Articoli

Coronavirus e occhi: intervista al Dott. Lucio Buratto

coronavirus e occhi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il virus Sars-Cov2, noto anche come Covid19, ha influito marcatamente sulle esistenze di tutti noi, portando dolore nelle nostre famiglie e modificando abitudini e stili di vita,  segnando in modo indelebile il nostro vissuto ed il nostro futuro. Qual è il legame tra coronavirus e occhi? Fino a che punto, quindi, i nostri occhi possono rappresentare una via di accesso al virus? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Dottore, anzitutto può spiegarci che cos’è il Covid19?

Il Covid19 è un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus. Il nome Coronavirus deriva dalla loro forma, che ricorda appunto quella di una corona. Si tratta di virus che colpiscono l’apparato respiratorio: lo stesso raffreddore appartiene alla famiglia dei coronavirus. Altri coronavirus sono presenti solamente nel mondo animale ma, come avvenuto nel caso del Covid19, talvolta possono mutare ed infettare anche l’uomo. Il Covid19 si caratterizza per una maggiore carica virale, che significa che è molto contagioso, e può causare sintomi respiratori anche di una certa gravità.

Coronavirus e occhi: il contagio avviene anche attraverso gli occhi?

Sì. La congiuntiva è una delle vie preferenziali che il virus usa per accedere all’organismo. Avrete sicuramente sentito parlare in questi mesi delle droplets, ovvero di tutte le secrezioni respiratorie che ciascuno di noi emette anche solo nell’atto del semplice parlare. Ed ancor più quando si starnutisce e tossisce. Si tratta di un aerosol che viaggia nell’aria e va a posarsi facilmente sull’epitelio congiuntivale umano. Ecco perché è davvero fondamentale mantenere una distanza interpersonale di un metro / un metro e mezzo ed evitare di toccarsi gli occhi prima di aver lavato e igienizzato bene le mani.

I portatori di lenti a contatto sono maggiormente esposti al contagio?

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il virus riesca a sopravvivere per diverse ore al di fuori dell’organismo umano: e nonostante siano ancora in corso studi sulla sopravvivenza del virus sui materiali che tipicamente compongono le lenti a contatto, è consigliato adottare alcune precauzioni. Tra queste, l’igiene costante ed attenta delle mani prima e dopo aver messo e tolto le lenti, l’uso di lenti usa e getta, il mantenimento della corretta distanza interpersonale.

Per quanto riguarda l’uso degli occhiali, invece?

Anche chi usa gli occhiali dovrebbe prestare molta attenzione all’igiene tanto degli occhiali stessi quanto, naturalmente, delle mani. Il virus, ove presente nell’ambiente, può infatti depositarsi sulla superficie degli occhiali. Toglierli e lavarli frequentemente con sapone neutro (facendo attenzione a non rovinare le lenti) è sicuramente una buona abitudine. A questa si associano tutte le altre che già conosciamo, come l’igiene delle mani e l’attenzione a non portare le mani alla bocca, al naso e agli occhi.

A proposito di coronavirus e occhi, è vero che la congiuntivite è un sintomo del Covid?

Nonostante, come detto, la congiuntiva sia una delle vie d’accesso più facili per il virus, alcuni studi condotti dall’Accademia Americana di Oftalmologia hanno dimostrato che il Covid19 causa congiuntivite solo nel 1-3% dei casi. Di fatto, e salvo rare eccezioni, il Covid19 è una patologia non produttiva, cioè non produce secrezioni o lacrimazione. Al contrario, è una patologia di tipo secco. Ad ogni modo, in presenza di sintomi oculari poco chiari, è sempre bene consultare l’oculista. 

Il Centro Ambrosiano Oftalmico e la sicurezza

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è sempre aperto, nel pieno rispetto delle misure anti Covid. Il centro, inoltre, è la prima clinica oculistica italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Global Safe Site Excellence contro il Covid19 da parte dell’autorevole Bureau Veritas. La certificazione sancisce il pieno rispetto delle norme del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alla prevenzione dal coronavirus e risponde alle raccomandazioni delle più importanti Società Oftalmologiche nazionali ed internazionali, insieme a quelle della Organizzazione Mondiale della Sanità.

GLOBAL SAFE SITE EXCELLENCE - COVID-19 - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, garantisce l’adozione delle migliori misure preventive di pulizia, igiene, sanificazione e controllo di tutti gli ambienti e tutte le superfici contro la diffusione del coronavirus. Tutto lo staff, inoltre, è stato valutato in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del virus. In questo modo siamo in grado di fornire ai nostri pazienti un percorso sanitario realmente sicuro.

Hai altre domande sulla salute dei tuoi occhi? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica?

Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Iniezioni intravitreali: parola d’ordine costanza

iniezioni intravitreali - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Le iniezioni intravitreali rappresentano il trattamento d’elezione per la cura delle maculopatie, un insieme di patologie che colpiscono la parte centrale della retina. Tra queste, una delle più comuni è la degenerazione maculare senile che, nella sua variante essudativa, trova beneficio nella somministrazione della proteina detta anti-VEGF. Attenzione però: la terapia produce effetti positivi solamente se praticata secondo i giusti tempi. Ecco perché la parola d’ordine è sempre costanza.

