Articoli

Cura della cataratta: informarsi bene è d’obbligo

La cataratta senile è una patologia oculare ad ampia diffusione legata tipicamente al tempo che avanza, così come ad un serie di concause e di fattori predisponenti. Numeri alla mano, in Italia si sottopongono all’operazione di cataratta circa 500mila pazienti l’anno. Un intervento dal quale non si può prescindere poiché oggi la via chirurgica rappresenta l’unica strada possibile per curare la cataratta in modo definitivo. Tuttavia, prima di sottoporsi all’intervento, è sempre bene informarsi adeguatamente. D’altronde, non tutte le strutture sanitarie sono uguali tra di loro, né propongono lo stesso tipo di intervento. Vediamo di entrare meglio nel dettaglio della questione, a beneficio di chi abbia ricevuto una diagnosi di cataratta e desideri saperne di più.

Perché è fondamentale informarsi bene

Spesso sentiamo parlare amici e parenti degli straordinari traguardi che oggi è possibile raggiungere in oftalmologia nel campo della correzione dei difetti visivi tramite strumenti laser. Interventi ad altissimo apporto tecnologico, minimamente invasivi e di breve durata. L’operazione di cataratta, pur essendo anch’essa indolore e di breve durata, va tuttavia affrontata con il giusto grado di consapevolezza e di serietà. Perché è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Di qui, l’importanza di conoscere, seppur per sommi capi e senza i tecnicismi riservati agli “addetti ai lavori”, tutti gli aspetti pratici dell’intervento. 

Che cos’è l’operazione di cataratta

L’operazione di cataratta è un intervento chirurgico durante il quale si rimuove il cristallino opacizzato dal tempo e lo si sostituisce con una lente intraoculare nuova, altamente biocompatibile, perfettamente trasparente e concepita per durare per sempre. La procedura è di tipo chirurgico: è necessario dunque accedere all’occhio e raggiungere la capsula che ospita il cristallino naturale. A questo punto, tramite un sofisticato strumento ad ultrasuoni, si frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Infine, si inserisce la lente intraoculare nell’occhio, proprio laddove prima c’era il cristallino. Tutta la procedura è assolutamente indolore.

Varianti e peculiarità dell’operazione di cataratta

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato brevemente in cosa consiste l’intervento di cataratta. Quel che non tutti sanno, però, è che nel corso dell’operazione sopra descritta possono intervenire alcune variabili capaci di offrire più benefici al paziente che vi si sottopone. Scopriamole dunque assieme. 

  • Partiamo dalla componente umana: un chirurgo dotato di solida e comprovata esperienza sul campo fa sicuramente la differenza. E la fa ancor di più se opera in una struttura d’eccellenza, dove l’attenzione, la sensibilità, l’empatia ed il dialogo con il paziente sono considerate fondamentali.
  • Veniamo ora agli aspetti tecnici: nella maggior parte dei casi, per raggiungere il cristallino è necessario praticare una minuscola incisione sulla superficie della cornea. Questa incisione si esegue normalmente a mano, con l’ausilio di un bisturi. In alcuni centri d’eccellenza in Italia è possibile sostituire il bisturi con il laser. Si tratta del laser a femtosecondi, uno strumento ad altissima precisione che offre diversi benefici al paziente. Tra questi, maggior sicurezza, una guarigione più rapida, un decorso operatorio più piacevole. Il laser a femtosecondi è uno strumento prezioso anche nell’apertura della capsula che contiene il cristallino e nella sua frantumazione (specie laddove questo sia più ispessito e “maturo”). 
  • Infine, nei centri d’eccellenza la gamma dei cristallini artificiali a disposizione del paziente è particolarmente vasta. Cristallini con un potere diottrico personalizzato sulla base delle peculiari esigenze visive. Questo significa che l’operazione di cataratta può tramutarsi in un’opportunità per correggere contemporaneamente uno o più difetti visivi preesistenti. Il beneficio a lungo termine è la possibilità di poter fare a meno dell’uso degli occhiali da vista, recuperando non solo la trasparenza del cristallino, ma anche la qualità della visione, regalandosi di fatto un vero e proprio balzo indietro nel tempo.

Riassumendo

Esiste la possibilità di affrontare l’operazione di cataratta con maggior serenità e con più benefici al lungo termine. Zero aghi, niente bisturi e una visione in HD perfetta per affrontare la terza età con ottimismo sotto il segno del benessere visivo. 

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Chiamaci per una visita oculistica specialistica per la cataratta: sarà nostra cura illustrarti nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all’intervento di cataratta e rispondere alle tue domande sul tema. 

Lasik, FemtoLasik, PRK: mettiamo un po’ d’ordine

E’ già da un po’ di tempo che indossare gli occhiali è diventato un peso e che li vivi come un limite alla tua voglia di vivere un’esistenza sotto il segno del dinamismo, dello sport, della vita sociale spensierata. Non fai altro che scordarli in giro, e come se non bastasse negli ultimi due anni hai anche dovuto indossare per lungo tempo la mascherina. Se è già da un po’ che mediti di affrontare un intervento laser per risolvere finalmente la tua dipendenza dagli occhiali da vista, questo articolo può esserti molto utile. Spieghiamo brevemente quali sono le tecniche principali di chirurgia refrattiva ed in cosa consistono: LASIK, FemtoLASIK, PRK.

LASIK, FemtoLASIK, PRK: aspetti comuni

Con i nomi di LASIK, FemtoLASIK e PRK si intendono tre tecniche di chirurgia refrattiva per correggere i difetti visivi in modo permanente. Le tre tecniche si eseguono sulla cornea, la porzione di tessuto che riveste la parte anteriore del nostro occhio. Correggendo la sua curvatura, si correggerà anche il punto in cui i raggi luminosi vanno a toccare la retina, riportando di fatto il punto di fuoco nella posizione corretta.

