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Calazio, trattamento e soluzioni

Il calazio è un disturbo oculare abbastanza comune. Si tratta di una neoformazione dovuta all’ostruzione e infiammazione delle ghiandole di Meibomio. La sua manifestazione può essere più o meno importante. Di conseguenza, il calazio può essere fastidioso ed influire sulla funzione visiva ed estetica. Quel che è certo è che si tratta di un disturbo che è necessario trattare opportunamente, anche perché può spianare la strada all’insorgenza di altre patologie a volte più difficili da trattare. Conosciamolo più da vicino.

Che cos’è il calazio?

Come accennato, il calazio è una neoformazione che si può presentare sul bordo palpebrale sia superiore che inferiore. E’ dovuto all’infiammazione ed ostruzione delle ghiandole di Meibomio. Si tratta di minuscole ma preziosissime ghiandole situate lungo i bordi palpebrali, con la funzione di secernere una sostanza lipidica fondamentale per il mantenimento del giusto equilibrio del film lacrimale e della corretta idratazione della superficie oculare. Può capitare che il dotto di una di queste piccole ghiandole si ostruisca. Di conseguenza la sostanza lipidica, anziché defluire correttamente verso la superficie oculare, si accumula sviluppando appunto un calazio. Per dirla in parole molto semplici, si tratta di una piccola “pallina” di materiale che finisce inevitabilmente con l’andare incontro ad infezione.

Quali sono i sintomi del calazio?

Il calazio porta con sé gonfiore ed arrossamento a livello palpebrale, infiammazione del bordo congiuntivale, senso di fastidio all’ammiccamento, dolore. In più, può compromettere anche la freschezza dello sguardo. Naturalmente, l’entità dei sintomi è direttamente proporzionale alla dimensione del calazio ed alla sua collocazione. In ogni caso, è fondamentale rivolgersi ad un oculista per valutare lo stato di salute oculare e definire la tipologia di trattamento.

Il ruolo cruciale delle ghiandole di Meibomio

Prima di conoscere le opzioni di trattamento del calazio, spendiamo due parole sul delicatissimo ruolo delle ghiandole di Meibomio. Come detto, queste ghiandole sono fondamentali in quanto secernono la componente lipidica che, unita alla parte acquosa proveniente dai dotti lacrimali, dà vita alle nostre lacrime. Le lacrime sono fondamentali per preservare l’idratazione della superficie oculare, difendendo l’occhio dagli agenti esterni e favorendo il buon andamento dell’ammiccamento.

Se le ghiandole di Meibomio si ostruiscono, si va incontro al rischio di sviluppare un calazio, ma anche di veder compromessa la corretta idratazione oculare. Un disturbo che, a lungo andare, può sfociare in una vera e propria patologia oculare cronica, la Sindrome dell’Occhio Secco.

Curare il calazio, dunque, è fondamentale anche per evitare di incorrere in altre patologie oculari più difficili da eradicare. Le cause della Sindrome dell’Occhio Secco sono innumerevoli ed è una patologia che colpisce trasversalmente tutta la popolazione. Tra i fattori che ne determinano l’insorgenza, troviamo gli sbalzi ormonali, l’età, il genere, l’ambiente e la qualità dell’aria, gli stili di vita ed anche la Meibomite.

Come e perchè le ghiandole di Meibomio si possono ostruire?

A questo punto è lecito chiedersi perché le ghiandole di Meibomio si ostruiscono e come evitare che accada. I fattori che possono causare l’ostruzione dei dotti secretori sono diversi:

  • alimentazione sbilanciata in favore di cibi eccessivamente grassi o di zuccheri (dolci, insaccati…)
  • ansia o stress
  • disbiosi intestinale (cioè un impoverimento della flora batterica che vive nell’intestino)
  • una cattiva igiene oculare
  • più raramente, difetti visivi non corretti

Opzioni di trattamento del calazio

La cura del calazio può essere di tipo farmacologico oppure chirurgico. Sarà l’oculista, nel corso della visita specialistica, a stabilire la diagnosi e di conseguenza il percorso terapeutico da seguire. Talvolta è sufficiente applicare una farmaco per uso topico (come un antibiotico in forma di collirio o pomata oftalmica), altre volte invece sarà necessario ricorrere ad un piccolo intervento chirurgico. L’intervento si esegue previa anestesia locale con una tecnica chiamata courettage. Nel corso dell’intervento, si esegue la riapertura del dotto ostruito favorendo la fuoriuscita del materiale accumulato al suo interno.

