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Primavera in tavola: top 5 dei cibi per la vista

cibi per la vista - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Con l’arrivo della primavera ed il risveglio della natura, la voglia di nuovi sapori in tavola si fa sentire più che mai. Da marzo in poi, sono varie le primizie che fanno capolino nel piatto, regalandoci allegria e buonumore. E non solo: molti di questi cibi, per la vista, sono davvero un toccasana. Scopriamo insieme la TOP 5 dei cibi di primavera che ci aiutano a mantenere in salute il nostro organismo ed in particolare i nostri occhi.

Regola numero uno: mangiare bene, buono e colorato!

Una delle regole fondamentali per stare bene è alimentarsi in modo vario e non eccessivo, prediligendo frutta e verdura di stagione. E poiché, stagione dopo stagione, madre natura ci offre vasta scelta in fatto di cibi buoni e sani, ecco 5 cibi per la vista che è possibile gustare in primavera. Per prenderci cura di noi stessi con gusto e colore, coccolando il nostro corpo ed il particolare il nostro apparato visivo.

5 cibi per la vista da gustare con la bella stagione

1 – Le fragole

Oltre ad essere deliziose e coloratissime, le fragole offrono un vero e proprio boost di elementi antiossidanti. L’USDA, il Dipartimento per l’Agricoltura degli Stati Uniti d’America, ha introdotto le fragole nella lista dei cibi con Oxigen-Radical Absorbance Capacity, fra i migliori cibi antiossidanti al mondo. Le fragole sono, insomma, preziosissimi frutti antietà, che, grazie alla presenza di flavonoidi, acido ellagico e vitamina C, aiutano a stare alla larga da tutte le patologie legate all’invecchiamento cellulare. A livello oculare, questo si traduce in un effetto protettivo nei confronti di patologie come la maculopatia senile e la cataratta. Non dimentichiamo, infine, che grazie alla presenza del potassio, le fragole possono anche rappresentare un aiuto per chi soffre di pressione intraoculare alta, un importante fattore di rischio per il glaucoma.

Curiosità: il grande drammaturgo rinascimentale William Shakespeare definiva le fragole “il cibo delle fate”.

2 – I piselli

Grazie al loro sapore particolarmente dolce, i piselli sono la soluzione ideale per far consumare della buona verdura di stagione anche ai più piccoli di casa. Si tratta di un legume a baccello, dunque se acquisterete quelli freschi dovrete munirvi di un po’ di pazienza per sgranarli. Si possono gustare sia crudi che cotti. A livello nutrizionale, i piselli sono ricchissimi di acido folico, luteina, vitamina C, vitamina A e sali minerali (magnesio, calcio, ferro, potassio). La luteina, in particolare, è un antiossidante molto potente, presente nella macula e nel cristallino: aiuta a contrastare l’insorgenza delle patologie tipiche di queste strutture oculari, come la degenerazione maculare senile e la cataratta. La vitamina A contenuta naturalmente nei piselli, infine, esercita un’azione protettiva nei confronti della retina e favorisce il buon funzionamento della visione notturna.

Curiosità: re Luigi XIV di Francia amava così tanto i piselli, che li faceva coltivare in abbondanza all’interno degli orti reali.

3 – Le fave

Ricche di ferro, minerali e vitamine A e B1, le fave sono ottime se consumate a crudo. La cottura, infatti, distrugge gran parte delle loro proprietà nutritive. Potete servirle in insalata, oppure a fine pasto, per “sgrassare” il palato. Per quanto riguarda la salute oculare, la presenza della vitamina A aiuta a proteggere gli occhi dalle radiazioni luminose, dallo stress ossidativo ed a favorire il buon funzionamento visivo, mentre la vitamina B1 (la tiamina), mette al riparo dalle patologie degenerative dell’occhio (come la degenerazione maculare senile e la cataratta).

Curiosità: il famoso filosofo greco Pitagora credeva nella superstizione secondo cui bisognava stare alla larga dalle fave, perché esse erano in qualche modo collegate al mondo degli inferi.

4 – Gli asparagi

Al quarto posto in questa carrellata dei cibi per la vista tipici della stagione primaverile, troviamo gli asparagi. Gli asparagi sono ricchi di vitamina C, vitamina A, vitamina E, vitamine del gruppo B, sali minerali ed acido folico. La presenza di grandi quantità di vitamine del gruppo B aiuta a mantenere in buona salute i tessuti e le mucose e a preservare la salute oculare sul lungo periodo. In particolare, la vitamina B2 riveste un ruolo di primo piano in questo senso. Non a caso, chi soffre di cheratocono può ricorrere ad applicazioni topiche di questa vitamina, proprio per aiutare la cornea a ristabilire ove possibile una morfologia corretta.

