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Malattie della retina: come difendersi

La retina è una membrana sottilissima posta internamente alla superficie del nostro bulbo oculare. Si tratta di una struttura molto delicata e preziosa, dalla quale dipende, in gran parte (anche se non esclusivamente) il buon andamento della funzione visiva. Sfortunatamente, e per vari motivi, la retina può ammalarsi. Quali sono le retinopatie più diffuse? Come difendersi dalle malattie della retina? E cosa dice la scienza in merito? Rispondiamo assieme a questi quesiti.

Malattie della retina e perché è bene che questa non si ammali

Perché la retina è così importante

Come detto in apertura, la retina è una struttura davvero preziosa. Si tratta di una membrana sottile, fittamente punteggiata di piccolissime cellule chiamate fotorecettori. I fotorecettori – coni e bastoncelli – hanno il compito di catturare l’informazione luminosa proveniente dall’esterno e convogliarla verso il nervo ottico sotto forma di impulso elettrico. Un ruolo cruciale, dunque, dal quale dipende il buon andamento dell’intera funzione visiva.

Malattie della retina: cosa sono le retinopatie

Se la retina si ammala, si deteriora o si danneggia, è possibile andare incontro a gravi e talvolta irreversibili difficoltà visive. Le patologie a carico della retina prendono il nome di retinopatie. Le retinopatie possono essere di vario genere, identificabili sulla base della causa che le ha innescate e dei loro sintomi.

1 – Retinopatia diabetica

Una delle forme più comuni e gravi di retinopatia è quella diabetica, legata a doppio filo alla presenza della suddetta patologia sistemica. Nella retinopatia diabetica, a causa della generale debolezza dei vasi sanguigni che caratterizza il diabete, si assiste ad un danneggiamento progressivo della membrana. Nelle forme meno gravi la retinopatia diabetica è reversibile, ma è molto importante trattare anche la patologia che l’ha innescata, rivolgendosi al proprio diabetologo di fiducia e seguendo la terapia prescritta. 

2 – Degenerazione maculare senile

Un altro tipo di retinopatia piuttosto comune è la degenerazione maculare senile, una patologia oculare che interessa la porzione centrale della retina, detta appunto macula. Nella degenerazione maculare senile, la porzione di campo visivo danneggiata è quella centrale. Questa malattia della retina può manifestarsi in due varianti, una detta essudativa o umida, l’altra atrofica o secca. In entrambi i casi, le cause sono l’avanzare dell’età in concomitanza con altri fattori di rischio. Tra i fattori di rischio segnaliamo, ad esempio, fumo, vita sedentaria, esposizione intensa e prolungata ai raggi ultravioletti, assunzione di determinati farmaci in modo continuativo. Se la variante essudativa è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali, la variante atrofica è, al contrario, più difficile da curare. 

3 – Retinite pigmentosa

Infine, anche la retinite pigmentosa può essere piuttosto insidiosa. La sua causa è di tipo genetico e la conseguenza è un danno progressivo ai fotorecettori, con peggioramento della visione periferica e notturna. In questo caso il danno è irreversibile, anche se alcuni studi hanno evidenziato come l’intervento di cataratta possa portare ad un miglioramento del quadro clinico. 

Come difendersi dalle malattie della retina?

Chi si sta domandando come difendersi dalle malattie della retina troverà la risposta nel suo stile di vita. Se lo stile di vita è improntato all’alimentazione sana, ad un po’ di movimento e di vita all’aria aperta, al buon riposo, probabilmente si è già sulla strada giusta. Si ricordi di aggiungere a questi comportamenti virtuosi anche l’eliminazione del fumo e degli alcolici (o per lo meno la loro limitazione) e l’uso costante di un buon paio di occhiali da sole, anche in inverno.

Anche la scienza studia come difendersi dalle malattie della retina

Sono diversi i team di studiosi che in tutto il mondo impegnati nella ricerca di soluzioni capaci di proteggere la retina e persino di ripararla laddove danneggiata. Senza entrare nel merito di invenzioni sofisticate come l’occhio bionico o il trapianto di retina artificiale, segnaliamo due innovazioni particolarmente degne di nota che possono essere d’aiuto nella prevenzione e nella difesa nei confronti delle retinopatie.

RetCam3, la diagnostica al servizio dei prematuri

Alcune aziende impegnate nella ricerca scientifica e nella produzione di soluzioni d’avanguardia al servizio della medicina e della diagnostica hanno saputo mettere a punto strumentazioni uniche nel loro genere. Tra queste strumentazioni menzioniamo RetCam3, capace di diagnosticare con precisione la retinopatia del prematuro. Nei bambini nati pretermine, infatti, la retina non è sufficientemente vascolarizzata e, ove non trattata per tempo (solitamente con un trattamento laser), può subire un danno irreversibile.

