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Maculopatia senile, come si cura nei centri d’eccellenza

degenerazione maculare senile - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La maculopatia senile, nome d’uso comune per intendere la degenerazione maculare senile, è una patologia che interessa la parte centrale della retina. E’ proprio lì che vanno a dirigersi in prima battuta i raggi luminosi provenienti dall’esterno. Ed è proprio lì che avviene gran parte della funzione visiva. Va da sé che se la macula si ammala, la funzione visita ne risulta compromessa. Oggi la scienza medica ci viene incontro con una gamma di soluzioni interessanti. Terapie capaci di offrire una prospettiva ottimistica a chi è affetto dalla patologia. 

Dove curare la maculopatia in Italia?

Esistono tante strutture, pubbliche e private, presso cui rivolgersi per la terapia delle maculopatie. Presso le strutture sanitarie d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico, è oggi possibile curare la maculopatia con efficacia e, soprattutto, senza rischiare lunghe liste d’attesa. A fare la differenza sono sicuramente le moderne apparecchiature tecnologiche, utilissime per non dire indispensabili sia in fase diagnostica che terapeutica. A queste, si aggiungano anche staff di medici altamente competenti e specializzati proprio nella cura delle patologie della retina. 

1 – Parola d’ordine, OCT

Uno degli strumenti fondamentali per diagnosticare con precisione la maculopatia senile è l’OCT. OCT è l’acronimo di Tomografia Ottica Computerizzata. In breve, una sorta di TAC dell’occhio. L’apparecchio che consente di eseguirla è altamente sofisticato. Disporre di un apparecchio di ultima generazione per eseguire l’OCT con il giusto tempismo è sicuramente una marcia in più in fase diagnostica. 

2 – Iniezioni intravitreali: anche la mano fa la differenza

Una delle terapie maggiormente efficaci per il trattamento della Degenerazione Maculare Senile è la somministrazione di iniezioni intravitreali. Nonostante non si tratti di una terapia rischiosa o pericolosa, è necessario che questa sia eseguita da un medico esperto nella sua somministrazione. Presso CAMO è possibile rivolgersi a specialisti altamente preparati nella somministrazione delle iniezioni intravitreali con farmaci anti-VEGF. Oculisti che eseguono questo trattamento quotidianamente, con la giusta dose di perizia, manualità ed esperienza.

3 – Poca attesa, attenzioni personalizzate

Le cliniche d’eccellenza come CAMO riescono a gestire il flusso di pazienti dedicando il giusto tempo e le giuste attenzioni a ciascuno di essi. I pazienti sono prima di tutto persone con le quali instaurare un rapporto virtuoso basato sul dialogo e sull’empatia. Con l’obiettivo di condurre il paziente al raggiungimento del massimo livello di benessere e di salute visiva possibile.

Infine, i ridotti tempi di attesa consentono di massimizzare gli effetti benefici delle terapie prescritte. Per fare un esempio, le iniezioni intravitreali per la maculopatia devono essere somministrate con una cadenza ben precisa che non ammette ritardi. Solo in questo modo è possibile godere del massimo beneficio offerto dal trattamento. 

Vuoi saperne di più?

Saremo lieti di prenderci cura della tua salute visiva e di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno. Il nostro centralino è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Alimentazione e vista: domande frequenti

E’ opinione diffusa che le più marcate ed evidenti ripercussioni che l’alimentazione può esercitare sulla nostra salute si manifestano a livello di peso corporeo o sui valori di alcuni parametri del sangue. In parte è così, ma non esclusivamente. L’alimentazione è legata a doppio filo anche alla nostra salute oculare. I nostri occhi possono infatti risentire di abitudini alimentari sbagliate, restituendoci alcuni segnali spesso inequivocabili. Indaghiamo dunque assieme al dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, il legame esistente tra alimentazione e vista. 

Dottor Buratto, in che modo gli stili di vita moderni influiscono sulla vista?

La nostra salute oculare è il risultato dell’interazione tra una vasta gamma di fattori. Alcuni già noti alla scienza e ampiamente indagati, altri invece più nuovi, figli del tempo nei quali viviamo e delle circostanze nelle quali a volte ci ritroviamo nostro malgrado.

Tra questi, citiamo:

  • l’uso e spesso l’abuso casuale di farmaci;
  • l’uso prolungato di cosmetici e prodotti per il make up (dei quali spesso non abbiamo cura di leggere l’INCI);
  • le condizioni ambientali che caratterizzano i luoghi nel quale trascorriamo il nostro tempo (in particolare la qualità dell’aria);
  • l’uso ed abuso di strumenti digitali, necessari per motivo di studio o lavoro, non sempre necessari per la socializzazione il gioco o l’intrattenimento;
  • l’uso protratto nel tempo di lenti a contatto;
  • un’alimentazione poco bilanciata e poco curata, pensata per soddisfare il palato e per saziare velocemente;
  • e più in generale, le sfide sociali poste in essere da epidemie (come nel caso della pandemia da Covid-19).

