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Femtolaser: cos’è e quali sono i 5 vantaggi del laser a femtosecondi

Femtolaser: cos'è e quali sono i vantaggi del laser a femtosecondi

Il femtolaser, o laser a femtosecondi, rappresenta una delle tecnologie più avanzate oggi disponibili in chirurgia oculare. Il suo impiego ha segnato un’evoluzione significativa nella precisione e nella sicurezza degli interventi, rendendo possibile un approccio sempre più personalizzato e controllato.

Presso centri d’eccellenza come CAMO, il femtolaser viene utilizzato da chirurghi altamente specializzati per eseguire procedure di altissimo livello, offrendo ai pazienti standard elevati di affidabilità e risultati..

Che cos’è il femtolaser (laser a femtosecondi)

Il femtolaser è un laser ad infrarossi di ultima generazione che emette impulsi estremamente rapidi, della durata di pochi femtosecondi (milionesimi di miliardesimo di secondo). Questa caratteristica consente di lavorare sui tessuti oculari con una precisione micrometrica e senza contatto diretto.

Oggi il laser a femtosecondi trova applicazione in diversi ambiti della chirurgia oftalmica:

  • Chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi (miopia, ipermetropia, astigmatismo)
  • Intervento di cataratta (femtocataratta)
  • Chirurgia corneale, ad esempio nel trattamento del cheratocono con anelli intrastromali

Sebbene il laser sia utilizzato in oculistica già da diversi decenni (come nel caso del laser ad eccimeri), il femtolaser rappresenta un’evoluzione tecnologica distinta, capace di offrire un livello di controllo e precisione superiore.

I 5 vantaggi del femtolaser

L’introduzione del laser a femtosecondi ha migliorato in modo concreto l’esperienza chirurgica, sia per il medico sia per il paziente. Ecco i principali vantaggi:

1. Chirurgia senza lama

Il femtolaser consente di eseguire incisioni senza l’utilizzo del bisturi, riducendo l’invasività della procedura e migliorando la qualità del gesto chirurgico.

2. Massima programmabilità

Prima dell’intervento, il chirurgo può pianificare con estrema precisione ogni dettaglio: forma, profondità e posizione delle incisioni. Questo permette di adattare la procedura alle caratteristiche specifiche di ogni occhio.

3. Controllo e sicurezza elevati

Il sistema è progettato per garantire un alto livello di sicurezza: in caso di movimenti del paziente o necessità cliniche, il laser interrompe immediatamente l’emissione, mantenendo il controllo totale della procedura.

A questo si aggiunge il contributo dell’eye tracker, un sistema avanzato di tracciamento oculare che monitora in tempo reale anche i più piccoli movimenti dell’occhio. Grazie a questa tecnologia, il laser è in grado di seguire automaticamente l’occhio durante tutta la procedura, mantenendo l’allineamento corretto e assicurando che ogni impulso venga erogato esattamente nel punto previsto.

Il risultato è un ulteriore incremento della precisione, della sicurezza e della prevedibilità dell’intervento, anche in presenza di micro-movimenti involontari del paziente.

4. Precisione micrometrica

Il femtolaser offre una precisione e un’uniformità delle incisioni senza precedenti, migliorando la ripetibilità e l’accuratezza del trattamento rispetto alle tecniche tradizionali.

5. Maggiore igiene e minore rischio di complicanze

Essendo una tecnologia senza contatto diretto, il femtolaser riduce il rischio di contaminazione e contribuisce a diminuire le complicanze intra e post-operatorie, favorendo un decorso più tranquillo.

Quando si utilizza il femtolaser

L’utilizzo del laser a femtosecondi consente di elevare ulteriormente la qualità di alcune tra le procedure più diffuse in oculistica. In particolare:

  • Intervento di cataratta con femtolaser (femtocataratta): maggiore precisione nelle fasi iniziali dell’intervento
  • Correzione dei difetti visivi con Femto-LASIK: creazione del flap corneale più accurata e prevedibile

Una tecnologia che migliora l’esperienza del paziente

L’impiego del femtolaser rappresenta un passo avanti verso una chirurgia oculare sempre più sicura, precisa e personalizzata. Per il paziente significa affrontare l’intervento con maggiore serenità, sapendo di poter contare su tecnologie evolute e su un controllo estremamente accurato di ogni fase della procedura.

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Lenti fachiche: cosa sono e come correggono i difetti visivi

Lenti fachiche ICL per miopia elevata - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Oggi correggere in modo permanente i difetti visivi è molto più semplice rispetto al passato. I progressi della tecnologia e dei materiali utilizzati in oftalmologia hanno reso la chirurgia refrattiva sempre più precisa, sicura ed efficace.

Tra le soluzioni più innovative troviamo le lenti fachiche, conosciute anche come lenti intraoculari ICL (Implantable Collamer Lens). Si tratta di piccolissime lenti che vengono impiantate all’interno dell’occhio per correggere difetti visivi come miopia, ipermetropia e astigmatismo, permettendo in molti casi di eliminare la dipendenza da occhiali e lenti a contatto.

Chirurgia refrattiva oggi: quali soluzioni esistono

La chirurgia refrattiva di ultima generazione offre diverse tecniche per correggere i difetti visivi in modo permanente.

Le procedure laser, come FemtoLASIK o PRK, sono spesso la soluzione ideale quando il difetto visivo è lieve o moderato. Tuttavia non tutti i pazienti sono candidati ideali per il laser.

In presenza di difetti visivi elevati o particolari caratteristiche della cornea, possono essere utilizzate altre soluzioni come le lenti intraoculari. Tra queste, le lenti fachiche rappresentano una delle opzioni più avanzate e versatili disponibili oggi.

