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Cataratta e maculopatia: quali opzioni di trattamento?

Cataratta e maculopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta e maculopatia sono due patologie tipiche dell’età avanzata e pertanto può capitare che si presentino assieme. Peraltro, la loro copresenza non è un evento poi così raro. Che fare in questi casi? E’ possibile ugualmente affrontare l’intervento di cataratta? Sarà possibile recuperare la capacità visiva perduta? Rispondiamo insieme ad alcune domande frequenti sul tema.

Cataratta e maculopatia: sintomi e caratteristiche

Cataratta, caratteristiche e sintomi

La cataratta è una patologia tipica dell’età matura/avanzata che si caratterizza per una progressiva perdita della nitidezza della visione, sia dal punto di vista dei contorni delle cose, sia per quanto riguarda i colori. La causa di questo peggioramento della capacità visiva è l’opacizzazione del cristallino, un processo irreversibile naturalmente legato all’invecchiamento cellulare.

Cataratta, che fare?

La cataratta non è trattabile farmacologicamente. L’unico modo per arrestare l’opacizzazione del cristallino e recuperare la capacità visiva perduta è l’intervento di cataratta, una procedura di breve durata e totalmente indolore.

Degenerazione maculare senile, caratteristiche e sintomi

La degenerazione maculare senile è altresì una patologia tipica dell’età avanzata, causata invece da una degenerazione dei fotorecettori presenti sulla macula. La macula è la porzione centrale della retina, importantissima per la decodifica delle immagini e dei colori. In virtù della posizione centrale della macula, accade che il paziente sperimenti un peggioramento progressivo ed irreversibile proprio della visione centrale.

Degenerazione maculare senile, che fare?

La degenerazione maculare senile si può presentare in forma atrofica oppure essudativa, due “varianti” della patologia con caratteristiche differenti. La maculopatia atrofica è più insidiosa, e nonostante ciò la sua progressione è lenta. La maculopatia essudativa è invece trattabile con dei farmaci specifici.

Cataratta e maculopatia, che fare?

Qualora il paziente sia affetto da cataratta e maculopatia di tipo secco, si procede trattando in primis la cataratta. Sottoporsi all’intervento di cataratta in modo tempestivo consentirà di recuperare la capacità visiva perduta a causa della patologia.

Inoltre, durante l’intervento sarà possibile optare per un cristallino artificiale pensato proprio per i pazienti affetti da maculopatia di tipo secco.

La moderna scienza medica ha messo infatti a disposizione dei pazienti affetti da cataratta e da maculopatia di tipo secco, una lente intraoculare capace di:

  • migliorare la visione e ridurre l’annebbiamento periferico in pazienti con perdita della visione centrale;
  • migliorare la capacità di lettura;
  • aiutare il paziente affetto da maculopatia di tipo secco a “sfruttare” al meglio le porzioni di campo visivo non intaccate dalla patologia;
  • più in generale, facilitare lo svolgimento anche delle più banali azioni quotidiane ed aiutare il paziente a non perdere il “contatto” con il mondo circostante, con gli amici e la famiglia.

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Lenti intraoculari: quanto sono sicure

Lenti intraoculari - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La prima lente intraoculare al mondo fu impiantata a Londra nel lontano 1949 da Sir Harold Ridley. Da allora, il mondo delle biotecnologie applicate alla medicina oftalmica ha fatto davvero passi da gigante. Il risultato è una vasta gamma di lenti intraoculari altamente innovative e performanti, capaci di rispondere ad una sempre più ampia rosa di esigenze. Una realtà ben lontana da quella che Sir Ridley avrebbe anche minimamente potuto immaginare. 

Lenti intraoculari: non solo cataratta

E’ abbastanza comune tra i non addetti ai lavori associare il concetto di lenti intraoculari a quello di intervento di cataratta. E’ noto infatti che, durante l’intervento di cataratta, il cristallino oramai opacizzato viene rimosso e sostituito con una nuova lente artificiale. Una lente intraoculare appunto. Ma la realtà è ben più vasta e ben più interessante.

