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Degenerazione maculare senile atrofica: quando il laser è d’aiuto

Abbiamo già avuto occasione di approfondire il tema della degenerazione maculare in un’interessante intervista al dott. Matteo Cereda, medico oculista e retinologo di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico. Oggi vogliamo soffermarci su una delle varianti più insidiose della maculopatia senile, ovvero quella atrofica. CAMO dispone di un nuovissimo tipo di laser che può offrire un aiuto concreto a chi soffre di questa patologia. Vediamo di entrare nel dettaglio. 

Degenerazione Maculare Senile: che cos’è

La degenerazione maculare senile è una malattia della macula, la parte centrale della retina, che è molto ricca di fotorecettori, le cellule deputate alla trasmissione degli impulsi luminosi al nervo ottico, ed alla percezione dei colori. Quando la macula, per ragioni legate all’età e ad altri fattori concomitanti si deteriora, si ha appunto la degenerazione maculare. La degenerazione maculare senile si può presentare in una variante essudativa ed in una variante atrofica.

La Degenerazione Maculare Senile Atrofica o Secca

La degenerazione maculare senile di tipo secco è quella più difficile da trattare. Tuttavia, CAMO dispone di un innovativo laser sottosoglia a nanosecondi, che talvolta viene usato anche per trattare altri tipi di patologie, come l’edema maculare diabetico, l’edema maculare da occlusione venosa e la corioretinopatia sierosa centrale. Inoltre, se il paziente non ha ancora una maculopatia conclamata ma presenta delle drusen, depositi di sostanze di scarto spesso predisponenti alla maculopatia, o ha familiarità per la maculopatia, il trattamento si può ugualmente eseguire.

Il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi – laser 2RT –  per la maculopatia atrofica

Il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi per la maculopatia atrofica viene eseguito in regime ambulatoriale. Si tratta di una procedura indolore: al paziente vengono dilatate le pupille con un apposito collirio, dopodichè sull’area da trattare vengono applicati dei brevi impulsi di luce laser. In questo modo, e generalmente con una sola seduta, si ha modo di stabilizzare, nella gran parte dei casi, la malattia, consentendo al paziente di conservare più a lungo la sua vista.

Prima e dopo il trattamento

Prima del trattamento, naturalmente, il paziente dovrà sottoporsi ad un’accurata visita clinica e strumentale, che includerà sicuramente un OCT della retina (un esame simile alla tac), un esame del fondo oculare e una microperimetria.

Dopo il trattamento con laser sottosoglia a nanosecondi, non è necessario bendare l’occhio, ma è consigliabile indossare un paio di occhiali scuri. Bisognerà attendere che l’effetto della dilatazione pupillare finisca, per tornare alle proprie attività quotidiane. Invece, per poter apprezzare i benefici del trattamento, occorrerà attendere qualche giorno o anche qualche settimana.

Vuoi saperne di più?

Ecco i nostri contatti:

CENTRO AMBROSIANO OFTALMICO P.zza Repubblica, 21 – 20124 Milano

E-MAIL visite@camospa.it

TELEFONO 02 6361 191 Centralino attivo Lun-Ven dalle 9,00 alle 19,00

L’intervento di cataratta nei pazienti con retinite pigmentosa

La retinite pigmentosa è una patologia oculare a carattere ereditario, che vede un progressivo deterioramento dei fotorecettori presenti sulla retina e che conduce ad una riduzione significativa della visione notturna e di quella periferica. Nei casi più gravi, la capacità e l’acutezza visiva risultano gravemente compromessi, conducendo la persona all’ipovisione e, nei casi più gravi, anche alla perdita della vista. Ma cosa accade quando il paziente con retinite pigmentosa sviluppa la cataratta e deve dunque affrontare l’intervento di facoemulsificazione? 

Intervento di cataratta su pazienti affetti da retinite pigmentosa: uno studio individua come predirne l’esito

Nel corso di uno studio recente effettuato su 109 occhi di 70 pazienti affetti da retinite pigmentosa e da cataratta, sono state prese in esame le scansioni delle OCT effettuate sia un mese prima dell’intervento di facoemulsificazione, che tre mesi dopo. Oltre all’OCT, i pazienti sono stati sottoposti anche ad una visita oculistica completa e ad una misurazione della migliore acuità visiva corretta (BCVA). L’attenzione degli studiosi è stata rivolta alla retina e cioè alle condizioni della membrana limitante interna ed allo spessore maculare centrale, che si sono rivelati essere due parametri fondamentali per stabilire e predire gli esiti visivi dell’intervento di rimozione della cataratta.

