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Lenti EDOF o Trifocali: vantaggi e differenze

I progressi sia in ambito medico e scientifico che nel settore delle tecnologie biomediche hanno portato la chirurgia oftalmica, oggi, ad un livello di innovazione, di accuratezza e di personalizzazione dei trattamenti mai visto prima d’ora. Uno status quo che è possibile apprezzare in particolar modo nei centri d’eccellenza. Qui, professionalità d’alto profilo e tecnologie di ultima generazione offrono ai pazienti una gamma di servizi decisamente interessanti. Tra questi, non possiamo non menzionare gli interventi mirati alla correzione permanente dei difetti visivi, anche marcati, ed anche in concomitanza a patologie oculari come la cataratta. A questo proposito, l’avanguardia oggi è rappresentata dalle lenti intraoculari: minuscole lenti impiantate internamente all’occhio, biocompatibili, molto versatili ed altamente personalizzabili. A ciascuno la sua, insomma. Conosciamole dunque più da vicino, andando ad illustrare caratteristiche e differenze di due tipologie in particolare: le trifocali e le lenti a profondità di fuoco continua (EDOF).

Lenti EDOF e lenti trifocali: caratteristiche

La dilatazione dell’aspettativa di vita di ciascuno di noi posta in essere dai comfort moderni e dal progresso in ambito medico e tecnologico ha fatto sì che la presbiopia sia diventata una “compagna di viaggio” poco gradita per buona parte della nostra esistenza. Ecco perché oggi c’è un forte interesse nei confronti di tutte le tipologie di lenti intraoculari capaci di offrire una buona capacità visiva anche da vicino o per lo meno a distanza intermedia. Tutte le lenti intraoculari – alcune più, altre meno – possono presentare insieme ai grandi vantaggi anche qualche piccolo inconveniente: ci riferiamo, ad esempio, agli aloni ed agli sfocamenti tipici della visione notturna legati alle lenti trifocali. Eppure, si consideri che anche il cristallino naturale non è esente da piccoli fastidi: ne sono un esempio i leggeri aloni che tutti vediamo attorno ai lampioni o alla visione imprecisa data da un occhiale con lenti un po’ appannate. Ma conosciamo più da vicino le IOL trifocali e le IOL EDOF.

Lenti intraoculari trifocali

Le lenti intraoculari trifocali sono progettate per avere 3 fuochi. Si avrà dunque un fuoco per lontano, uno per le distanze intermedie (computer e cose simili) e uno per vicino. Lo svantaggio di questo tipo di lente è che non vi è un continuum tra i tre fuochi, oltre a qualche problema di qualità visiva: il vantaggio è che offrono una buona potenza diottrica anche per le distanze molto ravvicinate.

Esempio: un paziente che desidera praticare un hobby come il ricamo o che non è disposto a ricorrere, anche occasionalmente, ad occhiale da lettura, prediligerà le trifocali. Capiterà, tuttavia, che egli possa vedere qualche leggero alone alle distanze intermedie e lontane, specie dopo l’imbrunire.

Lenti intraoculari EDOF

Le lenti intraoculari a profondità di fuoco continua sono progettate per avere innumerevoli punti di fuoco. Questi vanno a creare un continuum che, da una distanza ravvicinata di circa 40 cm, si estende fino all’infinito. Presentano meno inconvenienti rispetto alle trifocali (meno aloni e più definizione visiva anche in condizioni di luminosità ridotta), ma sono meno potenti alle distanze molto ravvicinate. In generale, le lenti EDOF di ultima generazione offrono un comfort visivo ottimale in condizioni di scarsa luminosità e alle distanze intermedie. Ed eliminano quasi del tutto i classici aloni o sfocamenti dati da altre tipologie di lenti intraoculari.

Esempio: un paziente che faccia il pendolare e si trovi a guidare spesso in condizioni di poca luce o che senta l’esigenza di lavorare al computer senza usare occhiali da vista o lenti a contatto, potrà trovare beneficio nelle lenti EDOF. Avrà dunque l’indipendenza dagli occhiali: potrà guidare in condizioni di poca luce senza alcun disagio e leggere il cruscotto della sua auto sempre senza alcun ausilio esterno. Ma per leggere il giornale dovrà avvalersi di un occhiale da lettura.

