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Cataratta senile, quando operare?

La cataratta senile, nota semplicemente con il nome di cataratta, è un fenomeno del tutto naturale che si presenta in età matura ed avanzata. Di fronte ad una diagnosi di cataratta può capitare di provare un po’ di disorientamento. Quando operare? Come si svolgerà l’intervento? E dopo l’intervento, che cosa succederà? La cataratta potrà forse fare ritorno? Rispondiamo ad alcune domande comuni sul tema.

Cos’è la cataratta senile? Come si manifesta? Quanti tipi di cataratta esistono? 

Il cristallino è una piccola lente situata all’interno dell’occhio, dalla forma e dalle dimensioni di una lenticchia. Non è innervato, né vascolarizzato, e si comporta esattamente come la lente di una macchina fotografica. La cataratta senile è l’opacizzazione del cristallino, ed si presenta per cause del tutto naturali dovute all’avanzamento dell’età. 

Si può manifestare più o meno repentinamente e generalmente interessa entrambi gli occhi. Può essere di tipo:

  • nucleare: opacizzazione del centro del cristallino;
  • corticale: opacizzazione delle aree esterne del cristallino;
  • sottocapsulare posteriore: opacizzazione della parte posteriore del cristallino. 

Quali sono i sintomi della cataratta senile?

La cataratta senile non è dolorosa: i sintomi che ne annunciano la presenza sono altri. In generale, la patologia si manifesta con un progressivo peggioramento della capacità e della qualità visiva. Chi ne è affetto, inoltre, può sperimentare:

  • appannamento;
  • visione di aloni;
  • sensazione di abbagliamento;
  • distorsione delle immagini.

Quali sono le cause della cataratta senile? 

Stili di vita disordinati e fumo influiscono negativamente sull’evoluzione della cataratta, determinandone un peggioramento. Per ritardarne la comparsa o rallentarne la progressione, si consiglia di praticare molto sport all’aria aperta, bere molta acqua, alimentarsi correttamente con frutta e verdura di stagione. In questo modo, si prevengono fenomeni di ossidazione cellulare e si garantisce una buona ossigenazione dei tessuti, che ne guadagnano in salute e giovinezza.

Altri fattori predisponenti sono:

  • prolungata esposizione ai raggi ultravioletti;
  • assunzione continuativa di determinati farmaci;
  • presenza di malattie sistemiche (come il diabete).

Qual è la terapia per la cataratta senile?

La cataratta non è curabile farmacologicamente. L’unica soluzione è l’intervento chirurgico. L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato (facoemulsificazione) e nella sua sostituzione con uno artificiale.

Il cristallino artificiale, detto anche lente intraoculare o IOL, ha le seguenti caratteristiche:

  • è perfettamente trasparente;
  • è biocompatibile;
  • è destinato a durare per tutta la durata della vita del paziente;
  • può essere dotato di un potere diottrico in accordo con le esigenze visive specifiche del paziente.

Rispetto all’ultimo punto questo significa che l’intervento di cataratta può avere la duplice funzione di:

  1. terapia definitiva nei confronti della cataratta;
  2. correzione permanente dei difetti visivi, anche laddove siano più d’uno in concomitanza.

L’intervento è doloroso?

L’intervento di facoemulsificazione non è doloroso. Si esegue senza ricovero, in regime ambulatoriale o di day surgery, ed ha una durata di pochi minuti. Prima dell’intervento, si somministrano al paziente poche gocce di collirio anestetico, sufficienti ad affrontare la seduta senza dolore ed in totale serenità. 

Quando operare? 

Si consiglia sempre di operare non appena in possesso della diagnosi, per una serie di motivi tanto di indole medica ed oggettiva, quanto individuale e soggettiva. Tra i primi, citiamo il fatto che una cataratta particolarmente matura ed avanzata può compromettere la salute dell’intero apparato visivo. Per ciò che concerne invece i motivi di natura soggettiva, va detto che la cataratta pregiudica non solo la salute oculare, ma la stessa qualità di vita di chi ne è affetto. Operare quanto prima significa tornare a compiere anche le più piccole e banali azioni quotidiane con un ritrovato dinamismo ed una rinnovata sicurezza in se stessi, con indubbi benefici anche a livello di umore ed autostima. 

La cataratta può fare ritorno? 

