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I benefici della curcumina per la salute oculare

curcumina - Neovision Cliniche Oculistiche

Non ci stancheremo mai di ripetere che la salute – anche quella oculare – comincia sempre a tavola. Alimentarsi bene, alternando opportunamente frutta e verdura di stagione, pesce azzurro, carne bianca ed olio extravergine di oliva ed altri preziosi alimenti tipici della cosiddetta Dieta Mediterranea è uno dei piccoli grandi segreti per invecchiare bene e stare alla larga dalle tipiche patologie connesse al progredire dell’età. Ma non solo. Negli ultimi anni la scienza ha rivolto l’attenzione verso alcuni “ingredienti” forse meno usuali ma sicuramente molto utili per il buon andamento e funzionamento di molte funzioni del nostro organismo. La curcumina è una di queste.

Cos’è la curcumina

La curcumina è un pigmento vegetale dal colore giallo brillante che si estrae dal rizoma – cioè la radice – della pianta della curcuma. La curcuma è una pianta molto bella anche da tenere in casa o sul balcone. I suoi fiori sono molto delicati ed hanno un meraviglioso colore lilla. La curcumina è il principio attivo contenuto nella comune polvere di curcuma da cucina.

I suoi benefici sono:

  1. disintossicante: fa bene al fegato perché ne favorisce il buon funzionamento e contribuisce di conseguenza allo smaltimento delle tossine accumulate in eccesso;
  2. ottima per il sistema cardiovascolare: la curcumina rinforza le pareti dei vasi sanguigni ed esercita una buona azione protettiva sul cuore. Inoltre, aiuta a tenere a bada i livelli di colesterolo;
  3. aiuta a digerire: la curcumina è un coadiuvante della funzione digestiva, protegge da disturbi di tipo gastrico ed aiuta a non accumulare grassi in eccesso;
  4. protegge il sistema nervoso: la curcumina è ottima anche perché lenisce le infiammazioni del sistema nervoso centrale e rallenta l’invecchiamento delle cellule cerebrali;
  5. è un ottimo antibatterico: ideale anche per lenire le infiammazioni del cavo orale e della gola, specie se miscelata al limone.

I benefici della curcumina per la salute oculare

La scienza ha recentemente confermato che la curcumina fa anche bene alla salute oculare. A condurre la ricerca sono stati alcuni scienziati italiani, che hanno poi pubblicato i risultati sulla rivista scientifica J Cell Physiol. La conclusione è stata la seguente: la curcumina riesce ad esercitare un ruolo di protezione nei confronti dell’Epitelio Pigmentato Retinico, soprattutto quando questo sia esposto a concentrazioni piuttosto elevate di glucosio. Insomma, i pazienti affetti da diabete farebbero bene a prendere in considerazione l’idea di introdurre nella loro dieta – Mediterranea, se possibile – anche un pò di curcuma.

La retinopatia diabetica, una conseguenza spiacevole del diabete mellito

Non dimentichiamo che i pazienti affetti da diabete mellito sono maggiormente a rischio di sviluppare una patologia oculare chiamata retinopatia diabetica che, se trascurata o non diagnosticata, può causare danni anche importanti all’apparato visivo. Una complicanza grave della retinopatia diabetica, inoltre, è la maculopatia diabetica.

Leggi anche: retinopatia e maculopatia diabetiche. Le due facce pericolose del diabete. 

Perché la curcumina aiuta a proteggere l’apparato visivo del pazienti affetti da diabete?

Quando il glucosio è particolarmente alto, le cellule presenti sull’Epitelio Pigmentato Retinico vanno incontro ad un forte stress ossidativo e muoiono. La curcumina, come altre sostanze presenti in natura che possiamo introdurre attraverso l’alimentazione, ha il potere di proteggere l’Epitelio Pigmentato Retinico e di contrastare la morte delle cellule che lo compongono. Questo avviene perchè la curcumina riesce a ridurre i livelli di un particolare enzima responsabile del processo di morte cellulare. A conclusione dello studio, i ricercatori hanno affermato che la curcumina può dunque avere un valore terapeutico nei confronti dei pazienti affetti da retinopatia diabetica.