Le conclusioni dello studio sull’esito dell’intervento di cataratta in pazienti affetti da retinite pigmentosa

Lo studio ha evidenziato come la migliore acuità visiva corretta risulta migliorata dopo l’intervento di facoemulsificazione in quei pazienti che, prima dell’intervento, presentano una buona BCVA associata ad una membrana limitante interna integra e ad un buon spessore maculare. (Fonte: PublMed.gov)

Soffri di una patologia oculare e vuoi sapere se puoi affrontare l’intervento di cataratta?

Se sei affetto da una patologia oculare ed anche da cataratta, o pensi di essere affetto da cataratta e non ne sei sicuro, prenota una visita specialistica per la cataratta. CAMO presta la massima attenzione alle condizioni di salute oculare di ciascun paziente, assistendolo costantemente ed avendo cura di spiegargli minuziosamente i dettagli delle eventuali patologie, degli esami e degli interventi che egli dovrà affrontare.

Per prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta, chiama lo 02 6361191

Diabete, in arrivo le lenti a contatto per la misurazione della glicemia

In un periodo storico in cui i casi di diabete connessi ad uno stile di vita sbagliato stanno aumentando in modo esponenziale, Novartis e Google, due tra i maggiori colossi a livello mondiale in campo farmaceutico ed informatico/tecnologico, hanno scelto di unire forze e competenze per dar vita ad una soluzione capace di migliorare la vita quotidiana dei diabetici di tutto il mondo. Si tratta, in breve, di lenti a contatto in grado di misurare e monitorare il livello di glucosio nel sangue. 

Come funzionano le lenti a contatto per la misurazione della glicemia

Le lenti a contatto progettate da Novartis in collaborazione con Google, che saranno immesse sul mercato tra cinque anni circa, riusciranno a misurare la glicemia attraverso l’analisi delle lacrime. Un microchip presente sulle lenti riuscirà a misurare la glicemia proprio attraverso la lacrimazione, ed invierà successivamente i dati ad un computer in remoto. In questo modo, il paziente potrà evitare di pungersi il dito diverse volte al giorno, accantonando dunque il metodo di misurazione tradizionale. Il vantaggio di questa tecnologia è che la misurazione della glicemia avviene in modo continuo e per niente invasivo, e che il paziente viene immediatamente informato qualora i valori non siano nella norma.

Diabete e salute oculare

Come emerso dall’indagine demoscopica promossa da CAMO in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’Università Vita-Salute di San Raffaele, gli italiani non sono adeguatamente informati in merito al diabete, alle sue caratteristiche ed alle sue conseguenze. Una disinformazione che può produrre effetti negativi sull’intera popolazione ed alla quale è necessario porre rimedio. Oltre alla poca conoscenza in merito al diabete stesso, si sa poco di altre patologie ad esso legate a doppio filo, come la retinopatia e la maculopatia diabetica: due patologie oculari che, se trascurate, possono portare a cecità.

Una campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della maculopatia diabetica

Segnaliamo che nel mese di Febbraio 2019 avrà luogo la Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia Diabetica, con la partecipazione di 32 centri d’eccellenza sul territorio italiano, presso i quali i pazienti diabetici potranno prenotare uno screening gratuito della maculopatia.

Una visita oculistica specialistica specifica per le malattie della retina

Per chi non vuole aspettare febbraio, ricordiamo che CAMO mette a disposizione dei suoi pazienti una visita specialistica oculistica specifica per le malattie della retina, che include, oltre ai normali esami di una visita oculistica generica, anche una serie di accertamenti approfonditi sullo stato di salute del fondo oculare:

  • OCT della regione maculare;
  • fluorangiografia retinica;
  • ecografia bulbare

Per prenotare la visita oculistica specialistica per le malattie della retina, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 al +39026361191.

