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Cura della cataratta: informarsi bene è d’obbligo

La cataratta senile è una patologia oculare ad ampia diffusione legata tipicamente al tempo che avanza, così come ad un serie di concause e di fattori predisponenti. Numeri alla mano, in Italia si sottopongono all’operazione di cataratta circa 500mila pazienti l’anno. Un intervento dal quale non si può prescindere poiché oggi la via chirurgica rappresenta l’unica strada possibile per curare la cataratta in modo definitivo. Tuttavia, prima di sottoporsi all’intervento, è sempre bene informarsi adeguatamente. D’altronde, non tutte le strutture sanitarie sono uguali tra di loro, né propongono lo stesso tipo di intervento. Vediamo di entrare meglio nel dettaglio della questione, a beneficio di chi abbia ricevuto una diagnosi di cataratta e desideri saperne di più.

Perché è fondamentale informarsi bene

Spesso sentiamo parlare amici e parenti degli straordinari traguardi che oggi è possibile raggiungere in oftalmologia nel campo della correzione dei difetti visivi tramite strumenti laser. Interventi ad altissimo apporto tecnologico, minimamente invasivi e di breve durata. L’operazione di cataratta, pur essendo anch’essa indolore e di breve durata, va tuttavia affrontata con il giusto grado di consapevolezza e di serietà. Perché è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Di qui, l’importanza di conoscere, seppur per sommi capi e senza i tecnicismi riservati agli “addetti ai lavori”, tutti gli aspetti pratici dell’intervento. 

Che cos’è l’operazione di cataratta

L’operazione di cataratta è un intervento chirurgico durante il quale si rimuove il cristallino opacizzato dal tempo e lo si sostituisce con una lente intraoculare nuova, altamente biocompatibile, perfettamente trasparente e concepita per durare per sempre. La procedura è di tipo chirurgico: è necessario dunque accedere all’occhio e raggiungere la capsula che ospita il cristallino naturale. A questo punto, tramite un sofisticato strumento ad ultrasuoni, si frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Infine, si inserisce la lente intraoculare nell’occhio, proprio laddove prima c’era il cristallino. Tutta la procedura è assolutamente indolore.

Varianti e peculiarità dell’operazione di cataratta

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato brevemente in cosa consiste l’intervento di cataratta. Quel che non tutti sanno, però, è che nel corso dell’operazione sopra descritta possono intervenire alcune variabili capaci di offrire più benefici al paziente che vi si sottopone. Scopriamole dunque assieme. 

  • Partiamo dalla componente umana: un chirurgo dotato di solida e comprovata esperienza sul campo fa sicuramente la differenza. E la fa ancor di più se opera in una struttura d’eccellenza, dove l’attenzione, la sensibilità, l’empatia ed il dialogo con il paziente sono considerate fondamentali.
  • Veniamo ora agli aspetti tecnici: nella maggior parte dei casi, per raggiungere il cristallino è necessario praticare una minuscola incisione sulla superficie della cornea. Questa incisione si esegue normalmente a mano, con l’ausilio di un bisturi. In alcuni centri d’eccellenza in Italia è possibile sostituire il bisturi con il laser. Si tratta del laser a femtosecondi, uno strumento ad altissima precisione che offre diversi benefici al paziente. Tra questi, maggior sicurezza, una guarigione più rapida, un decorso operatorio più piacevole. Il laser a femtosecondi è uno strumento prezioso anche nell’apertura della capsula che contiene il cristallino e nella sua frantumazione (specie laddove questo sia più ispessito e “maturo”). 
  • Infine, nei centri d’eccellenza la gamma dei cristallini artificiali a disposizione del paziente è particolarmente vasta. Cristallini con un potere diottrico personalizzato sulla base delle peculiari esigenze visive. Questo significa che l’operazione di cataratta può tramutarsi in un’opportunità per correggere contemporaneamente uno o più difetti visivi preesistenti. Il beneficio a lungo termine è la possibilità di poter fare a meno dell’uso degli occhiali da vista, recuperando non solo la trasparenza del cristallino, ma anche la qualità della visione, regalandosi di fatto un vero e proprio balzo indietro nel tempo.

Riassumendo

Esiste la possibilità di affrontare l’operazione di cataratta con maggior serenità e con più benefici al lungo termine. Zero aghi, niente bisturi e una visione in HD perfetta per affrontare la terza età con ottimismo sotto il segno del benessere visivo. 

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Chiamaci per una visita oculistica specialistica per la cataratta: sarà nostra cura illustrarti nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all’intervento di cataratta e rispondere alle tue domande sul tema. 

Cataratta con il laser: l’intervento diventa “gentile”

L’intervento di cataratta si esegue con una tecnica chiamata “facoemulsificazione”. Durante l’intervento, il chirurgo accede all’occhio con una sonda ad ultrasuoni, che frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Segue l’inserimento di un nuovo cristallino artificiale, altamente biocompatibile e perfettamente trasparente. Si tratta di un intervento oramai considerato di routine, per l’elevato numero di esecuzioni e per la minima percentuale di rischi post operatori. Un intervento che va affrontato con la giusta dose di consapevolezza, e che è disponibile in una veste nuova, più “gentile”. Scopriamo assieme di che si tratta.

Intervento di cataratta: tradizionale o con laser?

Come detto in apertura, il chirurgo accede all’occhio con uno strumento ad ultrasuoni. Per accedere al cristallino con il facoemulsificatore, è necessario eseguire una piccola incisione sulla cornea. Tale incisione si esegue tradizionalmente con uno strumento a lama, solitamente un bisturi.

