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Malattie della retina: che fare?

malattie della retina - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Con retinopatia si intende una patologa che interessa la retina. Quest’ultima è la sottilissima membrana posta a rivestimento del bulbo oculare, con il ruolo di catturare i raggi luminosi e di convogliare l’informazione verso il nervo ottico. Il ruolo della retina nel processo visivo è dunque centrale e delicatissimo. E, per questo motivo, le patologie retiniche possono essere molto insidiose e mai banali. Quali sono le più comuni malattie della retina? E soprattutto, come è possibile trattarle al giorno d’oggi?

La retinite pigmentosa

La retinite pigmentosa è una patologia della retina di tipo ereditario che porta ad un progressivo deterioramento dei fotorecettori. I fotorecettori – coni e bastoncelli – sono delle minuscole cellule situate proprio sulla retina, che catturano l’informazione luminosa e la convogliano verso il nervo ottico. Quando i fotorecettori subiscono un danno, questo è irreversibile. Nella retinite pigmentosa, il paziente sperimenta un progressivo peggioramento della visione periferica e di quella notturna. Nei casi peggiori, è possibile anche andare incontro ad un grave stato di ipovisione.

Ad oggi non vi è una cura per la patologia, che è costantemente oggetto d’indagine da parte di molti ricercatori. 

A proposito di retinite pigmentosa: cosa fare in caso di cataratta?

La retinite pigmentosa è una patologia ereditaria alla quale, come può capitare, si può sovrapporre anche la cataratta. Un altro studio ha dimostrato che l’intervento di cataratta nei pazienti affetti da retinite pigmentosa può, in taluni casi, migliorare l’acuità visiva.

Le maculopatie

Le maculopatie sono un insieme di patologie che interessano la macula, la porzione più piccola ma anche più delicata della nostra retina. E’ riccamente punteggiata di fotorecettori e riveste un ruolo centrale tanto nella percezione corretta dei colori, quanto nella visione centrale. Quando si ha una maculopatia, i fotorecettori si degenerano e vengono meno alla loro preziosissima funzione.

La degenerazione maculare senile: atrofica ed essudativa

Tra le maculopatie, quella più comune è indubbiamente di tipo senile, cioè legata a doppio filo all’avanzare dell’età. Si manifesta in due possibili varianti, una detta secca o atrofica, l’altra detta umida o essudativa.

Al pari della retinopatia, la maculopatia atrofica è molto insidiosa e, ad oggi, non esistono protocolli terapeutici efficaci e mirati. Al contrario, per quanto riguarda la degenerazione maculare senile essudativa è trattabile efficacemente grazie alle iniezioni intravitreali. 

Cosa sono le iniezioni intravitreali?

Le iniezioni intravitreali sono piccole punturine eseguite con un ago sottilissimo all’interno dell’occhio. Sono totalmente indolori, perchè il corpo vitreo non è innervato. Il farmaco iniettato contiene una proteina ben precisa, detta anti-VEGF. La proteina ha lo scopo di contrastare la proliferazione di neovasi a livello sottoretinico. Questi vasi rappresentano la caratteristica tipica della malattia e si sviluppano proprio a causa di una proteina chiamata VEGF, andando a danneggiare la retina ed i fotorecettori. 

Leggi anche: iniezioni intravitreali per maculopatia, a chi sono utili? 

Foro maculare, pucker maculare e trazione vitreo maculare

Altre tipologie di retinopatie prendono il nome di foro maculare, pucker maculare e trazione vitreo maculare. Brevemente: 

  1. il foro maculare è, come il suo nome stesso suggerisce, un forellino che si forma sulla macula;
  2. il pucker maculare è la formazione di una sottilissima membrana al di sopra della macula. Questa membrana si contrae e danneggia la macula stessa;
  3. la trazione vitreo maculare è una contrazione del vitreo, che esercita una trazione sulla macula, danneggiandola. 

Queste tre malattie della retina si possono trattare con iniezioni intravitreali. Stavolta il farmaco non contiene una proteina, bensì una molecola chiamata ocriplasmina. Si tratta di una molecola disponibile nel nostro paese da pochissimi anni: nel 2014 proprio il Centro Ambrosiano Oftalmico è stato uno dei primi centri d’eccellenza a proporre questo tipo di iniezioni.

Ricordiamo che il Centro Ambrosiano Oftalmico è uno dei pochi centri d’eccellenza a disporre dell’autorizzazione sanitaria per il trattamento delle malattie della retina con iniezioni intravitreali. Presso il Centro, inoltre, operano alcuni tra gli specialisti più affermati e preparati nel campo delle malattie della retina. 

