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Cataratta senile, quando operare?

La cataratta senile, nota semplicemente con il nome di cataratta, è un fenomeno del tutto naturale che si presenta in età matura ed avanzata. Di fronte ad una diagnosi di cataratta può capitare di provare un po’ di disorientamento. Quando operare? Come si svolgerà l’intervento? E dopo l’intervento, che cosa succederà? La cataratta potrà forse fare ritorno? Rispondiamo ad alcune domande comuni sul tema.

Cos’è la cataratta senile? Come si manifesta? Quanti tipi di cataratta esistono? 

Il cristallino è una piccola lente situata all’interno dell’occhio, dalla forma e dalle dimensioni di una lenticchia. Non è innervato, né vascolarizzato, e si comporta esattamente come la lente di una macchina fotografica. La cataratta senile è l’opacizzazione del cristallino, ed si presenta per cause del tutto naturali dovute all’avanzamento dell’età. 

Si può manifestare più o meno repentinamente e generalmente interessa entrambi gli occhi. Può essere di tipo:

  • nucleare: opacizzazione del centro del cristallino;
  • corticale: opacizzazione delle aree esterne del cristallino;
  • sottocapsulare posteriore: opacizzazione della parte posteriore del cristallino. 

Quali sono i sintomi della cataratta senile?

La cataratta senile non è dolorosa: i sintomi che ne annunciano la presenza sono altri. In generale, la patologia si manifesta con un progressivo peggioramento della capacità e della qualità visiva. Chi ne è affetto, inoltre, può sperimentare:

  • appannamento;
  • visione di aloni;
  • sensazione di abbagliamento;
  • distorsione delle immagini.

Quali sono le cause della cataratta senile? 

Stili di vita disordinati e fumo influiscono negativamente sull’evoluzione della cataratta, determinandone un peggioramento. Per ritardarne la comparsa o rallentarne la progressione, si consiglia di praticare molto sport all’aria aperta, bere molta acqua, alimentarsi correttamente con frutta e verdura di stagione. In questo modo, si prevengono fenomeni di ossidazione cellulare e si garantisce una buona ossigenazione dei tessuti, che ne guadagnano in salute e giovinezza.

Altri fattori predisponenti sono:

  • prolungata esposizione ai raggi ultravioletti;
  • assunzione continuativa di determinati farmaci;
  • presenza di malattie sistemiche (come il diabete).

Qual è la terapia per la cataratta senile?

La cataratta non è curabile farmacologicamente. L’unica soluzione è l’intervento chirurgico. L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato (facoemulsificazione) e nella sua sostituzione con uno artificiale.

Il cristallino artificiale, detto anche lente intraoculare o IOL, ha le seguenti caratteristiche:

  • è perfettamente trasparente;
  • è biocompatibile;
  • è destinato a durare per tutta la durata della vita del paziente;
  • può essere dotato di un potere diottrico in accordo con le esigenze visive specifiche del paziente.

Rispetto all’ultimo punto questo significa che l’intervento di cataratta può avere la duplice funzione di:

  1. terapia definitiva nei confronti della cataratta;
  2. correzione permanente dei difetti visivi, anche laddove siano più d’uno in concomitanza.

L’intervento è doloroso?

L’intervento di facoemulsificazione non è doloroso. Si esegue senza ricovero, in regime ambulatoriale o di day surgery, ed ha una durata di pochi minuti. Prima dell’intervento, si somministrano al paziente poche gocce di collirio anestetico, sufficienti ad affrontare la seduta senza dolore ed in totale serenità. 

Quando operare? 

Si consiglia sempre di operare non appena in possesso della diagnosi, per una serie di motivi tanto di indole medica ed oggettiva, quanto individuale e soggettiva. Tra i primi, citiamo il fatto che una cataratta particolarmente matura ed avanzata può compromettere la salute dell’intero apparato visivo. Per ciò che concerne invece i motivi di natura soggettiva, va detto che la cataratta pregiudica non solo la salute oculare, ma la stessa qualità di vita di chi ne è affetto. Operare quanto prima significa tornare a compiere anche le più piccole e banali azioni quotidiane con un ritrovato dinamismo ed una rinnovata sicurezza in se stessi, con indubbi benefici anche a livello di umore ed autostima. 

La cataratta può fare ritorno? 

