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Intervento di cataratta, come affrontarlo al meglio

Com’è noto, l’intervento di cataratta è uno dei più diffusi e praticati al mondo. L’ormai consolidata esperienza sul campo e l’uso di tecnologie sempre più sofisticate, hanno fatto di questa pratica chirurgica una procedura di routine molto sicura. Ma anche veloce e indolore. A questi aspetti si aggiungono le novità che periodicamente provengono dal mondo della ricerca. In particolare, i ricercatori hanno approfondito i benefici derivanti dalla somministrazione di un mix di integratori a base di vitamina D per uso topico nei giorni che precedono l’operazione di cataratta. Ma entriamo nel merito della questione.

Più integratori, meno secchezza oculare post operatoria

Come detto, l’intervento di cataratta è una procedura che ad oggi non presenta particolari controindicazioni. E che, al contrario, offre innumerevoli benefici sul fronte della salute oculare così come, di riflesso, anche sul piano psicofisico. Tuttavia, può capitare che qualche paziente sperimenti un lieve discomfort post operatorio sotto forma di secchezza oculare, arrossamento, bruciore, sensazione di corpo estraneo. Una sintomatologia non grave e spesso del tutto transitoria che però, ove trascurata, può tendere a cronicizzarsi, assumendo i contorni di una vera e propria patologia: la Sindrome dell’Occhio Secco

Secondo i risultati di una ricerca scientifica italiana illustrata recentemente sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica Advances in Therapy, le probabilità di andare incontro ad un discomfort oculare caratterizzato da secchezza possono essere ridotte al minimo grazie ad un particolare mix di integratori somministrati localmente. Si tratta di un collirio a base di vitamina D, vitamina A, omega 3 e liposomi.

La somministrazione avviene prima dell’intervento di cataratta

La scoperta scientifica propone un cambio di prospettiva interessante. Fino a ieri si proponevano sostituti lacrimali e soluzioni idratanti da somministrare nel periodo post operatorio. Il nuovo collirio frutto della ricerca italiana si instilla invece nel periodo pre operatorio, preparando di fatto la superficie oculare all’intervento. I principi attivi del collirio, infatti, svolgono un ruolo preparatorio all’intervento di cataratta stimolando i naturali meccanismi di difesa della superficie oculare. Ancora, essi esercitano un’azione protettiva ed antinfiammatoria, favorendo la produzione delle componenti caratterizzanti il film lacrimale.

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Desideri prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta? Siamo a tua disposizione dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Cataratta senza bisturi: i vantaggi

L’opacizzazione del cristallino, nota come cataratta, è una patologia oculare tipica dell’età avanzata. Insorge molto frequentemente per motivi del tutto naturali: il tempo passa e la piccola lente posta all’interno del nostro occhio invecchia insieme a noi. Si immagini il vetro di una finestra, che perde progressivamente la sua trasparenza originaria. La sensazione che si prova è proprio quella di vedere attraverso un vetro sempre più opaco. E poiché non esiste farmaco in grado di arrestare l’opacizzazione del cristallino, l’unica soluzione è sottoporsi ad un intervento di cataratta. Un breve intervento disponibile oggi, nei centri d’eccellenza, anche nella formula “gentile”, senza bisturi. In cosa consiste la cataratta senza bisturi?

Come si esegue l’intervento di cataratta

Prima di capire come trattare la cataratta senza bisturi, spieghiamo brevemente come si svolge l’intervento di cataratta. Il chirurgo esegue una minuscola incisione sulla superficie del bulbo oculare. Attraverso di essa accede al cristallino con uno strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore. Il facoemulsificatore frantuma ed aspira il cristallino estraendolo dalla capsula naturale in cui è collocato. Terminata la fase di estrazione del cristallino opacizzato, l’oculista procede all’impianto di un cristallino artificiale. 

Cataratta senza bisturi, come avviene?

Nell’intervento di cataratta senza bisturi, l’incisione sul bulbo oculare si esegue con il laser. Si tratta di un laser di ultima generazione, oggi disponibile solamente in pochi centri d’eccellenza in Italia. Il suo nome è laser a femtosecondi: una tecnologia progettata per emettere impulsi brevissimi e ravvicinati, dell’ordine di un quadriliardesimo di secondo.

Quali sono i vantaggi del laser a femtosecondi al posto del bisturi?

L’intervento di cataratta senza bisturi offre una lunga lista di vantaggi tanto sul fronte prettamente medico e chirurgico, quanto dal punto di vista dei benefici offerti al paziente. Eccoli:

  • l’incisione è più netta, precisa e programmabile;
  • l’intervento è meno invasivo;
  • i tempi di guarigione sono più veloci, così come lo è il recupero visivo;
  • l’impatto emotivo dell’intervento è minore (ideale per i pazienti timorosi o più in là con gli anni);
  • non sono necessari punti di sutura;
  • il rischio di complicanze operatorie e post operatorie è sensibilmente ridotto.