Cosa sono le iniezioni intravitreali con farmaco Anti-VEGF

Le iniezioni intravitreali sono piccolissime iniezioni praticate all’interno del bulbo oculare. Il materiale presente all’interno del bulbo non è vascolarizzato né innervato, dunque le iniezioni non sono dolorose. La proteina iniettata ha l’obiettivo di contrastare la proliferazione di neovasi sulla retina, dovuta proprio alla produzione incontrollata di una proteina, detta VEGF.

Come avviene la somministrazione delle iniezioni intravitreali

…e perchè la parola d’ordine è costanza

La somministrazione delle iniezioni intravitreali avviene tramite protocolli ben definiti. Si esegue un ciclo di 3 iniezioni iniziali con cadenza mensile, per poi proseguire il trattamento con altre somministrazioni sino ad arrivare ad un totale di 7 circa nell’arco del primo anno.

Concludere il primo anno di trattamento nel pieno rispetto del protocollo di cura e delle scadenze prestabilite è fondamentale per trarre beneficio dalle iniezioni intravitreali. Si ricordi, peraltro, che nonostante la proteina Anti-VEGF sia l’unica opzione di trattamento nei confronti della degenerazione maculare senile, essa non ne rappresenta la cura definitiva. I farmaci Anti-VEGF possono rallentare o bloccare l’avanzamento della patologia, ma mai in modo permanente. Un motivo in più per evitare di soprassedere o rimandare gli appuntamenti.

Come sapere se è necessario sottoporsi ad altre iniezioni intravitreali dopo il primo anno di trattamento?

Già dopo il primo ciclo di iniezioni intravitreali, solitamente il paziente sperimenta un miglioramento della qualità visiva. Naturalmente, però, tutto dipende dallo stato di avanzamento della patologia nel momento in cui si comincia ad intraprendere il percorso terapeutico. In generale, durante il trattamento il paziente è sottoposto a frequenti monitoraggi, che includono controlli dell’acuità visiva ed OCT (Tomografia Ottica Computerizzata). Tali controlli sono utili a valutare il buon andamento della terapia e, dopo i primi mesi, a definire il calendario delle successive iniezioni.

In CAMO trovi trattamenti d’avanguardia e in un ambiente sempre sicuro

CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico è stato uno dei primi centri privati in Italia (ed è tuttora uno dei pochi) ad ottenere l’autorizzazione ad eseguire le iniezioni intravitreali con farmaci certificati. In CAMO, le iniezioni sono praticate da specialisti dalla grande esperienza e perizia e ciascun paziente è seguito con tutta l’attenzione e la dedizione necessarie. Inoltre, tutti gli ambienti della clinica sono frequentemente sottoposti a sanificazione accurata, mentre i professionisti che vi operano si sottopongono a periodici tamponi rapidi antigenici. Non c’è dunque motivo per rimandare la terapia lasciando alla patologia il tempo per produrre danni irreversibili e per compromettere severamente la capacità visiva. 

Vuoi saperne di più?

In CAMO è disponibile una visita oculistica specialistica per le malattie della retina. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Salute oculare: le professioni

Le professioni che ruotano intorno al mondo della salute oculare sono diverse. Imparare a conoscerne ruoli e competenze è utile per sapere chi interpellare di volta in volta, a chi rivolgersi e in quali casi. Prima di riporre la propria fiducia in un professionista, insomma, è bene sapere qual è il suo effettivo campo d’azione. In questo modo, per esempio, non scambieremo un semplice consiglio per una diagnosi certa. Scopriamo dunque assieme chi sono e cosa fanno l’oculista, l’ortottista, l’optometrista e l’ottico.

Il primo esperto di salute oculare: l’oculista 

Delle quattro figure professionali che descriviamo in questa sede, l’oculista è l’unico ad essere un medico. E’, difatti, laureato in Medicina e Chirurgia, ed è in possesso di una specializzazione in Oftalmologia. L’oculista visita l’apparato visivo, diagnostica patologie, individua difetti visivi. Ed è l’unico in grado di prescrivere trattamenti farmacologici ed eseguire interventi chirurgici. 

Il consiglio: andare periodicamente dall’oculista non serve solamente a “misurare la vista”, ma anche ad individuare eventuali patologie che altre figure professionali non sono in grado di diagnosticare. In questo modo si potrà recuperare prima il proprio benessere visivo, risparmiando tempo e denaro. 

L’ortottista: diagnosi e riabilitazione prima di tutto

L’ortottista è una professionista sanitario in possesso di una laurea in Ortottica. Opera nell’ambito della salute oculare in quanto è specializzato nello screening diagnostico e nella riabilitazione visiva con particolare riferimento ai problemi motori dell’apparato visivo. Lavora spesso a fianco dell’oculista e, ove necessario, lo assiste anche in sala operatoria.

Il consiglio: l’ortottista è una figura altamente specializzata, ma non è un medico. Impariamo ad ascoltare con attenzione le sue parole in quanto preziose, ma lasciamo sempre l’ultima all’oculista. 

L’optometrista: parola d’ordine, misurare

L’optometrista è una figura tecnica in possesso di una laurea in Ottica e Optometria, un precorso di studi più vicino alla Fisica e meno alla Medicina. Si occupa di riconoscere i difetti visivi e valutare la capacità visiva. Non essendo un medico, non può visitare, diagnosticare patologie, prescrivere terapie farmacologiche oppure chirurgiche. 

