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Presbiopia: cos’è e come si cura

presbiopia cos'è - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Mentre ricercatori e scienziati di mezzo mondo si prodigano nel ricercare un rimedio farmacologico per la correzione (seppur temporanea) della presbiopia come alternativa agli ausili esterni (lenti e occhiali), la medicina oftalmica offre una risposta certa, efficace e permanente: un intervento laser totalmente sicuro e di breve durata. Ma facciamo un passo indietro e cerchiamo di conoscere meglio la presbiopia, cos’è e come si cura.

Cos’è la presbiopia?

Spesso confusa con i più comuni difetti visivi come miopia, ipermetropia ed astigmatismo, la presbiopia è, di fatto, qualcosa di diverso. Nei difetti visivi, il punto di fuoco “cade” nel posto sbagliato, cioè non esattamente sulla retina (ma davanti, dietro oppure in punti diversi della retina stessa). Nella presbiopia, invece, il problema è differente. Si tratta di un difetto di accomodazione, cioè un peggioramento della capacità di messa a fuoco dell’occhio. Che, sfortunatamente, è del tutto irreversibile e ad oggi non trattabile farmacologicamente.

Il responsabile? E’ il cristallino, insieme al tempo

“Responsabile” di questa difficoltà è il cristallino, la piccolissima lente collocata all’interno dell’occhio. In condizioni sane, quando l’occhio è giovane ed ancora perfettamente efficiente, il cristallino si incurva e si piega per favorire la messa a fuoco. Con l’andare del tempo, il cristallino perde la sua naturale flessibilità. Il risultato è una progressiva difficoltà ed incertezza nella messa a fuoco. Specie alle distanze medio-vicine. Il classico caso del quarantenne che comincia ad allontanare lo smartphone dal viso per poterlo vedere meglio è dovuto proprio alla presbiopia.

Come si cura la presbiopia?

Come detto, ad oggi non esiste rimedio farmacologico per trattare la presbiopia. Le strade da intraprendere sono dunque due: quella della correzione temporanea, con l’aiuto di occhiali da vista o lenti a contatto, e quella della correzione permanente.

In cosa consiste la correzione permanente della presbiopia?

La correzione permanente della presbiopia si ottiene tramite un intervento laser che si avvale di una tecnica molto simile alla più nota FemtoLASIK. Si tratta dunque di un’operazione che si esegue sulla cornea, grazie all’uso di laser di ultima generazione. Ma non è l’unica opzione. In alcuni casi, si può anche ricorrere ad altre soluzioni, come le lenti intracorneali oppure le lenti intraoculari. Solo per fare qualche esempio, questo accade:

  • quando il difetto accomodativo è molto marcato;
  • se la presbiopia si presenta in associazione con difetti visivi anch’essi molto forti;
  • laddove il paziente sia già in età matura e sia necessario eseguire anche un intervento di cataratta.

In ogni caso è fondamentale sottoporsi ad una visita oculistica specialistica. La visita includerà un colloquio conoscitivo ed una serie di test diagnostici accurati e sarà fonte di indicazione in merito alla procedura terapeutica più indicata per correggere la presbiopia con riferimento allo stato di salute oculare del paziente.

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Intervento di cataratta e convalescenza: cosa c’è da sapere

intervento di cataratta e convalescenza - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura “mini-invasiva” di breve durata e totalmente indolore, capace di restituire una vista tutta nuova a chi ne è affetto. Per come è concepito ed eseguito al giorno d’oggi, l’intervento presenta una percentuale di rischio vicinissima allo zero. Non vi è ragione dunque per soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta, lasciando che questa peggiori inesorabilmente innescando una lunga serie di altri problemi (oculari e non). Intervento e convalescenza, insomma, sono affrontabili con la giusta dose di serenità. A patto che si riponga totale fiducia nel medico e nella struttura prescelta per l’operazione.

Intervento di cataratta: in cosa consiste?

L’intervento di cataratta è, come detto, una procedura di breve durata. Solitamente lo si esegue dapprima su un occhio, e dopo alcuni giorni sull’altro. In alcuni casi si può optare per l’intervento su entrambi gli occhi nello stesso momento. Durante l’intervento, che avviene previa somministrazione di un collirio anestetico, il chirurgo introduce una sonda ad ultrasuoni fino al cristallino soggetto ad opacizzazione. Qui, il cristallino viene frantumato ed aspirato simultaneamente. Al suo posto si introduce un cristallino artificiale, perfettamente trasparente, totalmente biocompatibile e destinato a mantenere inalterata la sua efficienza per tutta la durata della vita del paziente.