Gli occhi sono un delicatissimo “ecosistema” messo spesso alla prova a volte da tutti questi fattori assieme, altre volte solo da alcuni di essi. E a questi potremmo aggiungere i classici fattori di rischio di molte patologie oculari, di vizi dannosi per la salute, come il fumo, l’esposizione ai raggi ultravioletti senza adeguata protezione, le patologie sistemiche, le patologie della sfera emotiva, la genetica.

Dottor Buratto, abbiamo capito che i fattori da tenere in considerazione quando si parla di vista sono davvero innumerevoli. Ma quanto pesa l’alimentazione?

Un noto filosofo dell’Ottocento ha dichiarato che “noi siamo quello che mangiamo”. E non aveva tutti i torti. Il cibo riveste oggi un ruolo davvero fondamentale nella nostra vita ed ha interessanti ripercussioni anche a livello sociale. Se molti di noi si nutrono in maniera frenetica ed inconsapevole, spinti dalla mancanza di tempo e da ciò che la pubblicità dà loro letteralmente “in pasto”, altri cercano di riscoprire l’autentico valore dell’alimentazione. Compiendo un vero e proprio ritorno alle origini, scegliendo alimenti prodotti tradizionalmente e a chilometro zero. Una scelta virtuosa che mi sento di consigliare a tutti.

Grazie agli innumerevoli programmi di screening ed alle campagne di sensibilizzazione a carattere medico e scientifico, oggi è sempre più chiaro che la manifestazione di alcune patologie è strettamente legata alle abitudini alimentari. Mi riferisco ai disturbi gastrointestinali (come la sindrome del colon Irritabile, per esempio), al diabete di tipo II, all’ipertensione. Più in generale, la scienza ha messo spesso in correlazione lo stato di salute del microbiota intestinale con quello del resto dell’organismo.

E per quanto riguarda la salute oculare nello specifico? Il legame tra alimentazione e vista è davvero così stretto?

Il legame tra alimentazione e vista è più stretto di quanto si possa pensare. Alcune ricerche scientifiche per esempio hanno indagato il legame tra la disbiosi intestinale (cioè l’impoverimento marcato della flora intestinale) e il rischio di sviluppare la degenerazione maculare senile di tipo secco. Ancora, tra le complicanze del morbo di Crohn e della colite ulcerosa (spesso favorite da un’alimentazione sbilanciata e da uno stile di vita irregolare) troviamo spesso la Sindrome dell’Occhio Secco. E poi ancora, alimentarsi in modo scorretto, prediligendo cibi grassi, molto conditi e calorici a scapito di frutta e verdura di stagione, favorisce l’insorgenza del diabete di tipo II. Che come sappiamo è un fattore di rischio importante della retinopatia diabetica, una patologia oculare molto insidiosa, non sufficientemente nota al di fuori del mondo medico-scientifico.

C’è un consiglio generale che possiamo dare a chi vuole prevenire le patologie oculari a partire dalla buona tavola?

Il consiglio è quello di seguire i precetti della dieta mediterranea e di bere molta acqua. L’acqua è preziosissima per la salute degli occhi, perché fornisce l’idratazione della quale le strutture oculari hanno bisogno per mantenersi in salute e ben ossigenate. Un altro consiglio è quello di mangiare a colori, alternando frutta e verdura fresche e di stagione nell’arco della giornata. Un’abitudine che fornisce tutte le vitamine e i minerali necessari per il benessere oculare. Un altro alimento preziosissimo per la salute oculare è l’olio extravergine di oliva, ricco di antiossidanti preziosi per mettere le strutture oculari al riparo dallo stress ossidativo, che è fattore di rischio di alcune patologie tipiche dell’età avanzata. Come la cataratta, per esempio. Un cucchiaio di olio di oliva a crudo al giorno, è un vero toccasana anche per gli occhi. E per finire privilegiare l’uso di pesce alla carne rossa, perchè i prodotti di mare sono ricchi di Omega3 e Omega6.

Vuoi saperne di più?

Nel ringraziare il Dottor Buratto per le sue esaustive risposte sul tema alimentazione e vista, vi ricordiamo che il Centro Ambrosiano Oftalmico è a vostra disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Lucio Buratto riceve il Premio alla Carriera b2eyes 2021

Lucio Buratto - Premio alla Carriera 2021 b2Eyes

In occasione del Progressive Business Forum tenutosi a Milano dal 19 al 20 settembre 2021, il nostro direttore scientifico, Lucio Buratto, ha ricevuto il Premio alla Carriera b2eyes.

Il premio

Il mondo dell’ottica ha assegnato al Dott. Lucio Buratto il Premio alla Carriera b2eyes 2021, un importante riconoscimento per il suo contributo all’informazione nel campo della salute oculare. La premiazione si è svolta sul palco dell’importante evento Progressive Business Forum, successivamente ad una intervista su prassi e teoria della presbiopia dal punto di vista dell’oculista.

