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Lo zafferano riduce la pressione intraoculare

Pressione intraoculare - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

Che madre natura sia in qualche modo “il braccio destro” di tutti noi in fatto di mantenimento della salute, è oramai assodato. Sulle stesse pagine di questo magazine dedicato al mondo dell’oftalmologia abbiamo già avuto modo di sottolineare come alcune piante officinali siano di grande aiuto nel coadiuvare il mantenimento uno stato di salute oculare il più ottimale possibile. Il protagonista di oggi è lo zafferano, il cui estratto, parola di scienza, può essere di grande aiuto contro il glaucoma ad angolo aperto. Ma vediamo di entrare nel merito della questione.

Un passo indietro: cos’è il glaucoma?

Il glaucoma è una patologia oculare che, se trascurata, può compromettere seriamente la salute oculare e danneggiare irrimediabilmente sia la visione centrale che quella periferica. La potenziale gravità della patologia emerge anche dai dati statistici: come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità infatti, il glaucoma è la seconda causa di perdita irreversibile della vista a livello mondiale.

Caratteristiche del glaucoma

Il glaucoma si caratterizza per un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, genera uno stato di sofferenza nel nervo ottico, innescando dei danni irreversibili all’apparato visivo e compromettendo la capacità visiva. La patologia fa generalmente il suo esordio intorno ai 40 anni ed il paziente solitamente ne è del tutto inconsapevole. Questo accade perché la sintomatologia è tutto sommato silente. Solo quando il glaucoma raggiunge uno stadio piuttosto avanzato ed i vi sono danni al nervo ottico, il paziente si accorge che qualcosa non va.

Non dimentichiamo che, se preso in tempo, il glaucoma può essere curato

Per quanto riguarda le varianti della patologia, ne elenchiamo 4:

  • glaucoma primario ad angolo aperto: è la forma più comune e più diffusa. La sua progressione è lenta ed insidiosa.
  • glaucoma ad angolo chiuso: è la forma meno comune. Può manifestarsi sia in modo cronico che acuto, già dai 40 anni circa.
  • glaucoma secondario: si chiama secondario perché si presenta come conseguenza di una patologia sistemica, oculare, oppure a causa dell’assunzione di determinati farmaci.
  • glaucoma congenito: è quello che si ha sin dalla nascita. E’ molto raro.

Assunzione di estratto di zafferano e pressione intraoculare: quale connessione?

Una ricerca scientifica ha messo in evidenza l’effetto ipotensivo dell’estratto di zafferano sullo stato di salute oculare dei pazienti con glaucoma primario ad angolo aperto. Lo studio ha visto il coinvolgimento di 35 pazienti affetti da glaucoma primario ad angolo aperto stabile ed in trattamento farmacologico con apposite gocce oculari. A metà di essi è stato somministrato per via orale l’estratto acquoso di zafferano nella misura di 30mg al giorno, mentre all’altra metà è stato somministrato un placebo. A tutti, inoltre, è stata misurata la pressione intraoculare in 3 momenti:

  • prima dell’inizio dello studio;
  • durante il trattamento;
  • dopo un mese dalla conclusione dello studio.

Le conclusioni

In accordo con i dati raccolti, è stato possibile dimostrare scientificamente che l’estratto acquoso di zafferano assunto per via orale esercita un effetto ipotensivo oculare. E poiché lo zafferano è un potente antiossidante, è stato anche possibile confermare il ruolo primario dello stress ossidativo nella patogenesi del glaucoma.

Fonte: Ncbi.nlm.nih.gov

In conclusione, ricordiamo che ancor prima di preoccuparsi di come tenere a bada la pressione intraoculare, è importante capire come prevenire efficacemente il glaucoma. A tal fine, è fondamentale sottoporsi a periodici controlli della salute oculare anche in assenza di sintomi. E non solo: qualora lo specialista confermi la diagnosi di glaucoma, si tenga presente che la sola somministrazione di preparati officinali – come l’estratto di zafferano o altri – non può e non deve sostituirsi alla terapia farmacologica eventualmente prescritta. E’ buona norma, al contrario, seguire pedissequamente le indicazioni terapeutiche fornite dallo specialista ed informarlo in merito a qualunque altro tipo di “iniziativa” – anche di tipo officinale – si intenda prendere in autonomia.

