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Cura della cataratta: informarsi bene è d’obbligo

La cataratta senile è una patologia oculare ad ampia diffusione legata tipicamente al tempo che avanza, così come ad un serie di concause e di fattori predisponenti. Numeri alla mano, in Italia si sottopongono all’operazione di cataratta circa 500mila pazienti l’anno. Un intervento dal quale non si può prescindere poiché oggi la via chirurgica rappresenta l’unica strada possibile per curare la cataratta in modo definitivo. Tuttavia, prima di sottoporsi all’intervento, è sempre bene informarsi adeguatamente. D’altronde, non tutte le strutture sanitarie sono uguali tra di loro, né propongono lo stesso tipo di intervento. Vediamo di entrare meglio nel dettaglio della questione, a beneficio di chi abbia ricevuto una diagnosi di cataratta e desideri saperne di più.

Perché è fondamentale informarsi bene

Spesso sentiamo parlare amici e parenti degli straordinari traguardi che oggi è possibile raggiungere in oftalmologia nel campo della correzione dei difetti visivi tramite strumenti laser. Interventi ad altissimo apporto tecnologico, minimamente invasivi e di breve durata. L’operazione di cataratta, pur essendo anch’essa indolore e di breve durata, va tuttavia affrontata con il giusto grado di consapevolezza e di serietà. Perché è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Di qui, l’importanza di conoscere, seppur per sommi capi e senza i tecnicismi riservati agli “addetti ai lavori”, tutti gli aspetti pratici dell’intervento. 

Che cos’è l’operazione di cataratta

L’operazione di cataratta è un intervento chirurgico durante il quale si rimuove il cristallino opacizzato dal tempo e lo si sostituisce con una lente intraoculare nuova, altamente biocompatibile, perfettamente trasparente e concepita per durare per sempre. La procedura è di tipo chirurgico: è necessario dunque accedere all’occhio e raggiungere la capsula che ospita il cristallino naturale. A questo punto, tramite un sofisticato strumento ad ultrasuoni, si frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Infine, si inserisce la lente intraoculare nell’occhio, proprio laddove prima c’era il cristallino. Tutta la procedura è assolutamente indolore.

Varianti e peculiarità dell’operazione di cataratta

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato brevemente in cosa consiste l’intervento di cataratta. Quel che non tutti sanno, però, è che nel corso dell’operazione sopra descritta possono intervenire alcune variabili capaci di offrire più benefici al paziente che vi si sottopone. Scopriamole dunque assieme. 

  • Partiamo dalla componente umana: un chirurgo dotato di solida e comprovata esperienza sul campo fa sicuramente la differenza. E la fa ancor di più se opera in una struttura d’eccellenza, dove l’attenzione, la sensibilità, l’empatia ed il dialogo con il paziente sono considerate fondamentali.
  • Veniamo ora agli aspetti tecnici: nella maggior parte dei casi, per raggiungere il cristallino è necessario praticare una minuscola incisione sulla superficie della cornea. Questa incisione si esegue normalmente a mano, con l’ausilio di un bisturi. In alcuni centri d’eccellenza in Italia è possibile sostituire il bisturi con il laser. Si tratta del laser a femtosecondi, uno strumento ad altissima precisione che offre diversi benefici al paziente. Tra questi, maggior sicurezza, una guarigione più rapida, un decorso operatorio più piacevole. Il laser a femtosecondi è uno strumento prezioso anche nell’apertura della capsula che contiene il cristallino e nella sua frantumazione (specie laddove questo sia più ispessito e “maturo”). 
  • Infine, nei centri d’eccellenza la gamma dei cristallini artificiali a disposizione del paziente è particolarmente vasta. Cristallini con un potere diottrico personalizzato sulla base delle peculiari esigenze visive. Questo significa che l’operazione di cataratta può tramutarsi in un’opportunità per correggere contemporaneamente uno o più difetti visivi preesistenti. Il beneficio a lungo termine è la possibilità di poter fare a meno dell’uso degli occhiali da vista, recuperando non solo la trasparenza del cristallino, ma anche la qualità della visione, regalandosi di fatto un vero e proprio balzo indietro nel tempo.

Riassumendo

Esiste la possibilità di affrontare l’operazione di cataratta con maggior serenità e con più benefici al lungo termine. Zero aghi, niente bisturi e una visione in HD perfetta per affrontare la terza età con ottimismo sotto il segno del benessere visivo. 