Dove operarsi di cataratta oggi?

Quello di cataratta è l’intervento chirurgico più diffuso al mondo. La scelta della struttura dove sottoporsi all’intervento di cataratta può dipendere da vari fattori. Quel che è certo, è che prima di compierla è fondamentale informarsi bene. Ad un non addetto ai lavori potrà sembrare strano, eppure “c’è intervento ed intervento”.

Per fare un esempio, basti sapere che nelle cliniche oculistiche d’eccellenza è possibile sottoporsi all’intervento godendo di una serie di vantaggi particolarmente rilevanti.

Tra questi citiamo:

  • la possibilità di sottoporsi ad un intervento caratterizzato da un apporto tecnologico elevatissimo e, di fatto, senza l’uso del bisturi né la necessità di ricevere punti di sutura. Questo avviene grazie all’impiego di un laser di ultima generazione, il laser a femtosecondi, capace di sostituirsi al bisturi e di lavorare anche meglio di uno strumento meccanico;
  • la possibilità di scegliere specialisti altamente qualificati, dotati di comprovata esperienza, di importanti riconoscimenti ricevuti da parte della comunità scientifica e di un costante ed attento interesse verso le novità del settore.
  • l’assenza di liste d’attesa.
  • la possibilità di scegliere fra lenti monofocali o multifocali, e quindi di ridurre o eliminare l’utilizzo degli occhiali.

Dopo l’intervento, la convalescenza. Come affrontarla?

Un altro aspetto dell’intervento di cataratta in merito al quale spesso si provano dubbi, perplessità e qualche timore, è quello della convalescenza. Se l’intervento dura poco ed è indolore, cosa succede quando l’effetto dell’anestetico svanisce? A che cosa si va incontro? Ebbene, anche in questo senso, è fondamentale dare risposte chiare ed esaustive.

Dopo l’intervento è normale provare un po’ di fastidio nei confronti della luce, sensazione di abbagliamento ed un po’ di bruciore oculare. Tutti i sintomi che si provano dopo l’intervento sono blandi e sopportabili e, mano a mano che le ore ed i giorni passano, tendono a svanire del tutto.

A seguito dell’intervento di cataratta, la convalescenza è un momento da affrontare serenamente, ma con le dovute accortezze. E’ fondamentale seguire le indicazioni farmacologiche ed igieniche fornite dal medico che ha eseguito l’intervento, e “coccolare” adeguatamente l’occhio operato. Ciò significa che non bisogna bagnare l’occhio, sfregarlo, esporlo al rischio di traumi, sottoporlo a condizioni di luci intensa e così via.

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Femtolaser: 5 vantaggi

Femtolaser - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il femtolaser, noto anche come laser a femtosecondi, è uno strumento davvero sofisticato che ha rivoluzionario il mondo della medicina ed in particolar modo quello della chirurgia oculare. Il suo uso è ancora appannaggio dei centri d’eccellenza: qui, si eseguono interventi di chirurgia oculare di altissimo livello e, nelle mani di alcuni tra i medici più preparati e competenti al mondo, il laser a femtosecondi riesce davvero ad esprimersi in tutta la sua straordinaria potenzialità. Conosciamo dunque più da vicino i vantaggi del femtolaser, capiamo di che tipo di strumento laser si tratta e perché è ritenuto così speciale.

Che cos’è il femtolaser o laser a femtosecondi

Il femtolaser è uno strumento laser di ultimissima generazione che trova spazio, oggi, nell’ambito di diversi interventi di chirurgia oftalmica. Lo si usa:

  • negli interventi di chirurgia refrattiva, cioè gli interventi per la correzione permanente dei difetti visivi;
  • durante interventi per il trattamento di alcune patologie oculari, tra le quali citiamo la cataratta;
  • durante interventi di chirurgia corneale, come per esempio nell’inserimento di anelli intrastromali per il trattamento del cheratocono.

L’uso di uno strumento laser per il trattamento di patologie oculari e difetti visivi non è una novità: già dagli anni Ottanta il laser ad eccimeri ha fatto il suo ingresso nell’ambito della chirurgia oftalmica, per divenire e rimanere uno dei protagonisti incontrastati di una vasta gamma di procedure chirurgiche.