Curiosità: Plinio Il Vecchio, nella sua Naturalis Historia, attribuiva agli asparagi un potere terapeutico contro i problemi di stomaco, oltre ad un discreto potere afrodisiaco.

5 – I carciofi

I carciofi sono ricchi di fibre e di sali minerali, tra i quali citiamo il potassio, il sodio, il fosforo ed il calcio. Offrono anche un buon apporto di vitamina C e di vitamine del gruppo B, e di antiossidanti, tra i quali citiamo i flavonoidi, il betacarotene e la luteina. La presenza di massicce dosi di antiossidanti fa del carciofo un alimento perfetto per prendersi cura della salute oculare. Gli antiossidanti, infatti, prevengono lo stress ossidativo e favoriscono la buona ossigenazione delle cellule, incluse quelle appartenenti alle strutture oculari. Va da sé che introducendo nella propria dieta carciofi freschi e di stagione, si potrà contribuire a prevenire o ritardare l’eventuale comparsa di patologie connesse all’invecchiamento cellulare, come la cataratta o la degenerazione maculare senile.

Curiosità: nella mitologia greca, il carciofo era l’incarnazione di una Ninfa, Cynara. La fanciulla era stata trasformata in un carciofo da Zeus che, dopo averla a lungo corteggiata, era stato respinto.

Calo della vista e digiuno, verità o leggenda?

Calo della Vista - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

“Non ci vedo più dalla fame”, recitava lo slogan di uno spot pubblicitario di qualche anno fa. Si tratta di un modo di dire che sicuramente abbiamo avuto occasione di sentire tante volte. Ma ci siamo mai chiesti quale possa essere la spiegazione scientifica che vi sta a monte? Esiste davvero una correlazione tra digiuno e calo della vista?

Salute visiva: da cosa può dipendere

La salute visiva dipende da un insieme piuttosto vasto di fattori. Predisposizione genetica, tipologia di ambiente e caratteristiche della zona geografica di appartenenza, stile di vita dinamico oppure sedentario, alimentazione più o meno attenta, eventuale presenza di patologie a carico di altre parti dell’organismo (come patologie sistemiche, per fare un esempio) sono alcuni dei fattori che possono influire sulla salute oculare e sulla qualità della propria visione.

Parola d’ordine: alimentarsi correttamente

Tra i fattori sopracitati, l’alimentazione riveste sicuramente un ruolo di primo piano. Alimentarsi in modo vario e sano, prediligendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua è fondamentale per mantenere non solo gli occhi ma l’intero organismo in forma il più a lungo possibile. Ma anche per prevenire o ritardare la comparsa di diverse patologie connesse all’invecchiamento cellulare.

Il consiglio generale è comunque quello di alimentarsi correttamente e di non lasciar passare troppo tempo tra un pasto e l’altro. 5 piccoli pasti al giorno sono l’ideale.

E per quanto riguarda la salute oculare?

Un’alimentazione corretta permette di prevenire alcune patologie oculari

Abbiamo già avuto modo di ribadire quanto sia importante “nutrire” l’apparato visivo con una serie di elementi che ne garantiscano il buon funzionamento. Se bere molto, per esempio, può aiutare a stare alla larga dal fastidioso fenomeno delle “mosche volanti”, introdurre cibi ricchi di luteina, vitamina A, vitamina E, vitamina C ed acidi grassi polinsaturi aiuta a mantenere la retina ben ossigenata ed in salute. Ciò significa che i fotorecettori presenti sulla retina, se ben “nutriti ed idratati”, mantengono la loro efficienza molto a lungo. E che alcune patologie notoriamente connesse allo stress ossidativo – come la degenerazione maculare senile, per esempio – potrebbero ritardare la loro comparsa, oppure non presentarsi affatto.

E nel caso di un periodo di digiuno, cosa succede?

Nel paragrafo precedente abbiamo sottolineato come alimentarsi in modo corretto sul lungo periodo possa aiutare a prevenire l’insorgenza di alcune patologie oculari ed a favorire il buon andamento della funzione visiva. Anche nel quotidiano vi sono delle piccole accortezze che possono rivelarsi utili in questo senso. E’ importante, infatti, aiutare i nostri occhi a stare bene tutto il giorno.

Calo della vista: non ci si vede più dalla fame?

La retina è un tessuto “glucosio dipendente”: i fotorecettori presenti su di essa consumano una notevole quantità di energia, anche di più di quella usata dalle cellule cerebrali. E poiché gli zuccheri sono il carburante del nostro organismo, va da sé che lasciar passare troppo tempo tra un pasto e l’altro può portare ad un calo glicemico capace di influire – seppur impercettibilmente – sulla funzione visiva, innescando un calo della vista.