Una volta rimosso il cristallino naturale opacizzato, la cataratta non potrà più fare ritorno. Questo accade perché le moderne lenti intraoculari non vanno incontro ad opacizzazione. 

 

Vuoi saperne di più?

Ti è stata diagnosticata la cataratta o temi di esserne affetto? Hai ulteriori domande sul tema? Siamo a tua disposizione. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Trattamento della cataratta, dove andare?

Il trattamento della cataratta è una delle procedure chirurgiche più diffuse al mondo. Tra i motivi di questa notevole diffusione dell’intervento, vi è anche l’allungamento significativo dell’aspettativa di vita. Dall’antichità sino ad oggi, l’uomo è andato via via aggiungendo tasselli ad un sapere e ad un saper fare che gli hanno consentito di raggiungere quel progresso sociale, tecnologico e medico-scientifico che oggi diamo per assodato, ed un’aspettativa di vita sempre più lunga. Non stupisce, dunque, che alcune patologie tipiche dell’età avanzata abbiano attualmente un’incidenza mai vista nelle epoche passate. La cataratta è tra queste.

A ben guardare, in effetti, la terza età oggi non è altro che una seconda giovinezza, fatta per riscoprire affetti, passioni, interessi, e per godere di tutta la bellezza della nostra esistenza, anche nei piccoli gesti. Come alzarsi al mattino ed ammirare il mondo dalla propria finestra. E allora, dove andare per il trattamento della cataratta? A chi rivolgersi con fiducia? Quali sono le tecniche oggi maggiormente in uso?

Il trattamento della cataratta: parola d’ordine, tecnologia

Il trattamento della cataratta è una procedura ad altissimo apporto tecnologico. A partire dal percorso diagnostico, sino ad arrivare all’intervento di cataratta vero e proprio, la tecnologia è protagonista. Già durante la diagnostica, è possibile:

  • Appurare lo stato di salute oculare del paziente;
  • Accertare l’eventuale presenza di altre patologie oculari, come glaucoma o maculopatia;
  • Analizzare i dati per mettere a punto una procedura chirurgica altamente personalizzata.

Tra gli strumenti più preziosi nelle mani di medici e chirurghi nel corso del trattamento della cataratta, troviamo oggi:

  • il microscopio operatorio, capace di ingrandire il campo visivo del chirurgo offrendo immagini molto nitide e perfettamente illuminate;
  • il facoemulsificatore ad ultrasuoni, pensato per frantumare il cristallino oramai opacizzato e contestualmente aspirarlo;
  • il laser a femtosecondi, un laser a microimpulsi di ultima generazione capace di sostituirsi al bisturi, garantendo incisioni ad altissima precisione che non necessitano poi di punti di sutura.

L’ultima fase dell’intervento di cataratta prevede l’impianto di una lente intraoculare. Le lenti intraoculari di ultima generazione sono realizzate in un materiale molto flessibile e perfettamente biocompatibile ed offrono al paziente indubbi vantaggi:

  • non necessitano di essere sostituite;
  • consentono di correggere difetti visivi preesistenti (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).

Strumenti d’eccellenza nelle mani di équipe mediche di alto profilo

La moderna chirurgia della cataratta necessita di questi straordinari strumenti, molti dei quali disponibili soltanto presso le migliori strutture. Questi esprimono il massimo delle loro potenzialità nelle mani di un chirurgo esperto e preparato. Dove andare, dunque, per il trattamento della cataratta? Dove trovare la giusta combinazione tra esperienza e tecnologia d’avanguardia? Il consiglio è quello di orientarsi verso una clinica d’eccellenza.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico garantisce:

  1. équipe mediche di altissimo profilo;
  2. tutte le strumentazioni d’avanguardia, tanto in ambito diagnostico quanto in ambito chirurgico;
  3. le migliori lenti intraoculari Premium disponibili oggi sul mercato.

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Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Prenota una visita specialistica per la cataratta in CAMO. Nel corso della visita, saremo lieti di rispondere ad ogni tuo quesito in merito alla procedura chirurgica ed al post intervento. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Ti aspettiamo!

Come avviene l’intervento di cataratta?

come avviene l'intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di breve durata e totalmente indolore. L’idea di subire una procedura chirurgica agli occhi può, tuttavia, suscitare un po’ di apprensione: ecco perché essere bene informati su come avviene l’intervento di cataratta può essere di grande aiuto per affrontarlo serenamente e per comprenderne a fondo tutti i vantaggi.