Queste tecniche si basano sull’uso di strumenti laser, talvolta in abbinamento a strumenti chirurgici, altre volte invece no. Tutte, ancora, si caratterizzano per una minima invasività, per l’essere totalmente indolori e di durata particolarmente breve. In nessun caso è necessario un ricovero e l’anestesia somministrata è solitamente di tipo topico, tramite un collirio.

La scelta della tecnica da eseguire dipenderà da una molteplicità di fattori: medici, anatomici, personali. Oggi la chirurgia refrattiva ha raggiunto un elevato livello di perfezione ed un notevole margine di personalizzazione. Un colloquio approfondito con lo specialista ed una visita oculistica accurata corredata da esami diagnostici mirati, sono il punto di partenza per individuare la tecnica più idonea per ciascun paziente.

Dott. Giuseppe di Meglio, medico oculista ed esperto in chirurgia refrattiva presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico

PRK: la cheratectomia fotorefrattiva

Con l’ausilio di un laser ultravioletto, chiamato laser ad eccimeri, si scolpisce la cornea al fine di ottenere la forma e la curvatura desiderata per correggere i difetti visivi. L’intervento è eseguito interamente con l’ausilio del laser ed è indicato per difetti visivi lievi. Il recupero post operatorio può presenta qualche fastidio. Nei giorni successivi all’intervento, si indossa solitamente una lente protettiva, al fine di consentire all’epitelio – la membrana esterna della cornea – di rigenerarsi.

Correzione permanente dei difetti visivi con tecnica LASIK

Nella tecnica LASIK il trattamento con laser ad eccimeri si esegue direttamente sulla porzione sottostante l’epitelio. Per accedervi, il chirurgo solleva una lamella di epitelio con l’aiuto di uno strumento chirurgico. Al termine dell’intervento la lamella (che potete immaginare come una piccola finestrella) è riposizionata in loco. Non sono necessari punti di sutura: la guarigione avviene in modo naturale. Il recupero post operatorio è più veloce ed agevole. E’ consigliata per difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia) da lievi a medi, fino a 7 diottrie circa.

FemtoLASIK: come la LASIK, ma con un laser in più

La tecnica FemtoLASIK è simile alla sopradescritta LASIK, con la differenza che l’incisione lamellare è eseguita con un laser di ultima generazione: il laser a femtosecondi. Si tratta di uno strumento ad infrarossi potentissimo, altamente controllabile ed estremamente preciso, capace di sostituirsi agli strumenti chirurgici tradizionali e di offrire risultati migliori. Grazie all’uso del laser a femtosecondi, l’intera procedura acquisisce maggior precisione, velocità ed un notevole margine di personalizzazione. Anche il recupero post operatorio è particolarmente veloce e pressoché privo di fastidi. Il laser a femtosecondi è oggi disponibile solamente in pochi centri d’eccellenza e dà il meglio di sé solamente nelle mani di chirurghi dotati di grande perizia ed esperienza.

Se il difetto visivo è stabile e la morfologia della cornea lo consente, la chirurgia refrattiva non presenta controindicazioni. Anzi, è una straordinaria opportunità per migliorare non solo la propria capacità visiva, ma anche la propria qualità di vita.

Dott. Giuseppe di Meglio, medico oculista ed esperto in chirurgia refrattiva presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Chirurgia refrattiva: cos’è e per chi è indicata

L’obiettivo della medicina è migliorare la salute del paziente ma anche la sua qualità di vita. Uno degli esempi più calzanti in questo senso è la chirurgia refrattiva. Scopriamo dunque assieme che cos’è la chirurgia refrattiva e per chi è indicata.

Chirurgia refrattiva: cos’è e perché si chiama così

Il termine chirurgia refrattiva indica una serie di tecniche per correggere in modo permanente i difetti visivi. Il termine refrattiva deriva dal fatto che i difetti visivi sono anche chiamati vizi di rifrazione. Per rifrazione si intende il processo attraverso il quale la luce penetra nell’occhio dalla pupilla, attraversa il cristallino e va a colpire la retina. Qualora la messa a fuoco sia imprecisa e vada a “cadere” prima o dopo la retina o in posizione decentrata rispetto ad essa, si parlerà appunto di difetti visivi. I difetti visivi sono: miopia, ipermetropia, astigmatismo e, per estensione, anche presbiopia. Quest’ultima è, in realtà, un difetto di accomodazione. Tuttavia, nella sua sintomatologia si comporta come un difetto visivo a tutti gli effetti. I difetti visivi possono comparire soli o in abbinamento tra di loro, ad un solo occhio o ad entrambi gli occhi, e si misurano sempre in diottrie.

Quando è possibile sottoporsi ad un intervento di chirurgia refrattiva

In linea generale, per sottoporsi ad un intervento di chirurgia refrattiva è fondamentale che i difetti visivi abbiano raggiunto la stabilità. Una condizione che solitamente si realizza intorno ai 20 anni. Si consideri poi che dai 40 anni in su farà molto probabilmente la sua comparsa anche la presbiopia, mentre dai 60 anni in poi è probabile che si vada incontro alla cataratta. E, poiché ogni tappa della vita può portare con sé una condizione di salute visiva diversa e spesso variabile da individuo ad individuo, possiamo dire che la chirurgia refrattiva “non ha età”: tecniche e soluzioni sono differenti proprio per andare incontro ad esigenze di salute visiva differenti.

L’esperienza chirurgica del medico oculista è fondamentale per consigliare al paziente quale sia la tecnica più indicata, tenendo conto del suo stato di salute oculare, delle sue esigenze visive e delle tecnologie disponibili. 