La consegna del premio è avvenuta presso l’Allianz Cloud di Milano, domenica 19 Settembre.

  • Lucio Buratto - Premio alla Carriera 2021 b2Eyes
  • Lucio Buratto - Premio alla Carriera 2021 b2Eyes
  • Lucio Buratto - Premio alla Carriera 2021 b2Eyes

Glaucoma, sintomi e cura: risponde Lucio Buratto

glaucoma sintomi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il glaucoma è una delle patologie oculari più comuni, ma non è conosciuto come dovrebbe. E poiché siamo fermamente convinti del fatto che la prevenzione passi anche attraverso la conoscenza, approfittiamo oggi del tempo gentilmente concessoci dal dott. Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico – per conoscere più da vicino “il ladro silenzioso della vista”, il glaucoma: sintomi e possibili cure.

Dottor Buratto, cos’è il glaucoma e quali sono i suoi sintomi?

Il glaucoma è una patologia causata da una pressione intraoculare troppo elevata e persistente. Il suo esordio è quasi sempre asintomatico, motivo per il quale il glaucoma è spesso chiamato “il ladro silenzioso della vista”. Tuttavia, non è una patologia così rara: si pensi che il glaucoma è la seconda causa di cecità al mondo dopo la cataratta. E che in Italia ne soffre oltre un milione di persone. Se non diagnosticato e trattato opportunamente, il glaucoma porta ad un’importante riduzione del campo visivo ed in un secondo tempo della vista. Un danno non rimediabile in alcun modo, né con i farmaci, né con la chirurgia.

Se all’esordio del glaucoma sintomi e disturbi possono essere poco manifesti, come ci si accorge di esserne affetti?

Come ripeto spesso, la prevenzione è tutto. Recarsi periodicamente dall’oculista è il primo passo per individuare il glaucoma così come altre patologie oculari, e per cominciare eventuali percorsi terapeutici tempestivamente. Per quanto riguarda il glaucoma, i sintomi sono un calo visivo o una visione offuscata, visione di aloni, ma anche cefalee persistenti e nausea. Chi sperimenta questi sintomi potrebbe essere affetto dalla patologia già ad uno stadio avanzato.

Il glaucoma è un tumore?

Sono molti i pazienti che mi rivolgono spesso questa domanda. Il suffisso “-oma”, tipico di alcune parole indicanti patologie tumorali (carcinoma, melanoma, linfoma) porta spesso a confondere il glaucoma con un una neoplasia. Ma non è così. Il glaucoma non appartiene alla famiglia dei tumori.

E’ possibile nascere già affetti da glaucoma?

Sì, è possibile essere affetti da glaucoma congenito. Sebbene sia una patologia rara nei bambini. Il glaucoma congenito è ereditario ed è anche detto primario, in quanto non è causato da fattori o cause preesistenti. Colpisce neonati e bambini (un bambino su 10mila) e può interessare un solo occhio oppure entrambi gli occhi. Solitamente il trattamento è di tipo chirurgico e la prognosi è buona, a patto che si intervenga per tempo.

Quali altri tipi di glaucoma esistono?

Altre tipologie di glaucoma sono il glaucoma ad angolo aperto, il glaucoma ad angolo chiuso e il glaucoma secondario.

  • Ad angolo aperto: è il più comune ed interessa la maggior parte dei pazienti affetti dalla patologia;
  • Ad angolo chiuso: si manifesta in modo più improvviso ed è fondamentale intervenire rapidamente;
  • Secondario: può essere causato dall’assunzione protratta nel tempo di alcuni farmaci, o da altre patologie, come la cataratta, per esempio.

Per ciascuna tipologia di glaucoma, sintomi, prognosi e terapia possono essere differenti.

Dottore, chi è affetto da glaucoma può sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid?

Non esistono controindicazioni per la somministrazione dei vaccini anti-Covid nei pazienti con glaucoma. Anche se assumono terapia medica ipotonizzante o se sono stati operati. In generale, non v’è evidenza scientifica che i vaccini anti-Covid possano avere conseguenze sulla salute visiva tanto dei pazienti sani quanto di quelli affetti da glaucoma. A proposito di Covid, peraltro, è importante ricordare che il glaucoma è una patologia subdola. Durante la pandemia, molti pazienti intimoriti di fronte all’eventualità del contagio hanno saltato i controlli della salute visiva, anche se i DPCM consentivano di spostarsi dalla propria abitazione per comprovati motivi di salute. Rinunciare alle visite di controllo, sospendere la terapia o rimandare l’appuntamento con la chirurgia ha, nel caso del glaucoma, conseguenze spesso gravi ed irreversibili.

Come si cura il glaucoma?