Ringiovanire la retina con un’innovativa terapia genica: la risposta arriva da Harvard

Per quanto riguarda invece le ricerche scientifiche orientate all’individuazione di terapie mirate contro le malattie della retina, un gruppo di ricercatori dell’Harvard Medical School (USA) è riuscito a mettere a punto una terapia genica (per ora testata solamente sui topi), capace di offrire un effetto “ringiovanimento” proprio alle cellule della retina. L’effetto ringiovanimento si otterrebbe previa somministrazione di un “mix” di tre geni accuratamente selezionati dagli studiosi.

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In CAMO abbiamo messo a punto una visita oculistica specialistica per le patologie a carico della retina. Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Vista e diabete: un connubio da tenere “d’occhio”

Il diabete è una patologia ad ampissima diffusione: si stima infatti che ne soffrano, solo in Italia, 3 milioni di persone. Una cifra che, secondo le stime, è destinata a salire a 5 milioni nel 2030, con conseguenze enormi in ambito sociale e, non ultimo, economico. Oltre a curare il diabete seguendo con attenzione le indicazioni del medico, è fondamentale anche prendersi cura della propria salute oculare. Sì, perché non tutti sanno che il diabete può creare qualche problema anche agli occhi e che il connubio vista e diabete non è così infrequente come sembra. Cerchiamo di comprendere come, e perché.

Cos’è il diabete

A causa del diabete l’organismo non riesce a produrre insulina, l’ormone responsabile del controllo dei livelli di zuccheri nel sangue; oppure la produce, ma non riesce a farne buon uso. Si distingue, dunque, tra diabete di tipo 1 e di tipo 2. Se il primo è congenito, ovvero presente sin dalla nascita, il secondo, di gran lunga più diffuso, è invece causato da stili di vita sbagliati. Un’alimentazione povera in qualità e spesso troppo abbondante, in associazione con uno stile di vita eccessivamente orientato alla sedentarietà, rappresentano infatti fattori di rischio importanti per il diabete di tipo 2, e la ragione della sua massiccia diffusione. 

Vista e diabete: In che modo il diabete può minacciare la salute oculare?

Uno dei principali sintomi del diabete è quello di compromettere il buon andamento della circolazione sanguigna ed in particolare del microcircolo. Il microcircolo sanguigno è cruciale per la salute dell’apparato visivo, perché non vi è struttura oculare che non tragga ossigeno e nutrimento da esso. Laddove il microcircolo risulta inefficiente, l’occhio entrerà in uno stato di sofferenza.

Vista e diabete: quali patologie possono insorgere? 

  1. Retinopatia diabetica;
  2. Cataratta;
  3. Glaucoma neovascolare.

1 – Diabete e retinopatia

La difficoltà a livello di microcircolo causata dal diabete si ripercuote negativamente sulla retina, innescando una retinopatia. La retinopatia – specie se trascurata – è responsabile di un grave e talvolta irreversibile danno ai fotorecettori presenti sulla retina. Se la parte della retina danneggiata è la macula (cioè la sua porzione più centrale), si parlerà invece di maculopatia diabetica.

2 – Diabete e cataratta

Sono diverse le ricerche scientifiche che hanno messo in correlazione diabete e cataratta. In particolare, uno studio ha evidenziato come chi soffre di diabete abbia il doppio delle possibilità di sviluppare anche la cataratta (anche in giovane età, non dunque la cataratta senile). E non solo: se il paziente è già affetto anche da maculopatia, queste possibilità salgono a sei.

3 – Diabete e glaucoma neovascolare

Il glaucoma neovascolare può essere una conseguenza della retinopatia sopra descritta oppure – in virtù della difficoltà a livello di microcircolo posta in essere dal diabete – può causare una proliferazione di neovasi che impedisce il deflusso dell’umore acqueo, portando ad un aumento della pressione intraoculare.

Vista e diabete: prevenzione prima di tutto

Le patologie causate dal diabete possono avere conseguenze gravi ed irreversibili laddove il paziente non si prenda opportunamente cura della sua salute oculare. Per fare ciò è fondamentale recarsi dall’oculista annualmente o semestralmente (a discrezione dello specialista), anche in assenza di sintomi.

Inoltre, si consiglia di seguire un’alimentazione ricca e varia, includendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua. Infine, si raccomanda di praticare un po’ di attività fisica settimanalmente.

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Cataratta e diabete, quale connessione?

Cataratta e Diabete - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La cataratta senile è una patologia oculare strettamente legata all’avanzare dell’età. Può comparire già intorno ai 50-55 anni, per progredire mano a mano che gli anni passano. Dati alla mano, si stima che ne soffra il 50% delle persone over 65. I fattori di rischio della patologia, oltre naturalmente all’età, sono la familiarità, i raggi ultravioletti, il fumo di sigaretta ed il diabete. Quale connessione esiste tra cataratta e diabete? Cerchiamo di mettere un po’ d’ordine in merito a questo argomento.