Conosciamo il nostro occhio più da vicino

Per comprendere come avviene l’intervento di cataratta è importante avere una minima conoscenza dell’anatomia dell’occhio. L’occhio umano si compone di un bulbo oculare, al centro del quale si trova una piccolissima lente. Essa è grande come una lenticchia ed è chiamata cristallino. Nella parte anteriore del bulbo si trova un piccolo foro, la pupilla, attraverso il quale entrano i raggi luminosi. La luce va a colpire proprio il cristallino, che si occupa poi di rifletterla sulla retina, una delicata e preziosa membrana che riveste internamente il bulbo oculare. Da lì, l’informazione luminosa è convogliata al nervo ottico, che la trasferisce a sua volta al cervello. Nel cervello, infine, essa è opportunamente decodificata.

Naturalmente si tratta di una descrizione molto semplificata per “non addetti ai lavori”, perché l’apparato visivo è ben più sofisticato e complesso di quel che può apparire da queste poche righe. Tuttavia, rende molto bene l’idea del ruolo primario che il cristallino svolge nel processo visivo.

Anatomia dell'occhio

Quando il cristallino si deteriora: la cataratta

La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e pertanto fatica a far passare i raggi luminosi verso la retina. L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno del tutto naturale che peggiora in modo non reversibile mano a mano che il tempo passa. La cataratta è in gran parte legata all’invecchiamento cellulare, anche se talvolta può avere altre cause. Infine, non è curabile farmacologicamente: l’unico modo per porvi rimedio è l’intervento di cataratta.

Come avviene l’intervento di cataratta?

L’intervento di cataratta ha luogo in due fasi:

1 – Rimozione del cristallino opacizzato

Lo specialista esegue una piccolissima incisione sulla cornea ed accede alla capsula che contiene il cristallino attraverso uno strumento chiamato facoemulsificatore. Si tratta di uno strumento ad ultrasuoni che, simultaneamente, frantuma e aspira il cristallino opacizzato.

Nei centri d’eccellenza come CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile eseguire la piccola incisione con uno strumento laser anziché con il bisturi. Lo strumento in questione si chiama laser a femtosecondi. In questo modo, l’intervento acquista una ancor maggiore controllabilità e precisione, mentre gli eventuali rischi intra e post operatori sono ridotti davvero al minimo.

2 – Inserimento di una IOL – Lente Intraoculare

Lo specialista inserisce al posto del cristallino opacizzato una lente intraoculare. Si tratta di un cristallino artificiale perfettamente trasparente, biocompatibile e destinato a durare per tutta la vita del paziente. Oltre a ripristinare le funzioni del cristallino naturale, la lente artificiale può anche essere dotata di un potere diottrico compatibile con le esigenze visive del paziente, e quindi risolvere eventuali difetti visivi.

Un esempio:

se oltre ad essere affetto da cataratta il paziente ha anche un problema di miopia, la lente intraoculare potrà anche essere dotata dell’opportuno potere diottrico per correggere la miopia. E non solo: le moderne lenti intraoculari sono disponibili anche nella tipologia multifocale, perfetta per correggere più difetti visivi al contempo.

Hai bisogno di altri chiarimenti in merito a come avviene l’intervento di cataratta? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta? Siamo a tua disposizione.

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Il nostro centralino è attivo dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Perché l’operazione di cataratta è una delle più praticate al mondo

Operazione di Cataratta - Centro Ambrosiano Oftalmico

Al giorno d’oggi l’operazione di cataratta non è più una procedura chirurgica lontana dalla nostra realtà. Se fino ad una manciata di anni fa la facoemulsificazione si eseguiva su pazienti in età molto avanzata e con una capacità visiva già notevolmente compromessa, oggi è diventata una pratica di routine lungimirante, volta a preservare un’ottimale qualità della visione sul lungo periodo. E non solo: in un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, la crescita esponenziale dei numeri relativi agli interventi di cataratta eseguiti in tutto il mondo è più che mai comprensibile.

Primo rapporto mondiale OMS sulla vista. Cosa dicono i numeri

Nel primo rapporto mondiale sulla vista, a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, emergono due dati fondamentali:

  1. il notevole e progressivo invecchiamento della popolazione mondiale;
  2. l’aumento del numero di persone affette da patologie oculari.

