Articoli

Presbiopia e smartphone, che fare?

Annoverata solitamente tra i difetti visivi, la presbiopia è una perdita progressiva di capacità accomodativa da parte dei nostri occhi. Per accomodazione, si intende la naturale capacità dell’occhio di correggere la messa a fuoco con particolare riferimento agli oggetti posti ad una distanza ravvicinata. La causa di questa difficoltà, che compare tipicamente dai 40 anni in poi, è la perdita di flessibilità del cristallino. Più il tempo avanza, più il cristallino perde elasticità, e più la messa a fuoco è difficoltosa. Si tratta di un processo del tutto naturale. Ma che ruolo hanno gli smartphone in questo processo? E come arrestare l’avanzamento della presbiopia?

Dispositivi digitali sempre più utilizzati

I dispositivi digitali sono diventati una compagnia costante ed onnipresente delle nostre esistenze. Non c’è momento della giornata in cui un device elettronico non sia protagonista dei nostri istanti trascorsi da soli in compagnia: call di lavoro, chat con amici, ricerca di informazioni in Internet, consultazione dei social network e condivisione di contenuti… Dall’alba al tramonto, insomma, la comunicazione scritta, visiva ed orale sono mediate da questi straordinari strumenti che hanno reso le nostre vite più interconnesse, facili e, perché no, divertenti.

Peraltro, se fino a pochi anni fa queste tecnologie sembravano essere appannaggio esclusivo delle giovani e giovanissime generazioni, oggi anche le generazioni in età adulta e matura si sono avvicinate al digitale e ne fanno un uso pressoché quotidiano. 

Tra postura scorretta e impegno visivo, non sempre lo smartphone è un alleato per la nostra salute

Oltre agli indubbi vantaggi che la rivoluzione digitale ha portato con sé, vi sono, forse, anche alcuni piccoli svantaggi. A farne le spese sono spesso collo e schiena, complice una postura non sempre corretta. Ma non solo: anche ai nostri occhi richiediamo un impegno costante che troppe volte diamo per scontato. E loro ci rispondono chiaramente, lanciandoci piccoli campanelli d’allarme che dovremmo ascoltare: arrossamento oculare, bruciore, sensazione di corpo estraneo, senso di pesantezza. 

Il consiglio: “la virtù sta nel mezzo”, dicevano il latini. Largo alla comodità delle nuove tecnologie dunque, ma senza esagerare nei tempi d’uso. Ogni tanto posiamo lo smartphone e prestiamo attenzione al mondo circostante. 

Presbiopia e smartphone: quanta fatica!

E per quanto riguarda la capacità visiva? Alcuni studiosi hanno preso in esame l’uso che gli over 40 fanno dello smartphone. Se la lettura su supporto cartaceo spinge il presbite ad allontanare dal viso la fonte per favorire un processo accomodativo ottimale, per quanto riguarda la lettura a video su smartphone, sembra che si tenda a cercare aiuto anche nell’aumento della luminosità e della dimensione dei caratteri. Tuttavia, se lo schermo dello smartphone è di piccole dimensioni, gli studiosi hanno evidenziato che il lettore affetto da presbiopia cercherà anche di avvicinare il viso allo schermo. 

Il consiglio: aumentare a dismisura la luminosità del telefono può esporci ad una dose maggiore di luce blu. Che non ci fa bene, specie di sera. Si consiglia di tenere la luminosità del telefono ad un livello moderato, e di aiutarsi nella visione con occhiali o lenti intraoculari. 

Come dimenticare la presbiopia ed usare lo smartphone senza difficoltà

Anche chi non ha mai indossato un paio di occhiali spesso si trova di fronte alla necessità di ricorrervi con l’arrivo della presbiopia. Sicuramente un occhiale da vicino è un valido aiuto per la lettura cartacea. Tuttavia, gli studiosi hanno sottolineato come spesso gli occhiali da lettura siano progettati per una visione a distanze differenti da quelle che adottiamo per la visione a video. E allora, che fare? E che fare se oltre alla presbiopia soffriamo anche di qualche altro difetto visivo, che ci rende difficoltosa la visione anche ad altre distanze? La soluzione per fortuna esiste. 