Una volta rimosso il cristallino naturale opacizzato, la cataratta non potrà più fare ritorno. Questo accade perché le moderne lenti intraoculari non vanno incontro ad opacizzazione. 

 

Vuoi saperne di più?

Ti è stata diagnosticata la cataratta o temi di esserne affetto? Hai ulteriori domande sul tema? Siamo a tua disposizione. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Trattamento della cataratta, dove andare?

Il trattamento della cataratta è una delle procedure chirurgiche più diffuse al mondo. Tra i motivi di questa notevole diffusione dell’intervento, vi è anche l’allungamento significativo dell’aspettativa di vita. Dall’antichità sino ad oggi, l’uomo è andato via via aggiungendo tasselli ad un sapere e ad un saper fare che gli hanno consentito di raggiungere quel progresso sociale, tecnologico e medico-scientifico che oggi diamo per assodato, ed un’aspettativa di vita sempre più lunga. Non stupisce, dunque, che alcune patologie tipiche dell’età avanzata abbiano attualmente un’incidenza mai vista nelle epoche passate. La cataratta è tra queste.

A ben guardare, in effetti, la terza età oggi non è altro che una seconda giovinezza, fatta per riscoprire affetti, passioni, interessi, e per godere di tutta la bellezza della nostra esistenza, anche nei piccoli gesti. Come alzarsi al mattino ed ammirare il mondo dalla propria finestra. E allora, dove andare per il trattamento della cataratta? A chi rivolgersi con fiducia? Quali sono le tecniche oggi maggiormente in uso?

Il trattamento della cataratta: parola d’ordine, tecnologia

Il trattamento della cataratta è una procedura ad altissimo apporto tecnologico. A partire dal percorso diagnostico, sino ad arrivare all’intervento di cataratta vero e proprio, la tecnologia è protagonista. Già durante la diagnostica, è possibile:

  • Appurare lo stato di salute oculare del paziente;
  • Accertare l’eventuale presenza di altre patologie oculari, come glaucoma o maculopatia;
  • Analizzare i dati per mettere a punto una procedura chirurgica altamente personalizzata.

Tra gli strumenti più preziosi nelle mani di medici e chirurghi nel corso del trattamento della cataratta, troviamo oggi:

  • il microscopio operatorio, capace di ingrandire il campo visivo del chirurgo offrendo immagini molto nitide e perfettamente illuminate;
  • il facoemulsificatore ad ultrasuoni, pensato per frantumare il cristallino oramai opacizzato e contestualmente aspirarlo;
  • il laser a femtosecondi, un laser a microimpulsi di ultima generazione capace di sostituirsi al bisturi, garantendo incisioni ad altissima precisione che non necessitano poi di punti di sutura.

L’ultima fase dell’intervento di cataratta prevede l’impianto di una lente intraoculare. Le lenti intraoculari di ultima generazione sono realizzate in un materiale molto flessibile e perfettamente biocompatibile ed offrono al paziente indubbi vantaggi:

  • non necessitano di essere sostituite;
  • consentono di correggere difetti visivi preesistenti (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).

Strumenti d’eccellenza nelle mani di équipe mediche di alto profilo

La moderna chirurgia della cataratta necessita di questi straordinari strumenti, molti dei quali disponibili soltanto presso le migliori strutture. Questi esprimono il massimo delle loro potenzialità nelle mani di un chirurgo esperto e preparato. Dove andare, dunque, per il trattamento della cataratta? Dove trovare la giusta combinazione tra esperienza e tecnologia d’avanguardia? Il consiglio è quello di orientarsi verso una clinica d’eccellenza.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico garantisce:

  1. équipe mediche di altissimo profilo;
  2. tutte le strumentazioni d’avanguardia, tanto in ambito diagnostico quanto in ambito chirurgico;
  3. le migliori lenti intraoculari Premium disponibili oggi sul mercato.

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Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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Presbiopia: cos’è e come si cura

presbiopia cos'è - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Mentre ricercatori e scienziati di mezzo mondo si prodigano nel ricercare un rimedio farmacologico per la correzione (seppur temporanea) della presbiopia come alternativa agli ausili esterni (lenti e occhiali), la medicina oftalmica offre una risposta certa, efficace e permanente: un intervento laser totalmente sicuro e di breve durata. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di conoscere meglio la presbiopia, cos’è e come si cura.