Cosa sono le lenti fachiche

Le lenti fachiche sono sottilissime lenti intraoculari realizzate con materiali altamente biocompatibili e molto morbidi.

A differenza delle lenti utilizzate negli interventi di cataratta, non sostituiscono il cristallino naturale, ma vengono posizionate dietro l’iride e davanti al cristallino, lavorando insieme alle strutture naturali dell’occhio per migliorare la qualità della visione.

Queste lenti sono:

  • invisibili dall’esterno

  • impercepibili per il paziente

  • dotate di protezione UV

  • progettate per offrire ottima qualità visiva anche in condizioni di scarsa luminosità

Una volta impiantate, permettono di correggere in modo stabile il difetto visivo mantenendo intatta la struttura dell’occhio.

Quando sono indicate le lenti intraoculari fachiche

Le lenti fachiche sono particolarmente indicate in alcune situazioni specifiche.

Ad esempio quando:

  • la cornea è troppo sottile per un trattamento laser

  • la cornea presenta irregolarità

  • il difetto visivo è molto elevato

  • si desidera una soluzione alternativa al laser

In molti casi queste lenti permettono di ottenere risultati visivi eccellenti, anche quando altre tecniche non sono consigliate. La scelta della soluzione più adatta dipende sempre dalle caratteristiche dell’occhio e dalle esigenze del paziente.

Il primo passo: la visita oculistica specialistica 

Il punto di partenza è sempre una visita oculistica approfondita.

Durante la visita lo specialista analizza diversi parametri dell’occhio, valuta il difetto visivo e verifica se il paziente è un buon candidato per la chirurgia refrattiva o per l’impianto di lenti intraoculari fachiche.

Questo momento è fondamentale per definire il percorso più sicuro ed efficace per raggiungere l’obiettivo di una maggiore indipendenza da occhiali e lenti a contatto.

Le lenti fachiche fanno al caso tuo?

Se desideri scoprire se le lenti intraoculari ICL possono aiutarti a correggere il tuo difetto visivo, puoi prenotare una visita specialistica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico.

Il nostro team è a disposizione per valutare la tua situazione e spiegarti tutte le opzioni disponibili.

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Cataratta: intervista al Dott. Matteo Cereda su Radio Lombardia

In questa intervista per Radio Lombardia il Dott. Matteo Cereda, chirurgo oftalmico di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico, risponde alle domande più frequenti sulla cataratta: cos’è, come si manifesta, quando intervenire e quali sono oggi le soluzioni più avanzate.

Parliamo di occhi col dottor Matteo Cereda, specialista in chirurgia della retina, della cataratta e della chirurgia refrattiva di CAMO, il Centro Ambrosiano Oftalmico di Milano. Benvenuto.

Buongiorno a tutti. Grazie mille, Sara, grazie l’invito.

Parliamo di cataratta. Prima Emilio Bianchi ha detto “Anche io l’ho fatta” quindi chissà, anche molte ascoltatrici e ascoltatori l’avranno fatta. Che cos’è la cataratta?

Oggi parliamo di chirurgia refrattiva, in particolare del post-operatorio e dei risultati dopo l’intervento.
Vuole ricordare brevemente che cos’è la chirurgia refrattiva e come si svolge l’intervento? È doloroso oppure è un intervento che si può affrontare a cuor leggero?

La cataratta è il modo in cui il nostro cristallino, che è la lente naturale che abbiamo all’interno dell’occhio, cambia nel tempo. Pensiamola così: quando nasciamo abbiamo questa lente interna all’occhio perfettamente trasparente, ma man mano che passa il tempo diventa sempre più scura.

Diciamo che l’evoluzione ha pensato di proteggerci progressivamente nel tempo, impedendo un po’ ai raggi luminosi che provengono dal sole di entrare dentro l’occhio e brucare la retina, e ad un certo punto diventa tanto scura da impedire alle persone di vedere bene.

Matteo Cereda - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta avviene solo con l’invecchiamento? Quali sono i sintomi più comuni che ci dovrebbero allarmare?

Non proprio solo con l’invecchiamento. Diciamo che è più comune man mano che il tempo avanza, ma può capitare anche da giovani. Il paziente se ne accorge perché inizia a vedere sfocato e degli aloni intorno alle luci: inizia a vedere in maniera diversa e meno nitida rispetto a come era abituato.

Ci sono fattori di rischio o cattive abitudini che possono accelerare la comparsa della cataratta?

Fondamentalmente è fisiologica, siamo tutti predisposti.

Ogni tanto si sente dire “Ho fatto una visita, mi hanno detto di aspettare a intervenire perché la cataratta deve maturare”. Leggenda metropolitana o è così?

No. Questa idea arriva dal passato. Il cristallino diventa abbastanza opaco da rendere per quella persona difficoltoso vedere. Ci sono persone estremamente sensibili che con una minima opacizzazione del cristallino non ce la fanno più e hanno bisogno di una vista più nitida, così come persone più tolleranti che aspettano di più.

La chirurgia è l’unica soluzione alla cataratta? Quali sono le novità?

Sì, la chirurgia è l’unica soluzione alla cataratta. La chirurgia della cataratta è stata talmente raffinata nel tempo da diventare estremamente ripetibile e quindi da ridurre i rischi al minimo.

In chirurgia generale non esiste altra chirurgia con così pochi rischi. Non sono mai pari a zero, ma sono estremamente ridotti.

Le novità sono sostanzialmente le lentine (cristallini artificiali) che possiamo utilizzare al posto della lente naturale nell’occhio. Estraiamo la lente opaca e inseriamo una lente artificiale che è fatta apposta per l’occhio di quel singolo paziente: attualmente possiamo correggere la visione nella sua interezza, quindi cercando di ridare al paziente un’ottima visione dal lontano e la migliore visione da vicino possibile senza la necessità degli occhiali.