Parola d’ordine: sensibilizzare la popolazione e fare prevenzione

Alla luce dei dati emersi nel rapporto dell’OMS, risulta chiaro:

  1. quanto sia importante fare prevenzione educando la popolazione ad uno stile di vita sano e dinamico capace di tenere il più possibile alla larga le tipiche patologie connesse all’avanzare dell’età;
  2. sensibilizzare ed informare verso temi ed argomenti non sempre conosciuti a tutti, come la cataratta, ma anche la miopia ed il diabete;
  3. spronare a sottoporsi a controlli specialistici periodici anche in assenza di particolari sintomi;
  4. consigliare di trattare la cataratta al più presto, non appena questa viene diagnosticata.

Operazione di cataratta: perché si esegue sempre di più?

La cataratta dunque si opera sempre di più per diversi motivi:

  1. perché, come suggerito sopra, l’età media della popolazione è sempre più alta;
  2. perché oggi si consiglia di operare non appena si riceve la diagnosi, e non in età avanzata;
  3. perché se lasciata “maturare” eccessivamente, la cataratta può pregiudicare la qualità di vita del paziente, il suo stato di salute psicofisico e, non ultimo, apportare ulteriori danni all’apparato oculare;
  4. perché i grandi progressi tecnologici associati alla chirurgia oftalmica hanno reso l’operazione di cataratta una procedura veloce, indolore ed altamente sicura.

In cosa consiste oggi l’operazione di cataratta?

L’operazione di cataratta consiste nella rimozione del cristallino naturale, che viene frantumato ed aspirato tramite un sottilissimo strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore. Al termine di questa fase, all’interno della capsula che conteneva il cristallino si inserisce un cristallino artificiale.

Quali sono oggi i vantaggi dell’operazione di cataratta?

I vantaggi sono:

  1. uso di tecnologie d’avanguardia, come il laser a femtosecondi, uno strumento di ultima generazione ad altissima precisione (presente solamente nei centri d’eccellenza) che “assiste” il chirurgo in alcune delicatissime fasi dell’operazione;
  2. possibilità di scegliere che tipo di cristallino artificiale ricevere, di che dimensioni, materiali, con che tipo di potere diottrico (personalizzazione dell’intervento)

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In arrivo la prima IOL elettronica autofocalizzante?

Per ora si tratta solamente di un progetto ma, investitori permettendo, un domani questa lente intraoculare potrebbe diventare una realtà concreta ed essere impiantata con successo in molti pazienti affetti da cataratta. Ci riferiamo alla prima IOL elettronica autofocalizzante, una lente intraoculare di ultima generazione che promette di rivoluzionare il mondo dell’oftalmologia. Vediamo meglio di che si tratta. 

Cosa sono le lenti intraoculari e perchè sono così utili

Prima ancora dell’invenzione della prima lente intraoculare autofocalizzante – il cui progetto è in attesa di investitori per tramutarsi in un prodotto concreto ed approdare un domani sul mercato – le lenti intraoculari (IOL) hanno già rivoluzionato ampiamente il mondo della chirurgia oftalmica. Grazie a questo tipo di lenti, oggi con all’intervento di rimozione della cataratta è possibile ottenere più risultati in un’unica soluzione. Le lenti intraoculari disponibili sul mercato sono infatti di diversi tipi, pensate per far fronte alle esigenze di una rosa sempre più ampia di pazienti. La loro versatilità e la loro capacità di essere altamente personalizzabili le rende davvero una soluzione ottimale per chi desidera risolvere la cataratta ed i difetti visivi in un solo intervento.

Quali tipologie di IOL esistono?

In linea generale, tutte le lenti intraoculari sono realizzate in un materiale plastico molto ben tollerato. Una volta impiantate, peraltro, esse non andranno più sostituite per tutta la durata della vita del paziente. Le lenti intraoculari presenti sul mercato sono di diverse tipologie e differiscono per dimensioni, materiale, forma e potere diottrico. Riassumendo, le tipologie di IOL sono:

  • monofocali: sono pensate per correggere un unico difetto visivo;
  • multifocali: sono pensate per correggere più difetti visivi e per permettere al paziente di vedere bene sia da vicino che da lontano;
  • toriche: sono pensate per correggere anche l’astigmatismo e sono dotate di una caratteristica che può essere aggiunta sia alle monofocali che alle multifocali.

Leggi anche: lenti intraoculari: tutto quello che c’è da sapere. 

