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In cosa consiste la visita oculistica?

La visita oculistica è uno degli appuntamenti con la salute al quale è bene non mancare. Tuttavia, l’oculista è uno degli specialisti dei quali ci rammentiamo solamente quando il nostro apparato visivo si fa in qualche modo sentire, manifestando una ben precisa e per noi insolita sintomatologia. Altrimenti, quando ci sembra di stare bene e di vedere bene, tendiamo ad assimilare la visita oculistica al controllo della vista, cioè alla sola misurazione delle diottrie. Nulla di più sbagliato. Spendiamo dunque due parole su questo tema: in cosa consiste la visita oculistica? Perché è così importante? E per quale motivo è bene non mancare agli appuntamenti con la propria salute visiva?

In cosa consiste la visita oculistica

La visita oculistica è una visita medica condotta da uno specialista in possesso di una Laurea in Medicina e Chirurgia con specializzazione in Oftalmologia. Il suo obiettivo è eseguire un controllo accurato dello stato di salute degli occhi.

Ecco in cosa consiste la visita oculistica:

  • anamnesi: un dialogo approfondito durante il quale lo specialista raccoglie un insieme di dati in merito alla storia clinica del paziente;
  • esame obiettivo: lo specialista osserva con attenzione gli occhi, i movimenti oculari e palpebrali del paziente;
  • esame della lampada a fessura: detto anche biomicroscopia, questo esame non è invasivo. Consente al medico di osservare l’occhio più da vicino. Potrà dunque osservare la sclera, l’iride, il cristallino e, con l’aiuto di speciali lenti, anche la retina e la testa del nervo ottico. Questa fase della visita oculistica è fondamentale per diagnosticare eventuali patologie oculari come retinopatie, cataratta, glaucoma ed altre;
  • autorefrattometria: è la misurazione delle diottrie. Consente di individuare la presenza dei difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo);
  • esame dell’acuità visiva: il suo scopo è quello di misurare la capacità dell’occhio di distinguere chiaramente le forme ed i colori e la prontezza nella messa a fuoco.
  • tonometria: è la misurazione della pressione oculare, fondamentale per la diagnosi del glaucoma ed imprescindibile laddove il paziente presenti familiarità con la patologia;
  • esame del fondo oculare: si tratta dell’osservazione delle strutture oculari che sono collocate in posizione posteriore rispetto al cristallino. Per eseguirla, è necessario somministrare qualche goccia di un collirio midriatico, che induce la dilatazione della pupilla. Si tratta di una procedura indolore e non invasiva, ma preziosa per la diagnosi di alcune patologie quali glaucoma, maculopatie, neuropatie anteriori e altre.

Perché è fondamentale non mancare ai propri appuntamenti con l’oculista

Il nostro apparato visivo cresce, evolve ed invecchia insieme a noi. Un’evoluzione che è fatta di scadenze ben precise, che spesso si accompagnano con difficoltà visive e patologie caratterizzanti le diverse tappe della vita. Se in età pediatrica è importante monitorare l’andamento della funzione visiva e verificare l’insorgenza di eventuali patologie (lo strabismo, l’occhio pigro) o difetti visivi, i 40 anni rappresentano l’appuntamento tipico con la presbiopia, e, analogamente, l’età matura porta spesso con sé la cataratta. Ma non solo: stili di vita, abitudini, familiarità con determinate patologie possono aggiungere ulteriori tasselli al “puzzle” che compone, anno dopo anno, l’andamento della nostra salute visiva.

La visita oculistica ha l’obiettivo di dare le giuste attenzioni all’apparato visivo

Da queste brevi considerazioni – ed ora che abbiamo chiarito in cosa consiste la visita oculistica – si evince chiaramente che pensare di recarsi dall’oculista per “misurare la vista” è quanto mai riduttivo. Si tratta, al contrario, di dare le giuste e dovute attenzioni ad un delicatissimo e preziosissimo insieme di strutture che ci garantiscono giorno dopo giorno un dono dal quale difficilmente saremmo disposti a prescindere: quello di poter apprezzare il mondo in tutta la sua straordinaria bellezza.

Mancare all’appuntamento con l’oculista può favorire l’avanzamento di alcune patologie

Infine, alcune patologie oculari rimangono silenti ed apparentemente asintomatiche (il glaucoma ne è un esempio) sino a quando il danno che riescono ad arrecare alle strutture oculari diviene indelebile e difficile da riparare. Non effettuare una visita oculistica può voler dire, a volte, lasciare ad una patologia tutto il tempo per avanzare e peggiorare inesorabilmente.