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in microchirurgia oculare per la correzione dei difetti visivi e la cura della cataratta presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico.

Quali sono le tecniche di chirurgia refrattiva oggi in uso?

Tra le tecniche di chirurgia refrattiva oggi maggiormente in uso citiamo la PRK, la Lasik, la FemtoLASIK. A queste possiamo aggiungere altre tecniche straordinariamente performanti, come l’impianto di lenti intraoculari e l’intervento di cataratta refrattiva

Le più comuni tecniche oggi in uso:

  • PRK (cheratotomia fotorefrattiva): si esegue con il laser ad eccimeri, uno strumento preziosissimo in uso fin dagli anni Ottanta in chirurgia oftalmica. La PRK è indicata per difetti visivi di entità lieve o media. Si esegue in regime ambulatoriale previa somministrazione di anestetico in gocce per uso topico. Il recupero post operatorio è di durata modesta.
  • LASIK: si esegue con l’ausilio del laser ad eccimeri ma si differenzia dalla PRK perché il laser non esegue la totalità dell’intervento. Nella Lasik si accede alla porzione di cornea da operare dopo aver sollevato un piccolo flap sulla parte più superficiale della membrana. Al termine dell’intervento, la finestrella è ricollocata in sede. Anche in questo caso si somministra un anestetico topico ed i tempi di recupero sono da modesti e brevi.
  • FemtoLASIK: rappresenta l’evoluzione della tecnica precedente. In questo caso, il flap non è aperto con strumenti chirurgici manuali, ma con un laser di ultima generazione oggi disponibile solamente in pochi centri d’eccellenza: il laser a femtosecondi. Grazie all’uso di questo straordinario laser, il recupero post operatorio è particolarmente rapido e pressoché privo di fastidi. Inoltre, non è necessario applicare punti di sutura o bendaggi.
  • Impianto di IOL fachiche (lenti intraoculari fachiche): è l’ideale nel caso di difetti visivi siano molto marcati. In quel caso si andrà ad impiantare una lente intraoculare senza rimuovere il cristallino (tecnica dei due cristallini). In questo modo sarà possibile mantenere inalterata la capacità accomodativa data dal cristallino naturale e correggere i difetti visivi.
  • Cataratta refrattiva: nel caso in cui il paziente sia già in età matura ed il cristallino abbia iniziato il suo naturale processo di opacizzazione, è possibile correggere i difetti visivi sostituendo il cristallino con una lente intraoculare dotata del potere diottrico necessario al paziente. Questa soluzione è risolutiva anche per la cataratta.

“Oggi ottenere l’indipendenza dagli occhiali da vista è un traguardo concretamente raggiungibile per la stragrande maggioranza dei pazienti di qualunque età. Vedere la gioia ed il senso di libertà nei loro sguardi è sempre, per me, un’emozione impagabile”.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in microchirurgia oculare per la correzione dei difetti visivi e la cura della cataratta presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191. Saremo lieti di approfondire assieme a te il tema della chirurgia refrattiva e della possibilità di rendersi indipendenti dall’uso degli occhiali da vista.

Idoneità all’intervento laser: tutto quello che c’è da sapere

L’intervento laser per la correzione dei difetti visivi è una procedura di routine, pensata per avere una versatilità tale da soddisfare le esigenze visive più disparate. Non c’è difetto visivo o combinazione di difetti che non possa essere corretto con l’ntervento laser. Ed anche laddove i difetti siano particolarmente marcati, la chirurgia oftalmica offre sempre soluzioni moderne ed interessanti. Uno dei temi intorno ai quali capita sovente di porsi degli interrogativi è, tuttavia, quello della idoneità all’intervento laser. Come e quando è possibile stabilire l’idoneità? Rispondiamo assieme a queste domande.

Perché scegliere l’intervento laser per la correzione permanente dei difetti visivi?

Con il termine intervento laser ci si riferisce ad un insieme di tecniche chirurgiche minimamente invasive che sfruttano la tecnologia laser per eseguire la correzione dei difetti visivi intervenendo esclusivamente sulla cornea. I difetti visivi possono essere uno o più d’uno di entità lieve, media o forte. Le ragioni che possono spingere ad orientarsi verso questa tipologia di intervento possono essere le più disparate: c’è chi ha la necessità di vedere bene per motivi di lavoro, chi ha il desiderio di fare a meno di lenti a contatto o occhiali da vista perché non li tollera più, chi vorrebbe farne a meno per motivi sociali, per praticare il proprio sport preferito in totale libertà… L’importante è che il paziente viva questo desiderio concretamente e che le sue aspettative siano saldamente ancorate alla realtà.

Quando l’intervento può essere consigliato dal medico

Vi sono alcuni casi in cui probabilmente sarà il medico oculista a consigliare l’intervento. Questo accade, per esempio, quando è solamente un occhio ad essere affetto da un difetto visivo o, ancora, la differenza tra un difetto di un occhio e quello di un altro è particolarmente marcata. In questi casi le ragioni non sono da ricercare solamente in esigenze di tipo personale, ma anche nella necessità di aiutare l’intero apparato visivo a svolgere al meglio la sua funzione.

Come si valuta l’idoneità all’intervento laser

L’idoneità all’intervento laser deve essere stabilita dal medico oculista dopo una serie di esami diagnostici mirati e approfonditi. Ad ogni modo, ed a beneficio del lettore, diamo di seguito alcune indicazioni di massima sui requisiti che stabiliscono l’idoneità all’intervento laser:

  • avere un’età superiore ai 20 anni circa, perché prima dei 20 anni solitamente i difetti visivi non sono mai del tutto stabilizzati;
  • presentare una cornea non troppo sottile, perché tutte le tecniche di correzione dei difetti visivi tramite laser prevedono che si esegua un’ablazione di tessuto;
  • avere un apparato visivo che, al di là dei difetti visivi, sia complessivamente sano.