1 – Quando l’intervento di cataratta diventa personalizzabile

Innanzitutto conviene sapere che l’intervento di cataratta apre al paziente una varietà di possibilità davvero inimmaginabili in fatto di risoluzione dei propri problemi visivi. Impiantando una lente intraoculare nel corso dell’intervento di cataratta, è possibile infatti personalizzare la procedura e risolvere anche eventuali difetti visivi. La lente intraoculare avrà dunque un duplice scopo:

  1. restituire una visione ottimale, nitida e ben definita, in virtù della perfetta trasparenza del cristallino artificiale;
  2. consentire di risolvere in modo permanente uno o più difetti visivi, grazie al potere diottrico della lente in questione.

2 – Le lenti intraoculari non sono “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata

In secondo luogo, non tutti sanno che l’impianto di un cristallino artificiale o lente intraoculare non è “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata. Un paziente in giovane età con uno o più difetti visivi piuttosto marcati può affrontare un intervento di sostituzione del cristallino oppure di “aggiunta” di una lente intraoculare tutta nuova capace di ovviare ai difetti visivi (tecnica dei due cristallini).

Lenti intraoculari: dispositivi versatili ed altamente sicuri

Quanto spiegato sopra ci dà la misura della straordinaria versatilità di un dispositivo medico-chirurgico capace di rispondere alle esigenze ad una sempre più ampia gamma di pazienti.

Ma le lenti intraoculari vanno bene davvero per tutti? Sono davvero sicure? Comportano rischi o controindicazioni? Sono domande abbastanza comuni. E allora, rispondiamo a questi quesiti:

Perché le lenti intraoculari sono altamente sicure

Può capitare di sentirsi insicuri rispetto all’idea di ricevere una lente intraoculare perché, in fondo, si tratta pur sempre di un corpo estraneo. Tuttavia, a differenza delle prime lenti intraoculari, quelle moderne sono sottilissime, molto flessibili e facili da impiantare. Infine, interesserà sapere che sono altamente tollerate: le possibilità di rigetto sono inesistenti in quanto i materiali sono sicuri e biocompatibili.

Ma allora, davvero non ci sono rischi, ma solo vantaggi?

Le lenti intraoculari sono altamente vantaggiose e particolarmente sicure per i motivi sopra descritti. Scegliere una clinica d’eccellenza ed uno specialista di grande e comprovata esperienza, vi consentirà, ad ogni modo, di “dormire su due cuscini”. Avrete la certezza di mettervi nelle mani giuste, di sapere che la lente prescelta è davvero quella che calza a pennello rispetto alle vostre esigenze e che la sua qualità risponde a quanto di meglio oggi il mercato abbia da offrire.

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Vero e falso sulla cataratta. Intervista a Lucio Buratto

Dottor Lucio buratto - Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta è una patologia oculare tipica dell’età avanzata di cui si sente parlare molto spesso. L’intervento di rimozione della cataratta è, oggi, un trattamento davvero comune e molto diffuso. Cos’è la cataratta? Cerchiamo di fare chiarezza e di sfatare qualche falso mito in proposito con l’aiuto del Dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, nonché uno dei massimi esperti al mondo sul tema. 

Dottor Buratto, possiamo definire la cataratta un “velo” che si forma nella parte anteriore dell’occhio?

No. Questo falso mito deriva dal fatto che chi è affetto da cataratta avverte di avere una sorta di annebbiamento, che impedisce una visione limpida e nitida. E dunque in molti hanno pensato che la cataratta si formasse sulla cornea. Ma non è così. La cataratta è un’opacizzazione del cristallino, la piccola lente che si trova internamente al nostro occhio: una lente piccola come una lenticchia, ma davvero molto preziosa.

La cataratta è causata dal fumo di sigaretta?

