Notizie dal Centro Camo, sulle attività della clinica e del dottor Lucio Buratto

Lenti fachiche: cosa sono e come correggono i difetti visivi

Lenti fachiche ICL per miopia elevata - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Oggi correggere in modo permanente i difetti visivi è molto più semplice rispetto al passato. I progressi della tecnologia e dei materiali utilizzati in oftalmologia hanno reso la chirurgia refrattiva sempre più precisa, sicura ed efficace.

Tra le soluzioni più innovative troviamo le lenti fachiche, conosciute anche come lenti intraoculari ICL (Implantable Collamer Lens). Si tratta di piccolissime lenti che vengono impiantate all’interno dell’occhio per correggere difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, permettendo in molti casi di eliminare la dipendenza da occhiali e lenti a contatto.

Chirurgia refrattiva oggi: quali soluzioni esistono

La chirurgia refrattiva di ultima generazione offre diverse tecniche per correggere i difetti visivi in modo permanente.

Le procedure laser, come FemtoLASIK o PRK, sono spesso la soluzione ideale quando il difetto visivo è lieve o moderato. Tuttavia non tutti i pazienti sono candidati ideali per il laser.

In presenza di difetti visivi elevati o particolari caratteristiche della cornea, possono essere utilizzate altre soluzioni come le lenti intraoculari. Tra queste, le lenti fachiche rappresentano una delle opzioni più avanzate e versatili disponibili oggi.

Cosa sono le lenti fachiche

Le lenti fachiche sono sottilissime lenti intraoculari realizzate con materiali altamente biocompatibili e molto morbidi.

A differenza delle lenti utilizzate negli interventi di cataratta, non sostituiscono il cristallino naturale, ma vengono posizionate dietro l’iride e davanti al cristallino, lavorando insieme alle strutture naturali dell’occhio per migliorare la qualità della visione.

Queste lenti sono:

  • invisibili dall’esterno

  • impercepibili per il paziente

  • dotate di protezione UV

  • progettate per offrire ottima qualità visiva anche in condizioni di scarsa luminosità

Una volta impiantate, permettono di correggere in modo stabile il difetto visivo mantenendo intatta la struttura dell’occhio.

Quando sono indicate le lenti intraoculari fachiche

Le lenti fachiche sono particolarmente indicate in alcune situazioni specifiche.

Ad esempio quando:

  • la cornea è troppo sottile per un trattamento laser

  • la cornea presenta irregolarità

  • il difetto visivo è molto elevato

  • si desidera una soluzione alternativa al laser

In molti casi queste lenti permettono di ottenere risultati visivi eccellenti, anche quando altre tecniche non sono consigliate. La scelta della soluzione più adatta dipende sempre dalle caratteristiche dell’occhio e dalle esigenze del paziente.

Il primo passo: la visita oculistica specialistica 

Il punto di partenza è sempre una visita oculistica approfondita.

Durante la visita lo specialista analizza diversi parametri dell’occhio, valuta il difetto visivo e verifica se il paziente è un buon candidato per la chirurgia refrattiva o per l’impianto di lenti intraoculari fachiche.

Questo momento è fondamentale per definire il percorso più sicuro ed efficace per raggiungere l’obiettivo di una maggiore indipendenza da occhiali e lenti a contatto.

Le lenti fachiche fanno al caso tuo?

Se desideri scoprire se le lenti intraoculari ICL possono aiutarti a correggere il tuo difetto visivo, puoi prenotare una visita specialistica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico.

Il nostro team è a disposizione per valutare la tua situazione e spiegarti tutte le opzioni disponibili.

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Cataratta: intervista al Dott. Matteo Cereda su Radio Lombardia

In questa intervista per Radio Lombardia il Dott. Matteo Cereda, chirurgo oftalmico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico, risponde alle domande più frequenti sulla cataratta: cos’è, come si manifesta, quando intervenire e quali sono oggi le soluzioni più avanzate.

Parliamo di occhi col dottor Matteo Cereda, specialista in chirurgia della retina, della cataratta e della chirurgia refrattiva di CAMO, il Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Benvenuto.

Buongiorno a tutti. Grazie mille, Sara, grazie l’invito.

Parliamo di cataratta. Prima Emilio Bianchi ha detto “Anche io l’ho fatta” quindi chissà, anche molte ascoltatrici e ascoltatori l’avranno fatta. Che cos’è la cataratta?

Oggi parliamo di chirurgia refrattiva, in particolare del post-operatorio e dei risultati dopo l’intervento.
Vuole ricordare brevemente che cos’è la chirurgia refrattiva e come si svolge l’intervento? È doloroso oppure è un intervento che si può affrontare a cuor leggero?

La cataratta è il modo in cui il nostro cristallino, che è la lente naturale che abbiamo all’interno dell’occhio, cambia nel tempo. Pensiamola così: quando nasciamo abbiamo questa lente interna all’occhio perfettamente trasparente, ma man mano che passa il tempo diventa sempre più scura.