Il glaucoma si può trattare farmacologicamente con una terapia ipotonizzante solitamente a base di colliri. In questa fase della patologia è fondamentale l’aderenza alla terapia. Poichè, come detto, il glaucoma nelle sue fasi iniziali è asintomatico, può capitare di assumere la terapia in modo saltuario ed intermittente. Un atteggiamento che ne predispone il peggioramento. Nei casi che rispondono poco alla terapia medica o qualora si voglia evitare o ridurre la terapia medica, il laser può essere di grande aiuto. Nei casi più avanzati si procede invece per via chirurgica, eseguendo un intervento volto a favorire una via di deflusso all’umor acqueo presente nelle strutture oculari. In questo modo si allevia la pressione intraoculare che a lungo andare può danneggiare irreversibilmente il nervo ottico.

Vuoi saperne di più?

Ringraziando il dott. Lucio Buratto per le sue esaustive risposte e per il tempo che ci ha dedicato, ti ricordiamo che siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Sarà l’occasione per rispondere ad altre domande in merito a glaucoma, sintomi e cura.

Glaucoma e intervento di cataratta: posso operarmi?

Glaucoma e cataratta sono tra le patologie oculari più comuni dell’età matura ed avanzata. Capita che si manifestino in concomitanza, generando una naturale preoccupazione nel paziente che ne è affetto. Come curarle? Curare l’una farà forse peggiorare l’altra? Chi è affetto da glaucoma può sottoporsi all’intervento di cataratta? Dubbi e domande non mancano. Approfondiamo dunque l’argomento con l’aiuto del dottor Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Glaucoma e cataratta, aspetti comuni

Due patologie irreversibili tipiche dell’età adulta e matura

Glaucoma e cataratta sono due patologie tipiche dell’età matura ed avanzata. Il glaucoma fa solitamente la sua comparsa abbastanza presto, dopo i 40 anni circa, mentre la cataratta comincia a manifestarsi intorno ai 55-60 anni. Un paziente poco assiduo nei controlli della sua salute oculare potrebbe rendersi conto di essere affetto da entrambe le patologie quando esse sono già conclamate.

Glaucoma e cataratta sono irreversibili. Più il tempo avanza, più il danno che possono arrecare – soprattutto quello del glaucoma – è importante. Una patologia che può causare una grave compromissione della capacità visiva. Inoltre, può capitare che una cataratta particolarmente evoluta possa ulteriormente predisporre ad un aumento della pressione intraoculare. Un circolo vizioso che è fondamentale interrompere quanto prima.

Dott. Buratto: il glaucoma è una patologia oculare che fa il suo esordio spesso in sordina. In Italia ne sono affette oltre mezzo milione di persone. I pazienti diabetici, in particolare, dovrebbero ricordare di controllare periodicamente la loro salute oculare. Il diabete, infatti, è uno dei più frequenti fattori di rischio del glaucoma.

Opportunità di trattamento per cataratta e glaucoma

La cataratta non è curabile farmacologicamente. L’unica opportunità di trattamento è data dall‘intervento chirurgico. Per il glaucoma è invece possibile, ove il medico lo ritenga opportuno, ricorrere ad una terapia medica ipotonizzante, volta ad abbassare la pressione intraoculare. In questo caso, è fondamentale seguire la terapia seguendo dosi e tempi di somministrazione indicati dallo specialista. Se la patologia non risponde appropriatamente alla terapia, è possibile che lo specialista consigli di eseguire un intervento laser o, nelle forme più avanzate, chirurgico. L’obiettivo sarà di aumentare o di creare una via di deflusso per l’umor acqueo che si accumula nelle strutture oculari determinando la patologia.

Dott. Buratto: la terapia farmacologica ipotonizzante per il glaucoma va somministrata con grande precisione. Poiché il glaucoma è spesso asintomatico, molti pazienti seguono la terapia in modo impreciso e saltuario. Un errore che predispone al peggioramento della vista. Cosa importante da sapere è che quello che si perde in conseguenza del glaucoma non può essere recuperato.

Come intervenire, dunque? L’intervento di cataratta è un buon punto di partenza

Oggi è possibile intervenire chirurgicamente per risolvere entrambe le patologie. La precedenza è sempre data all’intervento di cataratta che già da solo può aiutare a migliorare sensibilmente il quadro clinico del paziente affetto da glaucoma. Rimuovere il cristallino opacizzato ed ispessito dalla cataratta, infatti, può alleviare l’ipertensione che è alla base del glaucoma. Qualora l’intervento di cataratta non porti benefici sul fronte della pressione intraoculare, si potrà procedere in seconda battuta all’intervento di glaucoma.

Dott. Buratto: l’intervento di cataratta è il primo passo da compiere per prendersi cura della propria salute oculare, anche in concomitanza col glaucoma. Infatti, l’intervento di cataratta può favorire un abbassamento della pressione intraoculare.

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Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di rispondere alle tue domande sul tema.