Come avviene l’impianto di una IOL?

L’impianto di una lente intraoculare può avvenire in due contesti differenti:

  1. nell’ambito dell’intervento di facoemulsificazione, cioè in occasione della rimozione della cataratta. In questo caso la IOL andrà a sostituire il cristallino naturale oramai opacizzato;
  2. nell’ambito di un intervento di correzione dei difetti visivi in un paziente ancora giovane che non ha interesse nel rimuovere il cristallino naturale. Questa tecnica prende il nome di tecnica “dei due cristallini” e permette al paziente di non rinunciare alla capacità accomodativa che il cristallino naturale è ancora capace di offrire, e di risolvere al contempo i suoi difetti visivi anche marcati.

Cosa promette la nuova lente intraoculare autofocalizzante?

La nuova lente intraoculare autofocalizzante sarà una lente “intelligente” capace di replicare la naturale funzione accomodativa svolta dal cristallino. Ovunque il paziente rivolga lo sguardo, essa riuscirà a regolare la propria forma ed a comportarsi di conseguenza, aiutando e favorendo la corretta messa a fuoco. Un aiuto davvero prezioso per chi soffre di presbiopia, che ad oggi ricorre ancora all’uso degli occhiali per leggere il giornale o compiere piccole grandi azioni ad una distanza ravvicinata. Per ora l’idea è ancora in uno stadio embrionale ed esiste solamente un prototipo. Non ci resta che attendere l’arrivo degli investitori per capire se questo progetto diverrà una realtà concreta capace di rivoluzionare davvero il mondo dell’oftalmologia offrendo una nuova opportunità ai pazienti che si sottoporranno all’intervento di cataratta.

Invecchiamento: gli effetti sui nostri occhi

invecchiamento - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

invecchiamento

Forse non vi è mai capitato di soffermarvi a pensarci, ma quando invecchia il nostro corpo, anche i nostri occhi invecchiano. I disturbi e le patologie oculari connessi all’invecchiamento sono diversi, e possono interessare la cornea, il cristallino oppure la retina, andando a compromettere non solo la salute dell’occhio, ma anche la capacità visiva. Conosciamole più da vicino. 

La presbiopia

La presbiopia non è una patologia oculare, ma piuttosto una sorta di difetto visivo causato dall’avanzare dell’età. Mano a mano che l’età avanza, a partire dai 40 anni circa in poi, il cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio, perde elasticità. Dalla flessibilità del cristallino dipende il buon funzionamento del processo di accomodazione, cioè la messa a fuoco degli oggetti, specie quelli molto vicini. Chi soffre di presbiopia ha difficoltà proprio nella messa a fuoco degli oggetti molto vicini. Non a caso, dopo i 40 anni si comincia a fare uso di occhiali da lettura.

Come si risolve: la presbiopia si può risolvere definitivamente con un intervento laser, con la sostituzione del cristallino o con l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

Anche in questo caso parliamo di cristallino, con la differenza che la cataratta è una vera e propria patologia oculare. La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e quindi non filtra più come prima i raggi luminosi provenienti dall’esterno. L’opacizzazione è dovuta all’età, allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare. E’ un fenomeno progressivo ed irreversibile che si presenta solitamente già dai 60 anni di età.

Come si risolve: l’unica via per risolvere la cataratta è l’intervento chirurgico, chiamato anche intervento di facoemulsificazione. Durante l’intervento, che è di breve durata e totalmente indolore, il cristallino naturale viene sostituito con uno nuovo, perfettamente trasparente, molto ben tollerato, e destinato a durare per sempre. 

La degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile interessa la macula, cioè la parte centrale della retina. La macula è particolarmente importante per la funzione visiva perché è molto ricca di fotorecettori, minuscole cellule che hanno il ruolo di decodificare l’informazione luminosa e convogliarla al nervo ottico. Da questi fotorecettori dipende anche la corretta e vivida visione dei colori. Quando, con l’avanzare dell’età, la macula invecchia e degenera, la visione centrale va incontro ad un progressivo peggioramento. Esistono due tipologie di degenerazione maculare senile: secca e umida.

Come si risolve: la degenerazione maculare senile di tipo secco è molto difficile da trattare, anche se sono in corso di studio alcuni farmaci per migliorarne i sintomi. La maculopatia di tipo umido invece è più facilmente trattabile, grazie ad una molecola, chiamata Anti-VEGF, capace di arrestare la crescita dei neovasi al di sotto della retina. 