Un po’ abbiamo il timore quando si parla di intervento chirurgico. Quanto dura l’intervento e com’è il recupero? Si torna a vedere bene subito?

L’intervento è estremamente rapido. Si usa un’anestesia in gocce, quindi estremamente poco invasiva. Il paziente è sdraiato e in un quarto d’ora l’intervento è finito. E’ completamente indolore ed il paziente ha un recupero molto rapido. Il 90% dei pazienti già il giorno dopo ha una buona autonomia visiva: non hanno ancora la vista perfetta, ma riescono a fare più o meno tutto quello che potevano fare prima. Con i giorni migliora, fino alla massima prestazione possibile.

A coloro che dicono “Magari dopo l’estate, o dopo natale” che cosa direbbe per rassicurarli?

Beh, la visita oculista dopo i 50 anni dovrebbe diventare una routine almeno annuale, giusto perché l’occhio può dare una serie di problemi che è molto meglio prevenire che curare. Per quanto riguarda i sintomi della cataratta, se una persona inizia ad accorgersi di non vedere nitidamente, sicuramente la visita oculistica è ciò che deve fare per capire sia cataratta, e in quel caso decidere il momento per intervenire.

Grazie a Matteo Cereda per tutte le informazioni che ci ha dato e per averci raccontato le novità, sicuramente rassicuranti!

Grazie a voi!

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Togliere gli occhiali: una panoramica degli interventi possibili

Togliere gli occhiali potrebbe sembrare un sogno impossibile da realizzare per vari motivi: perché si teme la chirurgia, per i costi da affrontare, o semplicemente perché si pensa che il proprio problema visivo non abbia soluzione. Al contrario, basta informarsi un po’ per scoprire quanto sia vasto e straordinariamente risolutivo il panorama della chirurgia refrattiva. E allora scopriamo insieme quali sono le opzioni disponibili.

Cosa si intende per chirurgia refrattiva

Con il termine di chirurgia refrattiva si intende una gamma di interventi per correggere in modo permanente i difetti visivi. I difetti visivi sono la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia. Oggi si annovera tra questi difetti anche la presbiopia. Questi interventi si eseguono con modalità e techiche differenti. Quel che è interessante è che – salvo rarissime eccezioni – non c’è difetto visivo che non possa trovare soluzione permanente e soddisfacente.

Sì, ma quanto mi costerà togliere gli occhiali?

Nel momento in cui si prende in considerazione l’idea di intraprendere un percorso in direzione della chirurgia refrattiva, gli aspetti da valutare sono innumerevoli. Anche quelli che riguardano il budget familiare hanno giustamente il loro peso. Si consideri – tuttavia – che il denaro speso nell’arco di tutta una vita in lenti e montature, è generalmente maggiore di quello investito in un buon intervento di chirurgia refrattiva.

Le opzioni disponibili

Vediamo ora quali sono le opzioni disponibili per chi desidera togliere gli occhiali e tornare a vedere come prima (se non ancora meglio).

Interventi laser sulla cornea

Esiste una gamma di interventi eseguiti sulla porzione anteriore dell’occhio, la cornea. I protagonisti sono i moderni strumenti laser, che nelle mani di specialisti esperti, possono regalare risultati decisamente eccellenti. Le tecniche più note sono la PRK e la FemtoLASIK. Quest’ultima, in particolare, consente di recuperare la capacità visiva perduta in pochi minuti senza bendaggi e senza punti di sutura, e di ritornare alle proprie attività quotidiane nell’arco di qualche giorno appena.

Per chi è indicata: per miopia, ipermetropia e astigmatismo anche in combinazione tra di loro, di entità lieve o media. Chi soffre di presbiopia può ugualmente accedere ad un intervento correttivo eseguito sulla cornea, molto simile alla LASIK. Riuscirà ugualmente a togliere gli occhiali.

Lenti fachiche

Le lenti fachiche sono la scelta d’elezione di chi non può sottoporsi all’intervento laser. Si impiantano subito dietro l’iride, con un intervento di breve durata e minimamente invasivo. Offrono il vantaggio di correggere anche i difetti di entità importante, di offrire una protezione anche dai raggi UV e di essere – in caso di necessità – removibili.

Per chi sono indicate: per chi soffre di difetti visivi importanti (come una miopia molto elevata, per esempio) o per chi non presenta una cornea sufficientemente spessa o omogenea per sottoporsi ad un intervento laser.

Cristallini artificiali

La terza opzione per chi desidera togliere gli occhiali è data dai cristallini artificiali o lenti intraoculari. Queste lenti si impiantano al posto del cristallino naturale quando questo è in via di opacizzazione o anche prima, prevenendo così l’insorgenza della cataratta. E’ di breve durata e consente di scegliere la lente intraoculare che maggiormente si addice alle proprie esigenze visive, ma anche di vita quotidiana (abitudini, hobby…)

Per chi sono indicati: per chi soffre di difetti visivi di entità media o importante, anche in combinazione tra di loro, e per chi è già in età adulta o matura. Come detto, consentono – al contempo – di prevenire o eliminare l’opacizzazione del cristallino.

Altre opzioni e considerazioni utili per chi desidera togliere gli occhiali

Talvolta è possibile anche sottoporsi ad una combinazione di due tipologie di interventi (intervento laser + sostituzione del cristallino), oppure correggere i due occhi in modo differente l’uno dall’altro (sfruttando il concetto di occhio dominante, secondo il concetto della monovisione). Il panorama delle opzioni disponibili è ampio ed articolato e sta allo specialista individuare, proporre e consigliare la soluzione più mirata e risolutiva per le esigenze specifiche di ciascun paziente. Per questo motivo, il primo passo da compiere è proprio quello di sottoporsi ad una visita specialistica oculistica.