 

Quando la tecnologia è al servizio della diagnostica

Nell’ottobre 2018 il nostro direttore scientifico, il dottor Lucio Buratto, assieme al professor Francesco Bandello, ordinario di oftalmologia presso l’Università Salute-Vita del San Raffaele di Milano, ha presentato i risultati di un’indagine demoscopica volta a testare la conoscenza della popolazione in merito al diabete e alle patologie ad esso connesse. I risultati dell’indagine si sono dimostrati ben poco incoraggianti, a riprova del fatto che viviamo in un paese la cui popolazione è, tutto sommato, non sufficientemente informata, nonché poco sensibile al tema della prevenzione. L’altra faccia della medaglia, però, ci mostra una situazione del tutto diversa: oggi la tecnologia sta facendo passi da gigante, mettendo a disposizione dei medici moderni ed efficienti strumenti capaci di affiancarli nel processo diagnostico. Vediamo nel dettaglio come l’intelligenza artificiale possa rivelarsi un ottimo “braccio destro” del medico anche in ambito oftalmico, con particolare riferimento a due patologie oculari legate a doppio filo al diabete: la retinopatia e la maculopatia diabetica. 

Due innovativi software per la diagnosi della retinopatia e della maculopatia

E’ stato recentemente approvato dalla Food and Drug Administration Americana un innovativo software capace di effettuare diagnosi di patologie oculari con una percentuale di precisione particolarmente alta, anche a prescindere dall’intervento del parere medico “umano”. Il software, chiamato IDx-DR, è in grado, grazie ad uno speciale algoritmo, di visionare delle immagini della retina a video e di stabilire se il paziente è affetto o meno da retinopatia e maculopatia diabetica. Affermare che la tecnologia possa sostituirsi interamente al medico sarebbe una forzatura, tuttavia un software come l’IDx-DR potrebbe rivelarsi particolarmente utile nel caso di uno screening di massa sulla maculopatia.

Analogamente, Google ha avviato nel 2016 un progetto chiamato Deep Mind Health in collaborazione con il Moorfields Eye Hospital,  basato sull’analisi di milioni di scansioni tratte da OCT di pazienti. L’OCT, ovvero la Tomografia Ottica Computerizzata, è un esame fondamentale per la diagnosi della maculopatia: individuare e definire un algoritmo capace di effettuare una diagnosi sulla base dell’analisi delle immagini, consentirebbe di poter effettuare, anche nel caso della maculopatia, delle indagini di massa ad alta precisione in tempi piuttosto ridotti.

In arrivo una campagna di prevenzione della maculopatia diabetica promossa da CAMO

Nel febbraio 2019 CAMO si farà promotore di una campagna di prevenzione e diagnosi della maculopatia diabetica. Un importante evento che vedrà la partecipazione di 32 centri d’eccellenza sul territorio italiano, che per l’occasione si avvarranno di software di ultima generazione come quelli sopracitati al fine di monitorare lo stato di salute dei pazienti diabetici a rischio di maculopatia e retinopatia. Un intero mese dedicato non solo agli screening sotto il segno delle tecnologie d’avanguardia, ma anche all’informazione ed alla sensibilizzazione verso il tema della prevenzione, in un paese che ancora oggi non risulta abbastanza informato in merito ad una patologia, come lo è il diabete, che in tutto il mondo sta assumendo i contorni di una pandemia.

Il 14 novembre ricorre la Giornata Mondiale del Diabete

Ricorre il 14 novembre la Giornata Mondiale del Diabete: istituita nel 1991 dalla Federazione Internazionale Diabete in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta un’occasione concreta per sottolineare l’importanza della prevenzione e per sensibilizzare la popolazione nei confronti di una patologia ad oggi ancora non abbastanza conosciuta.

Cos’è il diabete e perché si può prevenire

Il diabete può essere causato da una insufficiente produzione di insulina, l’ormone responsabile della regolarizzazione dei livelli di glicemia nel sangue, oppure da un fenomeno chiamato insulino-resistenza, che fa sì che le cellule dell’organismo non riescano ad usare l’insulina presente nel sangue. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi nel mondo vi sono 443 milioni di persone affette da diabete. Un dato allarmante, che preoccupa ancor di più se si considera il fatto che si prevede che entro il 2015 questo numero toccherà quota 700 milioni. La maggior parte delle persone ad oggi affette da diabete, soffrono di diabete di tipo 2: una forma che si può prevenire con uno stile di vita più attivo e con una dieta sana e ben bilanciata. La soluzione non consiste solamente nel “non mangiare alimenti dolci e zuccherati”, ma nel prevenire l’obesità ed il sovrappeso praticando attività fisica regolare ed alimentandosi in modo corretto. Ecco spiegato il senso di questa giornata importante sotto il segno della prevenzione e dell’informazione nei confronti dei malati di diabete, dei loro familiari ma anche più in generale, di tutta la popolazione.