Cos’è la presbiopia?

Spesso confusa con i più comuni difetti visivi come miopia, ipermetropia ed astigmatismo, la presbiopia è, di fatto, qualcosa di diverso. Nei difetti visivi, il punto di fuoco “cade” nel posto sbagliato, cioè non esattamente sulla retina (ma davanti, dietro oppure in punti diversi della retina stessa). Nella presbiopia, invece, il problema è differente. Si tratta di un difetto di accomodazione, cioè un peggioramento della capacità di messa a fuoco dell’occhio. Che, sfortunatamente, è del tutto irreversibile e ad oggi non trattabile farmacologicamente.

Il responsabile? E’ il cristallino, insieme al tempo

“Responsabile” di questa difficoltà è il cristallino, la piccolissima lente collocata all’interno dell’occhio. In condizioni sane, quando l’occhio è giovane ed ancora perfettamente efficiente, il cristallino si incurva e si piega per favorire la messa a fuoco. Con l’andare del tempo, il cristallino perde la sua naturale flessibilità. Il risultato è una progressiva difficoltà ed incertezza nella messa a fuoco. Specie alle distanze medio-vicine. Il classico caso del quarantenne che comincia ad allontanare lo smartphone dal viso per poterlo vedere meglio è dovuto proprio alla presbiopia.

Come si cura la presbiopia?

Come detto, ad oggi non esiste rimedio farmacologico per trattare la presbiopia. Le strade da intraprendere sono dunque due: quella della correzione temporanea, con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto, e quella della correzione permanente.

In cosa consiste la correzione permanente della presbiopia?

La correzione permanente della presbiopia si ottiene tramite un intervento laser che si avvale di una tecnica molto simile alla più nota FemtoLASIK. Si tratta dunque di un’operazione che si esegue sulla cornea, grazie all’uso di laser di ultima generazione. Ma non è l’unica opzione. In alcuni casi, si può anche ricorrere ad altre soluzioni, come le lenti intracorneali oppure le lenti intraoculari. Solo per fare qualche esempio, questo accade:

  • quando il difetto accomodativo è molto marcato;
  • se la presbiopia si presenta in associazione con difetti visivi anch’essi molto forti;
  • laddove il paziente sia già in età matura e sia necessario eseguire anche un intervento di cataratta.

In ogni caso è fondamentale sottoporsi ad una visita oculistica specialistica. La visita includerà un colloquio conoscitivo ed una serie di test diagnostici accurati e sarà fonte di indicazione in merito alla procedura terapeutica più indicata per correggere la presbiopia con riferimento allo stato di salute oculare del paziente.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Prenota una visita specialistica per la cataratta in CAMO. Nel corso della visita, saremo lieti di rispondere ad ogni tuo quesito in merito alla procedura chirurgica ed al post intervento. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Ti aspettiamo!

Femtolaser: 5 vantaggi

Femtolaser - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il femtolaser, noto anche come laser a femtosecondi, è uno strumento davvero sofisticato che ha rivoluzionario il mondo della medicina ed in particolar modo quello della chirurgia oculare. Il suo uso è ancora appannaggio dei centri d’eccellenza: qui, si eseguono interventi di chirurgia oculare di altissimo livello e, nelle mani di alcuni tra i medici più preparati e competenti al mondo, il laser a femtosecondi riesce davvero ad esprimersi in tutta la sua straordinaria potenzialità. Conosciamo dunque più da vicino i vantaggi del femtolaser, capiamo di che tipo di strumento laser si tratta e perché è ritenuto così speciale.

Che cos’è il femtolaser o laser a femtosecondi

Il femtolaser è uno strumento laser di ultimissima generazione che trova spazio, oggi, nell’ambito di diversi interventi di chirurgia oftalmica. Lo si usa:

  • negli interventi di chirurgia refrattiva, cioè gli interventi per la correzione permanente dei difetti visivi;
  • durante interventi per il trattamento di alcune patologie oculari, tra le quali citiamo la cataratta;
  • durante interventi di chirurgia corneale, come per esempio nell’inserimento di anelli intrastromali per il trattamento del cheratocono.