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Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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Iniezioni intravitreali per maculopatia: di che si tratta

iniezioni intravitreali per maculopatia -  CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Una diagnosi di degenerazione maculare senile può prendere in contropiede, per diversi motivi: perché la patologia nelle sue fasi d’esordio è tutto sommato asintomatica, oppure perché viene spesso confusa con la cataratta o con un generale peggioramento della capacità visiva. Per la maculopatia ancor più che per altre patologie oculari, tuttavia, sottoporsi a frequenti controlli della salute visiva e giungere ad una diagnosi certa in modo tempestivo è il primo passo per trattarla con efficacia. In questo senso, oggi le iniezioni intravitreali per maculopatia rappresentano la soluzione terapeutica più indicata.

Quali sono le opzioni terapeutiche per la degenerazione maculare senile oggi?

La degenerazione maculare senile si diagnostica grazie ad una visita oculistica specialistica approfondita ed accurata. La visita dovrà includere, tra le altre cose, un esame del fondo oculare tramite OCT ed fluorangiografia.

Una volta confermata la diagnosi, si andranno a discutere assieme allo specialista le opportunità terapeutiche. Per ciò che concerne la variante essudativa o umida della patologia, le iniezioni intravitreali per maculopatia rappresentano la miglior soluzione oggi disponibile per contrastare la progressione della patologia.

In cosa consistono le iniezioni intravitreali per maculopatia?

All’interno della macula di chi è affetto da degenerazione maculare senile si sviluppa in modo anomalo una proteina, chiamata VEGF. Questa proteina è responsabile dello sviluppo di una serie di neovasi a livello sottoretinico. Sono proprio questi a portare ad un peggioramento della capacità visiva centrale. Obiettivo delle iniezioni intravitreali per maculopatia è quello di contrastare lo sviluppo della proteina VEGF. A tal fine – tramite iniezioni sottilissime e totalmente indolori – si somministrano direttamente nel vitreo dei farmaci, chiamati anti-VEGF.

Il trattamento, nel primo anno, prevede 3 sedute più ravvicinate seguite da altre da valutare assieme allo specialista. In tal modo, è possibile arrestare la progressione della patologia ed ottenere un valido e durevole recupero della capacità visiva.

Cos’altro si può fare per trattare la maculopatia essudativa?

Senza alcun dubbio, e come sempre accade in medicina, anche lo stile di vita e l’alimentazione possono essere validi alleati nella prevenzione della maculopatia. Alimentarsi correttamente, prediligendo alimenti ricchi di zinco, betacarotene e di vitamine C ed A può essere di grande aiuto nel ritardare o prevenire l’insorgenza della patologia. Allo stesso modo, e poiché la maculopatia è una patologia di tipo degenerativo legata a doppio filo all’invecchiamento, sarà d’aiuto bere molta acqua e scegliere alimenti dal forte potere antiossidante. Allo stesso tempo, è raccomandabile non fumare.

A patologia oramai conclamata, tuttavia, ad oggi le iniezioni intravitreali rappresentano l’opzione migliore in assoluto per tenere sotto controllo la progressione della patologia e migliorarne sensibilmente i sintomi.

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Occhiali da sole? Si grazie, purché tutto l’anno!

Occhiali da sole - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Gli occhiali da sole sono quegli accessori dei quali tendiamo a ricordarci quando arriva la primavera e le giornate diventano finalmente più lunghe. D’estate fanno coppia fissa con la crema solare, mentre d’inverno con i nostri amati doposci. Eppure, a prescindere dal fatto che tu viva in città, in montagna o sul mare,gli occhiali da sole andrebbero indossati più spesso, e soprattutto in qualunque stagione. Scopriamo assieme il perché.

Il sole? C’è anche quando non si vede

Il sole splende tutto l’anno, anche in inverno quando la temperatura è decisamente bassa oppure quando una coltre di nuvole grigie ci costringe a sognarlo come fosse un miraggio lontano. Eppure il sole è sempre lì, con i suoi raggi, intento a fornire luce e calore al nostro pianeta. Una volta appurato che i raggi solari penetrano nell’atmosfera qualunque sia il tempo della giornata, conviene ricordare che lo spettro solare è piuttosto ampio e che include diverse tipologie di raggi.