Annebbiamento o calo della vista? Meglio controllare!

Chi dovesse accorgersi davvero di “non vederci più dalla fame” o dovesse sperimentare un annebbiamento o calo della vista, sta probabilmente andando incontro ad un’ipoglicemia più importante. In questi casi, oltre a mettere qualcosa sotto i denti, conviene approfondire, eseguendo una visita medica ed una visita oculistica specialistica.

Cristallino sano? Mangiate tante gilgliacee

Ci è già capitato di affrontare altrove l’argomento dello stretto legame che sussiste tra salute ed alimentazione. E’ indubbio che “la salute vien mangiando”, ma vi sono forse alcuni alimenti che non ci verrebbe mai in mente di ricondurre al benessere di uno specifico organo del nostro corpo. Oggi vogliamo sottoporre alla vostra attenzione il legame esistente tra le gigliacee e la salute del cristallino. 

Cosa sono le gigliacee?

Le gigliacee o liliacee sono una famiglia di piante caratterizzate dalla presenza di bulbo o rizoma, ovvero di un ingrossamento sotterraneo. Appartengono alla famiglia delle gigliacee commestibili l’aglio, la cipolla, il porro, l’erba cipollina e l’asparago. Tra le gigliacee non commestibili troviamo invece una lunga lista di piante ornamentali, come i gilgi, i tulipani, i narcisi, le calle, i muscari e molti altri. Tornando a parlare delle gigliacee commestibili, solitamente esse sono l’ingrediente principe di tanti soffritti. Tuttavia, dopo aver letto queste righe, scoprirete che i benefici delle gigliacee sono davvero innumerevoli ed interessanti, a tal punto che vi verrà voglia di gustarle anche in altri modi.

Quali sono i benefici delle gigliacee?

In linea generale, le gigliacee hanno un notevole potere antinfiammatorio, antiossidante e antimicrobico. La loro azione benefica si apprezza sull’apparato respiratorio, sul sistema immunitario, sui tessuti e sugli annessi cutanei.

La cipolla

La cipolla offre i benefici sopra citati, e non solo. Essa aiuta a tenere bassi i livelli di glicemia, rinforza l’apparato scheletrico ed è un potente antiossidante, con grandi proprietà antitumorali. Contiene calcio, acido folico, antiocianine (la cipolla rossa), vitamina C, quercetina e molti altri “ingredienti” preziosi per la nostra salute. In breve, la cipolla è un potente digestivo, fluidifica il sangue, aiuta nei casi di cistite, tiene a bada la glicemia, i trigliceridi e il colesterolo.

L’aglio

I benefici dell’aglio sono noti sin dalla notte dei tempi. Si pensi che Ippocrate, il padre della medicina moderna, usava prescrivere l’aglio ai suoi pazienti come “cura” per molte malattie. E ne aveva ben donde. L’aglio è ricco di vitamina C, vitamina B6, zolfo, selenio, ferro, zinco, acido folico. Le sue proprietà sono antinfiammatorie, detossinanti, antibatteriche. E’ ottimo per purificare il fegato, per abbassare la pressione sanguigna, è un antibiotico ed antivirale naturale, anticoagulante.

Perchè fanno bene al cristallino?

Le proprietà di aglio e cipolla sopra citate dovrebbero bastare da sole ad indurci ad aumentarne il consumo e ad introdurli nella nostra dieta settimanale. Ma la lista dei benefici di queste strepitose gigliacee non finisce qui, perché esse rappresentano anche un eccellente toccasana per la salute dei nostri occhi. E’ lo zolfo in esse contenuto il principale alleato per la salute della nostra vista, e nello specifico del cristallino. Questo prezioso elemento chimico aiuta il cristallino a mantenersi sano conferendogli più forza e resistenza. Insomma, se volete evitare il più possibile o ritardare l’insorgenza della cataratta, vi consigliamo di introdurre più gigliacee nella vostra dieta.

Qualche ricetta a base di gigliacee per il benessere del vostro cristallino

Per concludere, non ci resta che suggerirvi qualche ricetta davvero golosa ed irresistibile per introdurre più agliacee nella vostra dieta.

Aglio

  • Salsa Tzaziki (è una salsa di origine greca, deliziosa su crostini, a base di aglio ma molto fresca, per via della presenza dei cetrioli)
  • Pici all’aglione (è un primo piatto tipico della regione Toscana: si tratta di uno spaghettone condito con un sugo di aglio e pomodoro)
  • Spaghetti aglio, olio e peperoncino: un classico della mezzanotte, da rivalutare anche a pranzo.