Quali sono le complicanze del diabete

L’iperglicemia può avere ripercussioni negative su diversi organi, nello specifico

sugli occhi occhi, innescando una retinopatia diabetica.

sui reni, causando una nefropatia diabetica.

sull’apparato cardiovascolare, causando differenti patologie, come la cardiopatia ischemica, la vasculopatia cerebrale e la coronaropatia.

sul sistema nervoso, causando una neuropatia.

Cos’è la retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una patologia oculare molto grave, capace di compromettere seriamente la capacità visiva del paziente o addirittura di condurre alla cecità. Recentemente, il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, si è fatto promotore di una indagine demoscopica sulla conoscenza della popolazione in merito al diabete ed alle patologie oculari ad esso connesse. I risultati, presentati nell’ottobre 2018, non sono incoraggianti: oltre la metà degli intervistati, infatti, si è rivelato poco informato sulla patologia, sulle sue caratteristiche e sulle sue conseguenze, talvolta pur essendo consapevole di esserne affetto.

Febbraio 2019: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica

Alla luce dei risultati poco incoraggianti dell’indagine demoscopica, il Centro Ambrosiano Oftalmico, in collaborazione con l’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano e con il patrocinio del Ministero della Salute, organizzerà per il mese di febbraio del 2019 una Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica. La campagna avrà luogo presso diversi centri d’eccellenza su tutto il territorio nazionale ed avrà come obiettivo quello di informare, sensibilizzare e prevenire le patologie oculari connesse al diabete.

Nel frattempo, perché non sottoporsi ad una visita specialistica per la retina?

Le patologie della retina sono spesso insidiose ed il paziente non si accorge di esserne affetto fino a quando i sintomi non diventano particolarmente accentuati. Eppure, alcune patologie come la maculopatia diabetica e la retinopatia diabetica si possono diagnosticare precocemente con una visita specialistica oculistica mirata. Uno degli esami proposti nel corso di questa visita prende il nome di OCT, una specie di tac della retina, non a contatto e per nulla fastidiosa, fondamentale per la diagnosi di queste patologie. Per prenotare la tua visita specialistica oculistica per le malattie della retina, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 allo 02 6361191 oppure scrivici all’indirizzo visite@camospa.it.

La top 5 degli ingredienti (inaspettati) che fanno bene alla vista

La salute vien mangiando, ed è risaputo che fare il pieno di frutta e verdura è un vero toccasana per l’intero organismo. Ma quali sono gli ingredienti che fanno bene nello specifico al nostro apparato visivo? Cosa conviene mangiare con una certa frequenza per vedere bene il più a lungo possibile e stare alla larga dalle tipiche patologie oculari connesse all’avanzare dell’età, dall’invecchiamento cellulare e dallo stress ossidativo? Ecco svelati i 5 ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista, per vedere il mondo in tutta la sua bellezza fino a tarda età.

I 5 ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista

Se in questo articolo vi parlassimo di quanto fa bene mangiare carote, verdura a foglia, frutta fresca e pesce azzurro, forse non vi diremmo nulla di nuovo. Sono questi, infatti, gli ingredienti che notoriamente fanno bene alla vista, per il loro alto contenuto di luteina, zeaxantina, vitamine, omega 3, ed altri elementi preziosi per contrastare l’invecchiamento cellulare e lo stress ossidativo. Ebbene, vi sono altri ingredienti che fanno altrettanto bene alla vista, molti dei quali introducete nella vostra dieta sicuramente con una certa frequenza, mentre altri forse vi risulteranno nuovi e singolari. Vediamo quali sono i 5 ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista e che sono capaci di regalare benessere e acutezza visiva fino a tarda età.

1  – Corteccia di pino marittimo

Questo ingrediente è davvero molto singolare e sicuramente non è uno di quei prodotti che troverete facilmente al supermercato e che vi consentirà di preparare qualche strepitoso piatto della domenica. Tuttavia, non dimenticatevi di lei: la corteccia di pino marittimo, che potete acquistare in erboristeria sotto forma di capsule, è stata recentemente indicata come ottima, in abbinamento con il mirtillo, per venire in aiuto a chi soffre di elevata pressione oculare, detta anche ipertensione oculare.

