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Cataratta secondaria: sintomi e soluzioni

cataratta secondaria - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di routine con un tasso di rischio e di complicazioni post-operatorie decisamente minimo (meno dell’1%). Ad abbassare questa percentuale concorre anche l’esperienza del chirurgo che esegue l’intervento, la cui manualità, associata all’uso di strumenti di ultima generazione (come il laser a femtosecondi), fa della procedura una delle più sicure al mondo in ambito chirurgico. Una volta operata, la cataratta non fa più ritorno, anche perchè il cristallino artificiale non è destinato a perdere la sua trasparenza. Tuttavia, un’evenienza che può capitare è quella della cataratta secondaria che, vi diciamo fin da subito, è risolvibile definitivamente in pochi minuti. Capiamo insieme di che si tratta.

Che cos’è la cataratta secondaria?

Si immagini il cristallino naturale come una piccola lenticchia, situata all’interno dell’occhio in un altrettanto piccolo involucro. Questo involucro prende il nome di sacca capsulare. Per eseguire l’intervento di cataratta, la sacca capsulare viene aperta anteriormente per permettere la rimozione del cristallino oramai opacizzato in essa contenuto. Dopodiché, attraverso l’apertura anteriore, si inserisce il cristallino artificiale o lente intraoculare. Può capitare che, a seguito dell’intervento di facoemulsificazione, la parte posteriore della sacca vada incontro ad un’inaspettata opacizzazione. E’ quella che si chiama cataratta secondaria, un fenomeno non preoccupante, e risolvibile definitivamente con un breve ed indolore trattamento laser.

Quali sono i sintomi della cataratta secondaria?

Il paziente affetto da cataratta secondaria sperimenta sintomi simili a quelli provati in occasione della cataratta vera e propria. Non a caso, il più delle volte è convinto che “sia tornata la cataratta”, ma non è così. Il cristallino artificiale inserito al posto di quello naturale non si può opacizzare, e resterà trasparente per tutta la vita.

Sintomi della cataratta secondaria:

  • diminuzione dell’acuità visiva;
  • sensazione di offuscamento della visione;
  • peggioramento della percezione della nitidezza dei colori;
  • sensazione di abbagliamento (fotofobia);
  • diplopia (visione sdoppiata);
  • aumento delle miodesopsie (le cosiddette “mosche volanti”, fastidiosi filamenti che ondeggiano nel campo visivo).

Come si corregge la cataratta secondaria?

Come detto, la cataratta secondaria si può risolvere agevolmente grazie ad un secondo intervento laser: più che un intervento, è un piccolo ritocco. Il ritocco si esegue grazie ad un particolare laser chiamato Yag Laser, ed ha una durata di qualche minuto appena. Grazie a questo laser è possibile “pulire” la capsula posteriore, rimuovendone l’opacizzazione in modo permanente. I tempi di recupero di questa breve seduta laser sono molto veloci: inoltre, al termine dell’intervento, il paziente può far ritorno presso la sua abitazione in tutta serenità, con la certezza che la cataratta secondaria non si ripresenterà più.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Che cos’è la cataratta?

Che cos'è la cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

Fino a qualche decina di anni fa la cataratta sembrava essere un argomento riservato agli addetti ai lavori e si tendeva ad accettare il graduale e pur tuttavia importante calo di capacità visiva come un “sintomo” naturale dell’età avanzata. Oggi grazie alla globalizzazione dell’informazione ed alla maggiore sensibilità verso temi quali la prevenzione e la salute oculare, che cos’è la cataratta non è più un mistero. Anzi, più se ne parla, e meglio è. 

Che cos’è la cataratta?

Cataratta è un termine che si usa per indicare la sensazione di annebbiamento visivo dovuta all’opacizzazione del cristallino. All’interno del nostro occhio vi è una lente piccolissima (della dimensione di una lenticchia) che, quando è sana, è perfettamente trasparente e molto flessibile. Mano a mano che il tempo passa e l’età avanza, questa lente comincia a perdere gradualmente trasparenza e flessibilità. Poiché il suo ruolo, nel contesto della funzione visiva, è quello di lasciar passare la luce e favorire la corretta messa a fuoco delle immagini, è evidente che se il cristallino perde efficienza, anche la visione comincerà a perdere qualità.