E’ poi necessario fare le opportune valutazioni e prestare cautela nei seguenti casi:

  • gravidanza o allattamento, perché sono condizioni che possono influenzare temporaneamente la capacità visiva. In tal caso è possibile decidere di posticipare l’intervento;
  • presenza di patologie sistemiche quali il diabete, che per sua natura rende la cornea più fragile. Ciò non significa che un paziente diabetico debba scartare l’idea dell’intervento a priori, ma che sia fondamentale far presente il proprio stato di salute al medico oculista, che si occuperà di fare le opportune valutazioni ed indicare la tecnica più indicata tra i trattamenti laser oggi in uso;
  • altre patologie che causano una generale compromissione del sistema immunitario o che coinvolgono i tessuti connettivi (artrite reumatoide, lupus eritematoso sistemico ed altre).

Vuoi saperne di più?

Vuoi conoscere più da vicino i requisiti per l’idoneità all’intervento laser? Stai pensando di correggere in modo permanente i tuoi difetti visivi? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Saremo lieti di fare la tua conoscenza.

Chirurgia refrattiva: quale tecnica scegliere

Quando si prende la decisione di affidarsi alla chirurgia refrattiva per la correzione permanente dei propri difetti visivi, il primo passo da compiere è quello di sottoporsi ad una visita oculistica approfondita ed accurata. Sarà l’occasione per discutere con lo specialista desideri ed aspettative, ma anche per conoscere l’idoneità dei propri occhi all’intervento. Assieme allo specialista, quindi, si sceglierà la tecnica migliore da utilizzare. Per giungere alla data della visita più informati, può essere utile avere già un’idea di massima circa le tecniche per la correzione dei difetti visivi oggi maggiormente in uso.

Cosa si intende per idoneità

Gli interventi laser di chirurgia refrattiva pensati per correggere difetti di lieve o media entità si eseguono sulla cornea. Per programmare uno qualunque di questi interventi, è necessario accertarsi che lo stato di salute oculare sia complessivamente buono e che la cornea risponda a determinati requisiti. La visita oculistica specialistica per l’idoneità all’intervento prevede dunque una vasta gamma di esami. Citiamone alcuni: 

  • la topografia corneale;
  • la pachimetria corneale;
  • l’OCT (Tomografia a Coerenza Ottica);
  • la pupillometria;
  • l’aberrometria.

Molti di questi esami hanno lo scopo di valutare lo stato di salute della cornea, le sue dimensioni, la sua curvatura, il suo spessore. Sono proprio le condizioni e le caratteristiche della cornea ad essere determinanti per l’idoneità all’intervento. 

Chirurgia refrattiva: le tecniche

Una volta accertata l’idoneità all’intervento di chirurgia refrattiva, si andrà ad individuare la tecnica migliore per le esigenze del paziente. Le tecniche ad oggi in uso nei centri d’eccellenza sono chiamate PRK e FemtoLASIK. Conosciamole una ad una. 

Chirurgia refrattiva con tecnica PRK 

PRK è l’acronimo di Cheratotomia Fotorefrattiva. La tecnica prevede che, grazie al solo laser ad eccimeri, dopo aver rimosso l’epitelio corneale, si plasmi la porzione sottostante di cornea in accordo con le esigenze visive del paziente, di fatto riportando il punto di fuoco nella sua posizione corretta. Il laser ad eccimeri, che lavora per ablazione, è uno strumento in uso in chirurgia oftalmica sin dagli anni Ottanta: la sua introduzione in campo medico ha rivoluzionato il modo di eseguire diverse tipologie di interventi ed è tutt’ora uno strumento prezioso ampiamente usato nel campo della chirurgia refrattiva.

I vantaggi: la PRK si presta a correggere qualunque difetto visivo purché lieve o medio, è di breve durata e indolore. Il recupero post operatorio può comportare qualche blando fastidio della durata di qualche giorno, come dolore, lacrimazione o fotofobia. Dopo l’intervento sarà necessario indossare una lente a contatto protettiva e tenere sempre a portata di mano un buon paio di occhiali da sole. Nel giro di una settimana, tuttavia, è possibile tornare pienamente alle proprie attività. I benefici dell’intervento in termini di qualità visiva si apprezzano mano a mano che i giorni e le settimane avanzano.

Chirurgia refrattiva con tecnica FemtoLASIK 

La tecnica FemtoLASIK si basa sullo stesso principio della PRK, ovvero sull’esigenza di intervenire sulla cornea per correggere i difetti visivi del paziente. Tuttavia, a differenza della PRK, nella quale è il laser ad eccimeri a svolgere l’intera procedura, nella FemtoLASIK la tecnica è differente, e si associa un secondo laser, chiamato Laser a Femtosecondi. L’epitelio corneale non è rimosso per ablazione, bensì sollevato come se fosse una piccola finestrella, il flap: in questo modo, si consente al laser ad eccimeri di accedere alla porzione sottostante di cornea e ad eseguire la correzione dei difetti visivi. Al termine della procedura, il flap è ricollocato al suo posto. E’ proprio il laser a femtosecondi ad incidere con un elevatissimo grado di controllo e di precisione l’epitelio superficiale. Alla base del suo funzionamento, innumerevoli micro impulsi dell’ordine di un milionesimo di miliardesimo di secondo l’uno, ravvicinati e brevissimi.