Diciamo che l’evoluzione ha pensato di proteggerci progressivamente nel tempo, impedendo un po’ ai raggi luminosi che provengono dal sole di entrare dentro l’occhio e brucare la retina, e ad un certo punto diventa tanto scura da impedire alle persone di vedere bene.

Matteo Cereda - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta avviene solo con l’invecchiamento? Quali sono i sintomi più comuni che ci dovrebbero allarmare?

Non proprio solo con l’invecchiamento. Diciamo che è più comune man mano che il tempo avanza, ma può capitare anche da giovani. Il paziente se ne accorge perché inizia a vedere sfocato e degli aloni intorno alle luci: inizia a vedere in maniera diversa e meno nitida rispetto a come era abituato.

Ci sono fattori di rischio o cattive abitudini che possono accelerare la comparsa della cataratta?

Fondamentalmente è fisiologica, siamo tutti predisposti.

Ogni tanto si sente dire “Ho fatto una visita, mi hanno detto di aspettare a intervenire perché la cataratta deve maturare”. Leggenda metropolitana o è così?

No. Questa idea arriva dal passato. Il cristallino diventa abbastanza opaco da rendere per quella persona difficoltoso vedere. Ci sono persone estremamente sensibili che con una minima opacizzazione del cristallino non ce la fanno più e hanno bisogno di una vista più nitida, così come persone più tolleranti che aspettano di più.

La chirurgia è l’unica soluzione alla cataratta? Quali sono le novità?

Sì, la chirurgia è l’unica soluzione alla cataratta. La chirurgia della cataratta è stata talmente raffinata nel tempo da diventare estremamente ripetibile e quindi da ridurre i rischi al minimo.

In chirurgia generale non esiste altra chirurgia con così pochi rischi. Non sono mai pari a zero, ma sono estremamente ridotti.

Le novità sono sostanzialmente le lentine (cristallini artificiali) che possiamo utilizzare al posto della lente naturale nell’occhio. Estraiamo la lente opaca e inseriamo una lente artificiale che è fatta apposta per l’occhio di quel singolo paziente: attualmente possiamo correggere la visione nella sua interezza, quindi cercando di ridare al paziente un’ottima visione dal lontano e la migliore visione da vicino possibile senza la necessità degli occhiali.

Un po’ abbiamo il timore quando si parla di intervento chirurgico. Quanto dura l’intervento e com’è il recupero? Si torna a vedere bene subito?

L’intervento è estremamente rapido. Si usa un’anestesia in gocce, quindi estremamente poco invasiva. Il paziente è sdraiato e in un quarto d’ora l’intervento è finito. E’ completamente indolore ed il paziente ha un recupero molto rapido. Il 90% dei pazienti già il giorno dopo ha una buona autonomia visiva: non hanno ancora la vista perfetta, ma riescono a fare più o meno tutto quello che potevano fare prima. Con i giorni migliora, fino alla massima prestazione possibile.

A coloro che dicono “Magari dopo l’estate, o dopo natale” che cosa direbbe per rassicurarli?

Beh, la visita oculista dopo i 50 anni dovrebbe diventare una routine almeno annuale, giusto perché l’occhio può dare una serie di problemi che è molto meglio prevenire che curare. Per quanto riguarda i sintomi della cataratta, se una persona inizia ad accorgersi di non vedere nitidamente, sicuramente la visita oculistica è ciò che deve fare per capire sia cataratta, e in quel caso decidere il momento per intervenire.

Grazie a Matteo Cereda per tutte le informazioni che ci ha dato e per averci raccontato le novità, sicuramente rassicuranti!

Grazie a voi!

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Togliere gli occhiali: una panoramica degli interventi possibili

Togliere gli occhiali potrebbe sembrare un sogno impossibile da realizzare per vari motivi: perché si teme la chirurgia, per i costi da affrontare, o semplicemente perché si pensa che il proprio problema visivo non abbia soluzione. Al contrario, basta informarsi un po’ per scoprire quanto sia vasto e straordinariamente risolutivo il panorama della chirurgia refrattiva. E allora scopriamo insieme quali sono le opzioni disponibili.

Cosa si intende per chirurgia refrattiva

Con il termine di chirurgia refrattiva si intende una gamma di interventi per correggere in modo permanente i difetti visivi. I difetti visivi sono la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia. Oggi si annovera tra questi difetti anche la presbiopia. Questi interventi si eseguono con modalità e techiche differenti. Quel che è interessante è che – salvo rarissime eccezioni – non c’è difetto visivo che non possa trovare soluzione permanente e soddisfacente.

Sì, ma quanto mi costerà togliere gli occhiali?

Nel momento in cui si prende in considerazione l’idea di intraprendere un percorso in direzione della chirurgia refrattiva, gli aspetti da valutare sono innumerevoli. Anche quelli che riguardano il budget familiare hanno giustamente il loro peso. Si consideri – tuttavia – che il denaro speso nell’arco di tutta una vita in lenti e montature, è generalmente maggiore di quello investito in un buon intervento di chirurgia refrattiva.