Vero. Ci sono diversi studi scientifici che dimostrano che il fumo è uno dei vari fattori predisponenti allo sviluppo della cataratta. Non è che fumare faccia venire la cataratta, ma chi fuma è più predisposto. Mantenere uno stile di vita sano, praticando dello sport, trascorrendo del tempo all’aria aperta, alimentandosi in modo corretto e bevendo molta acqua è importante per ridurre il rischio di sviluppare la cataratta. Al contrario, cattive abitudini ed una scarsa idratazione ed ossigenazione dei tessuti, specie se protratte nel tempo, possono favorire l’insorgenza di diverse patologie, inclusa la cataratta.

La cataratta si presenta solo in età avanzata?

Falso. La cataratta è una patologia tipica dell’età avanzata perché è causata dal naturale invecchiamento del cristallino. Tuttavia, esistono anche la cataratta congenita, giovanile, della seconda età. E’ possibile dunque, anche se meno frequente, avere la patologia sin dalla nascita o contrarla in età giovanile o adulta, per cause che non hanno nulla a che vedere con l’invecchiamento. Poi c’è la miopia forte, che facilita la comparsa della cataratta, il diabete e altre patologie.

Dottore, è vero che le donne si ammalano di cataratta più degli uomini?

Sì, è vero. Ma la ragione è presto detta: le donne sono mediamente più longeve degli uomini.

A proposito dell’intervento di cataratta, Dottor Buratto, possiamo definirlo doloroso?

Assolutamente no, questo è falso. L’intervento di cataratta è totalmente indolore e di breve durata. Prima di eseguirlo, si somministrano al paziente alcune gocce di collirio anestetico, che sono perfettamente sufficienti a tollerare l’intera procedura.

Si sente spesso dire che l’intervento di cataratta è oramai una procedura semplice. Si può effettuare in qualunque struttura?

E’ vero che l’intervento di cataratta oggi è diventato una procedura di routine. Non è vero, però, che lo si debba affrontare “alla leggera”. E’ importante affrontarlo con la giusta serietà, informandosi bene sul tema ed affidandosi a medici di grande perizia ed esperienza. Scegliere un centro d’eccellenza è indubbiamente la strada migliore, perché vi si troveranno non solo medici altamente qualificati, ma anche tecnologie d’avanguardia.

L’intervento di cataratta è “per sempre”?

Certo. Il cristallino artificiale rimane perfettamente efficiente e trasparente per tutta la vita del paziente, e non necessita di essere sostituito.

L’intervento di cataratta è rischioso?

L’intervento di cataratta è una procedura sicura che si può affrontare serenamente, a patto che ci si affidi a medici esperti, preparati e competenti ed a strutture fornite di tecnologie d’avanguardia.

 

Chirurgia refrattiva: ad ognuno la sua

chirurgia refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il desiderio di poter fare a meno di lenti a contatto o occhiali da vista non è poi così infrequente. La presenza di uno o più difetti visivi anche piuttosto marcati, la sensazione di essere costantemente “vincolati” alla protesi esterna per poter svolgere qualunque attività, la percezione di avere un limite di indole estetica capace di compromettere il buon andamento della propria vita sociale, lavorativa, amorosa, sono pensieri piuttosto diffusi. 

Le tecniche di chirurgia refrattiva

Con il termine di “chirurgia refrattiva” si intende un insieme di tecniche volte al raggiungimento dell’obiettivo di poter fare a meno dell’uso di qualunque protesi esterna per poter vedere bene. Ogni paziente, però, è un mondo a sé, ed il suo apparato visivo presenta caratteristiche peculiari e difetti visivi del tutto “personali”.

Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale

Un colloquio approfondito con l’oculista in merito alle proprie aspettative ed una valutazione dettagliata dello stato di salute oculare consentiranno di individuare la tecnica più consona alla situazione peculiare del paziente. Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale si praticano sulla cornea, ovvero la membrana più esterna del nostro apparato oculare. L’obiettivo di queste tecniche è quello di correggere la curvatura della cornea e con essa correggere gli errori di messa a fuoco che caratterizzano i difetti visivi.

