caffè contiene grandi quantità di acidi clorogenici, preziosi antiossidanti (presenti in misura maggiore nella varietà Robusta rispetto a quella Arabica) che rivestono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle patologie connesse all’invecchiamento cellulare. Per quanto riguarda gli occhi, in particolare, l’acido clorogenico esercita un’azione protettiva della retina, una struttura molto preziosa che per esercitare correttamente le sue funzioni deve essere sempre ben ossigenata. (Fonte: Ncbi.nlm.nih.gov).

Caffè contro il diabete

Non dimentichiamo che il diabete mellito è una patologia piuttosto insidiosa. Il suo essere sistemica fa sì che sovente essa danneggi anche l’apparato oculare, causando patologie come la retinopatia e la maculopatia diabetica. In questo contesto, l’assunzione di caffeina può aiutare a ridurre i livelli di glicemia nel sangue. (Fonte: Diabetes.co.uk)

Caffeina e Sindrome dell’Occhio Secco

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Ophtalmology ha evidenziato come la caffeina stimoli non solamente la produzione di secrezioni e succhi gastrici, ma anche di liquido lacrimale. Un’ottima notizia per chi soffre di Sindrome dell’Occhio Secco.

Sempre meglio non eccedere

Come amavano ripetere i latini, tuttavia, in medio stat virtus. Se è vero che un buon caffè esercita eccellenti benefici sul nostro organismo, incluso sulla nostra salute oculare, è sempre bene non esagerare. La caffeina è anche un vasocostrittore che, se assunto in dosi eccessive, può ridurre un apporto di nutrimenti al nervo ottico e, in persone predisposte, favorire l’insorgenza di glaucoma.