La corteccia di pino marittimo è tra gli ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista perché: abbassa l’ipertensione oculare in modo naturale.

2 – Cioccolato

Il cioccolato è spesso collocato nella lista degli alimenti proibiti da parte di chi si trova in una condizione di sovrappeso. C’è chi dice che fa ingrassare, chi ancora pensa che faccia venire i brufoli. Il cioccolato di alta qualità, contenente un’alta percentuale di cacao, può invece rivelarsi un ottimo alleato per la salute oculare. Il suo alto contenuto di zinco, infatti, favorisce l’assorbimento da parte dell’organismo della vitamina A, regalando un mix di salute e benessere in particolar modo alla retina e favorendo una eccellente capacità di adattamento all’oscurità.

Il cioccolato è tra gli ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista perché: contiene zinco, che aiuta l’occhio ad adattarsi sempre meglio all’oscurità.

3 – Il fegato di vitello

Il fegato di vitello è uno di quegli ingredienti che spesso i pediatri usano consigliare alle mamme al fine di somministrare ai bambini un secondo piatto altamente proteico, ricco di ferro e vitamine. Ma non finisce qui: il fegato contiene anche un ottimo apporto di vitamina A, indispensabile per il buon funzionamento della retina.

Il fegato di vitello è tra gli ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista perché: contiene vitamina A, un elemento importante per il buon funzionamento della retina.

4 – Il thé

Quante volte vi sarà capitato di prendere una tazza di thé, soprattutto durante le stagioni fredde, senza riflettere troppo sui suoi benefici ma concentrandovi invece sul piacere momentaneo di una bevanda calda. Ebbene, il thé è particolarmente ricco di flavonoidi e dunque è un eccellente antiossidante, ovvero una bevanda capace di contrastare l’invecchiamento cellulare e di favorire la corretta ossigenazione dei tessuti. Non a caso in oriente, dove se ne beve in abbondanza, la longevità è di casa.

Il thé è tra gli ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista perché:  contiene flavonoidi, favolosi antiossidanti naturali, capaci di rallentare l’invecchiamento dell’apparato visivo e tenere lontane le patologie connesse all’avanzare dell’età. 

5 – Le cozze

Infine, un altro ingrediente al quale forse non avete mai pensato sono le cozze. Le cozze sono particolarmente ricche di selenio. Sicuramente avrete sentito parlare del selenio associato ai cereali o alle uova, ma vi segnaliamo che anche le cozze, come d’altronde tutti i molluschi, ne sono particolarmente ricche. Oltre ad essere noto per il suo potere antiossidante, il selenio è anche un ottimo fluidificante del sangue ed un potente antinfiammatorio.

Le cozze sono tra gli ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista perché: contengono selenio, un potente antiossidante ed antinfiammatorio naturale.

Concludiamo la nostra carrellata degli ingredienti inaspettati che fanno bene alla vista, (ma anche piacere al palato e tanto buonumore) ricordandovi che il vero segreto per stare bene il più a lungo possibile e per invecchiare nel migliore dei modi è la moderazione. Non privatevi di nulla, dunque, che sia un piatto di spaghetti con le cozze o una fetta di torta al cioccolato. La vostra salute ed il vostro umore ne trarranno grande vantaggio, anche sul lungo periodo.

Come prepararsi all’intervento di rimozione della cataratta

L’intervento di rimozione della cataratta – noto anche con il nome di facoemulsificazione – è oggi uno dei più praticati al mondo. Esso consente di risolvere in modo efficace e permanente una delle patologie tipiche dell’età matura, consentendo al paziente di recuperare una straordinaria nitidezza visiva ed un’eccellente percezione dei colori. I grandi traguardi della tecnologia, come l’avvento del laser a femtosecondi, e la possibilità di inserire cristallini artificiali completamente personalizzabili, inoltre, fa di questo intervento una soluzione veloce ed indolore a più problemi contemporaneamente, inclusi i difetti di rifrazione. Vediamo in questo articolo come prepararsi all’intervento di rimozione della cataratta. 