Per il suo campo d’applicazione specifico e per le sue caratteristiche intrinseche, tuttavia, il femtolaser è qualcosa di diverso. Si tratta, in breve, di un laser ad infrarossi che emette microimpulsi della durata di pochi femtosecondi (ovvero milionesimi di miliardesimi di secondo).

Femtolaser: ecco i 5 vantaggi

Vediamo dunque quali sono i 5 vantaggi del femtolaser, che lo rendono uno strumento così ambito, interessante ed utile sia per il medico che per il paziente.

  1. Sostituisce efficacemente l’uso del bisturi, consentendo di eseguire incisioni senza lame.
  2. E’ altamente programmabile. Il chirurgo può stabilire, prima dell’intervento, quanto e come il femtolaser si muoverà, definendo forma e spessore dell’incisione.
  3. E’ altamente controllabile. Qualora il paziente si dovesse muovere troppo o fosse necessario interrompere la procedura, il laser sospende immediatamente la sua azione.
  4. Offre un livello di precisione elevatissimo. Il laser a femtosecondi raggiunge un livello di precisione e di omogeneità delle incisioni mai vista prima. Una precisione eccellente, sia in termini di forma che di spessore.
  5. E’ uno strumento altamente igienico. Poiché si avvale dell’uso di raggi infrarossi, il femtolaser non “tocca” materialmente le strutture oculari del paziente. Ecco perché regala un eccellente livello di igiene della procedura. Di conseguenza il rischio di complicanze intra e post operatorie si riduce drasticamente.

Anche un non addetto ai lavori può dunque facilmente comprendere come una medesima procedura chirurgica, se eseguita con l’ausilio del femtolaser, abbia una marcia in più.

Per fare due esempi tra i più comuni (ma ve ne sono molto altri), si pensi al salto di qualità che possono fare:

  • l’intervento di cataratta (che assumerà pertanto il nome di femtocataratta);
  • l’intervento di correzione dei difetti visivi con tecnica LASIK (che assumerà il nome di femto-LASIK).

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Come avviene l’intervento di cataratta?

come avviene l'intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

L’intervento di cataratta è una procedura di breve durata e totalmente indolore. L’idea di subire una procedura chirurgica agli occhi può, tuttavia, suscitare un po’ di apprensione: ecco perché essere bene informati su come avviene l’intervento di cataratta può essere di grande aiuto per affrontarlo serenamente e per comprenderne a fondo tutti i vantaggi.

Conosciamo il nostro occhio più da vicino

Per comprendere come avviene l’intervento di cataratta è importante avere una minima conoscenza dell’anatomia dell’occhio. L’occhio umano si compone di un bulbo oculare, al centro del quale si trova una piccolissima lente. Essa è grande come una lenticchia ed è chiamata cristallino. Nella parte anteriore del bulbo si trova un piccolo foro, la pupilla, attraverso il quale entrano i raggi luminosi. La luce va a colpire proprio il cristallino, che si occupa poi di rifletterla sulla retina, una delicata e preziosa membrana che riveste internamente il bulbo oculare. Da lì, l’informazione luminosa è convogliata al nervo ottico, che la trasferisce a sua volta al cervello. Nel cervello, infine, essa è opportunamente decodificata.

Naturalmente si tratta di una descrizione molto semplificata per “non addetti ai lavori”, perché l’apparato visivo è ben più sofisticato e complesso di quel che può apparire da queste poche righe. Tuttavia, rende molto bene l’idea del ruolo primario che il cristallino svolge nel processo visivo.

Anatomia dell'occhio

Quando il cristallino si deteriora: la cataratta

La cataratta si verifica quando il cristallino perde trasparenza e pertanto fatica a far passare i raggi luminosi verso la retina. L’opacizzazione del cristallino è un fenomeno del tutto naturale che peggiora in modo non reversibile mano a mano che il tempo passa. La cataratta è in gran parte legata all’invecchiamento cellulare, anche se talvolta può avere altre cause. Infine, non è curabile farmacologicamente: l’unico modo per porvi rimedio è l’intervento di cataratta.

Come avviene l’intervento di cataratta?

L’intervento di cataratta ha luogo in due fasi:

1 – Rimozione del cristallino opacizzato

Lo specialista esegue una piccolissima incisione sulla cornea ed accede alla capsula che contiene il cristallino attraverso uno strumento chiamato facoemulsificatore. Si tratta di uno strumento ad ultrasuoni che, simultaneamente, frantuma e aspira il cristallino opacizzato.