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Lenti EDOF: i cristallini artificiali di ultima generazione per l’intervento di cataratta

Lenti EDOF: i cristallini artificiali di ultima generazione per l'intervento di cataratta

Le lenti EDOF sono lenti intraoculari di ultima generazione capaci di offrire una qualità visiva superiore. Estremamente performanti e versatili, rappresentano l’avanguardia in fatto di correzione dei difetti visivi in concomitanza con l’intervento di cataratta.

Impiego delle lenti EDOF nell’intervento di cataratta

La cataratta è una patologia oculare tipica dell’età avanzata. Si manifesta attraverso una progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino. La perdita di trasparenza del cristallino pregiudica la capacità visiva del paziente. 

Fortunatamente, l’intervento di cataratta non presenta pressoché alcuna controindicazione ed è uno dei più praticati al mondo. Nella variante mininvasiva, l’intervento di cataratta si avvale del laser a femtosecondi ed è altamente preciso, programmabile, indolore, di breve durata ed efficace. 

Tradizionalmente, il cristallino opacizzato è sostituito con una lente intraoculare monofocale o multifocale capace di rispondere alle esigenze visive del paziente, pur presentando, a volte, qualche piccolo inconveniente. Ad esempio, per quanto riguarda le IOL multifocali, la possibile visione di aloni in condizioni di luminosità limitata.

Le lenti intraoculari a profondità di fuoco continua (lenti EDOF) appartengono alla categoria delle cosiddette lenti premium e consentono di ritrovare una capacità visiva ottimale e ben definita ad una gamma di distanze molto vasta. Ed in qualunque situazione di luminosità.

Le lenti EDOF offrono, pertanto, la possibilità di prepararsi ad affrontare la terza età con ottimismo, recuperando indipendenza ed autostima, ritrovando una visione di altissima qualità e godendo della quasi totale indipendenza dagli occhiali da vista. Grazie a queste lenti così straordinariamente performanti, persino per guidare, in età avanzata, non sarà più necessario indossare gli occhiali.

Lenti EDOF e correzione dei difetti visivi

Come abbiamo visto, le lenti itraoculari EDOF consentono a chi si sottopone all’intervento di cataratta di correggere anche gli eventuali difetti visivi presenti. Lo stesso tipo di intervento rappresentà anche un’interessante opportunità per il paziente più giovane che desideri correggere in modo permanente i suoi difetti visivi fino a prevenire l’insorgenza della cataratta.

La chirurgia refrattiva si avvale oggi di diverse tecniche pensate per far fronte alle più disparate esigenze visive dei pazienti. Nel caso di difetti visivi lievi la chirurgia laser è altamente risolutiva, entro un certo limite di età. Qualora i difetti visivi siano di elevata entità si può ricorrere all’impianto di lenti ICL, o in alcuni casi alla sostituzione del cristallino. 

Alcuni vantaggi:

  • godere di tutti i benefici di una lente di ultima generazione, senza gli eventuali piccoli inconvenienti delle lenti intraoculari multifocali (visione di aloni o bagliori specie all’imbrunire o in condizioni di luminosità limitata);
  • vedere perfettamente da distanze ravvicinate (40 cm) sino all’infinito;
  • poter lavorare al computer o consultare i propri device elettronici comodamente, senza dover indossare gli occhiali;
  • praticare qualunque sport in totale libertà, senza dover dipendere dagli occhiali.

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Fonti

Correzione dei difetti visivi: intervento e post operatorio

Laura Sacchi, chirurgo oculista del Centro Ambrosiano Oftalmico, intervistata da Monica Stefinlogo per Radio Lombardia racconta come funzionano gli interventi di correzione dei difetti visivi e come vivere la fase del post operatorio in serenità.

A Mattino Lombardia parliamo di un tema molto importante, e lo facciamo subito con la dottoressa Laura Sacchi, medico chirurgo oculista presso CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico.
Dottoressa Sacchi, buongiorno! Benvenuta a Mattino Lombardia.

Buongiorno a voi e grazie del cortese invito.

Oggi parliamo di chirurgia refrattiva, in particolare del post-operatorio e dei risultati dopo l’intervento.
Vuole ricordare brevemente che cos’è la chirurgia refrattiva e come si svolge l’intervento? È doloroso oppure è un intervento che si può affrontare a cuor leggero?

Certamente. La chirurgia refrattiva comprende tutte le tecnologie che abbiamo a disposizione per correggere i difetti refrattivi di una persona. Per difetti refrattivi intendiamo miopia, astigmatismo e ipermetropia.
Esistono diverse tecniche chirurgiche che consentono al paziente di togliere definitivamente gli occhiali. Principalmente, per la miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia utilizziamo tecnologie laser.
Le tecniche più comuni sono due: la PRK e la LASIK, utilizzando termini scientifici.
Abbiamo anche la possibilità di inserire una lente artificiale all’interno dell’occhio, molto simile alla lente a contatto, per correggere il difetto visivo in modo definitivo.

La scelta della tecnica dipende dal difetto refrattivo di partenza del paziente: non tutti i difetti si possono correggere con il laser e non tutti si possono correggere con la lente.

Laura Sacchi - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Come si svolge l’intervento e quanto tempo si resta in clinica?

L’intervento è molto rapido, soprattutto rispetto ai tempi chirurgici a cui siamo abituati. La permanenza del paziente in sala operatoria dura circa un quarto d’ora.