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Chiamaci per una visita oculistica specialistica per la cataratta: sarà nostra cura illustrarti nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all’intervento di cataratta e rispondere alle tue domande sul tema. 

Cataratta giovanile, sintomi e cure

La cataratta senile – ovvero la naturale e progressiva opacizzazione del cristallino – è una patologia oculare ad ampissima diffusione a livello mondiale. La sua incidenza è elevatissima tra gli over 70 ed è noto che si tratta di una patologia tipica dell’età avanzata. Pur tuttavia, può capitare che essa si presenti già intorno ai 40 anni: si parlerà allora di cataratta giovanile. Di che si tratta? A proposito di cataratta giovanile, sintomi e cure sono gli stessi di quella senile? E quali sono i rimedi per la cataratta giovanile? Approfondiamo assieme l’argomento.

Che cos’è la cataratta giovanile?

Abbiamo avuto modo di approfondire più volte il tema della cataratta senile e non è mancata l’occasione di menzionare anche la variante congenita della patologia, ovvero quella che si manifesta già alla nascita. La tipologia di cataratta che approfondiamo invece in questa sede, la cataratta giovanile, fa la sua comparsa in età adulta, indicativamente prima dei 45 anni. Può essere monolaterale o bilaterale, ovvero interessare un solo occhio oppure entrambi.

Cause e sintomi della cataratta giovanile

Le cause della cataratta giovanile possono essere diverse. Elenchiamo dunque diverse tipologie di cataratta giovanile, dipendenti dalle cause che la possono innescare:

  • complicata: si presenta come conseguenza (o complicazione, appunto) di alcuni disturbi o patologie oculari particolarmente importanti: una miopia forte, un distacco di retina, una uveite, il glaucoma;
  • da farmaci: l’assunzione protratta nel tempo di alcune tipologie di farmaci (come i cortisonici, per esempio) può essere all’origine dello sviluppo della cataratta giovanile;
  • da traumi: una forte contusione, un incidente, un evento traumatico che interessi l’occhio possono essere fattori predisponenti lo sviluppo della patologia;
  • associata ad altre patologie: spesso la cataratta insorge in età giovanile come conseguenza di altre patologie, anche sistemiche. Un esempio su tutti è dato dal diabete. I soggetti affetti da diabete sono predisposti a sviluppare la cataratta 4 volte di più rispetto ai soggetti che non ne sono affetti. Anche la dermatite atopica può essere un fattore favorente l’insorgenza della cataratta giovanile;
  • anche l’esposizione intensa e protratta nel tempo ai raggi ultravioletti, ai raggi infrarossi o ai raggi X può favorire l’insorgenza della patologia in età giovane.

Cataratta giovanile, sintomi:

La cataratta giovanile presenta gli stessi sintomi di quella senile:

  • una visione progressivamente meno definita e più incerta, con contorni imprecisi e colori meno nitidi;
  • difficoltà visiva, dapprima in condizioni di poca luce (visione notturna), ma spesso anche di giorno.

Cure per la cataratta giovanile

Le cure per la patologia sono le stesse che si propongono per quella senile. Ci riferiamo all’intervento di facoemulsificazione, che prevede che il cristallino opacizzato sia rimosso e sostituito con uno artificiale. L’unica possibilità di cura per la cataratta giovanile è l’intervento chirurgico e non esiste terapia farmacologica in grado – ad oggi – di porre rimedio o arrestare l’opacizzazione del cristallino.

L’intervento chirurgico per la rimozione del cristallino opacizzato ha trovato negli ultimi anni un valido alleato nel laser a femtosecondi. Uno strumento che ha reso l’intervento ancora più preciso, accurato e sicuro.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta giovanile e patologie oculari: la prevenzione prima di tutto

Dal momento che nell’immaginario collettivo la patologia è esclusiva delle generazioni più anziane, ricevere una diagnosi di cataratta in giovane età può essere spiazzante. Quel che conta, a qualunque età, è aver cura del proprio apparato visivo, sottoponendosi agli opportuni controlli della salute oculare anche in assenza di sintomi. Nel caso della cataratta, per esempio, la buona riuscita dell’intervento può dipendere anche dallo stato del cristallino opacizzato. Praticare un’autodiagnosi, imputando un calo visivo ad un peggioramento dei propri difetti refrattivi ad esempio, può favorire un peggioramento della cataratta. Rendendo l’intervento più impegnativo ed esponendo l’occhio a maggiori complicazioni.