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Cristallino sano? Mangiate tante gilgliacee

Ci è già capitato di affrontare altrove l’argomento dello stretto legame che sussiste tra salute ed alimentazione. E’ indubbio che “la salute vien mangiando”, ma vi sono forse alcuni alimenti che non ci verrebbe mai in mente di ricondurre al benessere di uno specifico organo del nostro corpo. Oggi vogliamo sottoporre alla vostra attenzione il legame esistente tra le gigliacee e la salute del cristallino. 

Cosa sono le gigliacee?

Le gigliacee o liliacee sono una famiglia di piante caratterizzate dalla presenza di bulbo o rizoma, ovvero di un ingrossamento sotterraneo. Appartengono alla famiglia delle gigliacee commestibili l’aglio, la cipolla, il porro, l’erba cipollina e l’asparago. Tra le gigliacee non commestibili troviamo invece una lunga lista di piante ornamentali, come i gilgi, i tulipani, i narcisi, le calle, i muscari e molti altri. Tornando a parlare delle gigliacee commestibili, solitamente esse sono l’ingrediente principe di tanti soffritti. Tuttavia, dopo aver letto queste righe, scoprirete che i benefici delle gigliacee sono davvero innumerevoli ed interessanti, a tal punto che vi verrà voglia di gustarle anche in altri modi.

Quali sono i benefici delle gigliacee?

In linea generale, le gigliacee hanno un notevole potere antinfiammatorio, antiossidante e antimicrobico. La loro azione benefica si apprezza sull’apparato respiratorio, sul sistema immunitario, sui tessuti e sugli annessi cutanei.

La cipolla

La cipolla offre i benefici sopra citati, e non solo. Essa aiuta a tenere bassi i livelli di glicemia, rinforza l’apparato scheletrico ed è un potente antiossidante, con grandi proprietà antitumorali. Contiene calcio, acido folico, antiocianine (la cipolla rossa), vitamina C, quercetina e molti altri “ingredienti” preziosi per la nostra salute. In breve, la cipolla è un potente digestivo, fluidifica il sangue, aiuta nei casi di cistite, tiene a bada la glicemia, i trigliceridi e il colesterolo.

L’aglio

I benefici dell’aglio sono noti sin dalla notte dei tempi. Si pensi che Ippocrate, il padre della medicina moderna, usava prescrivere l’aglio ai suoi pazienti come “cura” per molte malattie. E ne aveva ben donde. L’aglio è ricco di vitamina C, vitamina B6, zolfo, selenio, ferro, zinco, acido folico. Le sue proprietà sono antinfiammatorie, detossinanti, antibatteriche. E’ ottimo per purificare il fegato, per abbassare la pressione sanguigna, è un antibiotico ed antivirale naturale, anticoagulante.

Perchè fanno bene al cristallino?

Le proprietà di aglio e cipolla sopra citate dovrebbero bastare da sole ad indurci ad aumentarne il consumo e ad introdurli nella nostra dieta settimanale. Ma la lista dei benefici di queste strepitose gigliacee non finisce qui, perché esse rappresentano anche un eccellente toccasana per la salute dei nostri occhi. E’ lo zolfo in esse contenuto il principale alleato per la salute della nostra vista, e nello specifico del cristallino. Questo prezioso elemento chimico aiuta il cristallino a mantenersi sano conferendogli più forza e resistenza. Insomma, se volete evitare il più possibile o ritardare l’insorgenza della cataratta, vi consigliamo di introdurre più gigliacee nella vostra dieta.

Qualche ricetta a base di gigliacee per il benessere del vostro cristallino

Per concludere, non ci resta che suggerirvi qualche ricetta davvero golosa ed irresistibile per introdurre più agliacee nella vostra dieta.