Per rispondere dunque alla domanda “che cos’è la cataratta” in modo ancor più semplice ed intuitivo, si immagini il vetro di una finestra. Se da nuovo è lucido e perfettamente trasparente, con il trascorrere del tempo diviene sempre più opaco.

Ma la cataratta viene a tutti? Come influisce sulla vista?

Ora che abbiamo capito che cos’è la cataratta, è fondamentale rispondere ad una serie di quesiti sul tema. La cataratta non viene a tutti, ma è davvero molto frequente. Mano a mano che il tempo passa, la visione di un paziente affetto da cataratta si fa sempre più incerta. I colori perdono vivacità ed i contorni delle cose si fanno meno definiti. La vista, in generale, perde in qualità. Una situazione che si ripercuote sulla vita quotidiana del paziente, che perde a sua volta sicurezza in se stesso e vede compromessa la percezione della sua autonomia. In questo senso, la cataratta non è solo una patologia oculare, ma è un fenomeno capace di far sentire una persona in età anche moderatamente avanzata improvvisamente “vecchia”.

Tornando alla metafora della finestra, l’unica soluzione, ad oggi, è quella di sostituire il vetro vecchio con uno nuovo. Non esiste infatti terapia farmacologica in grado di riportare il cristallino alla sua perfetta trasparenza.

Ho capito che cos’è la cataratta: ma cosa succede se non faccio nulla per curarla?

Si consideri che viviamo in una società in cui la terza età è davvero una seconda giovinezza. Gli anziani di una volta oggi non esistono più. Raggiunta l’età matura, sono sempre di più le persone che riscoprono hobby, interessi e passioni che non avevano avuto modo o tempo di coltivare in precedenza. Passeggiate all’aperto, viaggi, trekking, uscite in bicicletta, serate con gli amici, corsi di ballo. Per non parlare di chi ha la fortuna di essere nonno, e che spesso, per dare una mano ai figli impegnati nel lavoro, si dedica ai nipoti a tempo pieno.

Sarebbe davvero impensabile lasciare che la cataratta faccia il suo corso e soprassedere di fronte all’opportunità di trattarla in modo definitivo. Tanto più che oggi l’intervento di cataratta è totalmente indolore, di brevissima durata e risolutivo.

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Lenti intraoculari: quanto sono sicure

Lenti intraoculari - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La prima lente intraoculare al mondo fu impiantata a Londra nel lontano 1949 da Sir Harold Ridley. Da allora, il mondo delle biotecnologie applicate alla medicina oftalmica ha fatto davvero passi da gigante. Il risultato è una vasta gamma di lenti intraoculari altamente innovative e performanti, capaci di rispondere ad una sempre più ampia rosa di esigenze. Una realtà ben lontana da quella che Sir Ridley avrebbe anche minimamente potuto immaginare. 

Lenti intraoculari: non solo cataratta

E’ abbastanza comune tra i non addetti ai lavori associare il concetto di lenti intraoculari a quello di intervento di cataratta. E’ noto infatti che, durante l’intervento di cataratta, il cristallino oramai opacizzato viene rimosso e sostituito con una nuova lente artificiale. Una lente intraoculare appunto. Ma la realtà è ben più vasta e ben più interessante.

1 – Quando l’intervento di cataratta diventa personalizzabile

Innanzitutto conviene sapere che l’intervento di cataratta apre al paziente una varietà di possibilità davvero inimmaginabili in fatto di risoluzione dei propri problemi visivi. Impiantando una lente intraoculare nel corso dell’intervento di cataratta, è possibile infatti personalizzare la procedura e risolvere anche eventuali difetti visivi. La lente intraoculare avrà dunque un duplice scopo:

  1. restituire una visione ottimale, nitida e ben definita, in virtù della perfetta trasparenza del cristallino artificiale;
  2. consentire di risolvere in modo permanente uno o più difetti visivi, grazie al potere diottrico della lente in questione.

2 – Le lenti intraoculari non sono “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata

In secondo luogo, non tutti sanno che l’impianto di un cristallino artificiale o lente intraoculare non è “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata. Un paziente in giovane età con uno o più difetti visivi piuttosto marcati può affrontare un intervento di sostituzione del cristallino oppure di “aggiunta” di una lente intraoculare tutta nuova capace di ovviare ai difetti visivi (tecnica dei due cristallini).