Nel caso del laser, il paziente viene preparato e trattato prima in un occhio e subito dopo nell’altro.
Una volta terminato l’intervento, viene accompagnato in una stanza dedicata e, dopo circa mezz’ora, viene effettuato il controllo post-operatorio e il paziente può essere dimesso.

Quindi è velocissimo!

Sì, è velocissimo.

Ed è doloroso o indolore?

Fortunatamente oggi, nel 2025, abbiamo ottimi anestetici locali! Utilizziamo un collirio anestetico che elimina completamente il dolore.

Una piccola precisazione: nel caso dell’intervento con impianto della lente, i due occhi non vengono operati contemporaneamente. Si opera un occhio in un giorno e l’altro occhio il giorno successivo.
Anche in questo caso la permanenza in sala operatoria è di circa un quarto d’ora, con mezz’ora di osservazione post-operatoria prima della dimissione.

Quali sono i tempi di recupero visivo? E ci possono essere complicazioni? Quali sono le più comuni?

I tempi di recupero visivo sono molto rapidi.
Dopo un intervento laser, già dal giorno successivo – massimo entro 24-48 ore – il paziente può riprendere tutte le attività quotidiane che svolgeva prima. Anche nel caso della lente, la qualità visiva migliora già il giorno dopo l’intervento.

Noi consideriamo concluso il decorso post-operatorio in un periodo di circa 3-4 settimane.
Durante questo periodo, il paziente torna a leggere, scrivere, andare in ufficio, utilizzare il computer e guidare senza alcun problema.

L’unica precauzione che chiediamo è quella di prendersi qualche giorno di tranquillità, diciamo 4-5 giorni, per affrontare con calma le attività quotidiane e concedersi qualche pausa. Questo è particolarmente importante perché oggi abbiamo ritmi di vita molto frenetici.

Ecco, proprio questo volevo chiederle: c’è qualcosa che non si può fare nei giorni successivi all’intervento?

Sì, principalmente chiediamo solo di “stare un po’ tranquillini”, come dice lei.
Riprendere la vita normale, ma con un po’ di attenzione e con la consapevolezza di prendersi qualche giorno di calma.

Il difetto visivo può tornare nel tempo oppure no?

Se è stata eseguita una buona visita pre-chirurgica, con uno studio approfondito e chiaro delle caratteristiche dell’occhio, il difetto visivo corretto è stabile per tutta la vita.
A meno che non ci siano condizioni patologiche, come una miopia molto elevata, la correzione dura nel tempo.
Ovviamente, con l’avanzare dell’età possono comparire altri problemi fisiologici, come la cataratta, ma il difetto corretto con la chirurgia refrattiva rimane risolto.

Quando arriva la cataratta, in un paziente che ha già fatto un intervento di chirurgia refrattiva, come si procede?

L’intervento di cataratta è lo stesso per tutti, anche per chi si è già sottoposto a chirurgia refrattiva.
Oggi abbiamo software molto avanzati che ci permettono di calcolare in modo preciso la lente da impiantare al posto della cataratta, anche in chi ha già fatto un intervento laser.

Nel caso dei pazienti che hanno avuto un impianto di lente intraoculare (IOL fachica) prima della cataratta, c’è solo un tempo chirurgico in più: bisogna rimuovere la lente e poi procedere subito con l’intervento di cataratta nella stessa seduta.

Comunque mi sembra tutto molto veloce lo stesso.
Io la ringrazio tantissimo, dottoressa Laura.

Grazie a voi per l’invito!

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Chirurgia refrattiva: sei un buon candidato?

Sergio Belloni, chirurgo oculista del Centro Ambrosiano Oftalmico, spiega a Radio Lombardia in cosa consiste la chirurgia refrattiva per la correzione dei difetti visivi.

Buongiorno dottor Belloni. Parliamo di chirurgia refrattiva: dobbiamo capire bene di cosa si tratta e se siamo dei buoni candidati. Intanto, spieghiamo bene che cos’è e quali difetti visivi può correggere.

La chirurgia refrattiva è quella che permette di risolvere i nostri problemi della vista, cioè i cosiddetti problemi refrattivi, essenzialmente togliendo l’occhiale. I difetti più comuni sono miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.
Pensate che in Italia circa 20 milioni di persone sono affette da uno di questi difetti di refrazione.

Nella maggior parte dei casi, questi difetti sono ben correggibili con una protesi esterna, cioè con un paio di occhiali o di lenti a contatto. Tuttavia, in parecchi casi, il difetto può condizionare la vita lavorativa, professionale, sportiva, affettiva e sociale, al punto da richiedere soluzioni più complete e definitive.
Ecco che la chirurgia refrattiva consente al paziente di togliere gli occhiali e liberarsi dalla “schiavitù” degli occhiali o delle lenti a contatto.

…E io ne so qualcosa! Dott. Belloni, quali sono però i criteri per cui una persona non è un buon candidato?

Innanzitutto, l’idoneità all’intervento deve essere accertata da un medico oculista esperto in chirurgia refrattiva, dopo un’accurata visita oculistica che comprenda tutti gli esami necessari per una completa valutazione dell’occhio.

L’intervento è consigliato a chi è affetto, ad esempio, da miopia o astigmatismo lieve, medio o forte e non tollera o non vuole portare occhiali o lenti a contatto, e necessita di una buona visione per ragioni lavorative, sociali, affettive, sportive o per la vita quotidiana in generale.

L’intervento è consigliato anche quando il difetto interessa un solo occhio, mentre l’altro è normale, oppure quando c’è una significativa differenza tra i difetti dei due occhi: in questi casi l’operazione è utile per eliminare o ridurre lo scompenso visivo causato dalla differenza.