Ci sono raggi e raggi…

Lo spettro solare include diverse tipologie di raggi con lunghezza d’onda e temperatura variabile. Tra questi citiamo in particolare i raggi ultravioletti, che sono particolarmente pericolosi per la salute oculare.

I motivi sono 2:

  1. Sono invisibili all’occhio umano, quindi non si verifica il fisiologico ed istintivo restringimento della pupilla;
  2. Poiché il restringimento della pupilla non avviene e poiché i raggi ultravioletti hanno una notevole lunghezza d’onda, essi sono capaci di penetrare in profondità nei nostri occhi, giungendo fino alla macula (la parte più profonda dell’occhio).

Questi due elementi rappresentano un rischio per la salute oculare. I raggi ultravioletti rappresentano infatti un fattore predisponente diverse patologie oculari, tra le quali menzioniamo la cataratta e la degenerazione maculare senile.

E’ pertanto fondamentale proteggere la gli occhi con un buon paio di occhiali da sole durante tutto l’anno. Una raccomandazione che vale anche per bambini ed anziani. Inoltre, si ricordi che nelle vicinanze di specchi d’acqua oppure sulla neve, anche laddove non sembra che vi sia “molto sole”, l’effetto riverbero non fa che amplificare l’impatto che i raggi UVA ed UVB hanno sul nostro apparato oculare.

Occhiali da sole sì, ma di buona qualità

Infine, e sempre a titolo di raccomandazione, si ricordi che un paio di occhiali da sole con lenti non certificate e di qualità scadente non solo non esercita alcun effetto protettivo, ma può anche danneggiare i nostri occhi.

E chi invece indossa lenti a contatto?

Esistono in commercio lenti a contatto con un fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti. Qualora non si faccia uso di tale tipologia di lenti, si potrà abbinare un occhiale da sole privo di potere diottrico, da indossare tanto per proteggere la vista quanto come accessorio alla moda a beneficio del proprio look.

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Se cerchi un oculista a Milano, chiamaci! Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361 191.

Leggi anche: è vero che gli occhi chiari sono più delicati?

Retinopatia e maculopatia senile: conosciamole meglio

 

Le retinopatie sono un insieme di patologie che possono colpire la retina. Le tipologie di retinopatia si differenziano in base ai motivi che le hanno causate. Tra queste, sono particolarmente diffuse la retinopatia e la maculopatia senile, ovvero causate dall’avanzare dell’età. Conosciamo più da vicino proprio questa tipologia di retinopatia ed offriamo qualche consiglio utile per chi desidera prevenirla.

Retinopatia - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Si sente spesso parlare di retinopatie e ci viene altrettanto spesso spiegato che sono patologie della retina. Non tutti i “non addetti ai lavori” però, hanno davvero ben chiaro che cos’è la retina, dove si trova e perché é così importante. E allora, facciamo un passo indietro e spieghiamo in parole semplici che cos’è la retina e cosa sono le retinopatie.

Che cos’è la retina

La retina è una membrana sottilissima che riveste la parte interna del nostro bulbo oculare nella sua quasi totalità. E’ molto delicata ed altresì importante in quanto rivestita da fotorecettori, cellule nervose e cellule pigmentate. Ciascuno di questi 3 elementi riveste una funzione ben precisa per quanto riguarda la funzione visiva. I fotorecettori a loro volta si distinguono in coni e bastoncelli, responsabili della trasmissione dell’informazione luminosa al nervo ottico. Il ruolo dei coni è quello di captare le luci intense ed i colori, mentre quello dei bastoncelli è quello di rilevare luci ad intensità medio bassa, favorendo la visione in condizioni di scarsa luminosità.

Cosa sono le retinopatie e cos’è la retinopatia senile?

Le retinopatie sono tutte quelle patologie che implicano un processo degenerativo della retina e di conseguenza una sua perdita di funzionalità ed efficienza. Alcune retinopatie sono causate da patologie sistemiche, come il diabete o l’ipertensione arteriosa, per esempio. In altri casi la causa è l’avanzamento dell’età, lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare. In questi casi si parla di retinopatia senile. Quando ad ammalarsi è la porzione centrale della retina (quella situata proprio in fondo al bulbo oculare), si parla di maculopatia senile, giacché quella parte prende il nome di macula.

La maculopatia senile è una patologia molto seria per 3 ragioni:

  1. la macula è maggiormente fitta di fotorecettori e dunque da essa dipende gran parte della qualità della visione;
  2. la macula si trova in posizione centrale e quindi è la visione centrale a dipendere direttamente dalla sua salute;
  3. la perdita di qualità e quantità di visione centrale dovuta al deterioramento della macula è irreversibile.