Cataratta giovanile e difetti visivi: che fare?

Come detto, la patologia può essere innescata da una miopia forte. Quando la cataratta giovanile si presenta in concomitanza di una miopia o di altri difetti visivi, l’intervento di sostituzione del cristallino può tramutarsi in un’inaspettata opportunità. Oggi, infatti, i moderni cristallini artificiali sono concepiti per essere delle vere e proprie lenti intraoculari dotate di potere diottrico e, dunque, in grado non solo di ripristinare la trasparenza perduta con la cataratta, ma anche di correggere i difetti visivi preesistenti. Pertanto, è possibile cogliere l’occasione per prendersi cura della propria salute oculare e risolvere in modo permanente la propria dipendenza dagli occhiali.

Ma non solo: i nuovi cristallini artificiali (si chiamano EDOF, di nuova generazione) alleviano fortemente anche la necessità di usare gli occhiali per il computer e altre attività a media distanza, migliorando così la qualità di vita dell’operato.

Le moderne lenti intraoculari sono altamente biocompatibili, durano per tutta la vita ed offrono un livello di personalizzazione mai visto prima. In questo senso, rappresentano una vera e propria opportunità per ristabilire la propria capacità visiva e fare a meno degli occhiali.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

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Cataratta con il laser: l’intervento diventa “gentile”

L’intervento di cataratta si esegue con una tecnica chiamata “facoemulsificazione”. Durante l’intervento, il chirurgo accede all’occhio con una sonda ad ultrasuoni, che frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Segue l’inserimento di un nuovo cristallino artificiale, altamente biocompatibile e perfettamente trasparente. Si tratta di un intervento oramai considerato di routine, per l’elevato numero di esecuzioni e per la minima percentuale di rischi post operatori. Un intervento che va affrontato con la giusta dose di consapevolezza, e che è disponibile in una veste nuova, più “gentile”. Scopriamo assieme di che si tratta.

Intervento di cataratta: tradizionale o con laser?

Come detto in apertura, il chirurgo accede all’occhio con uno strumento ad ultrasuoni. Per accedere al cristallino con il facoemulsificatore, è necessario eseguire una piccola incisione sulla cornea. Tale incisione si esegue tradizionalmente con uno strumento a lama, solitamente un bisturi.

Come avviene l’intervento di cataratta tradizionale

Nella facoemulsificazione eseguita con tecnica tradizionale, lo strumento ad ultrasuoni frammenta ed aspira il cristallino opacizzato. Dapprima si esegue la capsuloressi, ovvero la frantumazione ed aspirazione della porzione anteriore della capsula che accoglie il cristallino: una fase che, nell’intervento di cataratta tradizionale, si esegue con l’aiuto di strumenti chirurgici. Si procede poi alla frantumazione ed aspirazione della parte centrale, mentre la parte posteriore della capsula è ben detersa e lasciata in sede. Sarà lei ad accogliere il nuovo cristallino artificiale. Come detto, la via d’accesso al cristallino è eseguita con un bisturi, ma nella maggior parte dei casi non è necessario applicare punti di sutura.

Come avviene l’intervento di cataratta con il laser

Il laser a femtosecondi ha rivoluzionato il modo di fare chirurgia oftalmica sia per quanto riguarda la chirurgia refrattiva, sia per quanto riguarda l’intervento di cataratta. Il laser a femtosecondi è uno strumento che emette impulsi brevissimi e ravvicinati, riuscendo di fatto a sostituirsi al bisturi. Nell’intervento di cataratta con il laser, è possibile avvalersi di questo straordinario strumento per:

  • eseguire l’incisione corneale per accedere al cristallino, in modo altamente preciso e controllato (per quanto riguarda l’estensione, la profondità, la pulizia dell’incisione), senza dover ricorrere al bisturi;
  • incidere la capsula anteriore, evitando l’uso di strumenti chirurgici;
  • frammentarne il nucleo più duro della cataratta, in modo più agevole e veloce specie laddove il cristallino sia più ispessito.