Il consiglio: una semplice misurazione della capacità visiva e delle proprie diottrie è sempre utile. Attenzione però: a volte i cali visivi sono di natura patologica. Rivolgiamoci all’oculista in caso di dubbio o di cambiamenti repentini della nostra capacità visiva. 

L’ottico: occhiali o lenti? Non hai che da chiedere

Concludiamo la carrellata delle professioni legate al mondo della salute oculare conoscendo più da vicino l’ottico. L’ottico è un artigiano ed un negoziante che si occupa di realizzare e rivendere ausili per la vista quali occhiali e lenti a contatto. Non ha competenze in ambito sanitario e non è abilitato all’esecuzione di visite mediche. Spesso gli ottici sono anche Optometristi e propongono ai loro clienti una misurazione della vista presso i loro punti vendita. Una procedura consentita che spesso ci fa comodo, ma che tuttavia non si sostituisce alla visita oculistica. 

Il consiglio: l’ottico è sempre il più informato di tutti in merito alle montature ed ai modelli di tendenza, ma anche alle lenti di ultima generazione con tutti i plus ai quali non sappiamo rinunciare: polarizzazione, anti riflesso, anti luce blu…facciamoci consigliare da lui su questi temi, mentre per la salute oculare rivolgiamoci sempre all’oculista.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Ti aspettiamo!

Igiene degli occhi ed uso delle lenti a contatto

Le lenti a contatto sono un ausilio per certi versi molto pratico per ovviare ai difetti visivi senza compromettere l’estetica del viso indossando gli occhiali. Le tipologie più moderne, sottilissime, flessibili ed usa e getta, hanno trovato riscontro in una vastissima gamma di persone. Tuttavia, l’uso delle lenti a contatto richiede una certa dose di rigore e precisione. Specie sotto il profilo igienico. E specie oggi che l’emergenza sanitaria posta in essere dalla diffusione del virus Covid19 ha sottolineato l’importanza dell’igiene non solo delle mani, ma anche del viso e degli occhi. Perché anche dall’igiene degli occhi può dipendere la nostra salute.

Le buone regole igieniche che ci fanno stare bene

Il COVID-19 ha cambiato radicalmente stili ed abitudini di vita di tutti noi. E, paradossalmente, ci ha ricordato l’importanza dell’igiene personale a partire dai piccoli gesti. Lavare le mani prima di tutto, a lungo e di frequente, evitare di portare le mani al viso, alla bocca ed agli occhi, sono infatti le basi per difendersi non solo dal coronavirus, ma anche, e più in generale, da una lunga serie di agenti patogeni. Anche per quanto riguarda l’uso delle lenti a contatto e l’igiene degli occhi, se già prima dell’avvento del Covid per farne uso era indispensabile mettere in atto una serie di accortezze per evitare infezioni ed infiammazioni oculari, oggi il discorso assume una portata ben maggiore. Vediamo dunque un piccolo decalogo sull’uso corretto delle lenti a contatto durante l’emergenza sanitaria.

Igiene degli occhi: come usare correttamente le lenti a contatto e prevenire il contagio

  1. Lavare bene ed asciugare le mani prima di maneggiare le lenti a contatto;
  2. Togliere sempre le lenti prima di entrare in doccia o in piscina;
  3. Riporre sempre adeguatamente le lenti dopo l’uso (se non sono quelle giornaliere), avendo cura di cambiare di volta in volta la soluzione;
  4. Tenere ben pulito anche il portalenti, che andrà lavato con l’apposita soluzione e mai con semplice acqua, e lasciato asciugare all’aria;
  5. Nel caso di lenti usa e getta, gettarle a fine giornata;
  6. Togliere sempre le lenti prima di coricarsi;
  7. Indossare le lenti prima di applicare il make up la mattina, e toglierle prima di struccarsi la sera;
  8. Rispettare la data di scadenza delle lenti;
  9. Rispettare la data di scadenza della soluzione per la manutenzione delle lenti;
  10. In caso di fastidio oculare, bruciore o arrossamento, sospendere l’uso delle lenti e contattare lo specialista di fiducia.

A questo decalogo vanno aggiunte tutte le accortezze legate all’uso della mascherina chirurgica:

  1. non portare le mani alla mascherina, al viso ed agli occhi senza essersele lavate;
  2. gettare la mascherina usata e lavarsi accuratamente le mani prima di togliere le lenti;
  3. in caso di fastidio improvviso agli occhi o qualora la lente dovesse spostarsi, fare in modo di igienizzarsi le mani prima di togliere e sostituire la lente (anche fuori casa).
  4. portare sempre con sé una mascherina di ricambio, la soluzione per le lenti a contatto, qualche salviettina igienizzante e un paio di lenti d’emergenza.

Insomma, le accortezze si moltiplicano giorno dopo giorno, trasformando a volte una comodità in un insieme di abitudini complesso, complicato e macchinoso.