Cataratta e diabete, ma non solo

Il diabete è una patologia sistemica piuttosto comune e molto insidiosa. Il termine sistemica si riferisce alla capacità della patologia di colpire il nostro organismo a più livelli, interessando più organi al contempo.

Gli organi o gli apparati maggiormente colpiti dal diabete sono:

  • il sistema cardiocircolatorio
  • i reni
  • il sistema nervoso periferico
  • gli occhi

I tipi di diabete mellito

Il diabete mellito si divide in due tipologie, di tipo 1 e di tipo 2. Mentre il diabete di tipo 1 è una patologia autoimmune che si caratterizza per la distruzione delle cellule pancreatiche deputate alla produzione di insulina ed al controllo dei livelli di glicemia nel sangue, quello di tipo 2 è caratterizzato da un’insufficiente produzione di insulina o da un difetto nel funzionamento dell’insulina stessa. Questo secondo tipo è molto più diffuso del precedente (9 casi su 10) ed è causato da stili di vita sbagliati, caratterizzati da forte sedentarietà e modelli alimentari scorretti.

Diabete e salute visiva

Il diabete è una patologia capace di pregiudicare la salute oculare. Le patologie che esso è grado di innescare sono principalmente la retinopatia diabetica e la cataratta, ma anche una particolare forma di glaucoma chiamato glaucoma neovascolare.

Perché il diabete causa retinopatia e cataratta?

Il diabete causa una generalizzata debolezza delle pareti dei vasi sanguigni e compromette il microcircolo sanguigno. Come sappiamo, il microcircolo sanguigno è fondamentale per la salute dei nostri occhi: tutte le strutture oculari traggono da esso il nutrimento e l’ossigeno per mantenersi sane, giovani, in forma ed efficienti molto a lungo. Non a caso una delle regole fondamentali per prevenire le patologie oculari connesse allo stress ossidativo ed all’invecchiamento cellulare è proprio quella di mangiare frutta e verdura e di bere molta acqua.

Cataratta e diabete

Come detto in apertura, la cataratta è maggiormente diffusa tra gli over 65, e la percentuale aumenta con l’aumentare dell’età. I dati mostrano incrementi ancora maggiori se riferiti ai pazienti diabetici. Diverse ricerche scientifiche hanno peraltro confermato che, nei pazienti diabetici, la cataratta ha un’incidenza maggiore e tende a manifestarsi anche più precocemente.

Cosa dice la scienza

In particolare, stando ad una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Eye e condotta da un team di ricercatori britannici, i pazienti – anche giovani – affetti da diabete hanno il doppio delle possibilità di contrarre anche la cataratta. Questo rischio aumenta drasticamente, diventando non più 2 volte, ma ben 6 volte maggiore, nel caso di pazienti diabetici affetti anche da maculopatia.

Cosa fare allora?

1 – Seguire le indicazioni del proprio diabetologo

E’ fondamentale che il paziente diabetico segua attentamente la terapia farmacologica e le indicazioni alimentari fornite dal medico che l’ha in cura. Seguire le indicazioni del medico significa rispettare esattamente quanto prescritto in termini di tempi, scadenze, posologia.

2 – Andare dall’oculista, anche in assenza di sintomi

Per ciò che concerne la vista, ed in virtù della consapevolezza che il diabete può mettere a seria prova il benessere visivo, è importante sottoporsi a periodici controlli presso uno specialista.

Il consiglio generale (che si può ritenere valido anche per i pazienti non affetti da patologie sistemiche), è quello di non aspettare di sperimentare qualche sintomo particolare o un calo della capacità visiva per recarsi dall’oculista. Al contrario, la visita oculistica dev’essere una buona abitudine da annotare in agenda assieme a tutti gli altri controlli specialistici.

3 – Mangiare sano e volersi bene

Infine, come già accennato sopra, non si dimentichi che alimentarsi correttamente, prediligendo frutta e verdura di stagione e bevendo molta acqua, è il primo passo per volersi bene e per prendersi cura attivamente della propria salute oculare.

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La rottura retinica: fattori predisponenti e soluzioni

rottura retinica - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La retina è quella delicatissima membrana grazie alla quale l’informazione luminosa può tramutarsi in informazione visiva. Essa riveste internamente il nostro bulbo oculare ed è punteggiata di importantissimi fotorecettori. Quando la luce penetra nell’occhio attraverso la pupilla, colpisce i fotorecettori: in quel momento l’informazione luminosa viene convogliata al nervo ottico. Un passaggio fondamentale ed imprescindibile per il buon andamento della funzione visiva. Esistono, però, diverse patologie che portano ad un deterioramento della retina e ad un malfunzionamento dei recettori. Se la retina si lacera si parla invece di rottura retinica. Cerchiamo di capire quando questo può avvenire, e come si possa porvi rimedio.

