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Occhiali da sole? Si grazie, purché tutto l’anno!

Occhiali da sole - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Gli occhiali da sole sono quegli accessori dei quali tendiamo a ricordarci quando arriva la primavera e le giornate diventano finalmente più lunghe. D’estate fanno coppia fissa con la crema solare, mentre d’inverno con i nostri amati doposci. Eppure, a prescindere dal fatto che tu viva in città, in montagna o sul mare,gli occhiali da sole andrebbero indossati più spesso, e soprattutto in qualunque stagione. Scopriamo assieme il perché.

Il sole? C’è anche quando non si vede

Il sole splende tutto l’anno, anche in inverno quando la temperatura è decisamente bassa oppure quando una coltre di nuvole grigie ci costringe a sognarlo come fosse un miraggio lontano. Eppure il sole è sempre lì, con i suoi raggi, intento a fornire luce e calore al nostro pianeta. Una volta appurato che i raggi solari penetrano nell’atmosfera qualunque sia il tempo della giornata, conviene ricordare che lo spettro solare è piuttosto ampio e che include diverse tipologie di raggi.

Ci sono raggi e raggi…

Lo spettro solare include diverse tipologie di raggi con lunghezza d’onda e temperatura variabile. Tra questi citiamo in particolare i raggi ultravioletti, che sono particolarmente pericolosi per la salute oculare.

I motivi sono 2:

  1. Sono invisibili all’occhio umano, quindi non si verifica il fisiologico ed istintivo restringimento della pupilla;
  2. Poiché il restringimento della pupilla non avviene e poiché i raggi ultravioletti hanno una notevole lunghezza d’onda, essi sono capaci di penetrare in profondità nei nostri occhi, giungendo fino alla macula (la parte più profonda dell’occhio).

Questi due elementi rappresentano un rischio per la salute oculare. I raggi ultravioletti rappresentano infatti un fattore predisponente diverse patologie oculari, tra le quali menzioniamo la cataratta e la degenerazione maculare senile.

E’ pertanto fondamentale proteggere la gli occhi con un buon paio di occhiali da sole durante tutto l’anno. Una raccomandazione che vale anche per bambini ed anziani. Inoltre, si ricordi che nelle vicinanze di specchi d’acqua oppure sulla neve, anche laddove non sembra che vi sia “molto sole”, l’effetto riverbero non fa che amplificare l’impatto che i raggi UVA ed UVB hanno sul nostro apparato oculare.

Occhiali da sole sì, ma di buona qualità

Infine, e sempre a titolo di raccomandazione, si ricordi che un paio di occhiali da sole con lenti non certificate e di qualità scadente non solo non esercita alcun effetto protettivo, ma può anche danneggiare i nostri occhi.

E chi invece indossa lenti a contatto?

Esistono in commercio lenti a contatto con un fattore di protezione nei confronti dei raggi ultravioletti. Qualora non si faccia uso di tale tipologia di lenti, si potrà abbinare un occhiale da sole privo di potere diottrico, da indossare tanto per proteggere la vista quanto come accessorio alla moda a beneficio del proprio look.

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Leggi anche: è vero che gli occhi chiari sono più delicati?

Ritmi circadiani? Ci pensa la retina

ritmi circadiani - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Che l’occhio umano fosse un complesso e sofisticatissimo meccanismo in grado di farci apprezzare la bellezza del mondo nei minimi dettagli, era noto a tutti. Oggi scopriamo insieme che l’occhio riveste anche un’altra funzione, quella di regolare i ritmi circadiani. Per dirla in parole semplici, è l’occhio che regola il nostro orologio biologico, consentendoci di distinguere la notte dal giorno, il sonno dalla veglia, e di alternare correttamente periodi di attività a periodi di inattività. Il meccanismo che sta alla base di questa funzione così delicata è tutt’altro che semplice.

Jet lag e cambi di abitudini: quanto malessere!

Vi siete mai chiesti come mai svolgiamo sempre le stesse azioni più o meno tutti quanti alle stesse ore? Perché mangiamo e dormiamo sempre nelle stesse fasce orarie? Sono solo convenzioni? Evidentemente no. E non solo: se le abitudini che diamo per assodate e consolidate fossero sconvolte e, per così dire, “invertite” anche solo per qualche giorno, andremmo incontro a malesseri e disturbi piuttosto spiacevoli.