Nei centri d’eccellenza come CAMO – Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile eseguire la piccola incisione con uno strumento laser anziché con il bisturi. Lo strumento in questione si chiama laser a femtosecondi. In questo modo, l’intervento acquista una ancor maggiore controllabilità e precisione, mentre gli eventuali rischi intra e post operatori sono ridotti davvero al minimo.

2 – Inserimento di una IOL – Lente Intraoculare

Lo specialista inserisce al posto del cristallino opacizzato una lente intraoculare. Si tratta di un cristallino artificiale perfettamente trasparente, biocompatibile e destinato a durare per tutta la vita del paziente. Oltre a ripristinare le funzioni del cristallino naturale, la lente artificiale può anche essere dotata di un potere diottrico compatibile con le esigenze visive del paziente, e quindi risolvere eventuali difetti visivi.

Un esempio:

se oltre ad essere affetto da cataratta il paziente ha anche un problema di miopia, la lente intraoculare potrà anche essere dotata dell’opportuno potere diottrico per correggere la miopia. E non solo: le moderne lenti intraoculari sono disponibili anche nella tipologia multifocale, perfetta per correggere più difetti visivi al contempo.

Hai bisogno di altri chiarimenti in merito a come avviene l’intervento di cataratta? Desideri prenotare una visita oculistica specialistica per la cataratta? Siamo a tua disposizione.

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Chirurgia della cataratta senza bisturi

Cataratta senza bisturi - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La chirurgia della cataratta è un argomento molto attuale e di sempre maggior interesse anche al di fuori dell’ambito strettamente medico. L’intervento di cataratta è, a tutti gli effetti, un’operazione di microchirurgia oculare che, nonostante le rassicurazioni di amici e parenti, è capace di incutere ansia e preoccupazione nel paziente meno informato. Oggi, tuttavia, è possibile effettuare l’intervento di cataratta seguendo una formula “gentile”, che non si avvale per nulla dell’uso del bisturi. Conosciamo più da vicino l’intervento di cataratta senza bisturi.

Come avviene l’intervento di cataratta

L’intervento di cataratta prevede che il chirurgo sostituisca il cristallino oramai opacizzato con uno artificiale. Il cristallino naturale viene frantumato dal facoemulsificatore e contestualmente aspirato. Durante la seconda parte dell’intervento il chirurgo inserisce un cristallino artificiale, ovvero una lente intraoculare (IOL), che può anche avere un potere diottrico adeguato alle necessità del paziente. L’intervento è indolore e dura pochi minuti, mentre il cristallino artificiale è destinato a mantenere intatta la sua funzionalità e le sue caratteristiche per tutta la vita del paziente. Nel complesso, si tratta di un intervento capace di offrire al paziente una capacità visiva ottimale e con essa un senso di indipendenza che gli consentiranno di affrontare con ottimismo e serenità anche l’età avanzata.

L’intervento di cataratta “tradizionale”

L’intervento di cataratta nella sua versione “tradizionale” prevede che il chirurgo effettui una minima incisione con l’aiuto di un bisturi. Naturalmente al paziente si somministra un collirio anestetico, motivo per cui non sente alcun dolore. L’uso del bisturi è previsto solamente nella prima fase dell’intervento, quando si rende necessaria una piccola via d’accesso per l’introduzione degli strumenti operatori e del cristallino artificiale. Al termine dell’intervento si applica un punto di sutura.

L’intervento di cataratta senza bisturi

L’uso del laser rappresenta una perfetta opportunità per chi non è molto entusiasta all’idea di sottoporsi all’intervento con il bisturi. In questo caso, le caratteristiche dell’intervento rimangono le stesse, con la differenza che sarà un laser di ultima generazione ad effettuare l’incisione che consentirà la sostituzione del cristallino. Il laser in questione prende il nome di laser a femtosecondi – un’unità di misura che indica il miliardesimo di secondo – ovvero la velocità con la quale lo strumento emette degli impulsi luminosi. Il femtosecondi riesce a tutti gli effetti a sostituirsi al bisturi pur non essendo un bisturi. Il paziente anche in questo caso non prova alcun dolore, e non dovrà sottoporsi ad alcun punto di sutura al termine della procedura.

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Presso il Centro Ambrosiano Oftalmico è possibile sottoporsi all’intervento di cataratta senza bisturi. Se vuoi saperne di più, prenota oggi stesso una visita oculistica specialistica per la cataratta. Puoi chiamarci dal lunedi al venerdi allo 02 6361191 dalle 9.00 alle 19.00.