Maculopatia senile: diamo un pò di numeri

La maculopatia è la principale causa di cecità nei paesi industrializzati. In Italia ne sono colpite oltre un milione di persone, con un aumento di circa 80 mila casi l’anno. Un numero davvero impressionante se si considera che, stando ai risultati di un’indagine demoscopica di qualche anno fa promossa proprio dal Centro Ambrosiano Oftalmico, solo l’11% della popolazione sa realmente cosa siano maculopatia e retinopatia.

Campagna nazionale per la prevenzione - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Parola d’ordine: informare e sensibilizzare

Nei paragrafi precedenti abbiamo avuto modo di sottolineare due concetti importanti:

  1. retinopatia e maculopatia senile sono patologie serie che possono pregiudicare notevolmente la capacità visiva di chi ne è affetto, causando danni irreversibili;
  2. non vi è, ad oggi, sufficiente informazione tra la popolazione in merito a queste patologie.

Ecco perché CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico, assieme a IRCCS – Ospedale San Raffaele di Milano e ASST H Fatebenefratelli Sacco di Milano ha organizzato e promosso una Campagna di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia.

Retinopatia e maculopatia: una grande occasione di informazione e screening da non perdere

Una grande occasione di informazione e di prevenzione per tutti i cittadini over 50 che non hanno mai avuto una diagnosi di maculopatia o retinopatia. Tutti i dettagli dell’iniziativa si trovano sul sito ufficiale, dove è anche possibile prenotare il proprio screening presso uno dei 26 centri d’eccellenza dislocati su tutto il territorio nazionale – incluso il Centro Ambrosiano Oftalmico – che aderiscono all’iniziativa. Ti aspettiamo!

Degenerazione Maculare Senile e luce blu

Luce blu - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Le maculopatie sono un gruppo di patologie della macula, la porzione centrale della retina. Quest’area della retina è fondamentale per il buon andamento della funzione visiva: dalla sua buona salute dipendono sia la visione centrale che la corretta percezione dei colori. Un’alterazione della macula può essere causata da patologie sistemiche, come per esempio il diabete, oppure dall’età. Per quanto riguarda la Degenerazione Maculare Legata all’età (DMLE), in particolare, oggi la scienza indica nella luce blu emessa dai device elettronici uno dei fattori di rischio maggiormente incisivi.

Luce blu: cos’è?

Lo spettro luminoso è composto da un insieme di frequenze e radiazioni elettromagnetiche che danno origine alla luce. Nello specifico, l’intero spettro si può suddividere in una parte visibile ed in una parte invisibile. Le radiazioni infrarosse (a maggior lunghezza d’onda) ed i raggi ultravioletti (a minor lunghezza d’onda) sono invisibili. La luce visibile comprende tutte quelle radiazioni comprese tra il violetto ed il rosso, inclusa la luce blu. Questa dunque, non solo è emessa dalla maggior parte dei device elettronici, ma è anche presente in natura. La sua lunghezza d’onda è di circa 470 nanometri.

Luce blu: dove si trova?

La luce blu è emessa dalla maggior parte delle lampadine a basso consumo (xeno) e a led, e da tutti i device elettronici dei quali si fa comunemente uso: televisione, smartphone, computer, tablet.

Perché è potenzialmente dannosa per i nostri occhi?

La luce blu è una luce fredda che non innesca il naturale riflesso di restringimento pupillare. Essa riesce quindi a penetrare “indisturbata” all’interno del nostro occhio. E non solo. La sua lunghezza d’onda le consente di raggiungere tutte le strutture oculari, attraversando quindi cornea, cristallino ed arrivando a colpire anche la retina.

Le conseguenze immediate possono essere:

  • sensazione di affaticamento e stanchezza oculare;
  • arrossamento e irritazione;
  • insonnia;
  • mal di testa.

Quali sono i danni a lungo termine della luce blu? Cosa dice la scienza in merito?

Un’esposizione intensa e particolarmente prolungata alla luce blu può arrecare danni irreversibili al pigmento maculare. In particolare, uno studio scientifico si è focalizzato sulla luce blu come fattore di rischio nella Degenerazione Maculare Senile di tipo umido. Questo tipo di maculopatia è meno frequente di quella secca, ma è altrettanto insidiosa. Si caratterizza per una crescita anomala dei vasi sanguigni al di sotto della retina. Questo processo è innescato da una proteina, chiamata VEGF (fattore di crescita dell’endotelio vascolare).