Visita oculistica a Milano: il Centro Ambrosiano Oftalmico ha a cuore la tua salute visiva

Alla luce di quando detto sopra, il consiglio è quello di affidarsi ad uno specialista che ci accompagni nel tempo nel mantenimento della salute visiva. In questo senso – e per chi cerchi una clinica dove prenotare una visita oculistica a Milano – il Centro Ambrosiano Oftalmico è da anni presente nel capoluogo lombardo con un team di oculisti pronti ad affiancare il paziente con costanza, professionalità, disponibilità e cortesia. L’obiettivo è quello di intraprendere assieme un percorso virtuoso fatto di prevenzione, di diagnosi e di trattamento delle patologie oculari.

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Vuoi conoscere prenotare una visita oculistica a Milano? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Saremo lieti di fare la tua conoscenza.

Vista, bambini e videoterminali. Che fare?

Prendersi cura della vista dei bambini significa programmare una serie di visite oculistiche pediatriche dalla nascita in poi. E’ inoltre fondamentale seguire il bambino da vicino, educandolo mano a mano all’igiene personale – anche oculare – ed al mantenimento di buone e sane abitudini. Tra queste, non esagerare con l’uso dei dispositivi elettronici e dei videoterminali. 

Uso prolungato di device elettronici, videoterminali e smartphone nei bambini

Sono sempre di più i bambini che, specie durante la stagione invernale, tendono a passare da un device elettronico all’altro senza soluzione di continuità. Sembrano essere finiti i tempi in cui si scendeva in cortile con i coetanei, con qualunque tempo ed in qualunque stagione. E le avventure fuori casa hanno lasciato il posto al più caldo, accogliente e confortevole divano. Qui, i piccoli si immergono in realtà virtuali capaci di intrattenerli e distrarli ad oltranza. A tal punto che il tempo passa veloce, e in un men che non si dica, si fa sera.

Al tempo trascorso davanti agli schermi elettronici per motivi di svago si è venuto ad aggiungere – molto spesso –  anche quello trascorso a video per seguire la didattica a distanza. Il risultato è che i bambini trascorrono davvero troppe ore impegnati in un tipo di visione che non fa bene alla loro salute, alla loro vista, né tantomeno alla loro postura. 

vista bambini - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Quali sono i sintomi oculari connessi all’uso eccessivo dei device elettronici?

I videoterminali ed i device elettronici portano l’apparato visivo a:

  1. rimodulare frequentemente la messa a fuoco;
  2. ridurre notevolmente la frequenza dell’ammiccamento. 

Di conseguenza, il bambino sviluppa una serie di sintomi quali:

  • bruciore oculare;
  • secchezza oculare: nonostante sia molto più diffusa tra gli adulti, non è infrequente nei bambini che trascorrono troppo tempo a video. E spesso è legata a doppio filo ad altri disturbi, come la congiuntivite di tipo allergico;
  • irritazione oculare;
  • affaticamento visivo
  • mal di testa: è dovuto al continuo sforzo accomodativo posto in essere dagli strumenti elettronici. Può peggiorare laddove il piccolo sia affetto da un difetto visivo non corretto. Molto frequente è, nel bambino, l’ipermetropia. Ma anche miopia e astigmatismo sono spesso presenti, e non solo. Per quanto riguarda la miopia, la scienza ha dimostrato che spesso i dispositivi elettronici sono fattore predisponente l’insorgenza ed il peggioramento proprio della miopia. Non si dimentichino, infine, le patologie oculari più comuni in età pediatrica: lo strabismo e l’ambliopia (o occhio pigro).  
  • progressiva difficoltà nella messa a fuoco.

Leggi anche: miopia, il sole può contribuire alla prevenzione

Meno videogiochi, più giochi: per la vista dei bambini

Aiutare i bambini a crescere bene significa indirizzarli verso uno stile di vita sano e positivo. Questo non significa imporre limiti o divieti invalicabili, ma bilanciare correttamente il tempo investito nelle diverse attività da loro intraprese. Per esempio, si consiglia di consentire al piccolo di trascorrere 20-30 minuti a video, per poi dedicarsi ad altro, come un gioco manuale o creativo o, meglio ancora, una breve uscita in giardino o in cortile. Per quanto riguarda il tempo trascorso a video, inoltre, è bene che:

  1. l’ ambiente sia bene illuminato;
  2. il piccolo non avvicini eccessivamente lo schermo al viso (l’ideale è almeno mezzo metro di distanza o più):
  3. la postura sia sempre corretta. 