La correzione laser dei difetti visivi

La moderna chirurgia oftalmica consente di fare a meno delle lenti a contatto (e degli occhiali) in modo permanente, sottoponendosi ad un brevissimo intervento eseguito con l’ausilio del laser. Tra le tecniche più efficaci vale la pena di citare la FemtoLASIK, che si avvale della combinazione di due tipologie di laser, ad eccimeri ed a femtosecondi. L’intervento è totalmente indolore, di breve durata, e consente di correggere qualunque difetto visivo di media entità in modo permanente. Questo significa che, dopo l’intervento, il difetto non si ripresenterà più.

Tuttavia, può capitare che un uso molto protratto nel tempo delle lenti a contatto porti ad un assottigliamento della cornea. Un fattore che potrebbe pregiudicare l’idoneità nei confronti dell’intervento con tecnica Femto-LASIK. Sarà cura dello specialista proporre delle alternative valide per la correzione permanente dei difetti visivi, tra le quali citiamo, per esempio, le ICL – lenti intracorneali – oppure le IOL – lenti intraoculari.

I vantaggi offerti da questo tipo di intervento sono innumerevoli.

Volendo restare in tema “lenti a contatto”, tuttavia, conviene sottolinearne alcuni:

  • libera dell’impegno nei confronti di tutte le procedure da eseguire per mettere e togliere le lenti;
  • fa risparmiare tempo, dal momento che la cura dell’occhio e la manutenzione delle lenti porta via diverso tempo tutti i giorni;
  • fa risparmiare tutto il denaro che andrebbe speso nel corso di una vita tra lenti a contatto, prodotti ed accessori correlati;
  • regala una ritrovata leggerezza ed un senso di libertà mai visti prima;
  • conferisce un senso di sicurezza nei confronti di tutti quegli agenti patogeni coi quali inevitabilmente, portando spesso le mani agli occhi, rischiamo di entrare in contatto.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Fumo passivo e salute oculare nei bambini

Quando si pensa al fumo passivo ed ai danni che questo può causare, sicuramente si è portati ad immaginare una serie di patologie a carico dell’apparato respiratorio. Ma non solo: il fumo passivo può mettere a repentaglio anche la salute oculare, specie nei bambini. Scopriamo come, e perché.

Fumo passivo e salute visiva nei bambini

Manteniamo le distanze

Sono già diversi anni che il fumo di sigaretta, sigaro e pipa è vietato nei luoghi pubblici. Tuttavia, sono milioni le persone in Italia che non rinunciano al rito della sigaretta. Attenzione però ai piccoli di casa: il consiglio ovvio sarebbe quello di non fumare. In ogni caso, è importante allontanarsi dai bambini, di fumare ove possibile in spazi aperti e di arieggiare molto bene gli ambienti dopo aver fumato. Come mai? Se il buon senso non è sufficiente a rispondere a questo quesito, oggi è la scienza ad affrontare l’argomento. 

Leggi anche: quando portare i bambini dall’oculista?

Fumo passivo e salute oculare nei bambini: cosa dice la scienza

Secondo i risultati di una ricerca scientifica recentemente apparsa su Jama Network, l’esposizione al fumo passivo nei pazienti in età pediatrica causa un assottigliamento della coroide, in misura direttamente proporzionale rispetto alla dose alla quale si è stati esposti. Lo studio ha visto la partecipazione di 1400 bambini d’età compresa tra i 6 e gli 8 anni, residenti ad Hong Kong. Gli studiosi hanno misurato lo spessore della coroide dei partecipanti tramite una OCT. L’OCT è una Tomografia Ottica Computerizzata. L’OCT è un esame non invasivo che permette di vedere e misurare nel dettaglio le diverse strutture oculari, inclusi gli strati di cui è composta la retina. Gli studiosi hanno tenuto conto di una vasta serie di fattori tra cui:

  • l’età dei bambini;
  • il loro peso corporeo;
  • il genere;
  • il peso alla nascita;
  • la presenza di almeno un fumatore in famiglia.

Stando ai risultati, dunque, l’assottigliamento della coroide aumentava in modo direttamente proporzionale al numero di fumatori presenti in famiglia ed alle ore d’esposizione al fumo passivo. 

Cosa implica l’assottigliamento della coroide?

La coroide è una sottile membrana della retina. Laddove questa si assottigli e si indebolisca, è più probabile che si vada incontro ad alterazioni vascolari della retina, con conseguente compromissione della sua funzionalità e dunque del buon andamento della funzione visiva. 

Leggi anche: bambini e videoterminali, che fare? 

Il fumo come fattore di rischio di altre patologie oculari

In generale, non si dimentichi che il fumo – anche passivo – è fattore di rischio per una lunga serie di patologie oculari, tra le quali citiamo la Sindrome dell’Occhio Secco, la cataratta, la retinopatia diabetica, la Degenerazione Maculare Senile, il glaucoma ed alcune patologie che interessano il nervo ottico. 

Leggi anche: il fumo fa male agli occhi, ecco perché

Vuoi saperne di più? 

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Prevenire la cataratta a tavola: è possibile?