  • PRK: si tratta di una tecnica consolidata che viene praticata piuttosto frequentemente. Si avvale dell’uso del laser ad eccimeri, uno strumento al servizio della chirurgia oftalmica già dal finire degli anni Novanta e che si presta perfettamente ad eseguire l’intervento in tutte le sue fasi.
  • LASIK: nel caso della procedura LASIK, il laser ad eccimeri viene utilizzato solamente sullo stroma, ovvero la parte più interna della cornea, per accedere al quale viene sollevato un piccolo lembo dell’epitelio corneale.
  • MONOVISIONE: con questa tecnica si interviene solamente su un occhio, quello dominante. L’altro occhio viene lasciato invece lievemente miope, con l’obiettivo di compensare naturalmente le capacità visive dell’intero apparato e garantire una buona visione complessiva.

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare prevedono che si intervenga sul cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio. Le opzioni in questo caso sono due.

  • INTERVENTO DI FACOEMULSIFICAZIONE:  il cristallino naturale viene sostituito con una lente intraoculare perfetta per le esigenze del paziente. Questa tecnica è ideale per chi soffre di difetti visivi piuttosto marcati ed è già in età matura.
  • TECNICA DEI DUE CRISTALLINI: prevede l’impianto di un cristallino artificiale all’interno dell’occhio, mentre il cristallino naturale rimane nella sua sede naturale. E’ ideale per pazienti giovani con difetti visivi marcati. Lasciare il cristallino naturale nella sua sede è utile, perché non preclude al paziente la sua normale funzione accomodativa.

In alcuni casi può anche essere utile combinare una tecnica di chirurgia refrattiva corneale con una tecnica di chirurgia refrattiva intraoculare.

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La correzione laser dell’ipermetropia

ipermetropia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’ipermetropia fa parte dei cosiddetti vizi o difetti visivi, ovvero gli errori di messa a fuoco del nostro apparato visivo. Vediamo in questo breve articolo quali sono le caratteristiche dell’ipermetropia, e come risolverla in modo permanente. 

Ipermetropia, cos’è?

Come detto, l’ipermetropia è un difetto di messa a fuoco dell’immagine sulla retina. In condizioni normali, i raggi di luce penetrano nell’occhio attraversando la cornea ed il cristallino e vanno a focalizzarsi sulla retina. Nell’occhio ipermetrope il fuoco non cade correttamente sulla retina, ma al di là di essa. Il risultato è una visione buona da lontano, ma difficoltosa nella distanza ravvicinata. Quando l’ipermetropia è lieve o il paziente è ancora in giovane età, l’occhio fa un piccolo sforzo e, grazie al processo di accomodazione, riesce comunque a correggere il fuoco ed a vedere ugualmente bene anche da vicino. Diverso è il discorso nel caso di una ipermetropia media o elevata, oppure nel caso in cui il paziente sia già oltre i 40 anni ed abbia una ridotta capacità accomodativa.

La correzione definitiva dell’ipermetropia

L’ipermetropia da lieve a media e da media a forte (oppure abbinata ad altri difetti visivi) si può risolvere in modo permanente. In che modo? Le tecniche che si possono usare sono 3:

PRK

La PRK è una tecnica che possiamo definire “storica” nell’ambito della chirurgia refrattiva. La si applica con successo sin dagli anni Novanta, quando il laser ad eccimeri ha fatto la sua comparsa nel settore della chirurgia oftalmica. L’intervento viene eseguito previa anestesia topica (collirio anestetico) e prevede che il laser ad eccimeri, lavorando per ablazione, “modelli” la cornea opportunamente per riportare il fuoco nella posizione corretta.

LASIK

La tecnica Lasik viene eseguita, al pari di quella sopracitata, sulla cornea. Tuttavia, l’intervento non viene eseguito interamente dal laser ad eccimeri. Il laser interviene sulla cornea solo dopo che è stata aperto il flap, una sorta di “finestrella” sul suo epitelio, ovvero sulla parte più superficiale della membrana. L’apertura della finestrella può avvenire in modo meccanico oppure con l’ausilio di un laser di ultima generazione, chiamato laser a femtosecondi. Quest’ultimo è disponibile, ad oggi, solamente in alcuni centri d’eccellenza, come il Centro Ambrosiano Oftalmico.

