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La correzione laser dell’ipermetropia

ipermetropia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’ipermetropia fa parte dei cosiddetti vizi o difetti visivi, ovvero gli errori di messa a fuoco del nostro apparato visivo. Vediamo in questo breve articolo quali sono le caratteristiche dell’ipermetropia, e come risolverla in modo permanente. 

Ipermetropia, cos’è?

Come detto, l’ipermetropia è un difetto di messa a fuoco dell’immagine sulla retina. In condizioni normali, i raggi di luce penetrano nell’occhio attraversando la cornea ed il cristallino e vanno a focalizzarsi sulla retina. Nell’occhio ipermetrope il fuoco non cade correttamente sulla retina, ma al di là di essa. Il risultato è una visione buona da lontano, ma difficoltosa nella distanza ravvicinata. Quando l’ipermetropia è lieve o il paziente è ancora in giovane età, l’occhio fa un piccolo sforzo e, grazie al processo di accomodazione, riesce comunque a correggere il fuoco ed a vedere ugualmente bene anche da vicino. Diverso è il discorso nel caso di una ipermetropia media o elevata, oppure nel caso in cui il paziente sia già oltre i 40 anni ed abbia una ridotta capacità accomodativa.

La correzione definitiva dell’ipermetropia

L’ipermetropia da lieve a media e da media a forte (oppure abbinata ad altri difetti visivi) si può risolvere in modo permanente. In che modo? Le tecniche che si possono usare sono 3:

PRK

La PRK è una tecnica che possiamo definire “storica” nell’ambito della chirurgia refrattiva. La si applica con successo sin dagli anni Novanta, quando il laser ad eccimeri ha fatto la sua comparsa nel settore della chirurgia oftalmica. L’intervento viene eseguito previa anestesia topica (collirio anestetico) e prevede che il laser ad eccimeri, lavorando per ablazione, “modelli” la cornea opportunamente per riportare il fuoco nella posizione corretta.

LASIK

La tecnica Lasik viene eseguita, al pari di quella sopracitata, sulla cornea. Tuttavia, l’intervento non viene eseguito interamente dal laser ad eccimeri. Il laser interviene sulla cornea solo dopo che è stata aperto il flap, una sorta di “finestrella” sul suo epitelio, ovvero sulla parte più superficiale della membrana. L’apertura della finestrella può avvenire in modo meccanico oppure con l’ausilio di un laser di ultima generazione, chiamato laser a femtosecondi. Quest’ultimo è disponibile, ad oggi, solamente in alcuni centri d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico.

CRISTALLINO ARTIFICIALE

L’impianto di un cristallino artificiale, o lente introculare, può essere una buona soluzione per correggere in modo permanente l’ipermetropia. In questo caso sarà possibile lasciare oppure rimuovere il cristallino naturale, a seconda dello stato di salute dell’apparato visivo del paziente e della sua età. In generale, questa è una soluzione che si propone a chi ha un’ipermetropia piuttosto marcata o concomitante ad altri problemi visivi (una miopia molto forte oppure una cataratta).

Vuoi saperne di più?

Per conoscere più da vicino le opportunità di correzione permanente dell’ipermetropia? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Presbiopia: correggerla col laser si può

presbiopia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento laser è spesso conosciuto perché consente di correggere il modo permanente i difetti visivi. Non tutti sanno, però, che con il laser oggi si può anche dire addio alla presbiopia, che non è un vero e proprio difetto visivo come la miopia, ma piuttosto un difetto legato alla diminuita capacità accomodativa connessa all’avanzare dell’età. Ma veniamo a noi, dunque. Può il laser correggere anche quel tipico e fastidioso disturbo che fa capolino nelle nostre vite intorno ai 40 anni e che non fa altro che peggiorare mano a mano che il tempo passa? La risposta è sì. Vediamo in che modo. 

Le opzioni per la correzione definitiva della presbiopia

Le opzioni per la correzione definitiva della presbiopia oggi sono 2:

  • intervento laser;
  • sostituzione del cristallino.