Lenti intraoculari: dispositivi versatili ed altamente sicuri

Quanto spiegato sopra ci dà la misura della straordinaria versatilità di un dispositivo medico-chirurgico capace di rispondere alle esigenze ad una sempre più ampia gamma di pazienti.

Ma le lenti intraoculari vanno bene davvero per tutti? Sono davvero sicure? Comportano rischi o controindicazioni? Sono domande abbastanza comuni. E allora, rispondiamo a questi quesiti:

Perché le lenti intraoculari sono altamente sicure

Può capitare di sentirsi insicuri rispetto all’idea di ricevere una lente intraoculare perché, in fondo, si tratta pur sempre di un corpo estraneo. Tuttavia, a differenza delle prime lenti intraoculari, quelle moderne sono sottilissime, molto flessibili e facili da impiantare. Infine, interesserà sapere che sono altamente tollerate: le possibilità di rigetto sono inesistenti in quanto i materiali sono sicuri e biocompatibili.

Ma allora, davvero non ci sono rischi, ma solo vantaggi?

Le lenti intraoculari sono altamente vantaggiose e particolarmente sicure per i motivi sopra descritti. Scegliere una clinica d’eccellenza ed uno specialista di grande e comprovata esperienza, vi consentirà, ad ogni modo, di “dormire su due cuscini”. Avrete la certezza di mettervi nelle mani giuste, di sapere che la lente prescelta è davvero quella che calza a pennello rispetto alle vostre esigenze e che la sua qualità risponde a quanto di meglio oggi il mercato abbia da offrire.

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Perché l’operazione di cataratta è una delle più praticate al mondo

Operazione di Cataratta - Centro Ambrosiano Oftalmico

Al giorno d’oggi l’operazione di cataratta non è più una procedura chirurgica lontana dalla nostra realtà. Se fino ad una manciata di anni fa la facoemulsificazione si eseguiva su pazienti in età molto avanzata e con una capacità visiva già notevolmente compromessa, oggi è diventata una pratica di routine lungimirante, volta a preservare un’ottimale qualità della visione sul lungo periodo. E non solo: in un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, la crescita esponenziale dei numeri relativi agli interventi di cataratta eseguiti in tutto il mondo è più che mai comprensibile.

Primo rapporto mondiale OMS sulla vista. Cosa dicono i numeri

Nel primo rapporto mondiale sulla vista, a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, emergono due dati fondamentali:

  1. il notevole e progressivo invecchiamento della popolazione mondiale;
  2. l’aumento del numero di persone affette da patologie oculari.

Parola d’ordine: sensibilizzare la popolazione e fare prevenzione

Alla luce dei dati emersi nel rapporto dell’OMS, risulta chiaro:

  1. quanto sia importante fare prevenzione educando la popolazione ad uno stile di vita sano e dinamico capace di tenere il più possibile alla larga le tipiche patologie connesse all’avanzare dell’età;
  2. sensibilizzare ed informare verso temi ed argomenti non sempre conosciuti a tutti, come la cataratta, ma anche la miopia ed il diabete;
  3. spronare a sottoporsi a controlli specialistici periodici anche in assenza di particolari sintomi;
  4. consigliare di trattare la cataratta al più presto, non appena questa viene diagnosticata.

Operazione di cataratta: perché si esegue sempre di più?

La cataratta dunque si opera sempre di più per diversi motivi:

  1. perché, come suggerito sopra, l’età media della popolazione è sempre più alta;
  2. perché oggi si consiglia di operare non appena si riceve la diagnosi, e non in età avanzata;
  3. perché se lasciata “maturare” eccessivamente, la cataratta può pregiudicare la qualità di vita del paziente, il suo stato di salute psicofisico e, non ultimo, apportare ulteriori danni all’apparato oculare;
  4. perché i grandi progressi tecnologici associati alla chirurgia oftalmica hanno reso l’operazione di cataratta una procedura veloce, indolore ed altamente sicura.

In cosa consiste oggi l’operazione di cataratta?