Intervento di cataratta: 5 motivi per non rimandare

intervento di cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

Il 27 novembre 1949 è una data davvero significativa per il mondo della chirurgia oftalmica. In quella data, infatti, si impiantava a Londra la prima lente intraoculare al mondo. Una vera e propria rivoluzione. L’intervento di cataratta al quale oggi siamo abituati è una pratica davvero veloce ed indolore, per nulla rischiosa né stressante per il paziente che vi si sottopone. Un grande traguardo che la medicina oftalmica ha raggiunto con il tempo. Uno dopo l’altro, infatti, si sono compiute 5 grandi rivoluzioni che hanno perfezionato l’intera procedura, a partire dalla fase diagnostica fino all’intervento di cataratta vero e proprio. Il risultato è un intervento estremamente appagante sia per il medico che lo esegue, sia per il paziente che vi si sottopone.

1 . La rivoluzione in ambito diagnostico

Le moderne tecnologie oggi mettono a disposizione dei centri d’eccellenza di tutto il mondo strumenti diagnostici particolarmente avanzati, capaci di offrire efficienza, precisione millimetrica ed affidabilità estrema. Nel corso della visita oculistica preoperatoria – grazie a questi strumenti – è possibile raccogliere innumerevoli dati circa la salute oculare del paziente, la struttura morfologica e gli aspetti funzionali del suo apparato visivo. Una miriade di informazioni preziose che poi saranno automaticamente riproposte al chirurgo in sala operatoria.

2 – A proposito di microscopio…

I microscopi di oggi non sono più i microscopi di una volta. Dal secolo scorso ad oggi, la tecnologia ha messo al servizio della medicina uno strumento le cui potenzialità sarebbero sicuramente andate ampiamente al di là di quanto Sir Ridley potesse immaginare. I microscopi presenti oggi nelle sale operatorie dei centri d’eccellenza di tutto il mondo dispongono di una qualità ottica davvero elevata. Inoltre riescono anche a proporre al chirurgo dati ed informazioni utili per il buon andamento degli interventi.

3 – Il laser, il “re” delle invenzioni!

Il terzo motivo per il quale non dovreste soprassedere di fronte ad una diagnosi di cataratta si chiama laser a femtosecondi. Sappiamo tutti che il laser ha rivoluzionato il mondo della medicina e della chirurgia. A seconda della lunghezza d’onda, del gas impiegato per il suo funzionamento e delle finalità per il quale è concepito, avremo un laser differente. Anche in oculistica i laser sono differenti: laser giallo, laser sottosoglia, laser 2RT, laser argon sono forse nomi dei quali avete sentito parlare. Ma la rivoluzione che l’avvento del laser a femtosecondi è riuscita a portare è davvero qualcosa di unico nel suo genere. Il laser a femtosecondi è capace infatti di sostituirsi in toto ad un bisturi, eseguendo incisioni sui tessuti pur senza che questi vengano toccati da qualunque tipo di strumento meccanico. Le incisioni eseguite con laser a femtosecondi, inoltre, vantano una lunga serie di caratteristiche che le rendono di gran lunga più vantaggiose rispetto a quelle eseguite con altri strumenti meccanici.

Tra queste caratteristiche citiamo:

  • programmabilità e controllabilità al millimetro dell’incisione;
  • estrema precisione dell’incisione;
  • nessuna necessità di punti di sutura al termine dell’intervento;
  • “pulizia” estrema e quindi minor rischio intraoperatorio per il paziente.

4 – Il facoemulsificatore

Il facoemulsificatore ad ultrasuoni è uno strumento che, nelle sue versioni di ultima generazione, offre elevatissima precisione ed affidabilità. In questi apparecchi, gli ultrasuoni emessi dalla sonda sono mantenuti a pressione sempre costante. Inoltre, la stessa quantità di ultrasuoni è ridotta al minimo necessario per portare a termine l’esecuzione dell’intervento di cataratta.

5 – Le lenti intraoculari

Sulle lenti intraoculari si potrebbe aprire un lunghissimo capitolo. Se l’idea di Sir Ridley era quella di sostituire il cristallino, oggi la moderna chirurgia oftalmica consente al paziente di andare ben oltre questo traguardo. Le lenti intraoculari sono moderni dispositivi capaci di adattarsi perfettamente alle caratteristiche dell’apparato oculare del paziente, ma non solo. Esse possono anche far fronte alle sue esigenze personali. Biocompatibili, estremamente durevoli nel tempo, flessibili, customizzabili sotto più punti di vista, capaci di correggere uno o più difetti visivi contestualmente: i vantaggi sono davvero innumerevoli.

