Notizie dal Centro Camo, sulle attività della clinica e del dottor Lucio Buratto

Più arance, meno degenerazione maculare senile

Giunge direttamente dall’Australia la notizia che più arance consumiamo, più saremmo in grado di tenere alla larga la degenerazione maculare senile. Il “merito” di questo beneficio è da attribuire ai flavonoidi, dei composti fitochimici con ottime proprietà antiossidanti. Vediamo di seguito i dettagli.

Degenerazione Maculare Senile, una patologia da non sottovalutare

La degenerazione maculare senile è una patologia tipica dell’età avanzata che colpisce la macula, ovvero la parte centrale della retina, dove sono collocati alcuni importantissimi fotorecettori responsabili della decodifica dei colori e della trasmissione dell’informazione luminosa al cervello attraverso il nervo ottico. Quando la macula si ammala e si deteriora, questa importante funzione viene meno. Inoltre, poiché la macula è collocata proprio al centro della retina, il paziente perde sia qualità che quantità di visione centrale, mentre conserva intatta la visione periferica. La degenerazione maculare senile può essere di due tipi, secca e umida: la prima è molto più difficile da trattare, mentre per la seconda oggi la medicina mette a disposizione terapie interessanti. Ad ogni modo, è fondamentale sottolineare come un corretto apporto di sangue, ossigeno ed elementi nutritivi consenta alla retina ed alla macula di mantenersi sane e in forma il più a lungo possibile.

I dettagli della ricerca

La ricerca che qui proponiamo è stata condotta dai ricercatori dell’Università di Sidney, che hanno monitoriato la dieta quotidiana di 2000 over 50 nel corso di 15 anni. Dalla ricerca è emerso che i pazienti che consumavano una o due porzioni di arancia al giorno, avevano il 60% in meno di possibilità di sviluppare la degenerazione maculare senile rispetto ai loro coetanei che invece non consumavano gli agrumi.

I flavonoidi, perché è importante assumerli attraverso la dieta

Leggendo le conclusioni della ricerca, verrebbe spontaneo pensare che sia la vitamina C la principale responsabile di questa eccezionale riduzione delle probabilità di ammalarsi di Degenerazione Maculare Senile. Al contrario, l’ottima ossigenazione dei capillari della macula va imputata ai flavonoidi, preziosi composti fitochimici aventi la capacità di esercitare un’importante azione antiossidante ed antitumorale naturale. Abbiamo già avuto modo di approfondire l’importanza dei flavonoidi e la loro presenza nel cioccolato. Oggi aggiungiamo al nostro “menù” le arance, raccomandando di programmare settimanalmente una dieta varia e ben bilanciata, ispirata ai sapori mediterranei e ricca di frutta e verdure sempre freschi, colorati e di stagione.

Fonte: Westmead Institute

 

 

Lo stress può peggiorare la capacità visiva

Che lo stress faccia male, è un fatto risaputo ed assodato. Malumori e tensioni mettono in circolo energie negative ed “avvelenano” nel vero senso della parola il nostro organismo. Ecco perché i medici di tutto il mondo raccomandano di sorridere alla vita e di tenere alto il morale il più possibile. Insomma, si potrebbe dire che non sia solo una mela al giorno a togliere il medico di torno, ma anche una risata.

Stress e peggioramento della capacità visiva: un circolo vizioso

Il dottor Bernhard Sabel, direttore dell’istituto di psicologia medica dell’Università di Magdeburgo, ha condotto una ricerca, pubblicata su Epma Journal, volta a definire la connessione diretta tra un incremento dello stress mentale e la perdita della capacità visiva. I risultati dello studio hanno confermato che non solo lo stress può peggiorare la capacità visiva anche in soggetti con occhi perfettamente sani, ma che questo può anche essere la conseguenza del peggioramento della salute oculare, innescando dunque un circolo vizioso dal quale non sempre è facile uscire. Questo accade perché la perdita di vista viene vissuta dal paziente come un evento molto stressante, debilitante ed irreversibile: l’ansia e lo stress generati da questi pensieri, non fanno che peggiorare la situazione, aggravando lo stato di salute dell’apparato visivo ma anche conducendo, nei casi più gravi, ad isolamento sociale e depressione.