Le opzioni disponibili

Vediamo ora quali sono le opzioni disponibili per chi desidera togliere gli occhiali e tornare a vedere come prima (se non ancora meglio).

Interventi laser sulla cornea

Esiste una gamma di interventi eseguiti sulla porzione anteriore dell’occhio, la cornea. I protagonisti sono i moderni strumenti laser, che nelle mani di specialisti esperti, possono regalare risultati decisamente eccellenti. Le tecniche più note sono la PRK e la FemtoLASIK. Quest’ultima, in particolare, consente di recuperare la capacità visiva perduta in pochi minuti senza bendaggi e senza punti di sutura, e di ritornare alle proprie attività quotidiane nell’arco di qualche giorno appena.

Per chi è indicata: per miopia, ipermetropia e astigmatismo anche in combinazione tra di loro, di entità lieve o media. Chi soffre di presbiopia può ugualmente accedere ad un intervento correttivo eseguito sulla cornea, molto simile alla LASIK. Riuscirà ugualmente a togliere gli occhiali.

Lenti fachiche

Le lenti fachiche sono la scelta d’elezione di chi non può sottoporsi all’intervento laser. Si impiantano subito dietro l’iride, con un intervento di breve durata e minimamente invasivo. Offrono il vantaggio di correggere anche i difetti di entità importante, di offrire una protezione anche dai raggi UV e di essere – in caso di necessità – removibili.

Per chi sono indicate: per chi soffre di difetti visivi importanti (come una miopia molto elevata, per esempio) o per chi non presenta una cornea sufficientemente spessa o omogenea per sottoporsi ad un intervento laser.

Cristallini artificiali

La terza opzione per chi desidera togliere gli occhiali è data dai cristallini artificiali o lenti intraoculari. Queste lenti si impiantano al posto del cristallino naturale quando questo è in via di opacizzazione o anche prima, prevenendo così l’insorgenza della cataratta. E’ di breve durata e consente di scegliere la lente intraoculare che maggiormente si addice alle proprie esigenze visive, ma anche di vita quotidiana (abitudini, hobby…)

Per chi sono indicati: per chi soffre di difetti visivi di entità media o importante, anche in combinazione tra di loro, e per chi è già in età adulta o matura. Come detto, consentono – al contempo – di prevenire o eliminare l’opacizzazione del cristallino.

Altre opzioni e considerazioni utili per chi desidera togliere gli occhiali

Talvolta è possibile anche sottoporsi ad una combinazione di due tipologie di interventi (intervento laser + sostituzione del cristallino), oppure correggere i due occhi in modo differente l’uno dall’altro (sfruttando il concetto di occhio dominante, secondo il concetto della monovisione). Il panorama delle opzioni disponibili è ampio ed articolato e sta allo specialista individuare, proporre e consigliare la soluzione più mirata e risolutiva per le esigenze specifiche di ciascun paziente. Per questo motivo, il primo passo da compiere è proprio quello di sottoporsi ad una visita specialistica oculistica.

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Cataratta e benessere emotivo nella terza età

La cataratta è una malattia degli occhi molto comune, soprattutto con l’avanzare dell’età. Si manifesta con un progressivo annebbiamento della vista che, se non curato, può portare anche a una grave perdita della capacità visiva.

Oggi la ricerca scientifica sta scoprendo sempre di più come la cataratta non influisca solo sulla vista, ma anche sul benessere emotivo e cognitivo delle persone anziane.

Cataratta: una delle prime cause di cecità al mondo

La cataratta è ancora oggi una delle prime cause di cecità e ipovisione nel mondo, insieme ad altre malattie oculari come il glaucoma, la maculopatia e la retinopatia diabetica.

Quando non viene diagnosticata e curata in tempo, la cataratta non solo peggiora la vista, ma può anche provocare una serie di difficoltà motorie, emotive e cognitive.

Il legame tra cataratta e difficoltà cognitive o emotive

Il paziente anziano è più fragile

Alcuni ricercatori hanno già indagato il tema del legame tra cataratta e disturbi della sfera cognitiva ed emotiva.

Le persone anziane sono più vulnerabili: un problema di salute può facilmente innescarne altri. Una cataratta non trattata può quindi avere conseguenze che vanno ben oltre la vista.

Ecco le più comuni:

  • Incertezza nei movimenti e rischio di cadute, che possono causare fratture, soprattutto nelle donne in post-menopausa soggette a osteoporosi.
  • Senso di sconforto o tristezza, dovuto alla difficoltà nel compiere attività quotidiane e alla perdita di autonomia. Questo può portare, nel tempo, anche a stati depressivi.
  • Peggioramento della memoria e delle funzioni cognitive, con un rischio maggiore di demenza senile o Alzheimer.

Cosa dice oggi la scienza

Numerosi studi confermano che la cura tempestiva della cataratta non solo migliora la vista, ma contribuisce a preservare la salute mentale e il benessere emotivo.