La ricerca scientifica alla quale ci riferiamo ha preso in esame il ruolo della luce blu nello stimolo della secrezione della proteina VEGF. Stando ai risultati dei test, caricando le cellule presenti sull’epitelio retinico di una specifica molecola fotosensibilizzatrice, chiamata A2E, si ottenevano diversi effetti:

  1. un aumento della sintesi della proteina VEGF (e dunque potenzialmente un peggioramento della patologia);
  2. un aumento del fattore VEG-FR1, capace di “intrappolare” le proteine VEGF e quindi di esercitare un’azione protettiva nei confronti della retina.

Concludendo, la terapia con iniezioni intravitreali anti-VEGF è ideale non solo per combattere la maculopatia senile degenerativa di tipo umido, ma anche per limitare i danni derivanti dalla luce blu.

Fonte: Ncbi.nlm.nih.gov

I cibi autunnali che fanno bene alla vista

cibi autunnali - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’autunno è alle porte e già la natura ha cominciato a regalarci una palette di colori che scalda l’anima ed il cuore. Adesso più che mai, passeggiare all’aria aperta, sentire le foglie scricchiolare sotto i piedi, accoccolarsi vicino alla finestra sorseggiando una tisana sono piaceri che amiamo concederci un po’ tutti. Anche la nostra alimentazione sta cambiando. Le nostre abitudini alimentari, che fino a poche settimane fa vedevano come protagonisti i grandi piatti freddi estivi, oggi prendono nuove forme ed assumono nuovi sapori. Largo agli ingredienti autunnali, dunque. Alcuni di essi fanno anche bene alla vista.

Cibi autunnali: i cachi

I benefici dei cachi per la salute oculare sono davvero intuitivi. Il loro colore spiccatamente arancio non solo rievoca pienamente la palette di colori tipica del periodo autunnale, ma ci ricorda anche che essi sono ricchi di carotenoidi. Nello specifico ci riferiamo al licopene, alla zeaxantina, al betacarotene, che sono davvero utilissimi e preziosi per la salute oculare. Si tratta di potentissimi antiossidanti, utili per proteggere l’apparato visivo dall’insorgenza di alcune patologie connesse all’invecchiamento cellulare ed allo stress ossidativo, come la cataratta e la degenerazione maculare senile.

Cibi autunnali: le castagne

Le castagne sono un altro di quei cibi autunnali che ci piace molto gustare in inverno. Ottime se arrostite, le castagne si prestano molto bene ad essere anche le protagoniste di diversi dolci davvero golosi, come il mont blanc oppure il castagnaccio. C’è chi le ama anche come ingrediente di alcuni piatti salati, come per esempio i risotti o gli arrosti. Le castagne fanno bene agli occhi perchè contengono ferro, fosforo, vitamina B, sali minerali, magnesio e calcio. Un vero toccasana per i nostri occhi: questo mix di elementi nutritivi aiuta a proteggere i tessuti oculari e le mucose, con particolare riferimento al cristallino ed alla retina. E non solo: anche le castagne esercitano un’ottima azione antiradicalizzante ed antiossidante, dunque ci proteggono da molte patologie oculari.

Cibi autunnali: l’uva

Tra i cibi autunnali che vale la pena di citare quando si parla di salute oculare, non può mancare l’uva. Quella con la buccia nera, in particolare, è molto ricca di antocianine, pigmenti vegetali capaci di proteggere i nostri occhi dall’insorgenza di molte patologie tipiche dell’avanzare dell’età. Le proprietà delle antocianine sono antiinfiammatoria, antiossidante, anti invecchiamento e anti radicalizzante. Insomma, un bel grappolo d’uva sempre a portata di mano non può che regalarci una vista sana molto a lungo!

Cibi autunnali: la zucca

Non possiamo non concludere questa golosa carrellata dei cibi autunnali che si prendono cura della nostra vista senza citare la zucca. La zucca è ricca di vitamina A e di vitamina C, entrambe molto importanti per la salute tanto dei nostri occhi, quanto del nostro organismo. La vitamina A riesce infatti a rinforzare il nostro sistema immunitario, ad esercitare un effetto antiradicalizzante ed a rinforzare la visione notturna; la vitamina C, invece, è un potente antiossidante, capace di proteggerci dalle patologie tipicamente connesse all’invecchiamento cellulare.