CRISTALLINO ARTIFICIALE

L’impianto di un cristallino artificiale, o lente introculare, può essere una buona soluzione per correggere in modo permanente l’ipermetropia. In questo caso sarà possibile lasciare oppure rimuovere il cristallino naturale, a seconda dello stato di salute dell’apparato visivo del paziente e della sua età. In generale, questa è una soluzione che si propone a chi ha un’ipermetropia piuttosto marcata o concomitante ad altri problemi visivi (una miopia molto forte oppure una cataratta).

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Per conoscere più da vicino le opportunità di correzione permanente dell’ipermetropia? Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

La nuova chirurgia refrattiva: tecniche e strumenti per risultati impeccabili

Per chirurgia refrattiva si intende un insieme di tecniche micro-chirurgiche aventi l’obiettivo di eliminare la dipendenza dagli occhiali e dalle lenti a contatto.  Ma quali sono oggi le tecniche e gli strumenti più d’avanguardia per la correzione di questi difetti? Cerchiamo di fare luce su questo argomento.

La cornea è una struttura oculare estremamente preziosa e delicata con il compito di favorire la corretta focalizzazione delle immagini sulla retina. Qualora il processo di focalizzazione non avvenga in modo corretto, si avranno i cosiddetti difetti visivi, o vizi di rifrazione. Miopia, astigmatismo e ipermetropia sono tre difetti rifrattivi che creano una dipendenza da occhiali e lenti a contatto che a lungo andare può diventare difficile da sopportare, stancante e, in taluni casi, persino imbarazzante.

La chirurgia refrattiva può correggere più difetti insieme, inclusa la presbiopia

La chirurgia refrattiva si pone l’obiettivo di liberare le persone dalla dipendenza da queste protesi esterne e dagli errori di focalizzazione che l’hanno causata. Last but not least, la chirurgia refrattiva consente oggi di risolvere in modo permanente anche il tipico difetto di accomodazione connesso all’età, ovvero la presbiopia, e di correggere contestualmente più difetti in un’unica soluzione.

Chirurgia refrattiva: le tecniche

Le tecniche chirurgiche attualmente in uso in tutto il mondo per la correzione permanente dei difetti visivi sono diverse. La scelta del tipo di tecnica da applicare dipende da diversi fattori, per esempio:

  • dalla tipologia del difetto visivo del paziente;
  • dall’entità del difetto visivo;
  • dalle aspettative dello stesso paziente;
  • dal suo stato di salute visiva.

Le tecniche ad oggi in uso per la correzione dei difetti visivi sono:

  • PRK: è una tecnica che si basa sull’uso del laser ad eccimeri per la correzione dei difetti lievi. In fase post-operatoria può dare dei fastidi ed essere un pò dolorosa.
  • FEMTO-LASIK: prevede che venga eseguita una incisione lamellare della superficie della cornea con il laser a femtosecondi e che successivamente venga eseguito il trattamento con il laser ad eccimeri nella parte sottostante. E’ una tecnica che offre innumerevoli vantaggi e disagi davvero minimi al paziente. Si usa per correggere difetti da lievi a medi.
  • CRISTALLINO ARTIFICIALE: prevede che venga inserita una lente intraoculare all’interno dell’occhio. Talvolta il chirurgo può consigliare di rimuovere il cristallino naturale, altre volte invece questo sarà lasciato nella sua sede (tecnica dei due cristallini). Si usa per difetti elevati.
  • LASIK + CRISTALLINO: è la combinazione della tecnica Femto-Lasik con la tecnica del cristallino artificiale. Si usa per difetti particolarmente elevati.

Chirurgia refrattiva: gli strumenti

Il laser è stato introdotto nel campo della chirurgia refrattiva nel 1989 e da allora le tecniche laser si sono arricchite non solamente di uno, ma di molti strumenti preziosi per eseguire gli interventi con un apporto tecnologico di livello molto alto, specialmente per ciò che concerne il settore privato e le cliniche d’eccellenza.