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Intervento di blefaroplastica: come prepararsi

intervento di blefaroplastica - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Stai per affrontare un intervento di blefaroplastica e anche se hai già avuto modo di discutere ogni aspetto con il chirurgo che lo eseguirà, un po’ di leggera apprensione rimane? Vediamo come prepararti all’intervento e quali accortezze avere nei giorni precedenti, in modo da arrivare in clinica sereni e preparati dal punto di vista psicofisico. L’intervento di blefaroplastica è un intervento chirurgico a tutti gli effetti e, a dispetto della sua breve durata e minima invasività, richiede ugualmente qualche piccola attenzione preoperatoria.

Cos’è l’intervento di blefaroplastica

Prima di entrare nel merito dei comportamenti da adottare in vista di un intervento di blefaroplastica, ricordiamo brevemente di che si tratta. La blefaroplastica è un intervento di chirurgia estetica mirato a rimodellare l’aspetto delle palpebre, riducendo eventuali lassità cutanee e restituendo uno sguardo più disteso, fresco e giovane. Oltre agli indubbi vantaggi sul piano estetico, l’intervento è spesso risolutivo anche sul piano della funzionalità visiva. Ci riferiamo ai casi in cui, per fare un esempio, la palpebra superiore arriva a coprire la pupilla e a rendere difficoltosa la visione. Ma torniamo a noi e vediamo come prepararsi all’intervento.

Evitare o limitare fumo e alcol

Non abusare di fumo e alcolici è una regola generale da tener presente sempre e non solamente in previsione di un intervento chirurgico. Tuttavia, ancor più a ridosso di un intervento di blefaroplastica si consiglia di evitare sia il fumo che l’alcol. Entrambi compromettono e rallentano il buon andamento del processo di guarigione, limitando l’ossigenazione dei tessuti ed inducendo uno stato di disidratazione. Questo aspetto vale in particolar modo per gli alcolici. Al contrario, giungere alla data dell’intervento ben idratati ed ossigenati favorisce la rigenerazione dei tessuti e accelera il processo di guarigione.

Sospendere l’assunzione di alcuni farmaci

Come già ti avrà segnalato lo specialista che eseguirà l’intervento di blefaroplastica, vi sono alcune tipologie di farmaci che è bene sospendere prima dell’intervento. Non dimenticare di farlo! Tra questi farmaci segnaliamo in particolar modo gli anticoagulanti. Ma non solo: anche gli integratori a base di vitamina E dovranno essere sospesi. Lo specialista che ti ha in cura dovrà essere informato non solo in merito ad eventuali farmaci che assumi, ma anche in merito agli integratori. Non dimenticare che la sospensione di qualunque farmaco dovrà sempre essere concordata con il medico. Se ti è sfuggito qualcosa o ti è sorto un dubbio, contattalo subito! Ciò che a noi sembra irrilevante, non sempre lo è.

Non indossare le lenti a contatto

Un altro accorgimento prezioso per arrivare al giorno dell’intervento di blefaroplastica ben preparati è quello di sospendere l’uso di lenti a contatto. Questo deve avvenire già una settimana prima rispetto alla data del proprio appuntamento con la chirurgia. Dunque, usa gli occhiali da vista al posto delle lenti e cura l’igiene degli occhi. La mattina dell’intervento, sciacqua il viso con acqua e sapone e ricorda di non indossare né make up, né fragranze.

La sera prima dell’intervento di blefaroplastica

La sera prima dell’intervento di blefaroplastica è una buona idea concedersi qualche ora per se stessi. Una cena leggera è l’ideale: consentirà di riposare bene durante la notte. A questa potrà seguire una breve passeggiata e poi, prima di coricarsi, una tisana e un buon libro. Dalla mezzanotte in poi, niente cibo né acqua.

Cosa mangiare prima e dopo un intervento chirurgico

Abbiamo fatto cenno alle abitudini alimentari da mettere in atto prima dell’intervento di blefaroplastica. Ebbene, oltre ad evitare gli alcolici, si consiglia di evitare cibi pesanti, difficili da digerire, fritti o grassi. Al contrario, e questo vale per qualunque intervento chirurgico, sono consigliati alimenti sani e di stagione. Frutta e verdura fresche, ricche di antiossidanti, sono l’ideale. Bene anche la curcuma (chi ama le spezie ne sarà felice), perché esercita un ottimo effetto antinfiammatorio sulle cellule. Infine, bere molta acqua aiuta il corpo a mantenersi ben idratato e ad accelerare i processi di guarigione.

Intervento di blefaroplastica: dubbi, domande?