Alcuni punti ormai certi:

  • L’unica cura efficace per la cataratta è l’intervento chirurgico.
  • La chirurgia della cataratta è sicura, con pochissime controindicazioni.
  • Le complicanze sono rare, mentre i rischi di non curarla sono molto più alti.
  • Intervenire presto significa bloccare la catena di problemi fisici ed emotivi che la malattia può causare.

La ricerca continua inoltre a studiare le migliori tecniche chirurgiche per i pazienti anziani, come l’intervento bilaterale e la scelta delle lenti intraoculari più adatte a ogni caso.

Fonte: Frontiersin.org

Curare la cataratta: perché è importante non tardare

Curare la cataratta migliora la qualità della vita: riduce il rischio di incidenti domestici e cadute, aiuta a mantenere una mente più lucida e favorisce un umore positivo.

Un paziente che torna a vedere bene è più indipendente, più sereno e tende a mantenersi più attivo, sia fisicamente che mentalmente.

Oggi l’intervento di cataratta è una procedura di routine, rapida e indolore. Nei centri d’eccellenza come il Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO), esiste anche una versione “gentile” dell’intervento, eseguita con laser di ultima generazione, senza l’uso di strumenti taglienti

In sintesi: curare la cataratta significa proteggere la vista, la mente e il benessere emotivo nella terza età. Un piccolo intervento può davvero fare una grande differenza nella qualità della vita.

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Correzione laser dell’astigmatismo

Laser Astigmatismo - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

L’astigmatismo è il difetto visivo che porta a vedere in modo impreciso a tutte le distanze. Oggi con uno intervento laser è possibile riportare la cornea ad una curvatura più sferica e ripristinare una capacità visiva ottimale a tutte le distanze. Il tutto in pochi minuti ed in maniera del tutto indolore. Scopriamo insieme come.

Due parole sull’astigmatismo

Come accennato in apertura, l’astigmatismo è quel difetto visivo che porta a vedere male un po’ a tutte le distanze. Questo è dovuto al fatto che la cornea non sempre ha una forma perfettamente sferica, ma può capitare che sia leggermente ovoidale. Di conseguenza, i raggi luminosi che penetrano nell’occhio non vanno a colpire in modo uniforme e preciso la retina, causando più difficoltà visive sul piano della messa a fuoco delle immagini a distanze differenti.

Quanto descritto si traduce, lato pratico, in una difficoltà visiva generalizzata e in un affaticamento visivo protratto nel tempo e più marcato specie nelle ore serali, quando sono maggiori i fenomeni di abbagliamento e visione di aloni in corrispondenza delle fonti luminose. Si consideri, inoltre, che l’astigmatismo può anche essere associato ad altri difetti visivi, come la miopia e l’ipermetropia.

Se non opportunamente corretto, l’astigmatismo può portare ad un affaticamento visivo correlato in particolar modo allo svolgimento di attività che prevedono uno sforzo costante e protratto nel tempo, come guidare, lavorare al computer, leggere. Oltre alla difficoltà nella messa a fuoco delle immagini, si manifestano anche altri sintomi, come cefalea, bruciore oculare, dolore oculare, iperlacrimazione.

Chi è astigmatico, peraltro, non può fare a meno degli occhiali ed è costretto ad indossarli tutto il giorno. Un disagio non da poco, che può pregiudicare il sereno svolgimento della vita quotidiana su più fronti.

Come si corregge l’astigmatismo con il laser

La moderna chirurgia oftalmica consente di correggere l’astigmatismo di entità lieve, media o anche elevata con una gamma di tecniche altamente risolutive, durevoli nel tempo e indolori. Tra queste figura la correzione laser, eseguita proprio sulla cornea.

L’intervento laser per la correzione dell’astigmatismo si esegue con strumentazioni laser di ultima generazione.

Correzione con tecnica FemtoLASIK

Per quanto riguarda la correzione dell’astigmatismo con il laser, la tecnica più interessante è la FemtoLASIK e vede come protagonista il laser ad eccimeri in abbinamento al laser a femtosecondi.

  • Il laser ad eccimeri lavora per ablazione: plasma la cornea ripristinando una curvatura ottimale e correggendo il difetto visivo.
  • Il femtolaser si sostituisce al bisturi e ad altri strumenti taglienti eseguendo una serie di passaggi chirurgici in modo gentile e di gran lunga meno traumatico per i tessuti oculari.

Perchè il laser a Femtosecondi rappresenta oggi l’avanguardia in oftalmologia

Grazie al laser a femtosecondi l’intervento fa un vero e proprio salto di qualità:

  • precisione nell’esecuzione
  • meno traumi per i tessuti oculari
  • maggiore programmabilità
  • recupero visivo post operatorio più rapido e indolore

sono solo alcuni degli indubbi e comprovati vantaggi che questo strumento apporta all’intervento.

Oggi l’intervento di correzione dell’astigmatismo nella formula FemtoLASIK è eseguito quotidianamente da una équipe medica altamente specializzata presso il Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Uno staff di specialisti preparati e competenti nell’ambito della chirurgia oftalmica così come nell’uso di questi sofisticati strumenti di ultima generazione.