E’ sempre consigliabile operare la cataratta non appena se ne riceve la diagnosi. Operare quanto prima rende l’intervento più agevole e riduce drasticamente l’eventualità che la patologia arrechi ulteriori danni alle altre strutture oculari.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in interventi di microchirurgia oculare presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta con il laser: i vantaggi

L’uso del laser apporta i seguenti vantaggi all’intervento di cataratta:

  • un elevato livello di precisione e controllo dell’intera procedura, maggiore di quello raggiunto con la chirurgia tradizionale;
  • un più veloce recupero post operatorio;
  • una minore invasività e manipolazione meccanica all’interno delle strutture oculari del paziente;
  • la possibilità di pianificare per tempo le incisioni necessarie (sulla cornea e sulla capsula anteriore) in termini di estensione e profondità, rendendo l’intervento di cataratta con il laser altamente personalizzabile sulla base delle caratteristiche anatomiche dell’occhio del paziente;
  • la possibilità di fare totalmente a meno di strumenti chirurgici quali bisturi, aghi e pinze;
  • la capacità di accorciare i tempi dell’intera procedura;
  • la riduzione notevole di eventuali fastidi post operatori

Concludendo, allo stato attuale, il chirurgo si avvale ancora del facoemulsificatore, ma in generale l’utilizzo del laser a femtosecondi rende l’intera procedura chirurgica più gentile. A beneficio del chirurgo ma anche del paziente che si sottopone all’operazione di cataratta.

L’intervento di cataratta con il laser a femtosecondi aiuta il chirurgo ad eseguire le fasi più delicate della procedura con maggior precisione e controllabilità. Peraltro, l’uso del laser riduce il rischio di sviluppare un astigmatismo corneale indotto dall’intervento, ed anzi aiuta a correggere un eventuale astigmatismo preesistente.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in interventi di microchirurgia oculare presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico.

Vuoi saperne di più?

L’intervento di cataratta con il laser è disponibile presso il Centro Ambrosiano Oftalmico. Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Operazione di cataratta: è boom

Si sente spesso parlare di operazione di cataratta e del fatto che sono sempre di più le persone che vi si sottopongono. Anche tra parenti ed amici. In cosa consiste l’intervento? E perché in tanti lo scelgono? Spieghiamo dunque perché l’intervento di cataratta è così vantaggioso, quali sono le sue caratteristiche e quali i parametri valutare per orientarsi nella scelta della struttura sanitaria alla quale affidarsi.

L’operazione di cataratta: perché oggi è routine

Prima di spiegare meglio cos’è l’intervento di cataratta e perché sono così tante le persone che scelgono di eseguirlo, una premessa è d’obbligo. L’aumento della durata di vita media che ha caratterizzato gli ultimi decenni è il risultato del complessivo miglioramento della qualità dell’esistenza dell’individuo. Alla base di questo salto di qualità vi sono diversi fattori. Tra questi, i progressi in ambito sanitario, alimentare e nutrizionale, dei comfort e della tecnologia. La conseguenza è l’esigenza di mantenere uno stile di vita qualitativamente ottimale sino in tarda età. Non a caso, la terza età è vista oggi come una seconda giovinezza. In questo contesto, l’intervento di cataratta è uno dei trattamenti maggiormente richiesti nell’ottica di conservare una buona capacità visiva per tutta la durata della propria vita.

In cosa consiste l’intervento e perché è vantaggioso?

L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale. Tale sostituzione si rende necessaria quando il cristallino naturale si opacizza, proprio come accadrebbe al vetro di una vecchia finestra. Una condizione frequente, che colpisce spesso le persone in età matura ed avanzata. L’intervento dura pochi minuti e non è doloroso.

L’operazione di cataratta presenta i seguenti vantaggi:

  • consente di recuperare un’ottimale capacità visiva con riferimento alle forme, ai colori, ai contorni delle cose;
  • permette di correggere anche eventuali difetti visivi (perché il cristallino artificiale è una lente intraoculare che può essere dotata, ove necessario e qualora lo si desideri, di potere diottrico);
  • offre la possibilità di mantenere la propria autonomia personale sino a tarda età (occuparsi di sé stessi e della propria abitazione, guidare, uscire di casa, praticare degli hobby).

Operazione di cataratta, come scegliere?

