Il glaucoma è una malattia di una certa gravità; se diagnosticata precocemente e curata opportunamente può però essere ben controllata, e quindi permettere una vista confortevole per tutto l’arco della vita.

Il glaucoma è caratterizzato dalla progressiva riduzione della vista causata dall’aumento della pressione interna dell’occhio (ipertono) che avviene per accumulo di umore acqueo, un liquido simile all’acqua prodotto nella parte anteriore dell’occhio per nutrure e dare consistenza al bulbo oculare. L’ipertono in tempi più o meno lunghi provoca una sofferenza delle fibre nervose che convergono nel nervo ottico, e quindi una riduzione della capacità visiva: inizialmente alle parti periferiche del campo visivo, e poi progressivamente alle altre.

Esistono decine di forme cliniche di glaucoma. Le più frequenti sono:

  • Il glaucoma cronico ad angolo aperto
  • Il glaucoma ad angolo stretto o chiuso.

Glaucoma cronico ad angolo aperto

E’ il più frequente. L’umore acqueo raggiunge l’angolo formato da iride e cornea all’interno dell’occhio, ma non viene adeguatamente filtrato dal sistema trabecolare di deflusso (cioè non riesce a passare in maniera sufficiente) in quanto quest’ultimo è strutturalmente alterato; la pressione quindi aumenta. L’entità del danno al nervo ottico e la rapidità con cui esso si instaura dipende dall’entità della pressione oculare, dal tempo in cui essa rimane elevata, dall’età del paziente e da altri fattori.

Glaucome ad angolo stretto

Meno frequente, lo si riscontra più spesso negli anziani e nei pazienti ipermetropi, specie di sesso femminile.
In questo caso l’accesso dell’umore acqueo al sistema trabecolare di deflusso è ostacolato dal fatto che l’angolo formato da iride e cornea ha un’ampiezza ridotta rispetto al normale. In determinate condizioni (lettura protratta, emozioni improvvise, permanenza al buio, uso di farmaci locali o generali che dilatano la pupilla) può scatenare un attacco acuto di glaucoma, evento molto grave che può portare ad una notevole compromissione nella funzione visiva, irreversibile. L’attacco acuto di glaucoma è caratterizzato da un violento dolore in regione orbitaria spesso associato a nausea e notevole abbassamento della vista.

Diagnosi

Se si sospetta un glaucoma è necessario eseguire alcuni semplici esami, i più importanti dei quali sono:

  • la misura della pressione ocupalre (tono oculare)
  • la misura della pressione oculare ripetuta varie volte nella stessa giornata (curva tonometrica giornaliera)
  • l’esame computerizzato del campo visivo
  • la gonioscopia: osservazione dell’angolo camerulare, cioè delle strutture addette al deflusso dell’umore acqueo
  • l’osservazione della papilla ottica nel fondo dell’occhio

Cura

La cura del glaucoma prevede almeno tre modalità:

  • la terapia medica: i colliri hanno lo scopo di ridurre la quantità globale di umore acqueo all’interno dell’occhio, e quindi di ridurre la pressione. Ciò avviene o riducendone la produzione o aumentandone il deflusso.
  • la laserterapia: il trattamento laser del glaucoma ha lo scopo di modificare il sistema oculare di deflusso per ottenere che l’umore acqueo esca dall’occhio più facilmente; le procedure ed i tipi di laser sono diverse a seconda del tipo di glaucoma e del suo stadio di evoluzione. La laserterapia comprende numerose tecniche che hanno in comune la peculiarità di poter essere attuate in modo ambulatoriale, e sono per lo più indolori.
  • gli interventi chirurgici: gli interventi antiglaucomatosi hanno lo scopo di aprire un passaggio nelle pareti dell’occhio per consentire l’uscita dell’umore acqueo in ecesso. L’intervento più comunemente usato è la trabeculectomia. Esistono però numerose altre procedure che vengono utilizzate di volta in volta, in funzione al tipo di glaucoma, allo stadio di evoluzione della malattia, all’età del paziente.

 

(Ultimo aggiornamento: 20/10/2011)