Esistono infatti delle moderne lenti intraoculari chiamate lenti EDOF, che consentono di recuperare una capacità visiva ottimale a qualunque distanza. Grazie alle lenti EDOF, è possibile vedere bene, senza sfocature né fastidi, sia per quanto riguarda la lettura di supporti cartacei che digitali, ma non solo. Le lenti a profondità estesa di fuoco (da cui EDOF, Extended Depth of Focus) sono l’ideale anche per la visione alle medie e lunghe distanze. Ed anche in condizioni di scarsa luminosità.

Insomma, grazie ad un intervento di chirurgia oftalmica minimamente invasivo e di breve durata, è possibile tornare a far uso del proprio smartphone in libertà, senza dover modulare luminosità, distanza e dimensione dei caratteri, ma anche leggere libri e riviste, consultare il computer, guidare la sera e molto altro. 

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191

Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Presbiopia: cos’è e come si cura

presbiopia cos'è - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Mentre ricercatori e scienziati di mezzo mondo si prodigano nel ricercare un rimedio farmacologico per la correzione (seppur temporanea) della presbiopia come alternativa agli ausili esterni (lenti e occhiali), la medicina oftalmica offre una risposta certa, efficace e permanente: un intervento laser totalmente sicuro e di breve durata. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di conoscere meglio la presbiopia, cos’è e come si cura.

Cos’è la presbiopia?

Spesso confusa con i più comuni difetti visivi come miopia, ipermetropia ed astigmatismo, la presbiopia è, di fatto, qualcosa di diverso. Nei difetti visivi, il punto di fuoco “cade” nel posto sbagliato, cioè non esattamente sulla retina (ma davanti, dietro oppure in punti diversi della retina stessa). Nella presbiopia, invece, il problema è differente. Si tratta di un difetto di accomodazione, cioè un peggioramento della capacità di messa a fuoco dell’occhio. Che, sfortunatamente, è del tutto irreversibile e ad oggi non trattabile farmacologicamente.

Il responsabile? E’ il cristallino, insieme al tempo

“Responsabile” di questa difficoltà è il cristallino, la piccolissima lente collocata all’interno dell’occhio. In condizioni sane, quando l’occhio è giovane ed ancora perfettamente efficiente, il cristallino si incurva e si piega per favorire la messa a fuoco. Con l’andare del tempo, il cristallino perde la sua naturale flessibilità. Il risultato è una progressiva difficoltà ed incertezza nella messa a fuoco. Specie alle distanze medio-vicine. Il classico caso del quarantenne che comincia ad allontanare lo smartphone dal viso per poterlo vedere meglio è dovuto proprio alla presbiopia.

Come si cura la presbiopia?

Come detto, ad oggi non esiste rimedio farmacologico per trattare la presbiopia. Le strade da intraprendere sono dunque due: quella della correzione temporanea, con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto, e quella della correzione permanente.

In cosa consiste la correzione permanente della presbiopia?

La correzione permanente della presbiopia si ottiene tramite un intervento laser che si avvale di una tecnica molto simile alla più nota FemtoLASIK. Si tratta dunque di un’operazione che si esegue sulla cornea, grazie all’uso di laser di ultima generazione. Ma non è l’unica opzione. In alcuni casi, si può anche ricorrere ad altre soluzioni, come le lenti intracorneali oppure le lenti intraoculari. Solo per fare qualche esempio, questo accade:

  • quando il difetto accomodativo è molto marcato;
  • se la presbiopia si presenta in associazione con difetti visivi anch’essi molto forti;
  • laddove il paziente sia già in età matura e sia necessario eseguire anche un intervento di cataratta.