Leggi anche: mangiare a colori fa bene alla vista

3 insalatone estive che fanno bene alla vista

insalatone estive - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’estate è nel pieno e le temperature piuttosto alte non invitano a gustare cibi particolarmente caldi. Eppure, la fame si fa sentire. Le insalatone, concepite come grandi piatti unici, freschi e leggeri, sono la soluzione ideale per fronteggiare il caldo saziandoci con gusto. Ecco 3 varianti di insalatone estive che oltre ad essere gustose e molto colorate, si prendono cura anche della salute oculare.

1 – Insalatona verde con lattuga, gamberetti, uova e semi di lino

La prima tra le insalatone estive che vi proponiamo è dedicata a chi ama il sapore di mare, vista la presenza dei gamberetti che le conferiscono un gusto davvero inconfondibile. Ecco come si prepara:

  • mondate e lavate la lattuga;
  • preparate un uovo sodo per ciascun commensale (immergendo l’uovo per 7 minuti in acqua bollente, oppure 9 se immergete l’uovo in acqua fredda);
  • private i gamberetti del carapace e della testa, poi lessateli per 5 minuti in acqua bollente salata;
  • componete l’insalata, conditela con un filo di olio extravergine di oliva, sale, un po’ di limone, infine cospargete il tutto con i semi di lino.

Fa bene alla vista perché tutte le insalate verdi e le verdure a foglia sono ricche di vitamine ed antiossidanti, mentre i gamberetti sono ricchi di vitamine, come la vitamina C, le vitamine del gruppo B, ma anche magnesio, potassio, zinco e molti altri elementi preziosi. La lattuga, in particolar modo, è ricca di zeaxantina e vitamina A, due carotenoidi che esercitano una funzione protettiva nei confronti di tutte le strutture oculari, oltre a favorire il buon andamento della visione notturna. Anche le uova sono preziose per la salute oculare: una ricerca scientifica ha infatti provato che esse sono ideali per contribuire a prevenire la maculopatia. Infine, i semi di lino sono ricchi di Omega3, ottimi per il benessere dei tessuti e degli annessi cutanei.

2 – Insalata di pasta con mezze penne integrali, verdure grigliate e feta

La seconda insalata estiva che vi proponiamo è dedicata a chi, anche in estate, non sa dire di no ad un bel piatto di pasta. Scegliete quella integrale: ne guadagnerete in salute ed in leggerezza! Si prepara così:

  • cuocete la pasta in acqua bollente salata, poi scolatela e passatela subito sotto il getto dell’acqua fredda (in questo modo fermerete la cottura e la raffredderete al tempo stesso);
  • procuratevi una griglia elettrica o una bistecchiera, e grigliate due zucchine ed un peperone rosso;
  • private il peperone rosso della pelle, poi tagliatelo a striscioline;
  • riducete in piccoli bastoncini anche le zucchine precedentemente grigliate;
  • aggiungete le verdure alla pasta;
  • aggiungete dei dadini di feta;
  • condite con olio extravergine di oliva, sale e mescolate bene.

Questa insalata fa bene ai nostri occhi per via della pasta integrale, che è molto ricca di selenio. Il selenio è un ottimo antiossidante ed antinfiammatorio naturale. Aiuta a rinforzare le strutture oculari ed a prevenire tutte quelle patologie connesse all’invecchiamento cellulare, come la cataratta e la maculopatia. I peperoni, poi, sono ricchi di vitamina A, ideale per proteggere le strutture oculari dall’invecchiamento cellulare e per favorire la visione notturna.

3 – Insalata di fagioli cannellini con pomodoro, mozzarelline e origano fresco

Concludiamo la carrellata delle insalatone estive con una proposta forse un po’ più laboriosa. Dovrete organizzarvi la sera prima, se decidete di prepararla. Ma vi assicuriamo che ne vale la pena! Ecco come si prepara:

  • la sera prima, mettete a bagno in acqua fresca i fagioli cannellini;
  • l’indomani, sciacquate i fagioli e cuoceteli in acqua bollente senza sale (il sale fa diventare la buccia dei legumi particolarmente dura);
  • aggiungete il sale solo al termine della cottura;
  • scolate i fagioli e fateli raffreddare;
  • procuratevi dei bei pomodorini piccadilly oppure cherry, ma vanno bene anche i pomodori da insalata;
  • tagliate i pomodori in quarti o a spicchi;
  • aggiungeteli ai fagioli;
  • aggiungete anche le mozzarelline (l’ideale è acquistarle presso qualche caseificio locale);
  • condite con un filo di olio extravergine di oliva, sale e origano fresco, che potete acquistare in mazzetti presso un fruttivendolo.