La salute – tanto generale quanto oculare – si conquista e si mantiene giorno dopo giorno, grazie ad alcune accortezze da mettere in atto su più fronti. Tra questi, l’alimentazione. La tavola dev’essere, soprattutto, quella che comunemente si definisce “la buona tavola”: un insieme di scelte alimentari capaci di regalare salute e benessere sia nell’immediato che sul lungo periodo. Per quanto riguarda la salute oculare, in particolare, è possibile prevenire o ritardare la comparsa di alcune patologie anche grazie ad una alimentazione particolarmente curata: tra queste, non possiamo non menzionare la cataratta. E allora, come aiutare a prevenire la cataratta a tavola? Scopriamo assieme quali alimenti ed ingredienti possono aiutarci a stare alla larga il più possibile da questa patologia, tipica dell’età matura.

Alimentazione e salute oculare: qualche consiglio generale 

Il nostro apparato visivo è formato da un insieme di delicatissime strutture che lavorano in perfetta sincronia, proprio come l’ingranaggio di un orologio. Il buon andamento della vista dipende dalla salute di tutte le parti che compongono l’occhio. Volendo semplificare, gli “ingredienti” fondamentali per mantenere i nostri occhi sani il più a lungo possibile sono l’ossigeno, l’acqua e le vitamine che introduciamo attraverso l’alimentazione. 

Grazie a questi elementi: 

  • otteniamo un effetto protettivo ed antiradicalizzante capace di contrastare l’ossidazione cellulare e l’invecchiamento precoce;
  • manteniamo l’occhio ben idratato;
  • potenziamo le nostre capacità visive. 

Aiutare a prevenire la cataratta a tavola

La cataratta è una patologia oculare che porta ad un’opacizzazione del cristallino. Il cristallino è una piccolissima e delicatissima lente naturale situata all’interno del nostro occhio. Nutrirla adeguatamente d’acqua, d’ossigeno e di elementi nutritivi ci aiuta:

  1. a mantenerla sana il più a lungo possibile;
  2. a ritardarne un’eventuale opacizzazione.

Quali alimenti prediligere? 

Entriamo quindi nel merito degli alimenti che possono aiutare a prevenire la cataratta o ritardarne l’insorgenza e che pertanto conviene mettere in tavola di frequente.

  • La pasta integrale: essendo ricca di selenio, regala un ottimo effetto antiossidante,  antiradicalizzante ed antiinfiammatorio naturale;
  • Peperoni, carote crude, zucca e tutti gli alimenti vegetali di colore giallo-arancio, oltre che il latte, le uova ed il fegato: sono ricchi di vitamina A, preziosissima per la salute oculare, capace di esercitare un’azione protettiva, di ritardare l’invecchiamento cellulare e di facilitare la visione notturna;
  • Spinaci, broccoli, lattuga, cavoli: ricchi di luteina, un potente antiossidante, capace di mantenere il cristallino efficiente ed in salute per lungo tempo;
  • Legumi, cereali integrali e verdure a foglia verde: ricchi di vitamina E, sono l’ideale per regalarsi un’azione antiossidante ed antitumorale e per proteggere il cristallino dai danni dovuti allo stress ossidativo;
  • I pomodori:  ricchi di licopene, un carotenoide capace di contrastare la cataratta e dalla sua forte azione antitumorale;
  • I kiwi e gli agrumi: molto ricchi di vitamina C, fondamentale per mantenere la salute del cristallino;
  • Le mandorle: ricche di vitamina B2, che esercita un’azione fortemente protettiva sulle mucose;
  • Melanzane, uva nera, prugne e tutti gli alimenti di colore viola: contengono antiocianine, importanti antiossidanti capaci di ritardare e aiutare a prevenire tutte le patologie legate all’avanzare del tempo e dell’età, come la cataratta e la degenerazione maculare senile;
  • L’acqua: last but not least, non scordiamo che idratare bene il corpo è il primo passo per mantenersi sani ed in forma molto a lungo. L’occhio, in particolare, ha un grandissimo bisogno di idratazione per garantire non solo la lubrificazione superficiale ed il buon andamento della funzione di ammiccamento, ma anche la perfetta efficienza dell’intera funzione visiva.

Fattori nutrizionali e funzioni degli alimenti

Di seguito riportiamo un’esaustiva tabella a cura del dott. Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, indicante, per ciascun alimento, i fattori nutrizionali e le relative funzioni. Il consiglio è quello di alternare, nell’arco della settimana, gli ingredienti indicati in tabella, selezionandoli sulla base della stagionalità. 

Un aiuto viene anche dall’attività motoria

Anche l’attività fisica svolta all’aria aperta esercita un effetto protettivo nei confronti di molte patologie legate alla sedentarietà, alla scarsa ossigenazione dei tessuti ed all’invecchiamento cellulare. A tal fine, può essere utile – per esempio – fare una lunga passeggiata all’aria aperta un paio di volte la settimana.