Lo stress come possibile responsabile di alcune patologie oculari

Lo studio condotto dal dottor Bernhard Sabel ha evidenziato come lo stress danneggi la retina, il nervo ottico ed anche il cervello. Oltre alla comparsa o al peggioramento dei difetti refrattivi, tensioni, preoccupazioni e malumori possono essere responsabili di alcune gravi patologie oculari come la maculopatia sierosa centrale, il glaucoma ed anche la perdita improvvisa e totale della vista, seppur temporanea. Per quanto riguarda in particolare il glaucoma, questo potrebbe peggiorare drasticamente, a causa della presenza del cortisolo, l’ormone dello stress, che contribuisce ad un aumento della pressione oculare.

Conclusioni e precisazioni

A conclusione dello studio, il dottore Bernhard Sabel ha precisato che lo stress mentale non è la causa esclusiva della perdita di vista e dell’esordio o peggioramento di alcune patologie oculari, ma deve essere considerato come un fattore di rischio non trascurabile e una tra le cause dei problemi visivi sopracitati. E’ responsabilità dei medici, secondo il ricercatore, cercare di infondere positività ed ottimismo nei pazienti ed al contempo fornire loro tutte le informazioni necessarie sia di carattere medico scientifico sia in merito alle strategie da mettere in atto per ridurre il più possibile lo stress.

Fonte: SpringerLink.com

 

Il Centro Ambrosiano Oftalmico premiato per la Prima Campagna di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia

Il nostro direttore scientifico, il dottor Lucio Buratto, ha ritirato nei giorni scorsi a Milano il premio “Le eccellenze dell’informazione scientifica e la centralità del paziente” – sezione speciale “Nutraceutici” – come riconoscimento per la Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia. Il premio, promosso da SIFI, azienda farmaceutica in ambito oftalmologico e promossa dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, ha l’obiettivo di sottolineare, elogiare e valorizzare quei progetti che, in ambito medico e farmaceutico, hanno avuto l’obiettivo di affermare in modo concreto la centralità del paziente, del suo benessere e della sua qualità di vita.

La Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia, promossa e voluta dal Centro Ambrosiano Oftalmico in collaborazione con IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e patrocinata dal Ministero della Salute e dalla SOI, Società Oftalmologica Italiana, si è svolta dal 29 gennaio al 23 febbraio scorso in 17 città italiane. Lo scopo, quello di offrire alla popolazione una valida e concreta opportunità di informazione e di screening sulla maculopatia, una patologia dell’occhio che può condurre ad una grave carenza visiva qualora venga diagnosticata con ritardo o non opportunamente trattata.

Ricordiamo che la maculopatia è un deterioramento della porzione centrale della retina che si trova dietro alla pupilla, laddove la maggior parte dei raggi luminosi viene trasformata dai fotorecettori in informazione visiva. Il deterioramento, che porta ad un peggioramento sensibile della visione centrale, può essere dovuto a diversi fattori: uno di questi è l’invecchiamento, ed in questo caso si parla di degenerazione maculare senile. Informare, prevenire e trattare sono tre punti chiave fondamentali per consentire alla popolazione di innalzare la sua qualità di vita ed al Sistema Sanitario Nazionale di risparmiare sui costi. É questo il concetto che il dottor Lucio Buratto ha voluto esprimere nel ritirare il premio:

«Sono davvero soddisfatto e ringrazio la giuria di questo importante Premio ottenuto dalla nostra Campagna di prevenzione sociale e d’informazione verso i pazienti su una condizione delicata come la maculopatia – ha commentato il dottor Buratto -. Oggi, infatti, il problema della medicina contemporanea è che non vengono eseguiti sufficienti screening di prevenzione che consentano la diagnosi precoce, un trattamento tempestivo delle principali patologie e una conseguente corretta aderenza terapeutica. Tre elementi che portano ad un innalzamento della qualità di vita dei cittadini oltre che a un importante risparmio per il Servizio sanitario nazionale».

Un grande successo sociale, insomma, quello della Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia, che ha consentito a molti cittadini di conoscere e diagnosticare una patologia poco conosciuta, ma soprattutto di trattarla opportunamente per affrontare il futuro sotto il segno del benessere. Non resta ora che attendere la seconda edizione della campagna, affinché l’informazione circa la maculopatia continui ad essere opportunamente divulgata con l’obiettivo di avere una popolazione informata e soprattutto in salute.

Chirurgia della miopia: Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Lucio Buratto parla di chirurgia refrattiva al TG5

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, parlerà insieme a Luciano Onder di chirurgia laser (e non solo) dei difetti refrattivi come miopia, astigmatismo ed ipermetropia. L’appuntamento è per Mercoledì 11 Luglio durante il Tg5 delle 13, e Giovedì 12 Luglio durante il TG5 delle 8 del mattino.