Il glaucoma

Il glaucoma è una patologia che più frequentemente fa il suo esordio tra i 40 ed i 50 anni, ma in maniera piuttosto silente. Si caratterizza per un aumento della pressione intraoculare causata da un accumulo di umor acqueo, un liquido naturalmente presente all’interno dell’occhio. Nel caso del glaucoma, l’umor acqueo non defluisce correttamente all’interno delle strutture oculari, ma si accumula. Putroppo, essendo piuttosto asintomatico, il glaucoma si rende manifesto quando oramai ha lasciato danni evidenti all’occhio ed in particolare al nervo ottico.

Come si risolve: il glaucoma si può risolvere con una terapia farmacologica mirata ad abbassare la pressione intraoculare. Esistono anche altre strade terapeutiche e chirurgiche, tuttavia ricordiamo che i danni apportati al nervo ottico dal glaucoma sono spesso irreversibili. 

Infine, le mosche volanti: un disturbo tipico dell’invecchiamento

La disidratazione alla quale vanno incontro le persone anziane che sentono meno lo stimolo della sete può anche innescare un fenomeno detto delle “mosche volanti”, ovvero fastidiosi “filini” che attraversano il campo visivo e che sembrano quasi essere dei corpi estranei. Questo fenomeno, che prende il nome di miodesopsie, è dovuto ad un addensamento del collagene, la sostanza che riempie il nostro occhio e che fluttua al suo interno. Quando non si è bene idratati, questa sostanza si addensa dando vita proprio al fenomeno delle mosche volanti.

Come si risolve: le mosche volanti si possono risolvere bevendo molta acqua ed aiutandosi con qualche integratore di aminoacidi e sali minerali. In alcuni casi si può valutare di sottoporsi ad un trattamento con uno speciale laser chiamato Yag laser, che “scioglie” gli addensamenti di collagene presenti nel vitreo. 

Chirurgia refrattiva: ad ognuno la sua

chirurgia refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il desiderio di poter fare a meno di lenti a contatto o occhiali da vista non è poi così infrequente. La presenza di uno o più difetti visivi anche piuttosto marcati, la sensazione di essere costantemente “vincolati” alla protesi esterna per poter svolgere qualunque attività, la percezione di avere un limite di indole estetica capace di compromettere il buon andamento della propria vita sociale, lavorativa, amorosa, sono pensieri piuttosto diffusi. 

Le tecniche di chirurgia refrattiva

Con il termine di “chirurgia refrattiva” si intende un insieme di tecniche volte al raggiungimento dell’obiettivo di poter fare a meno dell’uso di qualunque protesi esterna per poter vedere bene. Ogni paziente, però, è un mondo a sé, ed il suo apparato visivo presenta caratteristiche peculiari e difetti visivi del tutto “personali”.

Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale

Un colloquio approfondito con l’oculista in merito alle proprie aspettative ed una valutazione dettagliata dello stato di salute oculare consentiranno di individuare la tecnica più consona alla situazione peculiare del paziente. Le tecniche di chirurgia refrattiva corneale si praticano sulla cornea, ovvero la membrana più esterna del nostro apparato oculare. L’obiettivo di queste tecniche è quello di correggere la curvatura della cornea e con essa correggere gli errori di messa a fuoco che caratterizzano i difetti visivi.

  • PRK: si tratta di una tecnica consolidata che viene praticata piuttosto frequentemente. Si avvale dell’uso del laser ad eccimeri, uno strumento al servizio della chirurgia oftalmica già dal finire degli anni Novanta e che si presta perfettamente ad eseguire l’intervento in tutte le sue fasi.
  • LASIK: nel caso della procedura LASIK, il laser ad eccimeri viene utilizzato solamente sullo stroma, ovvero la parte più interna della cornea, per accedere al quale viene sollevato un piccolo lembo dell’epitelio corneale.
  • MONOVISIONE: con questa tecnica si interviene solamente su un occhio, quello dominante. L’altro occhio viene lasciato invece lievemente miope, con l’obiettivo di compensare naturalmente le capacità visive dell’intero apparato e garantire una buona visione complessiva.

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare

Le tecniche di chirurgia refrattiva intraoculare prevedono che si intervenga sul cristallino, la lente naturale posta all’interno dell’occhio. Le opzioni in questo caso sono due.