Ciascuna di questa opzioni presenta interessanti vantaggi e può essere particolarmente utile per specifiche categorie di pazienti. La modalità di correzione della presbiopia va scelta in accordo con il proprio oculista tenendo conto di una serie di fattori quali:

  • età del paziente;
  • stile di vita del paziente;
  • aspettative del paziente (è responsabilità dell’oculista far sì che queste siano sempre il più realistiche possibile);
  • copresenza di difetti visivi: miopia, astigmatismo, ipermetropia.

Per fare un esempio, un paziente già in età matura potrebbe decidere – in accordo con il suo oculista – di optare per la sostituzione del cristallino, così da ovviare alla possibile imminente comparsa di una patologia tipica dell’età più avanzata, la cataratta. In linea generale, quando si sceglie di sottoporsi ad un intervento per la correzione definitiva della presbiopia, si andrà a cercare una soluzione che offra una buona visione senza occhiali sia da vicino che da lontano. 

Il trattamento laser monovisione

Per quanto riguarda il trattamento laser per la correzione permanente della presbiopia, una delle soluzioni più interessanti – ma non l’unica – prende il nome di monovisione. L’intervento è indicato soprattutto per chi è affetto anche da difetti visivi quali miopia, ipermetropia ed astigmatismo, perchè con la stessa operazione si corregge l’uno e l’altro. E’ un intervento che si basa sul concetto di occhio dominante.

Il concetto di occhio dominante

La logica che sta alla base dell’intervento laser monovisione è quella dell’occhio dominante. Poiché tutti abbiamo un occhio dominante più specializzato nella visione da lontano, l’intervento non farà altro che correggere il difetto visivo proprio di quest’occhio, mentre nell’altro occhio viene lasciata una lieve miopia. In questo modo il cervello compenserà il difetto visivo andando a fondere le immagini che i due emisferi cerebrali percepiscono, restituendone una perfettamente nitida.

La Lasik presbiopica

Un’altra opzione interessante per ciò che concerne la correzione permanente della presbiopia con il laser prende il nome di Lasik presbiopica. Grazie al laser ad eccimeri, questo intervento consente di rimodellare la forma della cornea rendendola multifocale. Tra tutti gli interventi per la presbiopia, questo è probabilmente il meno usato.

Vuoi saperne di più?

Le opzioni per la correzione permanente della presbiopia, e con essa degli altri difetti visivi, non mancano. Un colloquio con l’oculista ed un approccio realistico e pragmatico alla propria situazione personale sono sicuramente un buon inizio per giungere alla scelta dell’opzione più idonea. Vuoi saperne di più? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

 

 

Il laser sottosoglia: innovazione e precisione al servizio dell’oftalmologia

Il laser sottosoglia (o micropulsato) è uno strumento ad altissimo contenuto tecnologico grazie al quale è possibile intervenire sulla retina in modo mirato ed efficace con un tocco leggero ed impercettibile. Chiamato anche laser sottosoglia, laser 2RT o laser giallo, esso lavora emettendo impulsi brevissimi, ideali per trattare una struttura delicata come la retina senza danneggiarla. Il laser micropulsato si presta al trattamento di diverse patologie retiniche, ed è privo di effetti collaterali. Cerchiamo di conoscerlo più da vicino.

Laser micropulsato o sottosoglia, che cos’è?

Il laser micropulsato si differenza dagli altri laser comunemente usati in oftalmologia perché genera impulsi sottosoglia, ovvero impulsi di luce brevissimi – dell’ordine dei miliardesimi di secondo – chiamati anche nanosecondi. L’impulso così prodotto può essere applicato al tessuto retinico in modo sicuro, e raggiunge risultati terapeutici diversi e superiori rispetto ai laser tradizionali, quando applicato negli appropriati casi clinici. Inoltre, il laser micropulsato non presenta particolari effetti secondari negativi e consente la preservazione delle strutture retiniche trattate in assenza di danni di natura termocoagulativa (cioè causati da un eventuale innalzamento della temperatura, tipico di altri laser).

Come agisce il laser sottosoglia?