Lenti intraoculari EDOF: conosciamole più da vicino

Le lenti EDOF rappresentano quella piccola grande rivoluzione che, nel giro di breve tempo, è riuscita ad apportare un ancor più elevato grado di efficacia alla microchirurgia oculare. Si tratta di un particolare tipo di lenti intraoculari (IOL) che ha spalancato le porte ad un nuovo modo di risolvere in modo permanente i difetti visivi e non solo. Se negli anni Ottanta la svolta in oftalmologia fu data dal ben noto laser ad eccimeri, oggi la novità è data proprio da queste lenti così straordinarie. E i loro vantaggi sono davvero innumerevoli.

Cosa sono le lenti intraoculari ed in quali casi sono consigliate

Prima di conoscere più da vicino la grande novità delle lenti EDOF, spendiamo due parole sulle lenti intraoculari. Negli anni passati chi era affetto da difetti visivi anche marcati poteva far ricorso solamente ad ausili correttivi esterni (lenti a contatto e occhiali da vista) o alla classica chirurgia refrattiva laser. Recentemente, invece, e grazie alle IOL, anche chi soffre di difetti di entità media o forte ha potuto trovare in questo particolare tipo di lenti la soluzione ai suoi problemi visivi.

Peraltro, le lenti intraoculari – che si chiamano così perchè sono inserite proprio all’interno dell’occhio – sono altamente versatili ed offrono un ottimo margine di personalizzazione. Sono l’ideale per pazienti adulti con presbiopia o difetti visivi molto marcati, così come per pazienti in età matura che necessitano di operarsi di cataratta.

Tipologie di lenti intraoculari

Le tipologie di lenti intraoculari oggi esistenti sono le seguenti:

  • monofocali
  • monofocali toriche
  • multifocali
  • multifocali toriche
  • EDOF

Perchè le lenti EDOF rappresentano un ulteriore salto di qualità

Le classiche lenti intraoculari sono molto vantaggiose per una vasta gamma di persone, anche se talvolta possono presentare qualche inconveniente. Per esempio:

  • le monofocali, pur offrendo una buona capacità visiva, la danno solo ad una distanza (o lontano o vicino), rendendo dunque sempre necessario l’uso di un paio di occhiali; possono presentare qualche difficoltà nella visione alle distanze intermedie ed hanno una generale perdita del senso della profondità;
  • le multifocali presentano dei limiti in merito alla sensibilità al contrasto e possono dare adito a qualche disturbo visivo in condizioni di poca luce, soprattutto in visione notturna (sensazione di abbagliamento, visione di aloni).

Ciò non significa che queste tipologie di lenti non siano più che valide per alcuni pazienti: non ci stancheremo mai di ripetere, infatti, che ogni paziente è un mondo a sé, con il suo stato di salute visiva, la sua sensibilità, le sue esigenze personali.

Le lenti EDOF rappresentano il superamento dei piccoli inconvenienti tipici delle altre lenti intraoculari. Sono la soluzione ideale per risolvere i problemi visivi conseguenti all’intervento di cataratta, per correggere i vari difetti visivi in modo permanente e per poter pensare di fare a meno degli occhiali da vista.

Dott. Lucio Buratto, oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

E non solo: le lenti EDOF riescono a soddisfare le esigenze dei pazienti affetti da presbiopia contestualmente ad altri difetti visivi. Grazie a queste lenti, il cui acronimo sta per Extended Depth of Focus, (Estesa Profondità di Fuoco), è possibile ottenere un’ottima qualità visiva pressoché a tutte le distanze. Anche in condizioni di scarsa luminosità. E senza gli inconvenienti visivi presenti in altre tipologie di lenti intraoculari.

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Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di illustrarti più da vicino le opportunità date dalle differenti tipologie di lenti intraoculari.

Miopia: sintomi, cause, rimedi. Intervista al dott. Lucio Buratto

miopia sintomi - Intervista al Dottor Lucio Buratto - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La miopia è, tra i difetti visivi, quello più comune e più diffuso al mondo. Si può presentare in diversi momenti della vita e la sua origine risiede in una combinazione tra cause genetiche e cause ambientali. Nonostante si tratti di un difetto visivo ben noto ed ampiamente studiato dalla letteratura scientifica, negli ultimi 10 anni la miopia ha assunto quella che possiamo definire “una nuova connotazione”, strettamente legata agli stili di vita imposti dalla globalizzazione e, non ultimo, dalla pandemia da Coronavirus. Abbiamo rivolto qualche domanda sul tema “miopia, sintomi, cause e rimedi” al nostro direttore scientifico, il dott. Lucio Buratto.

Dottor Buratto, miopia di ieri, miopia di oggi. Quali sono le differenze? 