Il laser a femtosecondi: la rivoluzione nel mondo della chirurgia oftalmica

Lo strumento che, in questo senso, ha maggiormente rivoluzionato il mondo della chirurgia oftalmica con particolare riferimento alla correzione permanente dei difetti visivi, è il laser a femtosecondi. Il laser a femtosecondi è un laser ad impulsi brevissimi che si è totalmente sostituito all’uso di lame, bisturi o altri strumenti taglienti (come il microcheratomo, per esempio), con innumerevoli vantaggi sia per il chirurgo che esegue l’intervento, sia per il paziente che vi si sottopone.

Vantaggi per chi esegue l’intervento:

  • maggiore precisione nell’esecuzione dell’incisione;
  • controllabilità dello spessore, della profondità e della forma dell’incisione (personalizzazione);
  • nessuna necessità di ricorrere a punti di sutura dopo l’intervento con il laser a femtosecondi;
  • minor rischio di inconventienti o complicazioni intra o post operatorie;

Vantaggi per il paziente:

  • taglio senza lama: il laser è solamente “un raggio di luce”, dunque l’occhio non sarà toccato da alcuna lama, né sottoposto a sutura;
  • assenza di fastidio o dolore durante l’intervento;
  • disturbi post operatori minimi dopo l’intervento (bruciore e lacrimazione);
  • breve durata dell’intervento;
  • possibilità di tornare a casa in autonomia dopo l’intervento (con un mezzo pubblico o un taxi);
  • possibilità di tornare entro brevissimo tempo (1-2 giorni) alle abituali attività visive.

 

Soffri di un difetto visivo? Vorresti trovare l’indipendenza dall’uso di occhiali o lenti a contatto?

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Nel 2050 metà dell’umanità sarà miope

Miopi si nasce o si diventa? La risposta è: un po’ e un po’. Perché se da un lato è vero che vi è una componente genetica predisponente alla miopia (ed in generale a tutti i difetti visivi), è anche vero che sono numerosi i fattori ambientali che possono favorirne la comparsa. Vediamo cosa ha recentemente dichiarato Jorge Aliò, ordinario di oftalmologia all’Università di Alicante.

Genetica ed ambiente sono concause della miopia

Il Prof. Aliò non ha dubbi: non siate troppo precipitosi nel condannare i telefoni cellulari come principali responsabili della vostra miopia, né tantomeno Netflix o il vostro datore di lavoro. Spesso e volentieri, i veri responsabili sono i vostri geni. Tuttavia, la miopia si manifesta ed aumenta a causa di una serie di stimoli di tipo ambientale.

Guardare lontano è una buona abitudine

Una delle cause ambientali alle quali il professor Aliò fa riferimento è la scarsa abitudine a praticare attività all’aria aperta. Sono proprio le attività all’aria aperta che inducono a guardare in lontananza, a cambiare frequentemente messa a fuoco, a volgere lo sguardo a destra e a sinistra. Una vera e propria ginnastica, molto salutare per l’apparato visivo. Un recente studio, condotto a Singapore, ha infatti dimostrato che i bambini che non praticano almeno 3 ore settimanali di attività sportiva o vita all’aria aperta hanno una significativa tendenza a sviluppare più rapidamente ed in modo più accentuato la miopia. (Fonte Ncbi.nlm.nih.gov)

Per quanto riguarda gli adulti, invece, la vita moderna implica uno stile di vita sempre più legato a doppio filo all’uso di device elettronici quali computer, tablet e smartphone sia durante la giornata lavorativa sia nel tempo libero, a scapito delle ore trascorse all’aria aperta.

L’eccesso di accomodazione come causa della miopia

In generale, l’aumento dell’incidenza della miopia nella popolazione mondiale ed in particolare nei giovanissimi è da imputarsi ad un eccesso di accomodazione. L’occhio umano è concepito per vedere sia lontano che vicino.

