Tag Archivio per: salute oculare

Come ci si accorge di avere la cataratta?

La cataratta senile è una patologia comune, che porta ad un progressivo ed irreversibile calo visivo. I suoi sintomi d’esordio possono spesso essere confusi con un peggioramento dei propri difetti visivi. O, ancora, essere genericamente imputati all’età che avanza. Ma come ci si accorge concretamente di avere la cataratta?

In una società in cui la terza età è una seconda giovinezza,

le patologie tipiche dell’età senile sono sempre più comuni

La cataratta senile è una patologia oculare sempre più diffusa in virtù dell’allungamento della vita media. Una serie ampia e variegata di fattori – un regime alimentare vario e di qualità, condizioni igienico sanitarie ottimali, programmi di prevenzione su ampia scala nei confronti delle patologie a maggior diffusione, la messa a punto di farmaci e tecniche chirurgiche sempre più efficaci – fanno si che oggi la terza età possa essere vissuta appieno e più a lungo di quanto non si facesse appena qualche decennio fa.

A fare da contrappunto alla dilatazione della vita media dell’uomo troviamo – com’è naturale intuire – una più elevata diffusione delle patologie che tipicamente accompagnano l’età senile. Per fortuna, tuttavia, la scienza medica non cessa di mettere a punto farmaci, metodologie chirurgiche e percorsi terapeutici mirati per curare adeguatamente tali patologie.

Ciò che spesso può fare la differenza, però, è la tempestività della diagnosi. Una diagnosi tempestiva – nel caso della cataratta senile, per esempio – consente di trattare la patologia già dalle sue fasi d’esordio e di ripristinare o mantenere una qualità di vita ottimale anche in età avanzata. Si torna dunque al quesito iniziale: come ci si accorge di avere la cataratta?

Come capire se si è affetti da cataratta?

Se la parola d’ordine per curare adeguatamente e al meglio la cataratta è “tempestività”, va da sé che è necessario diagnosticare la patologia non appena questa comincia a manifestarsi. Di seguito, alcuni consigli pratici da seguire per giungere ad una diagnosi tempestiva:

  • recarsi frequentemente dall’oculista per un controllo della salute visiva, anche in assenza di sintomi. La cataratta comincia a manifestarsi poco alla volta: un bravo oculista riesce sempre ad individuarla ancor prima che questa porti ad un calo delle capacità visive di chi ne è affetto
  • di fronte ad una sensazione di annebbiamento visivo, qualora ci sembri che i difetti visivi siano peggiorati, o più in generale di vedere meno e/o peggio, è bene recarsi tempestivamente dall’oculista
  • la cataratta interessa anche la visione da vicino: non sempre un peggioramento della visione da vicino è causato da un peggioramento della presbiopia. Potrebbe essere dovuto alla cataratta, che com’è noto colpisce il cristallino, la struttura oculare responsabile del buon andamento della funzione accomodativa e della visione da vicino
  • evitare di darsi spiegazioni intuitive o di ricercare motivazioni del proprio stato di salute visiva nell’opinione di parenti ed amici: anche in questo caso, la parola spetta sempre allo specialista
  • se capita di incespicare mentre si cammina o di essere vittima di qualche piccolo incidente domestico, la causa potrebbe non essere imputabile sempre ed esclusivamente alla distrazione: è meglio controllare anche la salute visiva

Qual è la miglior cura per la cataratta?

La migliore ed unica cura per la cataratta è l’intervento di cataratta. Non è possibile curare la cataratta con l’aiuto di farmaci o trattamenti di sorta. E’ necessario sostituire il cristallino in via di opacizzazione con una lente intraoculare artificiale. Oggi l’intervento di cataratta è diventato una procedura altamente sicura e di routine. E non solo: è possibile personalizzarlo secondo le proprie esigenze. Vediamo di seguito in che modo.

  • è possibile scegliere se eseguire l’intervento di cataratta tradizionale oppure con l’ausilio di strumenti laser di ultima generazione. Le tecniche più d’avanguardia offrono maggior precisione e controllabilità, meno stress per le strutture oculari e per il paziente, e un recupero post operatorio più semplice e rapido. L’intervento di cataratta con laser a femtosecondi in questo senso rappresenta davvero l’avanguardia per la cura della patologia.
  • si può personalizzare il cristallino artificiale, così da ricevere una lente intraoculare compatibile con le proprie esigenze visive. Molto interessanti, in questo senso, sono le lenti EDOF, che offrono una profondità di fuoco continua rendendo indipendenti dall’uso degli occhiali per distanze che spaziano dai 40 cm circa sino all’infinito. Un’ottima soluzione per chi conduce una vita impegnata e dinamica, anche fuori casa.

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile accedere ad entrambe le opzioni sopra descritte, curando la cataratta in modo permanente, correggendo al contempo i propri difetti visivi (anche molto marcati).

Vuoi saperne di più?

al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Come preservare la salute degli occhi: 10 consigli utili

La vista è un dono prezioso che spesso diamo per scontato: vedere ci viene talmente naturale, che non ci rendiamo conto di quanto sia delicato e sofisticato l'”ingranaggio” che risiede alla base della possibilità di apprezzare il mondo in tutta la sua bellezza. Eppure, così come ci prendiamo cura di altri distretti del nostro organismo, è davvero importante voler bene anche al proprio apparato visivo. Salvaguardandolo, proteggendolo e, perché no, coccolandolo ove possibile. Scopriamo assieme 10 consigli utili per preservare la salute degli occhi.