La miopia è un difetto visivo che porta a vedere con difficoltà gli oggetti posti in lontananza, perché le immagini sono focalizzate davanti alla retina anziché sulla retina stessa. Le primissime teorie sulle cause della miopia facevano riferimento soprattutto al suo carattere ereditario. Oggi, invece, si propende per una spiegazione che chiama in causa genetica e stili di vita. Dati epidemiologici alla mano, infatti, la miopia oggi sta assumendo i contorni di una vera e propria pandemia, specialmente tra i più giovani di tutto il mondo. La differenza non risiede nelle caratteristiche del difetto visivo, ma negli stili di vita moderni che predispongono alla sua insorgenza. 

In che modo gli stili di vita possono predisporci a sviluppare la miopia?

Le nuove tecnologie hanno permesso alle nostre vite di fare un salto di qualità non indifferente. Leggiamo, ci informiamo, lavoriamo, conduciamo persino la nostra vita sociale attraverso smartphone, tablet ed altri dispositivi elettronici. Questo vale in particolar modo per i cosiddetti nativi digitali, bambini che già da piccoli imparano ad usare videogiochi e tablet con notevole dimestichezza. Ma attenzione: più ore a video e meno ore all’aria aperta significa più probabilità di sviluppare la miopia, sintomi da affaticamento visivo ed anche cefalee ricorrenti. 

Dottore, perché stare all’aria aperta fa bene ai nostri occhi?

La luce solare regola la produzione di dopamina e di melatonina, inibisce l’allungamento del bulbo oculare tipico della miopia e favorisce il buon dell’andamento dei ritmi circadiani, ovvero di quel delicato meccanismo che promuove la corretta alternanza dei ritmi di veglia e sonno. 

Dunque anche lavorare in smart working o seguire lezioni scolastiche a distanza è un comportamento a rischio?

Se già negli ultimi anni del Novecento e nei primi anni Duemila la globalizzazione e la massificazione della tecnologia stavano portando ad un aumento del numero di persone affette da miopia, la pandemia da Coronavirus non ha di certo migliorato la situazione. La necessità di condurre la propria vita scolastica o lavorativa a video ha dilatato ulteriormente il numero di ore trascorse a video a scapito di quelle nelle quali l’occhio è impegnato in un altro tipo di visione. Uno stile di vita che predispone all’insorgenza ed al peggioramento della miopia, come confermato dalle statistiche e dalla letteratura scientifica.

Dottore, a proposito di miopia, sintomi e cure sono sempre gli stessi per tutti?

I sintomi della miopia includono la difficoltà nel vedere gli oggetti più lontani e la tendenza a strizzare gli occhi per mettere a fuoco. Ma anche una generale sensazione di affaticamento visivo e mentale e cefalee frequenti. Le cure sono invece diverse. Sottoporsi ad una visita oculistica accurata è il primo passo per valutare l’entità del difetto, la sua origine, il suo andamento e la sua stabilità. Ma anche per stabilire lo stato di salute visiva complessiva del paziente. In generale, comunque, possiamo affermare che oggi la chirurgia refrattiva può dare risposte molto interessanti e soddisfacenti ad una sempre più ampia gamma di pazienti, anche affetti da miopia elevata.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a vostra disposizione per qualunque quesito sulla salute oculare. E’ possibile prenotare una visita oculistica specialistica chiamando dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191

Coronavirus e occhi: intervista al Dott. Lucio Buratto

coronavirus e occhi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il virus Sars-Cov2, noto anche come Covid19, ha influito marcatamente sulle esistenze di tutti noi, portando dolore nelle nostre famiglie e modificando abitudini e stili di vita,  segnando in modo indelebile il nostro vissuto ed il nostro futuro. Qual è il legame tra coronavirus e occhi? Fino a che punto, quindi, i nostri occhi possono rappresentare una via di accesso al virus? Abbiamo rivolto queste ed altre domande a Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Dottore, anzitutto può spiegarci che cos’è il Covid19?

Il Covid19 è un virus appartenente alla famiglia dei Coronavirus. Il nome Coronavirus deriva dalla loro forma, che ricorda appunto quella di una corona. Si tratta di virus che colpiscono l’apparato respiratorio: lo stesso raffreddore appartiene alla famiglia dei coronavirus. Altri coronavirus sono presenti solamente nel mondo animale ma, come avvenuto nel caso del Covid19, talvolta possono mutare ed infettare anche l’uomo. Il Covid19 si caratterizza per una maggiore carica virale, che significa che è molto contagioso, e può causare sintomi respiratori anche di una certa gravità.

Coronavirus e occhi: il contagio avviene anche attraverso gli occhi?

Sì. La congiuntiva è una delle vie preferenziali che il virus usa per accedere all’organismo. Avrete sicuramente sentito parlare in questi mesi delle droplets, ovvero di tutte le secrezioni respiratorie che ciascuno di noi emette anche solo nell’atto del semplice parlare. Ed ancor più quando si starnutisce e tossisce. Si tratta di un aerosol che viaggia nell’aria e va a posarsi facilmente sull’epitelio congiuntivale umano. Ecco perché è davvero fondamentale mantenere una distanza interpersonale di un metro / un metro e mezzo ed evitare di toccarsi gli occhi prima di aver lavato e igienizzato bene le mani.