Il laser sottosoglia 2rt agisce in modo selettivo su alcune cellule dell’epitelio pigmentato retinico. La radiazione luminosa viene assorbita esclusivamente da alcune cellule, i melanosomi, chiamate in questo caso cellule bersaglio, che muoiono dopo esserne state colpite. Le cellule adiacenti a quelle che muoiono, migrano andando ad occupare lo spazio rimasto libero e, grazie ad un processo chiamato “signaling”, proliferano. Alla fine di questo processo, l’epitelio pigmentato appare “ringiovanito”, mentre i fotorecettori e la coroide non presentano alcun danno. E quindi si ottiene un effetto terapeutico positivo e, grazie agli impulsi brevissimi, si riesce ad evitare il danno tissutale di natura termica. 

Per chi è indicato il trattamento con laser sottosoglia?

Il laser micropulsato trova applicazione nel trattamento della degenerazione maculare senile di tipo secco, soprattutto quando la patologia si trova nella fase iniziale o intermedia e quando vi sono delle drusen, ovvero degli accumuli di materiale lipidico al di sotto della retina. Altre patologie oculari che si possono trattare con esiti incoraggianti grazie al laser sottosoglia, sono l’edema maculare, la corioretinopatia sierosa centrale, il distacco dell’epitelio pigmentato e, in casi molto selezionati, il glaucoma ad angolo aperto.

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Per conoscere più da vicino le possibilità di applicazione del laser sottosoglia e per prenotare una visita oculistica specialistica, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Come correggere l’astigmatismo

L’astigmatismo è un difetto visivo che porta con sé una generale difficoltà visiva sia per quanto riguarda la visione da lontano, sia per quanto riguarda quella da vicino. La messa a fuoco si rivela spesso difficoltosa, e gli oggetti tendono ad avere contorni non sempre ben definiti. Per fortuna, al pari degli altri difetti visivi come la miopia, l’ipermetropia e incluso la presbiopia, anche l’astigmatismo si può correggere. Vediamo in che modo.

Che cos’è l’astigmatismo e da cosa è causato

L’astigmatismo è causato da un’imperfezione della curvatura della cornea, che invece di essere perfettamente sferica, assume una forma lievemente ovoidale. Un grado seppur lieve di astigmatismo è comune un po’ a tutti ma, grazie al naturale ed istintivo meccanismo di compensazione del nostro apparato visivo, riusciamo comunque a riportare il fuoco nella giusta posizione e a vedere correttamente tanto gli oggetti vicini quanto quelli più distanti. Quando invece l’astigmatismo si fa più marcato, non solo chi ne soffre se ne accorge, ma è anche necessario effettuare un qualche tipo di correzione.

La correzione dell’astigmatismo

Correzione temporanea dell’astigmatismo

L’astigmatismo si può correggere in modo temporaneo oppure definitivo. La correzione temporanea dell’astigmatismo prevede l’uso di lenti a contatto oppure di occhiali da vista. Nel caso di lenti a contatto, si parla di lenti toriche, che hanno una curvatura pensata per correggere diversi tipi di astigmatismo. Nel caso degli occhiali da vista, le lenti saranno progettate in modo da esercitare una deviazione dei raggi luminosi capace di ovviare il problema dell’imperfetta curvatura corneale. In entrambi i casi, è importante aver cura tanto della propria igiene oculare, quanto della protesi che si sceglie di usare.

Correzione definitiva dell’astigmatismo

L’astigmatismo si può correggere in modo definitivo. L’intervento per la correzione definitiva dell’astigmatismo si esegue con la tecnica chiamata Femto-Lasik ed è consigliato a chi soffre di astigmatismo lieve, medio o anche marcato, oppure in abbinamento con altri difetti visivi. Per eseguire l’intervento di correzione definitiva dell’astigmatismo (e di altri eventuali difetti visivi concomitanti), il chirurgo oculista si avvale di due strumenti di ultima generazione, altamente tecnologici, particolarmente sicuri e notevolmente precisi: il laser a femtosecondi ed il laser ad eccimeri.

L’abbinamento di questi due strumenti con la perizia e la competenza di uno specialista di grande esperienza rappresentano senza ombra di dubbio la chiave di volta per la buona riuscita dell’intervento.