Perché preservare la salute degli occhi?

Gli occhi costituiscono un delicato e sofisticatissimo insieme di strutture che ci regalano il meraviglioso dono della vista. Prendersene cura significa essere consapevoli della sua importanza e al contempo del fatto che anche questa parte del nostro organismo può andare incontro a disturbi o patologie. Informarsi in merito alle più note e diffuse patologie oculari e non mancare agli appuntamenti di controllo della salute oculare è sicuramente un ottimo primo passo. E poi? Di seguito un piccolo vademecum.

  1. Gli occhiali da sole proteggono gli occhi dai raggi UV anche nelle giornate nuvolose. Imprescindibili in estate al mare, in prossimità di specchi d’acqua o in inverno sulla neve, sono fondamentali anche in città. Anche quando il cielo è nuvoloso e la giornata non troppo soleggiata, i raggi UV penetrano ugualmente nell’atmosfera.
  2. Curare l’alimentazione prediligendo frutta e verdura di stagione, pesce azzurro, carni bianche, cereali non raffinati e grassi buoni è un vero e proprio stile di vita. Che ci aiuta a proteggere anche la salute degli occhi. Molte sostanze nutritive presenti negli alimenti sono davvero un toccasana per la retina, il cristallino e le altre strutture oculari.
  3. Bere molta acqua anche fuori dai pasti consente di mantenere gli occhi sani e ben idratati. L’idratazione è fondamentale per la salute degli occhi, previene l’insorgenza della Sindrome dell’Occhio Secco e favorisce il buon andamento della funzione visiva.
  4. Praticare un po’ di movimento aerobico tutte le settimane favorisce l’ossigenazione dei tessuti, inclusi quelli oculari. Una buona ossigenazione mantiene giovane il cristallino e ne previene l’opacizzazione.
  5. Aver cura della propria igiene oculare: chi frequenta piscine o usa applicare make up per gli occhi dovrebbe avere cura della propria igiene oculare in modo scrupoloso. Tenere sottomano un buon collirio rinfrescante o idratante e qualche salvietta oculare è sempre una buona idea.
  6. Chi usa le lenti a contatto deve osservare alcune norme igieniche specifiche: vietato riutilizzare le lenti usa e getta, coricarsi, recarsi al mare o in piscina con le lenti. L’igiene delle mani è altresì fondamentale nel momento in cui si indossano o rimuovono le lenti a contatto.
  7. Fare opportune pause quando si lavora a video: trascorrere molte ore di fronte ad un monitor è causa di affaticamento visivo. Inoltre, può favorire l’insorgenza ed il peggioramento di alcuni difetti visivi (in particolare della miopia). Una pausa di 20 minuti ogni due ore è l’ideale, a qualunque età.
  8. Chi indossa gli occhiali da vista e svolge la sua attività lavorativa o di studio a video, non dimentichi di far dotare le proprie lenti del filtro anti luce blu. Il filtro anti luce blu protegge le strutture oculari dai raggi UV emessi dai device elettronici
  9. Limitare il numero di ore trascorse di fronte ai device elettronici ed evitare di guardare televisione o smartphone al buio. La sera, una fonte luminosa aggiuntiva è sempre consigliata. Non usare lo smartphone a letto quando si è sdraiati su un fianco: tale posizione induce un occhio a faticare maggiormente dell’altro.
  10. Non fumare: diverse ricerche scientifiche hanno evidenziato come il fumo di sigaretta sia dannoso anche per le strutture oculari.

Vuoi saperne di più?

al trattamento dei dati personali per l’attività di comunicazione e informazione promozionale su servizi e attività di CAMO

Oppure contattaci al numero 02 6361 191 dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 19:00.

Eseguito il primo trapianto di occhio al mondo

Trapianto di occhio - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il progresso in ambito medico e scientifico sembra davvero non avere limiti. E lo straordinario intervento eseguito di recente presso l’ospedale universitario Nyu Langone Health di New York ne è la conferma. Un team di specialisti ha eseguito – per la prima volta al mondo – un trapianto di occhio intero con esiti decisamente promettenti. Scopriamo qualcosa di più sulla notizia.

Il paziente ha perso l’occhio a seguito di un incidente

L’intervento di trapianto di occhio intero ha avuto una durata di 21ore e ha visto la partecipazione di una équipe di specialisti composta da oltre 140 professionisti. Alla guida dell’équipe, Eduardo Rodriguez, direttore del dipartimento di chirurgia plastica Hansjörg Wyss presso il Nyu Langone. Il paziente aveva già subito innumerevoli interventi volti a salvare l’occhio danneggiato a seguito di un incidente. Sfortunatamente, si è reso comunque necessario procedere alla rimozione dell’occhio sinistro. In previsione di un possibile futuro trapianto, i chirurghi hanno deciso di recidere il nervo ottico il più possibile a ridosso del bulbo oculare.