Fonte. Ncbi. nlm.nih.gov

Fosfeni, cosa sono e quando è bene preoccuparsi

Il nome fosfene deriva dall’unione dei due termini greci “phos” (luce) e “phainein” (mostrare): come ci indica l’etimologia, si tratta di bagliori, scintillii o lampi di luce che appaiono nel campo visivo. A differenza delle cosiddette “mosche volanti”, piccole macchioline fluttuanti abbastanza comuni e del tutto innocue, i fosfeni invece possono essere il campanello d’allarme di qualcosa che non va come dovrebbe. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sull’argomento. 

I fosfeni: ecco quali sono le cause

Eventi traumatici o patologie oculari

I fosfeni sono generalmente la conseguenza di alterazioni della retina o del vitreo. Il distacco del vitreo dalla retina, un foro retinico, un distacco di retina o una retinopatia diabetica sono alcune tra le cause più comuni di questo fenomeno. Se un foro retinico o un distacco di retina possono essere causati da un evento traumatico, per quanto riguarda il distacco del corpo vitreo, questo invece può comparire spontaneamente nella seconda o terza età, essere conseguenza di una miopia più o meno forte, di un intervento di cataratta o di altre patologie oculari. Il distacco del vitreo non rappresenta di per sè un evento preoccupante, salvo che sia accompagnato appunto da fosfeni, in tal caso una buona visita può tranquillizzare.

Altri casi in cui si manifestano i fosfeni

Non sempre i fosfeni dovuti a patologie oculari. Talvolta, può capitare di vedere bagliori luminosi prima di una cefalea, oppure quando ci si porta da una posizione supina ad una eretta.

Cosa fare in presenza di fosfeni

Se vi capita di vedere nel campo visivo scintillii, bagliori o flash luminosi, non dovete allarmarvi, ma nemmeno ignorarli. Il consiglio è quello di prenotare in tempi brevi una visita oculistica: sarà lo specialista a visitare accuratamente i vostri occhi con particolare riferimento al fondo oculare ed a stabilire se sia necessario o meno eseguire un trattamento specifico.

Come si curano i fosfeni?

Se la causa dei fosfeni è una patologia oculare, la soluzione consiste nel trattare opportunamente la patologia. Patologie come le rotture retiniche si possono curare oggi con un laser, noto comunemente come laser argon, con il quale si riesce a “fissare” la retina attorno alle aree danneggiate o malate. Se la causa è una patologia come la retinopatia diabetica, naturalmente il paziente dovrà anche consultare il suo diabetologo e curare la patologia che vi è a monte ed affidarsi all’oculista per le cure specifiche all’occhio. Nel caso di fosfeni causati da cefalee, la terapia potrà essere invece farmacologica, in tal caso d’aiuto può essere il neurologo.

Prenota oggi la tua visita oculistica

Per saperne di più o per prenotare la tua visita oculistica specialistica, chiama allo 02 6361191.

 

 

 

Fluorangiografia: in cosa consiste e come prepararsi

La fluorangiografia è un esame avente lo scopo di appurare lo stato di salute della retina e della coroide e di escludere tutte quelle patologie che innescano lo sviluppo di aree ischemiche e dunque non correttamente irrorate di sangue e di ossigeno. Ma in cosa consiste di preciso questo esame? E’ invasivo? E’ doloroso? Comporta dei rischi? Rispondiamo brevemente a queste domande, dando qualche utile indicazione per arrivare pronti all’esame senza alcuna preoccupazione.

In cosa consiste la fluorangiografia

La fluorangiografia si esegue iniettando in vena una sostanza fluorescente – fluorescina oppure verde di indocianina –  che andrà ad evidenziare le zone vascolarizzate della retina, consentendo al medico di visualizzare una vera e propria “mappa retinica” e di individuare le zone non vascolarizzate o malate. L’iniezione avviene dopo la dilatazione delle pupille del paziente, che viene effettuata con un collirio. Successivamente, l’oculista osserva la retina mediante un retinografo.

A cosa serve la fluorangiografia

La fluorangiografia ha una duplice funzione: consente all’oculista di osservare lo stato di salute della retina e della coroide e di diagnosticare l’eventuale presenza di patologie che portano ad una scarsa od errata vascolarizzazione di questi tessuti, come per esempio la degenerazione maculare essudativa, la retinopatia diabetica, la retinopatia sierosa centrale, il glaucoma neovascolare, ma anche edemi maculari e rotture retiniche. In secondo luogo, la fluorangiografia può anche fungere da “guida” qualora si renda necessario sottoporre il paziente ad un trattamento con laser argon: evidenziando le zone malate, il medico saprà indirizzare opportunamente l’azione del laser.