Vista dei bambini: l’importanza della visita oculistica in età pediatrica

Infine, come detto in apertura, programmare delle visite oculistiche specialistiche pediatriche sarà d’aiuto per individuare con tempestività la presenza di difetti visivi o patologie. Parlando di vista dei bambini, un esempio su tutti è quello dell’occhio pigro o ambliopia che, se non trattata velocemente, può avere conseguenze anche sulla capacità visiva in età adulta. 

Leggi anche: ambliopia, 3 cose da sapere

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La visita oculistica: tutto quello che c’è da sapere

La visita oculistica è uno dei capisaldi della salute oculare. Il suo scopo è duplice: preventivo e curativo. Prenderla in considerazione solamente al sopraggiungere di disturbi oculari e dimenticarsene per tutto il resto della propria vita, è decisamente sbagliato. Così come lo è considerarla una semplice misurazione della vista. Insomma, è forse giunto il momento di fare chiarezza intorno alla visita oculistica, spiegando che cos’è, come si svolge e perché è così utile.

Perché la visita oculistica è importante

La visita oculistica è il primo passo per preservare la propria salute oculare, così come la propria autonomia e la propria indipendenza personale. Il benessere oculare va mantenuto e custodito con le giuste cure ed attenzioni perché può esercitare un forte impatto sulla qualità della nostra vita. Si potrà immaginare che i difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia) siano le maggiori insidie capaci di mettere a repentaglio la capacità visiva, ma non è così: la gamma delle patologie oculari – alcune di esse anche piuttosto comuni – che possono manifestarsi nel corso della vita, è ben più ampia. Ecco perché, anche in quest’ambito, prevenzione e diagnosi precoce sono davvero le parole d’ordine. Per stare bene sempre, e molto a lungo. 

In cosa consiste una visita oculistica specialistica

La salute oculare: non solo diottrie…

Una visita oculistica seria non è una semplice “misurazione” della vista. E’ molto di più. La visita è solitamente preceduta da un colloquio durante il quale l’oculista o il suo assistente raccolgono informazioni utili su di noi, sul nostro passato clinico, su eventuali sintomi, disturbi o patologie dai quali siamo affetti, sul nostro stile di vita. La visita vera e propria, poi, include una serie di esami diagnostici durante i quali l’oculista osserva attentamente tutte le strutture oculari. L’occhio umano si compone di tante preziosissime parti che, proprio come in un delicato ingranaggio, ci consentono di godere del dono della vista: palpebre, cornea, cristallino, retina, macula… La diagnostica messa in campo durante una visita oculistica specialistica si avvale oggi di strumenti altamente tecnologici pensati proprio per fornire una serie di dati utili all’osservazione delle strutture oculari ed alla valutazione della loro salute e del loro buon funzionamento.

Quali sono gli esami svolti durante una visita oculistica specialistica?

Durante una visita oculistica specialistica si eseguono una serie di esami diagnostici non invasivi. Tra questi, citiamo l’esame della lampada a fessura, l’autorefrattometria, la tonometria, l’esame dell’acuità visiva, l’esame del fondo oculare. A questi, laddove lo specialista lo ritenga necessario, se ne possono aggiungere molti altri, come, per fare qualche esempio, l’OCT, la fluorangiografia, la topografia corneale, la retinografia

Quando sottoporsi ad una visita oculistica?

A partire dalla prima infanzia, sino all’età avanzata, la salute oculare passa attraverso una serie di tappe imprescindibili. I difetti visivi ed alcune tra le patologie più comuni fanno tradizionalmente la loro comparsa in epoche ben precise delle nostre vite. Si pensi, per fare qualche esempio tra i più noti, al cosiddetto occhio pigro tipico dell’età pediatrica, alla presbiopia che fa capolino intorno ai 40 anni, o alla cataratta, patologia tipica dell’età matura.