Come è stato concepito l’intervento di trapianto di occhio intero

Rodriguez e colleghi hanno sviluppato l’idea di combinare una doppia metodica medico-chirurgica: da un lato il trapianto di occhio intero, dall’altro, il trapianto di cellule staminali adulte prelevate proprio dal medesimo donatore. L’obiettivo era fornire un nuovo occhio da donatore esterno, ma al contempo facilitare la rigenerazione dei tessuti eventualmente danneggiati. Sono innumerevoli, difatti, gli studi e le ricerche oggi orientati a valutare e confermare l’enorme potenziale che le cellule staminali hanno con particolare riferimento ai processi di rigenerazione cellulare.

Il dott. Samer Al-Homsi, direttore esecutivo del Transplantation and Cellular Therapy Center e docente presso il dipartimento di medicina del Nyu Langone, ha spiegato: “Questo è il primo tentativo di iniettare cellule staminali adulte in un nervo ottico umano durante un trapianto, nella speranza di favorire la rigenerazione del nervo“.

Protagoniste, le cellule staminali

Per l’intervento sono state utilizzate cellule staminali CD34-positive, note per il loro potenziale nel sostituire le cellule danneggiate e per le loro eccellenti proprietà neuroprotettive. Le cellule staminali sono state iniettate durante l’intervento nel punto di connessione tra l’occhio trapiantato e il nervo ottico del paziente. La procedura è stata eseguita correttamente e – ad oggi – l’occhio è in buona salute e riceve un buon afflusso di sangue. Sarà tuttavia necessario attendere ulteriormente per valutare se potrà effettivamente contribuire al recupero della vista del paziente.

Si tratta, ad ogni modo, di uno straordinario successo in ambito medico, che con buona probabilità segnerà il futuro della chirurgia oftalmica spianando la strada ad ulteriori progressi.

Leggi anche: rigenerazione cellulare, la nuova frontiera del trapianto di cornea

Vuoi saperne di più?

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico prestiamo la massima attenzione alle grandi novità in ambito medico, biomedico, chirurgico ma anche tecnologico applicate al mondo dell’oftalmologia. La gamma di strumenti diagnostici e di trattamenti terapeutici e chirurgici che offriamo attinge costantemente agli ultimi ritrovati e alle ultime scoperte del settore. Se sei affetto da cataratta, glaucoma, maculopatia o altra patologia oculare, siamo a tua disposizione. Prenota oggi stesso la tua visita: il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi 02 636 1191.

Occhi e montagna: come comportarsi?

occhi e montagna - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La montagna è un piacere in tutte le stagioni: con la sua aria pura e la sua straordinaria capacità di trasmettere un senso di pace unico nel suo genere, attrae ed accoglie stagione dopo stagione visitatori ed appassionati d’ogni sorta di sport all’aria aperta. Spendiamo oggi due parole sull’importanza di preservare la salute dei nostri occhi in montagna durante la stagione invernale, quando sole, neve e vento sono all’ordine del giorno.

Quali elementi possono influire sugli occhi in montagna?

Come detto, la montagna è sempre un piacere, capace di svagare e ritemprare corpo e anima come non mai. In montagna si trova tuttavia un mix di elementi che possono causare qualche fastidio o disturbo a livello oculare. Tra questi menzioniamo, come già accennato il vento, il sole, la neve, ma anche la qualità dell’aria e l’altitudine.

Occhi e montagna: fondamentale proteggersi dai raggi ultravioletti

Come abbiamo già ripetuto in altre occasioni, i raggi ultravioletti sono invisibili all’occhio umano, non caldi e dalla lunghezza d’onda capace di penetrare in profondità nei nostri occhi, raggiungendo anche la retina. Proprio perché invisibili, la pupilla non riesce ad impedirne il transito. I raggi UV penetrano nell’atmosfera anche attraverso le nuvole: è sbagliato pensare che quando il cielo è coperto e la giornata è grigia, i nostri occhi siano al sicuro. Inoltre, si tenga presente che la neve e l’acqua esercitano un effetto riverbero molto marcato, amplificando la radiazione e di conseguenza i suoi effetti.

I danni da esposizione intensa ai raggi UV possono essere irreversibili. Diverse patologie oculari, come la degenerazione maculare senile o la cataratta, annoverano tra i fattori di rischio proprio l’esposizione prolungata ed intensa ai raggi solari.

Attenzione anche ad aria e vento

Proseguiamo l’approfondimento sul tema del legame che intercorre tra salute degli occhi e montagna prendendo in considerazione le conseguenze di una esposizione intensa ad aria e vento. Aria e vento in montagna possono essere sferzanti: anche in tal caso è fondamentale proteggersi. Un’esposizione prolungata ad aria e vento può infiammare la congiuntiva, causando arrossamento, iperlacrimazione, bruciore oculare. Possono altresì verificarsi processi infettivi che andranno curati tempestivamente e adeguatamente sotto la supervisione di un oculista specialista. Anche la cornea può risentire negativamente di un’esposizione eccessiva al vento e al sole: una delle conseguenze più spiacevoli è lo pterigio, una neoformazione simile ad una escrescenza che parte dalla congiuntiva ed interessa la cornea, solitamente ben visibile anche ad occhio nudo. Lo pterigio si cura con colliri specifici ma talvolta può essere necessario ricorrere alla chirurgia.