L’operazione di cataratta consiste nella rimozione del cristallino naturale, che viene frantumato ed aspirato tramite un sottilissimo strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore. Al termine di questa fase, all’interno della capsula che conteneva il cristallino si inserisce un cristallino artificiale.

Quali sono oggi i vantaggi dell’operazione di cataratta?

I vantaggi sono:

  1. uso di tecnologie d’avanguardia, come il laser a femtosecondi, uno strumento di ultima generazione ad altissima precisione (presente solamente nei centri d’eccellenza) che “assiste” il chirurgo in alcune delicatissime fasi dell’operazione;
  2. possibilità di scegliere che tipo di cristallino artificiale ricevere, di che dimensioni, materiali, con che tipo di potere diottrico (personalizzazione dell’intervento)

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Cataratta, le domande frequenti: risponde il Dott. Lucio Buratto

La cataratta, ovvero l’opacizzazione del cristallino, è una patologia dell’occhio legata a doppio filo all’avanzare dell’età, alla quale tutti o quasi tutti andiamo incontro. Nonostante sia oramai noto che non è possibile evitarla, talvolta a fronte di una diagnosi di cataratta può essere naturale provare un po’ di preoccupazione. Ecco perché oggi abbiamo intervistato il dottor Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico e grande esperto in chirurgia della cataratta, che ha gentilmente risposto ad alcune “frequently asked questions” sull’argomento.

Cosa succede se decido di non operarmi?

L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno progressivo ed irreversibile, al quale non si può porre rimedio. Non esiste alcuna terapia farmacologica per far regredire o arrestare l’opacizzazione o i sintomi, dunque chi decide di non operarsi andrà incontro ad un progressivo peggioramento della cataratta e quindi della vista. Un cristallino fortemente opacizzato porta ad una grave ipovisione con conseguente perdita di autonomia da parte del paziente, che affronterà la terza età con notevoli difficoltà di indole sia pratica che emotiva. Inoltre, una cataratta particolarmente matura può innescare altri problemi oculari, come un aumento della pressione intraoculare dovuto a variazioni del cristallino catarattoso, che può a sua volta generare danni irreversibili al nervo ottico. In generale, si sconsiglia di soprassedere all’intervento ed anzi, il consiglio che diamo ai nostri pazienti è di operare non appena la cataratta viene diagnosticata. Non dimentichiamo, infine, che in presenza di cataratta il rischio di cadere, inciampare o essere vittima di incidenti aumenta.

L’intervento di cataratta è doloroso?

L’intervento di facoemulsificazione non è doloroso, dura pochi minuti e viene eseguito previa somministrazione di un collirio anestetico. In CAMO noi utilizziamo sempre la tecnologia del laser a femtosecondi che fornisce grande precisione e sicurezza all’intervento. Nelle ore immediatamente successive all’intervento, il paziente può sperimentare una sensazione di corpo estraneo nell’occhio, un pò di bruciore ed un aumento della lacrimazione: sono sintomi del tutto normali, comuni a tutti i pazienti che affrontano la chirurgia della cataratta.

Dovrò operare entrambi gli occhi oppure uno alla volta?

La cataratta colpisce solitamente entrambi gli occhi. Tuttavia, l’intervento viene eseguito prima su un occhio, e successivamente sull’altro. I due interventi si possono eseguire ad un giorno di distanza l’uno dall’altro, così da fornire un rapido recupero visivo ad ambedue gli occhi.

Non sono in buona salute: posso operarmi ugualmente?

Se soffrite di altre patologie oculari o non oculari, comunicatelo sempre tempestivamente al vostro oculista, che avrà cura di valutare attentamente il vostro caso specifico. Ad ogni modo, salvo casi rarissimi, non esistono particolari controindicazioni all’intervento di cataratta con facoemusificazione e laser a femtosecondi.

Dopo l’intervento di cataratta potrò fare a meno degli occhiali?

La risposta a questa domanda dipende strettamente dalle condizioni oculari di ogni singolo paziente. Oggi esiste una vastissima ed interessante gamma di cristallini artificiali realizzati per rispondere alle esigenze di chi desidera approfittare dell’intervento di cataratta per risolvere anche uno o più difetti visivi preesistenti. Ecco allora che vi sono cristallini monofocali, multifocali e torici. E’ vero dunque che uno degli obiettivi dell’intervento di cataratta è anche quello di risolvere i difetti refrattivi e di eliminare l’uso degli occhiali.