Quando ci si trova di fronte all’esigenza di sottoporsi ad un intervento, dubbi e domande non mancano. Il desiderio comune, tuttavia, è quello di trovare il medico o la struttura sanitaria su cui sentire di poter riporre la propria piena fiducia. Tra gli elementi che possono essere da guida nella scelta della struttura più adatta alle proprie esigenze, troviamo:

  • l’accoglienza sempre cortese, la disponibilità al dialogo ed il senso di empatia trasmesso dal team di lavoro della struttura prescelta;
  • la certezza che di affidarsi a professionisti preparati, competenti ed esperti nel campo della chirurgia della cataratta;
  • i tempi di attesa ragionevoli e se possibile brevi, onde non dover attendere troppo tra il primo ed il secondo intervento;
  • la certezza di essere seguiti con attenzione durante tutto l’iter terapeutico, senza doversi sentire solamente “un numero”;
  • l’evidenza che tecniche e tecnologie messe in campo sono le migliori del momento;
  • la possibilità, nel caso si tratti di una struttura privata, di poter finanziare l’intervento, concedendosi un trattamento d’eccellenza senza gravare troppo sul bilancio della famiglia.

A proposito di tecniche e tecnologie. Parola d’ordine, eccellenza

La tecnica di ultima generazione per quanto riguarda la chirurgia della cataratta prende oggi il nome di femtocataratta. Questo termine fa riferimento al fatto che nel corso dell’intervento si usa un laser di ultima generazione che si sostituisce totalmente al bisturi.: il laser a femtosecondi. Grazie questo laser, la piccola incisione eseguita sulla superficie per accedere al cristallino è eseguita senza strumenti taglienti, è molto più precisa, pulita, sicura e controllabile. A patto, naturalmente, che il laser si trovi nelle mani di un professionista di grande e comprovata esperienza. Oggi il laser a femtosecondi è disponibile solo in alcuni centri d’eccellenza sul territorio. Analogamente, nei migliori centri d’eccellenza è altresì possibile scegliere lenti intraoculari su misura rispetto alle proprie esigenze visive. Le lenti intraoculari non sono infatti tutte uguali e sono concepite per incontrare le necessità di una vasta gamma di pazienti: si avranno dunque lenti ad alto apporto tecnologico, monofocali, multifocali o toriche, a seconda del difetto visivo che si intende risolvere e delle aspettative specifiche del paziente.

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In CAMO abbiamo messo a punto una visita oculistica specialistica per chi desidera sottoporsi all’operazione di cataratta. Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Cataratta senile, quando operare?

La cataratta senile, nota semplicemente con il nome di cataratta, è un fenomeno del tutto naturale che si presenta in età matura ed avanzata. Di fronte ad una diagnosi di cataratta può capitare di provare un po’ di disorientamento. Quando operare? Come si svolgerà l’intervento? E dopo l’intervento, che cosa succederà? La cataratta potrà forse fare ritorno? Rispondiamo ad alcune domande comuni sul tema.

Cos’è la cataratta senile? Come si manifesta? Quanti tipi di cataratta esistono? 

Il cristallino è una piccola lente situata all’interno dell’occhio, dalla forma e dalle dimensioni di una lenticchia. Non è innervato, né vascolarizzato, e si comporta esattamente come la lente di una macchina fotografica. La cataratta senile è l’opacizzazione del cristallino, ed si presenta per cause del tutto naturali dovute all’avanzamento dell’età. 

Si può manifestare più o meno repentinamente e generalmente interessa entrambi gli occhi. Può essere di tipo:

  • nucleare: opacizzazione del centro del cristallino;
  • corticale: opacizzazione delle aree esterne del cristallino;
  • sottocapsulare posteriore: opacizzazione della parte posteriore del cristallino. 

Quali sono i sintomi della cataratta senile?

La cataratta senile non è dolorosa: i sintomi che ne annunciano la presenza sono altri. In generale, la patologia si manifesta con un progressivo peggioramento della capacità e della qualità visiva. Chi ne è affetto, inoltre, può sperimentare:

  • appannamento;
  • visione di aloni;
  • sensazione di abbagliamento;
  • distorsione delle immagini.

Quali sono le cause della cataratta senile? 

Stili di vita disordinati e fumo influiscono negativamente sull’evoluzione della cataratta, determinandone un peggioramento. Per ritardarne la comparsa o rallentarne la progressione, si consiglia di praticare molto sport all’aria aperta, bere molta acqua, alimentarsi correttamente con frutta e verdura di stagione. In questo modo, si prevengono fenomeni di ossidazione cellulare e si garantisce una buona ossigenazione dei tessuti, che ne guadagnano in salute e giovinezza.