Come avviene l’intervento di cataratta tradizionale

Nella facoemulsificazione eseguita con tecnica tradizionale, lo strumento ad ultrasuoni frammenta ed aspira il cristallino opacizzato. Dapprima si esegue la capsuloressi, ovvero la frantumazione ed aspirazione della porzione anteriore della capsula che accoglie il cristallino: una fase che, nell’intervento di cataratta tradizionale, si esegue con l’aiuto di strumenti chirurgici. Si procede poi alla frantumazione ed aspirazione della parte centrale, mentre la parte posteriore della capsula è ben detersa e lasciata in sede. Sarà lei ad accogliere il nuovo cristallino artificiale. Come detto, la via d’accesso al cristallino è eseguita con un bisturi, ma nella maggior parte dei casi non è necessario applicare punti di sutura.

Come avviene l’intervento di cataratta con il laser

Il laser a femtosecondi ha rivoluzionato il modo di fare chirurgia oftalmica sia per quanto riguarda la chirurgia refrattiva, sia per quanto riguarda l’intervento di cataratta. Il laser a femtosecondi è uno strumento che emette impulsi brevissimi e ravvicinati, riuscendo di fatto a sostituirsi al bisturi. Nell’intervento di cataratta con il laser, è possibile avvalersi di questo straordinario strumento per:

  • eseguire l’incisione corneale per accedere al cristallino, in modo altamente preciso e controllato (per quanto riguarda l’estensione, la profondità, la pulizia dell’incisione), senza dover ricorrere al bisturi;
  • incidere la capsula anteriore, evitando l’uso di strumenti chirurgici;
  • frammentarne il nucleo più duro della cataratta, in modo più agevole e veloce specie laddove il cristallino sia più ispessito.

E’ sempre consigliabile operare la cataratta non appena se ne riceve la diagnosi. Operare quanto prima rende l’intervento più agevole e riduce drasticamente l’eventualità che la patologia arrechi ulteriori danni alle altre strutture oculari.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in interventi di microchirurgia oculare presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta con il laser: i vantaggi

L’uso del laser apporta i seguenti vantaggi all’intervento di cataratta:

  • un elevato livello di precisione e controllo dell’intera procedura, maggiore di quello raggiunto con la chirurgia tradizionale;
  • un più veloce recupero post operatorio;
  • una minore invasività e manipolazione meccanica all’interno delle strutture oculari del paziente;
  • la possibilità di pianificare per tempo le incisioni necessarie (sulla cornea e sulla capsula anteriore) in termini di estensione e profondità, rendendo l’intervento di cataratta con il laser altamente personalizzabile sulla base delle caratteristiche anatomiche dell’occhio del paziente;
  • la possibilità di fare totalmente a meno di strumenti chirurgici quali bisturi, aghi e pinze;
  • la capacità di accorciare i tempi dell’intera procedura;
  • la riduzione notevole di eventuali fastidi post operatori

Concludendo, allo stato attuale, il chirurgo si avvale ancora del facoemulsificatore, ma in generale l’utilizzo del laser a femtosecondi rende l’intera procedura chirurgica più gentile. A beneficio del chirurgo ma anche del paziente che si sottopone all’operazione di cataratta.

L’intervento di cataratta con il laser a femtosecondi aiuta il chirurgo ad eseguire le fasi più delicate della procedura con maggior precisione e controllabilità. Peraltro, l’uso del laser riduce il rischio di sviluppare un astigmatismo corneale indotto dall’intervento, ed anzi aiuta a correggere un eventuale astigmatismo preesistente.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in interventi di microchirurgia oculare presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico.

Vuoi saperne di più?

L’intervento di cataratta con il laser è disponibile presso il Centro Ambrosiano Oftalmico. Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Lenti EDOF o Trifocali: vantaggi e differenze

I progressi sia in ambito medico e scientifico che nel settore delle tecnologie biomediche hanno portato la chirurgia oftalmica, oggi, ad un livello di innovazione, di accuratezza e di personalizzazione dei trattamenti mai visto prima d’ora. Uno status quo che è possibile apprezzare in particolar modo nei centri d’eccellenza. Qui, professionalità d’alto profilo e tecnologie di ultima generazione offrono ai pazienti una gamma di servizi decisamente interessanti. Tra questi, non possiamo non menzionare gli interventi mirati alla correzione permanente dei difetti visivi, anche marcati, ed anche in concomitanza a patologie oculari come la cataratta. A questo proposito, l’avanguardia oggi è rappresentata dalle lenti intraoculari: minuscole lenti impiantate internamente all’occhio, biocompatibili, molto versatili ed altamente personalizzabili. A ciascuno la sua, insomma. Conosciamole dunque più da vicino, andando ad illustrare caratteristiche e differenze di due tipologie in particolare: le trifocali e le lenti a profondità di fuoco continua (EDOF).

Lenti EDOF e lenti trifocali: caratteristiche

La dilatazione dell’aspettativa di vita di ciascuno di noi posta in essere dai comfort moderni e dal progresso in ambito medico e tecnologico ha fatto sì che la presbiopia sia diventata una “compagna di viaggio” poco gradita per buona parte della nostra esistenza. Ecco perché oggi c’è un forte interesse nei confronti di tutte le tipologie di lenti intraoculari capaci di offrire una buona capacità visiva anche da vicino o per lo meno a distanza intermedia. Tutte le lenti intraoculari – alcune più, altre meno – possono presentare insieme ai grandi vantaggi anche qualche piccolo inconveniente: ci riferiamo, ad esempio, agli aloni ed agli sfocamenti tipici della visione notturna legati alle lenti trifocali. Eppure, si consideri che anche il cristallino naturale non è esente da piccoli fastidi: ne sono un esempio i leggeri aloni che tutti vediamo attorno ai lampioni o alla visione imprecisa data da un occhiale con lenti un po’ appannate. Ma conosciamo più da vicino le IOL trifocali e le IOL EDOF.

