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Lenti a contatto medicinali: quale utilità?

lenti a contatto - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Noi tutti siamo abituati a concepire le lenti a contatto come protesi da utilizzare per sopperire alle carenze visive. E se avessero invece un vero e proprio scopo terapeutico? Recentemente, Google e Novartis hanno annunciato che stanno lavorando alla la messa a punto di una nuova generazione di lenti a contatto con per monitorare i livelli di glicemia. Un’altra funzione decisamente interessante che le lenti a contatto potrebbero esercitare, è quella di rilasciare nanoparticelle di farmaci a livello oculare. 

Lenti a contatto medicinali o collirio?

Alcuni anni fa, i ricercatori dell’Università della Florida hanno realizzato delle lenti a contatto particolarmente morbide contenenti minuscole particelle capaci di rilasciare, lentamente e sul lungo periodo, diversi tipi di medicinali. Lo studio – pubblicato su American Chemical Society – partiva dal presupposto che molti farmaci oftalmici si disperdono con le lacrime stesse e dunque, anche se la posologia indicata dallo specialista viene rispettata, parte dell’effetto terapeutico si perde. Quanto alle tipologie di farmaci potenzialmente “rilasciabili” dalle suddette lenti, in quell’occasione i ricercatori avevano avanzato la proposta di sfruttare la nuova tecnologia per somministrare antibiotici o farmaci a base di vitamina E contro il glaucoma.

Fonte: News-medical.net

Lenti a contatto a rilascio di farmaci antistaminici? Sì grazie!

Più recentemente, uno studio pubblicato su Cornea, ha dimostrato che è possibile anche somministrare farmaci antistaminici attraverso le lenti a contatto. Ci riferiamo alla molecola del ketitofene, normalmente prescritta e somministrata per il trattamento della congiuntivite allergica. I test condotti dagli studiosi hanno dimostrato i positivi effetti terapeutici derivanti dall’uso di lenti a contatto medicali a rilascio di farmaco antistaminico. Potrebbero essere presto disponibili sul mercato, insomma, delle lenti a contatto medicinali ad effetto antistaminico: l’ideale per chi soffre di congiuntivite allergica.

Lenti medicali sì, ma senza potere diottrico

Un sistema – quello del rilascio di nanoparticelle di farmaco tramite lenti a contatto – la cui potenzialità potrebbero essere davvero non sottovalutabili, e che potrebbe portare beneficio anche a pazienti affetti da diverse patologie oculari. Tuttavia, vale la pena di sottolineare che le lenti medicinali in questione non hanno anche un potere diottrico, e che non possono essere indossate assieme a quelle che normalmente si indossano per correggere le proprie carenze visive. Insomma: o l’una, o l’altra.

Fonte. Healio.com

 

Diabete, in arrivo le lenti a contatto per la misurazione della glicemia

In un periodo storico in cui i casi di diabete connessi ad uno stile di vita sbagliato stanno aumentando in modo esponenziale, Novartis e Google, due tra i maggiori colossi a livello mondiale in campo farmaceutico ed informatico/tecnologico, hanno scelto di unire forze e competenze per dar vita ad una soluzione capace di migliorare la vita quotidiana dei diabetici di tutto il mondo. Si tratta, in breve, di lenti a contatto in grado di misurare e monitorare il livello di glucosio nel sangue. 

Come funzionano le lenti a contatto per la misurazione della glicemia

Le lenti a contatto progettate da Novartis in collaborazione con Google, che saranno immesse sul mercato tra cinque anni circa, riusciranno a misurare la glicemia attraverso l’analisi delle lacrime. Un microchip presente sulle lenti riuscirà a misurare la glicemia proprio attraverso la lacrimazione, ed invierà successivamente i dati ad un computer in remoto. In questo modo, il paziente potrà evitare di pungersi il dito diverse volte al giorno, accantonando dunque il metodo di misurazione tradizionale. Il vantaggio di questa tecnologia è che la misurazione della glicemia avviene in modo continuo e per niente invasivo, e che il paziente viene immediatamente informato qualora i valori non siano nella norma.

Diabete e salute oculare

Come emerso dall’indagine demoscopica promossa da CAMO in collaborazione con l’Ospedale San Raffaele di Milano e l’Università Vita-Salute di San Raffaele, gli italiani non sono adeguatamente informati in merito al diabete, alle sue caratteristiche ed alle sue conseguenze. Una disinformazione che può produrre effetti negativi sull’intera popolazione ed alla quale è necessario porre rimedio. Oltre alla poca conoscenza in merito al diabete stesso, si sa poco di altre patologie ad esso legate a doppio filo, come la retinopatia e la maculopatia diabetica: due patologie oculari che, se trascurate, possono portare a cecità.