Ci vediamo su Canale 5!

Femto-Lasik: un intervento per dire addio a più difetti refrattivi

L’uso prolungato di occhiali da vista o di lenti a contatto può essere davvero stancante, soprattutto per chi soffre di più difetti refrattivi insieme. A volte si possiedono più occhiali da vista, “da lontano” e “da vicino”, e si è costretti a tenerli sempre sottomano, finendo con perderne irrimediabilmente un paio in giro per casa; altre volte invece se ne possiede solamente uno, e se lo si dimentica da qualche parte può essere davvero un problema. Oggi per fortuna con un solo intervento di chirurgia refrattiva si possono correggere più difetti “in una mossa sola”. Per togliere gli occhiali e ricominciare a vedere…come da bambini.

Femto-Lasik: comodo, veloce, sicuro

L’intervento di chirurgia refrattiva Femto-Lasik rappresenta quanto di meglio la chirurgia oftalmica possa offrire in fatto di correzione definitiva dei difetti refrattivi. Si tratta di un intervento che viene eseguito in regime ambulatoriale in modo veloce, per niente stressante e totalmente indolore. In pochi minuti, senza sedazione e senza la necessità di ricorrere a punti di sutura e/o a bendaggi, il paziente risolve in modo definitivo i suoi difetti visivi, anche particolarmente marcati. Con la Femto-Lasik è possibile risolvere più difetti refrattivi al contempo. Miopia, astigmatismo, ipermetropia ed oggi anche presbiopia possono diventare un ricordo in tutta sicurezza ed in pochi minuti.

In cosa consiste l’intervento di Femto-Lasik

Due laser d’avanguardia, una tecnica rivoluzionaria: cosa volere di più?

L’intervento prevede l’uso di due laser d’avanguardia, ad alta precisione e molto sicuri: un laser a femtosecondi, ovvero un laser ad impulsi, che si sostituisce totalmente all’uso di lame, ed un laser ad eccimeri. La tecnica detta Lasik è rivoluzionaria perchè consente di aprire una sorta di finestrella facilmente riposizionabile nell’epitelio esterno della cornea, per poter effettuare l’intervento in tutta comodità. Ed i vantaggi sono davvero innumerevoli, perchè il Femto-Lasik è un intervento che si svolge in ambulatorio, dura pochi minuti (poco meno di mezz’ora), non prevede l’uso di lame nè di bisturi, e di conseguenza il paziente non avrà nè punti di sutura nè bendaggi. La perizia del medico in abbinamento con queste tecnologie di ultima generazione fanno del Femto-Lasik l’intervento per la correzione dei difetti visivi più preciso e sicuro al mondo.

5 regole d’oro per mantenere gli occhi sani a lungo

Gli occhi sono un bene prezioso, non ci stancheremo mai di dirlo. Madre natura ci ha dotato di uno straordinario strumento per ammirare giorno dopo giorno la bellezza di questo mondo. Ma come tutti gli strumenti di cui disponiamo, dobbiamo averne cura. Ecco 5 dritte da non dimenticare per poter ammirare l’incredibile bellezza di ciò che ci circonda fino a tarda età:

1 – Prevenire

Parola d’ordine prevenire. Per mantenere il vostro apparato visivo in perfetta salute e ben funzionante, non dimenticate di sottoporvi a periodici controlli dall’oculista, anche in assenza di sintomi. Oltre ai controlli periodici, è altresì fondamentale indossare le lenti o gli occhiali qualora il medico li prescriva.

2 – Proteggere

La luce solare può essere dannosa per gli occhi, non solo in estate, ma anche in inverno ed a diverse altitudini. Tra i raggi solari, quelli cosidetti UV, che sono invisibili, riescono a penetrare in profondità nei nostri occhi, e causare dei danni anche irreversibili. Ecco perchè è fondamentale proteggere gli occhi con degli occhiali da sole di buona qualità.

3 – Nutrire 

Salute e bellezza vengono anche da dentro. Ecco perchè un’alimentazione sana e ben equilibrata, che preveda l’introduzione di alimenti freschi, di stagione e ricchi di nutrienti è importantissima per la salute dell’apparato visivo. Largo dunque a verdure a foglia larga, alimenti ricchi di betacarotene, come le carote ma anche la spirulina, frutta di tutti i colori, pesce azzurro, ed anche al cioccolato. Parola d’ordine varietà!