Come scegliere tra lenti EDOF o trifocali

La scelta tra lenti EDOF e trifocali è il frutto di un colloquio approfondito con lo specialista. Sarà lo specialista, sulla base dello stato di salute visiva del paziente e tenendo conto delle sue aspettative, ad indirizzare il paziente verso la tipologia di lente intraoculare maggiormente indicata. In generale, se si vede la cosa dal lato paziente, l’obiettivo sarà raggiungere il giusto e desiderato comfort visivo in accordo con le proprie abitudini ed il proprio stile di vita. Molto spesso uno degli obiettivi principali è ottenere l’indipendenza dagli occhiali. Altre volte, invece, il paziente non è ben disposto nei confronti di alcuni inconvenienti visivi come i sopracitati aloni e quindi occorre fornire una soluzione appropriata. Altre volte ancora, il paziente svolge una professione che lo porta ad avere esigenze visive ben precise e quindi occorre una soluzione veramente personalizzata. Compito di un professionista ben preparato!

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Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di prenderci cura del tuo apparato visivo e di illustrarti nel dettaglio le caratteristiche delle IOL di ultima generazione disponibili presso il Centro Ambrosiano Oftalmico.

Lenti intraoculari EDOF: conosciamole più da vicino

Le lenti EDOF rappresentano quella piccola grande rivoluzione che, nel giro di breve tempo, è riuscita ad apportare un ancor più elevato grado di efficacia alla microchirurgia oculare. Si tratta di un particolare tipo di lenti intraoculari (IOL) che ha spalancato le porte ad un nuovo modo di risolvere in modo permanente i difetti visivi e non solo. Se negli anni Ottanta la svolta in oftalmologia fu data dal ben noto laser ad eccimeri, oggi la novità è data proprio da queste lenti così straordinarie. E i loro vantaggi sono davvero innumerevoli.

Cosa sono le lenti intraoculari ed in quali casi sono consigliate

Prima di conoscere più da vicino la grande novità delle lenti EDOF, spendiamo due parole sulle lenti intraoculari. Negli anni passati chi era affetto da difetti visivi anche marcati poteva far ricorso solamente ad ausili correttivi esterni (lenti a contatto e occhiali da vista) o alla classica chirurgia refrattiva laser. Recentemente, invece, e grazie alle IOL, anche chi soffre di difetti di entità media o forte ha potuto trovare in questo particolare tipo di lenti la soluzione ai suoi problemi visivi.

Peraltro, le lenti intraoculari – che si chiamano così perchè sono inserite proprio all’interno dell’occhio – sono altamente versatili ed offrono un ottimo margine di personalizzazione. Sono l’ideale per pazienti adulti con presbiopia o difetti visivi molto marcati, così come per pazienti in età matura che necessitano di operarsi di cataratta.

Tipologie di lenti intraoculari

Le tipologie di lenti intraoculari oggi esistenti sono le seguenti:

  • monofocali
  • monofocali toriche
  • multifocali
  • multifocali toriche
  • EDOF

Perchè le lenti EDOF rappresentano un ulteriore salto di qualità

Le classiche lenti intraoculari sono molto vantaggiose per una vasta gamma di persone, anche se talvolta possono presentare qualche inconveniente. Per esempio:

  • le monofocali, pur offrendo una buona capacità visiva, la danno solo ad una distanza (o lontano o vicino), rendendo dunque sempre necessario l’uso di un paio di occhiali; possono presentare qualche difficoltà nella visione alle distanze intermedie ed hanno una generale perdita del senso della profondità;
  • le multifocali presentano dei limiti in merito alla sensibilità al contrasto e possono dare adito a qualche disturbo visivo in condizioni di poca luce, soprattutto in visione notturna (sensazione di abbagliamento, visione di aloni).

Ciò non significa che queste tipologie di lenti non siano più che valide per alcuni pazienti: non ci stancheremo mai di ripetere, infatti, che ogni paziente è un mondo a sé, con il suo stato di salute visiva, la sua sensibilità, le sue esigenze personali.