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è operativa una Divisione Oculoplastica specializzata in interventi di chirurgia estetica e funzionale dello sguardo. Per prenotare una visita specialistica o per rivolgerci eventuali domande sul tema, non esitare e contattarci. Siamo disponibili dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Chirurgia oculoplastica: non solo estetica

Quando si pensa alla chirurgia oculoplastica, nota anche più comunemente con il nome di “oculoplastica”, ciò che salta alla mente è l’idea di un intervento volto a ripristinare una funzionalità estetica perduta, o a migliorare l’aspetto estetico dell’area orbitale o periorbitale laddove questo non sia soddisfacente. In realtà, la chirurgia oculoplastica è molto di più. E spesso si rivela straordinariamente preziosa, di fatto mettendo molti pazienti al riparo persino dal rischio di quella che gli addetti ai lavori definiscono cecità secondaria. In che modo? Conosciamo meglio i campi di applicazione della chirurgia oculoplastica.

Chi è il chirurgo oculoplastico: conosciamo meglio lo specialista

Per comprendere al meglio i campi di applicazione della chirurgia oculoplastica, è necessario forse fare un passo indietro e conoscere più da vicino lo specialista che se ne occupa. Il chirurgo oculoplastico è un medico, laureato in Medicina e Chirurgia, in possesso di una specializzazione in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. Non si occupa di patologie della vista, ma della salute e del benessere dell’area oculare e perioculare. D’altronde, la salute dell’occhio, delle sue strutture anatomiche esterne e dei tessuti che lo circondano, sono strettamente legate tra di loro. Per questo motivo sovente il chirurgo oculoplastico lavora a stretto contatto con l’oculista. In tal caso, l’obiettivo è restituire al paziente uno stato di salute visiva ottimale e a tuttotondo intervenendo anche, ove necessario, con la chirurgia plastica. 

Quando l’estetica dello sguardo ci aiuta a vedere meglio

Intervenire sull’estetica dello sguardo può essere un obiettivo fine a se stesso e può restituire al paziente uno sguardo più fresco, tonico e giovane. Eliminare o ridurre un difetto come la presenza di tessuto adiposo in eccesso, una palpebra cadente, o antiestetiche e persistenti borse sotto gli occhi, può far bene all’estetica del viso e all’autostima di chi si sottopone all’intervento. Solitamente questa gamma di interventi rientra sotto la denominazione generale di blefaroplastica.

Altre volte però, sia la blefaroplastica che altre tipologie di interventi di chirurgia oculoplastica non si limitano a migliorare l’estetica dello sguardo, ma restituiscono anche il benessere visivo perduto o messo a repentaglio proprio dai disturbi dell’area oculare e perioculare.

Facciamo qualche esempio:

Blefarocalasi

Quando il tessuto della palpebra superiore perde tono, la palpebra scende sempre di più sotto il peso della gravità e tende a coprire l’occhio. Mano a mano che il disturbo peggiora, è possibile che arrivi a coprire anche la pupilla, pregiudicando la capacità visiva del paziente.

Ptosi palpebrale

Analogamente a quanto accade nella blefarocalasi, anche nella ptosi palpebrale la palpebra superiore perde tono, fatica a sostenersi ed a rimanere aperta. Anche se il “sintomo” è il medesimo, nel caso della ptosi il responsabile non è il tessuto palpebrale, ma il muscolo che dovrebbe sostenerla.

Trichiasi

Nella trichiasi le ciglia non sono correttamente allineate e rivolte verso l’esterno, ma hanno una distribuzione poco ordinata (a volte anche in doppia fila) e sono rivolte verso l’interno dell’occhio, sfregando sulla cornea. Un disturbo che può innescare fastidi persistenti quali arrossamento, sensazione di corpo estraneo, bruciore, iperlacrimazione.

Ectropion ed entropion

Ectropion ed entropion sono due disturbi analoghi ed opposti. Il margine palpebrale risulta ruotato rispettivamente verso l’esterno o l’interno. Nel primo caso, la conseguenza sarà una perdita eccessiva di lacrime – chiamata epifora. L’epifora porta ad una disidratazione della superficie oculare ed a fenomeni irritativi che con il tempo tendono a cronicizzarsi (Sindrome dell’Occhio Secco). Nell’entropion, invece, il continuo sfregamento della palpebra sulla cornea può portare ad irritazioni persistenti capaci di dare adito persino a ulcere.

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Salute visiva e funzionalità estetica non sono mai del tutto indipendenti l’una dall’altra. Prenota la tua visita specialistica chiamando dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Cos’è la visita oculoplastica e come si svolge

Prendersi cura del benessere del proprio sguardo è importante per diverse ragioni. Innanzitutto perché il contatto visivo è parte integrante della comunicazione non verbale, e da esso può dipendere il buon andamento delle nostre relazioni sociali, lavorative ed amorose. Poi, perchè il benessere dell’area oculare e perioculare va spesso di pari passo con quello visivo in senso stretto. Insomma, avere uno sguardo non solo fresco ma anche sano è sicuramente il primo passo per apprezzare il mondo in tutta la sua straordinaria bellezza e per sentirsi a proprio agio in mezzo agli altri. Ma in cosa consiste la visita oculoplastica?