Cipolla

  • Focaccia alle cipolle (una focaccia molto soffice farcita con cipolle o porri precedentemente stufati)
  • Onion rings: deliziosi anelli di cipolla panati e fritti
  • Confettura di cipolle agrodolce: perfetta con i formaggi stagionati

 

Occhio secco: prevenzione e cura

La sindrome dell’occhio secco è una patologia che, se trascurata, può rivelarsi davvero fastidiosa. Abbiamo già avuto occasione di approfondire l’argomento in precedenza, sottolineando come l’occhio secco non sia una semplice “sensazione” di secchezza oculare, ma una vera e propria patologia, che va affrontata come tale. Ma cerchiamo di entrare nel merito delle eventuali azioni volte a prevenire, se possibile, la sindrome dell’occhio secco e scopriamo insieme alcune delle cause più o meno comuni connesse all’insorgenza di questa patologia.

Sindrome dell’occhio secco: di cosa si tratta

La sindrome dell’occhio secco è il risultato di un’alterazione del film lacrimale, ovvero quella lubrificazione che mantiene l’occhio sempre ben umido ed idratato, così da riuscire a svolgere al meglio la funzione visiva. Quando il film lacrimale si altera, si ha un peggioramento ed una diminuzione della qualità e della quantità di lacrime che, naturalmente, lubrificano la cornea e l’occhio più in generale. L’esito è davvero fastidioso, con sintomi quali:

  • bruciore
  • arrossamento
  • tendenza a toccarsi ed a sfregarsi gli occhi continuamente
  • sensazione di avere un corpo estraneo
  • fastidio di fronte a fonti luminose particolarmente intense

Cause note e meno note della sindrome dell’occhio secco

Una delle cause più note e maggiormente discusse della sindrome dell’occhio secco è senza dubbio la menopausa. Anche la gravidanza, con le alterazioni fisiologiche ed ormonali che porta con sé, può scatenare la sindrome dell’occhio secco. Quanto detto non fa tuttavia della sindrome una prerogativa femminile, anzi. L’occhio secco colpisce anche i soggetti di genere maschile, come ad esempio i fumatori, o coloro che vivono in ambienti o zone aventi un inquinamento dell’aria particolarmente elevato. Tra le cause forse meno discusse, vi sono anche le allergie stagionali, che portano ad un’intensa e continua sollecitazione delle vie aeree, con una conseguente irritazione delle mucose, anche a livello oculare. Molte allergie tendono a protrarsi per mesi e mesi nel corso dell’anno, innescando uno stato infiammatorio che va via via peggiorando e che stimola una risposta nel sistema immunitario, il cui esito finale può essere proprio l’alterazione persistente del film lacrimale che lubrifica e idrata l’occhio.

Una curiosità sulla sindrome dell’occhio secco

Sembra curioso e sicuramente paradossale, ma la sindrome dell’occhio secco può portare anche ad una condizione di iper lacrimazione. Tuttavia, anche se la percezione è esattamente quella di una lacrimazione vera e propria, non si tratta di lacrime, ma di un semplice liquido acquoso. Nel caso della sindrome dell’occhio secco, infatti, le lacrime, naturalmente ricche di sostanze lipidiche e mucina, vengono meno, e l’occhio, non più lubrificato, tende a seccarsi. La reazione naturale è il rilascio un abbondante liquido puramente acquoso, che può essere confuso con una lacrima vera, e che tuttavia priva l’occhio dell’acqua necessaria per produrre nuove lacrime. Un circolo vizioso tutt’altro che positivo per la salute dell’occhio.

La sindrome dell’occhio secco si cura anche a tavola

La salute comincia anche a tavola, non ci stancheremo mai di ripeterlo. Poichè la sindrome dell’occhio secco è causata da una mancanza di lubrificazione, va da sè che bere molto è fondamentale. Bevete tanto, soprattutto fuori dai pasti. Inoltre, è importante consumare molti cibi di stagione, ricchi di vitamine, soprattutto quelle del gruppo B, e molto pesce, nella fattispecie pesce azzurro e salmone, naturalmente ricchi di Omega3. Vitamine ed omega 3 sono “ingredienti” preziosi per la salute oculare, per mantenere la funzione visiva sempre al meglio delle sue potenzialità e per aiutare il delicato “ingranaggio” dei nostri occhi a funzionare sempre in modo ottimale.