Un esempio banale di questo tipo di malessere è il cosiddetto jet-lag, la tipica sensazione di scompenso che si sperimenta a seguito di un viaggio intercontinentale. Lo scompenso è dovuto al fatto che il nostro orologio biologico viene messo a dura prova. Conviene sapere che il concetto di orologio biologico non è affatto arbitrario, ma ha un fondamento scientifico che vede coinvolti i ritmi circadiani e, come anticipato, l’occhio umano

Ritmi circadiani: cosa sono?

Il nome ritmi circadiani deriva dal latino circa diem, cioè intorno al giorno. Per ritmi circadiani si intendono ritmi che si ripetono tutti i giorni ciclicamente – di 3 ore in 3 ore – nell’arco delle 24 ore in questo modo:

  • Durante le prime ore della giornata, tra le 6 e le 9 del mattino, i livelli di melatonina scendono ed i livelli di cortisolo aumentano. L’organismo si attiva e si rimette in moto dopo la notte;
  • Tra le 9 e le 12 i livelli di cortisolo raggiungono il picco massimo della giornata, segno che ci si può dedicare ad attività particolarmente impegnative, che richiedono veglia e concentrazione;
  • Tra le 12 e le 15 la digestione porta ad un calo di concentrazione;
  • Tra le 15 e le 18 si ha un aumento della temperatura corporea, l’ideale per svolgere attività sportive;
  • Tra le 18 e le 21 il corpo comincia a rallentare tutte le sue funzioni;
  • Tra le 21 e le 24 si ha la produzione di melatonina, che provoca il sonno;
  • La melatonina raggiunge il suo picco tra le 24 e le 3, orario durante il quale il sonno è maggiormente profondo;
  • Tra le 3 e le 6 i livelli di melatonina cominciano pian piano a calare e la temperatura scende: il nostro corpo si avvia verso il risveglio. 

L’alternanza tra luce e buio è fondamentale per il buon andamento e per il mantenimento di questi ritmi e di conseguenza di quello che usiamo definire il nostro “orologio biologico”. 

E cosa c’entra l’occhio con i ritmi circadiani?

All’interno del nostro occhio, nella retina, vi è una sostanza, chiamata melanopsina, che trasmette informazioni relative alla presenza di luce o meno proprio a quella parte del cervello incaricata di gestire e mantenere inalterato l’andamento dei ritmi circadiani. Questo accade perché la molecola della melanopsina è fotosensibile, cioè sensibile alla luce. Se il passaggio di informazioni relativo all’alternanza luce-buio venisse in qualche modo compromesso, ne deriverebbe una compromissione anche dei ritmi circadiani.

Legame tra melanopsina e ritmi circadiani: lo dice la scienza

A conferma di quanto sopra illustrato, citiamo due studi interessanti. Il primo, a cura del dott. Bruce O’Hara e dal titolo Role of Melanopsin in Circadian Responses to Light, ha confermato il ruolo centrale della molecola della melanopsina come recettore capace di regolare i ritmi circadiani; il secondo, a cura del dott. Steve Kay e dal suo team di lavoro, che ha invece provato, grazie ad una simulazione in laboratorio, che l‘assenza totale di melanopsina porta ad uno scompenso totale dell’orologio biologico. 

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Miopia nei bambini: il sole può contribuire alla prevenzione

miopia bambini - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Acqua e sole sono due elementi imprescindibili per il buon andamento della vita sulla terra e per il benessere di noi esseri umani. Il sole, in particolare, regola alcune funzioni fondamentali del nostro organismo e ci aiuta a mantenerci in salute. Non solo: secondo una ricerca scientifica, i suoi raggi benefici sono fondamentali anche per la salute oculare dei nostri piccoli, perché favoriscono il rilascio di un neurotrasmettitore che li proteggerebbe dalla miopia. Insomma, più sole, meno miopia: naturalmente, con le opportune precauzioni. 