Una fluorangiografia della retina

E’ un esame invasivo? Doloroso? Rischioso?

La fluorangiografia non è un esame invasivo nè doloroso, e la sua durata è di pochi minuti. Non è altresì un esame rischioso, perché i mezzi di contrasto non sono pericolosi per la salute umana, a patto naturalmente che il paziente non sia allergico ad essi.

Come ci si prepara alla fluorangiografia?

La fluorangiografia si esegue generalmente a digiuno, tuttavia è possibile fare una colazione molto leggera, evitando frutta o alimenti derivati del latte.

Il 14 novembre ricorre la Giornata Mondiale del Diabete

Ricorre il 14 novembre la Giornata Mondiale del Diabete: istituita nel 1991 dalla Federazione Internazionale Diabete in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta un’occasione concreta per sottolineare l’importanza della prevenzione e per sensibilizzare la popolazione nei confronti di una patologia ad oggi ancora non abbastanza conosciuta.

Cos’è il diabete e perché si può prevenire

Il diabete può essere causato da una insufficiente produzione di insulina, l’ormone responsabile della regolarizzazione dei livelli di glicemia nel sangue, oppure da un fenomeno chiamato insulino-resistenza, che fa sì che le cellule dell’organismo non riescano ad usare l’insulina presente nel sangue. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi nel mondo vi sono 443 milioni di persone affette da diabete. Un dato allarmante, che preoccupa ancor di più se si considera il fatto che si prevede che entro il 2015 questo numero toccherà quota 700 milioni. La maggior parte delle persone ad oggi affette da diabete, soffrono di diabete di tipo 2: una forma che si può prevenire con uno stile di vita più attivo e con una dieta sana e ben bilanciata. La soluzione non consiste solamente nel “non mangiare alimenti dolci e zuccherati”, ma nel prevenire l’obesità ed il sovrappeso praticando attività fisica regolare ed alimentandosi in modo corretto. Ecco spiegato il senso di questa giornata importante sotto il segno della prevenzione e dell’informazione nei confronti dei malati di diabete, dei loro familiari ma anche più in generale, di tutta la popolazione.

Quali sono le complicanze del diabete

L’iperglicemia può avere ripercussioni negative su diversi organi, nello specifico

sugli occhi occhi, innescando una retinopatia diabetica.

sui reni, causando una nefropatia diabetica.

sull’apparato cardiovascolare, causando differenti patologie, come la cardiopatia ischemica, la vasculopatia cerebrale e la coronaropatia.

sul sistema nervoso, causando una neuropatia.

Cos’è la retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una patologia oculare molto grave, capace di compromettere seriamente la capacità visiva del paziente o addirittura di condurre alla cecità. Recentemente, il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, si è fatto promotore di una indagine demoscopica sulla conoscenza della popolazione in merito al diabete ed alle patologie oculari ad esso connesse. I risultati, presentati nell’ottobre 2018, non sono incoraggianti: oltre la metà degli intervistati, infatti, si è rivelato poco informato sulla patologia, sulle sue caratteristiche e sulle sue conseguenze, talvolta pur essendo consapevole di esserne affetto.

Febbraio 2019: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica

Alla luce dei risultati poco incoraggianti dell’indagine demoscopica, il Centro Ambrosiano Oftalmico, in collaborazione con l’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano e con il patrocinio del Ministero della Salute, organizzerà per il mese di febbraio del 2019 una Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica. La campagna avrà luogo presso diversi centri d’eccellenza su tutto il territorio nazionale ed avrà come obiettivo quello di informare, sensibilizzare e prevenire le patologie oculari connesse al diabete.

Nel frattempo, perché non sottoporsi ad una visita specialistica per la retina?

Le patologie della retina sono spesso insidiose ed il paziente non si accorge di esserne affetto fino a quando i sintomi non diventano particolarmente accentuati. Eppure, alcune patologie come la maculopatia diabetica e la retinopatia diabetica si possono diagnosticare precocemente con una visita specialistica oculistica mirata. Uno degli esami proposti nel corso di questa visita prende il nome di OCT, una specie di tac della retina, non a contatto e per nulla fastidiosa, fondamentale per la diagnosi di queste patologie. Per prenotare la tua visita specialistica oculistica per le malattie della retina, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 allo 02 6361191 oppure scrivici all’indirizzo visite@camospa.it.