Le lenti EDOF rappresentano il superamento dei piccoli inconvenienti tipici delle altre lenti intraoculari. Sono la soluzione ideale per risolvere i problemi visivi conseguenti all’intervento di cataratta, per correggere i vari difetti visivi in modo permanente e per poter pensare di fare a meno degli occhiali da vista.

Dott. Lucio Buratto, oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

E non solo: le lenti EDOF riescono a soddisfare le esigenze dei pazienti affetti da presbiopia contestualmente ad altri difetti visivi. Grazie a queste lenti, il cui acronimo sta per Extended Depth of Focus, (Estesa Profondità di Fuoco), è possibile ottenere un’ottima qualità visiva pressoché a tutte le distanze. Anche in condizioni di scarsa luminosità. E senza gli inconvenienti visivi presenti in altre tipologie di lenti intraoculari.

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Miopia elevata: cosa fare?

Miopia elevata - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Chi ha una forte miopia soffre nel vero senso della parola. Dover portare gli occhiali da vista tutto il giorno può essere fastidioso per il naso, per le orecchie e, più in generale, per tutto il viso. L’occhiale ostacola anche la visione laterale e può rendere difficili le attività sportive ed i rapporti interpersonali stretti. Insomma, nonostante le montature alla moda dal design accattivante non manchino, tutti i miopi preferirebbero farne a meno. Le lenti a contatto consentono globalmente una visione migliore e con meno interferenze, ma non sempre possono essere portate confortevolmente, e comunque non a lungo, anche perché possono alterare la regolare attività delle lacrime e dunque spesso diventano impossibili da portare. E allora, come fare? Occorre un’accurata ed approfondita visita oculistica, per sapere se l’occhio è operabile: talvolta tuttavia, nel corso della visita, il medico può riscontrare qualcosa che ostacola o impedisce l’intervento.

Miopia elevata, un rischio per la salute oculare

A differenza degli altri difetti visivi, la miopia nella sua forma più marcata può rappresentare un rischio concreto per la salute oculare. Difatti, tra i tutti difetti di rifrazione la miopia è quello con il rischio maggiore di complicanze visive come ad esempio i danni alla struttura retinica ed un eventuale distacco di retina. (Fonte: AaoJournal.org)

Tra gli eventuali danni che la miopia forte arreca all’intero apparato visivo, citiamo:

  • sviluppo di vasi sanguigni al di sotto della retina, più o meno come accade per la maculopatia senile di tipo essudativo;
  • distacco di retina;
  • foro maculare: un foro nella macula, la parte centrale della retina;
  • atrofia della coroide e della retina;
  • danni al nervo ottico, in virtù del costante allugamento del bulbo oculare;
  • glaucoma e cataratta, che talvolta si associano alla miopia.

Quando conviene optare per un trattamento permanente della miopia elevata?

Come si è visto nel paragrafo precedente, la miopia elevata può innescare diverse complicazioni. La scelta di optare per un trattamento permanente della miopia elevata dovrebbe essere concordata con il medico oculista dopo un’accurata visita, e se nel corso di questa emerge una delle complicanze sopra descritte, queste devono essere trattate.

In che modo?

Occorre prendersi cura della salute oculare, evitando le complicazioni innescate proprio dalla miopia elevata.

In cosa consistono i trattamenti per la prevenzione dei danni della miopia elevata?

Il giusto mix tra terapia farmacologica, laser e tecnologia

Nei centri d’eccellenza come CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico – dove sono disponibili équipe mediche di altissimo livello per competenze, preparazione ed esperienza oltre a strumenti tecnologici tra i più innovativi al mondo, si trovano le giuste terapie.

Tra queste citiamo, a titolo di esempio:

  • il laser, che serve a trattare la retina laddove questa presenti delle anomalie;
  • le iniezioni intravitreali, utili per il trattamento delle maculopatie;
  • la chirurgia, che può aiutare a trattare patologie più gravi.

Dopo aver trattato le problematiche che possono aver ostacolato l’intervento di miopia elevata, quest’ultimo può essere ripreso in considerazione.