In cosa consiste l’intervento di rimozione della cataratta

Prima di approfondire ulteriormente l’argomento e di spiegare come prepararsi all’intervento di rimozione della cataratta, cerchiamo di spiegare meglio cosa si intenda per cataratta e cosa effettivamente si vada e rimuovere nel corso della procedura. Il cristallino è una lente naturale situata all’interno del nostro occhio: esso è collocato in una precisa posizione, proprio dietro la pupilla, all’interno di una capsula che lo contiene. Durante l’intervento di rimozione della cataratta la capsula viene aperta ed il cristallino al suo interno viene sostituito con uno nuovo. La tecnica chirurgica che viene usata per effettuare questa sostituzione prende il nome di facoemulsificazione: il chirurgo effettua una piccolissima incisione di 2-3 millimetri nella parte laterale del bulbo con l’aiuto del laser a femtosecondi, una tecnologia di ultima generazione che riesce a sostituirsi perfettamente al bisturi. Dopodiché, il cristallino oramai opacizzato viene frammentato ed aspirato per poi essere sostituito.

Come ci si prepara all’intervento di rimozione della cataratta

La cataratta non è un fenomeno esclusivo dell’età matura, anche se è molto più frequente che compaia dopo i 60 anni. Da quel momento in poi è possibile che il paziente sperimenti un graduale abbassamento della vista: si tratta di un processo che si sviluppa gradualmente e che generalmente esordisce prima da un occhio e poi compare anche nell’altro. Il cristallino non si opacizza dunque improvvisamente e tutto insieme, ma per gradi. Il paziente sperimenterà un calo nella quantità e nella qualità della vista, faticando a compiere azioni comuni come leggere, guardare la televisione, guidare.

Quando operare la cataratta

A differenza di quanto accadeva alcuni decenni fa, oggi si decide di operare la cataratta prima che questa sia molto evoluta, così da restituire al paziente anziano una buona qualità di vita, oltre che di visione, e dunque la possibilità di compiere le piccole grandi azioni del quotidiano senza troppa fatica e senza il rischio di andare incontro a qualche incidente per esempio di tipo domestico.

Ecco come ci si prepara all’intervento di cataratta

Prima di programmare l’intervento di rimozione della cataratta, l’oculista eseguirà una serie di esami specialistici mirati, che sono:

  • esame del segmento anteriore: è un esame che si effettua attraverso un macchinario chiamato lampada a fessura e che consente di analizzare ed osservare lo stato di salute di cornea e cristallino
  • misurazione del tono oculare: è un esame che si usa per escludere la presenza di glaucoma
  • esame del fondo oculare: è un esame della retina e del fondo oculare, importante per determinare il livello di qualità visiva che si potrà raggiungere a seguito dell’intervento
  • topografia: è lo studio della forma e delle caratteristiche della cornea del paziente
  • biometria: è la misurazione della lunghezza assiale del bulbo oculare. In base a questa si potrà decidere quale tipo di lente correttiva eventualmente inserire.
  • endotelioscopia: è la conta e la misurazione della densità delle cellule dell’endotelio, lo strato posteriore della cornea, attraverso il quale bisognerà passare per poter eseguire l’intervento

Una volta terminati tutti questi accertamenti, sarete pronti per sottoporvi all’intervento di rimozione della cataratta. La fase di preparazione inoltre includerà un lungo colloquio con il vostro medico oculista, che vi illustrerà il tipo di intervento che andrete ad affrontare, oltre a tutti i vantaggi che questo apporterà al vostro apparato visivo. Non esitate a porre qualunque domanda vi venga in mente, così da giungere al giorno dell’intervento pronti, consapevoli e preparati.

Contattaci per qualunque domanda in merito all’intervento di rimozione della cataratta

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Vacanze in auto? Attenzione ai raggi UV

Non vi è nulla di più piacevole e rilassante, dopo un lungo anno di lavoro, che trascorrere alcuni giorni lontano dalla propria abitazione, visitando luoghi nuovi e godendo della compagnia delle persone a noi più care. Se viaggiate in automobile, tuttavia, è bene che voi sappiate che i finestrini non proteggono gli occhi vostri e dei vostri bambini dai raggi UV . E’ quanto emerge da un interessante studio pubblicato recentemente su Jama Ophtalmology. Vediamo i dettagli di questa ricerca.

