Le iniezioni intravitreali

Molte maculopatie, le malattie che colpiscono la parte centrale della retina, possono essere curate mediante iniezioni intravitreali. Queste iniezioni sono delle piccole punture con cui i farmaci, in piccolissime quantità, possono essere somministrati nell’occhio del paziente. Si chiamano intravitreali perché il farmaco viene iniettato direttamente nel corpo vitreo, il gel che riempie l’occhio.

Le iniezioni più utilizzate e conosciute sono quelle di farmaci anti-VEGF. La VEGF è la molecola responsabile della crescita di vasi sanguigni dentro e sotto la retina, che causano la maculopatia e in particolare la degenerazione maculare di tipo umido.

Il Centro Ambrosiano Oftalmico è uno dei pochi centri privati specializzati nella cura dell’occhio con autorizzazione sanitaria per trattare le patologie degenerative della retina tramite iniezioni intravitreali, ed utilizza solo farmaci approvati per l’uso specifico. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti recentemente vietato l’uso di farmaci off-label, cioè di farmaci che sono stati creati per un motivo ma vengono usati per un altro scopo.

 

Terapia della DMLE di tipo umido

I farmaci anti-VEGF (Lucentis, Eylea, Avastin) bloccano i neovasi che si formano dentro e sotto la retina.
Questi farmaci non sono una cura definitiva: hanno la capacità di bloccare la patologia per un determinato periodo ma non possono interrompere definitivamente la comparsa di questi vasi sanguigni. Per questo motivo, successivamente alla diagnosi di DMLE (o degenerazione maculare senile) di tipo umido, i farmaci anti-VEGF vengono somministrati una volta al mese per tre mesi consecutivi. Alla fine di questo primo ciclo di terapia al paziente verrà richiesto di fare controlli mensili, durante i quali con la misurazione della vista, la visita oculistica e l’esame OCT, il medico oculista valuterà se saranno necessarie o meno nuove punture intraoculari.

Nonostante questi farmaci non curino definitivamente la DMLE di tipo umido, è possibile che il paziente ottenga un notevole miglioramento visivo ed è possibile che mantenga una buona capacità visiva per molto tempo.

In media, nel primo anno di trattamento vengono effettuate 6 o 7 iniezioni, e solitamente il numero si riduce progressivamente negli anni seguenti. L’iniezione intravitreale viene eseguita in regime ambulatoriale, in ambiente sterile e dura pochi minuti. E’ praticamente indolore, il paziente infatti avverte solo la sensazione di un piccolo pizzicotto.

L’ocriplasmina

Fino ad oggi la trazione vitreomaculare ed il foro maculare potevano essere trattati solo con la vitrectomia, un intervento chirurgico che prevede la rimozione di tutto il vitreo. L’ocriplasmina è una molecola per il trattamento della trazione vitreomaculare e del foro maculare: si tratta di una singola iniezione nell’occhio del paziente. Questa procedura deve essere preparata ed effettuata da un oftalmologo qualificato, con esperienza nelle iniezioni intravitreali.

  • Il Centro Ambrosiano Oftalmico è stato tra i primi in grado di proporre l’utilizzo di questa molecola, disponibile in Italia dal 26 Febbraio 2014.