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Soffri di miopia elevata e vuoi conoscere le opzioni di trattamento che fanno per te? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Lenti intraoculari: quanto sono sicure

Lenti intraoculari - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La prima lente intraoculare al mondo fu impiantata a Londra nel lontano 1949 da Sir Harold Ridley. Da allora, il mondo delle biotecnologie applicate alla medicina oftalmica ha fatto davvero passi da gigante. Il risultato è una vasta gamma di lenti intraoculari altamente innovative e performanti, capaci di rispondere ad una sempre più ampia rosa di esigenze. Una realtà ben lontana da quella che Sir Ridley avrebbe anche minimamente potuto immaginare. 

Lenti intraoculari: non solo cataratta

E’ abbastanza comune tra i non addetti ai lavori associare il concetto di lenti intraoculari a quello di intervento di cataratta. E’ noto infatti che, durante l’intervento di cataratta, il cristallino oramai opacizzato viene rimosso e sostituito con una nuova lente artificiale. Una lente intraoculare appunto. Ma la realtà è ben più vasta e ben più interessante.

1 – Quando l’intervento di cataratta diventa personalizzabile

Innanzitutto conviene sapere che l’intervento di cataratta apre al paziente una varietà di possibilità davvero inimmaginabili in fatto di risoluzione dei propri problemi visivi. Impiantando una lente intraoculare nel corso dell’intervento di cataratta, è possibile infatti personalizzare la procedura e risolvere anche eventuali difetti visivi. La lente intraoculare avrà dunque un duplice scopo:

  1. restituire una visione ottimale, nitida e ben definita, in virtù della perfetta trasparenza del cristallino artificiale;
  2. consentire di risolvere in modo permanente uno o più difetti visivi, grazie al potere diottrico della lente in questione.

2 – Le lenti intraoculari non sono “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata

In secondo luogo, non tutti sanno che l’impianto di un cristallino artificiale o lente intraoculare non è “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata. Un paziente in giovane età con uno o più difetti visivi piuttosto marcati può affrontare un intervento di sostituzione del cristallino oppure di “aggiunta” di una lente intraoculare tutta nuova capace di ovviare ai difetti visivi (tecnica dei due cristallini).

Lenti intraoculari: dispositivi versatili ed altamente sicuri

Quanto spiegato sopra ci dà la misura della straordinaria versatilità di un dispositivo medico-chirurgico capace di rispondere alle esigenze ad una sempre più ampia gamma di pazienti.

Ma le lenti intraoculari vanno bene davvero per tutti? Sono davvero sicure? Comportano rischi o controindicazioni? Sono domande abbastanza comuni. E allora, rispondiamo a questi quesiti:

Perché le lenti intraoculari sono altamente sicure

Può capitare di sentirsi insicuri rispetto all’idea di ricevere una lente intraoculare perché, in fondo, si tratta pur sempre di un corpo estraneo. Tuttavia, a differenza delle prime lenti intraoculari, quelle moderne sono sottilissime, molto flessibili e facili da impiantare. Infine, interesserà sapere che sono altamente tollerate: le possibilità di rigetto sono inesistenti in quanto i materiali sono sicuri e biocompatibili.

Ma allora, davvero non ci sono rischi, ma solo vantaggi?

Le lenti intraoculari sono altamente vantaggiose e particolarmente sicure per i motivi sopra descritti. Scegliere una clinica d’eccellenza ed uno specialista di grande e comprovata esperienza, vi consentirà, ad ogni modo, di “dormire su due cuscini”. Avrete la certezza di mettervi nelle mani giuste, di sapere che la lente prescelta è davvero quella che calza a pennello rispetto alle vostre esigenze e che la sua qualità risponde a quanto di meglio oggi il mercato abbia da offrire.

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Chirurgia refrattiva: ad ognuno la sua

chirurgia refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il desiderio di poter fare a meno di lenti a contatto o occhiali da vista non è poi così infrequente. La presenza di uno o più difetti visivi anche piuttosto marcati, la sensazione di essere costantemente “vincolati” alla protesi esterna per poter svolgere qualunque attività, la percezione di avere un limite di indole estetica capace di compromettere il buon andamento della propria vita sociale, lavorativa, amorosa, sono pensieri piuttosto diffusi. 