Cosa sono i raggi UV

La luce del sole non è tutta uguale, anzi. Lo spettro luminoso si compone di diversi tipi di raggi, aventi lunghezza d’onda e intensità differenti. Alcuni raggi sono più caldi, come le radiazioni infrarosse, altri meno; alcuni sono invisibili, come le radiazioni ultraviolette, altri sono visibili. Sono proprio le radiazioni ultraviolette a rappresentare una minaccia per il nostro apparato visivo. Esse sono fredde ed invisibili, pertanto quando esponiamo i nostri occhi a questo genere di radiazione, lo facciamo inconsapevolmente. Questo tipo di radiazioni ha una lunghezza d’onda piuttosto lunga, capace di penetrare in profondità nei nostri occhi in modo “indisturbato”: essendo invisibili, esse non innescano il meccanismo automatico di restringimento della pupilla, e dunque l’occhio non è in grado di difendersi in alcun modo. Ma non finisce qui: i raggi UV non sono un fenomeno dal quale proteggersi solamente in piena estate, ma sono presenti nell’atmosfera tutto l’anno, anche quando il cielo è coperto. Se vi trovate sulla sabbia, sulla neve o in prossimità dell’acqua, inoltre, il riflesso dei raggi UV va a sommarsi ai raggi provenienti dall’alto, e dunque il potenziale danno si moltiplica.

Perché sono pericolosi i raggi UV

I raggi ultravioletti sono pericolosi perché possono danneggiare irrimediabilmente cornea, cristallino e retina. A seconda della lunghezza delle onde, vengono colpiti e potenzialmente danneggiati diversi tessuti dell’apparato visivo. Anche laddove il danno non sia evidente e immediato, è importante sapere che i raggi UV accelerano l’invecchiamento e il deterioramento cellulare e quindi possono anticipare l’esordio di alcune patologie. Il cristallino, per fare un esempio, assorbe sia gli UVA che gli UVB e dunque è altamente esposto ai rischi connessi all’esposizione a questi raggi.

Raggi UV in automobile? Quanto siamo al sicuro?

Venendo allo studio oggetto di questo approfondimento, alcuni ricercatori del Boxer Wachler Vision Institute di Beverly Hills hanno preso in esame 29 autoveicoli di diverse case automobilistiche per appurare la percentuale di sicurezza dei parabrezza e finestrini rispetto alla penetrabilità dei raggi UV. Il risultato è stato che mentre il parabrezza riesce a bloccare il 95% dei raggi UV, i finestrini si sono rivelati meno efficaci, e la percentuale è scesa in taluni casi fino al 44%. Insomma, anche se l’aria condizionata è accesa, siamo al fresco e tutto sommato all’ombra, i raggi UV stanno comunque penetrando l’abitacolo e mettendo a repentaglio la nostra salute visiva.

Come proteggere i nostri occhi dai raggi UV mentre siamo in automobile

Alla luce di quanto detto sopra, va da sè che anche quando stiamo viaggiando a bordo del nostro veicolo è fondamentale proteggere gli occhi dai raggi solari potenzialmente dannosi. Procuratevi un buon paio di occhiali da sole, non necessariamente troppo scuri, ma sicuramente di buona qualità. La protezione, infatti, non è direttamente proporzionale al colore scuro della lente, ma dipende invece dalla fattura della lente stessa. E non solo: proteggete anche la vostra pelle, procurandovi una crema solare con un fattore di protezione abbastanza alto, ed un buon INCI. Inoltre, evitate di trascorrere troppe ore consecutive in auto, e cercate di evitare le ore centrali della giornata, proprio come fareste in spiaggia.

Fonte: Jama Network

Più arance, meno degenerazione maculare senile

Giunge direttamente dall’Australia la notizia che più arance consumiamo, più saremmo in grado di tenere alla larga la degenerazione maculare senile. Il “merito” di questo beneficio è da attribuire ai flavonoidi, dei composti fitochimici con ottime proprietà antiossidanti. Vediamo di seguito i dettagli.

Degenerazione Maculare Senile, una patologia da non sottovalutare

La degenerazione maculare senile è una patologia tipica dell’età avanzata che colpisce la macula, ovvero la parte centrale della retina, dove sono collocati alcuni importantissimi fotorecettori responsabili della decodifica dei colori e della trasmissione dell’informazione luminosa al cervello attraverso il nervo ottico. Quando la macula si ammala e si deteriora, questa importante funzione viene meno. Inoltre, poiché la macula è collocata proprio al centro della retina, il paziente perde sia qualità che quantità di visione centrale, mentre conserva intatta la visione periferica. La degenerazione maculare senile può essere di due tipi, secca e umida: la prima è molto più difficile da trattare, mentre per la seconda oggi la medicina mette a disposizione terapie interessanti. Ad ogni modo, è fondamentale sottolineare come un corretto apporto di sangue, ossigeno ed elementi nutritivi consenta alla retina ed alla macula di mantenersi sane e in forma il più a lungo possibile.