L’uso di uno strumento laser per il trattamento di patologie oculari e difetti visivi non è una novità: già dagli anni Ottanta il laser ad eccimeri ha fatto il suo ingresso nell’ambito della chirurgia oftalmica, per divenire e rimanere uno dei protagonisti incontrastati di una vasta gamma di procedure chirurgiche.

Per il suo campo d’applicazione specifico e per le sue caratteristiche intrinseche, tuttavia, il femtolaser è qualcosa di diverso. Si tratta, in breve, di un laser ad infrarossi che emette microimpulsi della durata di pochi femtosecondi (ovvero milionesimi di miliardesimi di secondo).

Femtolaser: ecco i 5 vantaggi

Vediamo dunque quali sono i 5 vantaggi del femtolaser, che lo rendono uno strumento così ambito, interessante ed utile sia per il medico che per il paziente.

  1. Sostituisce efficacemente l’uso del bisturi, consentendo di eseguire incisioni senza lame.
  2. E’ altamente programmabile. Il chirurgo può stabilire, prima dell’intervento, quanto e come il femtolaser si muoverà, definendo forma e spessore dell’incisione.
  3. E’ altamente controllabile. Qualora il paziente si dovesse muovere troppo o fosse necessario interrompere la procedura, il laser sospende immediatamente la sua azione.
  4. Offre un livello di precisione elevatissimo. Il laser a femtosecondi raggiunge un livello di precisione e di omogeneità delle incisioni mai vista prima. Una precisione eccellente, sia in termini di forma che di spessore.
  5. E’ uno strumento altamente igienico. Poiché si avvale dell’uso di raggi infrarossi, il femtolaser non “tocca” materialmente le strutture oculari del paziente. Ecco perché regala un eccellente livello di igiene della procedura. Di conseguenza il rischio di complicanze intra e post operatorie si riduce drasticamente.

Anche un non addetto ai lavori può dunque facilmente comprendere come una medesima procedura chirurgica, se eseguita con l’ausilio del femtolaser, abbia una marcia in più.

Per fare due esempi tra i più comuni (ma ve ne sono molto altri), si pensi al salto di qualità che possono fare:

  • l’intervento di cataratta (che assumerà pertanto il nome di femtocataratta);
  • l’intervento di correzione dei difetti visivi con tecnica LASIK (che assumerà il nome di femto-LASIK).

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Come avviene l’intervento di cataratta?

come avviene l'intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di breve durata e totalmente indolore. L’idea di subire una procedura chirurgica agli occhi può, tuttavia, suscitare un po’ di apprensione: ecco perché essere bene informati su come avviene l’intervento di cataratta può essere di grande aiuto per affrontarlo serenamente e per comprenderne a fondo tutti i vantaggi.

Conosciamo il nostro occhio più da vicino

Per comprendere come avviene l’intervento di cataratta è importante avere una minima conoscenza dell’anatomia dell’occhio. L’occhio umano si compone di un bulbo oculare, al centro del quale si trova una piccolissima lente. Essa è grande come una lenticchia ed è chiamata cristallino. Nella parte anteriore del bulbo si trova un piccolo foro, la pupilla, attraverso il quale entrano i raggi luminosi. La luce va a colpire proprio il cristallino, che si occupa poi di rifletterla sulla retina, una delicata e preziosa membrana che riveste internamente il bulbo oculare. Da lì, l’informazione luminosa è convogliata al nervo ottico, che la trasferisce a sua volta al cervello. Nel cervello, infine, essa è opportunamente decodificata.

Naturalmente si tratta di una descrizione molto semplificata per “non addetti ai lavori”, perché l’apparato visivo è ben più sofisticato e complesso di quel che può apparire da queste poche righe. Tuttavia, rende molto bene l’idea del ruolo primario che il cristallino svolge nel processo visivo.

Anatomia dell'occhio

Quando il cristallino si deteriora: la cataratta

La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e pertanto fatica a far passare i raggi luminosi verso la retina. L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno del tutto naturale che peggiora in modo non reversibile mano a mano che il tempo passa. La cataratta è in gran parte legata all’invecchiamento cellulare, anche se talvolta può avere altre cause. Infine, non è curabile farmacologicamente: l’unico modo per porvi rimedio è l’intervento di cataratta.

Come avviene l’intervento di cataratta?