Le tecniche di chirurgia refrattiva

Con il termine di “chirurgia refrattiva” si intende un insieme di tecniche volte al raggiungimento dell’obiettivo di poter fare a meno dell’uso di qualunque protesi esterna per poter vedere bene. Ogni paziente, però, è un mondo a sé, ed il suo apparato visivo presenta caratteristiche peculiari e difetti visivi del tutto “personali”.

Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale

Un colloquio approfondito con l’oculista in merito alle proprie aspettative ed una valutazione dettagliata dello stato di salute oculare consentiranno di individuare la tecnica più consona alla situazione peculiare del paziente. Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale si praticano sulla cornea, ovvero la membrana più esterna del nostro apparato oculare. L’obiettivo di queste tecniche è quello di correggere la curvatura della cornea e con essa correggere gli errori di messa a fuoco che caratterizzano i difetti visivi.

  • PRK: si tratta di una tecnica consolidata che viene praticata piuttosto frequentemente. Si avvale dell’uso del laser ad eccimeri, uno strumento al servizio della chirurgia oftalmica già dal finire degli anni Novanta e che si presta perfettamente ad eseguire l’intervento in tutte le sue fasi.
  • LASIK: nel caso della procedura LASIK, il laser ad eccimeri viene utilizzato solamente sullo stroma, ovvero la parte più interna della cornea, per accedere al quale viene sollevato un piccolo lembo dell’epitelio corneale.
  • MONOVISIONE: con questa tecnica si interviene solamente su un occhio, quello dominante. L’altro occhio viene lasciato invece lievemente miope, con l’obiettivo di compensare naturalmente le capacità visive dell’intero apparato e garantire una buona visione complessiva.

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare prevedono che si intervenga sul cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio. Le opzioni in questo caso sono due.

  • INTERVENTO DI FACOEMULSIFICAZIONE:  il cristallino naturale viene sostituito con una lente intraoculare perfetta per le esigenze del paziente. Questa tecnica è ideale per chi soffre di difetti visivi piuttosto marcati ed è già in età matura.
  • TECNICA DEI DUE CRISTALLINI: prevede l’impianto di un cristallino artificiale all’interno dell’occhio, mentre il cristallino naturale rimane nella sua sede naturale. E’ ideale per pazienti giovani con difetti visivi marcati. Lasciare il cristallino naturale nella sua sede è utile, perché non preclude al paziente la sua normale funzione accomodativa.

In alcuni casi può anche essere utile combinare una tecnica di chirurgia refrattiva corneale con una tecnica di chirurgia refrattiva intraoculare.

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Nel 2050 metà dell’umanità sarà miope

Miopi si nasce o si diventa? La risposta è: un po’ e un po’. Perché se da un lato è vero che vi è una componente genetica predisponente alla miopia (ed in generale a tutti i difetti visivi), è anche vero che sono numerosi i fattori ambientali che possono favorirne la comparsa. Vediamo cosa ha recentemente dichiarato Jorge Aliò, ordinario di oftalmologia all’Università di Alicante.

Genetica ed ambiente sono concause della miopia

Il Prof. Aliò non ha dubbi: non siate troppo precipitosi nel condannare i telefoni cellulari come principali responsabili della vostra miopia, né tantomeno Netflix o il vostro datore di lavoro. Spesso e volentieri, i veri responsabili sono i vostri geni. Tuttavia, la miopia si manifesta ed aumenta a causa di una serie di stimoli di tipo ambientale.

Guardare lontano è una buona abitudine

Una delle cause ambientali alle quali il professor Aliò fa riferimento è la scarsa abitudine a praticare attività all’aria aperta. Sono proprio le attività all’aria aperta che inducono a guardare in lontananza, a cambiare frequentemente messa a fuoco, a volgere lo sguardo a destra e a sinistra. Una vera e propria ginnastica, molto salutare per l’apparato visivo. Un recente studio, condotto a Singapore, ha infatti dimostrato che i bambini che non praticano almeno 3 ore settimanali di attività sportiva o vita all’aria aperta hanno una significativa tendenza a sviluppare più rapidamente ed in modo più accentuato la miopia. (Fonte Ncbi.nlm.nih.gov)

Per quanto riguarda gli adulti, invece, la vita moderna implica uno stile di vita sempre più legato a doppio filo all’uso di device elettronici quali computer, tablet e smartphone sia durante la giornata lavorativa sia nel tempo libero, a scapito delle ore trascorse all’aria aperta.