Leggi anche: benessere visivo, età dopo età tutte le tappe della prevenzione

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Sole e vento: attenzione al rischio pterigio

pterigio - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Lo pterigio è una patologia oculare che coinvolge la congiuntiva, la sottile e delicatissima membrana posta a protezione della cornea. Può capitare che la congiuntiva subisca una crescita anomala e si espanda sulla cornea. In quel caso si parla, appunto, di pterigio. Non tutti sanno, però, che è proprio durante l’estate che il rischio di sviluppare questa patologia aumenta. Scopriamo assieme il perché. 

Cos’è lo pterigio?

Prima di scoprire che cos’ha a che fare lo pterigio con l’estate, capiamo meglio di che si tratta. Come detto, si tratta di una crescita anomala del tessuto della congiuntiva, che genera una sorta di escrescenza simile ad una callosità molle nella parte anteriore dell’occhio. Talvolta lo pterigio può essere del tutto asintomatico, altre volte invece può causare bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo e lacrimazione eccessiva. Frequentemente, inoltre, lo pterigio è ben visibile ad occhio nudo: esso ha l’aspetto di un triangolo piuttosto vascolarizzato, la cui punta è rivolta verso il centro della cornea. Ad ogni modo, è fondamentale lasciare sempre che la diagnosi la faccia uno specialista, dunque il primo passo da compiere è quello di sottoporsi ad una visita oculistica completa ed approfondita.

Perché è più frequente che lo pterigio si manifesti in estate?

Lo pterigio è, tradizionalmente, la patologia oculare tipica di chi trascorre molto tempo all’aria aperta a contatto con gli agenti atmosferici. Sole e vento insomma sembrano esserne fra i maggiori responsabili. Attenzione, dunque, all’esposizione durante le lunghe giornate trascorse all’aperto, perché se sole e vento possono rivelarsi un piacere per il corpo e per lo spirito dopo un lungo inverno magari trascorso dietro una scrivania, non si può dire lo stesso per i nostri occhi. Il consiglio è dunque quello di proteggere opportunamente gli occhi, indossando occhiali da sole dotati di lenti di buone qualità, con filtro solare idoneo alla protezione nei confronti dei raggi ultravioletti.

Come si cura lo pterigio?

La cura per lo pterigio prevede l’uso di colliri a base di farmaci corticosteroidi ed antinfiammatori. E’ possibile anche intervenire per via chirurgica. L’intervento per l’asportazione dello pterigio è di breve durata ed è eseguibile a livello ambulatoriale. La soluzione chirurgica è particolarmente indicata nel caso in cui lo pterigio sia di ostacolo alla funzione visiva del paziente, ma anche laddove se ne senta la necessità sotto il profilo estetico. Inoltre, qualora il paziente sia andato ripetutamente incontro a recidive, l’intervento consentirà di risolvere il disturbo in modo definitivo.

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Lacrimazione eccessiva, a cosa è dovuta?

Non è infrequente preoccuparsi a fronte di una costante e fastidiosa secchezza oculare, talvolta causata da una vera e propria patologia, la Sindrome dell’Occhio Secco. Talvolta, però, accade anche il contrario, cioè l’iperlacrimazione. Ovvero che gli occhi lacrimino frequentemente, anche, apparentemente, quando non ve n’è motivo. Insomma, se piangere per un dispiacere o piangere di gioia è del tutto normale (così come lo è farlo mentre si tagliano le cipolle), lacrimare senza ragione non lo è. E allora, quali sono le ragioni che causano l’iperlacrimazione? E come porvi rimedio? Scopriamolo assieme. 

Le ragioni dell’iperlacrimazione

I fattori che possono causare iperlacrimazione sono differenti. Naturalmente, una visita oculistica accurata ed approfondita rappresenta il primo passo per identificarli e, se necessario, porvi rimedio.