Due parole sui cristallini artificiali

Come sopra descritto, la combinazione tra un laser di ultima generazione ed uno strumento ad ultrasuoni fa dell’intervento di cataratta senza bisturi una procedura gentile, sicura e di breve durata, capace di apportare indubbi vantaggi a chi vi si sottopone. Ma non finisce qui. L’intervento di cataratta oggi rappresenta anche una valida opportunità per correggere i propri difetti visivi in modo permanente. Da alcuni sono disponibili diverse tipologie di cristallini artificiali, detti anche lenti intraoculari, pensati proprio per questo scopo.

Un intervento reso ancor più “gentile” grazie alle lenti intraoculari di ultima generazione

Contestualmente all’intervento, è possibile dunque correggere i propri difetti visivi sia per lontano che per vicino. Le moderne lenti intraoculari sono particolarmente morbide e facili da inserire: un altro punto a favore della “gentilezza” offerta oggi da questo intervento. Oggi presso i centri d’eccellenza è possibile programmare un intervento di cataratta su misura, scegliendo le lenti intraoculari che meglio rispondono alle proprie esigenze visive e di vita quotidiana. L’ultima frontiera in questo senso è offerta dalle lenti EDOF: si tratta di lenti intraoculari con profondità di fuoco estesa, pensate per consentire di vedere bene ad una vastissima gamma di distanze (dalla visione del computer fino all’infinito e con qualunque tipo di luminosità).

Come scegliere il miglior intervento di cataratta?

Alla luce delle informazioni sopra fornite, appare chiaro che l’intervento di cataratta non è una procedura standard fine a se stessa, ma anzi offre ampio margine di personalizzazione. Prerogative di un intervento di cataratta senza bisturi, altamente personalizzabile e capace di offrirci un’ottima indipendenza dagli occhiali sono il laser a femtosecondi e le lenti intraoculari di ultima generazione.

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CAMO Centro Ambrosiano Oftalmico è altamente specializzato nella chirurgia della cataratta e dei difetti visivi. Eseguiamo quotidianamente l’intervento di cataratta senza bisturi, con laser a femtosecondi e le lenti intraoculari di ultima generazione. Se desideri maggiori informazioni o prenotare un appuntamento, chiamaci dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Operazione di cataratta: è boom

Si sente spesso parlare di operazione di cataratta e del fatto che sono sempre di più le persone che vi si sottopongono. Anche tra parenti ed amici. In cosa consiste l’intervento? E perché in tanti lo scelgono? Spieghiamo dunque perché l’intervento di cataratta è così vantaggioso, quali sono le sue caratteristiche e quali i parametri valutare per orientarsi nella scelta della struttura sanitaria alla quale affidarsi.

L’operazione di cataratta: perché oggi è routine

Prima di spiegare meglio cos’è l’intervento di cataratta e perché sono così tante le persone che scelgono di eseguirlo, una premessa è d’obbligo. L’aumento della durata di vita media che ha caratterizzato gli ultimi decenni è il risultato del complessivo miglioramento della qualità dell’esistenza dell’individuo. Alla base di questo salto di qualità vi sono diversi fattori. Tra questi, i progressi in ambito sanitario, alimentare e nutrizionale, dei comfort e della tecnologia. La conseguenza è l’esigenza di mantenere uno stile di vita qualitativamente ottimale sino in tarda età. Non a caso, la terza età è vista oggi come una seconda giovinezza. In questo contesto, l’intervento di cataratta è uno dei trattamenti maggiormente richiesti nell’ottica di conservare una buona capacità visiva per tutta la durata della propria vita.

In cosa consiste l’intervento e perché è vantaggioso?

L’intervento di cataratta consiste nella sostituzione del cristallino naturale con un cristallino artificiale. Tale sostituzione si rende necessaria quando il cristallino naturale si opacizza, proprio come accadrebbe al vetro di una vecchia finestra. Una condizione frequente, che colpisce spesso le persone in età matura ed avanzata. L’intervento dura pochi minuti e non è doloroso.

L’operazione di cataratta presenta i seguenti vantaggi:

  • consente di recuperare un’ottimale capacità visiva con riferimento alle forme, ai colori, ai contorni delle cose;
  • permette di correggere anche eventuali difetti visivi (perché il cristallino artificiale è una lente intraoculare che può essere dotata, ove necessario e qualora lo si desideri, di potere diottrico);
  • offre la possibilità di mantenere la propria autonomia personale sino a tarda età (occuparsi di sé stessi e della propria abitazione, guidare, uscire di casa, praticare degli hobby).