Insomma, dopo aver letto questo breve articolo avrai 5 motivi in più per sottoporti in tutta serenità all’intervento di cataratta non appena ricevi la diagnosi.

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Che cos’è la cataratta?

Che cos'è la cataratta - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

 

Fino a qualche decina di anni fa la cataratta sembrava essere un argomento riservato agli addetti ai lavori e si tendeva ad accettare il graduale e pur tuttavia importante calo di capacità visiva come un “sintomo” naturale dell’età avanzata. Oggi grazie alla globalizzazione dell’informazione ed alla maggiore sensibilità verso temi quali la prevenzione e la salute oculare, che cos’è la cataratta non è più un mistero. Anzi, più se ne parla, e meglio è. 

Che cos’è la cataratta?

Cataratta è un termine che si usa per indicare la sensazione di annebbiamento visivo dovuta all’opacizzazione del cristallino. All’interno del nostro occhio vi è una lente piccolissima (della dimensione di una lenticchia) che, quando è sana, è perfettamente trasparente e molto flessibile. Mano a mano che il tempo passa e l’età avanza, questa lente comincia a perdere gradualmente trasparenza e flessibilità. Poiché il suo ruolo, nel contesto della funzione visiva, è quello di lasciar passare la luce e favorire la corretta messa a fuoco delle immagini, è evidente che se il cristallino perde efficienza, anche la visione comincerà a perdere qualità.

Per rispondere dunque alla domanda “che cos’è la cataratta” in modo ancor più semplice ed intuitivo, si immagini il vetro di una finestra. Se da nuovo è lucido e perfettamente trasparente, con il trascorrere del tempo diviene sempre più opaco.

Ma la cataratta viene a tutti? Come influisce sulla vista?

Ora che abbiamo capito che cos’è la cataratta, è fondamentale rispondere ad una serie di quesiti sul tema. La cataratta non viene a tutti, ma è davvero molto frequente. Mano a mano che il tempo passa, la visione di un paziente affetto da cataratta si fa sempre più incerta. I colori perdono vivacità ed i contorni delle cose si fanno meno definiti. La vista, in generale, perde in qualità. Una situazione che si ripercuote sulla vita quotidiana del paziente, che perde a sua volta sicurezza in se stesso e vede compromessa la percezione della sua autonomia. In questo senso, la cataratta non è solo una patologia oculare, ma è un fenomeno capace di far sentire una persona in età anche moderatamente avanzata improvvisamente “vecchia”.

Tornando alla metafora della finestra, l’unica soluzione, ad oggi, è quella di sostituire il vetro vecchio con uno nuovo. Non esiste infatti terapia farmacologica in grado di riportare il cristallino alla sua perfetta trasparenza.

Ho capito che cos’è la cataratta: ma cosa succede se non faccio nulla per curarla?

Si consideri che viviamo in una società in cui la terza età è davvero una seconda giovinezza. Gli anziani di una volta oggi non esistono più. Raggiunta l’età matura, sono sempre di più le persone che riscoprono hobby, interessi e passioni che non avevano avuto modo o tempo di coltivare in precedenza. Passeggiate all’aperto, viaggi, trekking, uscite in bicicletta, serate con gli amici, corsi di ballo. Per non parlare di chi ha la fortuna di essere nonno, e che spesso, per dare una mano ai figli impegnati nel lavoro, si dedica ai nipoti a tempo pieno.

Sarebbe davvero impensabile lasciare che la cataratta faccia il suo corso e soprassedere di fronte all’opportunità di trattarla in modo definitivo. Tanto più che oggi l’intervento di cataratta è totalmente indolore, di brevissima durata e risolutivo.

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Lenti intraoculari: quanto sono sicure

Lenti intraoculari - CAMO - Centro Ambrosiano Oftalmico

La prima lente intraoculare al mondo fu impiantata a Londra nel lontano 1949 da Sir Harold Ridley. Da allora, il mondo delle biotecnologie applicate alla medicina oftalmica ha fatto davvero passi da gigante. Il risultato è una vasta gamma di lenti intraoculari altamente innovative e performanti, capaci di rispondere ad una sempre più ampia rosa di esigenze. Una realtà ben lontana da quella che Sir Ridley avrebbe anche minimamente potuto immaginare. 