Chi è il chirurgo oculoplastico e quando rivolgersi a lui

Il chirurgo oculoplastico è il medico che si occupa della salute e del benessere dell’area oculare e perioculare, con riferimento alle palpebre superiori ed inferiori, i dotti lacrimali, le orbite, la pelle del viso adiacente agli occhi. Le attenzioni del chirurgo oculoplastico sono rivolte sia agli aspetti funzionali che a quelli estetici. Dunque la visita oculoplastica è l’ideale per chi vuole sottoporre all’attenzione del medico un problema, una difficoltà o un inestetismo che può avere ripercussioni sul buon andamento della funzione visiva. O, al contrario, un problema visivo che si ripercuote anche sull’estetica dello sguardo.

Quali sono le patologie di interesse del chirurgo oculoplastico?

Per fare alcuni esempi, i disturbi presi in esame nel corso di una visita oculoplastica sono la ptosi palpebrale, il calazio, la blefarocalasi, l’ectropion, l’entropion, lo xantelasma, le cisti e i tumori palpebrali. La visita è altresì indicata per chi desidera sottoporre al medico la necessità o il desiderio di sottoporsi a iniezioni di botulino, filler, ma anche a correzioni dell’estetica dello sguardo di tipo chirurgico, con l’obiettivo di restituire uno sguardo fresco ma, al contempo, migliorare la funzionalità visiva. Tra queste, citiamo la correzione chirurgica di borse ed occhiaie, il lifting del sopracciglio, la blefaroplastica.

Di cosa invece non si occupa il chirurgo oculoplastico?

Il chirurgo oculoplastico non si occupa di cataratta, di glaucoma, di malattie della retina, e non esegue esami della vista. Per questo genere di esigenze non è necessario prenotare una visita oculoplastica, ma una visita oculistica specialistica.

Come si svolge la visita oculoplastica?

Obiettivo della visita oculoplastica è quello di restituire e mantenere una funzionalità palpebrale ottimale preservando al tempo stesso un’estetica dello sguardo gradevole. Nel corso della visita oculoplastica, il medico esegue un’osservazione accurata dell’area dello sguardo del paziente. Ove necessario, si eseguono anche alcuni esami diagnostici strumentali, con l’obiettivo di valutare l’entità e le caratteristiche di un eventuale difetto. Per fare un esempio, la diagnosi della ptosi palpebrale è completa a seguito di un test di stimolazione muscolare. Mentre tra gli esami necessari per completare la diagnosi di xantelasma, invece, sarà necessario verificare i livelli di trigliceridi e di colesterolo nel sangue. L’esame del sangue sarà anche richiesto ove il chirurgo intenda pianificare un intervento chirurgico.

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Blefarocalasi: come risolverla?

La blefarocalasi è un problema oculare che si ripercuote negativamente sia sull’aspetto estetico di chi ne è affetto sia, talvolta, sulla sua capacità visiva. Si tratta, come il nome stesso suggerisce, di un rilassamento cutaneo della palpebra superiore o inferiore. Ma quali sono le cause di questo disturbo? Chi colpisce maggiormente? E soprattutto, come risolvere la blefarocalasi? Rispondiamo assieme a queste domande.

Perché la blefarocalasi ha conseguenze sul piano estetico e sul piano funzionale?

La blefarocalasi è un rilassamento del tessuto palpebrale che si verifica quando, con l’andare del tempo, la pelle perde elasticità a causa dell’abbassamento dei livelli di collagene in essa naturalmente presente. In generale, si tratta di un fenomeno che tende a fare la sua comparsa intorno ai 40-50 anni. Può interessare la palpebra superiore o inferiore, ed essere monolaterale oppure bilaterale. Come accennato in apertura, qualora si tratti di una blefarocalasi superiore, le conseguenze del disturbo non si manifestano solamente sul piano estetico, ma anche su quello funzionale. Com’è facile intuire, infatti, una palpebra superiore interessata da un’importante perdita di tono tenderà a coprire la pupilla, rendendo la visione sempre più difficoltosa. A quel punto intervenire per risolvere il disturbo non è più un’opzione, ma diviene una necessità.

Come risolvere la blefarocalasi?

