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Intervento di cataratta refrattiva: le ultime novità

intervento di cataratta refrattiva - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Avrete sicuramente sentito parlare diverse volte dell’intervento di cataratta. E di come questo consenta di risolvere in modo permanente l’opacizzazione naturale del cristallino, permettendo al paziente di affrontare l’età matura con un ritrovato senso di autonomia e di dinamismo. Non tutti sanno, però, che oggi l’intervento di cataratta ha compiuto un vero e proprio balzo in avanti. Un progresso straordinario che ha trasformato la sostituzione del cristallino in un’eccezionale opportunità di recupero visivo. Combinando in una mossa sola l’operazione di cataratta con l’intervento di chirurgia refrattiva. Ma in cosa consiste questa opportunità? E in termini del tutto pratici, quali vantaggi offre a chi vi si sottopone? Scopriamolo assieme.

Intervento di cataratta refrattiva: di che si tratta?

L’intervento di cataratta è una procedura chirurgica mirata alla sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale. Questa sostituzione si rende necessaria quando il cristallino – la minuscola lente situata all’interno del nostro occhio – si opacizza. Il cristallino è indispensabile per la funzione visiva perché consente il passaggio dei raggi luminosi e li convoglia verso la retina. Proprio come la lente di una macchina fotografica. E la sua opacizzazione, seppur patologica, è naturale. Appare chiaro, dunque, che sostituire il cristallino è sempre necessario nel caso in cui si presenti la cataratta.

Ma cos’è la cataratta refrattiva? Ebbene, gli interventi di chirurgia refrattiva sono una serie di procedure per correggere i difetti visivi. Ovvero: miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia.

In che modo è possibile combinare un intervento di cataratta con un intervento di chirurgia refrattiva? Che cosa hanno a che fare tra di loro cataratta e difetti visivi? Rispondiamo subito alla domanda. La moderna scienza medica ha oggi messo a disposizione dei pazienti una serie di cristallini artificiali dotati di grandissime potenzialità.

Lenti intraoculari EDOF: ecco cosa rende l’intervento di cataratta refrattiva particolarmente interessante

Operare la cataratta consente di recuperare una buona qualità visiva con particolare riferimento ai contorni delle cose ed alla nitidezza dei colori. Con l’impianto delle lenti intraoculari EDOF, si ottengono innumerevoli vantaggi rispetto a quelli offerti da altre lenti intraoculari di precedente concezione. Scopriamone alcuni:

  • consentono di liberarsi dall’uso degli occhiali per guidare, andare a passeggio, praticare sport, guardare la televisione, dunque per la visione per medie e lunghe distanze
  • permettono di fare a meno degli occhiali per leggere giornali, riviste, istruzioni, etichette di prodotti (visione da vicino)
  • regalano una definizione visiva ottimale a tutte le distanze: i contorni delle cose sono precisi, i colori nitidi e vividi
  • sono altamente performanti anche in condizioni di scarsa luminosità: ideali per chi deve guidare dopo l’imbrunire, per esempio, o per chi non rinuncia ad una passeggiata serale

Grazie alle lenti EDOF, l’intervento di cataratta refrattiva diventa una straordinaria opportunità per tornare a vedere non come prima, ma meglio di prima. Alta definizione visiva, meno pensieri, più senso di libertà ed indipendenza. Sotto il profilo emotivo e psicologico, questo genere di intervento restituisce la voglia di ottimismo e di vivere una vita attiva e dinamica, che a volte in età avanzata si tende a perdere. Non a caso, diverse ricerche scientifiche hanno sottolineato come mantenere efficienti ed in buona salute i propri cinque sensi, con particolare riferimento alla vista e all’udito, consenta di prevenire l’insorgenza di disturbi cognitivi.

A proposito di prevenzione: quando l’intervento è lungimirante

L’intervento di cataratta refrattiva è sempre più spesso la scelta d’elezione di tanti pazienti in età adulta (ma non avanzata) che cominciano a manifestare qualche lieve sintomo di cataratta o sono preoccupati per la sua eventuale insorgenza. Sottoporsi all’intervento quanto prima è una scelta decisamente lungimirante: si sceglie dunque di giocare d’anticipo, evitando di andare incontro all’opacizzazione del cristallino (o bloccando sul nascere i primissimi sintomi della cataratta) e cogliendo quanto prima tutti gli straordinari benefici offerti dall’operazione anche sul piano della correzione dei difetti visivi.

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Prenota la tua visita oculistica per la cataratta chiamando dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191. Saremo lieti di illustrarti tutti i vantaggi dell’intervento di cataratta con impianto di lenti intraoculari Premium.

Operazione di cataratta: benefici visivi e cognitivi

operazione di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’operazione di cataratta è una procedura molto comune che al giorno d’oggi è considerata di routine. Molti pazienti tuttavia, di fronte alla diagnosi di cataratta, tentennano. L’informazione parziale o sommaria in merito agli aspetti pratici dell’intervento ed ai suoi benefici può indurre a pensare che forse è possibile soprassedere. E che forse operarsi non è poi un’esigenza così impellente. Ma non è per nulla così. Soffermiamoci oggi sui benefici offerti dall’intervento di cataratta, scoprendoli uno ad uno.

Benefici di tipo medico dell’operazione di cataratta

La cataratta è una patologia irreversibile legata all’invecchiamento. Tentare di prevenirla è possibile con stili di vita virtuosi come alimentazione sana, elevata idratazione e movimento. Ma non è possibile avere la certezza che il nostro cristallino non andrà incontro a opacizzazione. Per ricorrere ad una metafora che ci è particolarmente cara, il cristallino è come il vetro di una finestra che, con l’andare del tempo, diviene opaco.

Ancora, pensare che la patologia si stabilizzi o inverta la sua rotta è sbagliato. Mano a mano che il tempo avanza, chi è affetto da cataratta proverà un progressivo peggioramento della sua capacità e qualità visiva. La cataratta, se non trattata prontamente, può mettere a repentaglio la salute visiva di chi ne è affetto. Questo accade perchè il cristallino affetto da cataratta si ispessisce, sottopone le strutture oculari a stress e ad una elevata pressione, e talvolta persino si sfalda all’interno dell’occhio.