Una campagna nazionale di prevenzione e diagnosi della maculopatia diabetica

Segnaliamo che nel mese di Febbraio 2019 avrà luogo la Prima Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia Diabetica, con la partecipazione di 32 centri d’eccellenza sul territorio italiano, presso i quali i pazienti diabetici potranno prenotare uno screening gratuito della maculopatia.

Una visita oculistica specialistica specifica per le malattie della retina

Per chi non vuole aspettare febbraio, ricordiamo che CAMO mette a disposizione dei suoi pazienti una visita specialistica oculistica specifica per le malattie della retina, che include, oltre ai normali esami di una visita oculistica generica, anche una serie di accertamenti approfonditi sullo stato di salute del fondo oculare:

  • OCT della regione maculare;
  • fluorangiografia retinica;
  • ecografia bulbare

Per prenotare la visita oculistica specialistica per le malattie della retina, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 al +39026361191.

 

Quando la tecnologia è al servizio della diagnostica

Nell’ottobre 2018 il nostro direttore scientifico, il dottor Lucio Buratto, assieme al professor Francesco Bandello, ordinario di oftalmologia presso l’Università Salute-Vita del San Raffaele di Milano, ha presentato i risultati di un’indagine demoscopica volta a testare la conoscenza della popolazione in merito al diabete e alle patologie ad esso connesse. I risultati dell’indagine si sono dimostrati ben poco incoraggianti, a riprova del fatto che viviamo in un paese la cui popolazione è, tutto sommato, non sufficientemente informata, nonché poco sensibile al tema della prevenzione. L’altra faccia della medaglia, però, ci mostra una situazione del tutto diversa: oggi la tecnologia sta facendo passi da gigante, mettendo a disposizione dei medici moderni ed efficienti strumenti capaci di affiancarli nel processo diagnostico. Vediamo nel dettaglio come l’intelligenza artificiale possa rivelarsi un ottimo “braccio destro” del medico anche in ambito oftalmico, con particolare riferimento a due patologie oculari legate a doppio filo al diabete: la retinopatia e la maculopatia diabetica. 

Due innovativi software per la diagnosi della retinopatia e della maculopatia

E’ stato recentemente approvato dalla Food and Drug Administration Americana un innovativo software capace di effettuare diagnosi di patologie oculari con una percentuale di precisione particolarmente alta, anche a prescindere dall’intervento del parere medico “umano”. Il software, chiamato IDx-DR, è in grado, grazie ad uno speciale algoritmo, di visionare delle immagini della retina a video e di stabilire se il paziente è affetto o meno da retinopatia e maculopatia diabetica. Affermare che la tecnologia possa sostituirsi interamente al medico sarebbe una forzatura, tuttavia un software come l’IDx-DR potrebbe rivelarsi particolarmente utile nel caso di uno screening di massa sulla maculopatia.

Analogamente, Google ha avviato nel 2016 un progetto chiamato Deep Mind Health in collaborazione con il Moorfields Eye Hospital,  basato sull’analisi di milioni di scansioni tratte da OCT di pazienti. L’OCT, ovvero la Tomografia Ottica Computerizzata, è un esame fondamentale per la diagnosi della maculopatia: individuare e definire un algoritmo capace di effettuare una diagnosi sulla base dell’analisi delle immagini, consentirebbe di poter effettuare, anche nel caso della maculopatia, delle indagini di massa ad alta precisione in tempi piuttosto ridotti.

In arrivo una campagna di prevenzione della maculopatia diabetica promossa da CAMO

Nel febbraio 2019 CAMO si farà promotore di una campagna di prevenzione e diagnosi della maculopatia diabetica. Un importante evento che vedrà la partecipazione di 32 centri d’eccellenza sul territorio italiano, che per l’occasione si avvarranno di software di ultima generazione come quelli sopracitati al fine di monitorare lo stato di salute dei pazienti diabetici a rischio di maculopatia e retinopatia. Un intero mese dedicato non solo agli screening sotto il segno delle tecnologie d’avanguardia, ma anche all’informazione ed alla sensibilizzazione verso il tema della prevenzione, in un paese che ancora oggi non risulta abbastanza informato in merito ad una patologia, come lo è il diabete, che in tutto il mondo sta assumendo i contorni di una pandemia.

Funzionalità epatica e salute oculare, quale connessione?