Riassumiamo le cause che più frequentemente inducono una iperlacrimazione

  • Una congiuntivite: sia essa di origine infettiva oppure non infettiva (allergica, per esempio), la congiuntivite può causare iperlacrimazione oculare. Assieme alla lacrimazione abbondante, chi ne è affetto sperimenta occhi arrossati, che bruciano, o fastidio alla luce intensa.
  • Uno o più difetti visivi non corretti: sforzare oltremodo la vista e l’apparato visivo può innescare, come reazione, oltre ad una generale sensazione di affaticamento oculare, cefalee e senso di pesantezza, anche una lacrimazione abbondante. In questo caso è necessario recarsi dall’oculista per controllare la capacità visiva e capire come sia possibile correggere i propri difetti visivi. I tipi di correzione oggi esistenti sono sia temporanei (lenti, occhiali), che definitivi (interventi laser mirati, indolori e di breve durata).
  • Un’alterazione del film lacrimale: può capitare che il film lacrimale, nonostante sia concepito per proteggere e lubrificare gli occhi, non vi aderisca perfettamente e vada perduto, defluendo verso il basso. A quel punto il paziente sperimenterà una lacrimazione eccessiva.
  • Una lesione dell’epitelio corneale: un’abrasione o un graffio sulla parte più superficiale della cornea può causare, come reazione, una lacrimazione abbondante. In questo caso si tratta di un fenomeno transitorio.
  • Un malposizionamento della palpebra: può capitare che la palpebra inferiore penda verso l’esterno, favorendo l’epifora, cioè la fuoriuscita delle lacrime. Questo disturbo prende il nome di ectropion e si corregge tramite un intervento di oculoplastica, indolore e di breve durata.
  • Una marcata secchezza oculare: sembra una contraddizione, eppure è così. Un film lacrimale alterato, se da un lato induce ad una generale secchezza oculare, dall’altro può portare ad episodi di iperlacrimazione, in virtù di un meccanismo di “compensazione” dell’occhio. In chi soffre di secchezza oculare, però, la qualità delle lacrime è particolarmente povera, molto acquosa e priva di quelle sostanze lipidiche che dovrebbero renderle idonee alla loro funzione protettiva dell’occhio. Più si verificano questi episodi di iperlacrimazione e più le lacrime si impoveriscono ulteriormente, innescando un vero e proprio circolo vizioso capace di peggiorare la situazione e di cronicizzare la condizione clinica del paziente, innescando una vera e propria patologia: la Sindrome dell’Occhio Secco.

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Calazio e orzaiolo: farmaci o chirurgia palpebrale?

chirurgia palpebrale - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Vi è mai capitato di notare una fastidiosa ed antiestetica “pallina” sulla vostra palpebra? Magari associata a dolore, sensazione di calore e di fastidio? Potrebbe essere un calazio, oppure un orzaiolo… chi può dirlo? Lo specialista, naturalmente. Intanto, però, cerchiamo di comprendere la differenza tra questi due disturbi, sia per ciò che concerne i sintomi, sia per quanto riguarda le possibilità di trattamento, che talvolta possono includere un piccolo intervento di chirurgia palpebrale. 

Che cos’è il calazio?

Il calazio, chiamato anche lipogranuloma, è una cisti che si forma a seguito dell’ostruzione delle ghiandole di Meibomio. Le ghiandole di Meibomio sono deputate alla produzione ed alla secrezione delle sostanze lipidiche che compongono il film lacrimale. Quando i dotti delle suddette ghiandole si ostruiscono, le sostanze non riescono più a defluire correttamente verso l’esterno e dunque si verifica un accumulo che dà origine ad una cisti. L’origine del calazio è quindi meccanica e non infettiva. La terapia spazia dalla raccomandazione di curare maggiormente l’igiene oculare, sino all’applicazione topica di pomate cortisoniche e/o antibiotiche. Qualora la terapia farmacologica non sia sufficiente, si può ricorrere ad un piccolo intervento di chirurgia palpebrale.

In cosa consiste l’intervento di chirurgia palpebrale per la rimozione del calazio?

L’intervento di chirurgia palpebrale per la rimozione del calazio è minimamente invasivo e dura pochi minuti. Durante l’intervento, il chirurgo incide il calazio e ne esegue un raschiamento, detto in gergo tecnico courettage. L’incisione si esegue, previa somministrazione di un’anestesia topica, nella parte più interna della palpebra, così da evitare cicatrici visibili. Al termine dell’intervento, il paziente può fare ritorno presso la sua abitazione.

Che cos’è l’orzaiolo?

Anche l’orzaiolo è una piccola cisti che si forma a livello del bordo palpebrale, ma la sua origine è infettiva. Nella maggior parte dei casi, l’orzaiolo è infatti causato da un batterio, lo stafilococco. L’orzaiolo non interessa le sole ghiandole di Meibomio, ma al contrario può manifestarsi in tutte le ghiandole presenti sul bordo palpebrale. Si risolve generalmente in modo spontaneo, con la fuoriuscita del materiale in esso contenuto. Generalmente, lo specialista consiglierà di curare con grande attenzione l’igiene oculare, di tenere la zona ben igienizzata con l’aiuto di salviettine specifiche e di fare impacchi caldo umidi per favorirne la maturazione. Se necessario, sarà prescritto un antibiotico. Si sconsiglia di tentare di “spremerlo”: una manovra che rischierebbe di estendere l’area interessata dall’infezione.