Aglio

  • Salsa Tzaziki (è una salsa di origine greca, deliziosa su crostini, a base di aglio ma molto fresca, per via della presenza dei cetrioli)
  • Pici all’aglione (è un primo piatto tipico della regione Toscana: si tratta di uno spaghettone condito con un sugo di aglio e pomodoro)
  • Spaghetti aglio, olio e peperoncino: un classico della mezzanotte, da rivalutare anche a pranzo.

Cipolla

  • Focaccia alle cipolle (una focaccia molto soffice farcita con cipolle o porri precedentemente stufati)
  • Onion rings: deliziosi anelli di cipolla panati e fritti
  • Confettura di cipolle agrodolce: perfetta con i formaggi stagionati

 

Le mille virtù del cioccolato (anche per gli occhi)

Gli amanti del cioccolato si rallegreranno nel leggere queste righe: al di là delle questioni prettamente “caloriche” che spesso preoccupano i più golosi, la scienza ha provato che il cioccolato ha davvero mille virtù. E non solo: mangiare cioccolato fa bene alla vista. 

Le mille virtù del cioccolato

Mangiare cioccolato, soprattutto quello fondente, con una percentuale molto alta di cacao, fa bene. Il consumo giornaliero di questo tipo di cioccolato (e non di dolci a base di cioccolato, preparati con aggiunta di altri ingredienti o cioccolato con un basso contenuto di cacao) è capace di apportare una lunga lista di benefici al nostro organismo. Il cioccolato è ricco di flavonoidi, dei composti fitochimici che sicuramente avrete già sentito nominare in altre occasioni che sono anche presenti nel tè verde, ma anche nei mirtilli, nelle mele, negli agrumi ed in molti altri alimenti che introduciamo quotidianamente nella nostra alimentazione. Il cioccolato contiene anche fosforo, potassio, triptofano, endorfine, polifenoli, acido oleico e linoleico, tutti ingredienti preziosi per il nostro organismo. Avere un’alimentazione varia ed introdurre nella propria dieta quotidianamente non solo tanta frutta e verdura di stagione ma anche del buon cioccolato di qualità, apporta molti benefici.

I benefici del cioccolato per il nostro organismo:

  •  è un antiossidante naturale, per via della presenza dei flavonoidi e di polifenoli, e dunque rallenta i processi degenerativi, l’invecchiamento, previene i tumori e fa bene alla pelle.
  • aiuta in caso di tosse, per via della presenza di teobromina, un alcaloide naturale capace di agire sul nervo vago ed inibire eventuali attacchi di tosse.
  • contiene degli anticoagulanti naturali, quindi fa bene all’apparato cardiocircolatorio.
  • aumenta l’afflusso sanguigno al cervello, mantenendoci attivi, pronti e migliorando le nostre funzioni cognitive.
  • è un antidepressivo naturale: mette di buon umore, grazie alla presenza di triptofano.

Il cioccolato fa bene agli occhi

Ma non finisce qui, perchè il cioccolato fa anche bene agli occhi ed alla vista. I responsabili di questo beneficio sono i flavonoidi e gli antiossidanti naturali. I primi aiutano a mantenere le arterie ben dilatate ed il sangue molto fluido, garantendo un ottimale apporto di ossigeno a tutti gli organi del nostro corpo, incluso l’occhio. I secondi, invece, esercitano un’azione anti radicali liberi e dunque rallentano tutti i processi di degenerazione cellulare ed invecchiamento, esercitando un’azione protettiva sulla retina, salvaguardando i preziosi fotorecettori che si trovano su di essa, e sul cristallino, prevenendo l’insorgenza della cataratta.

Occhio secco: prevenzione e cura

La sindrome dell’occhio secco è una patologia che, se trascurata, può rivelarsi davvero fastidiosa. Abbiamo già avuto occasione di approfondire l’argomento in precedenza, sottolineando come l’occhio secco non sia una semplice “sensazione” di secchezza oculare, ma una vera e propria patologia, che va affrontata come tale. Ma cerchiamo di entrare nel merito delle eventuali azioni volte a prevenire, se possibile, la sindrome dell’occhio secco e scopriamo insieme alcune delle cause più o meno comuni connesse all’insorgenza di questa patologia.