Il fegato è uno dei nostri organi vitali ed è capace di fornire all’organismo salute e benessere. Quando la funzionalità epatica non è top, si verifica un accumulo di tossine, con conseguenze che possono impattare il benessere di tutto l’organismo, incluso quello oculare. Vediamo in che modo. 

A cosa serve il fegato

La funzione del fegato è quella di filtrare tutte le tossine e le sostanze di scarto che introduciamo tramite l’alimentazione, che poi saranno eliminate tramite feci e urina. Un fegato sano svolge questa funzione alla perfezione, mentre un fegato affaticato o malato accumula tossine e le riversa nell’organismo stesso.

Quali sono i segni di un fegato che non lavora come dovrebbe?

Se avete la sensazione che il vostro fegato non stia lavorando a dovere, rivolgetevi al vostro medico di fiducia. I segni che possono indurvi a pensare che il vostro fegato sia affaticato o non stia svolgendo correttamente la sua funzione sono:

  • pelle secca, disidratata, che prude
  • perdita di peso e di appetito
  • stanchezza, spossatezza
  • qualche dolore nella zona addominale o una sensazione di gonfiore
  • urine e feci più scure del solito
  • colorazione giallastra di pelle, unghie e sclera degli occhi (ittero sclerale)

Quali sono gli effetti che un fegato affaticato esercita sulla salute oculare?

La vitamina A è fondamentale per il benessere dei nostri occhi ed in particolare per quello della retina, i cui fotorecettori esercitano al meglio la loro funzione proprio quando “nutriti” adeguatamente di questa vitamina. L’organo avente il ruolo di immagazzinare e rilasciare la vitamina A è proprio il fegato. Va da sè che un fegato che lavora male potrebbe impattare anche la salute oculare. I sintomi oculari derivanti da una carenza di vitamina A sono:

  • difficoltà di visione notturna
  • disidratazione lacrimale

Funzionalità epatica e salute oculare. Ecco il consiglio: prediligere alimenti ricchi di vitamina A

Per preservare la funzionalità epatica ed una buona salute oculare, si consiglia di ovviare alla carenza di vitamina A consumando molti alimenti freschi e di stagione che la contengano, come le verdure a foglia verde, frutti gialli e arancio, ortaggi gialli, come la zucca, uova, latticini, fegato, pesce. E non finisce qui: gli amanti del cacao possono dormire sogni tranquilli e consumarne a piacimento, perché – non tutti ne sono a conoscenza – facilita l’assorbimento della vitamina A.

Leggi anche: la top 5 degli ingredienti che fanno bene alla vista

Come aiutare il fegato a svolgere la sua funzione al meglio

Ecco cosa conviene fare e non fare per preservare salute oculare e funzionalità epatica, e più in generale per aiutare il fegato a svolgere al meglio la sua funzione:

Cosa non fare per evitare di affaticare il fegato

  • non bere troppi alcolici
  • non bere troppi caffè
  • tenere una alimentazione di facile digestione
  • evitare o limitare l’assunzione di alcuni farmaci, soprattutto quelli da banco, che spesso ci si “prescrive” in autonomia senza fare troppa attenzione alla posologia
  • non cenare troppo tardi

Cosa fare per evitare di affaticare il fegato

  • assumere molti liquidi
  • prediligere cibi freschi e di stagione, privi di conservanti
  • cucinare con le spezie, come per esempio la curcuma
  • consumare tarassaco, cardo mariano, carciofo, sedano
  • bere molto thè verde
  • scegliere alimenti ricchi di vitamina A (la salute oculare può dipendere dalla funzionalità epatica,come precedentemente detto)
  • cenare presto, ma soprattutto cenare leggero

Leggi anche: cataratta, la top list dei consigli per prevenirla

 

Mantenersi in forma aiuta a prevenire il glaucoma, lo dice la scienza

E’ risaputo che l’attività fisica fa bene a tutto il nostro organismo e ci consente di mantenerci in salute, tenendo alla larga problemi di tipo cardiovascolare ed aiutando la corretta ossigenazione dei tessuti. Benessere e longevità sono il risultato del corretto mix tra movimento, alimentazione varia e corretta con abbondante frutta e verdura di stagione, carne bianca e pesce azzurro e, non ultimo, una buona dose di ottimismo e buon umore. Per quanto riguarda la salute oculare, che a noi naturalmente sta a cuore in particolar modo, la scienza conferma che mantenersi in forma aiuta a prevenire il glaucoma. Vediamo tutti i dettagli. 