La scienza dimostra il legame tra Alzheimer e patologie degenerative oculari

Mentre medici e studiosi di tutto il mondo sono alla ricerca delle cause che scatenano il Morbo di Alzheimer, oggi un team di ricercatori dell’Università di Washington ha individuato il legame tra questa insidiosa patologia neurocognitiva ed alcune patologie degenerative oculari. Ma vediamo i dettagli di questa scoperta. 

I dettagli dello studio che ha messo il correlazione alcune patologie oculari con il morbo di Alzheimer

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Washington e pubblicato sulla rivista Alzheimer & Dementia, ha visto la partecipazione di 3877 pazienti dai 65 anni in su. Dalle ricerche è emerso che coloro che soffrivano di specifiche malattie degenerative agli occhi avevano tra il 40% ed il 50% di probabilità in più di sviluppare anche l’Alzheimer. I ricercatori hanno tuttavia specificato che questo non significa che chi soffre di una patologia degenerativa oculare svilupperà anche il morbo di Alzheimer o viceversa: significa piuttosto che chi soffre di determinate patologie oculari dovrebbe essere consapevole di avere più probabilità di andare incontro anche a forme di demenza. Una consapevolezza che naturalmente va estesa anche ai medici di base ed agli oculisti che hanno in cura questi pazienti.

Quali sono le patologie degenerative oculari correlate con il morbo di Alzheimer?

I ricercatori hanno evidenziato in particolare una correlazione tra la malattia di Alzheimer e 3 patologie oculari: degenerazione maculare, retinopatia diabetica e glaucoma. Tre patologie dai sintomi differenti ma che hanno in comune alcuni fattori di rischio, come l’età, uno stile di vita non sempre corretto (poca attività fisica e un regime alimentare poco sano o poco vario), oltre ai fattori genetici. La correlazione con il morbo di Alzheimer non è invece emersa nei pazienti affetti da cataratta.

Una correlazione che forse aiuterà gli studiosi a scoprire qualcosa di più sulle origini del morbo di Alzheimer

L’auspicio è che la correlazione tra le patologie degenerative oculari sopra citate e il morbo di Alzheimer sia d’aiuto agli studiosi impegnati nello studio delle origini di questa malattia neurocognitiva ad oggi ancora così insidiosa e poco conosciuta. Una speranza che ci si augura divenga presto realtà, dal momento che nel mondo vivono circa 50 milioni di persone affette da morbo di Alzheimer e che questo numero è destinato a triplicare di qui al 2050 (fonte Topmemory.org). Una cosa tuttavia è chiara: che forse è proprio vero che “gli occhi sono lo specchio dell’anima” e che a partire dall’osservazione degli occhi si possono evincere molte informazioni sullo stato di salute dell’individuo, inclusa la predisposizione ad alcune patologie.

Fonte: Alzheimer & Dementia

l nobel per la fisica “dei record” che hanno segnato la storia dell’oftalmologia

E’ risaputo che l’introduzione del laser nel mondo della chirurgia oftalmica ha rivoluzionato il trattamento di molte patologie oculari come la cataratta, la retinopatia diabetica e il glaucoma, così come ha consentito di mettere in atto metodiche di correzione definitiva dei difetti refrattivi. Ma vi siete mai chiesti chi vi sia dietro le straordinarie scoperte che hanno consentito all’oftalmologia di compiere passi da gigante, e di migliorare la vita di milioni di persone in tutto il mondo? Certamente non stiamo parlando di tre scenziati a caso, ma dei tre vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2018. Ciò che ha accomunato i tre studiosi e che è valso loro l’assegnazione del prestigioso premio, sono le ricerche condotte sul laser ad impulsi brevissimi e ad altissima intensità. Ma conosciamoli più da vicino. 

Arthur Ashkin: il Premio Nobel più anziano della storia

Il primo assegnatario del Premio Nobel per la Fisica 2018, che ha ricevuto anche la metà del premio in corone svedesi, è lo statunitense Arthur Ashkin, insignito del prestigioso riconoscimento per aver sviluppato le “pinzette ottiche”, uno strumento che si avvale di un impulso laser per spostare – avvicinare, allontanare o ruotare – oggetti microscopici come organismi minuscoli, virus o batteri. Ashkin, newyorkese, classe 1922, è lo scienziato più anziano ad essere mai stato insignito di un premio Nobel. Fino ad ora il “primato” era detenuto dall’americano Leonid Hurwicz, assegnatario del Nobel per l’Economia nel 2007.