La cataratta si riforma?

La cataratta non si riforma perché i cristallini artificiali non sono soggetti ad opacizzazione né necessitano di essere sostituiti nell’arco della vita del paziente.

Posso operarmi ovunque?

In Italia i centri dove sottoporsi all’intervento di facoemulsificazione non mancano. Prima di orientarsi verso una determinata struttura piuttosto di un’altra, consigliamo sempre di informarsi bene: scegliete sempre un chirurgo esperto e preparato nel quale riporre la vostra fiducia e che operi in una struttura dotata di tecnologie d’avanguardia, come quella del laser a femtosecondi.

Per altre informazioni sull’intervento di cataratta e per prenotare una visita specialistica oculistica presso il Centro Ambrosiano Oftalmico, chiama dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

 

Intervento di cataratta, meglio non aspettare

L’intervento di cataratta è, oggi, uno dei più praticati al mondo, nonché uno dei più sicuri. Se fino ad alcuni decenni fa si tendeva ad operare la cataratta solo quando questa era particolarmente avanzata, oggi invece si preferisce anticipare, con ripercussioni positive sullo stato di salute psicofisica del paziente. Aspettare troppo, insomma, non conviene. Ecco spiegati i motivi. 

La cataratta: quando il cristallino invecchia con noi

Il fenomeno che causa la cosiddetta “cataratta” è fisiologico ed è legato a doppio filo all’età del paziente. Con l’avanzare del tempo, generalmente intorno ai 60 anni, il cristallino, la lente naturale posta all’interno del nostro occhio, comincia ad invecchiare. Proprio come il vetro di una finestra esposto per anni ad ogni sorta di intemperie, anche il cristallino perde trasparenza e comincia a diventare opaco. E non solo: oltre ad opacizzarsi, esso si ispessisce e perde flessibilità. Un processo irreversibile, al quale è bene porre rimedio quanto prima.

Come vede il paziente con cataratta

La cataratta porta ad una difficoltà visiva generalizzata: i contorni delle cose si fanno meno definiti, i colori perdono nitidezza, la naturale capacità accomodativa dell’occhio viene meno. Il paziente affetto da cataratta può andare dunque incontro ad una serie di difficoltà nello svolgimento delle piccole grandi azioni quotidiane come cucinare, occuparsi della propria igiene personale, guidare un veicolo, leggere o guardare la televisione, con una conseguente perdita di indipendenza che si ripercuote a sua volta sullo stato d’animo e sull’umore.

Ecco perché è bene non rimandare l’intervento di cataratta

E’ sconsigliato rimandare l’intervento di cataratta per due ragioni:

1 – Rinviare l’intervento ad oltranza significa andare incontro ad un peggioramento dei sintomi. Non esiste terapia farmacologica in grado di contrastare ed arrestare il processo di invecchiamento del cristallino, né di migliorarne i sintomi. Più il tempo passa, più il cristallino si opacizza, si irrigidisce e si ispessisce, andando ad occupare sempre più spazio all’interno dell’occhio e causando, talvolta, una aumento della pressione intraoculare, capace di causare danni irreversibili alle strutture visive dell’occhio. Si può anche innescare, ad esempio, una forma di glaucoma chiamata glaucoma facolitico. Fonte: AAO.org.

Leggi anche: l’intervento di cataratta rende più longevi? Per le donne forse sì

2 – Sottoporsi all’intervento di facoemulsificazione non appena la cataratta viene diagnosticata consente di godere di una lunga serie di ripercussioni positive sul fronte pratico e naturalmente anche psicologico. Vedere bene permette di svolgere le proprie attività quotidiane in totale autonomia e di evitare di andare incontro ad incidenti non solo spiacevoli ma anche potenzialmente pericolosi. E non solo: il ritrovato senso di indipendenza, consente al paziente di sentirsi più giovane più a lungo, senza correre il rischio di cadere in stati emotivi depressi che, al contrario, finirebbero con innescare un processo di invecchiamento più repentino e più difficile da gestire.

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