Partiamo dall’inizio: che cos’è il glaucoma

Come spiegato già altrove dal dottor Belloni, medico oculista presso CAMO, il glaucoma è una malattia oculare causata da una eccessiva pressione interna al bulbo. Tra la cornea ed il cristallino vi è un liquido chiamato umor acqueo: quando questo non defluisce correttamente ma al contrario ristagna e preme all’interno di queste strutture oculari, si ha il glaucoma. Favorire il corretto deflusso dell’umor acqueo ed abbassare la pressione intraoculare è fondamentale per prevenire eventuali danni all’occhio ed al nervo ottico.

Una patologia silenziosa ma risolvibile

Purtroppo, il glaucoma è una patologia tutto sommato silenziosa ed asintomatica, soprattutto nelle sue fasi iniziali. Il paziente si accorge di esserne soggetto solo quando la malattia ha cominciato a produrre danni di una certa gravità. Diagnosticare il glaucoma in tempo consente di curarlo con successo. Il glaucoma si può trattare con una terapia farmacologica, con l’ausilio del laser (per creare una via di deflusso all’umor acqueo) oppure attraverso la chirurgia. Tuttavia, è bene precisare che qualora la malattia abbia già prodotto dei danni, non è infrequente che questi non siano più rimediabili. Vediamo di seguito perchè mantenersi in forma aiuta a prevenire il glaucoma e cosa dice la scienza in merito.

Leggi anche: il glaucoma, tipologie, diagnosi e soluzioni

Come prevenire il glaucoma con l’attività fisica

Come anticipato, la scienza oggi conferma che mantenersi in forma aiuta a prevenire il glaucoma. Praticare sport, fitness o meglio ancora corsa esercita un’azione tonica ed energizzante su tutto il nostro organismo. Grazie al rilascio di endorfine, sostanze chimiche prodotte dal cervello capaci di indurre uno stato psicofisico di felicità, serenità e positività, lo stress diventa un lontano ricordo. Non dimentichiamo che recentemente il dottor Bernhard Sabel dell’Università di Magdeburgo ha sottolineato, in un suo studio comparso sulla rivista Empa Journal, come lo stress possa rappresentare un fattore di rischio capace di peggiorare lo stato di salute di chi soffre di glaucoma, poiché il cortisolo, l’ormone dello stress, peggiora proprio la pressione intraoculare. (Fonte. SpringerLink.com)

Mantenersi in forma aiuta a prevenire il glaucoma

E non solo: in uno studio condotto dai ricercatori della Iowa State University le cui conclusioni sono state pubblicate in un articolo sul Medicine & Science in Sport Exercise, emerge come mantenersi in forma possa ridurre il rischio di sviluppare il glaucoma del 40 – 50 %. Lo studio è stato condotto su oltre 10 mila candidati ed ha confermato che chi pratica anche un minimo di attività sportiva (anche meno di due ore e mezza la settimana) corre meno il rischio di sviluppare il glaucoma di chi, al contrario, ha uno stile di vita completamente sedentario.

Mantenersi in forma aiuta a prevenire il glaucoma ma anche tante altre patologie di tipo cardiovascolare

Gli studiosi hanno concluso che promuovere ed incentivare l’attività fisica è fondamentale non solo per ridurre il rischio di andare incontro ad una patologia oculare come il glaucoma, ma anche per apportare benefici di indole generale all’intero organismo, con particolare riferimento al sistema cardiovascolare ed a tutte quelle patologie connesse con lo stress ossidativo e l’invecchiamento cellulare. 

5 comportamenti da evitare per non danneggiare i propri occhi

Avere occhi sani ed una vista perfetta non è poi così difficile: sottoporsi ad accurate visite di controllo presso il proprio oculista di fiducia sicuramente è fondamentale, ma vi sono anche alcuni piccoli accorgimenti da adottare per prendersi cura dei propri occhi con semplicità nel quotidiano. Di seguito troverete 5 consigli preziosi per proteggere il vostro apparato visivo con intelligenza, evitando di mettere in atto, talvolta inconsapevolmente, comportamenti che al contrario possono rivelarsi dannosi.

1 – Andate dall’oculista

Vi sembrerà un consiglio banale, ma farsi controllare dal proprio oculista anche quando si pensa di vedere perfettamente e di non avere alcun tipo di problema, è fondamentale. La parola d’ordine in fatto di salute è sempre prevenzione. Dunque, prenotate una visita oculistica almeno una volta l’anno.