I vantaggi: la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK è adatta per difetti di lieve o media entità. E’ di breve durata e totalmente indolore. L’uso del laser a femtosecondi conferisce all’intervento un eccezionale livello di precisione, igiene e personalizzazione, oltre a ridurre drasticamente i fastidi post operatori. Anche i tempi di recupero si accorciano notevolmente.

Vuoi saperne di più?

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico eseguiamo quotidianamente l’intervento per la correzione dei difetti visivi sia con tecnica PRK che FemtoLASIK. Chiamaci oggi stesso e prenota la tua visita oculistica specialistica per i difetti visivi: sarà il primo passo per ottenere l’indipendenza dagli occhiali e recuperare una capacità visiva ottimale. Siamo a tua disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Miopia forte, che fare?

La miopia è, tra i difetti visivi, quello più diffuso al mondo. Il nome miopia deriva dal greco myo, che significa “strizzare”, e fa riferimento al quel tipico riflesso istintivo che porta i miopi strizzare gli occhi nel tentativo di mettere meglio a fuoco le immagini e gli oggetti posti in lontananza. Nella sua forma lieve ed evolutiva la miopia è, tutto sommato “tollerabile” e gestibile anche con l’aiuto di un paio di occhiali da vista. Cosa succede invece quando ci si trova in presenza di una miopia forte? Come gestirla ed affrontarla? Conosciamo dunque più da vicino questo difetto visivo, rispondendo ad alcune domande frequenti sul tema.

Perchè aumenta la miopia?

La miopia è un difetto visivo che esordisce tipicamente in età infantile e tende a progredire naturalmente, fino a stabilizzarsi, intorno ai 20-25 anni. La sua progressione è dunque da considerarsi normale, anche se un forte impegno visivo da vicino può contribuire al suo peggioramento.

Come prevenire la miopia?

Poiché la miopia è un difetto visivo tipico dell’età infantile, i bambini che trascorrono molte ore leggendo o intrattenendosi con televisione e device elettronici andrebbero incoraggiati a fare frequenti pause e ad uscire, ove possibile, all’aria aperta.

Quando si stabilizzerà la miopia?

La miopia solitamente si stabilizza intorno ai 20-25 anni. Da questa età in avanti è possibile che peggiori, ma con minor rapidità ed incisività, a meno che il peggioramento non dipenda da particolari patologie in atto (come per esempio alcune patologie sistemiche).

Quando si ha una miopia grave?

La miopia, come tutti gli altri difetti visivi, si misura in diottrie. Si parla di miopia grave o di miopia forte quando supera le 6 diottrie. Se il difetto visivo raggiunge entità importanti e se si presenta in concomitanza con altri difetti, quali l’ipermetropia o l’astigmatismo, può essere utile correggerlo in modo permanente. In questo modo, non solo si potrà recuperare una buona capacità visiva, ma sarà anche possibile mettere al riparo le strutture oculari da eventuali danni causati proprio dal continuo stato di “tensione” al quale esse sono sottoposte in presenza di una miopia forte.

Quanto può peggiorare la miopia?

La miopia forte si considera tale dalle 6 diottrie in poi, ma in alcuni casi particolarmente gravi è possibile arrivare sino alle 30 diottrie. Si tratta di una condizione patologica importante, che comporta un allungamento del bulbo capace di mettere a repentaglio la buona salute di tutte le strutture oculari. Pertanto, recarsi dall’oculista per gli opportuni controlli periodici si rivela fondamentale. In questo modo, si potrà valutare l’avanzamento dei difetti visivi così come lo stato generale di salute oculare.

Chi può sottoporsi all’operazione agli occhi per la miopia?

E’ possibile correggere la miopia di qualunque entità – purché stabile – grazie ad un intervento di chirurgia oftalmica. La tipologia di intervento andrà definita di volta in volta sulla base di diversi fattori. Tra questi citiamo:

  • lo stato di salute visiva del paziente;
  • la presenza di più difetti visivi e la loro entità;
  • la presenza di altre patologie oculari;
  • le esigenze specifiche e le aspettative del paziente.

In generale, possiamo affermare che non vi sono particolari controindicazioni per l’operazione agli occhi per la miopia. Nel caso di una miopia lieve o media, sarà sufficiente eseguire un intervento con soli strumenti laser eseguito sulla cornea (PRK, LASIK o FemtoLASIK); nel caso in cui invece si tratti di una miopia forte, sarà possibile intervenire con successo grazie alle più moderne lenti intraoculari.

Come risolvere la miopia lieve e media e la miopia forte in CAMO

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico eseguiamo quotidianamente tutte le tipologie d’intervento per la correzione permanente della miopia. Nel primo caso, proponiamo il trattamento Lasik eseguito con laser a femtosecondi, da cui il nome di FemtoLASIK. Grazie al laser a femtosecondi, l’intera procedura acquisisce maggiore precisione, sicurezza, igiene e comfort per il paziente. Nel secondo caso, invece, disponiamo di un’interessante gamma di lenti intraoculari, altamente personalizzabili in accordo con le esigenze visive del paziente. La maggior parte di queste lenti sono progettate per offrire un eccellente comfort visivo a più distanze, arrivando, nella maggior parte dei casi, a poter rinunciare all’uso degli occhiali.

Vuoi saperne di più?

CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione per la correzione definitiva di qualunque difetto visivo. Per prenotare una visita oculistica specialistica per i difetti visivi, chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Intervento di presbiopia e cataratta: le lenti EDOF

Presbiopia e cataratta si manifestano tipicamente nell’età matura e tendono a peggiorare nel tempo, portando disagio e difficoltà anche nelle più piccole incombenze quotidiane. Entrambe coinvolgono il cristallino: la presbiopia, che insorge intorno ai 40 anni di età, ne causa l’indurimento e la progressiva riduzione della capacità accomodativa. La cataratta, invece, causa l’opacizzazione del cristallino. Oggi, presbiopia e cataratta possono essere risolte in modo definitivo e con grandi benefici visivi. Scopriamo insieme le nuove frontiere dell’intervento di presbiopia e cataratta con lenti intraoculari EDOF.