La correzione laser è fortemente consigliata anche quando le lenti a contatto non sono più tollerate o quando cominciano a dare fastidio.

Tenga presente che anche chi si approccia a questo tipo di chirurgia può avere necessità particolari, per esempio chi lavora in ambienti polverosi dove non può utilizzare occhiali o lenti a contatto, o chi opera in ambienti con vapori chimici.
Oppure ci sono persone che non possono partecipare ai concorsi pubblici per motivi visivi, ad esempio nei bandi per polizia, guardia forestale, accademia navale… poi ci sono anche ragioni sportive: immaginate un giocatore di basket o uno sciatore con gli occhiali.

Ci sono anche motivi estetici: modelli, modelle, musicisti, cantanti, persone dello spettacolo…
E poi ovviamente ci sono le persone con intolleranza alle lenti a contatto, magari per scarsità di lacrime o per fastidio meccanico dovuto a lenti spesse e occhiali pesanti.

Non dimentichiamo poi le ragioni psicologiche: quando l’occhiale o la lente a contatto è vissuto come un handicap, la chirurgia refrattiva può essere molto utile. Ad esempio, quando l’occhiale causa introversione o insicurezza.

Sergio Belloni - CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico

Quanto è importante la stabilità della prescrizione visiva prima dell’intervento? Come ci si prepara e quali sono gli esami da fare?

La stabilità del difetto visivo è fondamentale. Io devo operare quando sono sicuro che il difetto sia stabile. Se non è stabile, rischio di fare un intervento e poi l’occhio potrebbe peggiorare, ripresentando la miopia.

Ad esempio, una miopia che progredisce negli anni non può essere operata se non è stabile. Nei giovani bisogna aspettare che raggiungano la maturità fisica, l’età giusta, affinché il difetto sia stabile e l’intervento possa essere eseguito con tranquillità.

Fino a che età ci si può operare?

In realtà non ci sono limiti di età: ogni età ha la sua chirurgia. Nei giovani prevale la chirurgia refrattiva fatta con il laser per miopie lievi o medie. Se la miopia è più forte, si possono eseguire altri interventi, come l’inserimento di una lente speciale all’interno dell’occhio, che corregge anche miopie elevate.

Gli interventi principali sono quattro o cinque. Abbiamo la PRK e la LASIK, che sono interventi con chirurgia laser.
La PRK sfrutta il laser ad eccimeri, una luce ultravioletta che scolpisce la superficie della cornea fino a una certa profondità ed estensione per appiattirla e correggere la miopia. È una tecnica semplice, rapida, eseguibile in ambulatorio con anestesia topica, cioè con gocce.

L’altro intervento, il più utilizzato oggi, è la LASIK. Si esegue il trattamento laser all’interno della cornea, non più sulla superficie come nella PRK. L’incisione è lamellare, fatta con il laser a femtosecondi.
Anche questa operazione viene eseguita in anestesia topica, in ambulatorio, è completamente indolore e permette di riprendere l’attività lavorativa già dal giorno successivo.

E quanto tempo prima bisogna togliere le lenti a contatto?

È molto importante toglierle per tempo. La chirurgia refrattiva si esegue essenzialmente sulla superficie della cornea, che è una struttura morbida. Chi porta le lenti a contatto per molte ore al giorno altera la conformazione della cornea e questo modifica i parametri che io devo misurare per fare una chirurgia precisa.
Quindi, le lenti a contatto vanno tolte almeno 3-4 settimane prima dell’intervento per garantire un lavoro accurato.

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Chirurgia refrattiva con o senza laser, tutte le soluzioni

chirurgia refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il panorama della chirurgia refrattiva è talmente vasto che si corre il rischio di fare confusione e di non sapere quale possa essere la tecnica più idonea per le proprie esigenze. Diamo dunque qualche indicazione di massima suddividendo l’argomento in due macro categorie: la chirurgia refrattiva con laser, e la chirurgia refrattiva senza laser. Fermo restando che il parere medico ricevuto durante la visita oculistica specialistica è l’unica indicazione corretta relativamente alla tecnica eligibile per ciascuna casistica individuale.

Chirurgia refrattiva con laser

Le tecniche di correzione dei difetti visivi con gli strumenti laser sono diverse ed hanno come protagonisti differenti tipologie di laser. Per semplificare, conviene sapere che le due tecniche oggi maggiormente in uso prendono il nome di PRK e LASIK. Conosciamole meglio.

Chirurgia refrattiva con laser ad eccimeri: la fotocheratectomia refrattiva o PRK

Una delle tecniche maggiormente utilizzate per la correzione permanente dei difetti visivi prende il nome di PRK. Il protagonista è un laser che lavora per ablazione: il laser ad eccimeri. Dopo aver rimosso l’epitelio corneale, il chirurgo si avvale del laser ad eccimeri per rimodellare la cornea e correggerne la curvatura in accordo con le esigenze visive specifiche del paziente.

Per il recupero post operatorio è necessario qualche giorno di pazienza. Tuttavia questa tecnica, in uso ormai da diversi anni, consente di correggere efficacemente tutti i difetti visivi purché stabili e di entità lieve o media.

Correzione dei difetti visivi con tecnica LASIK

La tecnica LASIK consente di ottenere il medesimo risultato di correzione dei difetti visivi lievi o medi, ma in modo leggermente differente. Anziché rimuovere l’epitelio corneale, questo viene sollevato tramite l’apertura di una sorta di finestrella (flap). Si procede poi al rimodellamento corneale sempre con l’ausilio del laser ad eccimeri. Al termine di questa fase, la finestrella è riposizionata nella sua sede.