Da non fare: rimandare la visita perché si pensa di non averne bisogno

2 – Non esagerate con l’automedicazione

Vi sarà sicuramente capitato di avere dei disturbi oculari, anche leggeri, e di recarvi in farmacia per acquistare un collirio da banco o un altro prodotto affine per uso oftalmico acquistabile anche senza ricetta medica. In questi casi il consiglio è quello di non abusare di questo genere di prodotti, per non incorrere in uno spiacevole “effetto boomerang”. I farmaci da banco possono offrire un aiuto concreto nel lenire un sintomo, ma se all’origine di quest’ultimo vi è una patologia, è sempre bene rivolgersi all’oculista per una valutazione attenta e soprattutto competente dello stato di salute degli occhi.

Da non fare: non abusate dei prodotti da banco

3 – Controllate sempre la scadenza dei prodotti di make up

Al make up non si resiste: non vi è donna che sappia dire di no al fascino irresistibile di un prodotto capace di donare luce ed eleganza al proprio sguardo. Attenzione però alla scadenza dei prodotti make up, soprattutto quelli per gli occhi. Gli occhi, non ci stancheremo mai di ripeterlo, sono delicatissimi, pertanto i prodotti per il make up non solo devono essere usati entro la data di scadenza, ma devono esser correttamente conservati, al fresco e ben sigillati. E, non ultimo, imparate a leggere ed interpretare gli INCI dei prodotti che acquistate, evitando per esempio di abusare di siliconi e petrolati, ma al contrario optando per cosmetici a base di coloranti naturali.

Da non fare: applicare cosmetici scaduti o di bassa qualità

4 – Non esagerate con l’uso di apparecchi elettronici in condizioni di poca luce

La tecnologia è oramai la grande protagonista delle nostre vite. Non vi è momento della giornata durante il quale non consultiamo tablet, smartphone o computer per motivi personali o di lavoro, per trovare informazioni, per comunicare con gli altri e via dicendo. Quando cala la sera, tuttavia, prestate attenzione all’uso che fate dei vostri device elettronici: mai abusarne in condizioni di poca luce, perché potreste danneggiare i vostri occhi, nello specifico la retina. Se intendete lavorare al vostro laptop oppure consultare il vostro smartphone mentre siete a letto o sul divano in condizioni di scarsissima luminosità, accendete la luce. Inoltre, se indossate gli occhiali, abbiate l’accortezza di scegliere lenti con filtro anti luce blu (che vi tornerà comodo anche per guardare la televisione).

Da non fare: usare i device elettronici al buio

5 – Occhio alle pulizie di casa

Per alcuni è un dovere, per altri è un piacere. Comunque la vediate, prestate sempre attenzione all’uso dei prodotti per la pulizia della casa. I prodotti in spray, come quelli per la pulizia dei bagni oppure gli sgrassatori per la cucina, vanno sempre spruzzati tenendo l’erogatore ad una buona distanza dal viso, per evitare che alcune particelle di prodotto raggiungano gli occhi. Analogamente, quando usate acidi oppure ammoniaca, tenete sempre il viso il più lontano possibile dalla zona che state pulendo, per evitare che i vapori di questi prodotti entrino in contatto con i vostri occhi. Infine, mai mischiare prodotti di pulizia: acidi e sgrassatori possono sprigionare un pericoloso mix di vapori dannosi per la salute dell’apparato visivo.

Da non fare: entrare in contatto troppo ravvicinato con i prodotti per la pulizia della casa

 

 

Ecco perché bere molta acqua fa bene anche agli occhi

E’ risaputo che bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno faccia bene al nostro organismo. Tenere sempre con sé una bottiglietta d’acqua anche lontano dai pasti è una delle strategie da mettere in atto per mantenere i livelli di idratazione ottimali durante tutto l’arco della giornata. Forse non ci avevate mai pensato, ma anche gli occhi traggono un enorme beneficio da questo costante ed abbondante apporto di liquidi. Vediamo il perché.

Bere tanta acqua fa bene…a tutto

Abbiamo già avuto occasione di approfondire il tema dell’alimentazione e dei vari elementi nutritivi che apportano interessanti benefici al nostro apparato visivo, come per esempio la prevenzione dell’invecchiamento cellulare, un buon apporto vitaminico e molto altro. In generale e senza ombra di dubbio possiamo affermare che mangiare bene ha ripercussioni positive su tutti i tessuti, gli organi e gli apparati del nostro corpo, perché aiuta il turnover e l’ossigenazione cellulare, previene lo stress ossidativo ed ha un’azione anti radicalizzante. Introdurre nella nostra dieta quotidiana frutta e verdura di stagione, alternando colori e sapori e prestando attenzione alle vitamine, alle sostanze fitochimiche, ai minerali non metallici ed alle fibre può innescare insomma una vera e propria reazione a catena di benefici capaci di esercitare la loro azione positiva anche sul lungo periodo.