4 – Igienizzare

Se lavare il proprio corpo è fondamentale, lo è anche lavarsi gli occhi. Fate attenzione a proteggere i vostri occhi da eventuali corpi estranei e ad avere sempre le mani pulite quando ve li toccate. E’ buona norma che in casa ognuno abbia un asciugamano personale. Per chi fa uso di trucco, è sempre bene controllare la data di scadenza dei cosmetici, usarli con parsimonia e struccare accuratamente gli occhi ogni sera con un prodotto di buona qualità.

5 – Svagare

Anche gli occhi hanno bisogno di svago per mantenersi sempre tonici, in forma e perfettamente funzionanti! Attenzione ai device tecnologici: i videoterminalisti dovrebbero fare frequenti pause, mentre i bambini dovrebbero giocare con tablet e telefonini solo pochi minuti al giorno. Gli occhi hanno bisogno di aria aperta, di luce naturale e di tanti colori: questa è la loro palestra, e solo così si mantengono sani ed in forma a lungo nel tempo.

Stampata la prima cornea in 3D a partire da staminali umane

E’ stata pubblicata in questi giorni sulla rivista Experimental Eye Research una ricerca che ha portato ad un traguardo sorprendente e che sicuramente lascerà il segno non solo nell’oftalmologia, ma anche nella scienza medica più in generale. Si tratta del primo prototipo al mondo di cornea stampata in 3D a partire da cellule staminali umane.

A condurre la ricerca è stato il professor Connon, ordinario di ingegneria tissutale dell’università di Newcastle, in Gran Bretagna. Il professore ed il suo team sono riusciti a stampare una copia della cornea umana – non tutta, solamente la parte centrale dell’epitelio, con una stampante in 3D ed un mix di “ingredienti” alquanto singolare: ci riferiamo a collagene, alginato e cellule staminali. Si viene così a formare un bio-inchiostro capace di replicare perfettamente la natura dell’epitelio, e che apre le porte alla possibilità di realizzare in laboratorio degli epiteli “on demand” da trapiantare a chi ha bisogno di sottoporsi, per esempio, ad una cheratoplastica lamellare a seguito di traumi o patologie. Diverso è il caso invece per chi deve andare incontro ad una cheratoplastica perforante, ed ha quindi bisogno di “sostituire” anche lo stroma o l’endotelio: in questo caso il trapianto dovrà ancora avvenire tramite donatore.

Un bio-inchiosto capace di replicare la composizione dell’epitelio

La ricerca, che ripetiamo ad oggi ha dato vita solamente ad un prototipo, ha già evidenziato i suoi limiti. Il bio-inchiostro usato per replicare l’epitelio ne imita perfettamente la composizione, ma presenta dei limiti in termini di struttura, che invece in natura è molto precisa e composta da legami che la rendono particolarmente robusta e resistente. Per ovviare a questo inconveniente, come alternativa al mix di collagene, alginato e cellule staminali, altri studiosi stanno valutando l’idea di usare proteine animali oppure seta, anche se ad oggi non vi sono studi che evidenzino il successo derivante dall’uso di questi “ingredienti” per dar vita ad un epitelio effettivamente impiantabile su un essere umano. Ad ogni modo, la cornea in 3D del professor Connon sarà presto oggetto di ulteriori test, nella speranza che possa essere d’aiuto a tutte quelle strutture che necessitano di attingere ad una riserva pressochè illimitata di cornee per gli interventi di cheratoplastica.

Fonte: Sciencedirect.com

Le mille virtù del cioccolato (anche per gli occhi)

Gli amanti del cioccolato si rallegreranno nel leggere queste righe: al di là delle questioni prettamente “caloriche” che spesso preoccupano i più golosi, la scienza ha provato che il cioccolato ha davvero mille virtù. E non solo: mangiare cioccolato fa bene alla vista. 

Le mille virtù del cioccolato

Mangiare cioccolato, soprattutto quello fondente, con una percentuale molto alta di cacao, fa bene. Il consumo giornaliero di questo tipo di cioccolato (e non di dolci a base di cioccolato, preparati con aggiunta di altri ingredienti o cioccolato con un basso contenuto di cacao) è capace di apportare una lunga lista di benefici al nostro organismo. Il cioccolato è ricco di flavonoidi, dei composti fitochimici che sicuramente avrete già sentito nominare in altre occasioni che sono anche presenti nel tè verde, ma anche nei mirtilli, nelle mele, negli agrumi ed in molti altri alimenti che introduciamo quotidianamente nella nostra alimentazione. Il cioccolato contiene anche fosforo, potassio, triptofano, endorfine, polifenoli, acido oleico e linoleico, tutti ingredienti preziosi per il nostro organismo. Avere un’alimentazione varia ed introdurre nella propria dieta quotidianamente non solo tanta frutta e verdura di stagione ma anche del buon cioccolato di qualità, apporta molti benefici.