Il CIOS ogni anno promuove una campagna per la prevenzione e diagnosi dell’occhio secco

Ogni anno il Centro Italiano Occhio Secco si fa promotore di una campagna per la prevenzione e la diagnosi della patologia, alla quale aderiscono, offrendo l’opportunità di sottoporsi ad uno screening mirato, diversi centri specialistici italiani. Se sei in menopausa o in gravidanza, se sei un fumatore, se senti spesso bruciore agli occhi oppure hai frequentemente gli occhi arrossati, potresti soffrire di sindrome dell’occhio secco, una patologia che è sempre bene non trascurare.

Per ulteriori informazioni o appuntamenti:

CENTRO AMBROSIANO OFTALMICO P.zza Repubblica, 21 – 20124 Milano

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TELEFONO 02 6361 191 Centralino attivo Lun-Ven dalle 9,00 alle 19,00

Mangiare pesce azzurro fa bene alla vista

Abbiamo già avuto occasione di soffermarci sui benefici che vari alimenti, dai più comuni, come il thè verde, fino ai più inusuali, come la spirulina, possono apportare al nostro apparato visivo. Oggi vogliamo parlare dei grandi benefici apportati dal pesce azzurro, un alimento che non deve mai mancare nella nostra dieta settimanale. Vediamo il perchè.

Pesce azzurro e Omega 3

La dieta quotidiana di molti di noi si basa sulla sistematica assunzione di farine (spesso raffinate), zuccheri e carboidrati, che sicuramente hanno il loro ruolo a livello di capacità nutrizionale, ma che è bene affiancare ad un buon apporto di frutta e verdura di stagione, nonché latticini e pesce fresco. Sicuramente non vi giunge nuova la notizia che il pesce, e nello specifico il pesce azzurro, è ricco di Omega 3. Ma cosa sono gli Omega 3? E’ presto detto. Gli Omega 3 sono degli acidi grassi polinsaturi essenziali, cioè impossibili da sintetizzare da parte del nostro corpo. Ecco perché si rende necessario introdurli attraverso l’alimentazione.

A cosa fanno bene gli Omega 3?

Gli Omega 3 sono molto noti per il loro effetto sull’apparato cardiocircolatorio. Essi, infatti, aiutano a tenere sotto controllo il livello dei trigliceridi, mantengono le nostre arterie sane, pulite e “in forma” e, di conseguenza, aiutano a proteggere il cuore da spiacevoli patologie. E non solo: gli Omega 3 esercitano una funzione protettiva e “curativa” nei confronti di pelle e capelli, aiutano la memoria e mantengono efficienti le nostre articolazioni. Un vero e proprio toccasana, insomma!

Benefici del pesce azzurro e degli Omega 3 per la vista

E per la vista? Direte voi. Gli Omega 3 sono davvero preziosi per il nostro apparato visivo, perchè contribuiscono al mantenimento di una capacità visiva ottimale, esercitando un’azione protettiva e favorendo la trasmissione dei segnali luminosi al cervello. Insomma, gli Omega 3 aiutano i nostri occhi a “funzionare bene”, anche in condizioni di poca luce.

Come consumare il pesce azzurro per fare il pieno di Omega 3: qualche idea

Il pesce azzurro è un alimento così buono che non necessita di ricette particolarmente fantasiose onde trasformarlo in qualcosa di speciale. Lo è già così! Il consiglio che vi diamo è quello di non stracuocerlo, perchè andreste a distruggerne le proprietà nutritive. Ecco alcune ricette semplici e sfiziose:

  1. Filetti di pesce alla piastra. Chiedete al vostro negoziante di fiducia di sfilettare il pesce, dopodichè saranno sufficienti dieci minuti sulla piastra (posandolo dalla parte della pelle), un pizzico di sale, un filo di olio extravergine di oliva rigorosamente a crudo (così, già che ci siete, farete il pieno anche di polifenoli), e niente di più. Abbinate il filetto di pesce ad una fresca insalata mista con lattuga, carote, pomodori e tutta la verdura che la fantasia vi suggerisce, ed avrete dato vita ad un pranzo leggero, ricco, sano, nutriente e davvero prezioso per il vostro benessere generale e per la salute del vostro apparato visivo.
  2. Filetti di pesce al forno. Come detto sopra, procuratevi dei bei filetti di pesce fresco, posateli su una teglia da forno e spennellateli con un buon patè di pomodori secchi aggiungendo qualche cappero e qualche oliva. Cuoceteli per 10 minuti a 200 gradi e gustate.
  3. Pesce azzurro al vapore. Lavate bene il pesce già eviscerato, quindi asciugatelo. Collocate al suo interno un trito di aglio e prezzemolo e una fettina di limone. Cuocete il pesce per 20 minuti in vaporiera. Condite con olio extravergine di oliva a crudo e gustate.
  4. Pesce azzurro all’acqua pazza. Collocate in una padella il pesce azzurro con olio, aglio se gradito, prezzemolo, pomodorini ciliegino e qualche cucchiaio d’acqua. Portate a cottura, regolate di sale e gustate.