Operazione di cataratta, come scegliere?

Quando ci si trova di fronte all’esigenza di sottoporsi ad un intervento, dubbi e domande non mancano. Il desiderio comune, tuttavia, è quello di trovare il medico o la struttura sanitaria su cui sentire di poter riporre la propria piena fiducia. Tra gli elementi che possono essere da guida nella scelta della struttura più adatta alle proprie esigenze, troviamo:

  • l’accoglienza sempre cortese, la disponibilità al dialogo ed il senso di empatia trasmesso dal team di lavoro della struttura prescelta;
  • la certezza che di affidarsi a professionisti preparati, competenti ed esperti nel campo della chirurgia della cataratta;
  • i tempi di attesa ragionevoli e se possibile brevi, onde non dover attendere troppo tra il primo ed il secondo intervento;
  • la certezza di essere seguiti con attenzione durante tutto l’iter terapeutico, senza doversi sentire solamente “un numero”;
  • l’evidenza che tecniche e tecnologie messe in campo sono le migliori del momento;
  • la possibilità, nel caso si tratti di una struttura privata, di poter finanziare l’intervento, concedendosi un trattamento d’eccellenza senza gravare troppo sul bilancio della famiglia.

A proposito di tecniche e tecnologie. Parola d’ordine, eccellenza

La tecnica di ultima generazione per quanto riguarda la chirurgia della cataratta prende oggi il nome di femtocataratta. Questo termine fa riferimento al fatto che nel corso dell’intervento si usa un laser di ultima generazione che si sostituisce totalmente al bisturi.: il laser a femtosecondi. Grazie questo laser, la piccola incisione eseguita sulla superficie per accedere al cristallino è eseguita senza strumenti taglienti, è molto più precisa, pulita, sicura e controllabile. A patto, naturalmente, che il laser si trovi nelle mani di un professionista di grande e comprovata esperienza. Oggi il laser a femtosecondi è disponibile solo in alcuni centri d’eccellenza sul territorio. Analogamente, nei migliori centri d’eccellenza è altresì possibile scegliere lenti intraoculari su misura rispetto alle proprie esigenze visive. Le lenti intraoculari non sono infatti tutte uguali e sono concepite per incontrare le necessità di una vasta gamma di pazienti: si avranno dunque lenti ad alto apporto tecnologico, monofocali, multifocali o toriche, a seconda del difetto visivo che si intende risolvere e delle aspettative specifiche del paziente.

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In CAMO abbiamo messo a punto una visita oculistica specialistica per chi desidera sottoporsi all’operazione di cataratta. Siamo a tua disposizione. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

L’intervento di cataratta fa bene agli occhi e alla mente

Avere una capacità visiva ottimale fino a tarda età è un’esigenza certamente pratica. Vedere bene aiuta ad orientarsi correttamente nello spazio, a preservare la propria autonomia, a continuare ad occuparsi delle proprie faccende domestiche ed a coltivare i propri interessi. Ma c’è anche molto di più. Perché, come confermato da alcune ricerche scientifiche, la cataratta va di pari passo con un aumento del rischio di compromissione delle capacità cognitive. Curare la propria salute oculare è quindi fondamentale, anche sottoponendosi all’intervento di cataratta, ove necessario.

Che cos’è la cataratta e in cosa consiste l’intervento di cataratta

Prima di affrontare il tema del legame tra avanzamento della cataratta e declino delle facoltà cognitive, spendiamo due parole su questa patologia oculare così comune, a beneficio di chi ancora non abbia ben chiaro che cosa sia la cataratta.

La cataratta è una progressiva opacizzazione del cristallino, la minuscola lente naturale situata all’interno del nostro occhio. La sua opacizzazione è del tutto naturale ed inevitabile: si tratta, infatti, di una patologia causata solitamente dall’avanzare dell’età, che si manifesta spesso in concomitanza con una serie di fattori di rischio ben definiti. Tra questi il fumo, la vita sedentaria, un’alimentazione poco varia e talvolta poco sana. Sfortunatamente, la cataratta peggiora con l’avanzare del tempo, portando ad una drastica riduzione della capacità visiva. E dal momento che non esiste alcuna terapia farmacologica per arrestarne la progressione o migliorare la sintomatologia, l’unica opportunità di trattamento è l’intervento di cataratta. 

L’intervento di cataratta consiste nell’asportazione del cristallino naturale opacizzato e nella sua sostituzione con una lente intraoculare nuova, perfettamente trasparente e biocompatibile. La procedura si esegue in regime ambulatoriale o di day surgery, previa somministrazione di un collirio anestetico, con l’ausilio di moderni strumenti laser e ad ultrasuoni, ad altissima precisione e minimamente invasivi.