Proteggere gli occhi dei bambini, sempre

Se quanto detto sino ad ora è importante e valido per i nostri occhi, lo è ancor di più per quelli dei più piccoli. L’apparato visivo dei bambini è delicatissimo e ancora in una fase evolutiva. Proteggerlo è fondamentale per preservare il loro benessere visivo ed oculare, ma anche per consentire loro di godere in totale spensieratezza della permanenza in montagna. Anche per quanto riguarda i bambini, dunque, il legame tra occhi e montagna può presentare qualche piccola insidia.

Occhi e montagna, cosa fare: acquistare un paio di occhiali da sole dotati di marchio CE ed indossarli con qualunque tempo, anche quando il tempo è nuvoloso. Se si praticano sport invernali, anche gli occhiali sportivi, le maschere da sci, snowboard o altro sport, dovranno essere certificati e di buona qualità. In caso di fastidio, arrossamento, bruciore o altro sintomo, è bene contattare tempestivamente un oculista.

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione con un team di oculisti specialisti altamente preparati e costantemente aggiornati sulle più recenti novità in ambito oftalmologico e chirurgico. Prenota oggi stesso una visita di controllo per te e per i tuoi bambini. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi 02 636 1191.

Disturbi della tiroide e occhi

Abbiamo già indagato altre volte, sulle pagine di questo magazine, il legame che tra la salute dell’apparato visivo e quella di altri distretti dell’organismo. Con riferimento, per esempio, alle patologie sistemiche come il diabete, o alla salute intestinale. Oggi è la volta della tiroide: in che modo la sua efficienza può influire sul benessere oculare? Fino a che punto gli occhi risentono di un’eventuale patologia della tiroide? Scopriamolo assieme.

Cos’è la tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina situata nel collo. Gli ormoni secreti dalla tiroide preservano l’efficienza delle funzioni metaboliche. Inoltre, la tiroide controlla il battito cardiaco, la temperatura corporea, la respirazione, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo. E’, insomma, una sorta di centralina che gestisce, monitora e organizza una serie di equilibri molto delicati dai quali può dipendere il benessere dell’intero organismo.

Talvolta la tiroide va incontro a patologie e processi infiammatori che ne pregiudicano il buon funzionamento. Questi processi possono essere causati da fattori esterni oppure interni. In questo secondo caso si parlerà di tiroiditi autoimmuni. Le più note tiroiditi autoimmuni sono quella di Hashimoto e la malattia di Basedow Graves. Queste patologie possono avere delle ripercussioni sulla salute oculare.

Tiroiditi e salute oculare, i sintomi

Le tiroiditi possono generare un disturbo oculare chiamato oftalmopatia. L’oftalmopatia è maggiormente frequente nella malattia di Basedow Graves, ma può capitare che si manifesti anche in concomitanza con la malattia di Hashimoto o con altre tiroiditi. Ecco i sintomi:

  • iperplasia dei muscoli oculari, con conseguente esoftalmo (ovvero protrusione del bulbo oculare verso l’esterno)
  • ipertrofia dei muscoli oculari
  • ritenzione di liquidi
  • accumulo di grasso nei tessuti connettivi oculari

L’esoftalmo può dare adito a:

  • annebbiamento visivo o sensazione di calo visivo
  • sensazione di corpo estraneo
  • iperlacrimazione o secchezza oculare marcata e persistente (che a lungo andare può innescare una Sindrome dell’Occhio Secco)
  • fotofobia
  • aumento della pressione intraoculare (non a caso il glaucoma è spesso associato alla tiroidite ed in particolare all’ipertiroidismo)
  • riduzione della frequenza dell’ammiccamento
  • problemi nelle visione binoculare e diplopia (visione doppia)

Come curare la salute oculare nel caso di disfunzioni della tiroide

Il quadro clinico posto in essere da una tiroidite può essere complesso e articolato. Si consiglia di recarsi tempestivamente da un endocrinologo e di seguire pedissequamente il programma terapeutico prescritto. Ma non solo. Per quanto riguarda la salute oculare, è bene recarsi contestualmente anche dall’oculista. Una visita oculistica specialistica è il primo passo per valutare il da farsi anche nel caso in cui si sia affetti da tiroidite. L’obiettivo è duplice: godere di una buona salute visiva nel presente, ma al contempo evitare che la sintomatologia sopra descritta sfoci in conseguenze importanti e difficili da trattare sul lungo periodo, come gravi stati di ipovisione o Sindrome dell’Occhio Secco.

Vuoi saperne di più?

Sei affetto da una patologia della tiroide o desideri sottoporti ad un controllo della salute oculare? Chiamaci: il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi al numero 02 636 1191.

Esposizione al sole e miopia, un legame benefico

miopia elevata - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il sole è fonte di vita e di energia, ma anche di salute oculare. E se è vero che un’esposizione prolungata ed intensa ai raggi UV può mettere a repentaglio la salute della pelle e degli occhi, è anche vero il contrario, cioè che il sole può esercitare un’azione protettiva nei confronti della progressione della miopia. In che modo? Facciamo assieme un po’ di ordine sul tema.

Il sole: amico o nemico degli occhi?