Infine, la prevenzione

Infine, un’interessante ricerca scientifica ha messo in correlazione la salute visiva con quella cognitiva. Stando ai risultati dello studio, i pazienti in età avanzata con patologie o carenze visive corrono maggiormente il rischio di andare incontro ad un rapido declino sul piano cognitivo. Prendersi cura della propria salute visiva è quindi fondamentale per vivere la terza età al massimo delle proprie possibilità, anche sul fronte della memoria, delle capacità di linguaggio e, non ultimo, dell’autonomia. Alimentazione ed attività motoria sono senza dubbio fondamentali, così come lo è la prevenzione sul fronte medico. In quest’ottica si rivela utilissimo sottoporsi a periodici controlli della salute visiva, anche in assenza di sintomi.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Maculopatia e raggi UV: cosa c’è da sapere

Nessuno di noi è indifferente alla carica di buonumore che una bella giornata di sole porta con sé. Ce ne rendiamo conto in primavera, quando le giornate si allungano ed il sole comincia a scaldare un po’ di più. La voglia di uscire a passeggio, di sedersi su una panchina o semplicemente di approfittare degli spazi esterni di casa diviene irresistibile, e farsi scaldare corpo e anima dai raggi solari dopo un lungo e freddo inverno si trasforma in una vera e propria coccola. Eppure, i medici ci ammoniscono: attenzione a non esagerare. Fra loro, gli oculisti aggiungono: non dimentichiamo mai di indossare un paio di occhiali da sole di qualità. Anche in autunno e in inverno. Qual è la connessione tra radiazioni luminose e patologie oculari? E che legame c’è, in particolare, tra maculopatia e raggi UV? 

Radiazioni solari: quali sono e di che tipo

Anche se ai nostri occhi la luce del sole sembra tutta uguale, le radiazioni solari sono di vario genere. Tutto dipende dalla loro lunghezza d’onda e dalla loro frequenza. Al variare di questi fattori, varia il tipo di radiazione luminosa, che talvolta sarà calda, altre volte no; a volte sarà visibile, altre volte invece no. All’interno dello spettro luminoso, in particolare, vi sono alcuni raggi, chiamati ultravioletti, che si distinguono in UVA, UVB e UVC. Sono questi ad essere potenzialmente dannosi per gli occhi.

Il motivo per cui sono pericolosi è triplice:

  1. hanno una notevole lunghezza d’onda, quindi riescono a penetrare nel nostro occhio in profondità: fino alla macula, motivo per cui la maculopatia può essere anche legata ad un’eccessiva esposizione ai raggi UV;
  2. non hanno nulla a che fare con il calore, dunque spesso non ci rendiamo conto di essere esposti a questo tipo di raggi (che, peraltro, si fanno più intensi mano a mano che l’altitudine aumenta);
  3. sono invisibili, quindi il nostro occhio non innesca il naturale riflesso di difesa che è il restringimento della pupilla.

Anche la luce blu emessa dai dispositivi elettronici appartiene alla famiglia dei raggi ultravioletti potenzialmente dannosi per la salute oculare.

Due parole sulla maculopatia

Il legame tra maculopatia e raggi UV non è infrequente. La maculopatia è una delle patologie oculari che più spesso può essere causata dall’esposizione intensa ai raggi ultravioletti. Questo accade perché la radiazione luminosa provoca nei tessuti oculari uno stress ossidativo che porta alla degenerazione delle cellule retiniche. Un processo che causa un danno irreversibile, capace di compromettere irrimediabilmente la capacità visiva di chi ne è affetto. Nella maculopatia, poiché la macula è situata proprio al centro della retina, la compromissione avviene a livello di visione centrale, mentre la visione periferica rimane inalterata.

Per completezza, segnaliamo che esistono diversi tipi di maculopatia. Alcune non hanno nulla a che fare con le radiazioni luminose, come quelle su base ereditaria oppure quelle di tipo diabetico. Altre, come per esempio la Degenerazione Maculare Senile, trovano invece nell’esposizione alle radiazioni luminose un fattore di rischio (oltre all’età, naturalmente).

Non solo maculopatia

Altre patologie legate all’esposizione alle radiazioni ultraviolette

Oltre alla macula, vi sono altre aree dell’occhio che possono essere danneggiate da un’esposizione intensa ai raggi UV. Tra queste citiamo, oltre naturalmente a tutta la retina, la cornea, la congiuntiva ed il cristallino. A proposito di quest’ultimo, conviene sapere che le radiazioni ultraviolette possono essere considerate fattore predisponente anche per la cataratta. Infine, non possiamo non citare lo pterigio, una patologia oculare causata dall’esposizione intensa tanto al sole quanto al vento.

Le radiazioni nocive ci sono sempre:

in qualunque stagione e con qualunque tempo atmosferico

Per proteggersi dalle patologie oculari connesse all’esposizione alle radiazioni luminose si consiglia di indossare sempre gli occhiali da sole. Qualora ci si trovi in prossimità di specchi d’acqua o sulla neve, laddove dunque il riverbero amplifica l’intensità dei raggi UV, si consiglia di abbinare anche un berretto, e di evitare di trascorrere troppo tempo all’aperto durante le ore centrali della giornata. Tuttavia, si tenga presente che i raggi UV sono presenti nell’atmosfera tutto l’anno. Ciò significa che anche in città in una giornata grigia e piovosa i nostri occhi sono costantemente esposti alla loro azione.