L’intervento di cataratta presenta innumerevoli vantaggi:

  • è totalmente risolutivo, pertanto la cataratta non potrà più ripresentarsi (il cristallino artificiale non va incontro ad opacizzazione);
  • è pressoché privo di controindicazioni;
  • non è doloroso e dura pochi minuti;
  • consente di recuperare una capacità visiva ottimale ed anzi, di correggere anche eventuali difetti visivi preesistenti;
  • offre un livello di sicurezza e di igiene elevatissimo;
  • ha un decorso post operatorio rapido e non doloroso, ben sopportabile anche dai pazienti in età particolarmente avanzata. 

La cataratta come fattore di rischio per il declino delle capacità cognitive

Secondo i risultati di una ricerca scientifica, essere affetti da cataratta senile sarebbe un fattore di rischio per l’insorgenza di disturbi cognitivi. Nel corso della ricerca, è stato preso in esame l’andamento cognitivo di un gruppo di anziani prima e dopo la chirurgia della cataratta. Analogamente, gli studiosi hanno monitorato lo stato di salute cognitiva di un secondo gruppo di anziani, che invece non si era sottoposto all’intervento.

Secondo i risultati, il declino cognitivo dei soggetti che si erano sottoposti all’intervento di cataratta era significativamente minore – di fatto equiparabile a quello di un soggetto sano – rispetto a quelli che invece non avevano affrontato l’intervento.

Come si spiega questo risultato? Secondo gli studiosi, la progressione della cataratta innesca una serie di conseguenze negative a cascata, che si ripercuotono a livello cognitivo. Tra queste citiamo la difficoltà motoria, l’isolamento sociale, la difficoltà nello svolgere anche le più piccole mansioni domestiche, la depressione.

In questo senso, l’intervento di cataratta rappresenta dunque una terapia preventiva capace di migliorare drasticamente la capacità visiva dell’anziano regalandogli al contempo una longevità cognitiva e, di riflesso, una vita qualitativamente migliore sul lungo periodo.

Leggi anche: occhi sani, cervello in forma. Lo conferma la scienza.

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Hai notato un peggioramento delle tue capacità visive e temi di essere affetto da cataratta? In CAMO abbiamo messo a punto per te una visita oculistica specialistica per la cataratta. Saremo lieti di prenderci cura della tua salute oculare, e di rispondere ad ogni tuo dubbio sul tema.

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Intervento di cataratta, domande e risposte: la parola a Lucio Buratto

Intervento di cataratta, domande - Lucio Buratto - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Ricevere una diagnosi di cataratta è un evento, oggi, non proprio raro. Così come l’intervento di cataratta per correggerla è diventato sempre più di routine. Quanto ne sappiamo davvero? In merito all’intervento di cataratta, le domande che vorremmo porre agli esperti sono davvero innumerevoli. Per questo motivo, oggi intervistiamo il Dott. Lucio Buratto, direttore scientifico di CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico: uno specialista tra i più esperti al mondo sul tema, con all’attivo numerose pubblicazioni prestigiose a carattere scientifico in diverse lingue.

Dott. Buratto, ci può spiegare brevemente che cos’è la cataratta?

All’interno del nostro occhio c’è una piccolissima lente, chiamata cristallino, che funziona proprio come quella di una macchina fotografica. Con l’andare del tempo questa lente tende a diventare sempre più opaca, proprio come accade al vetro di una vecchia finestra. L’opacizzazione del cristallino – chiamata cataratta – impedisce un passaggio ottimale della luce e pregiudica il buon andamento della funzione visiva.

Chi può ammalarsi di cataratta?

Nella stragrande maggioranza dei casi la cataratta si presenta in età matura, e prende il nome di cataratta senile. Ma non solo: possono ammalarsi di cataratta, in età adulta, anche i miopi (nel caso di miopie molto forti), i diabetici, le persone con glaucoma o affette da altre patologie.

Dottore, è possibile fare a meno dell’intervento?

L’unica via percorribile per curare la cataratta e recuperare una capacità visiva nitida e ben definita è l’intervento. Ad oggi non esistono terapie farmacologiche efficaci per curarla, né per arrestarne l’avanzamento. Evitare l’intervento significa lasciare che la patologia avanzi, con conseguenze gravi sia per quanto riguarda la capacità visiva, sia per la salute oculare più in generale. Solitamente non solo sconsigliamo di rinunciare all’intervento, ma esortiamo i nostri pazienti ad eseguirlo quanto prima.

L’intervento di cataratta è molto invasivo? E’ doloroso?