Lenti intraoculari trifocali

Le lenti intraoculari trifocali sono progettate per avere 3 fuochi. Si avrà dunque un fuoco per lontano, uno per le distanze intermedie (computer e cose simili) e uno per vicino. Lo svantaggio di questo tipo di lente è che non vi è un continuum tra i tre fuochi, oltre a qualche problema di qualità visiva: il vantaggio è che offrono una buona potenza diottrica anche per le distanze molto ravvicinate.

Esempio: un paziente che desidera praticare un hobby come il ricamo o che non è disposto a ricorrere, anche occasionalmente, ad occhiale da lettura, prediligerà le trifocali. Capiterà, tuttavia, che egli possa vedere qualche leggero alone alle distanze intermedie e lontane, specie dopo l’imbrunire.

Lenti intraoculari EDOF

Le lenti intraoculari a profondità di fuoco continua sono progettate per avere innumerevoli punti di fuoco. Questi vanno a creare un continuum che, da una distanza ravvicinata di circa 40 cm, si estende fino all’infinito. Presentano meno inconvenienti rispetto alle trifocali (meno aloni e più definizione visiva anche in condizioni di luminosità ridotta), ma sono meno potenti alle distanze molto ravvicinate. In generale, le lenti EDOF di ultima generazione offrono un comfort visivo ottimale in condizioni di scarsa luminosità e alle distanze intermedie. Ed eliminano quasi del tutto i classici aloni o sfocamenti dati da altre tipologie di lenti intraoculari.

Esempio: un paziente che faccia il pendolare e si trovi a guidare spesso in condizioni di poca luce o che senta l’esigenza di lavorare al computer senza usare occhiali da vista o lenti a contatto, potrà trovare beneficio nelle lenti EDOF. Avrà dunque l’indipendenza dagli occhiali: potrà guidare in condizioni di poca luce senza alcun disagio e leggere il cruscotto della sua auto sempre senza alcun ausilio esterno. Ma per leggere il giornale dovrà avvalersi di un occhiale da lettura.

Come scegliere tra lenti EDOF o trifocali

La scelta tra lenti EDOF e trifocali è il frutto di un colloquio approfondito con lo specialista. Sarà lo specialista, sulla base dello stato di salute visiva del paziente e tenendo conto delle sue aspettative, ad indirizzare il paziente verso la tipologia di lente intraoculare maggiormente indicata. In generale, se si vede la cosa dal lato paziente, l’obiettivo sarà raggiungere il giusto e desiderato comfort visivo in accordo con le proprie abitudini ed il proprio stile di vita. Molto spesso uno degli obiettivi principali è ottenere l’indipendenza dagli occhiali. Altre volte, invece, il paziente non è ben disposto nei confronti di alcuni inconvenienti visivi come i sopracitati aloni e quindi occorre fornire una soluzione appropriata. Altre volte ancora, il paziente svolge una professione che lo porta ad avere esigenze visive ben precise e quindi occorre una soluzione veramente personalizzata. Compito di un professionista ben preparato!

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Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di prenderci cura del tuo apparato visivo e di illustrarti nel dettaglio le caratteristiche delle IOL di ultima generazione disponibili presso il Centro Ambrosiano Oftalmico.

Cataratta e menopausa: cosa c’è da sapere

Secondo alcune ricerche scientifiche, l’età avanzata media delle donne dei paesi occidentali si aggira oggi intorno agli 82 anni. Un traguardo che fino a pochi decenni fa sarebbe stato del tutto impensabile, e che è segno tangibile dell’attenzione e della sensibilità nei confronti di temi quali prevenzione, fiducia nella medicina, ma anche ai grandi progressi della ricerca in ambito medico e scientifico. E dal momento che la vita media della donna si sta via via allungando, la scienza si interroga sempre più spesso sul legame tra menopausa e salute. Sapevate, per esempio, che la menopausa esercita un’influenza anche sull’apparato visivo? E che cataratta e menopausa possono avere un legame?

Menopausa, occhi e secchezza oculare

Noi tutti tendiamo comunemente ad associare la menopausa ad un’aumentata secchezza oculare dovuta al calo di estrogeni nel sangue. Effettivamente è proprio così: uno dei sintomi più evidenti della menopausa è proprio un abbassamento dei livelli di lubrificazione oculare, chiamata anche Dry Eye Syndrome – Sindrome dell’Occhio Secco. Una fase che, cronicizzandosi, può innescare altri disturbi, come un’infiammazione della cornea (cheratite) o della congiuntiva (congiuntivite).

Cataratta e menopausa: fattori di rischio

La menopausa non porta con sé solamente i tipici sintomi da alterazione del film lacrimale. Al contrario, essa può concorrere all’esordio della cataratta. Nelle donne i cambiamenti ormonali posti in essere dalla menopausa rappresentano infatti un fattore di rischio per la cataratta. Ma non sono i soli. Come sempre accade in medicina, le patologie non sono il risultato di un’unica causa scatenante, ma possono essere il risultato di un insieme di fattori predisponenti. Nel caso della cataratta, i fattori predisponenti sono l’età, il fumo, l’obesità, il diabete, l’esposizione ai raggi UV e, non ultima, proprio la menopausa.