Lenti intraoculari: non solo cataratta

E’ abbastanza comune tra i non addetti ai lavori associare il concetto di lenti intraoculari a quello di intervento di cataratta. E’ noto infatti che, durante l’intervento di cataratta, il cristallino oramai opacizzato viene rimosso e sostituito con una nuova lente artificiale. Una lente intraoculare appunto. Ma la realtà è ben più vasta e ben più interessante.

1 – Quando l’intervento di cataratta diventa personalizzabile

Innanzitutto conviene sapere che l’intervento di cataratta apre al paziente una varietà di possibilità davvero inimmaginabili in fatto di risoluzione dei propri problemi visivi. Impiantando una lente intraoculare nel corso dell’intervento di cataratta, è possibile infatti personalizzare la procedura e risolvere anche eventuali difetti visivi. La lente intraoculare avrà dunque un duplice scopo:

  1. restituire una visione ottimale, nitida e ben definita, in virtù della perfetta trasparenza del cristallino artificiale;
  2. consentire di risolvere in modo permanente uno o più difetti visivi, grazie al potere diottrico della lente in questione.

2 – Le lenti intraoculari non sono “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata

In secondo luogo, non tutti sanno che l’impianto di un cristallino artificiale o lente intraoculare non è “prerogativa” dei pazienti in età matura o avanzata. Un paziente in giovane età con uno o più difetti visivi piuttosto marcati può affrontare un intervento di sostituzione del cristallino oppure di “aggiunta” di una lente intraoculare tutta nuova capace di ovviare ai difetti visivi (tecnica dei due cristallini).

Lenti intraoculari: dispositivi versatili ed altamente sicuri

Quanto spiegato sopra ci dà la misura della straordinaria versatilità di un dispositivo medico-chirurgico capace di rispondere alle esigenze ad una sempre più ampia gamma di pazienti.

Ma le lenti intraoculari vanno bene davvero per tutti? Sono davvero sicure? Comportano rischi o controindicazioni? Sono domande abbastanza comuni. E allora, rispondiamo a questi quesiti:

Perché le lenti intraoculari sono altamente sicure

Può capitare di sentirsi insicuri rispetto all’idea di ricevere una lente intraoculare perché, in fondo, si tratta pur sempre di un corpo estraneo. Tuttavia, a differenza delle prime lenti intraoculari, quelle moderne sono sottilissime, molto flessibili e facili da impiantare. Infine, interesserà sapere che sono altamente tollerate: le possibilità di rigetto sono inesistenti in quanto i materiali sono sicuri e biocompatibili.

Ma allora, davvero non ci sono rischi, ma solo vantaggi?

Le lenti intraoculari sono altamente vantaggiose e particolarmente sicure per i motivi sopra descritti. Scegliere una clinica d’eccellenza ed uno specialista di grande e comprovata esperienza, vi consentirà, ad ogni modo, di “dormire su due cuscini”. Avrete la certezza di mettervi nelle mani giuste, di sapere che la lente prescelta è davvero quella che calza a pennello rispetto alle vostre esigenze e che la sua qualità risponde a quanto di meglio oggi il mercato abbia da offrire.

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Perché l’operazione di cataratta è una delle più praticate al mondo

Operazione di Cataratta - Centro Ambrosiano Oftalmico

Al giorno d’oggi l’operazione di cataratta non è più una procedura chirurgica lontana dalla nostra realtà. Se fino ad una manciata di anni fa la facoemulsificazione si eseguiva su pazienti in età molto avanzata e con una capacità visiva già notevolmente compromessa, oggi è diventata una pratica di routine lungimirante, volta a preservare un’ottimale qualità della visione sul lungo periodo. E non solo: in un contesto demografico caratterizzato da un progressivo invecchiamento della popolazione mondiale, la crescita esponenziale dei numeri relativi agli interventi di cataratta eseguiti in tutto il mondo è più che mai comprensibile.

Primo rapporto mondiale OMS sulla vista. Cosa dicono i numeri

Nel primo rapporto mondiale sulla vista, a cura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, emergono due dati fondamentali:

  1. il notevole e progressivo invecchiamento della popolazione mondiale;
  2. l’aumento del numero di persone affette da patologie oculari.