Come vedete, gustare dell’ottimo pesce azzurro con fantasia è davvero facile, richiede pochi ingredienti e soprattutto pochi minuti di cottura. Approfittate dei nostri consigli e provate le ricette che vi abbiamo suggerito: farete un regalo al vostro palato, al vostro organismo e soprattutto al vostro apparato visivo, che sul lungo periodo si manterrà sano ed efficiente. 

Spirulina, l’alga del benessere

Era il 1974 quando la Conferenza Mondiale dell’Alimenatazione dell’ONU la definiva come “alimento del futuro”, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità la indicava quale “miglior cibo del XXI secolo”: ci riferiamo alla spirulina, un’alga particolarmente nutriente, definita per questo “super food”, salita tuttavia alla ribalta nel nostro paese solo negli ultimi anni. Vediamo di che si tratta.

Spirulina: un cibo antico come l’uomo

Anche se probabilmente molti di voi ne avranno sentito parlare solo in tempi recenti, la spirulina è un’alga antichissima. Si chiama spirulina semplicemente perchè la sua forma è ricorda quella di una spirale. Questa forma elicoidale le consente di spostarsi sulla superficie delle acque dolce nelle quali vive. Scoperta ufficialmente nel 1964 da un botanico belga, Jean Léonard, sembra tuttavia che la spirulina fosse già ben nota alle popolazioni precolombiane. Oggi la spirulina viene raccolta e consumata in ampia misura delle popolazioni dell’Africa centrale, che la trovano in abbondanza in particolare nelle acque del lago Cossorom. Qui, la spirulina viene usata per preparare una pietanza brodosa molto nutriente.

Un superfood ricco di elementi nutritivi

Come accennato, la spirulina è un vero e proprio superfood, ovvero un alimento molto ricco di elementi preziosi per la salute ed il benessere del nostro organismo. Essa contiene una vasta gamma di vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5 (acido pantotenico), B6, B7 (inositolo) B9, B12, ma anche vitamina A, D, K, vitamina H (biotina) e vitamina E (alfa-tocoferolo). Oltre a questo generoso mix di vitamine, la spirulina contiene anche proteine, carboidrati e fibre, e poi ancora sali minerali a volontà, amminoacidi e acidi grassi essenziali. Insomma, un vero toccasana per il nostro organismo!

Ecco le proprietà della spirulina

Abbiamo elencato gli innumerevoli principi nutritivi contenuti nella spirulina, ma forse i meno esperti di chimica si chiederanno quali siano, in poche parole, le proprietà dei questa portentosa alga. E’ presto detto: l’alga spirulina è un’alga della salute, ricca di proprietà:

  • nutritive
  • antiinfiammatorie
  • antiossidanti
  • tonificanti
  • ricostituenti
  • antivirali
  • anticoagulanti
  • immunostimolanti

La spirulina apporta una vasta gamma di benefici

  • è un agente chelante, dunque attira a sè le tossine ed aiuta ad eliminarle (si pensi ai metalli pesanti)
  • è un antiossidante ideale nei casi di ipercolesterolemia, perchè aiuta a mantenere basso il livello del colesterolo “cattivo”, quello che si deposita nelle arterie
  • aiuta a mantenere belli e sani gli annessi cutanei, grazie ai suoi innumerevoli minerali (ottima anche contro l’acne, ma in generale contro l’invecchiamento cutaneo)
  • è un supporto nutritivo per chi segue una dieta vegetariana o vegana, perchè consente di introdurre un buon apporto proteico
  • aiuta i soggetti diabetici ad abbassare in livello di insulina nel sangue
  • aiuta chi intende dimagrire, per il suo potere saziante
  • è perfetta per garantire il buon funzionamento delle attività intestinali ed è d’aiuto a chi soffre di colon irritabile

L’alga della memoria e del buonumore

Grazie al suo notevole apporto di triptofano, un aminoacido essenziale responsabile del buon andamento delle funzioni cognitive e del rilascio di serotonina e della melatonina, la spirulina è anche l’alga della memoria, della prontezza mentale e del buon umore. Chi la assume riferisce infatti un notevole miglioramento delle capacità di attenzione e di memoria, oltre che un generale miglioramento anche del tono dell’umore. E’ ottima dunque se assunta in periodi di particola stress psicologico e mentale.