Cos’è una rottura retinica?

Come accennato la retina è una membrana preziosa e sottile che, in condizioni normali, è ben aderente ad un’altra membrana, ad essa sottostante: la coroide. La coroide è fondamentale per la buona salute della retina in quanto è particolarmente ricca di vasi sanguigni. Va da sé che essa nutre la retina di tutto l’ossigeno del quale essa ha bisogno per mantenersi perfettamente funzionante. Quando la retina – per un motivo di tipo traumatico oppure patologico – si lacera, si parla di rottura retinica. La rottura può poi determinare un vero e proprio distacco della retina dalla coroide: si parlerà allora di distacco di retina.

Quali sono i sintomi della rottura retinica?

La retina può staccarsi dalla coroide parzialmente e progressivamente, oppure in modo molto più impattante. Dipende naturalmente dalla natura del problema che causa la rottura.

Di seguito, ecco i sintomi tipici della rottura retinica:

  • nessun dolore;
  • flash o lampi luminosi improvvisi all’interno del campo visivo;
  • comparsa improvvisa di corpi mobili che fluttuano nel campo visivo;
  • visione alterata e poco nitida;

A chi può capitare una rottura retinica?

Come detto, la rottura retinica può avere cause differenti e per questa ragione può capitare davvero a tutti.

I fattori predisponenti possono essere:

  • una miopia molto accentuata;
  • una trazione vitreo-retinica, cioè un distacco dovuto a una trazione meccanica del corpo vitreo nei confronti della retina;
  • una familiarità con problemi oculari ed in particolare con il distacco di retina;
  • un intervento chirurgico all’occhio;
  • un trauma oculare dovuto per esempio ad un incidente;
  • alcune patologie sistemiche, come per esempio il diabete, che essendo responsabile di una retinopatia diabetica, può innescare anche un distacco.

La rottura retinica è curabile?

Fortunatamente la rottura retinica è curabile. Per trattare opportunamente una rottura retinica, è molto importante che la diagnosi sia il più tempestiva possibile. Lasciar passare troppo tempo prima di recarsi dall’oculista potrebbe favorire un peggioramento della rottura, innescando un possibile distacco di retina. Dunque, se hai una miopia molto forte, se hai preso un colpo all’occhio o una pallonata al volto, se soffri di diabete, non rimandare l’appuntamento dall’oculista.

Per quanto riguarda le possibili soluzioni delle rotture retiniche, elenchiamo:

  • trattamento laser: grazie ad un particolare laser chiamato argon laser, è possibile “saldare” la retina nella sua posizione corretta, trattando le rotture in modo efficace.
  • nel caso in cui la rottura abbia causato un distacco di retina, l’unica soluzione è l’intervento chirurgico.

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I benefici della curcumina per la salute oculare

curcumina - Neovision Cliniche Oculistiche

Non ci stancheremo mai di ripetere che la salute – anche quella oculare – comincia sempre a tavola. Alimentarsi bene, alternando opportunamente frutta e verdura di stagione, pesce azzurro, carne bianca ed olio extravergine di oliva ed altri preziosi alimenti tipici della cosiddetta Dieta Mediterranea è uno dei piccoli grandi segreti per invecchiare bene e stare alla larga dalle tipiche patologie connesse al progredire dell’età. Ma non solo. Negli ultimi anni la scienza ha rivolto l’attenzione verso alcuni “ingredienti” forse meno usuali ma sicuramente molto utili per il buon andamento e funzionamento di molte funzioni del nostro organismo. La curcumina è una di queste.

Cos’è la curcumina

La curcumina è un pigmento vegetale dal colore giallo brillante che si estrae dal rizoma – cioè la radice – della pianta della curcuma. La curcuma è una pianta molto bella anche da tenere in casa o sul balcone. I suoi fiori sono molto delicati ed hanno un meraviglioso colore lilla. La curcumina è il principio attivo contenuto nella comune polvere di curcuma da cucina.

I suoi benefici sono:

  1. disintossicante: fa bene al fegato perché ne favorisce il buon funzionamento e contribuisce di conseguenza allo smaltimento delle tossine accumulate in eccesso;
  2. ottima per il sistema cardiovascolare: la curcumina rinforza le pareti dei vasi sanguigni ed esercita una buona azione protettiva sul cuore. Inoltre, aiuta a tenere a bada i livelli di colesterolo;
  3. aiuta a digerire: la curcumina è un coadiuvante della funzione digestiva, protegge da disturbi di tipo gastrico ed aiuta a non accumulare grassi in eccesso;
  4. protegge il sistema nervoso: la curcumina è ottima anche perché lenisce le infiammazioni del sistema nervoso centrale e rallenta l’invecchiamento delle cellule cerebrali;
  5. è un ottimo antibatterico: ideale anche per lenire le infiammazioni del cavo orale e della gola, specie se miscelata al limone.