Questa insalata estiva fa bene alla vista perché i fagioli cannellini sono ricchi di vitamina E, un potente antiossidante molto utile nella prevenzione della cataratta e della degenerazione maculare senile. I pomodori, invece, sono ricchi di licopene, un antiossidante naturale dalla forte azione antitumorale, ottimo anche per la sua azione protettiva verso la retina.

Le idee che vi abbiamo suggerito sono state pensate incontrare gusti differenti, e per soddisfare l’esigenza di prendersi cura anche dei propri occhi. Come potete notare, madre natura ci viene in aiuto con una vasta gamma di sapori ed ingredienti, tutti a loro modo ricchi di elementi preziosi. Non vi resta che scegliere la vostra preferita tra le insalatone estive che vi abbiamo proposto e… buon appetito! 

Invecchiamento: gli effetti sui nostri occhi

invecchiamento - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

invecchiamento

Forse non vi è mai capitato di soffermarvi a pensarci, ma quando invecchia il nostro corpo, anche i nostri occhi invecchiano. I disturbi e le patologie oculari connessi all’invecchiamento sono diversi, e possono interessare la cornea, il cristallino oppure la retina, andando a compromettere non solo la salute dell’occhio, ma anche la capacità visiva. Conosciamole più da vicino. 

La presbiopia

La presbiopia non è una patologia oculare, ma piuttosto una sorta di difetto visivo causato dall’avanzare dell’età. Mano a mano che l’età avanza, a partire dai 40 anni circa in poi, il cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio, perde elasticità. Dalla flessibilità del cristallino dipende il buon funzionamento del processo di accomodazione, cioè la messa a fuoco degli oggetti, specie quelli molto vicini. Chi soffre di presbiopia ha difficoltà proprio nella messa a fuoco degli oggetti molto vicini. Non a caso, dopo i 40 anni si comincia a fare uso di occhiali da lettura.

Come si risolve: la presbiopia si può risolvere definitivamente con un intervento laser, con la sostituzione del cristallino o con l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

Anche in questo caso parliamo di cristallino, con la differenza che la cataratta è una vera e propria patologia oculare. La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e quindi non filtra più come prima i raggi luminosi provenienti dall’esterno. L’opacizzazione è dovuta all’età, allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare. E’ un fenomeno progressivo ed irreversibile che si presenta solitamente già dai 60 anni di età.

Come si risolve: l’unica via per risolvere la cataratta è l’intervento chirurgico, chiamato anche intervento di facoemulsificazione. Durante l’intervento, che è di breve durata e totalmente indolore, il cristallino naturale viene sostituito con uno nuovo, perfettamente trasparente, molto ben tollerato, e destinato a durare per sempre. 

La degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile interessa la macula, cioè la parte centrale della retina. La macula è particolarmente importante per la funzione visiva perché è molto ricca di fotorecettori, minuscole cellule che hanno il ruolo di decodificare l’informazione luminosa e convogliarla al nervo ottico. Da questi fotorecettori dipende anche la corretta e vivida visione dei colori. Quando, con l’avanzare dell’età, la macula invecchia e degenera, la visione centrale va incontro ad un progressivo peggioramento. Esistono due tipologie di degenerazione maculare senile: secca e umida.

Come si risolve: la degenerazione maculare senile di tipo secco è molto difficile da trattare, anche se sono in corso di studio alcuni farmaci per migliorarne i sintomi. La maculopatia di tipo umido invece è più facilmente trattabile, grazie ad una molecola, chiamata Anti-VEGF, capace di arrestare la crescita dei neovasi al di sotto della retina. 

Il glaucoma

Il glaucoma è una patologia che più frequentemente fa il suo esordio tra i 40 ed i 50 anni, ma in maniera piuttosto silente. Si caratterizza per un aumento della pressione intraoculare causata da un accumulo di umor acqueo, un liquido naturalmente presente all’interno dell’occhio. Nel caso del glaucoma, l’umor acqueo non defluisce correttamente all’interno delle strutture oculari, ma si accumula. Putroppo, essendo piuttosto asintomatico, il glaucoma si rende manifesto quando oramai ha lasciato danni evidenti all’occhio ed in particolare al nervo ottico.