E per la vista?

Ma veniamo ai benefici dell’alga spirulina per la vista e per l’apparato visivo. Come già detto, la spirulina è ricchissima di vitamine, in particolare di vitamina A, la quale garantisce un utilissimo apporto di betacarotene, indispensabile per il benessere del nostro apparato visivo. La quantità di betacarotene contenuta nell’alga spirulina supera di 10 volte quella contenuta nelle carote, alimento largamente noto per i suoi benefici sull’apparato visivo.

Ricca di betacarotene, prezioso “ingrediente” per la cornea e la retina

La vitamina A contenuta nella spirulina è ottima per mantenere la cornea giovane ed in salute e per garantire che la retina lavori sempre con la massima efficienza, convertendo gli stimoli luminosi in informazione visiva. Insomma, l’occhio ha bisogno di grandi quantità di vitamina A e betacarotene per mantenersi giovane ed efficiente, e la spirulina sembra proprio essere un ingrediente prezioso per il raggiungimento di questo scopo.

Come assumere la spirulina?

La spirulina è presente oggi in commercio sotto diverse forme. La trovate nei negozi di alimentazione biologica e nelle erboristerie, sotto forma di tavolette, pastiglie o polvere. Non esitate a farvi consigliare dal vostro naturopata o erborista di fiducia per ulteriori informazioni circa questa alga così ricca di elementi nutritivi.

Leggi anche: Cataratta, la top list dei consigli per prevenirla

Polpette di borlotti e formaggio di anacardi

polpette[1]Ingredienti per 4 polpette

✓200g di fagioli borlotti lessati
✓una carota
✓mezza cipolla rossa piccola
✓un cucchiaino di coriandolo in polvere
✓pangrattato qb
✓sale
✓olio evo

Procedimento

nel mixer sminuzzate le verdure, poi aggiungete i fagioli, un po’ di sale, il coriandolo e riducete ad una purea. Aggiungete pangrattato e impastate finchè l’impasto diventa abbastanza sodo. Con le mani formate le polpette, passatele nel pangrattato e mettetele a cuocere in una padella con poco olio finchè sono dorate su entrambi i lati. Facendo attenzione a non romperle, adagiatele su un piatto e lasciate intiepidire e rapprendere.

Ingredienti per il formaggio di anacardi

✓una tazza di anacardi non tostati
✓sale
✓uno spicchio di aglio
✓erbe aromatiche fresche

Procedimento

lasciate gli anacardi in ammollo per una notte, poi sciacquateli e frullateli con l’aglio e un po’ di sale. Aggiungete anche le erbe che preferite. Riponete in frigorifero per qualche ora. Spalmate su pane tostato o usatelo come meglio preferite. Buon appetito!

Contorno di carciofi con patate

Agrodolce

Il carciofo oltre ad essere ricco di fibre e sali minerali
è ricco di acido folico.
La patata è ricca di amido e contiene potassio, vitamina
C e B5.
L’aglio contiene selenio, zinco e aliina.
Il prezzemolo contiene flavonoidi e anche apiolo,
un antispastico, antipiretico e stimolante la contrattilità
uterina.
Il timo contiene oli essenziali e flavonoidi.
L’olio di oliva è un’ottima fonte di acidi grassi insaturi.

Ingredienti e dosi per 4 persone:
✓ 4 carciofi
✓ 4 patate
✓ 2 spicchi di aglio
✓ 1 mazzetto di prezzemolo
✓ 1 mazzetto di timo
✓ 4 cucchiai di olio extravergine di oliva del Garda
✓ sale e pepe q.b.

Preparazione
Pulire i carciofi , cioè eliminare le foglie dure esterne e poi tagliare le metà anteriori, dividere il resto in quarti ed eliminare la barba ed eventuali parti spinose.
Pulire le patate e dividerle a cubetti.
Far soffriggere nell’olio i carciofi e farli cuocere qualche minuto finché prendono un colore dorato.
Aggiungere le patate, l’aglio, salare e pepare e far cuocere insieme per 25-30 minuti aggiungendo un po’ d’acqua o, meglio ancora, brodo vegetale. Alla fine aggiungere prezzemolo e timo ed eliminare l’aglio

Le proposte che trovate nella nostra rubrica “Ricette per la vista” sono prese dal libro “Occhio e Ricette per la vista” scritto dal dottor Lucio Buratto: si tratta di piatti selezionati per la presenza di alimenti che aiutano a prevenire patologie oculari e mantengono sani i nostri occhi.