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Lenti EDOF: i cristallini artificiali di ultima generazione per l’intervento di cataratta

Lenti EDOF: i cristallini artificiali di ultima generazione per l'intervento di cataratta

Le lenti EDOF sono lenti intraoculari di ultima generazione capaci di offrire una qualità visiva superiore. Estremamente performanti e versatili, rappresentano l’avanguardia in fatto di correzione dei difetti visivi in concomitanza con l’intervento di cataratta.

Impiego delle lenti EDOF nell’intervento di cataratta

La cataratta è una patologia oculare tipica dell’età avanzata. Si manifesta attraverso una progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino. La perdita di trasparenza del cristallino pregiudica la capacità visiva del paziente. 

Fortunatamente, l’intervento di cataratta non presenta pressoché alcuna controindicazione ed è uno dei più praticati al mondo. Nella variante mininvasiva, l’intervento di cataratta si avvale del laser a femtosecondi ed è altamente preciso, programmabile, indolore, di breve durata ed efficace. 

Tradizionalmente, il cristallino opacizzato è sostituito con una lente intraoculare monofocale o multifocale capace di rispondere alle esigenze visive del paziente, pur presentando, a volte, qualche piccolo inconveniente. Ad esempio, per quanto riguarda le IOL multifocali, la possibile visione di aloni in condizioni di luminosità limitata.

Le lenti intraoculari a profondità di fuoco continua (lenti EDOF) appartengono alla categoria delle cosiddette lenti premium e consentono di ritrovare una capacità visiva ottimale e ben definita ad una gamma di distanze molto vasta. Ed in qualunque situazione di luminosità.

Le lenti EDOF offrono, pertanto, la possibilità di prepararsi ad affrontare la terza età con ottimismo, recuperando indipendenza ed autostima, ritrovando una visione di altissima qualità e godendo della quasi totale indipendenza dagli occhiali da vista. Grazie a queste lenti così straordinariamente performanti, persino per guidare, in età avanzata, non sarà più necessario indossare gli occhiali.

Lenti EDOF e correzione dei difetti visivi

Come abbiamo visto, le lenti itraoculari EDOF consentono a chi si sottopone all’intervento di cataratta di correggere anche gli eventuali difetti visivi presenti. Lo stesso tipo di intervento rappresentà anche un’interessante opportunità per il paziente più giovane che desideri correggere in modo permanente i suoi difetti visivi fino a prevenire l’insorgenza della cataratta.

La chirurgia refrattiva si avvale oggi di diverse tecniche pensate per far fronte alle più disparate esigenze visive dei pazienti. Nel caso di difetti visivi lievi la chirurgia laser è altamente risolutiva, entro un certo limite di età. Qualora i difetti visivi siano di elevata entità si può ricorrere all’impianto di lenti ICL, o in alcuni casi alla sostituzione del cristallino. 

Alcuni vantaggi:

  • godere di tutti i benefici di una lente di ultima generazione, senza gli eventuali piccoli inconvenienti delle lenti intraoculari multifocali (visione di aloni o bagliori specie all’imbrunire o in condizioni di luminosità limitata);
  • vedere perfettamente da distanze ravvicinate (40 cm) sino all’infinito;
  • poter lavorare al computer o consultare i propri device elettronici comodamente, senza dover indossare gli occhiali;
  • praticare qualunque sport in totale libertà, senza dover dipendere dagli occhiali.

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Fonti

Correzione dei difetti visivi: intervento e post operatorio

Laura Sacchi, chirurgo oculista del Centro Ambrosiano Oftalmico, intervistata da Monica Stefinlogo per Radio Lombardia racconta come funzionano gli interventi di correzione dei difetti visivi e come vivere la fase del post operatorio in serenità.

A Mattino Lombardia parliamo di un tema molto importante, e lo facciamo subito con la dottoressa Laura Sacchi, medico chirurgo oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.
Dottoressa Sacchi, buongiorno! Benvenuta a Mattino Lombardia.

Buongiorno a voi e grazie del cortese invito.

Oggi parliamo di chirurgia refrattiva, in particolare del post-operatorio e dei risultati dopo l’intervento.
Vuole ricordare brevemente che cos’è la chirurgia refrattiva e come si svolge l’intervento? È doloroso oppure è un intervento che si può affrontare a cuor leggero?

Certamente. La chirurgia refrattiva comprende tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione per correggere i difetti refrattivi di una persona. Per difetti refrattivi intendiamo miopia, astigmatismo e ipermetropia.
Esistono diverse tecniche chirurgiche che consentono al paziente di togliere definitivamente gli occhiali. Principalmente, per la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia utilizziamo tecnologie laser.
Le tecniche più comuni sono due: la PRK e la LASIK, utilizzando termini scientifici.
Abbiamo anche la possibilità di inserire una lente artificiale all’interno dell’occhio, molto simile alla lente a contatto, per correggere il difetto visivo in modo definitivo.

La scelta della tecnica dipende dal difetto refrattivo di partenza del paziente: non tutti i difetti si possono correggere con il laser e non tutti si possono correggere con la lente.