A proposito di intervento di cataratta, le domande che i pazienti mi rivolgono hanno a che fare spesso con una sensazione di timore e di inquietudine. L’intervento di cataratta è una procedura di routine minimamente invasiva, di breve durata e per nulla dolorosa. Si esegue in regime ambulatoriale o in day surgery, previa somministrazione di un collirio anestetico. Quindi non vi è motivo per rinunciare ad affrontarlo ed anzi, oggi è anche l’occasione per correggere i propri difetti visivi.

In che senso è possibile correggere i difetti visivi operandosi di cataratta? Non sono due cose ben diverse?

Durante l’intervento di cataratta, il cristallino naturale viene sostituito con uno artificiale. Oggi i cristallini artificiali possono avere le caratteristiche di una vera e propria lente ed essere quindi dotati di un potere diottrico. Questo significa che l’intervento di cataratta diventa occasione preziosa per recuperare non solo in qualità visiva, ma anche in quantità.

Dottore, un’ultima domanda: in tempi di Coronavirus, l’intervento è sicuro?

L’intervento di cataratta è una procedura sicura, eseguita sempre in ambiente sterile. Rinunciare all’intervento per timori d’altra natura è sbagliato, perché, come accennavo, non è mai consigliabile trascurare e lasciar maturare troppo la cataratta: così facendo, si corre il rischio di andare a compromettere la salute di altre strutture oculari. Quello che io consiglio è, certamente, di usare attenzione e cautela, e di recarsi presso centri che abbiano una profonda attenzione verso temi quali l’igiene e la salute pubblica. In CAMO, per esempio, abbiamo messo a punto rigidi protocolli di igiene e sanificazione, di screening del personale e di triage dei pazienti.

A proposito dell’intervento di cataratta, le domande sarebbero ancora molte. Nel ringraziare Lucio Buratto per il suo tempo e per le sue esaustive risposte, ti ricordiamo che il Centro Ambrosiano Oftalmico é a tua disposizione per qualunque dubbio, domanda o necessità riguardo la tua salute oculare.

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Cataratta senile, quando operare?

La cataratta senile, nota semplicemente con il nome di cataratta, è un fenomeno del tutto naturale che si presenta in età matura ed avanzata. Di fronte ad una diagnosi di cataratta può capitare di provare un po’ di disorientamento. Quando operare? Come si svolgerà l’intervento? E dopo l’intervento, che cosa succederà? La cataratta potrà forse fare ritorno? Rispondiamo ad alcune domande comuni sul tema.

Cos’è la cataratta senile? Come si manifesta? Quanti tipi di cataratta esistono? 

Il cristallino è una piccola lente situata all’interno dell’occhio, dalla forma e dalle dimensioni di una lenticchia. Non è innervato, né vascolarizzato, e si comporta esattamente come la lente di una macchina fotografica. La cataratta senile è l’opacizzazione del cristallino, ed si presenta per cause del tutto naturali dovute all’avanzamento dell’età. 

Si può manifestare più o meno repentinamente e generalmente interessa entrambi gli occhi. Può essere di tipo:

  • nucleare: opacizzazione del centro del cristallino;
  • corticale: opacizzazione delle aree esterne del cristallino;
  • sottocapsulare posteriore: opacizzazione della parte posteriore del cristallino. 

Quali sono i sintomi della cataratta senile?

La cataratta senile non è dolorosa: i sintomi che ne annunciano la presenza sono altri. In generale, la patologia si manifesta con un progressivo peggioramento della capacità e della qualità visiva. Chi ne è affetto, inoltre, può sperimentare:

  • appannamento;
  • visione di aloni;
  • sensazione di abbagliamento;
  • distorsione delle immagini.

Quali sono le cause della cataratta senile? 

Stili di vita disordinati e fumo influiscono negativamente sull’evoluzione della cataratta, determinandone un peggioramento. Per ritardarne la comparsa o rallentarne la progressione, si consiglia di praticare molto sport all’aria aperta, bere molta acqua, alimentarsi correttamente con frutta e verdura di stagione. In questo modo, si prevengono fenomeni di ossidazione cellulare e si garantisce una buona ossigenazione dei tessuti, che ne guadagnano in salute e giovinezza.

Altri fattori predisponenti sono:

  • prolungata esposizione ai raggi ultravioletti;
  • assunzione continuativa di determinati farmaci;
  • presenza di malattie sistemiche (come il diabete).

Qual è la terapia per la cataratta senile?

La cataratta non è curabile farmacologicamente. L’unica soluzione è l’intervento chirurgico. L’intervento consiste nella rimozione del cristallino opacizzato (facoemulsificazione) e nella sua sostituzione con uno artificiale.