Agnello al forno e contorno di patate e carciofi per una Pasqua gustosa e sana per i vostri occhi!

agnello

Tra poco si festeggia la Pasqua e come da tradizione molti di voi mangeranno l’agnello…una carne ottima, anche per la vista! Lo sapevate?

Se lo cucinate poi stufato con verdure e vino rosso, aggiungerete gusto e alimenti preziosi per i vostri occhi!

Questa ricetta infatti è ricca di nutrienti fondamentali per la nostra vista.

Agnello stufato al vino rosso

L’agnello ha una carne particolarmente ricca di zinco. Lo zinco serve come costituente per la SOD e la CAT, due potenti enzimi antiossidanti presenti nella retina. Lo zinco inoltre è necessario per assicurarsi una funziona lacrimale normale e aiuta a prevenire l’occhio secco.
Il vino rosso contiene resveratrolo (antiossidante contenuto nella buccia d’uva) e flavonoidi (sono contenuti principalmente nelle piante, dal grande potere antiossidante e sinergici alla vitamina C, quindi talvolta vengono identificati con il nome di vitamina C2 oppure vitamina P).
L’aglio contiene seleniozinco e aliina (responsabile del sapore e dell’odore penetrante e persistente):
quest’ultima si trasforma in allicina che ha azione antibatterica, ipocolesterolemizzante e antipertensiva.
Il pomodoro è ricco di vitamine e oligoelementi, ma soprattutto contiene carotenoidi (che hanno una funzione antiossidante) tra cui il licopene, di cui abbonda.
Il peperoncino è una buona fonte di carotenoidi, soprattutto luteina, un carotenoide presente nel corpo cellulare dei fotorecettori: per questo viene chiamato anche pigmento maculare, che ha una doppia funzione:  la protezione dal danno ossidativo e il miglioramento della funzione visiva.
La cipolla contiene vitamina C e una buona quantità di flavonoidi (quercetina).

Ingredienti e dosi per 4 persone:
✓ 800 g di agnello tagliato a pezzetti
✓ 1 bicchiere e mezzo di vino rosso
✓ 3 cucchiai di olio di semi
✓ 2 spicchi di aglio tritati finemente
✓ 1 cipolla tagliata grossolanamente
✓ 2 foglie di alloro
✓ ½ bicchiere di concentrato di pomodoro
✓ 2 peperoncini
✓ 1 cucchiaio di farina
✓ sale q.b.

Preparazione
Lasciare marinare l’agnello tagliato a pezzi nel vino per almeno 3 ore; poi toglierlo e conservare il vino.
Scaldare l’olio in una capace casseruola, quindi aggiungere l’agnello ben asciutto e sporcato di farina. Cuocere finché la carne non si sarà rosolata bene da tutti i lati. Aggiungere l’aglio e la cipolla, le foglie di alloro, il concentrato di pomodoro, il sale, il vino e i peperoncini.
Cuocere lentamente finché l’agnello non sarà tenero.

 

Contorno di carciofi con patate

Agrodolce

Il carciofo oltre ad essere ricco di fibre e sali minerali
è ricco di acido folico.
La patata è ricca di amido e contiene potassio, vitamina
C e B5.
L’aglio contiene selenio, zinco e aliina.
Il prezzemolo contiene flavonoidi e anche apiolo,
un antispastico, antipiretico e stimolante la contrattilità
uterina.
Il timo contiene oli essenziali e flavonoidi.
L’olio di oliva è un’ottima fonte di acidi grassi insaturi.

Ingredienti e dosi per 4 persone:
✓ 4 carciofi
✓ 4 patate
✓ 2 spicchi di aglio
✓ 1 mazzetto di prezzemolo
✓ 1 mazzetto di timo
✓ 4 cucchiai di olio extravergine di oliva del Garda
✓ sale e pepe q.b.

Preparazione
Pulire i carciofi , cioè eliminare le foglie dure esterne e poi tagliare le metà anteriori, dividere il resto in quarti ed eliminare la barba ed eventuali parti spinose.
Pulire le patate e dividerle a cubetti.
Far soffriggere nell’olio i carciofi e farli cuocere qualche minuto finché prendono un colore dorato.
Aggiungere le patate, l’aglio, salare e pepare e far cuocere insieme per 25-30 minuti aggiungendo un po’ d’acqua o, meglio ancora, brodo vegetale. Alla fine aggiungere prezzemolo e timo ed eliminare l’aglio

Le proposte che trovate nella nostra rubrica “Ricette per la vista” sono prese dal libro “Occhio e Ricette per la vista” scritto dal dottor Lucio Buratto: si tratta di piatti selezionati per la presenza di alimenti che aiutano a prevenire patologie oculari e mantengono sani i nostri occhi.