I benefici della curcumina per la salute oculare

La scienza ha recentemente confermato che la curcumina fa anche bene alla salute oculare. A condurre la ricerca sono stati alcuni scienziati italiani, che hanno poi pubblicato i risultati sulla rivista scientifica J Cell Physiol. La conclusione è stata la seguente: la curcumina riesce ad esercitare un ruolo di protezione nei confronti dell’Epitelio Pigmentato Retinico, soprattutto quando questo sia esposto a concentrazioni piuttosto elevate di glucosio. Insomma, i pazienti affetti da diabete farebbero bene a prendere in considerazione l’idea di introdurre nella loro dieta – Mediterranea, se possibile – anche un pò di curcuma.

La retinopatia diabetica, una conseguenza spiacevole del diabete mellito

Non dimentichiamo che i pazienti affetti da diabete mellito sono maggiormente a rischio di sviluppare una patologia oculare chiamata retinopatia diabetica che, se trascurata o non diagnosticata, può causare danni anche importanti all’apparato visivo. Una complicanza grave della retinopatia diabetica, inoltre, è la maculopatia diabetica.

Leggi anche: retinopatia e maculopatia diabetiche. Le due facce pericolose del diabete. 

Perché la curcumina aiuta a proteggere l’apparato visivo del pazienti affetti da diabete?

Quando il glucosio è particolarmente alto, le cellule presenti sull’Epitelio Pigmentato Retinico vanno incontro ad un forte stress ossidativo e muoiono. La curcumina, come altre sostanze presenti in natura che possiamo introdurre attraverso l’alimentazione, ha il potere di proteggere l’Epitelio Pigmentato Retinico e di contrastare la morte delle cellule che lo compongono. Questo avviene perchè la curcumina riesce a ridurre i livelli di un particolare enzima responsabile del processo di morte cellulare. A conclusione dello studio, i ricercatori hanno affermato che la curcumina può dunque avere un valore terapeutico nei confronti dei pazienti affetti da retinopatia diabetica.

Fonte. Ncbi. nlm.nih.gov

Fosfeni, cosa sono e quando è bene preoccuparsi

Il nome fosfene deriva dall’unione dei due termini greci “phos” (luce) e “phainein” (mostrare): come ci indica l’etimologia, si tratta di bagliori, scintillii o lampi di luce che appaiono nel campo visivo. A differenza delle cosiddette “mosche volanti”, piccole macchioline fluttuanti abbastanza comuni e del tutto innocue, i fosfeni invece possono essere il campanello d’allarme di qualcosa che non va come dovrebbe. Cerchiamo di fare un pò di chiarezza sull’argomento. 

I fosfeni: ecco quali sono le cause

Eventi traumatici o patologie oculari

I fosfeni sono generalmente la conseguenza di alterazioni della retina o del vitreo. Il distacco del vitreo dalla retina, un foro retinico, un distacco di retina o una retinopatia diabetica sono alcune tra le cause più comuni di questo fenomeno. Se un foro retinico o un distacco di retina possono essere causati da un evento traumatico, per quanto riguarda il distacco del corpo vitreo, questo invece può comparire spontaneamente nella seconda o terza età, essere conseguenza di una miopia più o meno forte, di un intervento di cataratta o di altre patologie oculari. Il distacco del vitreo non rappresenta di per sè un evento preoccupante, salvo che sia accompagnato appunto da fosfeni, in tal caso una buona visita può tranquillizzare.

Altri casi in cui si manifestano i fosfeni

Non sempre i fosfeni dovuti a patologie oculari. Talvolta, può capitare di vedere bagliori luminosi prima di una cefalea, oppure quando ci si porta da una posizione supina ad una eretta.

Cosa fare in presenza di fosfeni

Se vi capita di vedere nel campo visivo scintillii, bagliori o flash luminosi, non dovete allarmarvi, ma nemmeno ignorarli. Il consiglio è quello di prenotare in tempi brevi una visita oculistica: sarà lo specialista a visitare accuratamente i vostri occhi con particolare riferimento al fondo oculare ed a stabilire se sia necessario o meno eseguire un trattamento specifico.

Come si curano i fosfeni?

Se la causa dei fosfeni è una patologia oculare, la soluzione consiste nel trattare opportunamente la patologia. Patologie come le rotture retiniche si possono curare oggi con un laser, noto comunemente come laser argon, con il quale si riesce a “fissare” la retina attorno alle aree danneggiate o malate. Se la causa è una patologia come la retinopatia diabetica, naturalmente il paziente dovrà anche consultare il suo diabetologo e curare la patologia che vi è a monte ed affidarsi all’oculista per le cure specifiche all’occhio. Nel caso di fosfeni causati da cefalee, la terapia potrà essere invece farmacologica, in tal caso d’aiuto può essere il neurologo.