Altri fattori predisponenti sono:

  • prolungata esposizione ai raggi ultravioletti;
  • assunzione continuativa di determinati farmaci;
  • presenza di malattie sistemiche (come il diabete).

Qual è la terapia per la cataratta senile?

La cataratta non è curabile farmacologicamente. L’unica soluzione è l’intervento chirurgico. L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato (facoemulsificazione) e nella sua sostituzione con uno artificiale.

Il cristallino artificiale, detto anche lente intraoculare o IOL, ha le seguenti caratteristiche:

  • è perfettamente trasparente;
  • è biocompatibile;
  • è destinato a durare per tutta la durata della vita del paziente;
  • può essere dotato di un potere diottrico in accordo con le esigenze visive specifiche del paziente.

Rispetto all’ultimo punto questo significa che l’intervento di cataratta può avere la duplice funzione di:

  1. terapia definitiva nei confronti della cataratta;
  2. correzione permanente dei difetti visivi, anche laddove siano più d’uno in concomitanza.

L’intervento è doloroso?

L’intervento di facoemulsificazione non è doloroso. Si esegue senza ricovero, in regime ambulatoriale o di day surgery, ed ha una durata di pochi minuti. Prima dell’intervento, si somministrano al paziente poche gocce di collirio anestetico, sufficienti ad affrontare la seduta senza dolore ed in totale serenità. 

Quando operare? 

Si consiglia sempre di operare non appena in possesso della diagnosi, per una serie di motivi tanto di indole medica ed oggettiva, quanto individuale e soggettiva. Tra i primi, citiamo il fatto che una cataratta particolarmente matura ed avanzata può compromettere la salute dell’intero apparato visivo. Per ciò che concerne invece i motivi di natura soggettiva, va detto che la cataratta pregiudica non solo la salute oculare, ma la stessa qualità di vita di chi ne è affetto. Operare quanto prima significa tornare a compiere anche le più piccole e banali azioni quotidiane con un ritrovato dinamismo ed una rinnovata sicurezza in se stessi, con indubbi benefici anche a livello di umore ed autostima. 

La cataratta può fare ritorno? 

Una volta rimosso il cristallino naturale opacizzato, la cataratta non potrà più fare ritorno. Questo accade perché le moderne lenti intraoculari non vanno incontro ad opacizzazione. 

 

Vuoi saperne di più?

Ti è stata diagnosticata la cataratta o temi di esserne affetto? Hai ulteriori domande sul tema? Siamo a tua disposizione. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Trattamento della cataratta, dove andare?

Il trattamento della cataratta è una delle procedure chirurgiche più diffuse al mondo. Tra i motivi di questa notevole diffusione dell’intervento, vi è anche l’allungamento significativo dell’aspettativa di vita. Dall’antichità sino ad oggi, l’uomo è andato via via aggiungendo tasselli ad un sapere e ad un saper fare che gli hanno consentito di raggiungere quel progresso sociale, tecnologico e medico-scientifico che oggi diamo per assodato, ed un’aspettativa di vita sempre più lunga. Non stupisce, dunque, che alcune patologie tipiche dell’età avanzata abbiano attualmente un’incidenza mai vista nelle epoche passate. La cataratta è tra queste.

A ben guardare, in effetti, la terza età oggi non è altro che una seconda giovinezza, fatta per riscoprire affetti, passioni, interessi, e per godere di tutta la bellezza della nostra esistenza, anche nei piccoli gesti. Come alzarsi al mattino ed ammirare il mondo dalla propria finestra. E allora, dove andare per il trattamento della cataratta? A chi rivolgersi con fiducia? Quali sono le tecniche oggi maggiormente in uso?

Il trattamento della cataratta: parola d’ordine, tecnologia

Il trattamento della cataratta è una procedura ad altissimo apporto tecnologico. A partire dal percorso diagnostico, sino ad arrivare all’intervento di cataratta vero e proprio, la tecnologia è protagonista. Già durante la diagnostica, è possibile:

  • Appurare lo stato di salute oculare del paziente;
  • Accertare l’eventuale presenza di altre patologie oculari, come glaucoma o maculopatia;
  • Analizzare i dati per mettere a punto una procedura chirurgica altamente personalizzata.