Intervento laser occhi con tecnica FemtoLASIK

Una terza tecnica per la correzione permanente dei difetti visivi da lievi a medi prende il nome di FemtoLASIK ed è una sorta di upgrade della precedente. Per l’esecuzione dell’intervento – che avviene come sempre esclusivamente sulla cornea – entra in gioco un secondo strumento laser: il laser a femtosecondi. Si tratta di un laser di ultima generazione, altamente preciso, performante e capace di apportare innumerevoli vantaggi all’intera procedura ed al benessere oculare del paziente.

Nella FemtoLASIK la finestrella o flap è aperta non più da strumenti taglienti o meccanici, ma dall’azione del laser a femtosecondi. Che, di fatto, si sostituisce a un bisturi. Il suo movimento sulla cornea, la forma e lo spessore del flap sono tutti elementi programmabili a monte dell’intervento. La sua azione è particolarmente gentile: molto meno stressante per le strutture oculari rispetto alle tecniche tradizionali. Di conseguenza, anche il recupero post operatorio è più veloce e privo di fastidi.

Il laser a femtosecondi è disponibile in poche strutture sanitarie d’eccellenza sul territorio. Si tenga presente che questi strumenti altamente sofisticati devono sempre essere gestiti ed utilizzati da chirurghi di ampia e comprovata esperienza. Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile sottoporsi alla correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK con la certezza di ricevere il trattamento da chirurghi altamente preparati e competenti.

Chirurgia refrattiva senza laser

La chirurgia refrattiva senza laser si applica a 3 macrocategorie di pazienti:

  • i non idonei alle tecniche laser eseguite sulla cornea: perché la cornea è troppo sottile, disomogenea o altro…
  • chi presenti difetti visivi elevati
  • coloro i quali sono in età adulta o matura e sono affetti da cataratta

Scopriamo di seguito le tecniche di correzione dei difetti visivi per questo tipo di esigenze.

Correzione dei difetti visivi con lenti fachiche ICL

Le lenti fachiche sono minuscole lentine, morbidissime, biocompatibili e invisibili, perfette per correggere i difetti visivi di qualunque entità (anche elevata), senza dover intervenire sulla cornea. Si impiantano tramite un breve intervento mini invasivo subito dietro l’iride. Possono essere dotate del potere diottrico necessario al paziente e sono removibili in qualunque momento. Sono, infine, dotate di filtro UV.

Intervento di sostituzione del cristallino con impianto di lenti intraoculari

L’intervento di sostituzione del cristallino con una lente intraoculare è l’ultimo esempio che portiamo per quanto riguarda la chirurgia refrattiva senza laser. E’ l’ideale per chi soffre di difetti visivi di qualunque entità, anche in combinazione tra di loro. Consente di prevenire l’insorgenza della cataratta nel paziente già in età adulta o matura, o di eliminarla qualora questa si sia già presentata.

Il panorama delle lenti intraoculari oggi è molto vasto: nel complesso, si tratta di lenti moderne, realizzate in materiali altamente biocompatibili e destinate a durare per tutta la vita del paziente. Altamente risolutive, consentono di correggere difetti visivi anche molto diversi tra di loro. Menzioniamo in particolare le lenti EDOF (acronimo di Extended Depth of Focus), pensate per restituire un grande senso di libertà e di indipendenza dagli occhiali, con un ripristino di una capacità visiva ottimale dai 40 cm di distanza sino all’infinito.

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Cheratocono e correzione dei difetti visivi: quali prospettive?

Il cheratocono, ma anche la miopia forte, la Sindrome dell’Occhio Secco ed altre condizioni cliniche che interessano l’apparato visivo, non sono poi così infrequenti. Chi le sperimenta in associazione ad altri difetti visivi spesso si sente sopraffatto e indifeso così tanto da pensare che per questi ultimi non vi sia nulla da fare. La maggior parte delle volte, al contrario, non è così. Il panorama della chirurgia refrattiva offre soluzioni interessanti anche per chi soffre di più disturbi, difetti o patologie al contempo. O a chi non è idoneo per determinate tecniche. Approfondiamo oggi la casistica di chi è affetto da cheratocono e difetti visivi al contempo.

Cos’è il cheratocono?

Il cheratocono è una patologia che colpisce la cornea che, quando è perfettamente in salute, è convessa, trasparente e regolare. Quando si ammala di cheratocono, la cornea perde la sua trasparenza, la sua forma regolare e la sua efficienza, subendo uno sfiancamento verso l’esterno. Il risultato è una compromissione sempre maggiore della capacità visiva, in virtù dell’accavallamento disomogeneo delle fibre di collagene che la compongono. Chi è affetto da cheratocono perde in qualità ed in quantità visiva. Ma non solo: oltre alla patologia, è possibile anche essere affetti da uno o più difetti visivi. Scopriamo di seguito quali prospettive la chirurgia refrattiva offre a chi è affetto da cheratocono.

Cheratocono e correzione dei difetti visivi

Poiché il cheratocono è una patologia che interessa la cornea, chi ne è affetto non è idoneo a tutte le tecniche di chirurgia laser eseguite esclusivamente sulla cornea. In primis, si renderà necessario curare il cheratocono secondo quanto indicato dallo specialista. Una delle tecniche più efficaci per la correzione del cheratocono è il cross linking corneale.

Il cross linking corneale è una procedura mirata a rinforzare la cornea e contenerne lo sfiancamento verso l’esterno. A tal fine, si applica localmente della riboflavina, nota anche come vitamina B2. La cornea è successivamente esposta ai raggi ultravioletti UVA. Questa combinazione permette alla riboflavina di penetrare nei tessuti corneali, promuovendo la formazione di nuovi legami tra le fibre di collagene.