Gli effetti della terapia sostitutiva sullo sviluppo della cataratta

Secondo i risultati di alcune ricerche scientifiche, la terapia sostitutiva a base di estrogeni potrebbe aiutare a diminuire il rischio di andare incontro ad un’opacizzazione del cristallino o a ritardare l’insorgenza della cataratta. In generale, i ricercatori hanno riscontrato che le donne over 65 che fanno uso di terapia ormonale sostitutiva a base di estrogeni tendono a sviluppare la cataratta meno delle loro coetanee che invece non assumono la terapia. E non solo: sembra che anche un menarca precoce ed una menopausa tardiva concorrano ad una minor incidenza della cataratta. Analogamente, anche l’assunzione di contraccettivi orali – a base di estrogeni – è associata ad una minor incidenza di cataratta.

Azione antiradicalizzante: non solo estrogeni

Alla luce di quanto sopra affermato, sembra dunque che gli estrogeni esercitino un’azione antiradicalizzante capace di contrastare gli effetti negativi dello stress ossidativo a carico del cristallino. A proposito di azione antiradicalizzante, anche abbinare una dieta ricca di vitamine e antiossidanti può essere d’aiuto nel ritardare o prevenire l’insorgenza della cataratta.

L’alimentazione esercita un ruolo fondamentale nella prevenzione di tante patologie tipicamente connesse all’invecchiamento. Mangiare “a colori”, seguire la stagionalità degli alimenti e bere molta acqua è il primo passo per prendersi cura anche del proprio apparato visivo.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico

Leggi anche: come prevenire la cataratta a tavola

Cataratta e menopausa: quando operare?

La cataratta fa tradizionalmente la sua comparsa dai 55 anni in su e progredisce pian piano nel tempo. Il consiglio vale in questo caso tanto per gli uomini quanto per le donne, ed è quello di operare non appena si riceve la diagnosi di cataratta. Una cataratta trascurata porta ad un ispessimento del cristallino, che a sua volta può mettere sotto pressione le strutture oculari circostanti, danneggiandole. Inoltre la cataratta compromette gravemente la capacità visiva di chi ne è affetto, pregiudicandone l’indipendenza su più fronti. Non c’è motivo per temporeggiare: anzi, sottoporsi quanto prima all’intervento di cataratta consente di recuperare e mantenere nel tempo la propria autonomia ed il proprio dinamismo. Il primo passo, dunque, per affrontare la terza età con il giusto sprint.

La pandemia da Coronavirus ha spinto molti pazienti a rimandare l’appuntamento per l’intervento di cataratta per timore del contagio. Nei centri oculistici certificati Covid-free, come CAMO, oggi è possibile sottoporsi all’operazione in totale tranquillità, evitando le conseguenze innescate dall’avanzamento della patologia.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico di Camo – Centro Ambrosiano Oftalmico

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Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di prenderci cura del tuo apparato visivo e di illustrarti nel dettaglio le caratteristiche dell’intervento di cataratta, anche nella sua variante senza bisturi.

Cataratta: quanto ne sanno gli italiani?

Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, con la certificazione Global Safe Site Excellence di Bureau Veritas contro il Covid-19

Sono stati resi noti alla stampa i risultati di un’interessante indagine condotta lo scorso aprile per stabilire il livello di conoscenza della cataratta tra la popolazione italiana. L’indagine, promossa da CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico – con il patrocinio dell’Università degli Studi dell’Insubria, ha coinvolto 1200 individui di età compresa tra i 50 ed i 75 anni. Tra di essi, anche alcuni pazienti affetti da cataratta o che si sono già sottoposti all’intervento. Un campione rappresentativo che è stato invitato a rispondere ad un breve questionario sulla patologia oculare. I risultati parlano chiaro: buona parte degli italiani ha le idee un po’ confuse su cause e sintomi della cataratta. Ma anche sui benefici offerti dall’intervento. Vediamo assieme, dati alla mano, cosa è emerso.

Cause e sintomi della cataratta: non solo invecchiamento

Abbiamo avuto modo più volte di discutere, sulle pagine di questo magazine, delle cause e dei sintomi della cataratta. Tuttavia, come emerso dall’indagine, non tutti gli italiani si avvalgono del web, dei social network, né della stampa per reperire le opportune informazioni. Ma piuttosto, e più comunemente, dell’oculista (40%), degli amici e dei parenti (21%). Riguardo le cause della cataratta, è opinione diffusa che esse risiedano in primis, e genericamente parlando, nell’invecchiamento (80% degli intervistati). In realtà a determinare l’esordio della patologia è solitamente un insieme di fattori concomitanti che vanno al di là del solo avanzare dell’età. Al contrario, riguardo i sintomi della cataratta, le opinioni non sono univoche: chi ha già affrontato la patologia tende ad avere le idee più chiare sulla sua sintomatologia. Tutti gli altri invece ritengono che la cataratta porti con sé un generale annebbiamento della vista.

Operazione di cataratta: anestesia e uso del laser, cosa sanno davvero gli italiani?

Il questionario proposto al campione rappresentativo prevedeva anche alcune domande in merito all’operazione di cataratta. Se è chiaro alla maggioranza che per eseguire l’intervento è sufficiente somministrare un anestetico per uso topico sotto forma di collirio (59%), sembra esserci invece un po’ di confusione in merito al ruolo degli strumenti laser. Di fatto, l’intervento di cataratta è una procedura chirurgica che nella stragrande maggioranza dei casi non prevede l’uso del laser. Un aspetto che sembra aver chiaro solamente il 6% degli intervistati. In pochi centri d’eccellenza è possibile avvalersi del laser a femtosecondi per eseguire le primissime fasi della procedura, ma questo non ha nulla a che vedere con l’uso che si fa degli strumenti laser in chirurgia refrattiva. Si tende, forse, a confondere e sovrapporre le caratteristiche degli interventi di chirurgia refrattiva con la procedura d’esecuzione dell’operazione di cataratta.