L’eccesso di accomodazione come causa della miopia

In generale, l’aumento dell’incidenza della miopia nella popolazione mondiale ed in particolare nei giovanissimi è da imputarsi ad un eccesso di accomodazione. L’occhio umano è concepito per vedere sia lontano che vicino.

Tuttavia:

  • le abitudini legate allo stile di vita contemporaneo;
  • l’uso sempre più massiccio dei device elettronici;
  • l’aumento del numero di anni trascorsi sui libri prima dell’ingresso nel mondo del lavoro;

hanno fatto sì che giorno dopo giorno l’occhio umano si abituasse sempre di più a vedere da vicino, una modalità che stimola il processo di accomodazione e porta ad un leggero allungamento del bulbo oculare.

Un fenomeno che in Estremo Oriente ha già assunto i contorni di un’epidemia

A questo proposito, l’American Academy of Ophtalmology stima che nel 2050 il numero di persone affette da miopia nel mondo toccherà quota 5000 milioni. Un numero impressionante, che ci dà la misura di un fenomeno che in Estremo Oriente ha già assunto i contorni di un’epidemia.

Laggiù infatti, oltre al numero limitato di ore trascorse all’aria aperta ed all’impatto che i device elettronici hanno sulla vita quotidiana, si vengono a sommare altri fattori, quali:

  • la sovrappopolazione delle aree metropolitane;
  • gli spazi abitativi molto ridotti;
  • la mancanza di luce naturale;
  • la vita sedentaria.

Come risolvere la miopia? E come evitare che peggiori?

La miopia oggi può essere corretta in modo temporaneo – con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto – oppure in modo permanente, grazie ad una serie di metodiche d’avanguardia pensate per risolvere diversi gradi di severità del difetto visivo.

  1. Nel caso in cui si scelga la soluzione temporanea, è fondamentale sapere che una correzione sbagliata – soprattutto inferiore a quella necessaria al paziente – può essere controproducente, e favorire una progressione più veloce del difetto visivo.
  2. Per quanto riguarda invece le soluzioni definitive, queste sono diverse. La scelta della metodica dipende dall’entità del difetto visivo ma anche dall’età del paziente e dalla presenza concomitante di altri difetti visivi, della presbiopia, oppure della cataratta, per esempio.

In linea generale, possiamo così riassumere la rosa di possibilità per quanto concerne la correzione permanente della miopia:

  • fino a 7 diottrie: la miopia si può correggere con un intervento chiamato Femto-Lasik;
  • da 7 a 15 diottrie: la miopia si può correggere con una lente intraoculare;
  • oltre le 15 diottrie: si può intervenire abbinando entrambe le tecniche.

Per saperne di più…

Se desideri prenotare una visita oculistica specialistica e conoscere più da vicino le opzioni per la correzione della miopia, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 191.

 

Presbiopia: Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Presbiopia: Lucio Buratto ne parla al TG5

Il direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, il Dott. Lucio Buratto, sarà ospite di Luciano Onder nella rubrica TG5 Salute. Questa volta l’argomento trattato sarà la presbiopia: dalla diagnosi alle diverse modalità di trattamento.

L’appuntamento è per Mercoledì 9 Gennaio durante il Tg5 delle 13, e Giovedì 10 Gennaio durante il TG5 delle 8 del mattino.

Ci vediamo su Canale 5!

Lenti intraoculari: tutto quello che c’è da sapere

Le lenti intraoculari, note anche come cristallini artificiali, sono piccolissime lenti artificiali che si inseriscono all’interno dell’occhio contestualmente all’intervento di cataratta oppure, senza togliere la cataratta, per correggere forti miopie. I cristallini artificiali non solo consentono di risolvere la cataratta, ma anche di correggere alcuni difetti visivi eventualmente presenti. Esistono diverse tipologie di lenti intraoculari, che variano per forma, per tipo di materiale, per dimensioni e, naturalmente, per potere correttivo. 