La blefarocalasi è spesso il risultato dell’avanzare dell’età e della perdita di tono della cute. Ma non solo: può anche presentarsi come conseguenza di uno stile di vita frenetico e stressante, orientato all’eccessiva sedentarietà, alle poche ore di sonno e ad un regime alimentare poco sano o, ancora, essere il risultato di una semplice predisposizione personale. Ad ogni modo, trattandosi di un disturbo meccanico e non patologico, la blefarocalasi non si risolve con i trattamenti farmacologici. L’unica via da intraprendere per risolvere la blefarocalasi in modo definitivo, tornando ad uno sguardo fresco ed una capacità visiva ottimale, è quella chirurgica. La procedura prende il nome di intervento di blefaroplastica.

Che cos’è l’intervento di blefaroplastica

L’intervento di blefaroplastica è una procedura chirurgica mininvasiva capace di portare vantaggi su più fronti a chi vi si sottopone. Dura pochi minuti e si esegue previa somministrazione di un anestetico locale. I punti di sutura sono sottilissimi e, una volta rimossi, non lasciano alcun tipo di cicatrice. Lo stesso recupero post operatorio è di breve durata e non presenta criticità particolari.

I vantaggi dell’intervento di blefaroplastica

I vantaggi della blefaroplastica interessano l’ambito estetico e quello funzionale. Elenchiamoli:

  • è un intervento minimamente invasivo: la cute in eccesso si può rimuovere tradizionalmente con il bisturi, ma anche con l’ausilio di specifici strumenti laser;
  • rimuovendo la cute in eccesso, si può rimodellare l’aspetto delle palpebre in accordo con le proprie esigenze e con le proprie aspettative, tenendo conto della morfologia e delle proporzioni del viso;
  • consente di correggere anche una vasta gamma di inestetismi dell’area perioculare restituendo uno sguardo fresco ed armonioso: l’orientamento della coda dell’occhio, gli occhi apparentemente troppo piccoli, le sopracciglia troppo basse, le borse sotto gli occhi e le occhiaie (queste ultime due nel caso di una blefaroplastica inferiore);
  • consente di rimuovere eventuali accumuli adiposi;
  • non lascia alcuna cicatrice visibile;
  • consente di recuperare una capacità visiva ottimale, laddove questa sia compromessa dalla blefarocalasi.

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Presso CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione una divisione oculoplastica specializzata nel trattamento dei disturbi dell’area perioculare di indole tanto estetica quanto funzionale. Per prenotare un appuntamento chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Domande frequenti sulla blefaroplastica

La blefaroplastica è un intervento capace di regalare indubbi benefici tanto sul fronte pratico quanto su quello estetico. Le blefarocalasi della palpebra superiore ed inferiore, infatti, non solo generano gonfiori ed accumuli di adipe fastidiosi ed esteticamente non sempre gradevoli, ma possono anche compromettere il buon andamento della funzione visiva. Tuttavia, come sempre accade quando ci si appresta a sottoporsi ad un intervento chirurgico del tutto nuovo, dubbi e domande non mancano. Cerchiamo dunque di mettere un po’ d’ordine e di rispondere alle domande più frequenti sulla blefaroplastica.

A che età è possibile sottoporsi ad un intervento di blefaroplastica?

Non c’è un’età specifica per affrontare una blefaroplastica, perché questo genere di intervento risponde con efficacia ad una gamma di esigenze differenti che possono presentarsi in momenti diversi della vita. Per esempio, è possibile ricorrervi in giovane età per correggere un difetto congenito, oppure in età matura per correggere un inestetismo causato dall’avanzare del tempo.

La blefaroplastica corregge anche altri inestetismi come rughe, borse e gonfiori? 

Sì. Grazie alla blefaroplastica è possibile restituire uno sguardo fresco e giovane intervenendo su più fronti. Difatti, durante la correzione del rilassamento delle palpebre è altresì possibile rimuovere eventuali accumuli di tessuto in eccesso, così come accumuli adiposi. Di conseguenza, anche il gonfiore periorbitale si riduce notevolmente. 

Anche agli oculisti capita di consigliare un intervento di blefaroplastica. Come mai?

La perdita di tono delle palpebre porta con sé una serie di conseguenze che possono esercitare un impatto negativo non solo sull’aspetto estetico di chi ne è affetto, ma anche sul fronte della funzionalità visiva. Per esempio, la blefarocalasi superiore, laddove importante, può arrivare a coprire parzialmente o totalmente la pupilla, riducendo anche drasticamente l’ampiezza del campo visivo. Nel caso della blefarocalasi inferiore, invece, questa può compromettere la buona lubrificazione oculare, innescando una serie di sintomi tra cui secchezza oculare persistente, bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo. 

L’intervento può avere conseguenze negative sulla vista?

Assolutamente no. Al contrario, come spiegato, un intervento di blefaroplastica può cooperare al miglioramento dell’andamento della funzione visiva. Peraltro, si ricordi che la blefaroplastica non interviene mai sull’occhio, ma solamente sulle palpebre. 