Tuttavia, anche se è vero che gli alimenti possono dare un buon apporto di liquidi al nostro organismo, è bene specificare che per ottenere il massimo dalla propria dieta è fondamentale completare bevendo molto, preferibilmente acqua, da introdurre in modo continuativo nell’arco di tutta la giornata anche – e soprattutto – fuori dai pasti. Preparatevi una bottiglia “personale” d’acqua (un litro e mezzo / due litri) e ponetevi l’obiettivo di terminarla tutta entro sera: solo così sarete certi di esservi regalati la giusta dose di idratazione.

I vantaggi saranno innumerevoli, e li potrete apprezzare già dopo pochi giorni. Per esempio:

  • benessere intestinale e minor senso di costipazione
  • meno episodi di mal di testa
  • pelle più bella, liscia e nutrita
  • perdita di peso
  • meno episodi di mal di fegato

Ecco i benefici dell’acqua per gli occhi

Come già accennato, anche gli occhi traggono beneficio dall’idratazione che diamo al nostro intero organismo. L’ammiccamento continuo esercitato dalle nostre palpebre ha proprio lo scopo di garantire la corretta idratazione all’occhio, proteggendolo e “lavando via” le impurità presenti nell’aria. Il film lacrimale che riveste la cornea e la naturale produzione di lacrime sono naturalmente vincolati all’apporto idrico che il nostro corpo riesce a dare. E non solo: la cornea e il corpo vitreo sono fatti per oltre il 90% d’acqua. Insomma, sarebbe davvero impossibile immaginare di avere un apparato visivo sano e perfettamente efficiente senza un corretto apporto di liquidi. Talvolta, tuttavia, ce ne dimentichiamo, per poi ricordarcene in situazioni estreme, quando i nostri occhi si arrossano e bruciano, lanciandoci un campanello d’allarme: è quanto accade, per esempio, in spiaggia, in aereo o in luoghi chiusi e poco umidificati.

Ecco dunque i benefici di una corretta idratazione per i nostri occhi:

  • l’azione protettiva (lacrimale) viene esercitata correttamente
  • la visione nel suo insieme ne trae beneficio, perchè un corpo vitreo ben idratato favorisce il buon funzionamento di retina e cristallino
  • in generale, una buona idratazione allevia la stanchezza oculare, specie per i videoterminalisti, per esempio
  • chi fa uso di lenti a contatto, prova meno fastidio e sperimenta meno episodi di arrossamento e irritazione
  • una corretta idratazione può aiutare a prevenire la cataratta, ovvero una disidratazione e ossidazione progressiva e fisiologica del cristallino

In generale, ricordiamo che mangiare in modo sano ed equilibrato, svolgere delle attività all’aria aperta, limitare fumo ed alcolici e bere molto sono abitudini che portano il nostro organismo ad invecchiare bene, con il corretto apporto di ossigeno, elementi nutritivi e liquidi, così da innescare un continuo rinnovamento cellulare e da prevenire una lunga lista di patologie correlate all’avanzare dell’età. 

Vacanze in auto? Attenzione ai raggi UV

Non vi è nulla di più piacevole e rilassante, dopo un lungo anno di lavoro, che trascorrere alcuni giorni lontano dalla propria abitazione, visitando luoghi nuovi e godendo della compagnia delle persone a noi più care. Se viaggiate in automobile, tuttavia, è bene che voi sappiate che i finestrini non proteggono gli occhi vostri e dei vostri bambini dai raggi UV . E’ quanto emerge da un interessante studio pubblicato recentemente su Jama Ophtalmology. Vediamo i dettagli di questa ricerca.

Cosa sono i raggi UV

La luce del sole non è tutta uguale, anzi. Lo spettro luminoso si compone di diversi tipi di raggi, aventi lunghezza d’onda e intensità differenti. Alcuni raggi sono più caldi, come le radiazioni infrarosse, altri meno; alcuni sono invisibili, come le radiazioni ultraviolette, altri sono visibili. Sono proprio le radiazioni ultraviolette a rappresentare una minaccia per il nostro apparato visivo. Esse sono fredde ed invisibili, pertanto quando esponiamo i nostri occhi a questo genere di radiazione, lo facciamo inconsapevolmente. Questo tipo di radiazioni ha una lunghezza d’onda piuttosto lunga, capace di penetrare in profondità nei nostri occhi in modo “indisturbato”: essendo invisibili, esse non innescano il meccanismo automatico di restringimento della pupilla, e dunque l’occhio non è in grado di difendersi in alcun modo. Ma non finisce qui: i raggi UV non sono un fenomeno dal quale proteggersi solamente in piena estate, ma sono presenti nell’atmosfera tutto l’anno, anche quando il cielo è coperto. Se vi trovate sulla sabbia, sulla neve o in prossimità dell’acqua, inoltre, il riflesso dei raggi UV va a sommarsi ai raggi provenienti dall’alto, e dunque il potenziale danno si moltiplica.