Aspettative vs realtà: qualcosa non torna

La chirurgia oftalmica offre soluzioni vantaggiose ed interessanti per una sempre più vasta gamma di pazienti. Questo vale sia con riferimento all’intervento di cataratta, sia per quanto riguarda la correzione dei difetti visivi. Ma non ci stancheremo mai di ripetere che è quanto mai fondamentale che il paziente rimanga sempre ancorato alla realtà. Alla domanda relativa alle aspettative che si hanno verso l’intervento di cataratta, gli intervistati hanno risposto affermando in modo piuttosto univoco: da esso ci si aspetta un ritorno ad un tipo di visione nitida e precisa (57,9%). Di fatto il tradizionale intervento di cataratta restituisce un cristallino trasparente, ma non corregge i difetti visivi. E nemmeno la presbiopia, che spesso ci fa compagnia in età matura.

Indipendenza dagli occhiali e correzione dei difetti visivi: l’ultima frontiera dell’operazione di cataratta. Ma cosa ne sappiamo davvero?

Ancora, alcune domande facenti parte dell’indagine vertevano sui vantaggi offerti dall’intervento di cataratta. Non tutti gli italiani conoscono ancora le straordinarie potenzialità che l’intervento offre per come è concepito ed eseguito oggi. Il 40% degli intervistati è convinto che gli occhiali (da lontano o da vicino) andranno indossati in ogni caso anche dopo l’intervento. Al contrario, oggi la possibilità di avvalersi delle più moderne lenti intraoculari – come le lenti EDOF – consente di raggiungere una quasi totale indipendenza dagli occhiali. Ma anche di ottenere una qualità visiva ottimale praticamente a tutte le distanze, priva delle piccole controindicazioni tipiche di altre tipologie di lenti intraoculari. Un altro aspetto poco noto agli intervistati, che nel 52% dei casi non conoscono le potenzialità dei cristallini artificiali. Non si tratta, dunque, di risolvere una noiosa incombenza legata all’età, ma di sfruttare appieno la straordinaria opportunità di “riavvolgere il nastro del tempo” che oggi questo intervento dà.

Tempi d’attesa, paure e preoccupazioni

Infine, dall’indagine è emerso che gli italiani sono poco disposti ad affrontare lunghe liste d’attesa per sottoporsi all’intervento di cataratta (il 98% non sarebbe disposto ad attendere oltre i 12 mesi). E non solo: il timore di contrarre il Coronavirus potrebbe addirittura spingere molti di essi a soprassedere rispetto all’appuntamento con la chirurgia. Meglio dunque una struttura privata senza liste d’attesa e, perché no, con una certificazione importante “Covid-Free”, (come la Global Safe Site Excellence, conferita recentemente a CAMO) capace di offrire la giusta tranquillità nel momento di stendersi sul lettino operatorio.

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Desideri conoscere più da vicino le caratteristiche e le interessanti potenzialità offerte dall’operazione di cataratta? Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191

Intervento di cataratta, come affrontarlo al meglio

Com’è noto, l’intervento di cataratta è uno dei più diffusi e praticati al mondo. L’ormai consolidata esperienza sul campo e l’uso di tecnologie sempre più sofisticate, hanno fatto di questa pratica chirurgica una procedura di routine molto sicura. Ma anche veloce e indolore. A questi aspetti si aggiungono le novità che periodicamente provengono dal mondo della ricerca. In particolare, i ricercatori hanno approfondito i benefici derivanti dalla somministrazione di un mix di integratori a base di vitamina D per uso topico nei giorni che precedono l’operazione di cataratta. Ma entriamo nel merito della questione.

Più integratori, meno secchezza oculare post operatoria

Come detto, l’intervento di cataratta è una procedura che ad oggi non presenta particolari controindicazioni. E che, al contrario, offre innumerevoli benefici sul fronte della salute oculare così come, di riflesso, anche sul piano psicofisico. Tuttavia, può capitare che qualche paziente sperimenti un lieve discomfort post operatorio sotto forma di secchezza oculare, arrossamento, bruciore, sensazione di corpo estraneo. Una sintomatologia non grave e spesso del tutto transitoria che però, ove trascurata, può tendere a cronicizzarsi, assumendo i contorni di una vera e propria patologia: la Sindrome dell’Occhio Secco

Secondo i risultati di una ricerca scientifica italiana illustrata recentemente sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica Advances in Therapy, le probabilità di andare incontro ad un discomfort oculare caratterizzato da secchezza possono essere ridotte al minimo grazie ad un particolare mix di integratori somministrati localmente. Si tratta di un collirio a base di vitamina D, vitamina A, omega 3 e liposomi.

La somministrazione avviene prima dell’intervento di cataratta

La scoperta scientifica propone un cambio di prospettiva interessante. Fino a ieri si proponevano sostituti lacrimali e soluzioni idratanti da somministrare nel periodo post operatorio. Il nuovo collirio frutto della ricerca italiana si instilla invece nel periodo pre operatorio, preparando di fatto la superficie oculare all’intervento. I principi attivi del collirio, infatti, svolgono un ruolo preparatorio all’intervento di cataratta stimolando i naturali meccanismi di difesa della superficie oculare. Ancora, essi esercitano un’azione protettiva ed antinfiammatoria, favorendo la produzione delle componenti caratterizzanti il film lacrimale.