La blefaroplastica è consigliabile anche nel caso di difetti congeniti?

Certamente sì. Grazie ad un intervento di blefaroplastica, è possibile correggere l’estetica dello sguardo anche in presenza di difetti congeniti. Tra questi citiamo eventuali asimmetrie, ptosi, occhi spioventi o altri. Analogamente, la blefaroplastica può rivelarsi di grande aiuto nel caso di problemi di origine traumatica.

L’intervento presenta controindicazioni per chi è diabetico o iperteso?

L’intervento di blefaroplastica non presenta particolari controindicazioni, dunque anche chi è diabetico o iperteso lo può affrontare con serenità.

Cosa succede dopo l’intervento di blefaroplastica?

La guarigione completa dopo un intervento di blefaroplastica si ottiene nel giro di una decina di giorni, durante i quali consigliamo di dormire con il capo leggermente sollevato, di non usare make up né indossare lenti a contatto. Dopo la rimozione dei punti, è possibile tornare alle proprie consuete attività quotidiane. Per quanto riguarda l’esposizione ai raggi solari, invece, consigliamo di soprassedere per alcune settimane, al fine di favorire una perfetta ed invisibile cicatrizzazione. 

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è attiva una divisione di Oculoplastica, dedicata interamente alla chirurgia oftalmica delle palpebre, dell’orbita e delle vie lacrimali. Per prenotare una visita è possibile chiamare dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Intervento di blefaroplastica: vedere bene per vedersi bene

Spesso un piccolo intervento volto a migliorare il nostro aspetto estetico può avere ripercussioni positive anche sulla nostra salute. Specie sul lungo periodo. E’ quello che accade spesso con l’ortodonzia, ma non solo. Anche in oculistica, un difetto apparentemente di indole estetica, laddove trascurato, può innescare disturbi o patologie visive altrimenti evitabili. Approfondiamo dunque l’argomento e cerchiamo di capire come un intervento di blefaroplastica può davvero portare beneficio alla salute visiva nel senso più ampio del termine.

Oculoplastica, quando e perché?

Nell’immaginario collettivo l’oculoplastica, ed in particolare la blefaroplastica, è spesso associata ad un intervento dalle finalità puramente estetiche. Anche se qualche volta può essere così, nella maggior parte dei casi i suoi effetti positivi si fanno sentire anche a livello di salute oculare. 

La blefaroplastica si esegue infatti in presenza di blefarocalasi, un rilassamento delle palpebre tanto superiori quanto inferiori. Questo rilassamento è solitamente causato dalla perdita di tono e di elasticità della pelle, un fenomeno del tutto normale legato all’avanzare dell’età. A volte, però, questo rilassamento è così marcato da interferire con il buon andamento della funzione visiva. 

Laddove la palpebra sia così tanto rilassata da arrivare a coprire parzialmente la pupilla, diventerà sempre più difficoltoso riuscire a vedere bene. Un fenomeno che non è infrequente e che si verifica quando la blefarocalasi viene trascurata e lasciata progredire nel tempo. Ecco spiegato, quindi, perché ricorrere alla blefarocalasi senza indugiare troppo. 

Leggi anche: l’oculoplastica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico

Blefaroplastica, a chi rivolgersi?

Il consiglio è quello di affidarsi ad un chirurgo oculoplastico dalla comprovata esperienza, capace non solo di eseguire l’intervento di blefaroplastica con perizia e precisione, ma anche di valorizzare opportunamente l’aspetto estetico tenendo conto al contempo delle esigenze legate al benessere visivo.

Ringiovanire lo sguardo oggi, per vedere bene domani: due obiettivi, una soluzione

Insomma, appare chiaro che vedere bene e vedersi bene siano due concetti spesso non così lontani e slegati tra di loro. Oggi, peraltro, l’intervento di blefaroplastica è una procedura mini invasiva, totalmente indolore e di breve durata. Il recupero post-operatorio dura qualche giorno appena, ed i punti sono invisibili, in quanto eseguiti con un filo da sutura sottilissimo nella piega naturale della palpebra. 

 

Leggi anche: la blefaroplastica, cos’è e come si cura

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Chirurgia dello sguardo: quando serve?

chirurgia dello sguardo - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’oculoplastica è una branca della chirurgia oftalmica con il duplice scopo di aiutare a recuperare una buona funzionalità visiva ed un aspetto estetico più fresco. I due obiettivi talvolta vanno di pari passo, altre volte no. Quando, dunque, ricorrere alla chirurgia dello sguardo? In quali occasioni è consigliabile o si rende necessaria?