  • INTERVENTO DI FACOEMULSIFICAZIONE:  il cristallino naturale viene sostituito con una lente intraoculare perfetta per le esigenze del paziente. Questa tecnica è ideale per chi soffre di difetti visivi piuttosto marcati ed è già in età matura.
  • TECNICA DEI DUE CRISTALLINI: prevede l’impianto di un cristallino artificiale all’interno dell’occhio, mentre il cristallino naturale rimane nella sua sede naturale. E’ ideale per pazienti giovani con difetti visivi marcati. Lasciare il cristallino naturale nella sua sede è utile, perché non preclude al paziente la sua normale funzione accomodativa.

In alcuni casi può anche essere utile combinare una tecnica di chirurgia refrattiva corneale con una tecnica di chirurgia refrattiva intraoculare.

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Lenti intraoculari: tutto quello che c’è da sapere

Le lenti intraoculari, note anche come cristallini artificiali, sono piccolissime lenti artificiali che si inseriscono all’interno dell’occhio contestualmente all’intervento di cataratta oppure, senza togliere la cataratta, per correggere forti miopie. I cristallini artificiali non solo consentono di risolvere la cataratta, ma anche di correggere alcuni difetti visivi eventualmente presenti. Esistono diverse tipologie di lenti intraoculari, che variano per forma, per tipo di materiale, per dimensioni e, naturalmente, per potere correttivo. 

Sostituzione del cristallino

L’intervento di facoemulsificazione associato a laser a femtosecondi consente di estrarre il cristallino naturale, oramai opacizzato (cioè la cataratta) e non più in grado di esercitare il suo naturale potere rifrattivo nè la sua capacità accomodativa, e di sostituirlo con uno nuovo, perfettamente trasparente.

In virtù dei grandi progressi dell’industria dei dispositivi medici e dell’ingegneria dei materiali, in fatto di lenti intraoculari oggi il paziente che si opera di cataratta può scegliere tra una rosa di possibilità decisamente vasta. Naturalmente, la decisione circa quale sia la lente da preferire va presa in accordo con l’oculista e sulla base delle specifiche esigenze personali.

In linea generale, le lenti intraoculari per la cataratta si distinguono in:

  • monofocali: pensate per correggere un unico difetto visivo;
  • multifocali: pensate per correggere diversi difetti visivi e per consentire di vedere bene sia da lontano che da vicino;
  • toriche: per correggere un eventuale astigmatismo. Tale caratteristica può essere inserita in ambedue le categorie precedenti di cristallini artificiali.

I cristallini artificiali sono ben tollerati, non si opacizzano e non necessitano di essere sostituiti nell’arco della vita del paziente.

Tecnica dei due cristallini

Nella forte miopia:

  • si utilizza, soprattutto nel pazienti giovani o di media età, la tecnica dei due cristallini: in questo caso il cristallino naturale non viene asportato. Se il paziente ha meno di 50 anni, il cristallino naturale viene lasciato al fine di offrire una buona stabilità all’occhio ed al corpo vitreo, oltre che per garantire una buona visione da vicino, in virtù della sua capacità accomodativa

Chirurgia oftalmica: grandi vantaggi per ogni esigenza

Come abbiamo visto, la chirurgia oftalmica è in grado di offrire soluzioni risolutive per esigenze spesso molto diverse tra di loro. Riassumendo, la chirurgia oftalmica consente:

  • a chi soffre di difetti visivi leggeri o medi, di correggerli totalmente con l’intervento laser;
  • a chi soffre di cataratta, oltre a rimuovere l’opacità interna all’occhio, la chirurgia può correggere anche uno o più difetti visivi preesistenti e consentire l’uso della vista indipendentemente dall’occhiale;
  • a chi non soffre ancora di cataratta (per ragioni legate all’età non ancora molto avanzata) può risolvere uno o più difetti visivi di un certo rilievo con la sostituzione del cristallino eliminando o riducendo drasticamente la dipendenza dall’occhiale e di evitare di andare incontro all’opacizzazione del cristallino;
  • a chi è ancora giovane ed ha una miopia forte o comunque non correggibile con tecniche laser, il cristallino consente di eliminare la dipendenza da occhiali o lenti a contatto.

Leggi anche: ad ognuno il suo cristallino

Leggi anche: lenti intraoculari, tipologie e usi

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