Il consiglio? Prenotare una visita specialistica

In entrambi i casi, e in presenza di una fastidiosa pallina sulla palpebra accompagnata da altri sintomi quali dolore oculare, arrossamento, sensazione di pesantezza o corpo estraneo, fotofobia o altri, si consiglia di prenotare una visita oculistica specialistica. Sarà il medico oculista, infatti, a saper distinguere tra un disturbo e l’altro, e ad indicare la soluzione terapeutica o chirurgica migliore.

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La tecnica Femto-LASIK per il trattamento dei difetti visivi

Femto-LASIK - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

Nell’interessante e variegato panorama degli interventi per il trattamento permanente dei difetti visivi, quello eseguito con tecnica Femto-LASIK è sicuramente una tra i più interessanti ed innovativi. Le metodiche e le tecnologie messe in campo per eseguire questo tipo di intervento sono assolutamente d’avanguardia ed offrono un’esperienza chirurgica positiva e soddisfacente tanto al chirurgo che la esegue, quanto al paziente che vi si sottopone. Quali sono dunque le caratteristiche del trattamento Femto-LASIK per la correzione permanente dei difetti visivi? E’ davvero un trattamento applicabile a qualunque difetto visivo? Facciamo un po’ di chiarezza sul tema.

Cos’è l’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica Femto-LASIK

Ad un non addetto ai lavori il nome “Femto-LASIK” può sembrare apparentemente privo di senso. Per comprendere meglio in che cosa consiste l’intervento, conviene partire dalla spiegazione dei termini che ne compongono il nome.

Femto si riferisce al laser a femtosecondi, uno strumento ad altissimo apporto tecnologico in grado di emettere impulsi dell’ordine del miliardesimo di secondo. Impulsi velocissimi e brevissimi, capaci di eseguire un’incisione come farebbe un bisturi (anzi, in modo ancora più preciso), senza tuttavia essere un bisturi.

LASIK si riferisce invece al nome di una tecnica chirurgica che prevede che si esegua un’incisione lamellare sulla parte più superficiale della cornea al fine di aprire una sorta di “finestrella” sulla stessa. Una volta aperta la finestrella, si esegue l’intervento di rimodellamento delle geometrie della cornea (in accordo con le specifiche esigenze del paziente). Per fare ciò, il chirurgo si avvale di un laser ad eccimeri. Al termine del trattamento, la finestrella viene riposizionata nella sua sede.

Che cos’ha di così vantaggioso l’intervento di correzione dei difetti visivi con tecnica Femto-LASIK? Che cosa lo rende diverso dalle altre soluzioni?

Un primo grande vantaggio: niente bisturi, niente stress!

I vantaggi che l’intervento con tecnica Femto-LASIK offre derivano proprio dall’uso del laser a femtosecondi nel contesto della tecnica LASIK. Grazie all’uso di questo laser, è possibile eseguire l’intervento prescindendo totalmente l’uso di lame o altri strumenti taglienti e, di fatto, “risparmiando” al paziente uno stress emotivo così come l’applicazione di fastidiosi punti di sutura e bendaggi. Ricorrendo al laser a femtosecondi è possibile gestire in maniera precisa e millimetrica lo spessore e la forma dell’incisione lamellare, nonché riposizionare la finestrella nella sua esatta posizione senza dover ricorrere ai punti di sutura. Una comodità anche per il chirurgo che esegue l’intervento, che trova nel laser un vero e proprio “braccio destro” sicuro, efficiente e quanto mai affidabile.

La tecnica Femto-LASIK consente di correggere qualunque difetto visivo? Anche più di uno assieme? Quali sono i requisiti per sottoporsi all’intervento?