I portatori di lenti a contatto sono maggiormente esposti al contagio?

Alcuni studi scientifici hanno evidenziato come il virus riesca a sopravvivere per diverse ore al di fuori dell’organismo umano: e nonostante siano ancora in corso studi sulla sopravvivenza del virus sui materiali che tipicamente compongono le lenti a contatto, è consigliato adottare alcune precauzioni. Tra queste, l’igiene costante ed attenta delle mani prima e dopo aver messo e tolto le lenti, l’uso di lenti usa e getta, il mantenimento della corretta distanza interpersonale.

Per quanto riguarda l’uso degli occhiali, invece?

Anche chi usa gli occhiali dovrebbe prestare molta attenzione all’igiene tanto degli occhiali stessi quanto, naturalmente, delle mani. Il virus, ove presente nell’ambiente, può infatti depositarsi sulla superficie degli occhiali. Toglierli e lavarli frequentemente con sapone neutro (facendo attenzione a non rovinare le lenti) è sicuramente una buona abitudine. A questa si associano tutte le altre che già conosciamo, come l’igiene delle mani e l’attenzione a non portare le mani alla bocca, al naso e agli occhi.

A proposito di coronavirus e occhi, è vero che la congiuntivite è un sintomo del Covid?

Nonostante, come detto, la congiuntiva sia una delle vie d’accesso più facili per il virus, alcuni studi condotti dall’Accademia Americana di Oftalmologia hanno dimostrato che il Covid19 causa congiuntivite solo nel 1-3% dei casi. Di fatto, e salvo rare eccezioni, il Covid19 è una patologia non produttiva, cioè non produce secrezioni o lacrimazione. Al contrario, è una patologia di tipo secco. Ad ogni modo, in presenza di sintomi oculari poco chiari, è sempre bene consultare l’oculista. 

Il Centro Ambrosiano Oftalmico e la sicurezza

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è sempre aperto, nel pieno rispetto delle misure anti Covid. Il centro, inoltre, è la prima clinica oculistica italiana ad aver ottenuto il riconoscimento di Global Safe Site Excellence contro il Covid19 da parte dell’autorevole Bureau Veritas. La certificazione sancisce il pieno rispetto delle norme del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità in merito alla prevenzione dal coronavirus e risponde alle raccomandazioni delle più importanti Società Oftalmologiche nazionali ed internazionali, insieme a quelle della Organizzazione Mondiale della Sanità.

GLOBAL SAFE SITE EXCELLENCE - COVID-19 - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, garantisce l’adozione delle migliori misure preventive di pulizia, igiene, sanificazione e controllo di tutti gli ambienti e tutte le superfici contro la diffusione del coronavirus. Tutto lo staff, inoltre, è stato valutato in materia di formazione e capacità di contrasto e contenimento del virus. In questo modo siamo in grado di fornire ai nostri pazienti un percorso sanitario realmente sicuro.

Hai altre domande sulla salute dei tuoi occhi? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica?

Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Intervento di cataratta, domande e risposte: la parola a Lucio Buratto

Intervento di cataratta, domande - Lucio Buratto - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Ricevere una diagnosi di cataratta è un evento, oggi, non proprio raro. Così come l’intervento di cataratta per correggerla è diventato sempre più di routine. Quanto ne sappiamo davvero? In merito all’intervento di cataratta, le domande che vorremmo porre agli esperti sono davvero innumerevoli. Per questo motivo, oggi intervistiamo il Dott. Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico: uno specialista tra i più esperti al mondo sul tema, con all’attivo numerose pubblicazioni prestigiose a carattere scientifico in diverse lingue.

Dott. Buratto, ci può spiegare brevemente che cos’è la cataratta?

All’interno del nostro occhio c’è una piccolissima lente, chiamata cristallino, che funziona proprio come quella di una macchina fotografica. Con l’andare del tempo questa lente tende a diventare sempre più opaca, proprio come accade al vetro di una vecchia finestra. L’opacizzazione del cristallino – chiamata cataratta – impedisce un passaggio ottimale della luce e pregiudica il buon andamento della funzione visiva.

Chi può ammalarsi di cataratta?

Nella stragrande maggioranza dei casi la cataratta si presenta in età matura, e prende il nome di cataratta senile. Ma non solo: possono ammalarsi di cataratta, in età adulta, anche i miopi (nel caso di miopie molto forti), i diabetici, le persone con glaucoma o affette da altre patologie.

Dottore, è possibile fare a meno dell’intervento?

L’unica via percorribile per curare la cataratta e recuperare una capacità visiva nitida e ben definita è l’intervento. Ad oggi non esistono terapie farmacologiche efficaci per curarla, né per arrestarne l’avanzamento. Evitare l’intervento significa lasciare che la patologia avanzi, con conseguenze gravi sia per quanto riguarda la capacità visiva, sia per la salute oculare più in generale. Solitamente non solo sconsigliamo di rinunciare all’intervento, ma esortiamo i nostri pazienti ad eseguirlo quanto prima.