Sindrome dell’occhio secco: di cosa si tratta

La sindrome dell’occhio secco è il risultato di un’alterazione del film lacrimale, ovvero quella lubrificazione che mantiene l’occhio sempre ben umido ed idratato, così da riuscire a svolgere al meglio la funzione visiva. Quando il film lacrimale si altera, si ha un peggioramento ed una diminuzione della qualità e della quantità di lacrime che, naturalmente, lubrificano la cornea e l’occhio più in generale. L’esito è davvero fastidioso, con sintomi quali:

  • bruciore
  • arrossamento
  • tendenza a toccarsi ed a sfregarsi gli occhi continuamente
  • sensazione di avere un corpo estraneo
  • fastidio di fronte a fonti luminose particolarmente intense

Cause note e meno note della sindrome dell’occhio secco

Una delle cause più note e maggiormente discusse della sindrome dell’occhio secco è senza dubbio la menopausa. Anche la gravidanza, con le alterazioni fisiologiche ed ormonali che porta con sé, può scatenare la sindrome dell’occhio secco. Quanto detto non fa tuttavia della sindrome una prerogativa femminile, anzi. L’occhio secco colpisce anche i soggetti di genere maschile, come ad esempio i fumatori, o coloro che vivono in ambienti o zone aventi un inquinamento dell’aria particolarmente elevato. Tra le cause forse meno discusse, vi sono anche le allergie stagionali, che portano ad un’intensa e continua sollecitazione delle vie aeree, con una conseguente irritazione delle mucose, anche a livello oculare. Molte allergie tendono a protrarsi per mesi e mesi nel corso dell’anno, innescando uno stato infiammatorio che va via via peggiorando e che stimola una risposta nel sistema immunitario, il cui esito finale può essere proprio l’alterazione persistente del film lacrimale che lubrifica e idrata l’occhio.

Una curiosità sulla sindrome dell’occhio secco

Sembra curioso e sicuramente paradossale, ma la sindrome dell’occhio secco può portare anche ad una condizione di iper lacrimazione. Tuttavia, anche se la percezione è esattamente quella di una lacrimazione vera e propria, non si tratta di lacrime, ma di un semplice liquido acquoso. Nel caso della sindrome dell’occhio secco, infatti, le lacrime, naturalmente ricche di sostanze lipidiche e mucina, vengono meno, e l’occhio, non più lubrificato, tende a seccarsi. La reazione naturale è il rilascio un abbondante liquido puramente acquoso, che può essere confuso con una lacrima vera, e che tuttavia priva l’occhio dell’acqua necessaria per produrre nuove lacrime. Un circolo vizioso tutt’altro che positivo per la salute dell’occhio.

La sindrome dell’occhio secco si cura anche a tavola

La salute comincia anche a tavola, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Poichè la sindrome dell’occhio secco è causata da una mancanza di lubrificazione, va da sè che bere molto è fondamentale. Bevete tanto, soprattutto fuori dai pasti. Inoltre, è importante consumare molti cibi di stagione, ricchi di vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, e molto pesce, nella fattispecie pesce azzurro e salmone, naturalmente ricchi di Omega3. Vitamine ed omega 3 sono “ingredienti” preziosi per la salute oculare, per mantenere la funzione visiva sempre al meglio delle sue potenzialità e per aiutare il delicato “ingranaggio” dei nostri occhi a funzionare sempre in modo ottimale.

Il CIOS ogni anno promuove una campagna per la prevenzione e diagnosi dell’occhio secco

Ogni anno il Centro Italiano Occhio Secco si fa promotore di una campagna per la prevenzione e la diagnosi della patologia, alla quale aderiscono, offrendo l’opportunità di sottoporsi ad uno screening mirato, diversi centri specialistici italiani. Se sei in menopausa o in gravidanza, se sei un fumatore, se senti spesso bruciore agli occhi oppure hai frequentemente gli occhi arrossati, potresti soffrire di sindrome dell’occhio secco, una patologia che è sempre bene non trascurare.