Intervento di presbiopia e di cataratta: in cosa consiste

L’intervento di presbiopia e cataratta consente di risolvere in modo permanente entrambe le condizioni, in qualunque stadio dell’età matura ed in totale serenità. A livello tecnico e chirurgico, è perfettamente assimilabile ad un comune intervento di cataratta, in quanto prevede la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare (cioè un cristallino artificiale). Ciò che fa la differenza, oltre all’alta specializzazione del chirurgo e della struttura a cui rivolgersi, sono le tecnologie di ultima generazione messe in campo. Tra queste, le lenti intraoculari EDOF, disponibili solamente presso alcuni tra i migliori centri d’eccellenza.

Lenti intraoculari EDOF: correggono la presbiopia, rendono indipendenti dagli occhiali, danno tanta soddisfazione

Coloro che si fanno operare di cataratta e vogliono anche correggere la presbiopia fino a pochi mesi fa dovevano farsi impiantare lenti multifocali: sebbene queste lenti diano molte soddisfazioni visive, non sono prive di alcuni inconvenienti, quali aloni intorno alle luci, riduzione della sensibilità al contrasto, disturbi della qualità della visione, e quindi non soddisfano la totalità dei pazienti. Oggi c’è una nuova generazione di lenti intraoculari (cristallini artificiali): le EDOF.

Con le lenti intraoculari EDOF è possibile concedersi uno straordinario salto di qualità. Eliminando la cataratta e correggendo la presbiopia, di fatto, questo tipo di lente regala una visione di alta qualità pressoché a tutte le distanze.

Con le lenti EDOF addio a bagliori ed aloni

Per risolvere gli inconvenienti dati dalle più comuni lenti intraoculari multifocali, i maggiori esperti al mondo in fatto di oftalmologia, ottica e tecnologia hanno messo a punto dei cristallini artificiali altamente innovativi, chiamati EDOF. L’acronimo EDOF sta per Extended Depth of Focus: si tratta di lenti intraoculari con una profondità di fuoco estesa. Cosa significa?

Intervento di presbiopia: i vantaggi delle lenti EDOF

A differenza delle comuni lenti intraoculari, le lenti con profondità di fuoco estesa presentano una linea di fuoco continua. Questa consente di vedere perfettamente ad una distanza di poco più di 40-45 centimetri (la tipica distanza da computer) sino all’infinito. Ecco spiegato perchè sono l’ideale per chi cerca un intervento di presbiopia altamente risolutivo.

In pratica, questa tecnologia offre:

  • profondità di fuoco ampliata rispetto alle lenti intraoculari tradizionali;
  • visione eccellente per lontano e a distanza intermedia (computer o cose similari), inclusa la distanza di lettura, purché non si tratti di caratteri piccoli;
  • qualità cromatica migliorata;
  • eliminazione di riflessi, aloni, e bagliori anche in condizioni di scarsa illuminazione.

Per chi sono indicate le lenti EDOF

Le lenti con profondità di fuoco continua sono indicate per chi desidera sottoporsi all’intervento di presbiopia o a quello di cataratta e presbiopia insieme, col vantaggio di ottenere l’indipendenza dagli occhiali per gran parte delle attività quotidiane. Grazie a questa nuova tecnologia, è possibile lavorare al computer, guidare (anche di sera) in totale serenità e con una qualità visiva eccellente. E con qualche piccola modifica ottimizzare anche la lettura di testi. In linea generale, tutti i pazienti che hanno scelto questa tipologia di lente sono rimasti altamente soddisfatti.

Intervento di presbiopia e cataratta: vuoi saperne di più?

CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è altamente specializzato nella chirurgia della presbiopia e della cataratta con lenti EDOF, già in uso da più di un anno presso la nostra clinica. Se desideri maggiori informazioni o prenotare un appuntamento, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Salute oculare: le professioni

Le professioni che ruotano intorno al mondo della salute oculare sono diverse. Imparare a conoscerne ruoli e competenze è utile per sapere chi interpellare di volta in volta, a chi rivolgersi e in quali casi. Prima di riporre la propria fiducia in un professionista, insomma, è bene sapere qual è il suo effettivo campo d’azione. In questo modo, per esempio, non scambieremo un semplice consiglio per una diagnosi certa. Scopriamo dunque assieme chi sono e cosa fanno l’oculista, l’ortottista, l’optometrista e l’ottico.

Il primo esperto di salute oculare: l’oculista 

Delle quattro figure professionali che descriviamo in questa sede, l’oculista è l’unico ad essere un medico. E’, difatti, laureato in Medicina e Chirurgia, ed è in possesso di una specializzazione in Oftalmologia. L’oculista visita l’apparato visivo, diagnostica patologie, individua difetti visivi. Ed è l’unico in grado di prescrivere trattamenti farmacologici ed eseguire interventi chirurgici. 

Il consiglio: andare periodicamente dall’oculista non serve solamente a “misurare la vista”, ma anche ad individuare eventuali patologie che altre figure professionali non sono in grado di diagnosticare. In questo modo si potrà recuperare prima il proprio benessere visivo, risparmiando tempo e denaro. 

L’ortottista: diagnosi e riabilitazione prima di tutto

L’ortottista è una professionista sanitario in possesso di una laurea in Ortottica. Opera nell’ambito della salute oculare in quanto è specializzato nello screening diagnostico e nella riabilitazione visiva con particolare riferimento ai problemi motori dell’apparato visivo. Lavora spesso a fianco dell’oculista e, ove necessario, lo assiste anche in sala operatoria.