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Fluorangiografia: in cosa consiste e come prepararsi

La fluorangiografia è un esame avente lo scopo di appurare lo stato di salute della retina e della coroide e di escludere tutte quelle patologie che innescano lo sviluppo di aree ischemiche e dunque non correttamente irrorate di sangue e di ossigeno. Ma in cosa consiste di preciso questo esame? E’ invasivo? E’ doloroso? Comporta dei rischi? Rispondiamo brevemente a queste domande, dando qualche utile indicazione per arrivare pronti all’esame senza alcuna preoccupazione.

In cosa consiste la fluorangiografia

La fluorangiografia si esegue iniettando in vena una sostanza fluorescente – fluorescina oppure verde di indocianina –  che andrà ad evidenziare le zone vascolarizzate della retina, consentendo al medico di visualizzare una vera e propria “mappa retinica” e di individuare le zone non vascolarizzate o malate. L’iniezione avviene dopo la dilatazione delle pupille del paziente, che viene effettuata con un collirio. Successivamente, l’oculista osserva la retina mediante un retinografo.

A cosa serve la fluorangiografia

La fluorangiografia ha una duplice funzione: consente all’oculista di osservare lo stato di salute della retina e della coroide e di diagnosticare l’eventuale presenza di patologie che portano ad una scarsa od errata vascolarizzazione di questi tessuti, come per esempio la degenerazione maculare essudativa, la retinopatia diabetica, la retinopatia sierosa centrale, il glaucoma neovascolare, ma anche edemi maculari e rotture retiniche. In secondo luogo, la fluorangiografia può anche fungere da “guida” qualora si renda necessario sottoporre il paziente ad un trattamento con laser argon: evidenziando le zone malate, il medico saprà indirizzare opportunamente l’azione del laser.

Una fluorangiografia della retina

E’ un esame invasivo? Doloroso? Rischioso?

La fluorangiografia non è un esame invasivo nè doloroso, e la sua durata è di pochi minuti. Non è altresì un esame rischioso, perché i mezzi di contrasto non sono pericolosi per la salute umana, a patto naturalmente che il paziente non sia allergico ad essi.

Come ci si prepara alla fluorangiografia?

La fluorangiografia si esegue generalmente a digiuno, tuttavia è possibile fare una colazione molto leggera, evitando frutta o alimenti derivati del latte.

Il 14 novembre ricorre la Giornata Mondiale del Diabete

Ricorre il 14 novembre la Giornata Mondiale del Diabete: istituita nel 1991 dalla Federazione Internazionale Diabete in accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, rappresenta un’occasione concreta per sottolineare l’importanza della prevenzione e per sensibilizzare la popolazione nei confronti di una patologia ad oggi ancora non abbastanza conosciuta.

Cos’è il diabete e perché si può prevenire

Il diabete può essere causato da una insufficiente produzione di insulina, l’ormone responsabile della regolarizzazione dei livelli di glicemia nel sangue, oppure da un fenomeno chiamato insulino-resistenza, che fa sì che le cellule dell’organismo non riescano ad usare l’insulina presente nel sangue. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, oggi nel mondo vi sono 443 milioni di persone affette da diabete. Un dato allarmante, che preoccupa ancor di più se si considera il fatto che si prevede che entro il 2015 questo numero toccherà quota 700 milioni. La maggior parte delle persone ad oggi affette da diabete, soffrono di diabete di tipo 2: una forma che si può prevenire con uno stile di vita più attivo e con una dieta sana e ben bilanciata. La soluzione non consiste solamente nel “non mangiare alimenti dolci e zuccherati”, ma nel prevenire l’obesità ed il sovrappeso praticando attività fisica regolare ed alimentandosi in modo corretto. Ecco spiegato il senso di questa giornata importante sotto il segno della prevenzione e dell’informazione nei confronti dei malati di diabete, dei loro familiari ma anche più in generale, di tutta la popolazione.

Quali sono le complicanze del diabete

L’iperglicemia può avere ripercussioni negative su diversi organi, nello specifico

sugli occhi occhi, innescando una retinopatia diabetica.

sui reni, causando una nefropatia diabetica.

sull’apparato cardiovascolare, causando differenti patologie, come la cardiopatia ischemica, la vasculopatia cerebrale e la coronaropatia.

sul sistema nervoso, causando una neuropatia.