Come si risolve: il glaucoma si può risolvere con una terapia farmacologica mirata ad abbassare la pressione intraoculare. Esistono anche altre strade terapeutiche e chirurgiche, tuttavia ricordiamo che i danni apportati al nervo ottico dal glaucoma sono spesso irreversibili. 

Infine, le mosche volanti: un disturbo tipico dell’invecchiamento

La disidratazione alla quale vanno incontro le persone anziane che sentono meno lo stimolo della sete può anche innescare un fenomeno detto delle “mosche volanti”, ovvero fastidiosi “filini” che attraversano il campo visivo e che sembrano quasi essere dei corpi estranei. Questo fenomeno, che prende il nome di miodesopsie, è dovuto ad un addensamento del collagene, la sostanza che riempie il nostro occhio e che fluttua al suo interno. Quando non si è bene idratati, questa sostanza si addensa dando vita proprio al fenomeno delle mosche volanti.

Come si risolve: le mosche volanti si possono risolvere bevendo molta acqua ed aiutandosi con qualche integratore di aminoacidi e sali minerali. In alcuni casi si può valutare di sottoporsi ad un trattamento con uno speciale laser chiamato Yag laser, che “scioglie” gli addensamenti di collagene presenti nel vitreo. 

Degenerazione maculare senile atrofica: una nuova terapia all’orizzonte?

E’ notizia di qualche giorno fa che una nota azienda britannica impegnata nel campo delle biotecnologie ha messo a punto un’innovativa terapia genica con l’obiettivo di arrestare la progressione della degenerazione maculare senile atrofica. Una scoperta che ad oggi è ancora nella sua fase embrionale ma che, se confermata, potrebbe aprire le porte ad un futuro carico di ottimismo per tutti i pazienti affetti da una patologia fino ad oggi non facile da trattare.

Che cos’è la degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile è una patologia oculare degenerativa che colpisce la macula, cioè la porzione centrale della retina. Come ci suggerisce il suo stesso nome, essa si presenta in età avanzata, e progredisce in modo inarrestabile, andando a danneggiare i fotorecettori e pregiudicando la visione centrale.

I fattori di rischio della degenerazione maculare senile

Tra i fattori di rischio troviamo l’età, una dieta sbilanciata a favore di alimenti grassi, l’ipertensione, il fumo, l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti senza un’adeguata protezione. In generale, un insieme di abitudini di vita quotidiana poco sane. Le più colpite sembrano essere le donne, anche se la patologia non è infrequente anche tra gli uomini.

I sintomi della degenerazione maculare senile

Il paziente affetto da degenerazione maculare senile sperimenta un generale peggioramento della visione centrale (cioè una difficoltà a leggere, guardare la televisione, guidare, ecc), vede contorni sfocati, percepisce le linee dritte come distorte e riferisce la presenza di una macchia nera proprio al centro del campo visivo.

Degenerazione maculare senile secca e umida

La degenerazione maculare senile si manifesta in due varianti, quella umida o essudativa e quella secca o atrofica. La prima si caratterizza per la formazione di neovasi al di sotto della retina, e si può trattare con specifiche iniezioni intravitreali. La seconda invece è più insidiosa, può pregiudicare seriamente la funzionalità visiva e non è sempre facile da trattare. Tuttavia, buoni risultati sono stati ottenuti con uno specifico laser sottosoglia ad azione positiva per la retina centrale. Entrambe si diagnosticano attraverso due esami specifici che consentono di vedere nel dettaglio lo stato di salute della retina: l’OCT e la fluorangiografia.

La sperimentazione

La terapia in sperimentazione ha lo scopo di arrestare la maculopatia secca. La maculopatia secca si caratterizza per un accumulo di drusen – ovvero particelle di materiale lipidico –  sull’epitelio pigmentato, causando un’atrofizzazione della retina. L’idea che sta alla base di questa nuova terapia è quella di iniettare un gene modificato proprio al di sotto della retina per arrestare il meccanismo che causa la progressione della malattia. Il primo intervento di questo genere è stato eseguito pochi giorni fa presso l’Oxford Eye Hospital su un paziente di 80 anni. Gli studiosi sono ora in attesa di valutare sul lungo periodo se l’intervento sortirà l’esito auspicato o meno. Di certo, se la somministrazione del gene modificato sarà in grado di arrestare il progredire della degenerazione maculare di tipo secco, il GT005 rappresenterà un importante traguardo per tutti i pazienti che oggi sono affetti dalla patologia e rischiano di andare incontro ad un grave stato di ipovisione.

Fonte: Gyroscopetx.com