Il cristallino artificiale, detto anche lente intraoculare o IOL, ha le seguenti caratteristiche:

  • è perfettamente trasparente;
  • è biocompatibile;
  • è destinato a durare per tutta la durata della vita del paziente;
  • può essere dotato di un potere diottrico in accordo con le esigenze visive specifiche del paziente.

Rispetto all’ultimo punto questo significa che l’intervento di cataratta può avere la duplice funzione di:

  1. terapia definitiva nei confronti della cataratta;
  2. correzione permanente dei difetti visivi, anche laddove siano più d’uno in concomitanza.

L’intervento è doloroso?

L’intervento di facoemulsificazione non è doloroso. Si esegue senza ricovero, in regime ambulatoriale o di day surgery, ed ha una durata di pochi minuti. Prima dell’intervento, si somministrano al paziente poche gocce di collirio anestetico, sufficienti ad affrontare la seduta senza dolore ed in totale serenità. 

Quando operare? 

Si consiglia sempre di operare non appena in possesso della diagnosi, per una serie di motivi tanto di indole medica ed oggettiva, quanto individuale e soggettiva. Tra i primi, citiamo il fatto che una cataratta particolarmente matura ed avanzata può compromettere la salute dell’intero apparato visivo. Per ciò che concerne invece i motivi di natura soggettiva, va detto che la cataratta pregiudica non solo la salute oculare, ma la stessa qualità di vita di chi ne è affetto. Operare quanto prima significa tornare a compiere anche le più piccole e banali azioni quotidiane con un ritrovato dinamismo ed una rinnovata sicurezza in se stessi, con indubbi benefici anche a livello di umore ed autostima. 

La cataratta può fare ritorno? 

Una volta rimosso il cristallino naturale opacizzato, la cataratta non potrà più fare ritorno. Questo accade perché le moderne lenti intraoculari non vanno incontro ad opacizzazione. 

 

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Ti è stata diagnosticata la cataratta o temi di esserne affetto? Hai ulteriori domande sul tema? Siamo a tua disposizione. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191.

Trattamento della cataratta, dove andare?

Il trattamento della cataratta è una delle procedure chirurgiche più diffuse al mondo. Tra i motivi di questa notevole diffusione dell’intervento, vi è anche l’allungamento significativo dell’aspettativa di vita. Dall’antichità sino ad oggi, l’uomo è andato via via aggiungendo tasselli ad un sapere e ad un saper fare che gli hanno consentito di raggiungere quel progresso sociale, tecnologico e medico-scientifico che oggi diamo per assodato, ed un’aspettativa di vita sempre più lunga. Non stupisce, dunque, che alcune patologie tipiche dell’età avanzata abbiano attualmente un’incidenza mai vista nelle epoche passate. La cataratta è tra queste.

A ben guardare, in effetti, la terza età oggi non è altro che una seconda giovinezza, fatta per riscoprire affetti, passioni, interessi, e per godere di tutta la bellezza della nostra esistenza, anche nei piccoli gesti. Come alzarsi al mattino ed ammirare il mondo dalla propria finestra. E allora, dove andare per il trattamento della cataratta? A chi rivolgersi con fiducia? Quali sono le tecniche oggi maggiormente in uso?

Il trattamento della cataratta: parola d’ordine, tecnologia

Il trattamento della cataratta è una procedura ad altissimo apporto tecnologico. A partire dal percorso diagnostico, sino ad arrivare all’intervento di cataratta vero e proprio, la tecnologia è protagonista. Già durante la diagnostica, è possibile:

  • Appurare lo stato di salute oculare del paziente;
  • Accertare l’eventuale presenza di altre patologie oculari, come glaucoma o maculopatia;
  • Analizzare i dati per mettere a punto una procedura chirurgica altamente personalizzata.

Tra gli strumenti più preziosi nelle mani di medici e chirurghi nel corso del trattamento della cataratta, troviamo oggi:

  • il microscopio operatorio, capace di ingrandire il campo visivo del chirurgo offrendo immagini molto nitide e perfettamente illuminate;
  • il facoemulsificatore ad ultrasuoni, pensato per frantumare il cristallino oramai opacizzato e contestualmente aspirarlo;
  • il laser a femtosecondi, un laser a microimpulsi di ultima generazione capace di sostituirsi al bisturi, garantendo incisioni ad altissima precisione che non necessitano poi di punti di sutura.

L’ultima fase dell’intervento di cataratta prevede l’impianto di una lente intraoculare. Le lenti intraoculari di ultima generazione sono realizzate in un materiale molto flessibile e perfettamente biocompatibile ed offrono al paziente indubbi vantaggi:

  • non necessitano di essere sostituite;
  • consentono di correggere difetti visivi preesistenti (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).