I benefici del cioccolato per il nostro organismo:

  •  è un antiossidante naturale, per via della presenza dei flavonoidi e di polifenoli, e dunque rallenta i processi degenerativi, l’invecchiamento, previene i tumori e fa bene alla pelle.
  • aiuta in caso di tosse, per via della presenza di teobromina, un alcaloide naturale capace di agire sul nervo vago ed inibire eventuali attacchi di tosse.
  • contiene degli anticoagulanti naturali, quindi fa bene all’apparato cardiocircolatorio.
  • aumenta l’afflusso sanguigno al cervello, mantenendoci attivi, pronti e migliorando le nostre funzioni cognitive.
  • è un antidepressivo naturale: mette di buon umore, grazie alla presenza di triptofano.

Il cioccolato fa bene agli occhi

Ma non finisce qui, perchè il cioccolato fa anche bene agli occhi ed alla vista. I responsabili di questo beneficio sono i flavonoidi e gli antiossidanti naturali. I primi aiutano a mantenere le arterie ben dilatate ed il sangue molto fluido, garantendo un ottimale apporto di ossigeno a tutti gli organi del nostro corpo, incluso l’occhio. I secondi, invece, esercitano un’azione anti radicali liberi e dunque rallentano tutti i processi di degenerazione cellulare ed invecchiamento, esercitando un’azione protettiva sulla retina, salvaguardando i preziosi fotorecettori che si trovano su di essa, e sul cristallino, prevenendo l’insorgenza della cataratta.

Cheratite neurotrofica: conosciamo meglio questa patologia

Abbiamo già avuto occasione altrove di approfondire l’argomento delle patologie che possono colpire la cornea, occupandoci del cheratocono. Oggi vogliamo affrontare il tema della cheratite neurotrofica. Di che si tratta? Come si cura? Tutte le risposte a seguire.

Che cos’è la cheratite neurotrofica?

La cheratite neurotrofica è una malattia degenerativa della cornea che porta ad una progressiva perdita della sensibilità dell’epitelio corneale ed alla formazione di lesioni spontanee sulla sua superficie. Queste lesioni possono peggiorare nel tempo, trasformandosi in ulcere o perforazioni, o giungendo ad una condizione di necrosi. La cheratite neurotrofica si sviluppa quando il nervo trigemino non irradia correttamente la superficie corneale. Qualora la cornea non sia sufficientemente irradiata dal nervo, la sensibilità si perde, e con lei la capacità di mantenersi costantemente integra ed in salute e di rinnovarsi correttamente.

Quali sono i sintomi della cheratite neurotrofica?

I sintomi apprezzabili dall’esterno della cheratite neurotrofica sono la riduzione della lacrimazione e della frequenza di ammiccamento. In realtà, a causa della perdita di sensibilità della superficie corneale, il paziente spesso non prova alcun sintomo, nè si rende conto di soffrire di cheratite neurotrofica. Un’ulcera corneale che ha difficoltà di guarigione potrebbe essere un indicatore di cheratite neurotrofica.

Come si cura la cheratite neurotrofica?

La cheratite neurotrofica è una malattia rara, non sempre facile da diagnosticare e da curare: tuttavia, come spesso accade, una diagnosi il più precoce possibile può essere di grande aiuto. Prima si identifica e si diagnostica la patologia, prima sarà possibile intervenire per far sì che i danni all’epitelio non progrediscano ulteriormente. Le terapie che oggi la scienza medica ci mette a disposizione sono volte ad arrestare la progressione dei danni quali ulcere o lesioni della cornea, a stimolarne la guarigione ed a cercare di recuperare i nervi corneali compromessi dalla malattia, e con essi naturalmente la sensibilità dell’epitelio.

Fonte: Eyedoctor

Chirurgia della cataratta: il Dott. Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Chirurgia cataratta - Lucio Buratto - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

La cataratta è una patologia che consiste nell’opacizzazione del cristallino naturale presente all’interno dell’occhio. Solitamente compare dopo i 60 anni di età.

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, parlerà di chirurgia della cataratta insieme a Luciano Onder, all’interno della rubrica TG5 Salute, verso la fine del TG5 delle ore 13.00 di Mercoledi 9 Maggio, e del TG5 delle ore 8 di Giovedì 10, su Canale 5.

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