Per ulteriori informazioni o appuntamenti:

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Quando anche l’occhio “beve” thè verde

Si sente spesso parlare degli innumerevoli benefici del the verde, quasi fosse un elisir di lunga vita. Ma quali sono le proprietà di questa incredibile bevanda di origine orientale? Come mai fa così bene, e a cosa in particolare? E’ vero che è un toccasana anche per gli occhi? E soprattutto, come si prepara per trarne il massimo beneficio? Vediamo quali sono le risposte a questi quesiti.

Thè verde, una bevanda antichissima dalle mille proprietà benefiche

Il thè verde è una bevanda dalle origini davvero molto antiche. La sua origine è cinese, ed è da sempre una delle bevande maggiormente consumate in tutto il Medio Oriente ed Oriente. Recentemente tuttavia, il the verde ha trovato ampia diffusione anche in Occidente, dove tradizionalmente si è sempre consumato the nero. Responsabili di questo “cambio di rotta” sono le innumerevoli e comprovate virtù benefiche di questa straordinaria bevanda. Non sono pochi, infatti, gli scienziati ed i ricercatori che hanno dedicato studi ed analisi al the verde, onde individuarne le proprietà. Che sembrano essere ogni giorno di più.

La top 9 delle proprietà del thè verde

  1. Antiossidante naturale: tra gli “ingredienti” più preziosi contenuti nel the verde troviamo i polifenoli e i bioflavonoidi. Si tratta di importanti sostanze anti radicalizzanti e ed antiossidanti, che aiutano, favoriscono ed incentivano la rigenerazione cellulare, ritardando l’invecchiamento e prevenendo l’insorgenza di tumori.
  2. “Collutorio” naturale: il thè verde contiene un antibatterico capace di neutralizzare lo Streptococcus mutans, un batterio spesso presente nel cavo orale, responsabile dell’insorgenza di carie. Bere thè verde, insomma, aiuta anche a disinfettare la bocca!
  3. Protettivo della pelle: il the verde contiene una sostanza, l’EGCG, una catechina responsabile di proteggere la pelle dall’insorgenza di tumori, difendendola in modo naturale dall’aggressione dei raggi UV dannosi.
  4. Ottimo per prevenire il diabete: la catechina di cui abbiamo parlato sopra è ottima anche per tenere sotto controllo i livelli di zucchero nel sangue. Una buona tazza di the verde è consigliata dunque anche a chi è a rischio di diabete o soffre di diabete.
  5. Ottimo per tenere a bada il colesterolo: anche in questo caso chiamiamo in causa la catechina EGCG, che riesce, tra le altre cose, a tenere le arterie “pulite” ed a prevenire l’accumulo di colesterolo dannoso nel sangue.
  6. Drenante: a proposito di grassi, il the verde è anche un eccellente drenante, perfetto per eliminare i grassi e prevenire l’obesità.
  7. Ottimo per l’apparato cardiocircolatorio: i flavonoidi contenuti nel thè verde, grazie alle loro eccellenti proprietà antiossidanti, aiutano a tenere sotto controllo la pressione sanguigna, proteggendo l’organismo da eventuali ictus.
  8. Protettivo dell’utero: secondo uno studio recente, le sostanze contenute nel thè verde sono anche ottime per aiutare chi soffre di fibroma uterino, poichè ne riducono il volume ed il peso in modo del tutto naturale.
  9. Protettivo dell’apparato respiratorio: il thè verde è anche un ottimo antibatterico nei confronti dei batteri responsabili dell’insorgenza della polmonite. Sembra che consumare the verde quotidianamente riduca drasticamente il rischio di morire di polmonite.