Laura Sacchi - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Come si svolge l’intervento e quanto tempo si resta in clinica?

L’intervento è molto rapido, soprattutto rispetto ai tempi chirurgici a cui siamo abituati. La permanenza del paziente in sala operatoria dura circa un quarto d’ora.

Nel caso del laser, il paziente viene preparato e trattato prima in un occhio e subito dopo nell’altro.
Una volta terminato l’intervento, viene accompagnato in una stanza dedicata e, dopo circa mezz’ora, viene effettuato il controllo post-operatorio e il paziente può essere dimesso.

Quindi è velocissimo!

Sì, è velocissimo.

Ed è doloroso o indolore?

Fortunatamente oggi, nel 2025, abbiamo ottimi anestetici locali! Utilizziamo un collirio anestetico che elimina completamente il dolore.

Una piccola precisazione: nel caso dell’intervento con impianto della lente, i due occhi non vengono operati contemporaneamente. Si opera un occhio in un giorno e l’altro occhio il giorno successivo.
Anche in questo caso la permanenza in sala operatoria è di circa un quarto d’ora, con mezz’ora di osservazione post-operatoria prima della dimissione.

Quali sono i tempi di recupero visivo? E ci possono essere complicazioni? Quali sono le più comuni?

I tempi di recupero visivo sono molto rapidi.
Dopo un intervento laser, già dal giorno successivo – massimo entro 24-48 ore – il paziente può riprendere tutte le attività quotidiane che svolgeva prima. Anche nel caso della lente, la qualità visiva migliora già il giorno dopo l’intervento.

Noi consideriamo concluso il decorso post-operatorio in un periodo di circa 3-4 settimane.
Durante questo periodo, il paziente torna a leggere, scrivere, andare in ufficio, utilizzare il computer e guidare senza alcun problema.

L’unica precauzione che chiediamo è quella di prendersi qualche giorno di tranquillità, diciamo 4-5 giorni, per affrontare con calma le attività quotidiane e concedersi qualche pausa. Questo è particolarmente importante perché oggi abbiamo ritmi di vita molto frenetici.

Ecco, proprio questo volevo chiederle: c’è qualcosa che non si può fare nei giorni successivi all’intervento?

Sì, principalmente chiediamo solo di “stare un po’ tranquillini”, come dice lei.
Riprendere la vita normale, ma con un po’ di attenzione e con la consapevolezza di prendersi qualche giorno di calma.

Il difetto visivo può tornare nel tempo oppure no?

Se è stata eseguita una buona visita pre-chirurgica, con uno studio approfondito e chiaro delle caratteristiche dell’occhio, il difetto visivo corretto è stabile per tutta la vita.
A meno che non ci siano condizioni patologiche, come una miopia molto elevata, la correzione dura nel tempo.
Ovviamente, con l’avanzare dell’età possono comparire altri problemi fisiologici, come la cataratta, ma il difetto corretto con la chirurgia refrattiva rimane risolto.

Quando arriva la cataratta, in un paziente che ha già fatto un intervento di chirurgia refrattiva, come si procede?

L’intervento di cataratta è lo stesso per tutti, anche per chi si è già sottoposto a chirurgia refrattiva.
Oggi abbiamo software molto avanzati che ci permettono di calcolare in modo preciso la lente da impiantare al posto della cataratta, anche in chi ha già fatto un intervento laser.

Nel caso dei pazienti che hanno avuto un impianto di lente intraoculare (IOL fachica) prima della cataratta, c’è solo un tempo chirurgico in più: bisogna rimuovere la lente e poi procedere subito con l’intervento di cataratta nella stessa seduta.

Comunque mi sembra tutto molto veloce lo stesso.
Io la ringrazio tantissimo, dottoressa Laura.

Grazie a voi per l’invito!

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Chirurgia refrattiva: sei un buon candidato?

Sergio Belloni, chirurgo oculista del Centro Ambrosiano Oftalmico, spiega a Radio Lombardia in cosa consiste la chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi.

Buongiorno dottor Belloni. Parliamo di chirurgia refrattiva: dobbiamo capire bene di cosa si tratta e se siamo dei buoni candidati. Intanto, spieghiamo bene che cos’è e quali difetti visivi può correggere.

La chirurgia refrattiva è quella che permette di risolvere i nostri problemi della vista, cioè i cosiddetti problemi refrattivi, essenzialmente togliendo l’occhiale. I difetti più comuni sono miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Pensate che in Italia circa 20 milioni di persone sono affette da uno di questi difetti di refrazione.

Nella maggior parte dei casi, questi difetti sono ben correggibili con una protesi esterna, cioè con un paio di occhiali o di lenti a contatto. Tuttavia, in parecchi casi, il difetto può condizionare la vita lavorativa, professionale, sportiva, affettiva e sociale, al punto da richiedere soluzioni più complete e definitive.
Ecco che la chirurgia refrattiva consente al paziente di togliere gli occhiali e liberarsi dalla “schiavitù” degli occhiali o delle lenti a contatto.