In cosa consiste l’intervento con tecnica Femto-Lasik

La procedura Femto-Lasik consiste nell’apertura di una sorta di “finestrella” sull’epitelio corneale attraverso la quale si accede alla parte sottostante di cornea che necessita di essere operata. Il laser ad eccimeri lavora all’interno della cornea, mentre il laser a femtosecondi ha il compito di sostituirsi al bisturi favorendo l’accesso alla zona da operare in modo preciso, pulito, indolore e altamente sicuro. Al termine dell’intervento, la “finestrella” viene riposizionata nella sua collocazione originale, senza bisogno di alcun punto di sutura né di alcun bendaggio.

Vantaggi dell’intervento con tecnica Femto-Lasik

La tecnica Femto-Lasik presenta una lunga ed interessante lista di vantaggi di indole tanto obiettiva quanto soggettiva. Eccone alcuni:

  • Durata: si esegue in regime ambulatoriale ed ha una durata di pochi minuti;
  • Affidabilità: è un intervento particolarmente sicuro e ad altissima precisione, grazie all’uso del laser a femtosecondi;
  • Nessun dolore: è un intervento indolore, poche gocce di collirio anestetico sono sufficienti per affrontarlo serenamente e senza provare alcun dolore;
  • Rischi ridotti al minimo: i rischi intraoperatori e le complicanze post operatorie sono ridotte al minimo, anche in virtù della “gentilezza” e dell’elevato livello di igiene garantito dagli strumenti laser;
  • Niente lame: l’intervento non prevede l’uso di lame o bisturi, di conseguenza al paziente non vengono applicati punti di sutura;
  • Recupero veloce: il recupero post operatorio è più veloce rispetto ad altre tecniche chirurgiche;
  • Senso di libertà: il paziente si sente finalmente libero di vedere bene senza l’incombenza di dover indossare o portare ovunque con sé occhiali da vista o lenti a contatto;
  • Maggiore autostima: il paziente si sente maggiormente a suo agio nei rapporti interpersonali, lavorativi, sociali e nel praticare le sue attività preferite, come per esempio lo sport.

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Per conoscere più da vicino l’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica Femto-Lasik, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

 

Fosfeni, cosa sono e quando è bene preoccuparsi

Il nome fosfene deriva dall’unione dei due termini greci “phos” (luce) e “phainein” (mostrare): come ci indica l’etimologia, si tratta di bagliori, scintillii o lampi di luce che appaiono nel campo visivo. A differenza delle cosiddette “mosche volanti”, piccole macchioline fluttuanti abbastanza comuni e del tutto innocue, i fosfeni invece possono essere il campanello d’allarme di qualcosa che non va come dovrebbe. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sull’argomento. 

I fosfeni: ecco quali sono le cause

Eventi traumatici o patologie oculari

I fosfeni sono generalmente la conseguenza di alterazioni della retina o del vitreo. Il distacco del vitreo dalla retina, un foro retinico, un distacco di retina o una retinopatia diabetica sono alcune tra le cause più comuni di questo fenomeno. Se un foro retinico o un distacco di retina possono essere causati da un evento traumatico, per quanto riguarda il distacco del corpo vitreo, questo invece può comparire spontaneamente nella seconda o terza età, essere conseguenza di una miopia più o meno forte, di un intervento di cataratta o di altre patologie oculari. Il distacco del vitreo non rappresenta di per sè un evento preoccupante, salvo che sia accompagnato appunto da fosfeni, in tal caso una buona visita può tranquillizzare.

Altri casi in cui si manifestano i fosfeni

Non sempre i fosfeni dovuti a patologie oculari. Talvolta, può capitare di vedere bagliori luminosi prima di una cefalea, oppure quando ci si porta da una posizione supina ad una eretta.

Cosa fare in presenza di fosfeni

Se vi capita di vedere nel campo visivo scintillii, bagliori o flash luminosi, non dovete allarmarvi, ma nemmeno ignorarli. Il consiglio è quello di prenotare in tempi brevi una visita oculistica: sarà lo specialista a visitare accuratamente i vostri occhi con particolare riferimento al fondo oculare ed a stabilire se sia necessario o meno eseguire un trattamento specifico.

Come si curano i fosfeni?