Affrontare o non affrontare l’operazione di cataratta è dunque fuori questione. L’intervento di cataratta va anzi vissuto come una straordinaria opportunità di ripristino della vista. Un’opportunità che è mancata alle generazioni precedenti alla nostra. Noi tutti ricorderemo di aver avuto in famiglia un anziano giunto in tarda età con una capacità visiva gravemente compromessa.

Oggi, fortunatamente, i tempi sono cambiati. Grazie ai progressi della medicina moderna, è possibile giungere in tarda età con una capacità visiva ottimale. Anzi, per molti versi anche migliore di quella che si possedeva in gioventù.

Contrastare il declino sensoriale per preservare le proprie capacità cognitive: l’operazione di cataratta è anche questo

I ricercatori e gli studiosi di tutto il mondo concordano: il declino sensoriale è fattore predisponente il peggioramento della capacità cognitive. Cosa significa questo? Significa che quando in età avanzata i cinque sensi cominciano a perdere efficienza (ci riferiamo in particolar modo alla capacità visiva ed uditiva), anche la capacità cognitiva ne è compromessa.

Preservare, curare e trattare opportunamente i disagi, i disturbi e le patologie uditive e visive è, come accennato sopra, un’opportunità che va colta. Nell’ottica del mantenimento di una qualità di vita ottimale anche in età avanzata.

A tal proposito, alcune ricerche scientifiche hanno portato alla conclusione che la disabilità visiva se non trattata:

  • espone al rischio di andare incontro a declino cognitivo 5 volte di più di un paziente che non ha alcun problema di indole visiva;
  • moltiplica per 9 il rischio di sviluppare il morbo di Alzheimer.

Perchè declino sensoriale e declino cognitivo vanno di pari passo?

Il legame tra il buon funzionamento dei cinque sensi e le capacità cognitive è più stretto di quanto si possa immaginare. E non solo: se a questi fattori si aggiungono anche difficoltà motorie, va da sé che la percezione del tempo che passa si può amplificare a tal punto da innescare anche disturbi della sfera emotiva (stress, depressione). Un vero e proprio susseguirsi di effetti spiacevoli.

Gli studiosi hanno ipotizzato tre dinamiche alla base di questa concatenazione di cause ed effetti:

  1. Teoria dell’effetto a cascata: le difficoltà sensoriali causano un declino cognitivo, secondo quanto appena descritto. Chi sperimenta delle difficoltà visive ed uditive andrà incontro a problemi motori, emotivi ed infine cognitivi;
  2. Teoria della causa comune: è la degenerazione del sistema nervoso centrale che causa sia il declino cognitivo che quello sensoriale;
  3. Teoria della penalizzazione: chi soffre di deficit sensoriali offre al suo sistema cognitivo informazioni non adeguate, precise e complete, dunque le prestazioni cognitive sono penalizzate.

Quel che è certo, è che curare una patologia tipicamente invalidante dell’età matura, recuperando una capacità visiva ottimale, può avere un indubbio effetto benefico anche sulla capacità cognitiva del paziente. Se a questo aggiungiamo che l’intervento di cataratta è anche opportunità per correggere eventuali difetti visivi preesistenti, va da sé che i benefici offerti dall’operazione siano davvero di ampio respiro.

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Cataratta e presbiopia: che fare?

Nell’immaginario comune cataratta e presbiopia sono due problemi ben distinti. Da sottoporre al medico oculista separatamente, e che si suppone non siano trattabili né risolvibili assieme. Ma non è così. A volte anche una semplice chiacchierata con lo specialista può svelarci ed aprirci mondi dei quali non avevamo alcuna idea. E potremmo scoprire, per esempio, che con un unico intervento – totalmente indolore e di pochi minuti – è possibile trovare soluzione permanente e efficace ad entrambi i disturbi. Vediamo brevemente in che modo.

Cataratta e presbiopia: una combinazione inusuale?

Cataratta e presbiopia sono due problemi visivi ben distinti. In realtà entrambi hanno a che fare con il naturale invecchiamento del cristallino. Che con il tempo perde flessibilità, così come trasparenza. La cataratta è una patologia che interessa il cristallino e che è tipica dell’età matura e avanzata. La presbiopia è equiparabile ad un difetto visivo (come miopia, ipermetropia e astigmatismo) ed è tipico dell’età adulta. Insorge solitamente dai 40 anni in poi. E’ abbastanza comune che cataratta e presbiopia disturbino contemporaneamente la salute visiva di un paziente in età adulta. E, sfortunatamente, sia da soli che in abbinamento, cataratta e presbiopia non migliorano mai. Ma anzi, non fanno che peggiorare. Che fare dunque?

Due problemi, una soluzione

L’intervento di cataratta è una delle procedure chirurgiche più eseguite al mondo. Poiché l’opacizzazione del cristallino può diventare persino invalidante, intervenire è la prassi. Sono ben lontani i tempi in cui la terza età portava con sé una serie di limitazioni o di difficoltà motorie, visive, uditive non risolvibili. Oggi la moderna medicina ci consente di porre rimedio ad una vasta gamma di patologie tipiche del tempo che avanza. Opportunità da cogliere senza esitazione e senza timore, che anzi portano con sé una rosa di benefici spesso inaspettati.

L’intervento di cataratta porta una serie di vantaggi importanti che non tutti conoscono. E che sicuramente lasceranno positivamente impressionato chi ne viene a conoscenza. Tra queste, la possibilità di correggere anche la presbiopia.

Dott. Lucio Buratto, Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

Come correggere la presbiopia in modo permanente, durante l’intervento di cataratta

Come accennato, la presbiopia è il difetto tipico dell’età adulta e matura. Si manifesta quando il cristallino perde flessibilità. E perde quello che gli esperti chiamano potere accomodativo. Incurvandosi avanti e indietro, il cristallino svolge infatti la preziosa funzione di aiutare la corretta messa a fuoco delle immagini sulla retina.