Strumenti d’eccellenza nelle mani di équipe mediche di alto profilo

La moderna chirurgia della cataratta necessita di questi straordinari strumenti, molti dei quali disponibili soltanto presso le migliori strutture. Questi esprimono il massimo delle loro potenzialità nelle mani di un chirurgo esperto e preparato. Dove andare, dunque, per il trattamento della cataratta? Dove trovare la giusta combinazione tra esperienza e tecnologia d’avanguardia? Il consiglio è quello di orientarsi verso una clinica d’eccellenza.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico garantisce:

  1. équipe mediche di altissimo profilo;
  2. tutte le strumentazioni d’avanguardia, tanto in ambito diagnostico quanto in ambito chirurgico;
  3. le migliori lenti intraoculari Premium disponibili oggi sul mercato.

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Vista dopo i 40 anni: come cambiano i nostri occhi

vista dopo i 40 anni - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Nel periodo della nostra vita che va dai 20 fino ai 40 anni la nostra capacità visiva rimane, con o senza difetti visivi, tutto sommato stabile. Dai 40 anni in poi le cose iniziano a cambiare e ad evolversi. Talvolta impercettibilmente, altre volte meno. Come cambia la vista dopo i 40 anni? Quali sono i difetti visivi e le patologie che comunemente compaiono mano a mano che il tempo passa? Facciamo il punto della situazione.

Il primo ospite sgradito: la presbiopia

Fino ai 40 anni circa, a meno che non vi siano già altri difetti visivi, a nessuno verrebbe mai in mente di non riuscire più a leggere il giornale, a lavorare al computer, ad utilizzare facilmente lo smartphone. Eppure, un bel giorno, ci si rende conto che per riuscire in quelle piccole e tutto sommato banali azioni si è costretti ad allontanare leggermente l’oggetto dal viso. Che cosa è cambiato? E’ successo che la presbiopia ha fatto capolino nella nostra vita. Rassicuriamoci, è del tutto normale, e succede quasi a tutti.

Presbiopia: con l’avanzare dell’età, il cristallino, la minuscola lente situata all’interno dell’occhio, perde la sua flessibilità. E viene meno quella che gli esperti chiamano capacità di accomodazione, cioè di spostare in modo naturale ed involontario il fuoco da lontano a più vicino. Gli ipermetropi e gli astigmatici sono i primi a rendersi conto di aver sviluppato anche la presbiopia, mentre i miopi compensano togliendosi gli occhiali, almeno per i primi tempi.

Come si risolve la presbiopia: Con gli occhiali da vista in modo temporaneo, oppure con un semplice intervento laser, simile all’intervento per la correzione dei difetti visivi con tecnica FemtoLASIK. In alternativa, esiste anche la sostituzione del cristallino così come avviene per la cataratta, oppure l’inserimento di lenti intracorneali.

La cataratta

La perdita di efficienza del cristallino è legata a doppio filo all’insorgenza della presbiopia, ma non solo. Con l’avanzare del tempo (già intorno ai 55 – 60 anni) il cristallino perde sempre di più la sua trasparenza, si indurisce e si ispessisce. Il risultato è una visione dei colori e delle forme sempre più incerta e meno nitida. Segno che siamo affetti da cataratta.

Cataratta: è la progressiva ed irreversibile opacizzazione del cristallino.

Come si risolve la cataratta: non esiste terapia farmacologica per rallentare o migliorare l’opacizzazione del cristallino. L’unica soluzione è la sostituzione del cristallino con una lente intraoculare artificiale (intervento di facoemulsificazione).

Degenerazione maculare senile

Non sempre la progressiva incertezza della visione è causata dalla cataratta. A volte ad invecchiare assieme a noi è la macula, la porzione centrale (preziosissima e delicatissima) della nostra retina. E allora, le difficoltà visive si sperimenteranno proprio a livello di visione centrale, mentre per quanto riguarda la visione periferica ci sembra tutto sommato di vedere ancora bene. Questa patologia prende il nome di degenerazione maculare senile.

Degenerazione maculare senile: è un deterioramento progressivo dei fotorecettori presenti sulla macula. Si può presentare in due varianti, una detta essudativa (umida), l’altra atrofica (secca). La prima è trattabile grazie alle iniezioni intravitreali.

Come si risolve la maculopatia: la maculopatia senile di tipo essudativo si risolve con delle punturine indolori chiamate iniezioni intravitreali, a base di un farmaco specifico per la patologia. La variante atrofica della patologia è invece più difficile da trattare.

