Miopia - Come vede un miope

Miopia - Come vede un miope

I primi interventi di correzione della miopia tramite laser risalgono al 1987.
Il Centro Ambrosiano Oftalmico, con la guida scientifica del Dr. Lucio Buratto, ha creduto in questa tecnologia e continua perfezionarla.

Le tecniche di correzione più diffuse sono:

  • Lasik (Laser In situ Keratomileusis), per miopie lievi, medie, forti (fino a 7-8 diottrie)
  • PRK (Photo Refractive Keratectomy), per miopie inferiori a 3 diottrie

Come prepararsi all’intervento

  • sospendere l’uso delle lenti a contatto almeno 3 settimane prima (2 per le lenti morbide)
  • interrompere terapie e colliri (informandone il medico)
  • sospendere l’uso del trucco 3 giorni prima dell’intervento
  • evitare profumi/dopobarba il giorno dell’intervento

Lasik

La tecnica lasik prevede l’uso del laser “all’interno” della cornea.

Attualmente è la tecnica più usata a livello internazionale: circa l’85% degli interventi laser rifrattivi vengono eseguiti con questa procedura.

L’oculista esegue un’incisione sulla cornea con un laser a femtosecondi (alcuni centri utilizzano ancora i microcheratomi meccanici) che crea una lamella corneale, per un diametro di 8-9 millimetri, a una profondità di circa il 25% dello spessore totale della cornea. Poi, sulla parte interna della cornea così esposta, si interviene con il laser a eccimeri. Infine, il chirurgo risistema al suo posto la lamella tagliata, senza la necessità di punti di sutura e senza bendaggio.
Il paziente va a casa con un paio di occhiali scuri.

A differenza della Prk, la Lasik permette un decorso post operatorio rapido e quasi sempre senza dolore. Il recupero della visione avviene nell’arco di poche ore, mentre la stabilizzazione richiede qualche giorno e il processo di guarigione si completa in alcune settimane.

PRK

La tecnica lasik prevede l’uso del laser sulla superficie della cornea.

L’oculista asporta con un’apposita spatolina lo strato più superficiale (epitelio) della cornea e poi, tramite un laser a eccimeri, manda una particolare luce ultravioletta sulla cornea stessa, per «scolpirla» e appiattirla. I raggi laser disintegrano e trasformano in vapore i tessuti che colpiscono (questo fenomeno viene chiamato ablazione), e creano una nuova geometria, che permette alle immagini di arrivare nitide sul fondo dell’occhio, e non più sfuocate.
Questi interventi, com’è facile capire, devono però essere eseguiti con una precisione estrema, a una profondità prestabilita e su microaree ben definite della cornea. Stiamo parlando di millesimi di millimetri, che la mano del chirurgo non è certo in grado di gestire direttamente. Infatti è la macchina a compiere l’ablazione, a parte la rimozione iniziale dell’epitelio, ma è lo specialista ad impostare i dati e a controllare che il tutto si svolga correttamente.

Questa tecnica è relativamente semplice da eseguire e utilizza un solo laser, quello a eccimeri.

Nelle ore successive all’intervento può comparire dolore, anche forte. Frequente è pure la lacrimazione, il fastidio alla luce e un certo bruciore. Il dolore viene controllato con farmaci analgesici e con un’apposita lente a contatto terapeutica, applicata alla fine dell’intervento, che verrà rimossa dopo cinque-sei giorni. La guarigione anatomica (cioè la guarigione della ferita provocata dalla rimozione dell’epitelio e dal raggio laser) si completa in tre-cinque giorni. Solo quando la superficie corneale riacquista il suo aspetto normale, la visione comincia a diventare limpida.
Il recupero visivo totale richiede, però, un tempo maggiore (una o due settimane), mentre la stabilizzazione definitiva arriva, a volte, solo dopo alcuni mesi.

Lasek

E’ una variante della PRK.

L’epitelio della cornea non viene asportato con la spatolina, ma sollevato e arrotolato, grazie a una particolare soluzione alcolica e ad un piccolo strumento a forma di mazza da golf. Il laser agisce poi sullo strato immediatamente sotto e, al termine dell’operazione, il lembo di epitelio della cornea viene ridisteso al suo posto, senza suture.

La ricrescita delle cellule epiteliali è un poco più rapida e regolare, rispetto alla PRK classica, ma la sintomatologia post trattamento ed i tempi di recupero sono simili a quelli della PRK.

(Ultimo aggiornamento: 16/09/2011)