Lo spettro luminoso include una vasta gamma di lunghezze d’onda, con intensità e frequenza differenti. Tra queste troviamo quelle UVA e UVB, note genericamente come raggi ultravioletti. Si caratterizzano per essere invisibili all’occhio umano ed al contempo impercettibili, in quanto non producono calore. Ma, in virtù della loro alta frequenza, riescono a penetrare in profondità nell’epidermide e nell’occhio, rivelandosi particolarmente insidiose. I cosmetici dotati di filtro solare così come gli occhiali da sole sono progettati proprio per esercitare un’azione protettiva da questa tipologia di raggi.

Il mondo della scienza ha indagato a lungo e confermato il legame che sussiste tra un’intensa e prolungata esposizione ai raggi solari e alcune patologie della cute e degli occhi. A tal proposito, l’esposizione massiccia alle radiazioni ultraviolette è fattore predisponente l’insorgenza di alcune patologie oculari come la cataratta o la maculopatia.

Ma il sole è anche un amico dei nostri occhi. Come sappiamo, la miopia è il difetto visivo maggiormente diffuso al mondo, con un’incidenza in costante crescita soprattutto tra le nuove generazioni. Il numero di anni che ciascun individuo trascorre sui libri, così come le nuove tipologie di lavoro, svolte per la maggior parte il ambienti chiusi e di fronte a device elettronici, hanno cambiato le abitudini visive dell’uomo contemporaneo. Il numero di ore trascorse all’aria aperta è di gran lunga inferiore rispetto a quelle trascorse in luoghi chiusi intenti a eseguire attività che prevedono un notevole impegno visivo da vicino. Un cambio di rotta che ha favorito l’esordio precoce della miopia in un numero sempre più vasto di giovani e giovanissimi.

Il ruolo della dopamina nella protezione dalla miopia

Pur tuttavia, e come già accennato, il sole esercita anche un effetto benefico sulla salute oculare, con particolare riferimento alla progressione della miopia. L’esposizione moderata ai raggi solari in qualunque stagione e con una protezione adeguata, consente di inibire l’allungamento del bulbo oculare che caratterizza il difetto visivo. Un effetto positivo dovuto al fatto che l’organismo esposto ai raggi del sole produce dopamina, un prezioso neurotrasmettitore rilasciato proprio a livello retinico, e capace di contrastare l’insorgenza o la progressione della miopia. La dopamina rende la sclera meno elastica, inibendo il processo di allungamento del bulbo verso l’esterno che tipicamente caratterizza il difetto visivo.

Ma non solo: non si dimentichi che i raggi solari stimolano anche la produzione di vitamina D, di serotonina e di cortisolo, aiutandoci a stare meglio a tuttotondo, inibendo eventuali stati infiammatori, irrobustendo lo scheletro e coccolando l’umore.

Come prevenire o frenare la miopia, alcuni consigli utili

  • fare frequenti pause dallo studio o dal lavoro, alzandosi e volgendo lo sguardo fuori dalla finestra per alcuni minuti (se possibile, uscire all’aria aperta)
  • dare ai bambini dei limiti di tempo per l’uso dei device elettronici e dei videogiochi, e spingendoli ove possibile a giocare all’aperto, in cortile o in giardino, in tutte le stagioni
  • praticare movimento all’aria aperta durante la settimana (anche una passeggiata è sufficiente per esporsi ai raggi solari, stimolare il sistema cardiocircolatorio e ossigenare adeguatamente i tessuti)
  • raggiungere a piedi i luoghi di lavoro o di studio, anche parcheggiando un po’ più lontano del solito
  • non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare, sia in età evolutiva che adulta

Soffri di miopia elevata e pensi che ormai non ci sia rimedio alle tue difficoltà visive?

Chi soffre di miopia forte è spesso portato a pensare che non vi sia null’altro da fare che rassegnarsi all’uso di ausili per la visione. Spesso pesanti o antiestetici. Non è così: oggi la moderna chirurgia oftalmica consente di porre rimedio anche a difetti visivi molto marcati. Anche in questo caso, una visita oculistica specialistica è un ottimo primo passo da compiere.

Vuoi saperne di più?

Vuoi programmare un controllo della salute visiva per tutta la famiglia? Soffri di miopia forte e vorresti conoscere più da vicino eventuali soluzioni permanenti al tuo difetto visivo? Chiamaci: saremo lieti di prenderci cura del tuo benessere oculare. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi al numero 02 636 1191.

Cosa può provocare la cataratta?

La cataratta senile è una delle patologie oculari a maggior diffusione su scala mondiale. Quali sono le cause della cataratta? Come comportarsi per fare un’adeguata prevenzione? Rispondiamo subito a queste domande comuni sul tema.

Perché in tanti si ammalano di cataratta?

Prima di entrare nel merito delle cause della cataratta, è doveroso fare qualche considerazione generale sul perché oggi ci si ammala di cataratta.

1 – L’anzianità oggi è un fatto del tutto comune

La prima considerazione riguarda la diffusione della cataratta. Come mai è così diffusa? Il paradosso che oggi viviamo con riferimento a tutte le patologie connesse all’età è il seguente. Mano a mano che abbiamo potuto disporre di stili di vita sempre migliori, con condizioni igienico sanitarie più idonee ed altre innumerevoli comodità, la durata della vita media è aumentata. Di conseguenza, il numero delle persone che oggi riescono a raggiungere un’età particolarmente avanzata è molto più alto di quanto non accadesse qualche decennio fa. Ecco spiegato perché ammalarsi di cataratta, oggi, non è poi così infrequente.