Glaucoma

I 40 anni rappresentano un po’ il giro di boa della salute oculare, ed è proprio a questa età che può fare la sua comparsa, in sordina, una patologia oculare chiamata glaucoma. Perché in sordina? Il glaucoma inizialmente è asintomatico, dunque può capitare di esserne affetti inconsapevolmente. L’incidenza non è altissima ma può capitare. E’ bene dunque non dimenticare di sottoporsi a periodici controlli della salute oculare.

Glaucoma: è un aumento della pressione intraoculare che, a lungo andare, può danneggiare le strutture oculari con particolare riferimento al nervo ottico. Il risultato è una perdita irreversibile della propria capacità visiva.

Come si risolve il glaucoma: Il glaucoma si può trattare farmacologicamente grazie ad una terapia ipotonizzante a base di specifici colliri: è molto importante, in questo caso, seguire molto attentamente la terapia. A volte si rende necessario un piccolo intervento di chirurgia oculare per favorire l’abbassamento della pressione intraoculare (trabulectomia).

Insomma, l’età che avanza può mettere a dura prova la nostra salute oculare. Ciò non significa che ci si debba allarmare. Affrontare l’età adulta e matura con la giusta dose di serenità è fondamentale per vivere bene. A tal fine, il consiglio è quello di prendersi cura di se stessi, programmando anno dopo anno una serie di controlli della propria salute – inclusa quella oculare – onde prevenire e se necessario intervenire tempestivamente nei confronti di eventuali patologie.

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Presbiopia: cos’è e come si cura

presbiopia cos'è - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Mentre ricercatori e scienziati di mezzo mondo si prodigano nel ricercare un rimedio farmacologico per la correzione (seppur temporanea) della presbiopia come alternativa agli ausili esterni (lenti e occhiali), la medicina oftalmica offre una risposta certa, efficace e permanente: un intervento laser totalmente sicuro e di breve durata. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di conoscere meglio la presbiopia, cos’è e come si cura.

Cos’è la presbiopia?

Spesso confusa con i più comuni difetti visivi come miopia, ipermetropia ed astigmatismo, la presbiopia è, di fatto, qualcosa di diverso. Nei difetti visivi, il punto di fuoco “cade” nel posto sbagliato, cioè non esattamente sulla retina (ma davanti, dietro oppure in punti diversi della retina stessa). Nella presbiopia, invece, il problema è differente. Si tratta di un difetto di accomodazione, cioè un peggioramento della capacità di messa a fuoco dell’occhio. Che, sfortunatamente, è del tutto irreversibile e ad oggi non trattabile farmacologicamente.

Il responsabile? E’ il cristallino, insieme al tempo

“Responsabile” di questa difficoltà è il cristallino, la piccolissima lente collocata all’interno dell’occhio. In condizioni sane, quando l’occhio è giovane ed ancora perfettamente efficiente, il cristallino si incurva e si piega per favorire la messa a fuoco. Con l’andare del tempo, il cristallino perde la sua naturale flessibilità. Il risultato è una progressiva difficoltà ed incertezza nella messa a fuoco. Specie alle distanze medio-vicine. Il classico caso del quarantenne che comincia ad allontanare lo smartphone dal viso per poterlo vedere meglio è dovuto proprio alla presbiopia.

Come si cura la presbiopia?

Come detto, ad oggi non esiste rimedio farmacologico per trattare la presbiopia. Le strade da intraprendere sono dunque due: quella della correzione temporanea, con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto, e quella della correzione permanente.

In cosa consiste la correzione permanente della presbiopia?

La correzione permanente della presbiopia si ottiene tramite un intervento laser che si avvale di una tecnica molto simile alla più nota FemtoLASIK. Si tratta dunque di un’operazione che si esegue sulla cornea, grazie all’uso di laser di ultima generazione. Ma non è l’unica opzione. In alcuni casi, si può anche ricorrere ad altre soluzioni, come le lenti intracorneali oppure le lenti intraoculari. Solo per fare qualche esempio, questo accade:

  • quando il difetto accomodativo è molto marcato;
  • se la presbiopia si presenta in associazione con difetti visivi anch’essi molto forti;
  • laddove il paziente sia già in età matura e sia necessario eseguire anche un intervento di cataratta.

In ogni caso è fondamentale sottoporsi ad una visita oculistica specialistica. La visita includerà un colloquio conoscitivo ed una serie di test diagnostici accurati e sarà fonte di indicazione in merito alla procedura terapeutica più indicata per correggere la presbiopia con riferimento allo stato di salute oculare del paziente.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Prenota una visita specialistica per la cataratta in CAMO. Nel corso della visita, saremo lieti di rispondere ad ogni tuo quesito in merito alla procedura chirurgica ed al post intervento. Chiamaci dal lunedi al venerdi dalle 9.00 alle 19.00 allo 02 6361191. Ti aspettiamo!