L’intervento di cataratta è molto invasivo? E’ doloroso?

A proposito di intervento di cataratta, le domande che i pazienti mi rivolgono hanno a che fare spesso con una sensazione di timore e di inquietudine. L’intervento di cataratta è una procedura di routine minimamente invasiva, di breve durata e per nulla dolorosa. Si esegue in regime ambulatoriale o in day surgery, previa somministrazione di un collirio anestetico. Quindi non vi è motivo per rinunciare ad affrontarlo ed anzi, oggi è anche l’occasione per correggere i propri difetti visivi.

In che senso è possibile correggere i difetti visivi operandosi di cataratta? Non sono due cose ben diverse?

Durante l’intervento di cataratta, il cristallino naturale viene sostituito con uno artificiale. Oggi i cristallini artificiali possono avere le caratteristiche di una vera e propria lente ed essere quindi dotati di un potere diottrico. Questo significa che l’intervento di cataratta diventa occasione preziosa per recuperare non solo in qualità visiva, ma anche in quantità.

Dottore, un’ultima domanda: in tempi di Coronavirus, l’intervento è sicuro?

L’intervento di cataratta è una procedura sicura, eseguita sempre in ambiente sterile. Rinunciare all’intervento per timori d’altra natura è sbagliato, perché, come accennavo, non è mai consigliabile trascurare e lasciar maturare troppo la cataratta: così facendo, si corre il rischio di andare a compromettere la salute di altre strutture oculari. Quello che io consiglio è, certamente, di usare attenzione e cautela, e di recarsi presso centri che abbiano una profonda attenzione verso temi quali l’igiene e la salute pubblica. In CAMO, per esempio, abbiamo messo a punto rigidi protocolli di igiene e sanificazione, di screening del personale e di triage dei pazienti.

A proposito dell’intervento di cataratta, le domande sarebbero ancora molte. Nel ringraziare Lucio Buratto per il suo tempo e per le sue esaustive risposte, ti ricordiamo che il Centro Ambrosiano Oftalmico é a tua disposizione per qualunque dubbio, domanda o necessità riguardo la tua salute oculare.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Coronavirus, lenti a contatto e occhiali: come prevenire l’infezione

Coronavirus lenti a contatto e occhiali: come prevenire l'infezione

All’interno della rubrica Salute del Corriere della Sera, è stato pubblicato un breve decalogo su come prevenire l’infezione da coronavirus nei casi di utilizzo di lenti a contatto o occhiali da vista. Il decalogo, a cura di Vera Martinella, è stato redatto col supporto del Dott. Lucio Buratto, Direttore Scientifico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico, insieme al Dott. Paolo Vinciguerra e il Dott. Leonardo Mastropasqua.

Coronavirus, lenti a contatto e occhiali: perché fare attenzione

Come cita l’articolo pubblicato su Corriere Salute, il coronavirus è stato individuato dai ricercatori dello Spallanzani di Roma anche nel liquido lacrimale. Il virus Sars-Cov-2, inoltre, è in grado di replicarsi anche nella congiuntiva. Le persone che utilizzano occhiali o lenti a contatto tendono, proprio per l’uso di questi dispositivi, a toccarsi più spesso di altri l’area intorno agli occhi, che rappresentano una via di accesso del virus anche perché direttamente collegati al naso e alla bocca attraverso un piccolo dotto dove fluiscono le lacrime, come spiega il Dott. Vinciguerra.

Come ridurre le possibilità di contagio attraverso gli occhi

Come suggerisce Lucio Buratto, quindi, è fondamentale non toccarsi il viso con mani non lavate a fondo, a maggior ragione se indossiamo occhiali o lenti a contatto. Inoltre, le goccioline trasportate da un colpo di tosse possono depositarsi sugli occhiali e sulle lenti a contatto: è quindi molto importante igienizzare bene e spesso gli occhiali, e possibilmente utilizzare lenti a contatto giornaliere usa e getta.

Sarà importante trasformare queste piccole attenzioni in abitudini, almeno fino a quando non avremo la certezza che l’epidemia sia passata.

Visite oculistiche ed interventi ai tempi del coronavirus

E’ importante sapere, come sostiene il Dott. Mastropasqua, che i centri oculistici hanno già preso tutte le misure di sicurezza utili a garantire la miglior prevenzione dal contagio, per la tutela della salute di pazienti e staff sia in ambiente diagnostico, sia in ambiente chirurgico.

Anche il Centro Ambrosiano Oftalmico, quindi, è regolarmente aperto e operativo, in tutta sicurezza. Qui è possibile consultare l’elenco delle misure di sicurezza e tutela adotatte da CAMO.

Per ulteriori informazioni…

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