L’intervento di cataratta ha luogo in due fasi:

1 – Rimozione del cristallino opacizzato

Lo specialista esegue una piccolissima incisione sulla cornea ed accede alla capsula che contiene il cristallino attraverso uno strumento chiamato facoemulsificatore. Si tratta di uno strumento ad ultrasuoni che, simultaneamente, frantuma e aspira il cristallino opacizzato.

Nei centri d’eccellenza come CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile eseguire la piccola incisione con uno strumento laser anziché con il bisturi. Lo strumento in questione si chiama laser a femtosecondi. In questo modo, l’intervento acquista una ancor maggiore controllabilità e precisione, mentre gli eventuali rischi intra e post operatori sono ridotti davvero al minimo.

2 – Inserimento di una IOL – Lente Intraoculare

Lo specialista inserisce al posto del cristallino opacizzato una lente intraoculare. Si tratta di un cristallino artificiale perfettamente trasparente, biocompatibile e destinato a durare per tutta la vita del paziente. Oltre a ripristinare le funzioni del cristallino naturale, la lente artificiale può anche essere dotata di un potere diottrico compatibile con le esigenze visive del paziente, e quindi risolvere eventuali difetti visivi.

Un esempio:

se oltre ad essere affetto da cataratta il paziente ha anche un problema di miopia, la lente intraoculare potrà anche essere dotata dell’opportuno potere diottrico per correggere la miopia. E non solo: le moderne lenti intraoculari sono disponibili anche nella tipologia multifocale, perfetta per correggere più difetti visivi al contempo.

Hai bisogno di altri chiarimenti in merito a come avviene l’intervento di cataratta? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta? Siamo a tua disposizione.

Chiamaci

Il nostro centralino è attivo dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Chirurgia della cataratta senza bisturi

Cataratta senza bisturi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La chirurgia della cataratta è un argomento molto attuale e di sempre maggior interesse anche al di fuori dell’ambito strettamente medico. L’intervento di cataratta è, a tutti gli effetti, un’operazione di microchirurgia oculare che, nonostante le rassicurazioni di amici e parenti, è capace di incutere ansia e preoccupazione nel paziente meno informato. Oggi, tuttavia, è possibile effettuare l’intervento di cataratta seguendo una formula “gentile”, che non si avvale per nulla dell’uso del bisturi. Conosciamo più da vicino l’intervento di cataratta senza bisturi.

Come avviene l’intervento di cataratta

L’intervento di cataratta prevede che il chirurgo sostituisca il cristallino oramai opacizzato con uno artificiale. Il cristallino naturale viene frantumato dal facoemulsificatore e contestualmente aspirato. Durante la seconda parte dell’intervento il chirurgo inserisce un cristallino artificiale, ovvero una lente intraoculare (IOL), che può anche avere un potere diottrico adeguato alle necessità del paziente. L’intervento è indolore e dura pochi minuti, mentre il cristallino artificiale è destinato a mantenere intatta la sua funzionalità e le sue caratteristiche per tutta la vita del paziente. Nel complesso, si tratta di un intervento capace di offrire al paziente una capacità visiva ottimale e con essa un senso di indipendenza che gli consentiranno di affrontare con ottimismo e serenità anche l’età avanzata.

L’intervento di cataratta “tradizionale”

L’intervento di cataratta nella sua versione “tradizionale” prevede che il chirurgo effettui una minima incisione con l’aiuto di un bisturi. Naturalmente al paziente si somministra un collirio anestetico, motivo per cui non sente alcun dolore. L’uso del bisturi è previsto solamente nella prima fase dell’intervento, quando si rende necessaria una piccola via d’accesso per l’introduzione degli strumenti operatori e del cristallino artificiale. Al termine dell’intervento si applica un punto di sutura.

L’intervento di cataratta senza bisturi

L’uso del laser rappresenta una perfetta opportunità per chi non è molto entusiasta all’idea di sottoporsi all’intervento con il bisturi. In questo caso, le caratteristiche dell’intervento rimangono le stesse, con la differenza che sarà un laser di ultima generazione ad effettuare l’incisione che consentirà la sostituzione del cristallino. Il laser in questione prende il nome di laser a femtosecondi – un’unità di misura che indica il miliardesimo di secondo – ovvero la velocità con la quale lo strumento emette degli impulsi luminosi. Il femtosecondi riesce a tutti gli effetti a sostituirsi al bisturi pur non essendo un bisturi. Il paziente anche in questo caso non prova alcun dolore, e non dovrà sottoporsi ad alcun punto di sutura al termine della procedura.