Gérard Mourou e Donna Strickland: è lei la terza donna al mondo a ricevere il Nobel per la Fisica

Gérard Mourou, fisico ed ingegnere elettronico francese, e Donna Strickland, canadese, fisico dell’Università dell’Ontario, si sono aggiudicati l’altra metà del premio per i loro studi sugli impulsi ultracorti ad altissima intensità. Anche alla Strickland spetta un “primato” che va al di là degli studi di fisica: si tratta, infatti, della terza donna al mondo insignita del premio Nobel per la Fisica, dopo Marie Curie nel 1903 e Maria Goeppert Mayer, nel 1963.

Ecco come questi premi Nobel hanno segnato la storia ed il progresso dell’oftalmologia

Il metodo per creare impulsi laser brevissimi ed intensissimi sviluppato da Mourou e Strickland ha trovato applicazione nella chirurgia oftalmica che oggi usa il laser come strumento di lavoro quotidiano nel corso di interventi chirurgici ad altissima precisione e sicuri come mai prima. Oggi, sono davvero milioni le persone in tutto il mondo che ogni giorno traggono beneficio dal frutto di queste straordinarie ricerche: grazie all’introduzione del laser nella chirurgia oftalmica, alcune patologie oculari fino a pochi decenni fa particolarmente insidiose e difficili da curare trovano finalmente soluzione, la qualità della vita dei pazienti è drasticamente migliorata ed il rischio di perdere la vista è diminuito altrettanto drasticamente. Il laser a femtosecondi, per fare un esempio, consente di effettuare interventi oculari per la cura di alcune patologie e per l’eliminazione definitiva dei difetti refrattivi. Ma non finisce qui: oltre al laser a femtosecondi, vi sono altri strumenti chirurgici e diagnostici in campo medico oftalmologico frutto delle ricerche di questi tre insigni studiosi.

Patologie oculari causate dal diabete: anche qui il laser è d’aiuto

Il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO, ha recentemente sottolineato come l’avvento del laser abbia salvato – e salvi ogni giorno – dalla cecità tanti pazienti affetti da diabete che contraevano retinopatie e maculopatie connesse alla patologia. Oggi, grazie agli studi di questi tre straordinari premi Nobel sul laser ed all’applicazione delle loro scoperte in campo chirurgico oftalmico, è possibile distruggere le aree poco vascolarizzate della retina ed i vasi anomali causati proprio dal diabete e salvare i pazienti da una irreversibile perdita di capacità visiva.

Quando il laser prende il posto del bisturi

Analogamente, oggi il laser a femtosecondi ci consente di trattare con efficacia i pazienti affetti da cataratta, mentre con l’argon laser è possibile trattare in tutta sicurezza i pazienti affetti da glaucoma. Cataratta e glaucoma sono altre due patologie che senza l’avvento della tecnologia basata sull’uso del laser non avrebbero trovato un trattamento agevole né risolutivo.

Quando la diagnosi si fa col laser

Anche a livello diagnostico, l'”avvento” della tecnologia laser ha consentito di mettere a punto delle apparecchiature molto sofisticate, capaci di “vedere” all’interno dell’occhio con estrema precisione: si pensi, per esempio, alla OCT, un’apparecchiatura capace di eseguire una tac dell’occhio avvalendosi di sole immagini, fondamentale per la diagnosi delle maculopatie.

Maculopatia e retinopatia diabetica, le due facce pericolose del diabete

 

Lo dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità: il diabete è una patologia in forte crescita a livello globale, e l’Italia, numeri alla mano, non sembra essere da meno. Con l’aumento del diabete, crescono anche altre patologie ad esso fortemente interconnesse, come la maculopatia diabetica e la retinopatia diabetica. Per dare qualche numero, oggi nel mondo vi sono 443 milioni di diabetici, mentre si stima che nel 2025 saranno 700 milioni. Di queste, su 32 milioni di persone non vedenti, 900 mila lo sono a causa della retinopatia diabetica. Una patologia che, se non opportunamente diagnosticata e trattata, può condurre alla cecità: ecco spiegato perché informare e prevenire è fondamentale. Soprattutto se la popolazione si mostra poco preparata sull’argomento.