L’intervento di cataratta, come sappiamo, è consiste nel rimuovere e sostituire il cristallino non più trasparente e non più flessibile. Al suo posto, si potrà collocare una lente intraoculare dotata del potere diottrico del quale il paziente ha la necessità. Anche se soffre di presbiopia.

Addio a cataratta e presbiopia con le moderne lenti intraoculari

Un paziente con presbiopia, stanco della costante dipendenza dagli occhiali da vista nel quotidiano (per leggere libri e giornali, consultare smartphone e altri device, ma anche fare la spesa, consultare varie tipologie di fonti scritte), potrà dunque approfittare dell’intervento di cataratta per scegliere una lente intraoculare pensata per offrire un’eccellente capacità visiva a distanze particolarmente ravvicinate. In questo modo, potrà prescindere dall’uso dell’occhiale da lettura in modo permanente.

Il panorama delle moderne lenti intraoculari è davvero molto vasto. Oltre alle classiche lenti monofocali, presso i centri d’eccellenza è possibile valutare (sempre a seguito della visita specialistica oculistica) l’impianto di altri tipi di lenti: multifocali, trifocali e EDOF (lenti a profondità di fuoco continua). Sono lenti di ultima generazione pensate per accontentare una gamma sempre più estesa di esigenze visive.

In questo modo, si potrà correggere più difetti al contempo, fino a fare totalmente a meno degli occhiali.

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Laser a femtosecondi per l’intervento di cataratta

L’intervento di cataratta è un appuntamento imprescindibile per molte persone in età matura o senile che si trovano a perdere in modo progressivo la loro capacità visiva, e di conseguenza quella di muoversi con sicurezza ed autonomia nello spazio che li circonda. La cataratta senile, si sa, si presenta puntualmente ed avanza con il tempo. E poiché cure farmacologiche ad oggi non ve ne sono, l’unica via percorribile è l’intervento. Oggi nei centri d’eccellenza è possibile sottoporsi ad una versione per così dire “soft” dell’intervento di cataratta. Come? Grazie al laser a femtosecondi. Conosciamolo più da vicino.

Laser a femtosecondi: cos’è

Il panorama degli strumenti laser in uso in medicina è piuttosto vasto. Ve ne sono di vari tipi, pensati per scopi differenti: laser fotocoagulanti, laser fotodirompenti, laser fotochimici, termici… Tra questi, spicca una tipologia di laser di ultimissima generazione, non ancora molto diffuso in ambito sanitario (con eccezione di alcuni centri d’eccellenza), ma altamente efficace e performante: il laser a femtosecondi.

Il laser a femtosecondi è un laser ad infrarossi ad impulsi brevissimi (dell’ordine di un femtosecondo, appunto, cioè un milionesimo di milardesimo di secondo). Poiché gli impulsi sono brevissimi e molto ravvicinati, questo laser può eseguire la sua azione con estrema precisione senza surriscaldare né danneggiare i tessuti.

Di fatto, il laser a femtosecondi può tramutarsi nel braccio destro del chirurgo, quando dotato di comprovata esperienza e competenza.

Il laser a femtosecondi può trasformare l’intervento di cataratta in una procedura d’avanguardia

Il laser a femtosecondi è assimilabile ad un bisturi di ultimissima generazione. Si immagini un bisturi che incide i tessuti senza di fatto toccare il paziente. Una piccola “rivoluzione gentile”, insomma.

Vediamo in quali fasi dell’intervento di cataratta è possibile usare il laser a femtosecondi, e quali vantaggi apporta.

  • si sostituisce al bisturi per eseguire l’incisione che consente l’accesso degli strumenti chirurgici nell’occhio: l’incisione è dell’ordine di un paio di millimetri, estremamente precisa, controllabile, programmabile in anticipo, uniforme;
  • consente di frantumare con efficacia ed altissima precisione il cristallino naturale ormai opacizzato: sostituendosi ai tradizionali ultrasuoni, evita il surriscaldamento dei tessuti oculari e permette di eseguire un intervento più delicato e meno traumatico per l’occhio;
  • abbrevia la durata dell’intervento, con indubbi benefici anche per il paziente che vi si sottopone;
  • l’incisione corneale non necessita di punti di sutura, è più pulita e facilmente rimarginabile, meno soggetta ad infiammarsi;
  • il recupero post-operatorio è più veloce;
  • l’uso del laser a femtosecondi previene anche l’eventuale insorgenza di alcuni piccoli inconvenienti tipici dell’intervento di cataratta, come un leggero astigmatismo residuo.

Alto apporto tecnologico, alto livello di personalizzazione

Oltre agli innumerevoli vantaggi e benefici del laser a femtosecondi sopracitati, conviene sottolineare un aspetto particolarmente interessante, ovvero quello dell’ampio margine di personalizzazione che questo intervento offre.

Questo si concretizza sotto due punti di vista:

  1. Programmabilità dell’incisione corneale secondo una serie di misurazioni precise eseguite prima dell’intervento (grazie all’uso del laser a femtosecondi);
  2. Possibilità di cogliere l’occasione per impiantare, al posto di un semplice cristallino artificiale, delle lenti intraoculari personalizzate. Lenti in grado di offrire il potere diottrico coerente con le esigenze visive del paziente. Una scelta che può regalare l’indipendenza dagli occhiali da vista. Le lenti intraoculari oggi presenti sul mercato sono innumerevoli e consentono di rispondere ad una gamma molto vasta di esigenze visive. Si va dalle classiche monofocali o multifocali, sino alle lenti EDOF (a profondità di fuoco continua), che rappresentano, al pari del laser a femtosecondi, una piccola rivoluzione nell’ambito della correzione permanente dei difetti visivi.

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Primo intervento di cataratta: cosa aspettarsi

primo intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Ti è stata diagnosticata la cataratta e tra qualche giorno dovrai sottoporti all’intervento. Hai già avuto modo di parlarne con il chirurgo che eseguirà l’intervento ed hai anche letto diversi articoli divulgativi sul tema. Tuttavia, un po’ di preoccupazione rimane. E’ del tutto normale. Cogliamo comunque l’occasione per entrare nel merito di cosa aspettarsi dal primo intervento di cataratta sul fronte prettamente pratico. Raccontandoti un po’ come sarà la tua giornata quando dovrai sottoporti all’operazione di cataratta presso il Centro Ambrosiano Oftalmico.