I dettagli della ricerca

La ricerca che qui proponiamo è stata condotta dai ricercatori dell’Università di Sidney, che hanno monitoriato la dieta quotidiana di 2000 over 50 nel corso di 15 anni. Dalla ricerca è emerso che i pazienti che consumavano una o due porzioni di arancia al giorno, avevano il 60% in meno di possibilità di sviluppare la degenerazione maculare senile rispetto ai loro coetanei che invece non consumavano gli agrumi.

I flavonoidi, perché è importante assumerli attraverso la dieta

Leggendo le conclusioni della ricerca, verrebbe spontaneo pensare che sia la vitamina C la principale responsabile di questa eccezionale riduzione delle probabilità di ammalarsi di Degenerazione Maculare Senile. Al contrario, l’ottima ossigenazione dei capillari della macula va imputata ai flavonoidi, preziosi composti fitochimici aventi la capacità di esercitare un’importante azione antiossidante ed antitumorale naturale. Abbiamo già avuto modo di approfondire l’importanza dei flavonoidi e la loro presenza nel cioccolato. Oggi aggiungiamo al nostro “menù” le arance, raccomandando di programmare settimanalmente una dieta varia e ben bilanciata, ispirata ai sapori mediterranei e ricca di frutta e verdure sempre freschi, colorati e di stagione.

Fonte: Westmead Institute

 

 

Lo stress può peggiorare la capacità visiva

Che lo stress faccia male, è un fatto risaputo ed assodato. Malumori e tensioni mettono in circolo energie negative ed “avvelenano” nel vero senso della parola il nostro organismo. Ecco perché i medici di tutto il mondo raccomandano di sorridere alla vita e di tenere alto il morale il più possibile. Insomma, si potrebbe dire che non sia solo una mela al giorno a togliere il medico di torno, ma anche una risata.

Stress e peggioramento della capacità visiva: un circolo vizioso

Il dottor Bernhard Sabel, direttore dell’istituto di psicologia medica dell’Università di Magdeburgo, ha condotto una ricerca, pubblicata su Epma Journal, volta a definire la connessione diretta tra un incremento dello stress mentale e la perdita della capacità visiva. I risultati dello studio hanno confermato che non solo lo stress può peggiorare la capacità visiva anche in soggetti con occhi perfettamente sani, ma che questo può anche essere la conseguenza del peggioramento della salute oculare, innescando dunque un circolo vizioso dal quale non sempre è facile uscire. Questo accade perché la perdita di vista viene vissuta dal paziente come un evento molto stressante, debilitante ed irreversibile: l’ansia e lo stress generati da questi pensieri, non fanno che peggiorare la situazione, aggravando lo stato di salute dell’apparato visivo ma anche conducendo, nei casi più gravi, ad isolamento sociale e depressione.

Lo stress come possibile responsabile di alcune patologie oculari

Lo studio condotto dal dottor Bernhard Sabel ha evidenziato come lo stress danneggi la retina, il nervo ottico ed anche il cervello. Oltre alla comparsa o al peggioramento dei difetti refrattivi, tensioni, preoccupazioni e malumori possono essere responsabili di alcune gravi patologie oculari come la maculopatia sierosa centrale, il glaucoma ed anche la perdita improvvisa e totale della vista, seppur temporanea. Per quanto riguarda in particolare il glaucoma, questo potrebbe peggiorare drasticamente, a causa della presenza del cortisolo, l’ormone dello stress, che contribuisce ad un aumento della pressione oculare.

Conclusioni e precisazioni

A conclusione dello studio, il dottore Bernhard Sabel ha precisato che lo stress mentale non è la causa esclusiva della perdita di vista e dell’esordio o peggioramento di alcune patologie oculari, ma deve essere considerato come un fattore di rischio non trascurabile e una tra le cause dei problemi visivi sopracitati. E’ responsabilità dei medici, secondo il ricercatore, cercare di infondere positività ed ottimismo nei pazienti ed al contempo fornire loro tutte le informazioni necessarie sia di carattere medico scientifico sia in merito alle strategie da mettere in atto per ridurre il più possibile lo stress.

Fonte: SpringerLink.com