Se la causa dei fosfeni è una patologia oculare, la soluzione consiste nel trattare opportunamente la patologia. Patologie come le rotture retiniche si possono curare oggi con un laser, noto comunemente come laser argon, con il quale si riesce a “fissare” la retina attorno alle aree danneggiate o malate. Se la causa è una patologia come la retinopatia diabetica, naturalmente il paziente dovrà anche consultare il suo diabetologo e curare la patologia che vi è a monte ed affidarsi all’oculista per le cure specifiche all’occhio. Nel caso di fosfeni causati da cefalee, la terapia potrà essere invece farmacologica, in tal caso d’aiuto può essere il neurologo.

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Maculopatia diabetica, è allarme

Il diabete è una patologia in forte crescita a livello globale, le cui conseguenze si riflettono negativamente sulla salute dell’intera popolazione mondiale, in termini di qualità di vita individuale, ma anche, più in generale, a livello sociale ed economico. Alla luce della portata di questo fenomeno, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato il Programma Diabete, con l’obiettivo di ridurre al minimo le complicazioni causate dalla patologia e migliorare la qualità di vita dei soggetti che ne sono affetti. Le parole d’ordine? Informare, sensibilizzare, prevenire. Non dimentichiamo che attorno al diabete “gravitano” una serie di patologie spesso poco conosciute, ma dalle conseguenze piuttosto gravi per chi ne è affetto. La maculopatia diabetica è una di queste. 

Il diabete, questo sconosciuto

Una recente indagine demoscopica condotta sulla conoscenza del diabete e delle sue possibili conseguenze ha evidenziato come gli italiani siano poco informati sulle caratteristiche e sulle conseguenze della patologia, anche laddove ne siano affetti. Ad aggravare il quadro, vale la pena di sottolineare che la maggior parte dei soggetti diabetici sono affetti da diabete di tipo II, ovvero da quella “variante” della patologia direttamente connessa ad uno stile di vita troppo sedentario e basato su abitudini alimentari sbagliate. Va da sé che informare, prevenire ed organizzare screening ed incontri informativi sul territorio sia fondamentale non solo per sensibilizzare la popolazione sul diabete, ma anche sulle patologie che esso può innescare.

La maculopatia diabetica, una (pericolosa) conseguenza del diabete

Che cos’è la maculopatia diabetica

La maculopatia diabetica è una patologia oculare particolarmente grave ed insidiosa legata a doppio filo al diabete, sia esso di tipo I che di tipo II. Uno dei sintomi del diabete è una generale debolezza delle pareti dei vasi sanguigni, in particolare a livello di microcircolo. A livello oculare, questa debolezza si traduce in un insufficiente apporto di sangue ai vasi sanguigni presenti nella macula e nel rilascio di un eccesso di liquidi.

Perchè la maculopatia diabetica è pericolosa e come evitare che lo sia

L’edema maculare è pericoloso perché può danneggiare in modo grave ed irreversibile la capacità visiva del paziente, specie se non diagnosticato e non trattato in tempo. Non dimentichiamo che la maculopatia diabetica rappresenta una delle maggiori cause di cecità al mondo. Informarsi, leggere, avere curiosità verso il mondo che ci circonda e verso le patologie che ci interessano direttamente, adottare stili di vita dinamici, positivi e salutari è fondamentale per evitare di andare incontro a patologie potenzialmente invalidanti o per intervenire quanto prima laddove esse si manifestino.

Esistono i trattamenti per la maculopatia diabetica?

Oggi la maculopatia diabetica si può affrontare con diverse soluzioni terapeutiche:

  • le iniezioni intravitreali anti-VEGF;
  • un dispositivo intravitreale a rilascio di un farmaco cortisonico;
  • un trattamento con laser 2RT;
  • altri trattamenti laser.

Queste soluzioni hanno lo scopo di riassorbire l’edema, ma non di riparare ad eventuali danni ai fotorecettori. Ecco perché è fondamentale fare informazione ed intervenire con tempismo, specie in un’ottica di generale miglioramento della qualità di vita del paziente, soprattutto se questo è ancora molto giovane.