The verde, un vero toccasana per i tuoi occhi

Non potevamo non concludere questo breve excursus sulle proprietà del the verde andando ad approfondire le proprietà eccezionali che questa bevanda ha nei confronti del benessere del nostro apparato visivo. Il the verde è ottimo per prevenire le malattie dell’occhio, in primis la cataratta ed il glaucoma. Il merito sarebbe ancora una volta delle catechine, in particolare l’epigallocatechina, una sostanza che sarebbe in grado di andare a depositarsi proprio sui tessuti oculari. Gli scienziati sono rimasti molto colpiti dalla capacità di queste sostanze di passare dal tratto gastrointestinale ai tessuti oculari: a seguito di un esperimento condotto da scienziati giapponesi, è emerso infatti che cornea, sclera, cristallino, vitreo e retina mostravano tracce di questa preziosa catechina. L’azione dell’epigallocatechina sui tessuti oculari è di tipo antiossidante: essa va infatti a proteggere l’occhio dagli stress ossidativi, mantenendo i tessuti giovani, ben ossigenati, favorendone il rinnovamento e prevenendo malattie quali il glaucoma e la cataratta.

Come trarre il massimo dal thè verde?

Ora che abbiamo visto le innumerevoli proprietà del the verde, vediamo anche come trarre il meglio da questa strepitosa bevanda di origine orientale. Bevete una o due tazze al giorno di thè verde lontano dai pasti: in questo modo darete modo alle sostanze in esso contenute di sprigionarsi al meglio, senza interferire con la digestione.

Per ciò che concerne la preparazione del thè, l’acqua di infusione non deve raggiungere i 100 gradi, ma gli 85. Se non avete un termometro da cucina, potete dunque spegnere la fiamma quando vedete le prime bollicine sulla superficie dell’acqua. Dopodichè procedete con l’infusione, che deve durare due o tre minuti solamente. Gustate il thè verde sia caldo che freddo.

 

Spirulina, l’alga del benessere

Era il 1974 quando la Conferenza Mondiale dell’Alimenatazione dell’ONU la definiva come “alimento del futuro”, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità la indicava quale “miglior cibo del XXI secolo”: ci riferiamo alla spirulina, un’alga particolarmente nutriente, definita per questo “super food”, salita tuttavia alla ribalta nel nostro paese solo negli ultimi anni. Vediamo di che si tratta.

Spirulina: un cibo antico come l’uomo

Anche se probabilmente molti di voi ne avranno sentito parlare solo in tempi recenti, la spirulina è un’alga antichissima. Si chiama spirulina semplicemente perchè la sua forma è ricorda quella di una spirale. Questa forma elicoidale le consente di spostarsi sulla superficie delle acque dolce nelle quali vive. Scoperta ufficialmente nel 1964 da un botanico belga, Jean Léonard, sembra tuttavia che la spirulina fosse già ben nota alle popolazioni precolombiane. Oggi la spirulina viene raccolta e consumata in ampia misura delle popolazioni dell’Africa centrale, che la trovano in abbondanza in particolare nelle acque del lago Cossorom. Qui, la spirulina viene usata per preparare una pietanza brodosa molto nutriente.

Un superfood ricco di elementi nutritivi

Come accennato, la spirulina è un vero e proprio superfood, ovvero un alimento molto ricco di elementi preziosi per la salute ed il benessere del nostro organismo. Essa contiene una vasta gamma di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5 (acido pantotenico), B6, B7 (inositolo) B9, B12, ma anche vitamina A, D, K, vitamina H (biotina) e vitamina E (alfa-tocoferolo). Oltre a questo generoso mix di vitamine, la spirulina contiene anche proteine, carboidrati e fibre, e poi ancora sali minerali a volontà, amminoacidi e acidi grassi essenziali. Insomma, un vero toccasana per il nostro organismo!

Ecco le proprietà della spirulina

Abbiamo elencato gli innumerevoli principi nutritivi contenuti nella spirulina, ma forse i meno esperti di chimica si chiederanno quali siano, in poche parole, le proprietà dei questa portentosa alga. E’ presto detto: l’alga spirulina è un’alga della salute, ricca di proprietà:

  • nutritive
  • antiinfiammatorie
  • antiossidanti
  • tonificanti
  • ricostituenti
  • antivirali
  • anticoagulanti
  • immunostimolanti