Vuoi saperne di più?

Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile sottoporsi all’intervento di cataratta senza bisturi. Se vuoi saperne di più, prenota oggi stesso una visita oculistica specialistica per la cataratta. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191 dalle 9.00 alle 19.00.

Intervento di cataratta: 5 motivi per non rimandare

intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il 27 novembre 1949 è una data davvero significativa per il mondo della chirurgia oftalmica. In quella data, infatti, si impiantava a Londra la prima lente intraoculare al mondo. Una vera e propria rivoluzione. L’intervento di cataratta al quale oggi siamo abituati è una pratica davvero veloce ed indolore, per nulla rischiosa né stressante per il paziente che vi si sottopone. Un grande traguardo che la medicina oftalmica ha raggiunto con il tempo. Uno dopo l’altro, infatti, si sono compiute 5 grandi rivoluzioni che hanno perfezionato l’intera procedura, a partire dalla fase diagnostica fino all’intervento di cataratta vero e proprio. Il risultato è un intervento estremamente appagante sia per il medico che lo esegue, sia per il paziente che vi si sottopone.

1 . La rivoluzione in ambito diagnostico

Le moderne tecnologie oggi mettono a disposizione dei centri d’eccellenza di tutto il mondo strumenti diagnostici particolarmente avanzati, capaci di offrire efficienza, precisione millimetrica ed affidabilità estrema. Nel corso della visita oculistica preoperatoria – grazie a questi strumenti – è possibile raccogliere innumerevoli dati circa la salute oculare del paziente, la struttura morfologica e gli aspetti funzionali del suo apparato visivo. Una miriade di informazioni preziose che poi saranno automaticamente riproposte al chirurgo in sala operatoria.

2 – A proposito di microscopio…

I microscopi di oggi non sono più i microscopi di una volta. Dal secolo scorso ad oggi, la tecnologia ha messo al servizio della medicina uno strumento le cui potenzialità sarebbero sicuramente andate ampiamente al di là di quanto Sir Ridley potesse immaginare. I microscopi presenti oggi nelle sale operatorie dei centri d’eccellenza di tutto il mondo dispongono di una qualità ottica davvero elevata. Inoltre riescono anche a proporre al chirurgo dati ed informazioni utili per il buon andamento degli interventi.

3 – Il laser, il “re” delle invenzioni!

Il terzo motivo per il quale non dovreste soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta si chiama laser a femtosecondi. Sappiamo tutti che il laser ha rivoluzionato il mondo della medicina e della chirurgia. A seconda della lunghezza d’onda, del gas impiegato per il suo funzionamento e delle finalità per il quale è concepito, avremo un laser differente. Anche in oculistica i laser sono differenti: laser giallo, laser sottosoglia, laser 2RT, laser argon sono forse nomi dei quali avete sentito parlare. Ma la rivoluzione che l’avvento del laser a femtosecondi è riuscita a portare è davvero qualcosa di unico nel suo genere. Il laser a femtosecondi è capace infatti di sostituirsi in toto ad un bisturi, eseguendo incisioni sui tessuti pur senza che questi vengano toccati da qualunque tipo di strumento meccanico. Le incisioni eseguite con laser a femtosecondi, inoltre, vantano una lunga serie di caratteristiche che le rendono di gran lunga più vantaggiose rispetto a quelle eseguite con altri strumenti meccanici.

Tra queste caratteristiche citiamo:

  • programmabilità e controllabilità al millimetro dell’incisione;
  • estrema precisione dell’incisione;
  • nessuna necessità di punti di sutura al termine dell’intervento;
  • “pulizia” estrema e quindi minor rischio intraoperatorio per il paziente.

4 – Il facoemulsificatore

Il facoemulsificatore ad ultrasuoni è uno strumento che, nelle sue versioni di ultima generazione, offre elevatissima precisione ed affidabilità. In questi apparecchi, gli ultrasuoni emessi dalla sonda sono mantenuti a pressione sempre costante. Inoltre, la stessa quantità di ultrasuoni è ridotta al minimo necessario per portare a termine l’esecuzione dell’intervento di cataratta.