Cos’è il diabete e quali conseguenze può avere per la salute oculare

Il nostro corpo produce naturalmente un enzima, l’insulina, avente il ruolo di regolarizzare gli zuccheri presenti nel sangue: quando l’insulina non è sufficiente oppure non svolge correttamente il suo lavoro, il glucosio in circolo nel sangue si accumula, raggiungendo livelli pericolosi per la salute: questa patologia prende il nome di diabete. Le due conseguenze più gravi del diabete sono la maculopatia e la retinopatia diabetica. Il dott. Lucio Buratto – direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico – e l’Ospedale San Raffaele di Milano, si sono fatti promotori di un’interessante indagine su scala nazionale volta a sondare la conoscenza degli italiani in merito alle patologie oculari che il diabete può causare.

Mercoledi 3 ottobre 2018: ecco i risultati di un’interessante indagine demoscopica

Nella mattinata di oggi, 3 ottobre 2018, il dott. Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, il Prof. Francesco Bandello, ordinario di Oftalmologia all’Ospedale San Raffaele di Milano e il Prof. Antonio Secchi, clinico medico dell’Università Vita-Salute San Raffaele hanno presentato alla stampa i risultati dell’indagine demoscopica condotta sulla popolazione italiana nel settembre scorso, il cui obiettivo era quello di testare la conoscenza del diabete così come delle sue ripercussioni sulla salute oculare, con particolare riferimento a due patologie, la maculopatia e la retinopatia diabetica.

Un’indagine dai risultati allarmanti: maculopatia e retinopatia diabetiche, queste sconosciute

Nel corso del sondaggio sono state intervistate 1052 persone di età compresa tra i 50 ed i 70 anni, di cui 400 affette da diabete. I risultati sono piuttosto allarmanti, considerando più della metà degli intervistati (il 54%) non ha le idee chiare sul diabete, pur talvolta essendo consapevole di soffrirne. Alla poca conoscenza delle cause e dei sintomi del diabete, si associa anche una scarsa conoscenza in merito ai comportamenti di prevenzione ed all’importanza di una diagnosi precoce della maculopatia diabetica e della retinopatia diabetica. Il 40% degli intervistati ammette anche di non conoscere le suddette patologie oculari. Analogamente, la popolazione non sembra essere informata in merito agli esami ed alle terapie per la diagnosi ed il trattamento della maculopatia diabetica e della retinopatia diabetica, non avendo mai sentito parlare nè di OCT (la Tomografia a Coerenza Ottica), nè di iniezioni intravitreali.

Ecco perché è importante conoscere (e prevenire) maculopatia e retinopatia diabetica

La maculopatia e la retinopatia diabetica sono due patologie oculari molto gravi innescate proprio dal diabete. Non essere a conoscenza della loro esistenza e dei rischi che esse comportano può significare andare incontro a gravi problemi oculari, compromettere drasticamente la capacità visiva o perdere totalmente la vista. Informare la popolazione circa l’esistenza di queste patologie ed in merito ai rischi ad esse correlati è fondamentale. E non solo. Oggi esiste un esame oculare molto veloce e per nulla invasivo, chiamato OCT, che consente di eseguire una diagnosi certa e precisa di queste patologie.

Una campagna nazionale di prevenzione organizzata e promossa da CAMO

Alla luce dei risultati poco incoraggianti della ricerca demoscopica sulla conoscenza del diabete e delle patologie oculari che questo può causare, CAMO, in collaborazione con il professor Francesco Bandello, ordinario di oftalmologia presso l’Università Salute-Vita del San Raffaele di Milano, con il patrocinio del Ministero della Salute, ha deciso di farsi promotore di un’importante iniziativa di impegno sociale, ovvero la Campagna di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica. La campagna, che lo scorso anno, nella sua prima edizione, era volta a sensibilizzare la popolazione circa la maculopatia degenerativa di tipo senile, sposta il focus dunque sulla popolazione diabetica, che ad oggi sembra essere non sufficientemente informata in merito ai rischi connessi alla maculopatia e retinopatia diabetica e circa l’importanza della prevenzione e degli esami che ad oggi la medicina oftalmica ci mette a disposizione per eseguire una diagnosi puntuale e repentina, con grandi benefici per il paziente in termini di salute e di qualità visiva.