Primo intervento di cataratta: la sera prima 

Già da qualche giorno ti sarà stato detto di sospendere l’applicazione o somministrazione di eventuali farmaci, cosmetici, make-up. La sera prima del tuo primo intervento di cataratta (solitamente si opera un occhio alla volta, difatti), concediti un po’ di serenità. Una cena gustosa ma leggera (per dormire un sonno tranquillo), una passeggiata oppure un buon libro e la tua tisana preferita saranno l’ideale. O qualunque altra attività ti conduca verso uno stato emotivo rilassato e predisposto ad un buon sonno. Da evitare, ove possibile, i device elettronici.

La mattina del tuo primo intervento di cataratta

La mattina dell’intervento evita ancora una volta make-up, cosmetici, fragranze e lacche per capelli. Fai colazione come al solito e sciacquati il viso con acqua e sapone. Recati in clinica con un accompagnatore e non scordare di portare con te i tuoi occhiali da sole, che indosserai subito dopo l’intervento.

Il Day Surgery del Centro Ambrosiano Oftalmico

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico sarai accolto in un’area dedicata al Day Surgery. Si tratta di un’area accogliente e modernamente attrezzata, dove ti saranno rivolte tutte le attenzioni di cui avrai bisogno e dove sarà eseguita l’operazione. Gli ambienti del Day Surgery (sala d’attesa, sala chirurgica e sala di degenza pre e post operatoria) sono pensati per offrire il massimo comfort al paziente, che può far ritorno presso la sua abitazione dopo l’intervento. All’interno degli ambienti del Day Surgery troverai un team di medici e paramedici altamente preparati nel campo della chirurgia oftalmica, pronti a darti tutta l’assistenza necessaria sia sul piano emotivo che su quello pratico. 

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico gli interventi di chirurgia oculare sono eseguiti con le più moderne tecnologie disponibili da uno staff altamente preparato ed esperto. Non è mai necessario un ricovero ed i pazienti sono seguiti personalmente durante la loro permanenza in clinica. L’obiettivo è prendersi cura del paziente nella sua totalità, dunque sia sotto il profilo medico, che per ciò che concerne il suo benessere emotivo.

Una volta tornati a casa

Al termine dell’operazione di cataratta e dopo gli opportuni controlli sanitari, potrai fare ritorno presso la tua abitazione. Cogli l’occasione per riposare, o per fare un po’ di conversazione. Indossa gli occhiali da sole fino a sera, anche se la stagione non è particolarmente luminosa. E continua ad indossarli per tutta la settimana. Durante la notte, ti sarà suggerito di indossare una sorta di “conchiglia” di plastica sull’occhio operato, al fine di evitare traumi involontari durante il sonno. All’indomani potresti già usare il computer o guardare la televisione. E dopo tre o quattro giorni potrai rimetterti alla guida del tuo veicolo. Non dimenticare, infine, di seguire con precisione quanto indicato sul documento post operatorio che ti sarà consegnato prima di lasciare la clinica: contiene alcune indicazioni terapeutiche importanti per confermare la buona riuscita del tuo intervento.

In conclusione

Preparati ad affrontare il tuo primo intervento di cataratta con la giusta dose di consapevolezza e di serietà (è pur sempre una procedura chirurgica), ma anche di serenità. E’ uno degli interventi chirurgici oggi più praticati al mondo ed ha un margine di rischio operatorio e post operatorio davvero minimo. Inoltre, oggi presso i centri sanitari d’eccellenza trovi il meglio in fatto di competenza professionale e di strumentazioni di ultima generazione ad elevatissimo apporto tecnologico. 

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Prenota la tua visita oculistica per la cataratta chiamando dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 al numero 02 636 1191. Sarà l’occasione per conoscerci, porci tutte le domande che desideri e vedere di persona gli ambienti e la struttura del Centro Ambrosiano Oftalmico.

Post intervento di cataratta: indicazioni generali

La dilatazione dell’aspettativa di vita, i grandi progressi in ambito igienico-sanitario, le innovazioni nel campo della tecnologia e della scienza dei materiali, la maggior conoscenza e consapevolezza anche tra i non addetti al lavori in merito all’importanza della prevenzione e della cura delle patologie, hanno portato l’intervento di cataratta ad essere una delle procedure chirurgiche maggiormente eseguite al mondo. Chi si appresta ad eseguirlo sarà sicuramente bene informato in merito ai suoi aspetti pratici, così come degli indubbi vantaggi che esso offre. E che dire invece del post intervento? Vediamo assieme quali accortezze avere e come comportarsi nel post intervento di cataratta.

Post intervento di cataratta: cosa aspettarsi

L’intervento di cataratta per come è eseguito oggi nei centri d’eccellenza è una procedura del tutto indolore e di breve durata. Non ha nulla di traumatico ed è affrontabile anche dai pazienti più timorosi. E, anzi, la lista dei vantaggi offerti dall’operazione di cataratta compensa di gran lunga i lievi disagi che è possibile sperimentare durante e dopo la sua esecuzione.

Nei minuti immediatamente successivi all’intervento di cataratta, è possibile provare un leggero fastidio nei confronti della luce ed una sensazione di prurito o bruciore oculare. Sono disturbi del tutto normali e transitori. Nei giorni seguenti all’intervento, questi fastidi solitamente svaniscono. Tuttavia, è necessario attenersi a quanto indicato sul documento post operatorio rilasciato dal chirurgo. Riassumiamo assieme quali sono i consigli generali riguardo i comportamenti da mettere in atto nel post intervento di cataratta.

Accortezze da mettere in atto nel post intervento di cataratta

Ecco le piccole attenzioni necessarie per prendersi correttamente cura della propria salute oculare in occasione dell’intervento di cataratta e nei primissimi giorni dopo l’intervento:

  • il giorno dell’intervento, indossare un buon paio di occhiali da sole sino a quando non cala la sera. E’ necessario avere sottomano gli occhiali con voi già dal mattino, in modo da indossarli non appena l’intervento è concluso;
  • si consiglia di usare gli occhiali da sole anche durante la prima settimana successiva all’intervento;
  • è poi fondamentale attenersi strettamente alle indicazioni terapeutiche e farmacologiche indicate dal medico sul documento rilasciato al termine dell’intervento;
  • durante il riposo notturno, invece, è bene indossare la mascherina oculare protettiva fornita in fase di dimissione.