Stare al sole, con giudizio, fa bene

Nelle pagine di questo sito abbiamo parlato diverse volte dell’effetto potenzialmente dannoso dei raggi UV per la salute oculare. In realtà, i raggi UV rappresentano solamente una parte dello spettro solare. L’esposizione moderata e graduale ai raggi solari – con un’opportuna protezione della pelle e degli occhi – può esercitare diversi effetti benefici sul nostro organismo. Non a caso, vi sarà capitato di notare che alcune patologie dermatologiche tendono a migliorare durante la stagione estiva. Ma anche il nostro stesso umore ne trae beneficio.

Leggi anche: come proteggere gli occhi dei bambini in vacanza.

Perché il sole fa bene al corpo ed allo spirito?

In generale, il sole è importante perché regola il buon andamento dei ritmi di sonno e veglia, perché aiuta a combattere il cattivo umore e la depressione, e perché stimola la produzione di molti ormoni, fondamentali per il buon funzionamento di pancreas, tiroide e ghiandole sessuali. Entrando nel dettaglio, il sole fa bene perché stimola il rilascio di cortisolo, dopamina, serotonina, e stimola la produzione di vitamina D. Ecco, in breve, quali sono gli effetti positivi di queste sostanze sul nostro organismo:

  • cortisolo: è un ormone avente funzione antiinfiammatoria;
  • dopamina: ha un ruolo importante nel controllo dei ritmi veglia-sonno, dell’umore, ma anche della memoria;
  • serotonina: stimola il buon umore, infatti è anche chiamata ormone della felicità;
  • vitamina D: è importante per la salute delle nostre ossa. Si rivela utilissima per le persone più anziane o per le donne in menopausa.

Bambini: una corretta esposizione ai raggi solari può prevenire la miopia?

Come accennato in apertura, il sole può esercitare un effetto benefico anche sulla salute oculare dei più piccoli. Questo accade perché i raggi solari stimolano la produzione di dopamina. Quando il piccolo si espone alla luce solare, si ha un rilascio di dopamina proprio a livello delle strutture retiniche. Secondo alcuni studi, questo neurotrasmettitore sarebbe in grado di inibire l’allungamento dell’occhio tipico dei pazienti affetti da miopia. Insomma, nei pazienti in età evolutiva, una buona e corretta esposizione alla luce solare potrebbe contribuire a contrastare la comparsa della miopia. Ricordiamo, tuttavia, che anche se trascorrere molto tempo all’aria aperta fa indubbiamente bene ai nostri piccoli, non sempre è possibile evitare la comparsa di un difetto visivo come la miopia. La ragione è presto detta: alla base della miopia c’è spesso anche una componente ereditaria.

Leggi anche: la miopia nei bambini, domande e risposte

Al sole sì, ma con moderazione

Ricordiamo che l’esposizione ai raggi solari – tanto dei piccoli quanto degli adulti – va dosata e gestita con moderazione. Ecco alcuni accorgimenti che consigliamo sempre di seguire:

  • evitare di esporsi al sole nelle ore centrali della giornata;
  • fare uso di una buona lozione solare (un fattore di protezione coerente con il proprio fototipo, ma di norma sempre meglio medio-alto);
  • rinnovare la lozione protettiva di tanto in tanto, specie dopo i bagni in mare o in piscina;
  • indossare un paio di occhiali da sole con lenti di qualità;
  • usare un copricapo (questo consiglio vale soprattutto per i bambini);
  • bere molto, per reidratare il proprio organismo e tenersi al riparo da colpi di calore.

Come prendersi cura del benessere visivo dei bambini

Il consiglio dunque è quello di far giocare i bambini il più possibile all’aria aperta e, al contrario, di limitare il tempo trascorso in ambienti chiusi giocando con i device elettronici. In questo modo, si favorirà il rilascio di dopamina a livello delle strutture oculari, ma non solo. Giocare all’aperto, abituare gli occhi a guardare in tutte le direzioni e ad ammirare forme e colori differenti, è una vera e propria ginnastica oculare che aiuta l’occhio del piccolo a svilupparsi nel miglior modo possibile.