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Soffri di diabete e desideri verificare lo stato di salute del tuo apparato visivo? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalla 9.00 alle 19.00 allo 026361191.

Intervento di cataratta: Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Lucio Buratto parla di chirurgia refrattiva al TG5

Lucio Buratto – direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, parlerà insieme a Luciano Onder di cataratta e dell’intervento di sostituzione del cristallino opacizzato da questa patologia. L’appuntamento è per Mercoledì 23 gennaio durante il Tg5 delle 13, e Giovedì 24 gennaio durante il TG5 delle 8 del mattino.

Ci vediamo su Canale 5!

Presbiopia: Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Presbiopia: Lucio Buratto ne parla al TG5

Il direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, il Dott. Lucio Buratto, sarà ospite di Luciano Onder nella rubrica TG5 Salute. Questa volta l’argomento trattato sarà la presbiopia: dalla diagnosi alle diverse modalità di trattamento.

L’appuntamento è per Mercoledì 9 Gennaio durante il Tg5 delle 13, e Giovedì 10 Gennaio durante il TG5 delle 8 del mattino.

Ci vediamo su Canale 5!

Degenerazione maculare senile atrofica: quando il laser è d’aiuto

Abbiamo già avuto occasione di approfondire il tema della degenerazione maculare in un’interessante intervista al dott. Matteo Cereda, medico oculista e retinologo di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico. Oggi vogliamo soffermarci su una delle varianti più insidiose della maculopatia senile, ovvero quella atrofica. CAMO dispone di un nuovissimo tipo di laser che può offrire un aiuto concreto a chi soffre di questa patologia. Vediamo di entrare nel dettaglio. 

Degenerazione Maculare Senile: che cos’è

La degenerazione maculare senile è una malattia della macula, la parte centrale della retina, che è molto ricca di fotorecettori, le cellule deputate alla trasmissione degli impulsi luminosi al nervo ottico, ed alla percezione dei colori. Quando la macula, per ragioni legate all’età e ad altri fattori concomitanti si deteriora, si ha appunto la degenerazione maculare. La degenerazione maculare senile si può presentare in una variante essudativa ed in una variante atrofica.

La Degenerazione Maculare Senile Atrofica o Secca

La degenerazione maculare senile di tipo secco è quella più difficile da trattare. Tuttavia, CAMO dispone di un innovativo laser sottosoglia a nanosecondi, che talvolta viene usato anche per trattare altri tipi di patologie, come l’edema maculare diabetico, l’edema maculare da occlusione venosa e la corioretinopatia sierosa centrale. Inoltre, se il paziente non ha ancora una maculopatia conclamata ma presenta delle drusen, depositi di sostanze di scarto spesso predisponenti alla maculopatia, o ha familiarità per la maculopatia, il trattamento si può ugualmente eseguire.

Il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi – laser 2RT –  per la maculopatia atrofica

Il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi per la maculopatia atrofica viene eseguito in regime ambulatoriale. Si tratta di una procedura indolore: al paziente vengono dilatate le pupille con un apposito collirio, dopodichè sull’area da trattare vengono applicati dei brevi impulsi di luce laser. In questo modo, e generalmente con una sola seduta, si ha modo di stabilizzare, nella gran parte dei casi, la malattia, consentendo al paziente di conservare più a lungo la sua vista.

Prima e dopo il trattamento

Prima del trattamento, naturalmente, il paziente dovrà sottoporsi ad un’accurata visita clinica e strumentale, che includerà sicuramente un OCT della retina (un esame simile alla tac), un esame del fondo oculare e una microperimetria.

Dopo il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi, non è necessario bendare l’occhio, ma è consigliabile indossare un paio di occhiali scuri. Bisognerà attendere che l’effetto della dilatazione pupillare finisca, per tornare alle proprie attività quotidiane. Invece, per poter apprezzare i benefici del trattamento, occorrerà attendere qualche giorno o anche qualche settimana.