La tecnica Femto-LASIK per la correzione permanente dei difetti visivi si applica a qualunque vizio di rifrazione: miopia, astigmatismo, ipermetropia ed anche presbiopia (quest’ultimo è però un difetto di accomodazione). Con l’intervento si possono correggere efficacemente anche più difetti visivi assieme, di entità da lieve a media. Le soluzioni naturalmente non mancano anche per chi soffre di difetti visivi di entità più forte. Il consiglio è quello di prenotare una visita oculistica specialistica accurata ed approfondita, così da valutare lo stato di salute visiva personale. In linea generale, tuttavia, conviene sapere che un requisito fondamentale per affrontare l’intervento di correzione dei difetti visivi con tecnica Femto-LASIK è la stabilità del difetto visivo. Sarà cura dello specialista valutare, tra le altre cose, le caratteristiche dell’occhio ed in particolare della cornea ed eseguire una serie di esami mirati volti a confermare o meno l’idoneità all’intervento.

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Se stai pensando di fare a togliere definitivamente occhiali o lenti a contatto, chiamaci. Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 63611919.

Status socioeconomico e glaucoma: quale correlazione?

Il glaucoma è una delle patologie oculari più diffuse al mondo e si caratterizza per un aumento di pressione intraoculare che, a lungo andare, può generare danni gravi ed irreversibili al nervo ottico. Non dimentichiamo che il glaucoma è una tra le maggiori cause di cecità al mondo e che il numero di persone affette da tale patologia è in costante aumento. Ma quali sono le cause del glaucoma? Vi sono soggetti più o meno predisposti o dei fattori scatenanti? Oggi una ricerca indica nello status socioeconomico un fattore di rischio predisponente alla patologia.

Esiste una correlazione inversa tra status socioeconomico e glaucoma?

Non è la prima volta che una ricerca scientifica sottolinea l’esistenza di una correlazione tra lo status socioeconomico e il glaucoma. In molte ricerche, la correlazione in questione è di tipo inverso: chi ha uno status economico ed un livello di istruzione più basso ha più probabilità di incorrere in alcune patologie, come per esempio il glaucoma. Questo accade perché chi ha una situazione economica precaria potrebbe avere più difficoltà ad accedere all’assistenza sanitaria, ed al contempo chi ha un livello culturale più basso potrebbe essere meno propenso o meno abituato ad informarsi circa i temi inerenti la prevenzione e la salute e meno interessato a partecipare ad eventi sul territorio quali screening o convegni sul tema.

Ecco i risultati dell’ultimo studio

Uno studio recentemente pubblicato su Current Eye Research, ha confermato le conclusioni già tratte dagli altri studi simili sopracitati, anche se la natura della correlazione necessita di ulteriori studi. In particolare, nel corso della ricerca sono stati presi in esame 24.664 pazienti affetti da glaucoma, che sono stati suddivisi in 5 fasce d’età differenti e 4 livelli d’istruzione, a partire dalla licenza elementare fino ad arrivare alla laurea. E non solo: i soggetti partecipanti allo studio sono anche stati suddivisi in 7 fasce professionali, alle quali corrispondevano specifici livelli di reddito.

Nei pazienti con un livello socioeconomico inferiore, la patologia viene spesso trascurata

Lo studio ha dimostrato come la patologia glaucomatosa fosse prevalente in quei soggetti che svolgevano attività lavorative meno redditizie (come per esempio gli agricoltori a fronte dei manager d’impresa), che avevano un’età anagrafica maggiore ed un livello di istruzione inferiore. Al contrario, i soggetti aventi un migliore livello socio economico, un titolo di studio più alto ed un’età inferiore, si sono dimostrati più propensi ad informarsi sulla patologia dalla quale erano affetti, a sottoporsi ad un più tempestivo processo diagnostico e di conseguenza ad un trattamento altrettanto immediato.

Glaucoma: prevenzione e tempestività sono le parole d’ordine

Ricordiamo, concludendo, che proprio nel caso del glaucoma la tempestività della diagnosi e del trattamento sono fondamentali: non a caso, infatti, il glaucoma è anche chiamato “il ladro silenzioso della vista” perché, soprattutto nelle sue fasi iniziali, è quasi del tutto asintomatico. Una volta che il paziente inconsapevole si rende conto di esserne affetto, la patologia può aver già danneggiato irrimediabilmente il nervo ottico.

Prenota la tua visita oculistica

La diagnosi del glaucoma si effettua attraverso alcuni semplici ma importanti esami, come la misurazione del tono oculare, l’osservazione del fondo oculare, la curva tonometrica giornaliera, la gonioscopia, l’esame computerizzato del campo visivo. Per prenotare la tua visita, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.