Parola d’ordine: sensibilizzare la popolazione e fare prevenzione

Alla luce dei dati emersi nel rapporto dell’OMS, risulta chiaro:

  1. quanto sia importante fare prevenzione educando la popolazione ad uno stile di vita sano e dinamico capace di tenere il più possibile alla larga le tipiche patologie connesse all’avanzare dell’età;
  2. sensibilizzare ed informare verso temi ed argomenti non sempre conosciuti a tutti, come la cataratta, ma anche la miopia ed il diabete;
  3. spronare a sottoporsi a controlli specialistici periodici anche in assenza di particolari sintomi;
  4. consigliare di trattare la cataratta al più presto, non appena questa viene diagnosticata.

Operazione di cataratta: perché si esegue sempre di più?

La cataratta dunque si opera sempre di più per diversi motivi:

  1. perché, come suggerito sopra, l’età media della popolazione è sempre più alta;
  2. perché oggi si consiglia di operare non appena si riceve la diagnosi, e non in età avanzata;
  3. perché se lasciata “maturare” eccessivamente, la cataratta può pregiudicare la qualità di vita del paziente, il suo stato di salute psicofisico e, non ultimo, apportare ulteriori danni all’apparato oculare;
  4. perché i grandi progressi tecnologici associati alla chirurgia oftalmica hanno reso l’operazione di cataratta una procedura veloce, indolore ed altamente sicura.

In cosa consiste oggi l’operazione di cataratta?

L’operazione di cataratta consiste nella rimozione del cristallino naturale, che viene frantumato ed aspirato tramite un sottilissimo strumento ad ultrasuoni, chiamato facoemulsificatore. Al termine di questa fase, all’interno della capsula che conteneva il cristallino si inserisce un cristallino artificiale.

Quali sono oggi i vantaggi dell’operazione di cataratta?

I vantaggi sono:

  1. uso di tecnologie d’avanguardia, come il laser a femtosecondi, uno strumento di ultima generazione ad altissima precisione (presente solamente nei centri d’eccellenza) che “assiste” il chirurgo in alcune delicatissime fasi dell’operazione;
  2. possibilità di scegliere che tipo di cristallino artificiale ricevere, di che dimensioni, materiali, con che tipo di potere diottrico (personalizzazione dell’intervento)

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L’intervento di cataratta può stabilizzare la pressione intraoculare

La cataratta ed il glaucoma sono due patologie oculari che possono causare una notevole perdita di capacità visiva, e che non infrequentemente possono essere concomitanti. La differenza tra le due sta nel fatto che, mentre i danni causati dalla cataratta sono risolvibili con un intervento, quelli causati dal glaucoma sono irreversibili. Alcune ricerche hanno provato come uno dei vantaggi dell’intervento di cataratta possa essere, in certi casi, una stabilizzazione della pressione intraoculare. Un vantaggio non trascurabile, se il paziente soffre anche di pressione intraoculare alta. 

L’intervento di cataratta restituisce qualità della visione e della vita

Oggi si tende ad operare la cataratta prima che questa sia molto evoluta, consentendo al paziente di recuperare rapidamente una buona qualità sia di visione che, più in generale, di vita. Nel corso dell’intervento di cataratta, il cristallino naturale, oramai opacizzato, viene rimosso dalla capsula che lo contiene e sostituito con una lente intraoculare. Esistono diverse tipologie di lenti intraoculari, chiamate anche cristallini artificiali, pensate per far fronte alle esigenze specifiche di diversi pazienti: in linea generale, tutte le lenti intraoculari usate nella moderna chirurgia oftalmica sono molto ben tollerate e non necessitano di dover essere sostituite nell’arco della vita di una persona.

Perchè operarsi di cataratta può stabilizzare la pressione intraoculare

Il dottor Berdahl JP, dell’Università del North Carolina, ha condotto uno studio per stabilire gli effetti che l’intervento di cataratta ha sulla pressione intraoculare. La conclusione è stata che in alcuni casi – specialmente nei pazienti che prima dell’intervento mostravano una pressione intraoculare alta – l’intervento di cataratta può influenzare positivamente la pressione intraoculare, anche se il meccanismo che sta dietro a questo miglioramento non è ancora stato indagato né chiaramente definito dal punto di vista scientifico. Tuttavia, alcuni pazienti con una pressione intraoculare alta, dopo l’intervento di cataratta non solo hanno sperimentato un costante abbassamento della stessa, ma hanno anche spesso potuto sospendere la terapia ipotonizzante. E’ bene precisare, tuttavia, che qualora l’eccessiva pressione intraoculare abbia generato danni al nervo ottico, non vi è terapia farmacologica nè intervento chirurgico che vi possa porre rimedio, cioè che possa far regredire i danni instauratisi.

Fonte: Ncbi.nlm.nih.gov

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