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Cataratta senza bisturi: i vantaggi

L’opacizzazione del cristallino, nota come cataratta, è una patologia oculare tipica dell’età avanzata. Insorge molto frequentemente per motivi del tutto naturali: il tempo passa e la piccola lente posta all’interno del nostro occhio invecchia insieme a noi. Si immagini il vetro di una finestra, che perde progressivamente la sua trasparenza originaria. La sensazione che si prova è proprio quella di vedere attraverso un vetro sempre più opaco. E poiché non esiste farmaco in grado di arrestare l’opacizzazione del cristallino, l’unica soluzione è sottoporsi ad un intervento di cataratta. Un breve intervento disponibile oggi, nei centri d’eccellenza, anche nella formula “gentile”, senza bisturi. In cosa consiste la cataratta senza bisturi?

Come si esegue l’intervento di cataratta

Prima di capire come trattare la cataratta senza bisturi, spieghiamo brevemente come si svolge l’intervento di cataratta. Il chirurgo esegue una minuscola incisione sulla superficie del bulbo oculare. Attraverso di essa accede al cristallino con uno strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore. Il facoemulsificatore frantuma ed aspira il cristallino estraendolo dalla capsula naturale in cui è collocato. Terminata la fase di estrazione del cristallino opacizzato, l’oculista procede all’impianto di un cristallino artificiale. 

Cataratta senza bisturi, come avviene?

Nell’intervento di cataratta senza bisturi, l’incisione sul bulbo oculare si esegue con il laser. Si tratta di un laser di ultima generazione, oggi disponibile solamente in pochi centri d’eccellenza in Italia. Il suo nome è laser a femtosecondi: una tecnologia progettata per emettere impulsi brevissimi e ravvicinati, dell’ordine di un quadriliardesimo di secondo.

Quali sono i vantaggi del laser a femtosecondi al posto del bisturi?

L’intervento di cataratta senza bisturi offre una lunga lista di vantaggi tanto sul fronte prettamente medico e chirurgico, quanto dal punto di vista dei benefici offerti al paziente. Eccoli:

  • l’incisione è più netta, precisa e programmabile;
  • l’intervento è meno invasivo;
  • i tempi di guarigione sono più veloci, così come lo è il recupero visivo;
  • l’impatto emotivo dell’intervento è minore (ideale per i pazienti timorosi o più in là con gli anni);
  • non sono necessari punti di sutura;
  • il rischio di complicanze operatorie e post operatorie è sensibilmente ridotto.

Due parole sui cristallini artificiali

Come sopra descritto, la combinazione tra un laser di ultima generazione ed uno strumento ad ultrasuoni fa dell’intervento di cataratta senza bisturi una procedura gentile, sicura e di breve durata, capace di apportare indubbi vantaggi a chi vi si sottopone. Ma non finisce qui. L’intervento di cataratta oggi rappresenta anche una valida opportunità per correggere i propri difetti visivi in modo permanente. Da alcuni sono disponibili diverse tipologie di cristallini artificiali, detti anche lenti intraoculari, pensati proprio per questo scopo.

Un intervento reso ancor più “gentile” grazie alle lenti intraoculari di ultima generazione

Contestualmente all’intervento, è possibile dunque correggere i propri difetti visivi sia per lontano che per vicino. Le moderne lenti intraoculari sono particolarmente morbide e facili da inserire: un altro punto a favore della “gentilezza” offerta oggi da questo intervento. Oggi presso i centri d’eccellenza è possibile programmare un intervento di cataratta su misura, scegliendo le lenti intraoculari che meglio rispondono alle proprie esigenze visive e di vita quotidiana. L’ultima frontiera in questo senso è offerta dalle lenti EDOF: si tratta di lenti intraoculari con profondità di fuoco estesa, pensate per consentire di vedere bene ad una vastissima gamma di distanze (dalla visione del computer fino all’infinito e con qualunque tipo di luminosità).

Come scegliere il miglior intervento di cataratta?

Alla luce delle informazioni sopra fornite, appare chiaro che l’intervento di cataratta non è una procedura standard fine a se stessa, ma anzi offre ampio margine di personalizzazione. Prerogative di un intervento di cataratta senza bisturi, altamente personalizzabile e capace di offrirci un’ottima indipendenza dagli occhiali sono il laser a femtosecondi e le lenti intraoculari di ultima generazione.

Vuoi saperne di più?

CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è altamente specializzato nella chirurgia della cataratta e dei difetti visivi. Eseguiamo quotidianamente l’intervento di cataratta senza bisturi, con laser a femtosecondi e le lenti intraoculari di ultima generazione. Se desideri maggiori informazioni o prenotare un appuntamento, chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Operazione di cataratta: è boom

Si sente spesso parlare di operazione di cataratta e del fatto che sono sempre di più le persone che vi si sottopongono. Anche tra parenti ed amici. In cosa consiste l’intervento? E perché in tanti lo scelgono? Spieghiamo dunque perché l’intervento di cataratta è così vantaggioso, quali sono le sue caratteristiche e quali i parametri valutare per orientarsi nella scelta della struttura sanitaria alla quale affidarsi.

L’operazione di cataratta: perché oggi è routine

Prima di spiegare meglio cos’è l’intervento di cataratta e perché sono così tante le persone che scelgono di eseguirlo, una premessa è d’obbligo. L’aumento della durata di vita media che ha caratterizzato gli ultimi decenni è il risultato del complessivo miglioramento della qualità dell’esistenza dell’individuo. Alla base di questo salto di qualità vi sono diversi fattori. Tra questi, i progressi in ambito sanitario, alimentare e nutrizionale, dei comfort e della tecnologia. La conseguenza è l’esigenza di mantenere uno stile di vita qualitativamente ottimale sino in tarda età. Non a caso, la terza età è vista oggi come una seconda giovinezza. In questo contesto, l’intervento di cataratta è uno dei trattamenti maggiormente richiesti nell’ottica di conservare una buona capacità visiva per tutta la durata della propria vita.