Tra gli strumenti più preziosi nelle mani di medici e chirurghi nel corso del trattamento della cataratta, troviamo oggi:

  • il microscopio operatorio, capace di ingrandire il campo visivo del chirurgo offrendo immagini molto nitide e perfettamente illuminate;
  • il facoemulsificatore ad ultrasuoni, pensato per frantumare il cristallino oramai opacizzato e contestualmente aspirarlo;
  • il laser a femtosecondi, un laser a microimpulsi di ultima generazione capace di sostituirsi al bisturi, garantendo incisioni ad altissima precisione che non necessitano poi di punti di sutura.

L’ultima fase dell’intervento di cataratta prevede l’impianto di una lente intraoculare. Le lenti intraoculari di ultima generazione sono realizzate in un materiale molto flessibile e perfettamente biocompatibile ed offrono al paziente indubbi vantaggi:

  • non necessitano di essere sostituite;
  • consentono di correggere difetti visivi preesistenti (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).

Strumenti d’eccellenza nelle mani di équipe mediche di alto profilo

La moderna chirurgia della cataratta necessita di questi straordinari strumenti, molti dei quali disponibili soltanto presso le migliori strutture. Questi esprimono il massimo delle loro potenzialità nelle mani di un chirurgo esperto e preparato. Dove andare, dunque, per il trattamento della cataratta? Dove trovare la giusta combinazione tra esperienza e tecnologia d’avanguardia? Il consiglio è quello di orientarsi verso una clinica d’eccellenza.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico garantisce:

  1. équipe mediche di altissimo profilo;
  2. tutte le strumentazioni d’avanguardia, tanto in ambito diagnostico quanto in ambito chirurgico;
  3. le migliori lenti intraoculari Premium disponibili oggi sul mercato.

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Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Come avviene l’intervento di cataratta?

come avviene l'intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di breve durata e totalmente indolore. L’idea di subire una procedura chirurgica agli occhi può, tuttavia, suscitare un po’ di apprensione: ecco perché essere bene informati su come avviene l’intervento di cataratta può essere di grande aiuto per affrontarlo serenamente e per comprenderne a fondo tutti i vantaggi.

Conosciamo il nostro occhio più da vicino

Per comprendere come avviene l’intervento di cataratta è importante avere una minima conoscenza dell’anatomia dell’occhio. L’occhio umano si compone di un bulbo oculare, al centro del quale si trova una piccolissima lente. Essa è grande come una lenticchia ed è chiamata cristallino. Nella parte anteriore del bulbo si trova un piccolo foro, la pupilla, attraverso il quale entrano i raggi luminosi. La luce va a colpire proprio il cristallino, che si occupa poi di rifletterla sulla retina, una delicata e preziosa membrana che riveste internamente il bulbo oculare. Da lì, l’informazione luminosa è convogliata al nervo ottico, che la trasferisce a sua volta al cervello. Nel cervello, infine, essa è opportunamente decodificata.

Naturalmente si tratta di una descrizione molto semplificata per “non addetti ai lavori”, perché l’apparato visivo è ben più sofisticato e complesso di quel che può apparire da queste poche righe. Tuttavia, rende molto bene l’idea del ruolo primario che il cristallino svolge nel processo visivo.

Anatomia dell'occhio

Quando il cristallino si deteriora: la cataratta

La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e pertanto fatica a far passare i raggi luminosi verso la retina. L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno del tutto naturale che peggiora in modo non reversibile mano a mano che il tempo passa. La cataratta è in gran parte legata all’invecchiamento cellulare, anche se talvolta può avere altre cause. Infine, non è curabile farmacologicamente: l’unico modo per porvi rimedio è l’intervento di cataratta.

Come avviene l’intervento di cataratta?

L’intervento di cataratta ha luogo in due fasi:

1 – Rimozione del cristallino opacizzato

Lo specialista esegue una piccolissima incisione sulla cornea ed accede alla capsula che contiene il cristallino attraverso uno strumento chiamato facoemulsificatore. Si tratta di uno strumento ad ultrasuoni che, simultaneamente, frantuma e aspira il cristallino opacizzato.

Nei centri d’eccellenza come CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile eseguire la piccola incisione con uno strumento laser anziché con il bisturi. Lo strumento in questione si chiama laser a femtosecondi. In questo modo, l’intervento acquista una ancor maggiore controllabilità e precisione, mentre gli eventuali rischi intra e post operatori sono ridotti davvero al minimo.