In ogni caso è fondamentale sottoporsi ad una visita oculistica specialistica. La visita includerà un colloquio conoscitivo ed una serie di test diagnostici accurati e sarà fonte di indicazione in merito alla procedura terapeutica più indicata per correggere la presbiopia con riferimento allo stato di salute oculare del paziente.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Presbiopia: ecco le due tecniche più innovative per eliminarla

foto presbiopia 2

Arriva, inesorabile, dopo i 40 anni. Si allontana sempre di più il braccio per mettere a fuoco l’oggetto che si ha in mano, finché sul braccio non si può più contare e occorre indossare occhiali da lettura.

Ecco la presbiopia, un disturbo della vista legato essenzialmente all’invecchiamento dell’occhio, ma se fino a poco tempo fa l’unico rimedio erano gli occhiali da lettura, negli ultimi anni la chirurgia oftalmica ha messo a punto diverse tecniche per eliminare definitivamente questo disturbo e, di conseguenza, l’obbligo di indossare lenti.

Perché si diventa presbiti? L’occhio dei giovani riesce senza difficoltà a vedere oggetti posti a differenti distanze perché il cristallino, la lente naturale, permette di mettere a fuoco con facilità oggetti lontani e vicini (la cosiddetta capacità di accomodazione). Dopo i 40 anni, invece, il cristallino perde elasticità e la capacità di accomodazione inizia a ridursi. Diventa pertanto difficoltoso vedere nitidamente da vicino e, con l’avanzare dell’età, è necessario allontanare sempre di più gli oggetti per metterli a fuoco e indossare i fastidiosi occhiali da lettura.

Anche l’ipermetrope vede male da vicino, ma si tratta di un difetto diverso che si riscontra, nella maggior parte dei casi, fin dalla nascita, mentre la presbiopia è dovuta a un processo di invecchiamento del cristallino che perde la sua capacità di accomodazione.

La presbiopia è un fenomeno fisiologico che interessa tutte le persone che hanno superato i 40 anni e si stabilizza intorno ai 60 anni.

Oggi la presbiopia non solo può essere corretta con ottimi risultati, ma nello stesso intervento è possibile curare simultaneamente difetti come miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Le due tecniche migliori per ottenere questo risultato sono:

Il trattamento Laser: utilizzando il laser a eccimeri si possono eliminare gli occhiali per la visione da lontano e da vicino. L’intervento è molto simile alla tecnica LASIK utilizzata per correggere i difetti visivi, come la miopia, e coadiuvata dal Laser a femtosecondi, un laser di ultimissima generazione che rende l’intervento ancora più preciso, efficace e sicuro.

La tecnica laser più utilizzata per eliminare la presbiopia si chiama monovisione. I nostri occhi hanno le stesse funzioni e lavorano insieme, ma uno è più specializzato nella visione da lontano (occhio dominante) e l’altro nella visione da vicino: con la monovisione, si corregge il difetto visivo nell’occhio dominante, lasciando una leggera miopia nell’altro occhio. In questo modo il cervello, attraverso la fusione delle immagini percepite nei due emisferi cerebrali, compenserà la vista permettendo di vedere l’immagine nitida e perfettamente a fuoco.

Con questo trattamento Laser si possono contemporaneamente correggere anche difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, eliminando in questo modo gli occhiali per vedere da lontano.

Cristallini artificiali: in alcuni casi il cristallino umano si può sostituire con un cristallino artificiale. Si tratta della stessa tecnica utilizzata per rimuovere la cataratta. Anche in questo caso, inserendo un cristallino multifocale, si migliora la visione da lontano e da vicino. La lente artificiale non perde mai la sua trasparenza e la capacità di accomodazione.

Chi può sottoporsi all’intervento? È compito del medico oculista esperto di chirurgia refrattiva suggerire la tecnica più idonea e questa viene valutata generalmente con un’accurata visita pre operatoria. In base ai risultati di questa visita il medico indicherà il trattamento migliore.

Nel Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano è possibile effettuare tutti i tipi di intervento e impiantare tutti i tipi di lente intraoculare, grazie alle strumentazioni di ultimissima generazione e all’esperienza pluriennale dello staff medico coordinato dal Dottor Lucio Buratto, esperto a livello mondiale di chirurgia refrattiva e della cataratta