Cosa fare e non fare durante le due o tre settimane successive all’intervento:

  • assumere i farmaci prescritti;
  • evitare di sollevare pesi o praticare sport o hobby che possano mettere a repentaglio la salute oculare;
  • non bagnare gli occhi durante la doccia, ed evitare bagni di mare o in piscina;
  • non dormire con il volto rivolto verso il cuscino;
  • evitare di strofinarsi gli occhi;
  • evitare di esporsi direttamente alla luce del sole senza occhiali da sole;
  • non vaporizzare lacche o fragranze vicino al viso;
  • non usare make up per occhi.

Com’è facile intuire, il post intervento di cataratta è una fase delicata ma non impossibile da affrontare. Qualche cautela in più e qualche giorno di pazienza, ed è possibile cominciare a godere degli straordinari benefici che l’intervento di cataratta offre oggigiorno.

L’intervento di cataratta è un’occasione straordinaria per recuperare una visione di alta qualità

Superata la fase delicata del post intervento, è possibile recuperare da subito una visione che possiamo definire “in HD”. Perché? Perché una volta sostituito il cristallino naturale oramai opacizzato, si torna a vedere come ci si era scordati di poter fare. Colori nitidi, forme precise. Il mondo assume contorni nuovi e in altissima definizione. Non si dimentichi che l’occhio umano ha, per natura, una definizione di gran lunga maggiore di molte macchine fotografiche.

I cristallini artificiali sono personalizzabili e adattabili a qualunque esigenza visiva

Se a questo fattore aggiungiamo il fatto che l’intervento di cataratta è anche un’occasione preziosa per correggere eventuali difetti visivi preesistenti, le possibilità di miglioramento della propria qualità visiva sono davvero molto vaste.

Grazie ai cristallini artificiali dotati di potere diottrico, oggi non v’è difetto visivo che non sia correggibile in modo permanente assieme alla cataratta. Miopia, ipermetropia, astigmatismo e persino presbiopia anche di forte entità possono trovare soluzione grazie ad una vasta gamma di cristallini artificiali altamente personalizzabili.

Non ci sono limiti d’età per pensare di recuperare una capacità visiva ottimale

E poiché l’intervento è di durata breve, totalmente indolore e (nei centri d’eccellenza) ad alto apporto tecnologico, non vi sono limiti d’età per pensare di affrontarlo in serenità. Anzi, si tratta della scelta giusta da compiere per fare della terza età una fase di ritrovata giovinezza.

Vuoi saperne di più?

Ti è stata diagnosticata la cataratta e devi affrontare l’intervento? Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione con una gamma di soluzioni ad altissimo apporto tecnologico ed un team di medici tra i migliori nel settore. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute visiva e di fornirti tutte le informazioni di cui hai bisogno. Il nostro centralino è a disposizione dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Intervento di cataratta: benefici per gli occhi e per la mente

L’intervento di cataratta è una procedura chirurgica indolore, di breve durata ed altamente sicura. Non vi è motivo per non affrontarla al cospetto di una diagnosi di cataratta. Ed anzi, i motivi per non attendere troppo ad eseguirla sono innumerevoli. E la scienza lo conferma: operarsi di cataratta apporta indubbi benefici sul piano della salute visiva, ma anche per la mente. Scopriamo assieme fino a che punto.

Perché non rimandare mai l’intervento di cataratta

L’intervento di cataratta è una di quelle procedure capaci di migliorare sensibilmente ed inaspettatamente la nostra capacità e qualità visiva. Ciò che spesso manca rispetto a questo intervento è la conoscenza dei suoi notevoli e comprovati benefici lato paziente. Riassumiamoli brevemente. L’intervento di cataratta:

  • restituisce una qualità visiva ottimale al netto dei disturbi tipici dati dalla opacizzazione del cristallino (contorni poco nitidi, qualità dei colori impoverita, visione complessiva imprecisa);
  • consente di correggere anche i difetti visivi preesistenti (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia), regalando una inedita indipendenza dagli occhiali da vista.

Non rimandare l’intervento di cataratta significa godere di questi benefici quanto prima, ma non solo. Una cataratta particolarmente matura porta con sé un cristallino maggiormente ispessito ed indurito. Si tratta di caratteristiche che:

  • rendono più difficoltosa l’estrazione del cristallino durante l’operazione di cataratta;
  • predispongono l’apparato visivo allo sviluppo di altre patologie oculari, a causa dell’aumento di pressione intraoculare che si verifica nell’occhio quando il cristallino occupa più spazio del dovuto o si deteriora all’interno dell’occhio stesso.

Altri benefici offerti dall’intervento di cataratta

I latini dicevano mens sana in corpore sano. E avevano ragione. Diverse ricerche scientifiche si sono poste il problema di indagare il legame esistente tra benessere visivo e salute cerebrale. I risultati di queste indagini sono davvero sorprendenti.

Un team di studiosi dell’Università di Washington ha scoperto che chi soffre di patologie oculari degenerative è maggiormente predisposto a sviluppare anche patologie neurodegenerative. Tra queste, varie forme di demenza, oltre al forse più noto morbo di Alzheimer. Stando alle percentuali, si parla di un 40%-50% di probabilità in più rispetto a chi ha un apparato visivo sano.

Tra le patologie oculari degenerative prese in esame nella ricerca scientifica appena citata c’erano la retinopatia diabetica, il glaucoma e la degenerazione maculare senile. A seguito di questa prima indagine scientifica, che non prendeva in esame l’opacizzazione del cristallino, i ricercatori hanno deciso di andare oltre.