Il mese della prevenzione sulla maculopatia diabetica – sul quale continueremo ad aggiornarvi nelle prossime settimane –  avrà luogo nel febbraio 2019 e vedrà come protagonisti 32 centri d’eccellenza sparsi su tutto il territorio italiano, con l’obiettivo di informare e prevenire la malattia.

Dr. Buratto LIVE SU FACEBOOK 28/10 h 13.15 – Congresso VIDEOCATARATTAREFRATTIVA 2016

VIDEOCATARATTAREFRATTIVA 2016

 

Prima diretta Facebook al mondo da una sala operatoria!

Il Dr. Lucio Buratto, oftalmologo di fama internazionale, risponderà in diretta live alle domande degli utenti Facebook da una delle sale operatorie del 38° Congresso VideoCatarattaRefrattiva – sulla nostra pagina Facebook.

 

IL PIU’ IMPORTANTE CONGRESSO EUROPEO

Milano, 28-29 ottobre 2016 – VIDEOCATARATTAREFRATTIVA è un Congresso internazionale di chirurgia oculare che raccoglie i maggiori esperti del settore e il più elevato numero di partecipanti: rappresenta un’importante quanto unica occasione di aggiornamento scientifico e tecnologico. Il convegno, giunto alla sua 38esima edizione, si pone l’obiettivo di presentare alla comunità scientifica le più moderne tecniche di chirurgia della cataratta e della refrattiva praticate a livello internazionale e offre una panoramica dei progressi e delle novità scientifiche raggiunti oggi in questo campo.
L’edizione di quest’anno del Congresso vedrà la prima diretta Facebook al mondo da una sala operatoria!
Il dr. Lucio Buratto, oftalmologo di fama internazionale e organizzatore dell’evento, risponderà in diretta live alle domande degli utenti Facebook da una delle sale operatorie del 38° Congresso VideoCatarattaRefrattiva – sulla pagina FB di CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico a questo linkhttps://www.facebook.com/CAMO.Centro.Ambrosiano.Oftalmico

“Videocatarattarefrattiva 2016” ha per questa edizione scelto 5 centri chirurgici europei d’eccellenza (Monaco di Baviera, Atene, Cuneo, Zagabria, Milano) per presentare LIVE il meglio della tecnologia oftalmologica per la chirurgia del segmento anteriore, dimostrando così una effettiva unificazione tecnologica. Collegare in breve tempo più centri consente un impareggiabile concentrato di accostamenti con cui impostare e affrontare la propria casistica chirurgica. La presentazione e discussione di casi complessi riguardo alle strategie chirurgiche da adottare rimane un tema rilevante nell’individualizzazione della chirurgia.
I laser a femtosecondi sono l’asse portante della chirurgia refrattiva, e si stanno espandendo anche nel campo della chirurgia di elezione riparativa.
Il Congresso come sempre mette a confronto i risultati raggiunti dalla scuola oculistica italiana con quelle di tutti gli altri Paesi. Questo consente di valutare le nuove frontiere della microchirurgia in un ambito disciplinare, quello dellachirurgia della cataratta, che è estremamente delicato e dove l’apporto della ricerca italiana è determinante.

I NUMERI

In Italia si operano ogni anno 500 mila pazienti di cataratta e circa 150 mila sono i pazienti che si sottopongono a tecniche laser per la correzione di miopia, astigmatismo e ipermetropia. Si comprende quindi quale sia il valore della chirurgia oftalmica per il benessere non solo visivo della popolazione.
In Italia si contano oltre 20 milioni di persone che hanno un problema visivo:12 milioni sono miopi, 5 milioni ipermetropi, 3 milioni astigmatici; inoltre, circa25 milioni sono presbiti, cioè devono usare occhiali per vedere da vicino e leggere. E secondo recenti studi epidemiologici i difetti rifrattivi sono in aumento, soprattutto tra i giovani.