Cos’è la retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una patologia oculare molto grave, capace di compromettere seriamente la capacità visiva del paziente o addirittura di condurre alla cecità. Recentemente, il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico, si è fatto promotore di una indagine demoscopica sulla conoscenza della popolazione in merito al diabete ed alle patologie oculari ad esso connesse. I risultati, presentati nell’ottobre 2018, non sono incoraggianti: oltre la metà degli intervistati, infatti, si è rivelato poco informato sulla patologia, sulle sue caratteristiche e sulle sue conseguenze, talvolta pur essendo consapevole di esserne affetto.

Febbraio 2019: Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica

Alla luce dei risultati poco incoraggianti dell’indagine demoscopica, il Centro Ambrosiano Oftalmico, in collaborazione con l’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano e con il patrocinio del Ministero della Salute, organizzerà per il mese di febbraio del 2019 una Campagna Nazionale di Prevenzione e Diagnosi della Maculopatia e Retinopatia Diabetica. La campagna avrà luogo presso diversi centri d’eccellenza su tutto il territorio nazionale ed avrà come obiettivo quello di informare, sensibilizzare e prevenire le patologie oculari connesse al diabete.

Nel frattempo, perché non sottoporsi ad una visita specialistica per la retina?

Le patologie della retina sono spesso insidiose ed il paziente non si accorge di esserne affetto fino a quando i sintomi non diventano particolarmente accentuati. Eppure, alcune patologie come la maculopatia diabetica e la retinopatia diabetica si possono diagnosticare precocemente con una visita specialistica oculistica mirata. Uno degli esami proposti nel corso di questa visita prende il nome di OCT, una specie di tac della retina, non a contatto e per nulla fastidiosa, fondamentale per la diagnosi di queste patologie. Per prenotare la tua visita specialistica oculistica per le malattie della retina, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9,00 alle 19,00 allo 02 6361191 oppure scrivici all’indirizzo visite@camospa.it.

La scienza dimostra il legame tra Alzheimer e patologie degenerative oculari

Mentre medici e studiosi di tutto il mondo sono alla ricerca delle cause che scatenano il Morbo di Alzheimer, oggi un team di ricercatori dell’Università di Washington ha individuato il legame tra questa insidiosa patologia neurocognitiva ed alcune patologie degenerative oculari. Ma vediamo i dettagli di questa scoperta. 

I dettagli dello studio che ha messo il correlazione alcune patologie oculari con il morbo di Alzheimer

Lo studio, condotto dai ricercatori dell’Università di Washington e pubblicato sulla rivista Alzheimer & Dementia, ha visto la partecipazione di 3877 pazienti dai 65 anni in su. Dalle ricerche è emerso che coloro che soffrivano di specifiche malattie degenerative agli occhi avevano tra il 40% ed il 50% di probabilità in più di sviluppare anche l’Alzheimer. I ricercatori hanno tuttavia specificato che questo non significa che chi soffre di una patologia degenerativa oculare svilupperà anche il morbo di Alzheimer o viceversa: significa piuttosto che chi soffre di determinate patologie oculari dovrebbe essere consapevole di avere più probabilità di andare incontro anche a forme di demenza. Una consapevolezza che naturalmente va estesa anche ai medici di base ed agli oculisti che hanno in cura questi pazienti.

Quali sono le patologie degenerative oculari correlate con il morbo di Alzheimer?

I ricercatori hanno evidenziato in particolare una correlazione tra la malattia di Alzheimer e 3 patologie oculari: degenerazione maculare, retinopatia diabetica e glaucoma. Tre patologie dai sintomi differenti ma che hanno in comune alcuni fattori di rischio, come l’età, uno stile di vita non sempre corretto (poca attività fisica e un regime alimentare poco sano o poco vario), oltre ai fattori genetici. La correlazione con il morbo di Alzheimer non è invece emersa nei pazienti affetti da cataratta.

Una correlazione che forse aiuterà gli studiosi a scoprire qualcosa di più sulle origini del morbo di Alzheimer

L’auspicio è che la correlazione tra le patologie degenerative oculari sopra citate e il morbo di Alzheimer sia d’aiuto agli studiosi impegnati nello studio delle origini di questa malattia neurocognitiva ad oggi ancora così insidiosa e poco conosciuta. Una speranza che ci si augura divenga presto realtà, dal momento che nel mondo vivono circa 50 milioni di persone affette da morbo di Alzheimer e che questo numero è destinato a triplicare di qui al 2050 (fonte Topmemory.org). Una cosa tuttavia è chiara: che forse è proprio vero che “gli occhi sono lo specchio dell’anima” e che a partire dall’osservazione degli occhi si possono evincere molte informazioni sullo stato di salute dell’individuo, inclusa la predisposizione ad alcune patologie.