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Ecco i nostri contatti:

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Cataratta, le domande frequenti: risponde il Dott. Lucio Buratto

La cataratta, ovvero l’opacizzazione del cristallino, è una patologia dell’occhio legata a doppio filo all’avanzare dell’età, alla quale tutti o quasi tutti andiamo incontro. Nonostante sia oramai noto che non è possibile evitarla, talvolta a fronte di una diagnosi di cataratta può essere naturale provare un po’ di preoccupazione. Ecco perché oggi abbiamo intervistato il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico e grande esperto in chirurgia della cataratta, che ha gentilmente risposto ad alcune “frequently asked questions” sull’argomento.

Cosa succede se decido di non operarmi?

L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno progressivo ed irreversibile, al quale non si può porre rimedio. Non esiste alcuna terapia farmacologica per far regredire o arrestare l’opacizzazione o i sintomi, dunque chi decide di non operarsi andrà incontro ad un progressivo peggioramento della cataratta e quindi della vista. Un cristallino fortemente opacizzato porta ad una grave ipovisione con conseguente perdita di autonomia da parte del paziente, che affronterà la terza età con notevoli difficoltà di indole sia pratica che emotiva. Inoltre, una cataratta particolarmente matura può innescare altri problemi oculari, come un aumento della pressione intraoculare dovuto a variazioni del cristallino catarattoso, che può a sua volta generare danni irreversibili al nervo ottico. In generale, si sconsiglia di soprassedere all’intervento ed anzi, il consiglio che diamo ai nostri pazienti è di operare non appena la cataratta viene diagnosticata. Non dimentichiamo, infine, che in presenza di cataratta il rischio di cadere, inciampare o essere vittima di incidenti aumenta.

L’intervento di cataratta è doloroso?

L’intervento di facoemulsificazione non è doloroso, dura pochi minuti e viene eseguito previa somministrazione di un collirio anestetico. In CAMO noi utilizziamo sempre la tecnologia del laser a femtosecondi che fornisce grande precisione e sicurezza all’intervento. Nelle ore immediatamente successive all’intervento, il paziente può sperimentare una sensazione di corpo estraneo nell’occhio, un pò di bruciore ed un aumento della lacrimazione: sono sintomi del tutto normali, comuni a tutti i pazienti che affrontano la chirurgia della cataratta.

Dovrò operare entrambi gli occhi oppure uno alla volta?

La cataratta colpisce solitamente entrambi gli occhi. Tuttavia, l’intervento viene eseguito prima su un occhio, e successivamente sull’altro. I due interventi si possono eseguire ad un giorno di distanza l’uno dall’altro, così da fornire un rapido recupero visivo ad ambedue gli occhi.

Non sono in buona salute: posso operarmi ugualmente?

Se soffrite di altre patologie oculari o non oculari, comunicatelo sempre tempestivamente al vostro oculista, che avrà cura di valutare attentamente il vostro caso specifico. Ad ogni modo, salvo casi rarissimi, non esistono particolari controindicazioni all’intervento di cataratta con facoemusificazione e laser a femtosecondi.

Dopo l’intervento di cataratta potrò fare a meno degli occhiali?

La risposta a questa domanda dipende strettamente dalle condizioni oculari di ogni singolo paziente. Oggi esiste una vastissima ed interessante gamma di cristallini artificiali realizzati per rispondere alle esigenze di chi desidera approfittare dell’intervento di cataratta per risolvere anche uno o più difetti visivi preesistenti. Ecco allora che vi sono cristallini monofocali, multifocali e torici. E’ vero dunque che uno degli obiettivi dell’intervento di cataratta è anche quello di risolvere i difetti refrattivi e di eliminare l’uso degli occhiali.

La cataratta si riforma?

La cataratta non si riforma perché i cristallini artificiali non sono soggetti ad opacizzazione né necessitano di essere sostituiti nell’arco della vita del paziente.

Posso operarmi ovunque?

In Italia i centri dove sottoporsi all’intervento di facoemulsificazione non mancano. Prima di orientarsi verso una determinata struttura piuttosto di un’altra, consigliamo sempre di informarsi bene: scegliete sempre un chirurgo esperto e preparato nel quale riporre la vostra fiducia e che operi in una struttura dotata di tecnologie d’avanguardia, come quella del laser a femtosecondi.

Per altre informazioni sull’intervento di cataratta e per prenotare una visita specialistica oculistica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.