Sostituzione del cristallino

L’intervento di facoemulsificazione associato a laser a femtosecondi consente di estrarre il cristallino naturale, oramai opacizzato (cioè la cataratta) e non più in grado di esercitare il suo naturale potere rifrattivo nè la sua capacità accomodativa, e di sostituirlo con uno nuovo, perfettamente trasparente.

In virtù dei grandi progressi dell’industria dei dispositivi medici e dell’ingegneria dei materiali, in fatto di lenti intraoculari oggi il paziente che si opera di cataratta può scegliere tra una rosa di possibilità decisamente vasta. Naturalmente, la decisione circa quale sia la lente da preferire va presa in accordo con l’oculista e sulla base delle specifiche esigenze personali.

In linea generale, le lenti intraoculari per la cataratta si distinguono in:

  • monofocali: pensate per correggere un unico difetto visivo;
  • multifocali: pensate per correggere diversi difetti visivi e per consentire di vedere bene sia da lontano che da vicino;
  • toriche: per correggere un eventuale astigmatismo. Tale caratteristica può essere inserita in ambedue le categorie precedenti di cristallini artificiali.

I cristallini artificiali sono ben tollerati, non si opacizzano e non necessitano di essere sostituiti nell’arco della vita del paziente.

Tecnica dei due cristallini

Nella forte miopia:

  • si utilizza, soprattutto nel pazienti giovani o di media età, la tecnica dei due cristallini: in questo caso il cristallino naturale non viene asportato. Se il paziente ha meno di 50 anni, il cristallino naturale viene lasciato al fine di offrire una buona stabilità all’occhio ed al corpo vitreo, oltre che per garantire una buona visione da vicino, in virtù della sua capacità accomodativa

Chirurgia oftalmica: grandi vantaggi per ogni esigenza

Come abbiamo visto, la chirurgia oftalmica è in grado di offrire soluzioni risolutive per esigenze spesso molto diverse tra di loro. Riassumendo, la chirurgia oftalmica consente:

  • a chi soffre di difetti visivi leggeri o medi, di correggerli totalmente con l’intervento laser;
  • a chi soffre di cataratta, oltre a rimuovere l’opacità interna all’occhio, la chirurgia può correggere anche uno o più difetti visivi preesistenti e consentire l’uso della vista indipendentemente dall’occhiale;
  • a chi non soffre ancora di cataratta (per ragioni legate all’età non ancora molto avanzata) può risolvere uno o più difetti visivi di un certo rilievo con la sostituzione del cristallino eliminando o riducendo drasticamente la dipendenza dall’occhiale e di evitare di andare incontro all’opacizzazione del cristallino;
  • a chi è ancora giovane ed ha una miopia forte o comunque non correggibile con tecniche laser, il cristallino consente di eliminare la dipendenza da occhiali o lenti a contatto.

Leggi anche: ad ognuno il suo cristallino

Leggi anche: lenti intraoculari, tipologie e usi

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Correggere l’afachia: lenti, occhiali oppure cristallino artificiale?

Afachia, ovvero assenza del cristallino

La parola afachia deriva dal greco a (senza) e phacòs (lente) e si usa per indicare l’assenza del cristallino a seguito dell’eliminazione dello stesso nel corso dell’intervento di rimozione della cataratta (intervento di facoemulsificazione). Chi si opera di cataratta non può prescindere da una correzione ottica al fine di recuperare una buona capacità visiva: oggi si ricorre sempre di più all’uso delle lenti intraoculari, la soluzione più pratica e d’avanguardia – anche se non l’unica – per correggere l’afachia.

Correggere l’afachia con gli occhiali da vista

Correggere l’afachia con gli occhiali da vista è possibile, anche se oramai rappresenta una soluzione di tipo obsoleto. Gli occhiali pensati per far fronte alla mancanza di cristallino sono piuttosto pesanti, scomodi da indossare ed antiestetici per chi guarda. Le lenti che generalmente vengono montate per questo scopo sono piuttosto spesse, e donano uno spiacevole effetto “fondo di bottiglia”.