RELATORI DA TUTTO IL MONDO

A VCR 2016 parteciperanno i più accreditati specialisti della chirurgia refrattiva:

  • Assaf Ahmed – Egitto
  • Alio Jorge – Spagna
  • Allen David – UK
  • Artal Pablo – Spagna
  • Auffarth Gerd – Germania
  • Coskunseven Efekan – Turchia
  • Crewe-Brown Wayne – UK
  • De Bats Mathieu – Francia
  • Feijòo Bernardo – Spagna
  • Kymionis George – Grecia
  • Koerber Norbert – Germania
  • Koray Gumus – Turchia
  • Moraru Ozana – Romania
  • O’Brart David – UK
  • Packard Richard – UK
  • Prieto Isabel – Portogallo
  • Rozsival Pavel – Repubblica Ceca
  • Tassignon Maria Josè – Belgio
  • Yao Yu Feng – Cina
  • Zhou Ying Tao – Cina

 

I PLUS DI QUESTA 38° EDIZIONE

Cinque collegamenti satellitari da altrettanti centri di eccellenza trasmetterannochirurgia live in HD al Congresso Videocatarattarefrattiva 2016, utilizzando le più avanzate tecnologie e tecniche operatorie:

  • Athens Eye Hospital – Glyfada, Atene
  • Eye Clinic Svjetlost – Zagabria
  • AaM Augenklinik am Marienplatz – Monaco di Baviera
  • Centro Laser Chirurgico Cuneo
  • CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico – Milano

 

LOV4VISIONIL PROGETTO LOV4VISION

Oltre all’ambito scientifico e tecnologico di assoluto rilievo, questa edizione 2016 del Congresso VideoCatarattaRefrattiva sarà caratterizzato anche dal lancio del progetto LOV4VISION.

Un sogno che nasce dalla mia passione per l’arte della visione pittorica e che si intreccia con lo specifico della mia professione di chirurgo oculistico, abituato quotidianamente a incontrare quel mistero affascinante che lega tra loro la luce e la visione”, così lo definisce l’ispiratore e il mentore del progetto, il dottor Lucio Buratto, oftalmologo di fama internazionale e mecenate di arte contemporanea.

Tutto parte da una raccolta di opere di giovani artisti delle migliori Accademie di Belle Arti italiane ed europee, cui è stato specificamente chiesto di interpretare il tema dell’occhio umano. Nasce così la mostra LUCE, OCCHIO, VISIONE giunta quest’anno alla sua seconda edizione, realizzata con la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Milano e dell’Accademia Reale di Liegi (Belgio): recentemente inaugurata presso la ex Chiesa di San Carpoforo in Brera, sarà visitabile anche negli spazi appositamente allestiti presso il 38° Congresso VCR 2016.

Piace ricordare che già ora le opere di “Luce, Occhio, Visione” hanno trovato un riconoscimento internazionale: lo European Journal of Ophthalmology le utilizza per la copertina del suo giornale, che è la più autorevole e diffusa rivista scientifica del settore.  Non solo: anche quest’anno, come  nell’edizione precedente, le opere verranno esposte al MIDO, la fiera internazionale del settore e l’esposizione più importante al mondo con oltre 8000 tra espositori e visitatori.

L’iniziativa persegue uno scopo benefico: le opere verranno messe in vendita, e l’intero ricavato servirà a finanziare il progetto LOV4VISION, ideato dai dottori Lucio Buratto e Mario Giò della Fondazione Istituto Sacra Famiglia onlus, specificamente mirato alla prevenzione e cura dei difetti visivi degli anziani ospiti nelle strutture assistenziali gestite dalla Fondazione stessa.

E’ possibile seguire il progetto LOV4VISION sulla pagina Facebook   https://www.facebook.com/lov4vision

Giornata Mondiale della Vista 2016: la retinopatia diabetica

Il secondo giovedì del mese di ottobre, quest’anno il 13 del mese, è la Giornata Mondiale della Vista, evento promosso dall’ Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità (IAPB) e sostenuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il cui scopo è di informare sui sintomi della patologie oculistiche e fare prevenzione per evitarle.

L’edizione di quest’anno è dedicata alla prevenzione della retinopatia diabetica, una grave complicanza del diabete. Circa un terzo delle persone affette da diabete soffre di questa retinopatia, una delle cause principali di ipovisione e addirittura cecità. La retinopatia diabetica può anche causare il distacco di retina.

Per questo è molto importante, soprattutto successivamente ad una diagnosi di diabete, effettuare visite oculistiche specialistiche per la retina, preventive e cadenzate nel tempo.

 

 

Maggiori informazioni sono disponibili direttamente sul sito IAPB: http://www.iapb.it