A chi serve la chirurgia dello sguardo

La chirurgia dello sguardo si rende necessaria quando sono presenti patologie della palpebra o delle vie lacrimali. Tra queste citiamo:

  • il calazio;
  • l’ectropion;
  • l’entropion;
  • la trichiasi.

Queste patologie oltre ad essere antiestetiche, hanno le seguenti caratteristiche:

  1. rendono difficoltosa la visione (si pensi ad un abbassamento palpebrale importante)
  2. se trascurate rischiano di infiammare o danneggiare irrimediabilmente i tessuti oculari (cosa che può accadere, ad esempio, per la cornea);
  3. possono pregiudicare anche la vita sociale, lavorativa ed affettiva di chi ne è affetto, in virtù della compromissione dell’aspetto estetico che esse possono causare.

I disturbi delle palpebre inferiori e superiori

Oltre alle patologie sopracitate, vi sono poi tutti i disturbi che coinvolgono le palpebre inferiori e superiori. Ci riferiamo:

  • alla blefarocalasi, ovvero alla discesa della palpebra superiore verso il basso;
  • alla formazione di borse importanti a livello di palpebra inferiore.

Anche in questo caso l’impatto di tipo estetico è notevole, quanto basta per decidere di intervenire chirurgicamente. Ed anche in questo caso, è possibile che il disturbo eserciti un impatto negativo sulla funzionalità visiva.

L’oculoplastica serve a vedere meglio ed a vedersi meglio

Dunque, per rispondere alla domanda “chirurgia dello sguardo: quando serve?” possiamo affermare che tutti gli interventi di oculoplastica rappresentano una soluzione non invasiva a diversi problemi di indole estetica che possono avere ripercussioni sul piano emotivo ma al contempo su quello funzionale. Due buone ragioni per intervenire.

Sì, ma l’oculoplastica è per tutti?

Pensare che gli interventi di chirurgia dello sguardo siano solo appannaggio dei personaggi appartenenti al mondo dello star system è, oggi, del tutto obsoleto. La chirurgia dello sguardo ha subìto negli ultimi anni una evoluzione grazie a cui un sempre maggior numero di persone riesce finalmente a liberarsi di moltissimi inestetismi ancor prima che questi si trasformino in un problema di indole visiva. Ritrovare il piacere di guardarsi allo specchio, di affrontare gli impegni di lavoro con maggior sicurezza ed autostima, di indossare un filo di trucco anche nel quotidiano, sono ottime ragioni per valutare un intervento di oculoplastica.

Senza contare il fatto che oggi si vive di più e meglio, e che è comune il desiderio di affrontare la terza età con uno spirito giovanile, con la voglia di sentirsi in gamba e, perchè no, con uno sguardo più fresco che mai.

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Ptosi palpebrale: cos’è e come si cura

ptosi palpebrale - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La ptosi palpebrale è un abbassamento che può interessare una o entrambe le palpebre superiori. Più frequentemente è asimmetrico, ovvero interessa solo una palpebra, mentre può essere parziale oppure totale. La ptosi palpebrale può avere ripercussioni tanto sul piano estetico quanto su quello funzionale, impedendo di fatto il buon andamento della funzione visiva. Per questo motivo intervenire e correggerla è fondamentale.

Cos’è la ptosi palpebrale? Da cosa è causata?

La ptosi è, come detto in apertura, un abbassamento della palpebra superiore, che può pregiudicare l’estetica dello sguardo ed anche il buon andamento della funzione visiva. Le cause della ptosi palpebrale possono essere diverse. Eccole elencate di seguito:

  • ptosi congenita: è presente sin dalla nascita, a causa di un errore nella formazione del muscolo della palpebra, oppure da un trauma avvenuto durante il parto;
  • ptosi neurogena: la causa è un difetto a livello innervativo del muscolo deputato al sollevamento della palpebra;
  • ptosi miogenica: la causa è muscolare, come per esempio una distrofia o una miastenia;
  • ptosi aponeurotica: si ha quando il tendine che sostiene il muscolo palpebrale cede. E’ la causa più frequente di ptosi in età avanzata;
  • ptosi meccanica: la causa è una lesione meccanica della palpebra;
  • pseudoptosi: le pseudoptosi sono tutte quelle condizioni patologiche che simulano la ptosi ma che in realtà presentano una palpebra integra e perfettamente funzionante. Tra queste troviamo, per esempio, la dermatocalasi (troppa pelle in eccesso sulla palpebra), l’enoftalmo (un bulbo oculare rientrante) oppure più in generale i malposizionamenti del bulbo.

Come si diagnostica e come si cura la ptosi palpebrale?

La ptosi palpebrale – anche se parziale – è piuttosto evidente. Sarà cura del medico completare la diagnosi tramite l’esecuzione di un esame clinico accurato e di un’anamnesi completa.