In cosa consiste l’intervento e perché è vantaggioso?

L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale. Tale sostituzione si rende necessaria quando il cristallino naturale si opacizza, proprio come accadrebbe al vetro di una vecchia finestra. Una condizione frequente, che colpisce spesso le persone in età matura ed avanzata. L’intervento dura pochi minuti e non è doloroso.

L’operazione di cataratta presenta i seguenti vantaggi:

  • consente di recuperare un’ottimale capacità visiva con riferimento alle forme, ai colori, ai contorni delle cose;
  • permette di correggere anche eventuali difetti visivi (perché il cristallino artificiale è una lente intraoculare che può essere dotata, ove necessario e qualora lo si desideri, di potere diottrico);
  • offre la possibilità di mantenere la propria autonomia personale sino a tarda età (occuparsi di sé stessi e della propria abitazione, guidare, uscire di casa, praticare degli hobby).

Operazione di cataratta, come scegliere?

Quando ci si trova di fronte all’esigenza di sottoporsi ad un intervento, dubbi e domande non mancano. Il desiderio comune, tuttavia, è quello di trovare il medico o la struttura sanitaria su cui sentire di poter riporre la propria piena fiducia. Tra gli elementi che possono essere da guida nella scelta della struttura più adatta alle proprie esigenze, troviamo:

  • l’accoglienza sempre cortese, la disponibilità al dialogo ed il senso di empatia trasmesso dal team di lavoro della struttura prescelta;
  • la certezza che di affidarsi a professionisti preparati, competenti ed esperti nel campo della chirurgia della cataratta;
  • i tempi di attesa ragionevoli e se possibile brevi, onde non dover attendere troppo tra il primo ed il secondo intervento;
  • la certezza di essere seguiti con attenzione durante tutto l’iter terapeutico, senza doversi sentire solamente “un numero”;
  • l’evidenza che tecniche e tecnologie messe in campo sono le migliori del momento;
  • la possibilità, nel caso si tratti di una struttura privata, di poter finanziare l’intervento, concedendosi un trattamento d’eccellenza senza gravare troppo sul bilancio della famiglia.

A proposito di tecniche e tecnologie. Parola d’ordine, eccellenza

La tecnica di ultima generazione per quanto riguarda la chirurgia della cataratta prende oggi il nome di femtocataratta. Questo termine fa riferimento al fatto che nel corso dell’intervento si usa un laser di ultima generazione che si sostituisce totalmente al bisturi.: il laser a femtosecondi. Grazie questo laser, la piccola incisione eseguita sulla superficie per accedere al cristallino è eseguita senza strumenti taglienti, è molto più precisa, pulita, sicura e controllabile. A patto, naturalmente, che il laser si trovi nelle mani di un professionista di grande e comprovata esperienza. Oggi il laser a femtosecondi è disponibile solo in alcuni centri d’eccellenza sul territorio. Analogamente, nei migliori centri d’eccellenza è altresì possibile scegliere lenti intraoculari su misura rispetto alle proprie esigenze visive. Le lenti intraoculari non sono infatti tutte uguali e sono concepite per incontrare le necessità di una vasta gamma di pazienti: si avranno dunque lenti ad alto apporto tecnologico, monofocali, multifocali o toriche, a seconda del difetto visivo che si intende risolvere e delle aspettative specifiche del paziente.

Vuoi saperne di più?

In CAMO abbiamo messo a punto una visita oculistica specialistica per chi desidera sottoporsi all’operazione di cataratta. Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

L’intervento di cataratta fa bene agli occhi e alla mente

Avere una capacità visiva ottimale fino a tarda età è un’esigenza certamente pratica. Vedere bene aiuta ad orientarsi correttamente nello spazio, a preservare la propria autonomia, a continuare ad occuparsi delle proprie faccende domestiche ed a coltivare i propri interessi. Ma c’è anche molto di più. Perché, come confermato da alcune ricerche scientifiche, la cataratta va di pari passo con un aumento del rischio di compromissione delle capacità cognitive. Curare la propria salute oculare è quindi fondamentale, anche sottoponendosi all’intervento di cataratta, ove necessario.

Che cos’è la cataratta e in cosa consiste l’intervento di cataratta

Prima di affrontare il tema del legame tra avanzamento della cataratta e declino delle facoltà cognitive, spendiamo due parole su questa patologia oculare così comune, a beneficio di chi ancora non abbia ben chiaro che cosa sia la cataratta.

La cataratta è una progressiva opacizzazione del cristallino, la minuscola lente naturale situata all’interno del nostro occhio. La sua opacizzazione è del tutto naturale ed inevitabile: si tratta, infatti, di una patologia causata solitamente dall’avanzare dell’età, che si manifesta spesso in concomitanza con una serie di fattori di rischio ben definiti. Tra questi il fumo, la vita sedentaria, un’alimentazione poco varia e talvolta poco sana. Sfortunatamente, la cataratta peggiora con l’avanzare del tempo, portando ad una drastica riduzione della capacità visiva. E dal momento che non esiste alcuna terapia farmacologica per arrestarne la progressione o migliorare la sintomatologia, l’unica opportunità di trattamento è l’intervento di cataratta. 