La spirulina apporta una vasta gamma di benefici

  • è un agente chelante, dunque attira a sè le tossine ed aiuta ad eliminarle (si pensi ai metalli pesanti)
  • è un antiossidante ideale nei casi di ipercolesterolemia, perchè aiuta a mantenere basso il livello del colesterolo “cattivo”, quello che si deposita nelle arterie
  • aiuta a mantenere belli e sani gli annessi cutanei, grazie ai suoi innumerevoli minerali (ottima anche contro l’acne, ma in generale contro l’invecchiamento cutaneo)
  • è un supporto nutritivo per chi segue una dieta vegetariana o vegana, perchè consente di introdurre un buon apporto proteico
  • aiuta i soggetti diabetici ad abbassare in livello di insulina nel sangue
  • aiuta chi intende dimagrire, per il suo potere saziante
  • è perfetta per garantire il buon funzionamento delle attività intestinali ed è d’aiuto a chi soffre di colon irritabile

L’alga della memoria e del buonumore

Grazie al suo notevole apporto di triptofano, un aminoacido essenziale responsabile del buon andamento delle funzioni cognitive e del rilascio di serotonina e della melatonina, la spirulina è anche l’alga della memoria, della prontezza mentale e del buon umore. Chi la assume riferisce infatti un notevole miglioramento delle capacità di attenzione e di memoria, oltre che un generale miglioramento anche del tono dell’umore. E’ ottima dunque se assunta in periodi di particola stress psicologico e mentale.

E per la vista?

Ma veniamo ai benefici dell’alga spirulina per la vista e per l’apparato visivo. Come già detto, la spirulina è ricchissima di vitamine, in particolare di vitamina A, la quale garantisce un utilissimo apporto di betacarotene, indispensabile per il benessere del nostro apparato visivo. La quantità di betacarotene contenuta nell’alga spirulina supera di 10 volte quella contenuta nelle carote, alimento largamente noto per i suoi benefici sull’apparato visivo.

Ricca di betacarotene, prezioso “ingrediente” per la cornea e la retina

La vitamina A contenuta nella spirulina è ottima per mantenere la cornea giovane ed in salute e per garantire che la retina lavori sempre con la massima efficienza, convertendo gli stimoli luminosi in informazione visiva. Insomma, l’occhio ha bisogno di grandi quantità di vitamina A e betacarotene per mantenersi giovane ed efficiente, e la spirulina sembra proprio essere un ingrediente prezioso per il raggiungimento di questo scopo.

Come assumere la spirulina?

La spirulina è presente oggi in commercio sotto diverse forme. La trovate nei negozi di alimentazione biologica e nelle erboristerie, sotto forma di tavolette, pastiglie o polvere. Non esitate a farvi consigliare dal vostro naturopata o erborista di fiducia per ulteriori informazioni circa questa alga così ricca di elementi nutritivi.

Leggi anche: Cataratta, la top list dei consigli per prevenirla

Nutrigenomica: può l’alimentazione curare le malattie, anche quelle oculari?

nutrigenomica

Parliamo spesso di quanto una buona alimentazione possa aiutare a prevenire molte malattie, anche quelle degli occhi.

In questo articolo affrontiamo il delicato tema della nutrigenomica, la scienza deputata a studiare le interazioni fra geni specifici e nutrienti, secondo la quale le conseguenze del nostro stile alimentare dipendono dal profilo genetico, specifico di ogni individuo, ma anche l’avverarsi del destino trascritto nei geni può essere, a sua volta, rallentato o anticipato dallo stile alimentare.

Esistono quindi predisposizioni razziali, etniche e familiari, nella risposta a determinati nutrienti e ciò spiega perché le risposte cliniche, ad esempio alla soia, siano notevolmente diverse nelle donne indiane rispetto alle donne europee.

La nutrigenomica con lo studio dei polimorfismi (piccole, ma effettive, differenze nella sequenza amminoacidica dei geni) fornisce spiegazioni plausibili sulla diversa efficacia clinica di prodotti legittimati, peraltro, da studi e casistiche non casuali.