Un nuovo studio, pubblicato recentemente sulla prestigiosa rivista scientifica Jama, ha dunque posto in correlazione l’opacizzazione del cristallino con le patologie neurodegenerative (demenza e morbo di Alzheimer). Protagonista ancora una volta la University of Washington School of Medicine, dove è stato condotto lo studio. Stando ai risultati, estrapolati dall’osservazione di un campione di oltre 5000 pazienti, l’intervento di cataratta riduce del 30% le probabilità di sviluppare una patologia neurodegenerativa nei 10 anni successivi alla sua esecuzione.

Perché l’intervento di cataratta riduce il rischio di sviluppare una patologia neurodegenerativa?

I ricercatori hanno cercato le motivazioni scientifiche della correlazione esistente tra intervento di cataratta e patologie neurodegenerative. Le ipotesi non sono mancate:

  • le difficoltà sensoriali (difficoltà visiva o uditiva) sono tradizionalmente correlate ad un rischio aumentato di andare incontro a patologie neurodegenerative. Curare il benessere visivo esercita un effetto positivo sulla salute cerebrale riducendo il rischio di ammalarsi di demenza;
  • l’opacizzazione del cristallino inibisce il passaggio della luce dalla pupilla verso la retina. Eppure, sulla retina vi è una sostanza chiamata melanopsina che regola il ritmo sonno-veglia e ci difende dal decadimento cognitivo. Consentire alla luce di penetrare sino alla retina non è solo cruciale per la funzione visiva, ma anche per il benessere cerebrale.

L’operazione di cataratta restituisce uno stato emotivo positivo e ottimistico

In generale, e concludendo, operarsi di cataratta ove necessario è anche un vero e proprio toccasana per il proprio benessere emotivo. Tornare a vedere come prima o anche meglio di prima consente di vivere la terza età con un ritrovato senso di prontezza, autonomia e indipendenza. Non è infrequente, infatti, che la cataratta porti con sé una sofferenza emotiva che via via si fa più marcata: la percezione della propria incertezza motoria e delle difficoltà a misurare i propri movimenti nello spazio si ripercuote spesso anche a livello di stati emotivi non sempre positivi ed ottimistici.

Quando fare un caffè, prendersi cura di se stessi, fare la spesa o condurre un veicolo diventa difficoltoso, l’umore ne risente. E si fa spazio nell’animo un senso di desolazione e di spaesamento che con il tempo si tramuta in un umore costantemente depresso.

Accompagnare un proprio caro nel percorso di cura della cataratta

significa avere a cuore anche la sua salute emotiva

Risolvere e curare la cataratta non è solamente il primo passo ridimensionare il rischio di sviluppare patologie neurodegenerative. Ma è anche la strada giusta per recuperare ottimismo, positività, desiderio di autonomia e di indipendenza. Un aspetto importante che dovrebbe tenere in considerazione non solo il paziente che ne è affetto, ma anche chi se ne prende cura: per esempio, chi ha un genitore anziano affetto da cataratta e desidera vederlo vivere una terza età sotto il segno della serenità.

Intervento di cataratta: vuoi saperne di più?

Hai bisogno di ulteriori informazioni sull’intervento di cataratta? Hai un parente anziano e desideri prenotare una visita oculistica specifica per la cataratta? Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione: puoi chiamarci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 il numero 02 636 1191.

Cura della cataratta: informarsi bene è d’obbligo

La cataratta senile è una patologia oculare ad ampia diffusione legata tipicamente al tempo che avanza, così come ad un serie di concause e di fattori predisponenti. Numeri alla mano, in Italia si sottopongono all’operazione di cataratta circa 500mila pazienti l’anno. Un intervento dal quale non si può prescindere poiché oggi la via chirurgica rappresenta l’unica strada possibile per curare la cataratta in modo definitivo. Tuttavia, prima di sottoporsi all’intervento, è sempre bene informarsi adeguatamente. D’altronde, non tutte le strutture sanitarie sono uguali tra di loro, né propongono lo stesso tipo di intervento. Vediamo di entrare meglio nel dettaglio della questione, a beneficio di chi abbia ricevuto una diagnosi di cataratta e desideri saperne di più.

Perché è fondamentale informarsi bene

Spesso sentiamo parlare amici e parenti degli straordinari traguardi che oggi è possibile raggiungere in oftalmologia nel campo della correzione dei difetti visivi tramite strumenti laser. Interventi ad altissimo apporto tecnologico, minimamente invasivi e di breve durata. L’operazione di cataratta, pur essendo anch’essa indolore e di breve durata, va tuttavia affrontata con il giusto grado di consapevolezza e di serietà. Perché è un intervento chirurgico a tutti gli effetti. Di qui, l’importanza di conoscere, seppur per sommi capi e senza i tecnicismi riservati agli “addetti ai lavori”, tutti gli aspetti pratici dell’intervento. 

Che cos’è l’operazione di cataratta

L’operazione di cataratta è un intervento chirurgico durante il quale si rimuove il cristallino opacizzato dal tempo e lo si sostituisce con una lente intraoculare nuova, altamente biocompatibile, perfettamente trasparente e concepita per durare per sempre. La procedura è di tipo chirurgico: è necessario dunque accedere all’occhio e raggiungere la capsula che ospita il cristallino naturale. A questo punto, tramite un sofisticato strumento ad ultrasuoni, si frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Infine, si inserisce la lente intraoculare nell’occhio, proprio laddove prima c’era il cristallino. Tutta la procedura è assolutamente indolore.

Varianti e peculiarità dell’operazione di cataratta

Nel paragrafo precedente abbiamo illustrato brevemente in cosa consiste l’intervento di cataratta. Quel che non tutti sanno, però, è che nel corso dell’operazione sopra descritta possono intervenire alcune variabili capaci di offrire più benefici al paziente che vi si sottopone. Scopriamole dunque assieme. 