2 – La prevenzione è un’arma preziosa a qualunque età

La seconda considerazione fa da contrappunto alla prima. Poiché la cataratta senile è la prima causa di cecità al mondo, la prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel potenziale ridimensionamento di questo dato così importante ed impattante sul benessere visivo della popolazione anziana. Ecco perché una diagnosi precoce è sempre un ottimo punto di partenza per una prognosi il più possibile favorevole.

3 – Affidarsi allo specialista consente di preservare uno di salute oculare ottimale a lungo nel tempo

Perché parliamo di prognosi favorevole? Perché oggi l‘intervento di cataratta può essere affrontato con la giusta dose di serenità: l’intervento di cataratta è breve durata, risolutivo e considerato dagli addetti ai lavori del tutto routinario. Insomma, aver cura di se stessi anche in età avanzata, sottoporsi agli opportuni controlli della propria salute ed affidarsi ai consigli degli specialisti è davvero una scelta capace di restituire uno stato di benessere ottimale sul lungo periodo.

Quali sono le cause della cataratta?

La cataratta è un fenomeno del tutto naturale legato a doppio filo all’avanzare del tempo. Mano a mano che il tempo passa tutto il nostro organismo perde efficienza: l’apparato scheletrico diviene più fragile, la digestione si fa più difficoltosa e via dicendo. Chi più chi meno, tutti sperimentano gli effetti del tempo che avanza.

Ciò che accade al cristallino è che questo si opacizza, proprio come accade al vetro di una vecchia finestra. E perdendo la sua naturale trasparenza, perde anche la sua efficienza. Vi sono tuttavia dei fattori che possono predisporre ad una più veloce e più marcata opacizzazione del cristallino:

  • patologie sistemiche, come il diabete
  • una miopia forte non corretta adeguatamente
  • altre patologie oculari coesistenti, come una retinopatia
  • la somministrazione massiccia e prolungata nel tempo di determinati farmaci (cortisonici, per esempio)
  • l’esposizione prolungata a raggi ultravioletti
  • abitudini e stili di vita sbagliati: abuso di alcolici o fumo di sigaretta, alimentazione sregolata

Appare chiaro, dunque, che come spesso accade in medicina non ci si ammala per un motivo specifico e fine a se stesso, ma per una serie di concause. Prendersi cura di se stessi:

  • volendosi bene
  • alimentandosi correttamente
  • limitando eventuali vizi poco salutari
  • curando adeguatamente tutte le proprie eventuali patologie
  • sottoponendosi a periodici controlli della salute oculare

è sicuramente il primo passo per rallentare la comparsa ed il decorso della cataratta.

Vuoi saperne di più?

Una cataratta diagnosticata già nelle sue fasi d’esordio e con tempestività si cura più agevolmente di una cataratta matura. Non esitare pertanto a prenotare stesso il tuo controllo della salute visiva. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedì al venerdì al numero 02 636 1191.

Come si cura il cheratocono?

Se perfettamente trasparente, regolare e ben lubrificata, la cornea protegge l’occhio dalle aggressioni esterne e favorisce il passaggio dei raggi luminosi attraverso la pupilla. Le cose cambiano, invece, quando la cornea si ammala di cheratocono. Ma che cos’è il cheratocono? E soprattutto, come si cura? Scopriamolo assieme in questo breve articolo.

Che cos’è il cheratocono?

La cornea è composta da una rete di fibre di collagene opportunamente e adeguatamente sovrapposte tra di loro. La sua natura stratificata ricorda vagamente quella di una cipolla. Nel cheratocono accade che la cornea perda progressivamente la sua struttura originaria in virtù di un processo degenerativo che non fa altro che peggiorare nel tempo. Di fatto, le fibre di collagene cedono mano a mano verso l’esterno, in un processo di sfiancamento che porta i tessuti a perdere struttura e sostanza, ad assottigliarsi e a protrarsi verso l’esterno.

Quali sono le conseguenze della patologia? Quando insorge? E perché?

Quando la cornea si ammala di cheratocono perde progressivamente la capacità di favorire il transito dei raggi luminosi e di proteggere gli occhi dalle aggressioni esterne. La visione si fa mano a mano meno nitida e sempre più imprecisa. La sua insorgenza può verificarsi tra l’adolescenza e i 40 anni, per cause ancora parzialmente da indagare: gli esperti ritengono che la patologia possa essere causata da ragioni di indole genetica, anche se è stata individuata una correlazione statisticamente importante con altre patologie oculari (retinopatie, cheratocongiuntiviti, patologie sistemiche). Inizialmente chi ne è affetto può essere portato a pensare ad un peggioramento dei propri difetti visivi, come accade spesso anche a chi è affetto da cataratta nelle sue fasi d’esordio.

Come per la cataratta, anche nel caso del cheratocono la prevenzione è davvero fondamentale: sottoporsi a periodiche visite di controllo della salute visiva può rivelarsi cruciale per una diagnosi tempestiva e veloce della patologia.

Come si cura il cheratocono?