Il consiglio: l’ortottista è una figura altamente specializzata, ma non è un medico. Impariamo ad ascoltare con attenzione le sue parole in quanto preziose, ma lasciamo sempre l’ultima all’oculista. 

L’optometrista: parola d’ordine, misurare

L’optometrista è una figura tecnica in possesso di una laurea in Ottica e Optometria, un precorso di studi più vicino alla Fisica e meno alla Medicina. Si occupa di riconoscere i difetti visivi e valutare la capacità visiva. Non essendo un medico, non può visitare, diagnosticare patologie, prescrivere terapie farmacologiche oppure chirurgiche. 

Il consiglio: una semplice misurazione della capacità visiva e delle proprie diottrie è sempre utile. Attenzione però: a volte i cali visivi sono di natura patologica. Rivolgiamoci all’oculista in caso di dubbio o di cambiamenti repentini della nostra capacità visiva. 

L’ottico: occhiali o lenti? Non hai che da chiedere

Concludiamo la carrellata delle professioni legate al mondo della salute oculare conoscendo più da vicino l’ottico. L’ottico è un artigiano ed un negoziante che si occupa di realizzare e rivendere ausili per la vista quali occhiali e lenti a contatto. Non ha competenze in ambito sanitario e non è abilitato all’esecuzione di visite mediche. Spesso gli ottici sono anche Optometristi e propongono ai loro clienti una misurazione della vista presso i loro punti vendita. Una procedura consentita che spesso ci fa comodo, ma che tuttavia non si sostituisce alla visita oculistica. 

Il consiglio: l’ottico è sempre il più informato di tutti in merito alle montature ed ai modelli di tendenza, ma anche alle lenti di ultima generazione con tutti i plus ai quali non sappiamo rinunciare: polarizzazione, anti riflesso, anti luce blu…facciamoci consigliare da lui su questi temi, mentre per la salute oculare rivolgiamoci sempre all’oculista.

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Ti aspettiamo!

Chirurgia refrattiva laser: domande frequenti

La chirurgia refrattiva è un insieme di interventi volti a correggere in modo permanente i difetti visivi, detti appunto anche “refrattivi”. Le tecniche oggi in uso si avvalgono di moderni strumenti laser. Ma in che modo esattamente avvengono gli interventi? Sono sicuri? Dolorosi? Chi può ritenersi idoneo all’intervento? Rispondiamo ad alcune domande frequenti sulla chirurgia refrattiva laser.

Chirurgia refrattiva laser: come si stabilisce l’idoneità?

L’idoneità nei confronti di un intervento di chirurgia refrattiva laser è stabilita da un medico specialista oculista a seguito di una visita oculistica accurata e ben approfondita. Nel corso della visita, che si articola solitamente in una serie di esami diagnostici ed un colloquio con il medico, quest’ultimo valuterà le condizioni di salute dell’occhio. Obiettivo del colloquio sarà quello di accertare che le aspettative del paziente siano ben ancorate alla realtà, nonché rispondere a tutti gli eventuali dubbi o domande del caso. 

A chi è consigliato l’intervento di chirurgia refrattiva laser?

L’intervento è consigliato a chi voglia risolvere in modo permanente miopia, ipermetropia, astigmatismo ed anche presbiopia. I motivi possono essere diversi: di tipo funzionale, lavorativo, personale, emotivo, sociale o estetico. Si consiglia l’intervento anche a chi non tolleri o non accetti l’uso di ausili per la correzione temporanea dei difetti visivi (lenti a contatto o occhiali da vista), o ancora laddove solamente un occhio sia affetto dal difetto visivo, mentre l’altro sia perfettamente sano. 

Quali sono i requisiti per essere idoneo all’intervento? 

I requisiti per poter affrontare l’intervento di chirurgia refrattiva laser sono i seguenti: 

  • un’età superiore ai 18 anni o comunque a difetto visivo stabilizzato: al termine dell’età evolutiva solitamente i difetti visivi hanno raggiunto una loro stabilità;
  • una cornea non troppo sottile: lo spessore della cornea è condizione imprescindibile per l’esecuzione dell’intervento;
  • un apparato visivo sano: alcune patologie oculari come il glaucoma o le retinopatie possono rappresentare delle controindicazioni nei confronti dell’intervento;
  • non assumere determinati tipi di farmaci;
  • non trovarsi in stato di gravidanza o allattamento: gli sbalzi ormonali che caratterizzano questo periodo così delicato della vita di una donna possono influire anche sulla capacità visiva e sull’entità dei difetti visivi. In tal caso il medico consiglierà di rimandare l’intervento;
  • altro, da valutare insieme allo specialista.

Quanto dura l’intervento laser per la correzione dei difetti visivi? E’ doloroso?

Tutte le tecniche per la correzione laser dei difetti visivi sono di breve durata (15-20 minuti) e non sono affatto dolorose. Prima dell’intervento, si somministrano al paziente poche gocce di collirio anestetico, del tutto sufficienti ad affrontare la seduta in totale serenità e senza provare alcun fastidio.

Come prepararsi all’intervento di chirurgia refrattiva laser?

Nei giorni precedenti l’intervento sarà utile seguire attentamente le indicazioni fornite dallo specialista. Sarà dunque necessario sospendere l’eventuale uso di lenti a contatto ed aver particolare cura della propria igiene oculare. Il giorno dell’intervento, sarà raccomandato di non bere alcolici, di non usare profumi o deodoranti profumati e di non indossare alcun tipo di make up. 

Cosa accade subito dopo l’intervento?