  • Partiamo dalla componente umana: un chirurgo dotato di solida e comprovata esperienza sul campo fa sicuramente la differenza. E la fa ancor di più se opera in una struttura d’eccellenza, dove l’attenzione, la sensibilità, l’empatia ed il dialogo con il paziente sono considerate fondamentali.
  • Veniamo ora agli aspetti tecnici: nella maggior parte dei casi, per raggiungere il cristallino è necessario praticare una minuscola incisione sulla superficie della cornea. Questa incisione si esegue normalmente a mano, con l’ausilio di un bisturi. In alcuni centri d’eccellenza in Italia è possibile sostituire il bisturi con il laser. Si tratta del laser a femtosecondi, uno strumento ad altissima precisione che offre diversi benefici al paziente. Tra questi, maggior sicurezza, una guarigione più rapida, un decorso operatorio più piacevole. Il laser a femtosecondi è uno strumento prezioso anche nell’apertura della capsula che contiene il cristallino e nella sua frantumazione (specie laddove questo sia più ispessito e “maturo”). 
  • Infine, nei centri d’eccellenza la gamma dei cristallini artificiali a disposizione del paziente è particolarmente vasta. Cristallini con un potere diottrico personalizzato sulla base delle peculiari esigenze visive. Questo significa che l’operazione di cataratta può tramutarsi in un’opportunità per correggere contemporaneamente uno o più difetti visivi preesistenti. Il beneficio a lungo termine è la possibilità di poter fare a meno dell’uso degli occhiali da vista, recuperando non solo la trasparenza del cristallino, ma anche la qualità della visione, regalandosi di fatto un vero e proprio balzo indietro nel tempo.

Riassumendo

Esiste la possibilità di affrontare l’operazione di cataratta con maggior serenità e con più benefici al lungo termine. Zero aghi, niente bisturi e una visione in HD perfetta per affrontare la terza età con ottimismo sotto il segno del benessere visivo. 

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Chiamaci per una visita oculistica specialistica per la cataratta: sarà nostra cura illustrarti nel dettaglio tutti gli aspetti relativi all’intervento di cataratta e rispondere alle tue domande sul tema. 

Cataratta giovanile, sintomi e cure

La cataratta senile – ovvero la naturale e progressiva opacizzazione del cristallino – è una patologia oculare ad ampissima diffusione a livello mondiale. La sua incidenza è elevatissima tra gli over 70 ed è noto che si tratta di una patologia tipica dell’età avanzata. Pur tuttavia, può capitare che essa si presenti già intorno ai 40 anni: si parlerà allora di cataratta giovanile. Di che si tratta? A proposito di cataratta giovanile, sintomi e cure sono gli stessi di quella senile? E quali sono i rimedi per la cataratta giovanile? Approfondiamo assieme l’argomento.

Che cos’è la cataratta giovanile?

Abbiamo avuto modo di approfondire più volte il tema della cataratta senile e non è mancata l’occasione di menzionare anche la variante congenita della patologia, ovvero quella che si manifesta già alla nascita. La tipologia di cataratta che approfondiamo invece in questa sede, la cataratta giovanile, fa la sua comparsa in età adulta, indicativamente prima dei 45 anni. Può essere monolaterale o bilaterale, ovvero interessare un solo occhio oppure entrambi.

Cause e sintomi della cataratta giovanile

Le cause della cataratta giovanile possono essere diverse. Elenchiamo dunque diverse tipologie di cataratta giovanile, dipendenti dalle cause che la possono innescare:

  • complicata: si presenta come conseguenza (o complicazione, appunto) di alcuni disturbi o patologie oculari particolarmente importanti: una miopia forte, un distacco di retina, una uveite, il glaucoma;
  • da farmaci: l’assunzione protratta nel tempo di alcune tipologie di farmaci (come i cortisonici, per esempio) può essere all’origine dello sviluppo della cataratta giovanile;
  • da traumi: una forte contusione, un incidente, un evento traumatico che interessi l’occhio possono essere fattori predisponenti lo sviluppo della patologia;
  • associata ad altre patologie: spesso la cataratta insorge in età giovanile come conseguenza di altre patologie, anche sistemiche. Un esempio su tutti è dato dal diabete. I soggetti affetti da diabete sono predisposti a sviluppare la cataratta 4 volte di più rispetto ai soggetti che non ne sono affetti. Anche la dermatite atopica può essere un fattore favorente l’insorgenza della cataratta giovanile;
  • anche l’esposizione intensa e protratta nel tempo ai raggi ultravioletti, ai raggi infrarossi o ai raggi X può favorire l’insorgenza della patologia in età giovane.

Cataratta giovanile, sintomi:

La cataratta giovanile presenta gli stessi sintomi di quella senile:

  • una visione progressivamente meno definita e più incerta, con contorni imprecisi e colori meno nitidi;
  • difficoltà visiva, dapprima in condizioni di poca luce (visione notturna), ma spesso anche di giorno.

Cure per la cataratta giovanile

Le cure per la patologia sono le stesse che si propongono per quella senile. Ci riferiamo all’intervento di facoemulsificazione, che prevede che il cristallino opacizzato sia rimosso e sostituito con uno artificiale. L’unica possibilità di cura per la cataratta giovanile è l’intervento chirurgico e non esiste terapia farmacologica in grado – ad oggi – di porre rimedio o arrestare l’opacizzazione del cristallino.

L’intervento chirurgico per la rimozione del cristallino opacizzato ha trovato negli ultimi anni un valido alleato nel laser a femtosecondi. Uno strumento che ha reso l’intervento ancora più preciso, accurato e sicuro.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta giovanile e patologie oculari: la prevenzione prima di tutto

Dal momento che nell’immaginario collettivo la patologia è esclusiva delle generazioni più anziane, ricevere una diagnosi di cataratta in giovane età può essere spiazzante. Quel che conta, a qualunque età, è aver cura del proprio apparato visivo, sottoponendosi agli opportuni controlli della salute oculare anche in assenza di sintomi. Nel caso della cataratta, per esempio, la buona riuscita dell’intervento può dipendere anche dallo stato del cristallino opacizzato. Praticare un’autodiagnosi, imputando un calo visivo ad un peggioramento dei propri difetti refrattivi ad esempio, può favorire un peggioramento della cataratta. Rendendo l’intervento più impegnativo ed esponendo l’occhio a maggiori complicazioni.

Cataratta giovanile e difetti visivi: che fare?