Soluzioni chirurgiche e non chirurgiche

Sfortunatamente non esistono trattamenti farmacologici per la cura del cheratocono. E’ possibile gestire la patologia grazie ad un trattamento di tipo conservativo, pensato per contenere la degenerazione della cornea, chiamato cross linking corneale: si esegue tramite somministrazione topica di vitamina B2 (riboflavina) sulla cornea. La riboflavina ripristina le connessioni perse tra le fibre di collagene restituendo corpo e struttura alla cornea, rallentando la progressione della patologia e migliorando la qualità visiva del paziente.

A seguito dell’applicazione della riboflavina, la cornea è irradiata con una luce ultravioletta che ne favorisce la penetrazione sino agli strati più profondi. Altre volte, invece, si ricorre ad una corrente a basso voltaggio per facilitare l’assorbimento della vitamina B2. In ambi i casi, il trattamento non è doloroso e non è di tipo chirurgico. Si applica solitamente agli stadi d’esordio della patologia.

Qualora la patologia invece abbia già compromesso in modo importante la struttura e le funzionalità della cornea, si può rendere necessario ricorrere alla chirurgia. E’ possibile intervenire sostituendo le porzioni di cornea maggiormente danneggiate (cheratoplastica lamellare), oppure l’intera cornea (tramite un trapianto, chiamato anche cheratoplastica perforante).

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione: chiamaci e prenota la tua visita specialistica. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 al numero 02 636 1191.

Togliere gli occhiali: una panoramica degli interventi possibili

Togliere gli occhiali potrebbe sembrare un sogno impossibile da realizzare per vari motivi: perché si teme la chirurgia, per i costi da affrontare, o semplicemente perché si pensa che il proprio problema visivo non abbia soluzione. Al contrario, basta informarsi un po’ per scoprire quanto sia vasto e straordinariamente risolutivo il panorama della chirurgia refrattiva. E allora scopriamo insieme quali sono le opzioni disponibili.

Cosa si intende per chirurgia refrattiva

Con il termine di chirurgia refrattiva si intende una gamma di interventi per correggere in modo permanente i difetti visivi. I difetti visivi sono la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia. Oggi si annovera tra questi difetti anche la presbiopia. Questi interventi si eseguono con modalità e techiche differenti. Quel che è interessante è che – salvo rarissime eccezioni – non c’è difetto visivo che non possa trovare soluzione permanente e soddisfacente.

Sì, ma quanto mi costerà togliere gli occhiali?

Nel momento in cui si prende in considerazione l’idea di intraprendere un percorso in direzione della chirurgia refrattiva, gli aspetti da valutare sono innumerevoli. Anche quelli che riguardano il budget familiare hanno giustamente il loro peso. Si consideri – tuttavia – che il denaro speso nell’arco di tutta una vita in lenti e montature, è generalmente maggiore di quello investito in un buon intervento di chirurgia refrattiva.

Le opzioni disponibili

Vediamo ora quali sono le opzioni disponibili per chi desidera togliere gli occhiali e tornare a vedere come prima (se non ancora meglio).

Interventi laser sulla cornea

Esiste una gamma di interventi eseguiti sulla porzione anteriore dell’occhio, la cornea. I protagonisti sono i moderni strumenti laser, che nelle mani di specialisti esperti, possono regalare risultati decisamente eccellenti. Le tecniche più note sono la PRK e la FemtoLASIK. Quest’ultima, in particolare, consente di recuperare la capacità visiva perduta in pochi minuti senza bendaggi e senza punti di sutura, e di ritornare alle proprie attività quotidiane nell’arco di qualche giorno appena.

Per chi è indicata: per miopia, ipermetropia e astigmatismo anche in combinazione tra di loro, di entità lieve o media. Chi soffre di presbiopia può ugualmente accedere ad un intervento correttivo eseguito sulla cornea, molto simile alla LASIK. Riuscirà ugualmente a togliere gli occhiali.

Lenti fachiche

Le lenti fachiche sono la scelta d’elezione di chi non può sottoporsi all’intervento laser. Si impiantano subito dietro l’iride, con un intervento di breve durata e minimamente invasivo. Offrono il vantaggio di correggere anche i difetti di entità importante, di offrire una protezione anche dai raggi UV e di essere – in caso di necessità – removibili.

Per chi sono indicate: per chi soffre di difetti visivi importanti (come una miopia molto elevata, per esempio) o per chi non presenta una cornea sufficientemente spessa o omogenea per sottoporsi ad un intervento laser.

Cristallini artificiali

La terza opzione per chi desidera togliere gli occhiali è data dai cristallini artificiali o lenti intraoculari. Queste lenti si impiantano al posto del cristallino naturale quando questo è in via di opacizzazione o anche prima, prevenendo così l’insorgenza della cataratta. E’ di breve durata e consente di scegliere la lente intraoculare che maggiormente si addice alle proprie esigenze visive, ma anche di vita quotidiana (abitudini, hobby…)

Per chi sono indicati: per chi soffre di difetti visivi di entità media o importante, anche in combinazione tra di loro, e per chi è già in età adulta o matura. Come detto, consentono – al contempo – di prevenire o correggere l’opacizzazione del cristallino.