Fonte: Alzheimer & Dementia

l nobel per la fisica “dei record” che hanno segnato la storia dell’oftalmologia

E’ risaputo che l’introduzione del laser nel mondo della chirurgia oftalmica ha rivoluzionato il trattamento di molte patologie oculari come la cataratta, la retinopatia diabetica e il glaucoma, così come ha consentito di mettere in atto metodiche di correzione definitiva dei difetti refrattivi. Ma vi siete mai chiesti chi vi sia dietro le straordinarie scoperte che hanno consentito all’oftalmologia di compiere passi da gigante, e di migliorare la vita di milioni di persone in tutto il mondo? Certamente non stiamo parlando di tre scenziati a caso, ma dei tre vincitori del Premio Nobel per la Fisica 2018. Ciò che ha accomunato i tre studiosi e che è valso loro l’assegnazione del prestigioso premio, sono le ricerche condotte sul laser ad impulsi brevissimi e ad altissima intensità. Ma conosciamoli più da vicino. 

Arthur Ashkin: il Premio Nobel più anziano della storia

Il primo assegnatario del Premio Nobel per la Fisica 2018, che ha ricevuto anche la metà del premio in corone svedesi, è lo statunitense Arthur Ashkin, insignito del prestigioso riconoscimento per aver sviluppato le “pinzette ottiche”, uno strumento che si avvale di un impulso laser per spostare – avvicinare, allontanare o ruotare – oggetti microscopici come organismi minuscoli, virus o batteri. Ashkin, newyorkese, classe 1922, è lo scienziato più anziano ad essere mai stato insignito di un premio Nobel. Fino ad ora il “primato” era detenuto dall’americano Leonid Hurwicz, assegnatario del Nobel per l’Economia nel 2007.

Gérard Mourou e Donna Strickland: è lei la terza donna al mondo a ricevere il Nobel per la Fisica

Gérard Mourou, fisico ed ingegnere elettronico francese, e Donna Strickland, canadese, fisico dell’Università dell’Ontario, si sono aggiudicati l’altra metà del premio per i loro studi sugli impulsi ultracorti ad altissima intensità. Anche alla Strickland spetta un “primato” che va al di là degli studi di fisica: si tratta, infatti, della terza donna al mondo insignita del premio Nobel per la Fisica, dopo Marie Curie nel 1903 e Maria Goeppert Mayer, nel 1963.

Ecco come questi premi Nobel hanno segnato la storia ed il progresso dell’oftalmologia

Il metodo per creare impulsi laser brevissimi ed intensissimi sviluppato da Mourou e Strickland ha trovato applicazione nella chirurgia oftalmica che oggi usa il laser come strumento di lavoro quotidiano nel corso di interventi chirurgici ad altissima precisione e sicuri come mai prima. Oggi, sono davvero milioni le persone in tutto il mondo che ogni giorno traggono beneficio dal frutto di queste straordinarie ricerche: grazie all’introduzione del laser nella chirurgia oftalmica, alcune patologie oculari fino a pochi decenni fa particolarmente insidiose e difficili da curare trovano finalmente soluzione, la qualità della vita dei pazienti è drasticamente migliorata ed il rischio di perdere la vista è diminuito altrettanto drasticamente. Il laser a femtosecondi, per fare un esempio, consente di effettuare interventi oculari per la cura di alcune patologie e per l’eliminazione definitiva dei difetti refrattivi. Ma non finisce qui: oltre al laser a femtosecondi, vi sono altri strumenti chirurgici e diagnostici in campo medico oftalmologico frutto delle ricerche di questi tre insigni studiosi.

Patologie oculari causate dal diabete: anche qui il laser è d’aiuto

Il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO, ha recentemente sottolineato come l’avvento del laser abbia salvato – e salvi ogni giorno – dalla cecità tanti pazienti affetti da diabete che contraevano retinopatie e maculopatie connesse alla patologia. Oggi, grazie agli studi di questi tre straordinari premi Nobel sul laser ed all’applicazione delle loro scoperte in campo chirurgico oftalmico, è possibile distruggere le aree poco vascolarizzate della retina ed i vasi anomali causati proprio dal diabete e salvare i pazienti da una irreversibile perdita di capacità visiva.

Quando il laser prende il posto del bisturi

Analogamente, oggi il laser a femtosecondi ci consente di trattare con efficacia i pazienti affetti da cataratta, mentre con l’argon laser è possibile trattare in tutta sicurezza i pazienti affetti da glaucoma. Cataratta e glaucoma sono altre due patologie che senza l’avvento della tecnologia basata sull’uso del laser non avrebbero trovato un trattamento agevole né risolutivo.

Quando la diagnosi si fa col laser

Anche a livello diagnostico, l'”avvento” della tecnologia laser ha consentito di mettere a punto delle apparecchiature molto sofisticate, capaci di “vedere” all’interno dell’occhio con estrema precisione: si pensi, per esempio, alla OCT, un’apparecchiatura capace di eseguire una tac dell’occhio avvalendosi di sole immagini, fondamentale per la diagnosi delle maculopatie.