Conclusioni

La maculopatia, così come la cataratta ed altre patologie oculari, può essere causata anche da un’esposizione prolungata ed intensa alle radiazioni luminose nocive. L’occhio è un insieme di strutture delicatissime e preziose, che è fondamentale preservare sul lungo periodo con cura ed attenzione. Tuttavia, capita sovente di ricordarsene quando insorgono i problemi. Al contrario, mettere in atto stili di vita virtuosi, alimentandosi correttamente, cercando di tenere a bada lo stress e, nel caso delle radiazioni luminose, indossando un buon paio di occhiali da sole, è sicuramente la strada giusta da intraprendere.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Disturbi oculari da non sottovalutare

Aver cura della propria salute oculare significa non dimenticare di recarsi periodicamente dall’oculista, attenersi ad eventuali indicazioni terapeutiche prescritte, correggere opportunamente i propri difetti visivi, avere uno stile di vita sano ed equilibrato. Insomma, vuol dire volersi bene. Spesso, tuttavia, capita di prendere con leggerezza alcuni segnali che i nostri occhi ci inviano. Sarà un po’ di stanchezza! Pensiamo dentro di noi…. e invece no. Vediamo quindi 3 disturbi oculari da non sottovalutare.

1 – Un leggero ma costante calo della capacità visiva in età matura

Solitamente i difetti visivi – miopia, ipermetropia ed astigmatismo – raggiungono una loro stabilità in età adulta. Eppure, può capitare di cominciare a vedere sempre meno (o sempre peggio) in età matura ed avanzata. “Sarà la miopia che peggiora con l’età!” Si tende a pensare. “Avrò bisogno di un paio di occhiali nuovi…”. Questo tipo di pensiero è davvero molto comune, e pur tuttavia è sbagliato. Un peggioramento della vista in età matura ed avanzata è più spesso imputabile alla cataratta, l’opacizzazione del cristallino che accompagna tipicamente questa fase della vita. 

Che fare: programmare una visita oculistica per la cataratta è il primo passo per accertare la causa della propria difficoltà visiva. Intervenire tempestivamente consente non solo di recuperare una salute visiva ottimale, ma anche di mantenere, sul lungo periodo, una qualità di vita all’altezza delle proprie aspettative. Perché vedere bene tiene alto l’umore, fa sentire dinamici ed attivi anche in tarda età e mette al riparo da piccoli o grandi incidenti, anche domestici. 

2 – Disturbi oculari correlati ad una sensazione di secchezza oculare

Il secondo tra i disturbi oculari da non ignorare è la secchezza oculare. Può verificarsi a qualunque età, anche se è più diffusa nella popolazione femminile di età superiore ai 40 anni. L’errore sta nel prenderla sottogamba sin dal principio e di pensare di trattarla in autonomia tramite semplici colliri da banco. “Sarà il cambio di stagione!” si pensa. Le spiegazioni che si possono dare alla secchezza oculare sono davvero innumerevoli. Tuttavia, conviene sapere che se non trattata a dovere o se trattata autonomamente in modo scorretto, essa può diventare recidivante e difficile da risolvere, assumendo i contorni di una vera e propria patologia, la Sindrome dell’Occhio Secco.

Che fare: anche di fronte ad un episodio di secchezza oculare per noi inusuale, rechiamoci dall’oculista: saprà valutare lo stato di salute del nostro apparato visivo e spiegarci le cause del disturbo, oltre ad indicarci il percorso terapeutico da intraprendere.

3 – Percezione di flash e lampi luminosi nel campo visivo

Anche la comparsa improvvisa di flash o lampi luminosi nel campo visivo è un sintomo da non sottovalutare. Lasciar passare troppo tempo e pensare che non sia nulla di particolare è un errore. Spesso, specie se si è affetti da una miopia forte, questi flash luminosi – se associati anche ad una visione alterata e poco nitida – possono essere il campanello d’allarme di qualcosa che non va. Potrebbe essere in corso una rottura retinica capace di condurre, se trascurata, ad un distacco di retina.

Che fare: in presenza di flash luminosi improvvisi e di un abbassamento visivo, e nonostante l’assenza di alcun tipo di dolore, recatevi subito dall’oculista. Niente panico: una rottura retinica non è un’evenienza infrequente ed è trattabile con successo. L’importante è non aspettare troppo.

Vuoi saperne di più?

Prenota una visita oculistica specialistica chiamandoci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Chirurgia dello sguardo: quando serve?

chirurgia dello sguardo - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’oculoplastica è una branca della chirurgia oftalmica con il duplice scopo di aiutare a recuperare una buona funzionalità visiva ed un aspetto estetico più fresco. I due obiettivi talvolta vanno di pari passo, altre volte no. Quando, dunque, ricorrere alla chirurgia dello sguardo? In quali occasioni è consigliabile o si rende necessaria?

A chi serve la chirurgia dello sguardo

La chirurgia dello sguardo si rende necessaria quando sono presenti patologie della palpebra o delle vie lacrimali. Tra queste citiamo:

  • il calazio;
  • l’ectropion;
  • l’entropion;
  • la trichiasi.

Queste patologie oltre ad essere antiestetiche, hanno le seguenti caratteristiche:

  1. rendono difficoltosa la visione (si pensi ad un abbassamento palpebrale importante)
  2. se trascurate rischiano di infiammare o danneggiare irrimediabilmente i tessuti oculari (cosa che può accadere, ad esempio, per la cornea);
  3. possono pregiudicare anche la vita sociale, lavorativa ed affettiva di chi ne è affetto, in virtù della compromissione dell’aspetto estetico che esse possono causare.