Tuttavia:

  • le abitudini legate allo stile di vita contemporaneo;
  • l’uso sempre più massiccio dei device elettronici;
  • l’aumento del numero di anni trascorsi sui libri prima dell’ingresso nel mondo del lavoro;

hanno fatto sì che giorno dopo giorno l’occhio umano si abituasse sempre di più a vedere da vicino, una modalità che stimola il processo di accomodazione e porta ad un leggero allungamento del bulbo oculare.

Un fenomeno che in Estremo Oriente ha già assunto i contorni di un’epidemia

A questo proposito, l’American Academy of Ophtalmology stima che nel 2050 il numero di persone affette da miopia nel mondo toccherà quota 5000 milioni. Un numero impressionante, che ci dà la misura di un fenomeno che in Estremo Oriente ha già assunto i contorni di un’epidemia.

Laggiù infatti, oltre al numero limitato di ore trascorse all’aria aperta ed all’impatto che i device elettronici hanno sulla vita quotidiana, si vengono a sommare altri fattori, quali:

  • la sovrappopolazione delle aree metropolitane;
  • gli spazi abitativi molto ridotti;
  • la mancanza di luce naturale;
  • la vita sedentaria.

Come risolvere la miopia? E come evitare che peggiori?

La miopia oggi può essere corretta in modo temporaneo – con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto – oppure in modo permanente, grazie ad una serie di metodiche d’avanguardia pensate per risolvere diversi gradi di severità del difetto visivo.

  1. Nel caso in cui si scelga la soluzione temporanea, è fondamentale sapere che una correzione sbagliata – soprattutto inferiore a quella necessaria al paziente – può essere controproducente, e favorire una progressione più veloce del difetto visivo.
  2. Per quanto riguarda invece le soluzioni definitive, queste sono diverse. La scelta della metodica dipende dall’entità del difetto visivo ma anche dall’età del paziente e dalla presenza concomitante di altri difetti visivi, della presbiopia, oppure della cataratta, per esempio.

In linea generale, possiamo così riassumere la rosa di possibilità per quanto concerne la correzione permanente della miopia:

  • fino a 7 diottrie: la miopia si può correggere con un intervento chiamato Femto-Lasik;
  • da 7 a 15 diottrie: la miopia si può correggere con una lente intraoculare;
  • oltre le 15 diottrie: si può intervenire abbinando entrambe le tecniche.

Per saperne di più…

Se desideri prenotare una visita oculistica specialistica e conoscere più da vicino le opzioni per la correzione della miopia, chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 191.

 

Presbiopia: Lucio Buratto ne parla al TG5 Salute

Presbiopia: Lucio Buratto ne parla al TG5

Il direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, il Dott. Lucio Buratto, sarà ospite di Luciano Onder nella rubrica TG5 Salute. Questa volta l’argomento trattato sarà la presbiopia: dalla diagnosi alle diverse modalità di trattamento.

L’appuntamento è per Mercoledì 9 Gennaio durante il Tg5 delle 13, e Giovedì 10 Gennaio durante il TG5 delle 8 del mattino.

Ci vediamo su Canale 5!

Chirurgia refrattiva: domande e risposte

Quando la capacità visiva non è ottimale e la messa a fuoco non è corretta, si parla di difetto refrattivo. Il difetto refrattivo può assumere diverse forme e manifestarsi in modalità differenti. Parleremo allora di miopia, ipermetropia, astigmatismo o presbiopia. Se i primi tre possono fare la loro comparsa già nella prima infanzia per evolversi e stabilizzarsi con l’andare del tempo, la presbiopia è invece un fenomeno tipico dell’età adulta. In tutti i casi, se la difficoltà visiva diviene così importante da compromettere il buon andamento delle attività lavorative, la vita sociale o anche solo il benessere psicologico del paziente, si può decidere di intervenire in modo definitivo, tramite un intervento di chirurgia refrattiva. Quando si parla di chirurgia refrattiva si intende dunque quell’insieme di interventi volti a correggere in modo permanente qualunque difetto visivo o incluso la combinazione di più difetti, con l’obiettivo di riportare il paziente ad una capacità visiva ottimale e consentirgli di eliminare l’uso di protesi esterne quali occhiali o lenti a contatto.