Lenti a contatto per correggere l’afachia

Nonostante le lenti a contatto siano molto diffuse ed utilizzate per esempio da chi soffre di una miopia particolarmente marcata o non ha modo di sottoporsi all’intervento di chirurgia refrattiva per la correzione definitiva dei difetti visivi, per quanto riguarda l’afachia, esse stanno cadendo in disuso, un pò come già accaduto agli occhiali da vista. Le lenti a contatto per correggere l’afachia sono poco pratiche e poco maneggevoli (soprattutto per i pazienti più anziani), nonché, a volte, poco tollerabili.

Lenti intraoculari, la migliore soluzione per correggere l’afachia

La soluzione migliore per correggere l’afachia in modo definitivo senza andare incontro alle difficoltà di indole pratica ed estetica che invece un occhiale o una lente presentano, è l’inserimento di una lente intraoculare. Si tratta di una piccola lente “su misura”, delle stesse dimensioni del cristallino naturale del paziente, avente altresì un potere diottrico perfettamente coerente con le sue esigenze. Al termine dell’intervento di facoemulsificazione, dopo aver tolto il cristallino naturale oramai opacizzato, il chirurgo inserisce nella capsula la lente intraoculare: una lente perfettamente tollerabile che non necessita di essere sostituita ulteriormente. Ad oggi esistono diversi tipi di cristallini artificiali, monofocale, multifocale oppure accomodativo. Sarà il chirurgo a valutare lo stato di salute dell’apparato visivo, i difetti refrattivi eventualmente presenti ed a stabilire, in accordo con il paziente, quale tipo di cristallino artificiale sia maggiormente consigliato nel suo caso specifico.

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Chiamaci allo 02 6361191: saremo lieti di mettere a tua disposizione la nostra esperienza e di illustrarti tutte le opzioni che la più moderna medicina oftalmica ci offre per la correzione dell’afachia e dei difetti refrattivi.

Lenti intraoculari: tipologie ed usi

La lente intraoculare ( detta anche IOL, o cristallino artificiale) è davvero una scoperta che ha rivoluzionato il mondo della chirurgia oftalmica. La prima fu impiantata a Londra nel 1949: ai tempi fu una scoperta rivoluzionaria che ancora oggi non cessa d’essere più che mai attuale, nonostante, come si può immaginare, tecniche e materiali da allora abbiano fatto molta strada. 

Che cos’è una lente intraoculare

Una lente intraoculare è una piccolisima lente di materiale plastico che viene inserita nell’occhio per correggere difetti visivi come la miopia elevata, la presbiopia, e per curare definitivamente patologie come la cataratta. Oggi le lenti intraoculari hanno la caratteristica di essere realizzate in un materiale plastico perfettamente tollerato ed incapace di perdere la sua trasparenza nel tempo. Inoltre, le lenti intraoculari sono “personalizzabili”: a seconda della struttura oculare del paziente, si potranno avere lenti intraoculari di dimensioni, forma, materiale e potere ottico differente.

Quanti tipi di lente intraoculare esistono?

Le tecniche di impianto della lente intraoculare sono due

Lente fachica: la tecnica dei due cristallini

La tecnica dei due cristallini prevede che il cristallino artificiale venga inserito senza rimuovere il cristallino naturale. Questa tecnica si usa generalmente per pazienti sotto ai 50 anni con difetti visivi particolarmente acuti, non risolvibili con il laser. Il cristallino naturale è fondamentale per la visione da vicino ed offre una buona stabilità all’occhio ed al corpo vitreo.

Lente pseudofachica: la tecnica della sostituzione del cristallino

La tecnica della sostituzione del cristallino prevede che il cristallino naturale venga sostituito con una lente intraoculare. Questa tecnica si esegue nei pazienti con cataratta e nei pazienti che:

  1. pur avendo il cristallino ancora perfettamente trasparente, hanno difetti visivi elevati inclusa la presbiopia
  2. hanno superato i 50 anni e dunque possono avere interesse a sostituire il cristallino naturale per correggere la presbiopia ed evitare l’insorgenza della cataratta in età più avanzata.

L’intervento di sostituzione del cristallino è identico a quello di chirurgia della cataratta e prende il nome di facoemulsificazione. Generalmente si opera un occhio per volta: l’intervento avviene solitamente in regime ambulatoriale con anestesia locale (poche gocce di collirio) ed ha una durata di pochi minuti.

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