…E io ne so qualcosa! Dott. Belloni, quali sono però i criteri per cui una persona non è un buon candidato?

Innanzitutto, l’idoneità all’intervento deve essere accertata da un medico oculista esperto in chirurgia refrattiva, dopo un’accurata visita oculistica che comprenda tutti gli esami necessari per una completa valutazione dell’occhio.

L’intervento è consigliato a chi è affetto, ad esempio, da miopia o astigmatismo lieve, medio o forte e non tollera o non vuole portare occhiali o lenti a contatto, e necessita di una buona visione per ragioni lavorative, sociali, affettive, sportive o per la vita quotidiana in generale.

L’intervento è consigliato anche quando il difetto interessa un solo occhio, mentre l’altro è normale, oppure quando c’è una significativa differenza tra i difetti dei due occhi: in questi casi l’operazione è utile per eliminare o ridurre lo scompenso visivo causato dalla differenza.

La correzione laser è fortemente consigliata anche quando le lenti a contatto non sono più tollerate o quando cominciano a dare fastidio.

Tenga presente che anche chi si approccia a questo tipo di chirurgia può avere necessità particolari, per esempio chi lavora in ambienti polverosi dove non può utilizzare occhiali o lenti a contatto, o chi opera in ambienti con vapori chimici.
Oppure ci sono persone che non possono partecipare ai concorsi pubblici per motivi visivi, ad esempio nei bandi per polizia, guardia forestale, accademia navale… poi ci sono anche ragioni sportive: immaginate un giocatore di basket o uno sciatore con gli occhiali.

Ci sono anche motivi estetici: modelli, modelle, musicisti, cantanti, persone dello spettacolo…
E poi ovviamente ci sono le persone con intolleranza alle lenti a contatto, magari per scarsità di lacrime o per fastidio meccanico dovuto a lenti spesse e occhiali pesanti.

Non dimentichiamo poi le ragioni psicologiche: quando l’occhiale o la lente a contatto è vissuto come un handicap, la chirurgia refrattiva può essere molto utile. Ad esempio, quando l’occhiale causa introversione o insicurezza.

Sergio Belloni - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Quanto è importante la stabilità della prescrizione visiva prima dell’intervento? Come ci si prepara e quali sono gli esami da fare?

La stabilità del difetto visivo è fondamentale. Io devo operare quando sono sicuro che il difetto sia stabile. Se non è stabile, rischio di fare un intervento e poi l’occhio potrebbe peggiorare, ripresentando la miopia.

Ad esempio, una miopia che progredisce negli anni non può essere operata se non è stabile. Nei giovani bisogna aspettare che raggiungano la maturità fisica, l’età giusta, affinché il difetto sia stabile e l’intervento possa essere eseguito con tranquillità.

Fino a che età ci si può operare?

In realtà non ci sono limiti di età: ogni età ha la sua chirurgia. Nei giovani prevale la chirurgia refrattiva fatta con il laser per miopie lievi o medie. Se la miopia è più forte, si possono eseguire altri interventi, come l’inserimento di una lente speciale all’interno dell’occhio, che corregge anche miopie elevate.

Gli interventi principali sono quattro o cinque. Abbiamo la PRK e la LASIK, che sono interventi con chirurgia laser.
La PRK sfrutta il laser ad eccimeri, una luce ultravioletta che scolpisce la superficie della cornea fino a una certa profondità ed estensione per appiattirla e correggere la miopia. È una tecnica semplice, rapida, eseguibile in ambulatorio con anestesia topica, cioè con gocce.

L’altro intervento, il più utilizzato oggi, è la LASIK. Si esegue il trattamento laser all’interno della cornea, non più sulla superficie come nella PRK. L’incisione è lamellare, fatta con il laser a femtosecondi.
Anche questa operazione viene eseguita in anestesia topica, in ambulatorio, è completamente indolore e permette di riprendere l’attività lavorativa già dal giorno successivo.

E quanto tempo prima bisogna togliere le lenti a contatto?

È molto importante toglierle per tempo. La chirurgia refrattiva si esegue essenzialmente sulla superficie della cornea, che è una struttura morbida. Chi porta le lenti a contatto per molte ore al giorno altera la conformazione della cornea e questo modifica i parametri che io devo misurare per fare una chirurgia precisa.
Quindi, le lenti a contatto vanno tolte almeno 3-4 settimane prima dell’intervento per garantire un lavoro accurato.

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Lucio Buratto: intervento di cataratta tra verità e falsi miti

Intervento di cataratta tra verità e falsi miti: intervista a Lucio Buratto

Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, nonché uno dei massimi esperti al mondo nel campo della chirurgia della cataratta, spiega come funziona l’intervento di cataratta e ne approfitta per sfatare qualche falso mito.

Cosa significa cataratta?