Ad esempio, un polimorfismo nel gene dell’angiotensina (ormone che stimola la vasocostrizione aumentando la pressione del sangue) potrebbe spiegare la diversa risposta degli ipertesi alle diete ricche di fibre alimentari, oppure altri polimorfismi giustificano il fatto che l’acido folico riduca l’incidenza del tumore del colon in alcuni studi, ma non in altri, condotti su gruppi etnici con abitudine alimentari diverse.

Questi sono soltanto due esempi del fatto ben noto che alcune precauzioni alimentari si sono confermate utili nella prevenzione dei tumori in determinati studi, ma non in altri!

Oggi sappiamo che i geni del singolo individuo sono coinvolti nella risposta alla presunta componente, benefica o dannosa, di un cibo: il problema diventa ben più complesso quando ci sono interferenze-interazioni con altri cibi.

Forse si potrebbe fare un accostamento con quanto già accade con l’indice glicemico di un cibo testato in laboratorio e quello che invece è l’effetto dello stesso cibo inglobato in un pasto completo con la sovrapposizione e le interferenze di altri alimenti e delle variabili digestive!

I progressi della nutrigenomica ci porteranno a comprendere in che modo un alimento, o meglio un particolare stile alimentare, interferisce nel funzionamento dell’organismo a livello molecolare; tutto ciò ha però, fin da ora, i suoi possibili risvolti commerciali e mistificatori.

Alcune aziende, non soltanto americane, hanno puntato sul business ed hanno già realizzato kit nutrigenomici, cioè dei questionari e un’analisi del DNA che per il momento non giustificano le diete formulate e suggerite in cambio di qualche centinaio di dollari.

Come ha specificato Gregory Kutz, Direttore della sezione Special Investigations del GAO (US Government Accountability Offi ce), si tratta di predizioni senza alcun valore medico e scientifico e così ambigue nella formulazione che in realtà non forniscono alcuna informazione al consumatore che paga cifre importanti praticamente per nulla.

Per capire a che punto siamo nello sviluppo e nell’applicazione della nutrigenomica, vale citare il paragone proposto da Josè M. Ordovas, direttore del Genomics Laboratory della Tufts University di Boston: “In termini di potenziale sviluppo delle nostre conoscenze oggi siamo al punto in cui eravamo nel 1980 nel campo dei computer. Giocavamo a quella specie di ping pong lentissimo su computer,lenti e primitivi,e guardate dove siamo oggi!».

Per ora la nutrigenomica è un fatto culturale in divenire che tuttavia i clinici della nutrizione non devono sottovalutare, ma semmai approfondire per prepararsi ad utilizzarlo quando i tempi saranno maturi, ma anche per avvicinarsi fin d’ora, consapevolmente e senza preclusioni concettuali, al nuovo mondo dei functional food e delle diete sempre più personalizzate. Rappresentando l’alimentazione una necessità quotidiana, la nutrigenomica potrebbe costituire una sorta di terapia «continuativa» utilizzabile per tutta la vita, senza i rischi di tossicità concettualmente intrinseci all’impiego dei «farmaci».

Ad esempio, per prevenire patologie oculari, si potrebbe autorizzare un diverso impiego preventivo di quelle vitamine che aiutano molto nella prevenzione, assumendole direttamente con i cibi che le contengono o per addizione (nutraceutical food): dalla vitamina A al β-carotene, alla vitamina E, alla vitamina B2, alla vitamina C, agli ω-3, alla luteina ecc

Per iniziare con un’alimentazione corretta e utile per i nostri occhi, in attesa che la nutrigenomica si sviluppi, potete seguire i nostri consigli della nostra rubrica “Mangiare per gli occhi”: ogni settimana pubblichiamo una ricetta diversa con preziosi nutrienti per la salute dei nostri occhi!

Questo articolo riprende quanto scritto da Eugenio Del Toma, Primario Emerito di Dietologia e Diabetologia e Specialista in Scienza dell’Alimentazione e in Gastroenterologia che ha collaborato alla stesura del libro “Occhio e Ricette per la vista” (FGE Editore) redatto in collaborazione con Lucio Buratto, Direttore del Centro Ambrosiano Oftalmico (CAMO).

Per chi volesse approfondire può acquistare il volume a questo link