L’intervento di cataratta consiste nell’asportazione del cristallino naturale opacizzato e nella sua sostituzione con una lente intraoculare nuova, perfettamente trasparente e biocompatibile. La procedura si esegue in regime ambulatoriale o di day surgery, previa somministrazione di un collirio anestetico, con l’ausilio di moderni strumenti laser e ad ultrasuoni, ad altissima precisione e minimamente invasivi.

L’intervento di cataratta presenta innumerevoli vantaggi:

  • è totalmente risolutivo, pertanto la cataratta non potrà più ripresentarsi (il cristallino artificiale non va incontro ad opacizzazione);
  • è pressoché privo di controindicazioni;
  • non è doloroso e dura pochi minuti;
  • consente di recuperare una capacità visiva ottimale ed anzi, di correggere anche eventuali difetti visivi preesistenti;
  • offre un livello di sicurezza e di igiene elevatissimo;
  • ha un decorso post operatorio rapido e non doloroso, ben sopportabile anche dai pazienti in età particolarmente avanzata. 

La cataratta come fattore di rischio per il declino delle capacità cognitive

Secondo i risultati di una ricerca scientifica, essere affetti da cataratta senile sarebbe un fattore di rischio per l’insorgenza di disturbi cognitivi. Nel corso della ricerca, è stato preso in esame l’andamento cognitivo di un gruppo di anziani prima e dopo la chirurgia della cataratta. Analogamente, gli studiosi hanno monitorato lo stato di salute cognitiva di un secondo gruppo di anziani, che invece non si era sottoposto all’intervento.

Secondo i risultati, il declino cognitivo dei soggetti che si erano sottoposti all’intervento di cataratta era significativamente minore – di fatto equiparabile a quello di un soggetto sano – rispetto a quelli che invece non avevano affrontato l’intervento.

Come si spiega questo risultato? Secondo gli studiosi, la progressione della cataratta innesca una serie di conseguenze negative a cascata, che si ripercuotono a livello cognitivo. Tra queste citiamo la difficoltà motoria, l’isolamento sociale, la difficoltà nello svolgere anche le più piccole mansioni domestiche, la depressione.

In questo senso, l’intervento di cataratta rappresenta dunque una terapia preventiva capace di migliorare drasticamente la capacità visiva dell’anziano regalandogli al contempo una longevità cognitiva e, di riflesso, una vita qualitativamente migliore sul lungo periodo.

Leggi anche: occhi sani, cervello in forma. Lo conferma la scienza.

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Hai notato un peggioramento delle tue capacità visive e temi di essere affetto da cataratta? In CAMO abbiamo messo a punto per te una visita oculistica specialistica per la cataratta. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute oculare, e di rispondere ad ogni tuo dubbio sul tema.

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Fumo passivo e salute oculare nei bambini

Quando si pensa al fumo passivo ed ai danni che questo può causare, sicuramente si è portati ad immaginare una serie di patologie a carico dell’apparato respiratorio. Ma non solo: il fumo passivo può mettere a repentaglio anche la salute oculare, specie nei bambini. Scopriamo come, e perché.

Fumo passivo e salute visiva nei bambini

Manteniamo le distanze

Sono già diversi anni che il fumo di sigaretta, sigaro e pipa è vietato nei luoghi pubblici. Tuttavia, sono milioni le persone in Italia che non rinunciano al rito della sigaretta. Attenzione però ai piccoli di casa: il consiglio ovvio sarebbe quello di non fumare. In ogni caso, è importante allontanarsi dai bambini, di fumare ove possibile in spazi aperti e di arieggiare molto bene gli ambienti dopo aver fumato. Come mai? Se il buon senso non è sufficiente a rispondere a questo quesito, oggi è la scienza ad affrontare l’argomento. 

Leggi anche: quando portare i bambini dall’oculista?

Fumo passivo e salute oculare nei bambini: cosa dice la scienza

Secondo i risultati di una ricerca scientifica recentemente apparsa su Jama Network, l’esposizione al fumo passivo nei pazienti in età pediatrica causa un assottigliamento della coroide, in misura direttamente proporzionale rispetto alla dose alla quale si è stati esposti. Lo studio ha visto la partecipazione di 1400 bambini d’età compresa tra i 6 e gli 8 anni, residenti ad Hong Kong. Gli studiosi hanno misurato lo spessore della coroide dei partecipanti tramite una OCT. L’OCT è una Tomografia Ottica Computerizzata. L’OCT è un esame non invasivo che permette di vedere e misurare nel dettaglio le diverse strutture oculari, inclusi gli strati di cui è composta la retina. Gli studiosi hanno tenuto conto di una vasta serie di fattori tra cui:

  • l’età dei bambini;
  • il loro peso corporeo;
  • il genere;
  • il peso alla nascita;
  • la presenza di almeno un fumatore in famiglia.

Stando ai risultati, dunque, l’assottigliamento della coroide aumentava in modo direttamente proporzionale al numero di fumatori presenti in famiglia ed alle ore d’esposizione al fumo passivo. 

Cosa implica l’assottigliamento della coroide?

La coroide è una sottile membrana della retina. Laddove questa si assottigli e si indebolisca, è più probabile che si vada incontro ad alterazioni vascolari della retina, con conseguente compromissione della sua funzionalità e dunque del buon andamento della funzione visiva. 

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Il fumo come fattore di rischio di altre patologie oculari

In generale, non si dimentichi che il fumo – anche passivo – è fattore di rischio per una lunga serie di patologie oculari, tra le quali citiamo la Sindrome dell’Occhio Secco, la cataratta, la retinopatia diabetica, la Degenerazione Maculare Senile, il glaucoma ed alcune patologie che interessano il nervo ottico. 

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