Altre opzioni e considerazioni utili per chi desidera togliere gli occhiali

Talvolta è possibile anche sottoporsi ad una combinazione di due tipologie di interventi (intervento laser + sostituzione del cristallino), oppure correggere i due occhi in modo differente l’uno dall’altro (sfruttando il concetto di occhio dominante, secondo il concetto della monovisione). Il panorama delle opzioni disponibili è ampio ed articolato e sta allo specialista individuare, proporre e consigliare la soluzione più mirata e risolutiva per le esigenze specifiche di ciascun paziente. Per questo motivo, il primo passo da compiere è proprio quello di sottoporsi ad una visita specialistica oculistica.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci oggi stesso per prenotare la tua visita oculistica specialistica e scoprire quale tipo di intervento può fare al caso tuo. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 al numero 02 636 1191.

Diabete e salute oculare: fare attenzione è importante

Il diabete è una delle patologie sistemiche maggiormente diffuse a livello globale. Ed è anche una delle più insidiose. I danni che la malattia arreca ai più disparati distretti del nostro organismo possono essere di entità importante. Anche l’apparato visivo non è esente dai rischi posti in essere dal diabete: conoscerli è il primo passo per prevenirli. Approfondiamo assieme l’argomento.

Cos’è il diabete

Il diabete è una patologia sistemica nella quale i livelli di glicemia nel sangue sono troppo elevati. Parallelamente, il corpo non produce insulina oppure non ne produce abbastanza per fronteggiare i picchi glicemici che caratterizzano la patologia. O, ancora, sviluppa una insulinoresistenza. Esistono due tipi di diabete: quello di tipo 1, che è congenito, e quello di tipo 2, che è invece il risultato di stili di vita sbilanciati e poco salutari. Il secondo rappresenta il 90% dei casi. In entrambi i casi conoscere bene la patologia e le sue potenziali conseguenze, farsi seguire da un diabetologo e seguire attentamente la terapia prescritta è davvero fondamentale.

Quali sono le principali complicanze del diabete

Non dare il giusto peso ad una diagnosi di diabete può dare adito a complicanze anche importanti. L’iperglicemia, specie se protratta a lungo nel tempo, può esercitare effetti negativi su più fronti. Scopriamoli insieme:

  • apparato visivo: il diabete è fattore di rischio per la retinopatia e la maculopatia
  • reni: si può innescare una nefropatia, ovvero una incapacità dei reni di svolgere adeguatamente la funzione di filtro alla quale sono deputati
  • sistema cardiovascolare: la patologia è fattore predisponente l’infarto del miocardio e di ictus
  • sistema nervoso: un’altra conseguenza è la neuropatia, che si manifesta tramite formicolio alle estremità (maggiormente i piedi), con rischio di lesioni ulcerose anche importanti

Diabete e salute oculare: quali conseguenze?

Per quanto riguarda il legame tra diabete e salute oculare, come sopra già accennato, il rischio maggiore è quello di sviluppare una retinopatia o una maculopatia. La retinopatia diabetica causa un danno permanente ai vasi sanguigni presenti sulla retina e può essere innescata sia dal diabete di tipo 1 che dal diabete di tipo 2. La retinopatia è conseguenza diretta della debolezza generalizzata dei vasi sanguigni tipica di chi soffre di diabete.

Tra i sintomi, menzioniamo:

  • visione imprecisa e sfocata
  • visione di filamenti o macchie nel campo visivo
  • difficoltà nella percezione dei colori

Un’altra complicanza oculare tipica di chi soffre di diabete è la maculopatia diabetica: in tal caso il danno maggiore è a carico dei vasi sanguigni situati sulla porzione centrale della retina, detta appunto macula. Infine, menzioniamo altri disturbi oculari tipicamente connessi al diabete: l’edema maculare diabetico, un accumulo di liquidi provenienti dai vasi sanguigni, neovascolarizzazioni anomale, microaneurismi e emorragie.

L’elenco delle complicanze oculari tipicamente innescate dal diabete non finisce qui. Il diabete è anche fattore di rischio del glaucoma neovascolare e della cataratta.

Alcune di queste patologie possono avere conseguenze importanti ed irreversibili e, se trascurate, possono condurre a stati di grave ipovisione e persino cecità.

Come proteggersi dalle patologie indotte dal diabete

Com’è evidente, il diabete non è una patologia da sottovalutare. Interpellare un diabetologo è d’obbligo, ma è anche fondamentale sottoporsi a visite periodiche presso altri specialisti, non ultimo l’oculista. Chi soffre di diabete dovrebbe sottoporsi periodicamente ad una visita oculistica specialistica anche in assenza di sintomi.

Tra gli esami fondamentali per verificare eventuali danni alle strutture oculari menzioniamo sicuramente l’OCT e l’Angio OCT, una sorta di tac della retina. Si tratta di esami indolori e non invasivi, capace di produrre una diagnosi mirata e tempestiva delle patologie oculari che tipicamente interessano la retina. Tra gli altri esami fondamentali menzioniamo la fluorangiografia e l’esame del fondo oculare.

Chi soffre di diabete, infine, dovrebbe aver cura del suo stile di vita e della sua alimentazione, prediligendo stili di vita sani e virtuosi improntati al mangiar sano e al dinamismo.

Vuoi saperne di più?

Soffri di diabete e intendi intraprendere un percorso orientato al mantenimento del benessere e della salute oculare? Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico troverai una èquipe di specialisti altamente preparati a tua disposizione. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 al numero 02 636 1191.