Leggi anche: benessere visivo, età dopo età, ecco tutte le tappe della prevenzione

Vacanze in auto? Attenzione ai raggi UV

Non vi è nulla di più piacevole e rilassante, dopo un lungo anno di lavoro, che trascorrere alcuni giorni lontano dalla propria abitazione, visitando luoghi nuovi e godendo della compagnia delle persone a noi più care. Se viaggiate in automobile, tuttavia, è bene che voi sappiate che i finestrini non proteggono gli occhi vostri e dei vostri bambini dai raggi UV . E’ quanto emerge da un interessante studio pubblicato recentemente su Jama Ophtalmology. Vediamo i dettagli di questa ricerca.

Cosa sono i raggi UV

La luce del sole non è tutta uguale, anzi. Lo spettro luminoso si compone di diversi tipi di raggi, aventi lunghezza d’onda e intensità differenti. Alcuni raggi sono più caldi, come le radiazioni infrarosse, altri meno; alcuni sono invisibili, come le radiazioni ultraviolette, altri sono visibili. Sono proprio le radiazioni ultraviolette a rappresentare una minaccia per il nostro apparato visivo. Esse sono fredde ed invisibili, pertanto quando esponiamo i nostri occhi a questo genere di radiazione, lo facciamo inconsapevolmente. Questo tipo di radiazioni ha una lunghezza d’onda piuttosto lunga, capace di penetrare in profondità nei nostri occhi in modo “indisturbato”: essendo invisibili, esse non innescano il meccanismo automatico di restringimento della pupilla, e dunque l’occhio non è in grado di difendersi in alcun modo. Ma non finisce qui: i raggi UV non sono un fenomeno dal quale proteggersi solamente in piena estate, ma sono presenti nell’atmosfera tutto l’anno, anche quando il cielo è coperto. Se vi trovate sulla sabbia, sulla neve o in prossimità dell’acqua, inoltre, il riflesso dei raggi UV va a sommarsi ai raggi provenienti dall’alto, e dunque il potenziale danno si moltiplica.

Perché sono pericolosi i raggi UV

I raggi ultravioletti sono pericolosi perché possono danneggiare irrimediabilmente cornea, cristallino e retina. A seconda della lunghezza delle onde, vengono colpiti e potenzialmente danneggiati diversi tessuti dell’apparato visivo. Anche laddove il danno non sia evidente e immediato, è importante sapere che i raggi UV accelerano l’invecchiamento e il deterioramento cellulare e quindi possono anticipare l’esordio di alcune patologie. Il cristallino, per fare un esempio, assorbe sia gli UVA che gli UVB e dunque è altamente esposto ai rischi connessi all’esposizione a questi raggi.

Raggi UV in automobile? Quanto siamo al sicuro?

Venendo allo studio oggetto di questo approfondimento, alcuni ricercatori del Boxer Wachler Vision Institute di Beverly Hills hanno preso in esame 29 autoveicoli di diverse case automobilistiche per appurare la percentuale di sicurezza dei parabrezza e finestrini rispetto alla penetrabilità dei raggi UV. Il risultato è stato che mentre il parabrezza riesce a bloccare il 95% dei raggi UV, i finestrini si sono rivelati meno efficaci, e la percentuale è scesa in taluni casi fino al 44%. Insomma, anche se l’aria condizionata è accesa, siamo al fresco e tutto sommato all’ombra, i raggi UV stanno comunque penetrando l’abitacolo e mettendo a repentaglio la nostra salute visiva.

Come proteggere i nostri occhi dai raggi UV mentre siamo in automobile

Alla luce di quanto detto sopra, va da sè che anche quando stiamo viaggiando a bordo del nostro veicolo è fondamentale proteggere gli occhi dai raggi solari potenzialmente dannosi. Procuratevi un buon paio di occhiali da sole, non necessariamente troppo scuri, ma sicuramente di buona qualità. La protezione, infatti, non è direttamente proporzionale al colore scuro della lente, ma dipende invece dalla fattura della lente stessa. E non solo: proteggete anche la vostra pelle, procurandovi una crema solare con un fattore di protezione abbastanza alto, ed un buon INCI. Inoltre, evitate di trascorrere troppe ore consecutive in auto, e cercate di evitare le ore centrali della giornata, proprio come fareste in spiaggia.

Fonte: Jama Network