Dopo l’intervento di chirurgia refrattiva laser, il paziente può far ritorno presso la sua abitazione indossando un paio di occhiali da sole. Le sensazioni più comuni nel post intervento sono lievi e del tutto transitorie, e possono includere: fotofobia (fastidio alla luce), lieve bruciore e sensazione di corpo estraneo. La loro durata e la loro intensità potranno variare a seconda della tecnica prescelta, ma in ogni caso non si tratta mai di nulla che non sia tollerabile ed affrontabile.

I difetti visivi possono tornare una volta corretti?

No. Se corretti quando stabili, i difetti visivi una volta corretti non si ripresentano. L’intervento è risolutivo e consente di liberarsi di occhiali e lenti a contatto, con tutti i risvolti pratici ed economici che ne derivano.

Gli interventi di chirurgia refrattiva sono sicuri?

Tutti gli interventi di chirurgia refrattiva sono altamente sicuri. I moderni strumenti oggi in uso nei centri d’eccellenza di tutto il mondo (laser a femtosecondi, eye tracker, riconoscimento dell’iride solo per citarne alcuni) conferiscono alle procedure chirurgiche un livello di precisione e programmabilità mai visti prima. Ancor più se questi strumenti sono tra le mani di chirurghi la cui esperienza e perizia sono comprovate e documentabili.

Emergenza Covid e chirurgia refrattiva laser, che fare?

L’esperienza di molti pazienti suggerisce che l’uso delle mascherine chirurgiche abbia reso ancor più impellente il desiderio di liberarsi degli occhiali e di sottoporsi alla chirurgia refrattiva laser in chi spesso, in passato, era già stato accarezzato da questo tipo di pensiero. E’ anche vero che in questo periodo dominato dall’emergenza sanitaria posta in essere dal Coronavirus, l’esigenza di recarsi presso strutture sanitarie nelle quali sentirsi sicuri sia prerogativa imprescindibile. La chirurgia refrattiva laser è, di fatto, una procedura sicura e praticamente priva di rischi. Il consiglio è sempre quello di orientarsi verso strutture nelle quali siano implementati quotidianamente rigidi protocolli di sicurezza ed igiene e laddove il personale sia sottoposto assiduamente a tampone orofaringeo

 

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

 

La visita oculistica: tutto quello che c’è da sapere

La visita oculistica è uno dei capisaldi della salute oculare. Il suo scopo è duplice: preventivo e curativo. Prenderla in considerazione solamente al sopraggiungere di disturbi oculari e dimenticarsene per tutto il resto della propria vita, è decisamente sbagliato. Così come lo è considerarla una semplice misurazione della vista. Insomma, è forse giunto il momento di fare chiarezza intorno alla visita oculistica, spiegando che cos’è, come si svolge e perché è così utile.

Perché la visita oculistica è importante

La visita oculistica è il primo passo per preservare la propria salute oculare, così come la propria autonomia e la propria indipendenza personale. Il benessere oculare va mantenuto e custodito con le giuste cure ed attenzioni perché può esercitare un forte impatto sulla qualità della nostra vita. Si potrà immaginare che i difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo, presbiopia) siano le maggiori insidie capaci di mettere a repentaglio la capacità visiva, ma non è così: la gamma delle patologie oculari – alcune di esse anche piuttosto comuni – che possono manifestarsi nel corso della vita, è ben più ampia. Ecco perché, anche in quest’ambito, prevenzione e diagnosi precoce sono davvero le parole d’ordine. Per stare bene sempre, e molto a lungo. 

In cosa consiste una visita oculistica specialistica

La salute oculare: non solo diottrie…

Una visita oculistica seria non è una semplice “misurazione” della vista. E’ molto di più. La visita è solitamente preceduta da un colloquio durante il quale l’oculista o il suo assistente raccolgono informazioni utili su di noi, sul nostro passato clinico, su eventuali sintomi, disturbi o patologie dai quali siamo affetti, sul nostro stile di vita. La visita vera e propria, poi, include una serie di esami diagnostici durante i quali l’oculista osserva attentamente tutte le strutture oculari. L’occhio umano si compone di tante preziosissime parti che, proprio come in un delicato ingranaggio, ci consentono di godere del dono della vista: palpebre, cornea, cristallino, retina, macula… La diagnostica messa in campo durante una visita oculistica specialistica si avvale oggi di strumenti altamente tecnologici pensati proprio per fornire una serie di dati utili all’osservazione delle strutture oculari ed alla valutazione della loro salute e del loro buon funzionamento.

Quali sono gli esami svolti durante una visita oculistica specialistica?

Durante una visita oculistica specialistica si eseguono una serie di esami diagnostici non invasivi. Tra questi, citiamo l’esame della lampada a fessura, l’autorefrattometria, la tonometria, l’esame dell’acuità visiva, l’esame del fondo oculare. A questi, laddove lo specialista lo ritenga necessario, se ne possono aggiungere molti altri, come, per fare qualche esempio, l’OCT, la fluorangiografia, la topografia corneale, la retinografia

Quando sottoporsi ad una visita oculistica?

A partire dalla prima infanzia, sino all’età avanzata, la salute oculare passa attraverso una serie di tappe imprescindibili. I difetti visivi ed alcune tra le patologie più comuni fanno tradizionalmente la loro comparsa in epoche ben precise delle nostre vite. Si pensi, per fare qualche esempio tra i più noti, al cosiddetto occhio pigro tipico dell’età pediatrica, alla presbiopia che fa capolino intorno ai 40 anni, o alla cataratta, patologia tipica dell’età matura.

Leggi anche: benessere visivo, età dopo età tutte le tappe della prevenzione

Vuoi saperne di più?

Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.