2 – Inserimento di una IOL – Lente Intraoculare

Lo specialista inserisce al posto del cristallino opacizzato una lente intraoculare. Si tratta di un cristallino artificiale perfettamente trasparente, biocompatibile e destinato a durare per tutta la vita del paziente. Oltre a ripristinare le funzioni del cristallino naturale, la lente artificiale può anche essere dotata di un potere diottrico compatibile con le esigenze visive del paziente, e quindi risolvere eventuali difetti visivi.

Un esempio:

se oltre ad essere affetto da cataratta il paziente ha anche un problema di miopia, la lente intraoculare potrà anche essere dotata dell’opportuno potere diottrico per correggere la miopia. E non solo: le moderne lenti intraoculari sono disponibili anche nella tipologia multifocale, perfetta per correggere più difetti visivi al contempo.

Hai bisogno di altri chiarimenti in merito a come avviene l’intervento di cataratta? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta? Siamo a tua disposizione.

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Perché l’operazione di cataratta è una delle più praticate al mondo

Operazione di Cataratta - Centro Ambrosiano Oftalmico

Al giorno d’oggi l’operazione di cataratta non è più una procedura chirurgica lontana dalla nostra realtà. Se fino ad una manciata di anni fa la facoemulsificazione si eseguiva su pazienti in età molto avanzata e con una capacità visiva già notevolmente compromessa, oggi è diventata una pratica di routine lungimirante, volta a preservare un’ottimale qualità della visione sul lungo periodo. E non solo: in un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, la crescita esponenziale dei numeri relativi agli interventi di cataratta eseguiti in tutto il mondo è più che mai comprensibile.

Primo rapporto mondiale OMS sulla vista. Cosa dicono i numeri

Nel primo rapporto mondiale sulla vista, a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, emergono due dati fondamentali:

  1. il notevole e progressivo invecchiamento della popolazione mondiale;
  2. l’aumento del numero di persone affette da patologie oculari.

Parola d’ordine: sensibilizzare la popolazione e fare prevenzione

Alla luce dei dati emersi nel rapporto dell’OMS, risulta chiaro:

  1. quanto sia importante fare prevenzione educando la popolazione ad uno stile di vita sano e dinamico capace di tenere il più possibile alla larga le tipiche patologie connesse all’avanzare dell’età;
  2. sensibilizzare ed informare verso temi ed argomenti non sempre conosciuti a tutti, come la cataratta, ma anche la miopia ed il diabete;
  3. spronare a sottoporsi a controlli specialistici periodici anche in assenza di particolari sintomi;
  4. consigliare di trattare la cataratta al più presto, non appena questa viene diagnosticata.

Operazione di cataratta: perché si esegue sempre di più?

La cataratta dunque si opera sempre di più per diversi motivi:

  1. perché, come suggerito sopra, l’età media della popolazione è sempre più alta;
  2. perché oggi si consiglia di operare non appena si riceve la diagnosi, e non in età avanzata;
  3. perché se lasciata “maturare” eccessivamente, la cataratta può pregiudicare la qualità di vita del paziente, il suo stato di salute psicofisico e, non ultimo, apportare ulteriori danni all’apparato oculare;
  4. perché i grandi progressi tecnologici associati alla chirurgia oftalmica hanno reso l’operazione di cataratta una procedura veloce, indolore ed altamente sicura.

In cosa consiste oggi l’operazione di cataratta?

L’operazione di cataratta consiste nella rimozione del cristallino naturale, che viene frantumato ed aspirato tramite un sottilissimo strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore. Al termine di questa fase, all’interno della capsula che conteneva il cristallino si inserisce un cristallino artificiale.

Quali sono oggi i vantaggi dell’operazione di cataratta?

I vantaggi sono:

  1. uso di tecnologie d’avanguardia, come il laser a femtosecondi, uno strumento di ultima generazione ad altissima precisione (presente solamente nei centri d’eccellenza) che “assiste” il chirurgo in alcune delicatissime fasi dell’operazione;
  2. possibilità di scegliere che tipo di cristallino artificiale ricevere, di che dimensioni, materiali, con che tipo di potere diottrico (personalizzazione dell’intervento)

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