5 – Le lenti intraoculari

Sulle lenti intraoculari si potrebbe aprire un lunghissimo capitolo. Se l’idea di Sir Ridley era quella di sostituire il cristallino, oggi la moderna chirurgia oftalmica consente al paziente di andare ben oltre questo traguardo. Le lenti intraoculari sono moderni dispositivi capaci di adattarsi perfettamente alle caratteristiche dell’apparato oculare del paziente, ma non solo. Esse possono anche far fronte alle sue esigenze personali. Biocompatibili, estremamente durevoli nel tempo, flessibili, customizzabili sotto più punti di vista, capaci di correggere uno o più difetti visivi contestualmente: i vantaggi sono davvero innumerevoli.

Insomma, dopo aver letto questo breve articolo avrai 5 motivi in più per sottoporti in tutta serenità all’intervento di cataratta non appena ricevi la diagnosi.

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Che cos’è la cataratta?

Che cos'è la cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

Fino a qualche decina di anni fa la cataratta sembrava essere un argomento riservato agli addetti ai lavori e si tendeva ad accettare il graduale e pur tuttavia importante calo di capacità visiva come un “sintomo” naturale dell’età avanzata. Oggi grazie alla globalizzazione dell’informazione ed alla maggiore sensibilità verso temi quali la prevenzione e la salute oculare, che cos’è la cataratta non è più un mistero. Anzi, più se ne parla, e meglio è. 

Che cos’è la cataratta?

Cataratta è un termine che si usa per indicare la sensazione di annebbiamento visivo dovuta all’opacizzazione del cristallino. All’interno del nostro occhio vi è una lente piccolissima (della dimensione di una lenticchia) che, quando è sana, è perfettamente trasparente e molto flessibile. Mano a mano che il tempo passa e l’età avanza, questa lente comincia a perdere gradualmente trasparenza e flessibilità. Poiché il suo ruolo, nel contesto della funzione visiva, è quello di lasciar passare la luce e favorire la corretta messa a fuoco delle immagini, è evidente che se il cristallino perde efficienza, anche la visione comincerà a perdere qualità.

Per rispondere dunque alla domanda “che cos’è la cataratta” in modo ancor più semplice ed intuitivo, si immagini il vetro di una finestra. Se da nuovo è lucido e perfettamente trasparente, con il trascorrere del tempo diviene sempre più opaco.

Ma la cataratta viene a tutti? Come influisce sulla vista?

Ora che abbiamo capito che cos’è la cataratta, è fondamentale rispondere ad una serie di quesiti sul tema. La cataratta non viene a tutti, ma è davvero molto frequente. Mano a mano che il tempo passa, la visione di un paziente affetto da cataratta si fa sempre più incerta. I colori perdono vivacità ed i contorni delle cose si fanno meno definiti. La vista, in generale, perde in qualità. Una situazione che si ripercuote sulla vita quotidiana del paziente, che perde a sua volta sicurezza in se stesso e vede compromessa la percezione della sua autonomia. In questo senso, la cataratta non è solo una patologia oculare, ma è un fenomeno capace di far sentire una persona in età anche moderatamente avanzata improvvisamente “vecchia”.

Tornando alla metafora della finestra, l’unica soluzione, ad oggi, è quella di sostituire il vetro vecchio con uno nuovo. Non esiste infatti terapia farmacologica in grado di riportare il cristallino alla sua perfetta trasparenza.

Ho capito che cos’è la cataratta: ma cosa succede se non faccio nulla per curarla?

Si consideri che viviamo in una società in cui la terza età è davvero una seconda giovinezza. Gli anziani di una volta oggi non esistono più. Raggiunta l’età matura, sono sempre di più le persone che riscoprono hobby, interessi e passioni che non avevano avuto modo o tempo di coltivare in precedenza. Passeggiate all’aperto, viaggi, trekking, uscite in bicicletta, serate con gli amici, corsi di ballo. Per non parlare di chi ha la fortuna di essere nonno, e che spesso, per dare una mano ai figli impegnati nel lavoro, si dedica ai nipoti a tempo pieno.

Sarebbe davvero impensabile lasciare che la cataratta faccia il suo corso e soprassedere di fronte all’opportunità di trattarla in modo definitivo. Tanto più che oggi l’intervento di cataratta è totalmente indolore, di brevissima durata e risolutivo.

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