Perché sono pericolosi i raggi UV

I raggi ultravioletti sono pericolosi perché possono danneggiare irrimediabilmente cornea, cristallino e retina. A seconda della lunghezza delle onde, vengono colpiti e potenzialmente danneggiati diversi tessuti dell’apparato visivo. Anche laddove il danno non sia evidente e immediato, è importante sapere che i raggi UV accelerano l’invecchiamento e il deterioramento cellulare e quindi possono anticipare l’esordio di alcune patologie. Il cristallino, per fare un esempio, assorbe sia gli UVA che gli UVB e dunque è altamente esposto ai rischi connessi all’esposizione a questi raggi.

Raggi UV in automobile? Quanto siamo al sicuro?

Venendo allo studio oggetto di questo approfondimento, alcuni ricercatori del Boxer Wachler Vision Institute di Beverly Hills hanno preso in esame 29 autoveicoli di diverse case automobilistiche per appurare la percentuale di sicurezza dei parabrezza e finestrini rispetto alla penetrabilità dei raggi UV. Il risultato è stato che mentre il parabrezza riesce a bloccare il 95% dei raggi UV, i finestrini si sono rivelati meno efficaci, e la percentuale è scesa in taluni casi fino al 44%. Insomma, anche se l’aria condizionata è accesa, siamo al fresco e tutto sommato all’ombra, i raggi UV stanno comunque penetrando l’abitacolo e mettendo a repentaglio la nostra salute visiva.

Come proteggere i nostri occhi dai raggi UV mentre siamo in automobile

Alla luce di quanto detto sopra, va da sè che anche quando stiamo viaggiando a bordo del nostro veicolo è fondamentale proteggere gli occhi dai raggi solari potenzialmente dannosi. Procuratevi un buon paio di occhiali da sole, non necessariamente troppo scuri, ma sicuramente di buona qualità. La protezione, infatti, non è direttamente proporzionale al colore scuro della lente, ma dipende invece dalla fattura della lente stessa. E non solo: proteggete anche la vostra pelle, procurandovi una crema solare con un fattore di protezione abbastanza alto, ed un buon INCI. Inoltre, evitate di trascorrere troppe ore consecutive in auto, e cercate di evitare le ore centrali della giornata, proprio come fareste in spiaggia.

Fonte: Jama Network

Usare lo smartphone al buio? Meglio di no

E’ oramai risaputo che l’uso eccessivo di dispositivi elettronici quali smartphone, tablet e computer non è un toccasana per i nostri occhi. Quando l’uso di questi device avviene in condizioni di scarsa luminosità, i possibili effetti negativi si amplificano. Vediamo quali sono i rischi e le conseguenze per il nostro apparato visivo. 

Gli apparecchi elettronici: compagni di lavoro ed “assistenti” inseparabili

Siamo nell’era dei device elettronici ed oramai l’abitudine di cercare informazioni e comunicare attraverso questi comodi strumenti ha soppiantato ampiamente l’uso di altri metodi più obsoleti e dal carattere meno immediato. Ecco perché trascorriamo molto tempo, durante le nostre giornate, utilizzando smartphone, tablet e computer. I device elettronici sono diventati i nostri compagni di lavoro ma anche i nostri assistenti personali, con i quali ci teniamo informati, contattiamo gli amici e molto altro. Non è infrequente, a fine giornata, dare un ultimo sguardo al cellulare proprio prima di dormire, nel buio della nostra stanza da letto, cercando qualche informazione di nostro interesse o facendo due chiacchiere in chat con un amico. Ma siamo sicuri che questa abitudine sia davvero così rilassante? O forse è il caso di chiudere la giornata lavorativa spegnendo i device elettronici che ci accompagnano durante il corso di essa, dedicandoci invece ad un altro tipo di attività? La risposta naturalmente è la seconda.