Chirurgia refrattiva: domande e risposte

Se stai pensando di avvicinarti alla chirurgia refrattiva ma ancora non hai fissato un colloquio con un oculista, sicuramente avrai molti dubbi e curiosità in merito. In questo articolo cercheremo di fornirti alcune informazioni di base sulla chirurgia refrattiva, sulle metodiche ad oggi in uso e sui risultati che queste consentono di ottenere. Consultare una fonte autorevole ed informarsi il più possibile è di fondamentale importanza per affrontare un percorso serio quale lo è un intervento per la correzione definitiva dei difetti refrattivi.

Quali sono le metodiche che si usano oggi per correggere i difetti refrattivi?

Le metodiche che si usano per la correzione definitiva dei difetti refrattivi sono 2: una prende il nome di PRK, mentre l’altra di FEMTO-LASIK. Il PRK è una tecnica che si avvale di un laser ad eccimeri, che tramite una luce ultravioletta riesce ad effettuare l’intervento di correzione dei difetti refrattivi “modellando” opportunamente la cornea. Si usa per i difetti più lievi, può essere leggermente fastidiosa e dolorosa ed ha un tempo di recupero postoperatorio un pò lungo. La FEMTO-LASIK è una tecnica che prevede che l’intervento con il laser ad eccimeri venga eseguito nella parte interna della cornea, dopo aver effettuato una incisione lamellare della sua superficie con l’ausilio di un laser a femtosecondi. Rispetto alla PRK, è indolore ed ha tempi di recupero più veloci. Consente di intervenire anche laddove vi siano più difetti refrattivi concomitanti anche non lievi.

E se i miei difetti refrattivi sono molto accentuati?

Oltre alle due metodiche sopra citate, vi sono altre due possibilità, che solitamente vengono proposte ai pazienti con difetti refrattivi molto marcati. Ci riferiamo alla FACOEMULSIFICAZIONE, ed alla combinazione tra FEMTO-LASIK e FACOEMULSIFICAZIONE. La facoemulsificazione consiste nella sostituzione del cristallino con una lente artificiale intraoculare avente il potere diottrico corrispondente alle esigenze del paziente. Questo intervento consente anche di ovviare alla futura comparsa della cataratta, perché il cristallino artificiale non va incontro ad opacizzazione come invece accade a quello naturale. Infine, vi sono casi in cui l’oculista propone di abbinare l’intervento di FEMTO-LASIK alla sostituzione del cristallino.

Quale di questi interventi è quello giusto per me?

Premettiamo che la decisione di affrontare un intervento di chirurgia refrattiva spetta solo al paziente. Una visita approfondita ed il colloquio con l’oculista sono sempre d’aiuto per avere una prospettiva realistica ed obiettiva sulla propria situazione personale, e consentono di avere chiari i benefici che si possono ottenere a seguito di un intervento di questo tipo, a prescindere dalla metodica attuata. Sarà l’oculista, dunque, ad illustrare al paziente non solo lo stato di salute dei suoi occhi, ma anche i benefici che esso potrà trarre dall’intervento, indicando quale sia la via migliore da intraprendere per raggiungere i risultati prefissi.

Come faccio a scegliere l’oculista al quale rivolgermi?

Eseguire un intervento di chirurgia refrattiva richiede perizia ed esperienza. Ecco perchè è consigliato scegliere un medico dalla comprovata esperienza e che si avvalga delle migliori tecnologie presenti oggi sul campo. Le strumentazioni di alta qualità sono senza alcun dubbio il miglior braccio destro che un medico di grande esperienza possa avere al suo fianco. Informarsi sullo svolgimento dell’intervento, sui benefici che si andranno ad ottenere, sulle esperienze e le capacità del medico al quale si sceglie di affidarsi sono le basi per il successo di qualunque intervento di chirurgia refrattiva, anche se volto a correggere un difetto di lieve entità.

Per saperne di più

Per conoscere più da vicino le soluzioni per la correzione definitiva dei difetti refrattivi, chiama per appuntamento allo 02 6361191.

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