Per quanto riguarda l’esame clinico, l’oculista avrà cura di valutare lo stato di salute complessiva dell’occhio, le caratteristiche e l’entità della ptosi, la funzionalità del muscolo elevatore della palpebra, oltre ad eseguire eventuali test diagnostici strumentali.

Per quanto riguarda l’anamnesi, sarà utile sapere da quanto tempo si manifesta la ptosi, la sintomatologia, eventuali familiarità o eventuali fattori predisponenti, il suo decorso.

Il trattamento della ptosi palpebrale: un intervento di oculoplastica personalizzato

Il trattamento della ptosi palpebrale si esegue tramite un intervento di oculoplastica. Alla luce dei dati raccolti, il chirurgo definirà le caratteristiche dell’intervento che andrà ad eseguire. Naturalmente, dal momento che le cause della ptosi sono diverse così come possono essere diverse le caratteristiche e l’entità del disturbo, ogni intervento sarà personalizzato sulla base delle esigenze del paziente.

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Il trattamento della blefarocalasi

blefaroplastica - trattamento blefarocalasi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Per blefarocalasi si intende un rilassamento della palpebra superiore o inferiore dovuto ad una perdita di tono del tessuto cutaneo o sottocutaneo. Se nella sua forma più lieve la blefarocalasi può avere ripercussioni solamente di indole estetica, in quelle più marcate può invece arrivare a compromettere la capacità visiva di chi ne soffre. Ma quali sono le opzioni di trattamento della blefarocalasi? Conosciamole insieme.

Blefarocalasi superiore o ptosi palpebrale? Occhio alla differenza

Prima di conoscere nel dettaglio le caratteristiche e le opzioni di trattamento della blefarocalasi, conviene fare un distinguo tra quest’ultima e la ptosi palpebrale. In effetti, si tratta di due manifestazioni che ad un osservatore comune potrebbero apparire molto simili se non pressoché uguali. Eppure, la differenza c’è.

La blefarocalasi è un rilassamento del tessuto palpebrale. La pelle della palpebra diviene cadente in virtù di una progressiva perdita di tono. La causa è una diminuzione dei livelli di collagene e, più in generale, dell’elasticità dei tessuti. Come risultato, il paziente presenta un eccesso di tessuto cutaneo o sottocutaneo a livello palpebrale. Si presenta in egual misura in uomini e donne, con una maggiore incidenza dai 40 anni in su. Può essere monolaterale, ovvero colpire un solo occhio, oppure bilaterale. Inoltre, può interessare anche la palpebra inferiore.

La ptosi palpebrale non è un semplice impoverimento dei livelli di collagene del tessuto palpebrale: si tratta di una vera e propria patologia, nella quale è coinvolto invece il muscolo della palpebra. Chi soffre di ptosi non riesce più a sollevare la palpebra, e dunque ad aprire completamente l’occhio, a causa dell’incapacità del muscolo di svolgere la sua funzione.

Quali sono le opzioni di trattamento della blefarocalasi superiore?

Pur non essendo una vera e propria patologia, la blefarocalasi non va mai sottovalutata. Un suo peggioramento può anche compromettere la capacità visiva di chi ne soffre, perché una palpebra superiore molto rilassata può arrivare anche a coprire la pupilla, impedendo il normale svolgimento della funzione visiva.

Le opzioni di trattamento per la blefarocalasi della palpebra superiore sono dunque volte a recuperare non solo uno sguardo armonioso ed un effetto estetico gradevole, ma anche una funzionalità visiva ottimale. Nel dettaglio, la procedura indicata per il trattamento della blefarocalasi è l’intervento di blefaroplastica. Obiettivo dell’intervento è quello di rimuovere il tessuto in eccesso nella misura perfetta per favorire un risultato ottimale sia dal punto di vista estetico, che funzionale. Questo significa che, dopo l’intervento, il paziente potrà:

  • aprire e chiudere l’occhio alla perfezione durante il giorno;
  • chiudere la palpebra in modo naturale durante la notte;
  • esercitare la funzione visiva senza alcun ostacolo;
  • recuperare un aspetto estetico corrispondente alle sue aspettative.

Come avviene l’intervento di blefaroplastica?

L’intervento di blefaroplastica consiste nella rimozione della porzione di pelle in eccesso che ostacola la funzione visiva, rende difficoltosa l’apertura e chiusura della palpebra e compromette l’aspetto estetico del paziente. Durante l’intervento, il chirurgo esegue un’incisione nella piega naturale della palpebra, ovvero laddove, a guarigione avvenuta, sarà impossibile vedere la cicatrice, che peraltro è talmente sottile da scomparire naturalmente nell’arco di qualche settimana.

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