Come detto, la patologia può essere innescata da una miopia forte. Quando la cataratta giovanile si presenta in concomitanza di una miopia o di altri difetti visivi, l’intervento di sostituzione del cristallino può tramutarsi in un’inaspettata opportunità. Oggi, infatti, i moderni cristallini artificiali sono concepiti per essere delle vere e proprie lenti intraoculari dotate di potere diottrico e, dunque, in grado non solo di ripristinare la trasparenza perduta con la cataratta, ma anche di correggere i difetti visivi preesistenti. Pertanto, è possibile cogliere l’occasione per prendersi cura della propria salute oculare e risolvere in modo permanente la propria dipendenza dagli occhiali.

Ma non solo: i nuovi cristallini artificiali (si chiamano EDOF, di nuova generazione) alleviano fortemente anche la necessità di usare gli occhiali per il computer e altre attività a media distanza, migliorando così la qualità di vita dell’operato.

Le moderne lenti intraoculari sono altamente biocompatibili, durano per tutta la vita ed offrono un livello di personalizzazione mai visto prima. In questo senso, rappresentano una vera e propria opportunità per ristabilire la propria capacità visiva e fare a meno degli occhiali.

Dott. Lucio Buratto, medico oculista e Direttore Scientifico del Centro Ambrosiano Oftalmico

Vuoi saperne di più?

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Cataratta con il laser: l’intervento diventa “gentile”

L’intervento di cataratta si esegue con una tecnica chiamata “facoemulsificazione”. Durante l’intervento, il chirurgo accede all’occhio con una sonda ad ultrasuoni, che frantuma ed aspira il cristallino opacizzato. Segue l’inserimento di un nuovo cristallino artificiale, altamente biocompatibile e perfettamente trasparente. Si tratta di un intervento oramai considerato di routine, per l’elevato numero di esecuzioni e per la minima percentuale di rischi post operatori. Un intervento che va affrontato con la giusta dose di consapevolezza, e che è disponibile in una veste nuova, più “gentile”. Scopriamo assieme di che si tratta.

Intervento di cataratta: tradizionale o con laser?

Come detto in apertura, il chirurgo accede all’occhio con uno strumento ad ultrasuoni. Per accedere al cristallino con il facoemulsificatore, è necessario eseguire una piccola incisione sulla cornea. Tale incisione si esegue tradizionalmente con uno strumento a lama, solitamente un bisturi.

Come avviene l’intervento di cataratta tradizionale

Nella facoemulsificazione eseguita con tecnica tradizionale, lo strumento ad ultrasuoni frammenta ed aspira il cristallino opacizzato. Dapprima si esegue la capsuloressi, ovvero la frantumazione ed aspirazione della porzione anteriore della capsula che accoglie il cristallino: una fase che, nell’intervento di cataratta tradizionale, si esegue con l’aiuto di strumenti chirurgici. Si procede poi alla frantumazione ed aspirazione della parte centrale, mentre la parte posteriore della capsula è ben detersa e lasciata in sede. Sarà lei ad accogliere il nuovo cristallino artificiale. Come detto, la via d’accesso al cristallino è eseguita con un bisturi, ma nella maggior parte dei casi non è necessario applicare punti di sutura.

Come avviene l’intervento di cataratta con il laser

Il laser a femtosecondi ha rivoluzionato il modo di fare chirurgia oftalmica sia per quanto riguarda la chirurgia refrattiva, sia per quanto riguarda l’intervento di cataratta. Il laser a femtosecondi è uno strumento che emette impulsi brevissimi e ravvicinati, riuscendo di fatto a sostituirsi al bisturi. Nell’intervento di cataratta con il laser, è possibile avvalersi di questo straordinario strumento per:

  • eseguire l’incisione corneale per accedere al cristallino, in modo altamente preciso e controllato (per quanto riguarda l’estensione, la profondità, la pulizia dell’incisione), senza dover ricorrere al bisturi;
  • incidere la capsula anteriore, evitando l’uso di strumenti chirurgici;
  • frammentarne il nucleo più duro della cataratta, in modo più agevole e veloce specie laddove il cristallino sia più ispessito.

E’ sempre consigliabile operare la cataratta non appena se ne riceve la diagnosi. Operare quanto prima rende l’intervento più agevole e riduce drasticamente l’eventualità che la patologia arrechi ulteriori danni alle altre strutture oculari.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in interventi di microchirurgia oculare presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico

Cataratta con il laser: i vantaggi

L’uso del laser apporta i seguenti vantaggi all’intervento di cataratta:

  • un elevato livello di precisione e controllo dell’intera procedura, maggiore di quello raggiunto con la chirurgia tradizionale;
  • un più veloce recupero post operatorio;
  • una minore invasività e manipolazione meccanica all’interno delle strutture oculari del paziente;
  • la possibilità di pianificare per tempo le incisioni necessarie (sulla cornea e sulla capsula anteriore) in termini di estensione e profondità, rendendo l’intervento di cataratta con il laser altamente personalizzabile sulla base delle caratteristiche anatomiche dell’occhio del paziente;
  • la possibilità di fare totalmente a meno di strumenti chirurgici quali bisturi, aghi e pinze;
  • la capacità di accorciare i tempi dell’intera procedura;
  • la riduzione notevole di eventuali fastidi post operatori

Concludendo, allo stato attuale, il chirurgo si avvale ancora del facoemulsificatore, ma in generale l’utilizzo del laser a femtosecondi rende l’intera procedura chirurgica più gentile. A beneficio del chirurgo ma anche del paziente che si sottopone all’operazione di cataratta.

L’intervento di cataratta con il laser a femtosecondi aiuta il chirurgo ad eseguire le fasi più delicate della procedura con maggior precisione e controllabilità. Peraltro, l’uso del laser riduce il rischio di sviluppare un astigmatismo corneale indotto dall’intervento, ed anzi aiuta a correggere un eventuale astigmatismo preesistente.

Dott. Giuseppe di Meglio, Medico Oculista esperto in interventi di microchirurgia oculare presso CAMO, Centro Ambrosiano Oftalmico.

Vuoi saperne di più?

L’intervento di cataratta con il laser è disponibile presso il Centro Ambrosiano Oftalmico. Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.