I disturbi delle palpebre inferiori e superiori

Oltre alle patologie sopracitate, vi sono poi tutti i disturbi che coinvolgono le palpebre inferiori e superiori. Ci riferiamo:

  • alla blefarocalasi, ovvero alla discesa della palpebra superiore verso il basso;
  • alla formazione di borse importanti a livello di palpebra inferiore.

Anche in questo caso l’impatto di tipo estetico è notevole, quanto basta per decidere di intervenire chirurgicamente. Ed anche in questo caso, è possibile che il disturbo eserciti un impatto negativo sulla funzionalità visiva.

L’oculoplastica serve a vedere meglio ed a vedersi meglio

Dunque, per rispondere alla domanda “chirurgia dello sguardo: quando serve?” possiamo affermare che tutti gli interventi di oculoplastica rappresentano una soluzione non invasiva a diversi problemi di indole estetica che possono avere ripercussioni sul piano emotivo ma al contempo su quello funzionale. Due buone ragioni per intervenire.

Sì, ma l’oculoplastica è per tutti?

Pensare che gli interventi di chirurgia dello sguardo siano solo appannaggio dei personaggi appartenenti al mondo dello star system è, oggi, del tutto obsoleto. La chirurgia dello sguardo ha subìto negli ultimi anni una evoluzione grazie a cui un sempre maggior numero di persone riesce finalmente a liberarsi di moltissimi inestetismi ancor prima che questi si trasformino in un problema di indole visiva. Ritrovare il piacere di guardarsi allo specchio, di affrontare gli impegni di lavoro con maggior sicurezza ed autostima, di indossare un filo di trucco anche nel quotidiano, sono ottime ragioni per valutare un intervento di oculoplastica.

Senza contare il fatto che oggi si vive di più e meglio, e che è comune il desiderio di affrontare la terza età con uno spirito giovanile, con la voglia di sentirsi in gamba e, perchè no, con uno sguardo più fresco che mai.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

La visita oculistica: tutto quello che c’è da sapere

La visita oculistica è uno dei capisaldi della salute oculare. Il suo scopo è duplice: preventivo e curativo. Prenderla in considerazione solamente al sopraggiungere di disturbi oculari e dimenticarsene per tutto il resto della propria vita, è decisamente sbagliato. Così come lo è considerarla una semplice misurazione della vista. Insomma, è forse giunto il momento di fare chiarezza intorno alla visita oculistica, spiegando che cos’è, come si svolge e perché è così utile.

Perché la visita oculistica è importante

La visita oculistica è il primo passo per preservare la propria salute oculare, così come la propria autonomia e la propria indipendenza personale. Il benessere oculare va mantenuto e custodito con le giuste cure ed attenzioni perché può esercitare un forte impatto sulla qualità della nostra vita. Si potrà immaginare che i difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia) siano le maggiori insidie capaci di mettere a repentaglio la capacità visiva, ma non è così: la gamma delle patologie oculari – alcune di esse anche piuttosto comuni – che possono manifestarsi nel corso della vita, è ben più ampia. Ecco perché, anche in quest’ambito, prevenzione e diagnosi precoce sono davvero le parole d’ordine. Per stare bene sempre, e molto a lungo. 

In cosa consiste una visita oculistica specialistica

La salute oculare: non solo diottrie…

Una visita oculistica seria non è una semplice “misurazione” della vista. E’ molto di più. La visita è solitamente preceduta da un colloquio durante il quale l’oculista o il suo assistente raccolgono informazioni utili su di noi, sul nostro passato clinico, su eventuali sintomi, disturbi o patologie dai quali siamo affetti, sul nostro stile di vita. La visita vera e propria, poi, include una serie di esami diagnostici durante i quali l’oculista osserva attentamente tutte le strutture oculari. L’occhio umano si compone di tante preziosissime parti che, proprio come in un delicato ingranaggio, ci consentono di godere del dono della vista: palpebre, cornea, cristallino, retina, macula… La diagnostica messa in campo durante una visita oculistica specialistica si avvale oggi di strumenti altamente tecnologici pensati proprio per fornire una serie di dati utili all’osservazione delle strutture oculari ed alla valutazione della loro salute e del loro buon funzionamento.

Quali sono gli esami svolti durante una visita oculistica specialistica?

Durante una visita oculistica specialistica si eseguono una serie di esami diagnostici non invasivi. Tra questi, citiamo l’esame della lampada a fessura, l’autorefrattometria, la tonometria, l’esame dell’acuità visiva, l’esame del fondo oculare. A questi, laddove lo specialista lo ritenga necessario, se ne possono aggiungere molti altri, come, per fare qualche esempio, l’OCT, la fluorangiografia, la topografia corneale, la retinografia

Quando sottoporsi ad una visita oculistica?

A partire dalla prima infanzia, sino all’età avanzata, la salute oculare passa attraverso una serie di tappe imprescindibili. I difetti visivi ed alcune tra le patologie più comuni fanno tradizionalmente la loro comparsa in epoche ben precise delle nostre vite. Si pensi, per fare qualche esempio tra i più noti, al cosiddetto occhio pigro tipico dell’età pediatrica, alla presbiopia che fa capolino intorno ai 40 anni, o alla cataratta, patologia tipica dell’età matura.

Leggi anche: benessere visivo, età dopo età tutte le tappe della prevenzione

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.