Come correggere i difetti visivi se si è affetti da cheratocono?

Chi non è idoneo alla chirurgia laser può trovare soluzione ai suoi difetti visivi di varia entità nelle lenti fachiche o ICL. Si tratta di minuscole lentine molto interessanti e vantaggiose per una vasta gamma di pazienti. Si collocano subito dietro l’iride, tramite un intervento mini invasivo e di breve durata. Queste lenti sono realizzate in un materiale innovativo, altamente biocompatibile e sempre ben tollerato, chiamato Collamer. Oltre ad essere particolarmente versatili – infatti sono l’ideale per correggere qualunque difetto visivo, inclusa la miopia forte – queste lentine sono altresì dotate di filtro UV. Infine, sono invisibili, impercettibili per il paziente e removibili ove necessario.

Chi è più avanti con gli anni o inizia già a manifestare i primi sintomi della cataratta, può invece valutare l’intervento di correzione dei difetti visivi grazie alle classiche lenti intraoculari, note anche come cristallini artificiali. Tali lenti sono altamente versatili, consentono di correggere più difetti visivi al contempo ed sono l’ideale per curare o prevenire anche la cataratta senile.

Come affrontare il cheratocono e i difetti visivi con successo?

Il consiglio generale è sempre quello di rivolgersi ad un oculista specialista, che saprà valutare sia lo stato di salute della cornea, sia le opzioni più indicate per la correzione permanente dei difetti visivi, prendendosi cura della salute oculare del paziente a tuttotondo. In questo senso, il Centro Ambrosiano Oftalmico rappresenta un centro d’eccellenza in Italia, con specialisti altamente preparati e competenti nel trattamento delle patologie oculari così come dei difetti visivi.

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Lenti fachiche: cosa sono?

lenti fachiche cosa sono - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il vasto panorama della chirurgia refrattiva annovera – tra le soluzioni per la correzione della miopia e degli altri difetti visivi – anche le lenti fachiche. Queste lenti rappresentano la risposta ideale all’esigenza di correzione permanente dei difetti visivi, laddove – per esempio – le altre tecniche non siano praticabili o vi siano esigenze specifiche legate allo stato di salute visiva. Conosciamole più da vicino.

Cosa sono esattamente le lenti fachiche e per chi sono indicate?

Le lenti fachiche sono minuscole lentine realizzate in un materiale biocompatibile. Si impiantano tramite un semplice intervento proprio dietro l’iride. Possono essere dotate del potere diottrico necessario a recuperare una capacità visiva ottimale e si prestano alla correzione di qualunque difetto visivo.

Sono indicate per chi non ha la possibilità di sottoporsi all’intervento di correzione dei difetti visivi tramite laser. Non tutti, infatti, sono idonei all’intervento laser. Le ragioni sono da individuare in una cornea disomogenea o troppo sottile, oppure nell’entità dei difetti visivi. Se si tratta di difetti visivi molto elevati, il laser può non essere sufficiente. Con le lenti fachiche si supera questa difficoltà, preservando il cristallino naturale e di conseguenza la capacità di accomodazione dell’occhio.

Riassumendo, le lenti intrraoculari fachiche o ICL sono indicate per:

  • tutti i casi di non idoneità all’intervento laser per la correzione dei difetti visivi
  • difetti visivi elevati in età ancora giovane o adulta, dunque quando si voglia preservare il cristallino naturale. Molto frequente è il caso di pazienti giovani con miopia forte, per fare un esempio, che trovano nelle lenti fachiche la giusta soluzione alle loro importanti difficoltà visive.

Quali vantaggi offrono rispetto alle altre tecniche di correzione permanente dei difetti visivi?

Le lenti fachiche sono molto interessanti in quanto – oltre ai punti di forza sopracitati – offrono anche altri vantaggi. Scopriamoli di seguito.

  • sono removibili: col passare degli anni quasi tutti svilupperemo la cataratta senile. In tal caso, si può valutare di rimuovere le lenti fachiche e di ricorrere a un cristallino artificiale;
  • hanno filtro UV: proteggere gli occhi dai raggi ultravioletti è più che mai fondamentale in tutte le stagioni. I raggi UV sono privi di temperatura ed invisibili ad occhio nudo. Essi penetrano all’interno delle strutture oculari tutto l’anno e con qualunque tempo atmosferico. Con le lenti fachiche è possibile dotarsi di un comodo filtro UV contestualmente alla correzione dei difetti visivi;
  • sono invisibili e impercettibili: nessun fastidio, solo tutta la comodità della correzione necessaria e la libertà dagli occhiali da vista o altri ausili esterni per la visione.

Queste lenti fanno per me?

Note anche con l’acronimo di ICL (Implantable Collamer Lens), le lenti fachiche sono alla portata delle esigenze di una vasta gamma di pazienti. L’intervento è di breve durata ed indolore: per eseguirlo sono sufficienti poche gocce di anestetico topico. Per verificare la propria idoneità a questo tipo di tecnica per la correzione dei difetti visivi, (così come per tutte le altre), è fondamentale sottoporsi ad una visita oculistica specialistica. Sarà lo specialista a confermare l’idoneità o a suggerire altre eventuali tecniche maggiormente indicate per il proprio stato di salute visiva.

Vuoi saperne di più?

L’intervento correzione dei difetti visivi con lenti fachiche è interessante e vantaggioso. Prenota la tua visita oculistica specialistica: saremo lieti di illustrarti tutte le opportunità attualmente disponibili per le tue necessità di recupero visivo. Il nostro centralino è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 636 1191.