Per comprendere cos’è la cataratta bisogna dapprima conoscere, seppure a grandi linee, l’anatomia dell’occhio. All’interno del nostro occhio c’è una minuscola lentina chiamata cristallino, che ha il compito di accogliere i raggi luminosi che penetrano attraverso la pupilla e di convogliarli verso la retina. Le condizioni che ne determinano l’assoluta e perfetta efficienza sono due:

  • perfetta trasparenza
  • elasticità e flessibilità

Con l’andare del tempo e per cause del tutto naturali legate all’invecchiamento cellulare e all’ossidazione dei tessuti, il cristallino perde queste due caratteristiche rendendo la vista sempre più difficoltosa. Il termine cataratta si usa per determinare l’opacizzazione del cristallino, un processo che dà al paziente la sensazione che un velo si interponga tra i suoi occhi ed il mondo circostante.

In cosa consiste l’intervento di cataratta? E’ doloroso? Si usano bisturi o altri strumenti taglienti?

L’intervento di cataratta ha l’obiettivo di sostituire il cristallino opacizzato con uno nuovo, perfettamente trasparente, efficiente e durevole nel tempo. In questo modo la visione tornerà ad essere efficiente, nitida e definita.

Molti pazienti sono spaventati all’idea di sottoporsi ad un intervento di chirurgia oftalmica. Tuttavia, l’intervento di cataratta non è per nulla doloroso e dura pochi minuti. Per eseguirlo senza timore e senza dolore è sufficiente qualche goccia di un collirio anestetico.

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico, inoltre, l’operazione di cataratta è eseguibile in una particolare variante che ci piace definire “gentile”: zero lame, niente bisturi, nessun punto di sutura ed una convalescenza breve e indolore.

Chi non desidera ricorrere all’intervento può assumere dei farmaci per curare la la cataratta? La patologia può migliorare naturalmente?

Siamo di fronte ad un falso mito. L’unico modo per curare la cataratta è l’intervento. Al momento non esiste alcun farmaco o collirio in grado di arrestare l’opacizzazione del cristallino, un processo che, come detto, è irreversibile. Inoltre non conviene attendere troppo tempo prima di intervenire dopo la diagnosi. Poiché è impossibile che la cataratta rallenti la sua progressione o addirittura migliori, prima si interviene e meglio è.

Conviene sapere che una cataratta ad uno stadio avanzato esercita numerose conseguenze negative su chi ne è affetto. Conseguenze che si ripercuotono sulla salute globale degli occhi, ma anche sullo stato emotivo. Un cristallino ispessito può mettere sotto pressione le strutture oculari, aumentando la pressione intraoculare e innescando uno stato di sofferenza generale dell’intero apparato visivo. Inoltre, non vedere bene porta ad una progressiva perdita di indipendenza ed autonomia, tristezza, ansia, depressione. Insomma, accelera anche l’invecchiamento sul fronte cognitivo.

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Perché scegliere di sottoporsi ad un intervento di chirurgia refrattiva

La scienza medica si sforza di progredire in ogni ambito per offrire alle persone soluzioni e trattamenti per migliorane salute, benessere e qualità di vita. E allora, se già questo non è un ottimo motivo per avvicinarsi al mondo della chirurgia refrattiva, conosciamone di seguito altri.

I risultati della chirurgia refrattiva sono durevoli nel tempo

La chirurgia refrattiva può correggere i difetti visivi in modo permanente.

E’ un ottimo investimento

Gli occhiali da vista e le lenti a contatto sono investimenti continuativi e periodici. Cambiare tipologia di lenti in funzione della progressione del difetto visivo, o acquistare periodicamente nuove montature per stare al passo con le tendenze del momento, implica il dover metter mano di frequente al portafogli. Al contrario, e alla luce di quanto già affermato nel paragrafo precedente, l’intervento è un investimento vantaggioso. Infine, si consideri che anche le migliori cliniche d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico, sono convenzionate con fondi e assicurazioni sanitarie.

La chirurgia refrattiva corregge difetti visivi di qualunque entità

Si tende spesso a pensare che per poche diottrie non valga la pena di correggere il difetto visivo tramite la chirurgia. O che, al contrario, per difetti visivi molto gravi, come una miopia elevata, non vi sia nulla da fare. Molto spesso non si prende in considerazione l’idea di sottoporsi ad un determinato intervento solo perché non se ne conoscono le potenzialità e, in generale, per scarsa informazione. Le tecniche di chirurgia refrattiva sono alla portata di qualunque tipologia di difetto visivo, dal più lieve sino al più marcato.

Le techiche di chirurgia refrattiva sono tutte sicure per l’occhio

Un’altra ragione per la quale spesso si decide di soprassedere rispetto all’idea di avvicinarsi alla refrattiva, è la paura. Paura e diffidenza nei confronti della medicina, della chirurgia e, di nuovo, verso ciò che in fondo non si conosce. Una visita oculistica specialistica approfondita presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è anche occasione per prendersi tutto il tempo necessario per dialogare con i nostri chirurghi esperti e per rivolgere loro tutte le domande che si desidera. In generale, ad ogni modo, conviene sapere che tutte le tecniche per la correzione dei difetti visivi sono sicure, praticabili senza timore e pressoché prive di rischi e controindicazioni, salvo rari casi.

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