Consultare gli apparecchi elettronici a letto fa male, ecco spiegato il perchè

Uso notturno dei device elettronici e cecità temporanea da smartphone

L’uso dei dispositivi elettronici al buio o in condizioni di luminosità limitata affatica notevolmente la muscolatura degli occhi, compromette la buona circolazione sanguigna e peggiora sensibilmente la corretta percezione della visione da vicino e da lontano. Un fenomeno abbastanza comune, a questo proposito, è la cecità temporanea da smartphone, dovuta proprio all’esposizione intensa alla luce blu emessa dai dispositivi elettronici: una perdita di vista temporanea e reversibile immediatamente successiva all’uso di questi device, che avviene quando, posata la testa sul cuscino, si tende ad usare ed a sforzare un solo occhio per la consultazione e la lettura elettronica. Mentre l’occhio posato sul cuscino è adattato al buio, quello che sta consultando il dispositivo elettronico si trova nella condizione esattamente opposta, ovvero esposto ad una condizione di luce intensa. Una volta terminata la lettura e ripristinata la condizione di buio per entrambi gli occhi, quello che ha “lavorato” avrà bisogno di alcuni minuti per adattarsi alla nuova condizione, e si avrà dunque una condizione che è stata definita cecità temporanea da smartphone. Si tratta di una condizione temporanea e reversibile, anche se non dimentichiamo che l’uso eccessivo di tablet, smartphone e computer può anche causare problemi più seri: la luce blu infatti, può causare danni alla retina, ed in particolare sembra che possa contribuire all’insorgenza di maculopatie, come la degenerazione maculare.

La visione digitale peggiora anche la qualità del sonno

La visione digitale al buio, insomma, non è affatto un piacere, ma un compito gravoso per il nostro apparato visivo. Oltre ai danni che la visione digitale in condizioni di scarsa luminosità apporta al nostro apparato visivo, vi sono anche quelli relativi alla qualità del sonno. Trascorrere l’ultimo lasso di tempo prima di dormire impegnati nell’uso di un device elettronico infatti, comprometterebbe la qualità del riposo.

Prima di dormire, due chiacchiere o un buon libro

Il consiglio è dunque quello di tornare alle abitudini di un tempo, come quella di leggere un buon libro, uscire a fare due passi, chiacchierare con qualcuno, posando, almeno fino all’indomani, il proprio smartphone o il proprio tablet. Per fare un regalo al vostro apparato visivo, al vostro riposo ed al vostro benessere psicofisico in generale.

E’ vero che gli occhi chiari sono più delicati?

Chi di noi riesce a rimanere indifferente davanti alla bellezza di un bel paio di occhi chiari? Che siano verdi, azzurri o grigi, gli occhi chiari sanno sempre conquistare. Ma è vero che sono più delicati degli occhi scuri? Che vanno maggiormente soggetti ad irritazioni e che vanno difesi dalla luce? E’ un mito da sfatare oppure è c’è un fondamento scientifico? Scopriamolo insieme. 

Occhi chiari o occhi scuri? Ecco svelato il segreto degli occhi più delicati

La parte colorata del nostro occhio prende il nome di iride. Il colore degli occhi si trasmette per via genetica e dipende dalla quantità di melanina presente nell’iride. Più melanina significa più colore, e dunque avremo occhi nocciola, marroni o neri. Gli occhi aventi meno melanina invece sono quelli chiari, grigi, azzurri e verdi. Poichè la melanina rappresenta la naturale difesa dell’occhio (ma anche della pelle) dai raggi solari, va da sè che gli occhi più chiari sono più soggetti a subire i danni dei raggi solari e del riverbero della luce. Tuttavia, al contrario di quanto accade per la nostra pelle, che produce melanina e diventa mano a mano più pigmentata con la progressiva esposizione ai raggi solari, non accade lo stesso per gli occhi, che invece non mutano mai di colore a seguito dell’esposizione al sole. Insomma, nel caso dell’iride non entra in gioco alcun meccanismo di autodifesa, ecco perché per chi ha gli occhi chiari è ancora più importante indossare occhiali da sole con una schermatura dai raggi UV.

Quali precauzioni mettere in atto se si hanno gli occhi chiari?

Chi ha gli occhi chiari è bene che abbia sempre con sè un buon paio di occhiali da sole, soprattutto se frequenta il mare o la montagna, o più in generale luoghi dove il riverbero è maggiore. Anche un buon collirio, in caso di irritazioni oculari, può essere d’aiuto: in questo senso fatevi consigliare dal vostro oculista di fiducia. Se non avete modo di ricorrere ad un collirio, potete prepararvi un impacco a base di camomilla, da applicare possibilmente con una garzina sterile sugli occhi.